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Smg Uarshiek: Trucidati I Superstiti


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Questa discussione ha avuto 31 risposte

#1 walter leotta

walter leotta
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Inviato 31 maggio 2008 - 01:33

Il 15 dicembre 1942 a sud di Malta il caccia britannico Petard e il greco Queen Olga affondavano il sommergibile UARSHIEK.

Ebbene secondo quanto riportato da Hugh Sebag-Montefiore nel suo libro "Il codice Enigma" (pagina 265) il comandante del Petard fece sparare, anzi, fece fuoco PERSONALMENTE con una mitragliatrice contro i marinai italiani che si stavano arrendendo. Questo è il senso della testimonianza riportata dal medico di bordo del caccia britannico: «Tutto l’equipaggio tranne il comandante erano sicuri che l’equipaggio italiano non rappresentasse per noi più alcun pericolo».

Rientrati in porto, il medico fece immediatamente rapporto all’Ammiragliato. Sta di fatto che dopo poche settimane il comandante fu sbarcato e nel corso dei restanti anni del conflitto assunse solo incarichi amministrativi. Nel lasciare il Petard, ai suoi uomini l’ufficiale disse che la rimozione era dovuta «a un calo della vista».

HMS PETARD

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Modificata da walter leotta, 31 maggio 2008 - 01:36 .


#2 Bubbe

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Inviato 31 maggio 2008 - 01:47

Che schifoso...qual'era il suo nome?
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_____________________WE ARE TIGER VERY VERY TIGER!!! FOLGORE FOLGORE ALALA'!!!
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#3 Charlie Bravo

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Inviato 31 maggio 2008 - 01:50

Direi che questa notizia se accertata inquesti termini sarebbe l'esatto contrario di quella della Targa Commemorativa dei veterani americani per il tenente tedesco. Capisco ma non giustifico le convenienze belliche nella gestione del personale ma una pura sanzione amministrativa per una efferatezza del genere mi sembra una porcheria.
Qui ci voleva la collina del disonore.

TANGO & ITALIAN TANG FOREVER


#4 walter leotta

walter leotta
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Inviato 31 maggio 2008 - 01:52

Era il Lt Cdr M. Thornton.. peraltro il suo comportamento nell'affondamento dell'U559 aveva già creato altri malumori... nei prossimi giorni cercherò altre informazioni

#5 walter leotta

walter leotta
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Inviato 31 maggio 2008 - 01:55

Il sommergibile italiano era al comando del t.v. Gaetano Arezzo della Targia: le vittime dell'azione furono 18

#6 Odisseo

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Inviato 31 maggio 2008 - 02:10

Se le cose andarono effettivamente come le racconta il libro, non c'è dubbio che si trattasse di un criminale di guerra.
Bisognerebbe capire i motivi del comportamento della Royal Navy.
Avendolo sbarcato, qualche cosa devono avere trovato ... questo sarebbe il caso in cui avere "in mano" gli archivi inglesi della II GM sarebbe cosa ottima.
Saluti.

Odisseo

Modificata da Odisseo, 31 maggio 2008 - 02:11 .


#7 walter leotta

walter leotta
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Inviato 31 maggio 2008 - 02:13

Thornton, Mark
c. 1907 - 21.11.1982

(09.1939) Commanding Officer, HMS Scimitar (destroyer) (Portsmouth)

11.03.1940 (12.1941) Commanding Officer, HMS Harvester (destroyer)

28.04.1942 - 01.1943 Commanding Offficer, HMS Petard (destroyer)

(02.1943) no appointment listed

01.04.1943 - (06.)1943 HMS Monck (HQ Combined Training, Largs)

(08.1943) - (06.1944) Amphibious Warfare Branch, Combined Operations HQ

07.03.1945 - (04.1946) on staff of Flag Officer, Naval Air Stations [HMS Daedalus (RN Air Station, Lee-on-Solent)]

(07.1948) no appointment listed

15.02.1950 - (05.1950) Commanding Officer, HMS Boxer (destroyer) & as Commander (D) Portsmouth

23.02.1951 - (05.)1953 Commanding Officer, HMS Royal Albert

10.08.1953 - (01.1956) Admiralty Liaison Officer for Merchant Navy, Liverpool (and for RNR Liaison Duties) [HMS President]

#8 Odisseo

Odisseo
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Inviato 31 maggio 2008 - 02:19

Interessante Walter.
Gli hanno dato il comando di un caccia dopo ben 5 anni dalla fine della guerra.
Grazie, ciao.

Odisseo

#9 walter leotta

walter leotta
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Inviato 31 maggio 2008 - 02:19

Difficile trovare qualcosa.... il comandante del Torbay nonostante avesse fatto sparare su soldati tedeschi caduti in mare (ed è provato) ebbe un blando ammonimento scritto e ......la Victoria Cross

#10 Charlie Bravo

Charlie Bravo
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Inviato 31 maggio 2008 - 02:25

Ho notato il comando del caccia nel 1950 che farebbe pensare allo stesso grado del '43; sarebbe interessante anche sapere se era della Riserva o uno Stato Maggiore DOC.
Comunque per ogni considerazione definitiva bisognerebbe avere la certezza assoluta degli avvenimenti.

TANGO & ITALIAN TANG FOREVER


#11 brin

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Inviato 31 maggio 2008 - 02:40

Comunque per ogni considerazione definitiva bisognerebbe avere la certezza assoluta degli avvenimenti.



Concordo. Proprio per questo esprimere giudizi severi senza conocere in modo approfondito i fatti, mi pare un po' azzardato. Sarebbe interessante averne maggiori documenti, per potere dare un giudizio sereno ed approfondito.

Luca

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#12 Totiano

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Inviato 31 maggio 2008 - 03:06

ho avuto contatti con un naufrago dello Uarshek tanti anni fà, che mi raccontò i fatti proprio in questo modo. mi disse anche che a fine guerra furono in molti a fare rapporto su questo evento e questo significa che all'uSMM qualcosa si dovrebbe trovare.

purtroppo so benissimo che non è un sigillo all'evento però è qlc che fà pensare....

#13 GM Andrea

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Inviato 31 maggio 2008 - 04:23

Sull'affondamento dello Uarsciek, e sull'inchiesta da parte italiana che ne seguì, c'è un ottimo saggio di F. Prosperini sul Bollettino d'Archivio dell'USMM, giugno 2006. In verità vi si affrontano principalmente le questioni dei ritardi e delle incomprensioni da parte dell'equipaggio, che portarono a consentire agli inglesi di salire a bordo del battello prima che affondasse.
Nel saggio sono riferite due azioni di fuoco a spazzare la coperta del sommergibile: nella prima, immediatamente successiva all'affioramento, rimasero uccisi il Comandante, il tenente e il nostromo; a quel punto l'Ufficiale di Rotta diede ordine di abbandonare il battello, e fu mentre l'equipaggio iniziò ad uscire che partirono nuove raffiche dirette in particolar modo alla zona prodiera del cannone.
Questo secondo episodio naturalmente è quello che lascia più dubbi, anche se da parte inglese potrebbe dirsi che si era sparato per prevenire eventuali risposte al fuoco da parte italiana.
Fatto sta che nel saggio in questione non si fa cenno alla ipotizzata proditorietà e inutilità della (seconda) azione di fuoco.

Modificata da GM Andrea, 31 maggio 2008 - 04:25 .


#14 Guest_luciano pietri_*

Guest_luciano pietri_*
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Inviato 31 maggio 2008 - 04:39

certo che giudicare oggi un evento del genere non è facile.
con il clima odierno anche solo leggere il resoconto dell'evento ti fa provare un moto potente di riprovazione e di condanna, non so se a poter giudicare nei giorni in cui avvenne ,la condanna netta sarebbe la stessa o potrebbe risentire del diverso contesto , rispetto ad oggi, in cui avvenne.
Comunque di sicuro non è un comportamento degno di un comandante che dovrebbe poter mantenere la necessaria freddezza in ogni frangente.

#15 brin

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Inviato 31 maggio 2008 - 04:57

Ringrazio Andrea per il resoconto. Io, al contrario, ne traggo una sensazione opposta. Per me, la colpevolezza di un imputato di un qualsivoglia delitto va dimostrata al di la di ogni ragionevole dubbio: egli è inncente fino a prova contraria, e poi qui i dubbi sono davvero tanti.

E se quell'uomo non avesse compreso che i nostri uomini stavano pacificamente abbondonando il battello? E se avesse pensato ad un ultimo e disperato tentativo d resistenza? E se, mentre il grosso abbandonava il battello, un piccolo gruppo, pur contravvenendo agli ordini ricevuti, avesse tentato di reagire?

Se avesse mitragliato dei naufraghi su delle scialuppe, od in mare attaccati a relitti, il discorso sarebbe stato evidentemente diverso, ma quegli uomini si trovavano su di un mezzo ancora potenzialmente offensivo. Ma è un parere titubante e parziale, proprio perchè non conosco i fatti in modo approfondito.

Prima di dare dello "schifoso" o di esprimere giudizi severi, ritengo sia necessaria un'approfondita cognizione della vicenda, e dei documenti disponibili su di essa, che noi non possediamo.

Modificata da brin, 31 maggio 2008 - 06:51 .

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#16 GM Andrea

GM Andrea
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Inviato 31 maggio 2008 - 05:10

Concordo pienamente con Brin.


#17 Guest_Mattesini_*

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Inviato 01 giugno 2008 - 09:04

Sull’affondamento del sommergibile UARSCIEK , Corrado Capone ha scritto nel libro “Siamo fieri di voi”:

“Il 15 febbraio 1943, il sommergibile “alle ore 04.00 al largo di Malta ha attaccato un convoglio nemico lanciando due siluri uno dei quali va a segno. Sottoposto a intensa caccia, precipita fino a 160 mt di profondità. Quando si riesce a riprendere il controllo, deve emergere per autoaffondarsi. Malgrado gli sforzi del Sc. Sil.ta Michele Mario Caggiano, rimasto solo a bordo per accelerare l’affondamento, (il Sc. Caggiano sarà uno dei pochi superstiti), il sistema di autodistruzione tarda a funzionare e permette ai CCtt “Petard” e “Queen Olga”, greco, di prenderlo a rimorchio. Mentre questa operazione e in corso, il battello colò a picco. I superstiti [comandante, comandante in seconda e 16 tra sottufficiali, sottocapi e comuni] vengono tratti in salvo dalle unità di scorta”.

Secondo notizie britanniche la Squadra d’abbordaggio del PENN riuscì a recuperare dall’UARSCIEK importanti documenti, tra cui quello riguardante la posizione degli sbarramenti minati, posati dagli italiani e dai tedeschi.

Quanto al comandante del cacciatorpediniere, il capitano di corvetta James Hamilton Swain, esso assunse la guida della sua nave il 2 dicembre 1941 e la tenne fino al novembre del 1943, quando fu sostituito, al termine del suo periodo di comando, dal tenente di vascello Michael John Wake Pawsey.

Quindi, per Swain, non vi fu nessuna punizione per come aveva condotto l’azione contro l’UARSCIEK.

Ricordo che Swain, con il PENN, era stato uno dei tre tenaci comandanti dei cacciatorpediniere che avevano permesso alla petroliera OHIO, gravemente danneggiata, di raggiungere Malta durante la “Battaglia di mezzo agosto”(operazione Pedestal), e per questa sua impresa era stato decorato al valore.

Secondo la versione inglese il sommergibile, gravemente danneggiato, non accennava ad essere abbandonato dall’equipaggio e, come era logico, il PENN proseguì il fuoco, non per uccidere i naufraghi, ma per costringerli ad affrettare l’abbandono della loro nave.

I venti supersdtiti furono poi recuperati dai due cacciatorpediniere che aveva portato alla perdita del sommergibile italiano.

Sulle presunte atrocità compiute nelle azioni di guerra, in mancanza di riscontri precisi che possano contestare affermazioni di protagonisti che, con il passare degli anni, risultano spesso sballate, si deve andare sempre cauti.

Francesco

#18 walter leotta

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Inviato 01 giugno 2008 - 10:00

per Mattesini


ciao Francesco,
Il protagonista dell'azione incriminata non è il comandante del PENN ma quello del PETARD. I dubbi sulla condotta del PETARD sono stati sollevati dal medico di bordo della stessa unità e quindi ritengo sia degna di attenzione. Inoltre, come ho già detto, al rientro in porto il comandante THORNTON venne sbarcato.

In ogni caso ho scoperto che negli anni Settanta fu pubblicato un libro sul Petard, diventato famoso per la cattura dell'U559... in quel libro la vicenda dello UARSHIEK nei termini esposti nel primo post è descritta dettagliatamente

Modificata da walter leotta, 01 giugno 2008 - 10:19 .


#19 GM Andrea

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Inviato 01 giugno 2008 - 10:24

Temo che Capone abbia fatto confusione.

Anzitutto l'episodio dello Uarsciek è del 15 dicembre '42, non del 15 febbraio '43.

Non mi risulta che alle vicende abbia preso parte il Penn del Lt. Cdr. Swain.

Fra i 17 Caduti dello Uarsciek (11 uccisi e 6 annegati) vi furono il Com.te e l'Ufficiale in 2^, che non vennero evidentemente tratti in salvo. I supersiti furono viceversa 30.

Non risulta poi che a bordo sia rimasto il Sc. Caggiano. Rimasero viceversa il Ten. GN Coniglione, il GM Florio e il marinaio Allocca.


#20 Guest_Mattesini_*

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Inviato 01 giugno 2008 - 10:30

Mi costa ammettterlo, ma la confusione l'ho fatta io, consultando un testo inglese. La data dell'affondamento è realmente il 15 dicembre, e il cacciatorpediniere è in effetti il PETARD.

Francesco

#21 Odisseo

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Inviato 01 giugno 2008 - 01:16

Sulle presunte atrocità compiute nelle azioni di guerra, in mancanza di riscontri precisi che possano contestare affermazioni di protagonisti che, con il passare degli anni, risultano spesso sballate, si deve andare sempre cauti.


Mi costa ammettterlo, ma la confusione l'ho fatta io, consultando un testo inglese. La data dell'affondamento è realmente il 15 dicembre, e il cacciatorpediniere è in effetti il PETARD.

Cose che capitano, non preoccuparti.
Ciao.

Odisseo

#22 Desga

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Inviato 01 giugno 2008 - 01:43

Secondo la versione inglese il sommergibile, gravemente danneggiato, non accennava ad essere abbandonato dall’equipaggio e, come era logico, il PENN proseguì il fuoco, non per uccidere i naufraghi, ma per costringerli ad affrettare l’abbandono della loro nave.


Ragazzi ho letto questa serie di post e vi diro' che la cosa benche' atroce non mi stupisce piu' di tanto!
vedete ho avuto la prova che,come qui e' raccontato,cio' che ha sempre affermato mio nonno e'vero.....mi spiego come avrete gia' letto sui vostri libri anche nel caso dell'Anfitrite si verifico' un caso analogo :danneggiamento del somergibile causa protratto attacco del Desstroyer Greyhound solo che a differenza del somm. UARSHIEK. l'Anfitrite si poggio' sul fondo i sopravissuti dall'attaco delle bombe di profondita' erano ancora molti unica via di salvezza era l'utilizzo di quel dispositivo di emergenza che come voi mi avete detto si chiama la "campana" Gerolimi Arata. Un solo marinaio alla volta poteva giungere in superficie.... percio' una alla volta iniziarono la loro risalita in superficie tuttavia ad attenderli vi fu la raffica di mitragliatrice del Destroyer e la maggior parte degli uomini peri' in questa seconda occasione.Tra i 7 soppravissuti rimasti di 41 c'era pure mio nonno che mi ha sempre fatto con orgoglio il foro del proiettile che in quella occasione gli buco la coscia sinistra!
Ora secondo il libro "The Royal Navy and the Mediterranean
Di G. A." il racconto e' completamente diverso viene messa giu' una versione nettamente piu' soft e molto diversa....solo che mio nonno quell'esperienza l'ha vissuta veramente e sono sicuro di quello che ha sempre raccontato.
Percio' io credo che nel caso del comandante del Petard se il medico non avesse parlato nessuno sarebbe venuto a conoscenza di cio che avenne nel caso del sommergibile UARSHIEK e percio' il Lt Cdr M. Thornton avrebbe tranquillamente continuato la sua carriera.non sarebbe successo assolutamente nulla e magari avrebbe preso pure delle medaglie!! esattamente come nel caso del comandante del greyhound!Mio nonno invece dal marzo del 41 fino alla fine della guerra rimase in un campo di prigionia ad alessandria d'egitto!!

Come dice un famoso provverbio

OCCHI NON VEDE CUORE NON DUOLE!!

Modificata da Desga, 01 giugno 2008 - 01:45 .

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#23 Guest_Mattesini_*

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Inviato 01 giugno 2008 - 06:28

Dal momento che la mia memoria, per data e nave, mi ha giocato un brutto scherzo su un avvenimento che conosco benissimo, stavolta, per descrivere l’affondamento del sommergibile ANFITRIDE da parte del cacciatorpediniere GREYHOUND, vado sul sicuro, riportando quanto scritto dall’Ufficio Storico in “Navi militari perdute”:

“Il mattino del 6 [marzo 1941] mentre si trovava in immersione nel punto d’agguato [20 mg. a S.E. da Capo Sidero – Isola Caso] fu improvvisamente attaccato0 con bombe di profondità da unità percepita prima agli idrofoni (Ct. britannico GREYHOUND). Date le avarie subite il sommergibile venne a galla ove fu accolto dal fuoco di Ct nemici. Furono eseguite subito le manovre per l’autoaffondamento che si effettuò mentre una imbarcazione inglese recuperava i feriti”.

#24 Desga

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Inviato 01 giugno 2008 - 10:09

Ragazzi non e' che io ne voglia fare una polemica ma fino a 10 anni fa la stessa versione che ho postato in Richiesta di aiuto l'ho sempre sentita raccontare da mio nonno che quell'esperienza la visse in prima persona!!
Quando scoprii la discussione RICHIESTA DI AIUTO e raccontai la mia versione dei fatti tutti rimasero stupiti...ovunque su qualsiasi libro Francesco tu vada a cercare c'e' la versione che hai raccontato!
Io non sono un grande esperto di sommergibili ma appena nominai la parola "campana" Totiano reagi' cosi

MERAVIGLIOSO!
sei stato chiarissimo invece, perchè hai descritto esattamente il funzionamento di un apparecchio di fuoriuscita imbarcato sui sommergibili dagli anni 30 in poi. L'apparecchio si chiamava Gerolimi Arata ed era una "capsula" alloggiata dentro ognuna delle 2 garitte. l'uomo entrava e vi si chiudeva, la garitta veniva allagata e la riserva di spinta portava la capsula in superficie. un cavo assicurava il rientro a bordo della capsula.

questo però presuppone che li battello fosse affondato e si fosse già appoggiato su un fondale di max 80/100 metri.

Credo sia il primo impiego "reale" del Girolimi e se così è bisognerebbe documentare questo evento!

aspetto altri dettagli (se ne hai) e nel frattempo ti suggerisco la visione del film "uomini sul fondo" dove viene proprio impiegato questo apparecchio....

Analizzando poi le cartine relative a luogo dell'affondamento ebbi una seconda conferma infatti ovunque e' riportato che l'anfitrite si trova
al largo di Capo Sidero nel Kaso Strait,o (Isola di Caso - Egeo) dove secondo le cartine il fondale va da meno 50 a 150 m...percio' l'utilizzo della capsula fu piu' che fattibile.
.... poi se accogliere i superstiti modello one shoot one kill si chiama salvataggio....mio nonno rimase molte ore in acqua con una gamba bucata..pooooooi arrivo' la barca a raccoglierlo!!!

Sulle presunte atrocità compiute nelle azioni di guerra, in mancanza di riscontri precisi che possano contestare affermazioni di protagonisti che, con il passare degli anni, risultano spesso sballate, si deve andare sempre cauti.


io la testimonianza l'ho avuta in prima persona...

Andrea
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#25 Guest_Mattesini_*

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Inviato 02 giugno 2008 - 05:38

Dopo aver dato la versione italiana dell'affondamento dell'ANFITRIDE (tenente di vascello Bruno Ghersina), espongo brevemente come l'affondamento del sommergibiler fu vissuto da parte britannica.

Il cacciatorpediniere GREYHOUND, che già il 19 gennaio 1941 aveva affondato in Egeo il sommergibile italiano NEGHELLI, il 6 marzo era di scorta al convoglio "GA. 8", uno dei convogli dell'Operazione "Lustre", iniziata il giorno 6 del mese, per portare le truppe britanniche (elementi di quattro divisioni) dall'Egitto in Grecia; movimento urgente, fatto per prevenire l'intervento tedesco nella penisola ellenica, segnalato dall'organizzazione crittografica Ultra, e che, dopo la vittoriosa battaglia di Beta Fom, impedì di fatto al generale Wavell non solo di avanzare in Tripolitania ma anche di non avere forze sufficienti per controbattere la controffensiva di Rommel, iniziata il 31 marzo ad Agedabia.

Mentre il convoglio britannico attraversava il Canale di Caso, verso le ore 08.00 del 6 il GREYHOUND (capitano di fregata W.R.M. A’Deane) rilevò con lo scandaglio Asdic la presenza del sommergibile italiano, che sottopose ad intensa e precisa caccia, con le bombe di profondità. Costretto, per i danni riportati a venire in superficie, l'ANFITRIDE si auto-affondò sotto il fuoco del cacciatorpediniere, che poi, messa in mare un’imbarcazione, recuperò gran parte dell'equipaggio, ossia 43 uomini del sommergibile. Questi affondò in lat. 35°15’N, long. 26°43’E.

Durante l’azione caddero sette uomini dell’equipaggio dell’ANFITRIDE: il capo di 3^ classe Alfredo Sebastianelli, i sottocapi Cataldo Intonante e Michele Martinelli, i marinai Giacomo Certo, Loris Matteucci, Salvatore Perrone e Guido Speciale.

Da ciò si deduce che si trattò di una semplice azione di guerra e non certamente di un massacro di naufraghi. Andare cauti è una regola essenziale nel trattare gli episodi bellici, che io mi sono imposta.

Francesco

#26 Desga

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Inviato 02 giugno 2008 - 11:18

....sara' vorra dire che Tardi Edmondo imbarcato, sull'Anfitrite ,dalla Gerolimi Arata c'e' uscito in quello stesso giorno perche' non sapeva cosa fare....! :s29:

Pensa anche i giapponesi vedi il DVD pearl harbour parte finale dove vi sono le vere testimonianze dei reduci continuano a mettere giu a distanza di 70 anni una versione che giustifica in pieno il loro "atto bellico"!!!


Andrea
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#27 Guest_Mattesini_*

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Inviato 02 giugno 2008 - 11:31

Quelli che ho descritto sono i fatti che abbiamo a disposizione. Poi ognuno può crederli o no.

#28 walter leotta

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Inviato 03 giugno 2008 - 07:33

Ritorno allo UARSHIEK

1) Deve essere successo qualcosa di grave perchè il medico di bordo chieda la rimozione del comandante

2) Deve essere successo qualcosa di gravissimo perchè i comandi superiori decidano la rimozione soprattutto di un ufficiale diventato famoso per il riuscito abbordaggio di un sommergibile avversario (nel caso l'U559)

3) Deve essere qualcosa di gravissimo affinchè il comandante giustifici davanti al suo equipaggio la propria rimozione con una banale motivazione ("calo della vista"), motivazione assolutamente falsa visto che nel dopoguerra otterrà altri comandi in mare

4) E' raro nella storia della guerra navale che un comandante d'unità partecipi direttamente al combattimento imbracciando una mitragliatrice.

Modificata da walter leotta, 03 giugno 2008 - 07:44 .


#29 walter leotta

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Inviato 03 giugno 2008 - 07:43

Il libro che narra la storia del caccia PETARD e del suo comandante è:

FIGHTNING DESTROYER HMS PETARD
G.G. CONNELL
LONDON 1976

#30 walter leotta

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Inviato 03 giugno 2008 - 09:14

Tratto da CODICE ENIGMA
di Hugh Sebag-Montefiore
Edizione IL SAGGIATORE - NET
Milano, 2007


«William Prendergast, medico di bordo del Petard, era sempre più preoccupato di come Thornton trattava i suoi uomini. Inoltre fu turbato dal comportamento nel dicembre 1942, quando un altro sommergibile, l'unità italiana Uarschiek, venne catturato dal Petard.

Thornton si era impadronito di una mitragliatrice e aveva cominciato a sparare all'impazzata su una fila di sommergibilisti italiani in piedi sulla tolda dell'Uarschiek, sebbene il resto dell'equipaggio del Petard fosse convinto che quegli uomini fossero pronti alla resa.

C'è una sottile linea di demarcazione che separa l'atto di aprire il fuoco, con una deliberata freddezza, contro dei nemici che stanno gettando in mare inestimabili cifrari segreti e l'omicidio a sangue freddo di uomini inermi che stanno cercando di arrendersi.

Certo c'era sempre il rischio che alcuni di loro si precipitassero a impugnare il cannoncino del sommergibile, eppure Thornton, secondo l'opinione di Prendergast, in quella occasione si era spinto troppo in là.

Così il medico comunico alle autorità che il comandante aveva bisogno di riposo».

pagina 265

Modificata da walter leotta, 03 giugno 2008 - 09:18 .


#31 Mattia

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Inviato 04 giugno 2008 - 03:33

Beh secondo me l'attaccare marinai nemici pronti alla resa è crimine di guerra.....
Anche se stavano gettando in mare dei cifrari segreti....

#32 walter leotta

walter leotta
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Inviato 04 giugno 2008 - 05:28

sono d'accordo con te




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