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DIFESA TRAFFICO

racconto tratto da " ONDE ISANGUINATE "

di ITALO SULLIOTTI - 1931

 

Molta gente - quella soprattutto che non si è mai allontanata, nella vita ,  dalla oneste gioie che può procurare un partita di scopone  al Caffè dell'Angelo Custode - concepisce la guerra navale soltanto nella forma di quelle nobili oleografie che pendono alle pareti delle vecchie case e riproducono quattro  vascelli avvolti da nubi di fumo e velari di fiamme, su un mare tutto biancheggiante, come gli ex voto appesi dall'ingenua pietà dei marinai nei  santuari della Vergine.

Ebbene , no . La guerra navale - quella che schianta i corpi e sublima le anime -  non è fatta soltanto di rischi lampeggianti o di azioni fragorose, non è soltanto siluri e cannoni e , speronamenti ed esplosioni . E' fatta il più delle volte, di < fatica> , logoramento continuo, ansioso, estenuante dei nervi e del cuore, consumo illimitato di energie, esasperata tensione  di muscoli.

Chiedete ai marinai di buona razza - quelli che hanno fatto la guerra in Mediterraneo, durante gli anni della lotta contro l'insidia sottomarina - in quale momento ritengono di essersi maggiormente prodigati per la Marina e per Paese

Non vi parleranno di navi saltate né di sbarramenti superati, perché il rischio e il pericolo appartengono al patrimonio quotidiano del < soldato di mare > , ma vi ricorderanno interminabili giornate trascorse sulla plancia del  <caccia > schiaffeggiato dalla tempesta, le notti  senza tregua e senza sonno alla ricerca di un fuso oscuro avvistato da un semaforo : minuscola punta insidiosa di spillo sperduto nella paurosa vastità dell'Oceano..

Notte fonda sul mare, fra Tunisi e la Sicilia. Notte d'inferno, in cui il Mediterraneo - questo  mare caro ai poeti e 

alle signorine - squassa i bastimenti colle su onde brevi e formidabili.

   La squadriglia delle P.N. è uscita da Trapani per la sua solita funzione di <difesa traffico>.

   Il traffico quella notte,  non c'è , ma fa lo stesso.

Gli Alti Comandi non si occupano, qualche volta, di guardare troppo per sottile. E le torpediniere, i moscerini del mare, devono assolvere il loro compito, senza soste.

   Sulla plancia della <capo squadriglia >, il Comandante sorveglia la marcia faticosa, affannosa dei suoi bastimenti. Il mare rompe alla prua con enormi schiaffi bianchi, sciacqua contro il fumaiolo , scorre lungo i vetri grossi della plancia in raffiche disperate e violente , incrosta il volto degli uomini in una dolorosa maschera di sale .

Di sotto c'è l'inferno. La macchina ha tutte le aperture condannate: ogni volta che l'elica esce dall'acqua accelerando paurosamente, si ode il fruscio del vento nelle alette e la camera si riempie di fragori sordi.

Nelle cabine - minuscoli buchi dove si affastella tutto ciò che costituisce il bizzarro  bagaglio dei marinai - nessun oggetto è a posto. Acqua ,acqua  dappertutto  , acqua che scroscia già dai lavandini minuscoli, che allaga la cucinetta che corre sul piccolo tappeto rosso del quadrato, che zampilla per le scalette di ferro.

Fuori, la notte d'inchiostro. Si direbbe che la P.N. non abbia a bordo nessuna persona vivente perché l'ombra opaca annega il profilo dell'uomo che tiene il timone e del Comandante che gli è rannicchiato vicino.

Sulla carta, inzuppata anch'essa , trema il lieve riflesso della lampada azzurra. E si ode soltanto il cigolio secco e veloce del frenello del timone, obbediente ai giri di ruota con cui il timoniere corregge le brusche sbandate del battello, e cerca tenerlo < d'infilata > alle onde.

      Nulla di più suggestivo dello spettacolo che offre l'ondata, quando si chiude un giorno d'uragano alle spalle di una silurante .Sembra che la torpediniera discenda lungo il piano inclinato di un < toboga > mostruoso, che scivoli su un fiume dl latte; l'acqua lasciata indietro dalle eliche rompenti insegue la silurante in una corsa rabbiosa. 

Chi riesce a tenersi in piedi sull'estrema poppa, prova la sensazione voluttuosa e bizzarra di uno sprofondamento fulmineo dentro una serie di piani molleggianti; poi la corsa lo fa rimbalzare in alto, e l'uomo si sente leggero, nel ritmo di un tango folle e affascinante.

   Ma queste sono sensazioni letterarie .. E l'uomo delle P.N. che deve provarle durante la spaventosa continuità di lunghe ore interminabili, si limita  probabilmente a considerarle come una rottura d'ossa che fa desiderare l'acqua tranquilla delle darsene:

.. senza tregua, a giri ridottissimi, le P.N. camminano , seguendo la solita rotta, in mezzo al largo canale mediterraneo che nasconde , nella sua profondità, il continente che unì un giorno, nei tempi della < terra fanciulla> l, Africa alla Sicilia .

Le torpediniere si sono perse di vista . Non è possibile navigare seguendo quella che i francesi chiamano < le matelot d'avant >. Con quel tempo ogn'una pensa a sé e  Dio per tutti.

Il Comandante punta gli occhi  nella notte, attraversi i rovesci d'acqua .

...ad un tratto , egli si alza in piedi sostenendosi contro i ferri della breve ringhiera . Anche il suo timoniere ha visto qualcosa . Lontano sula dritta della silurante, verso Nord Ovest , una piccola luce - un punto tosso e riapparso fra le creste d'onda nel buio fondo della notte.-

Che roba è ? Mormora l' Ufficiale 

Un sommergibile non può essere . Nessun bastimento militare  ha l'abitudine di < presentarsi >  coi fanali , in una notte d guerra. E del resto non è quella una notte da sommergibili.

A quest'ora , essi attendono appoggiati sul fondo - come cetacei dormienti , che passi la < sventolata > 

Per ogni buon fine il Comandante afferra afferra l'impugnatura del telegrafo di macchina . E squillano , sotto le suonerie , mentre gli indici girano bruscamente col quadrate illuminato : A mezza forza.

Contemporaneamente la silurante accosta d'una quarta a dritta, e il mare rompe con più furia sopra la prua scomparsa. Il lumino si vede sempre. Balla sull'acqua una danza disordinata. E bisogna stare attenti a non andargli troppo sotto. Che cosa può essere? Il postale francese uscito da Tunisi ? Non è quella la sua rotta. Un    < neutro > carico di fosfati  ? In questo caso ,occhi  aperti : qualche volta  sotto i fosfati ,c'è ,  per distrazione, della benzina . .

Un veliero ? Probabilmente . Hanno del fegato - se mai - gli uomini che lo equipaggiano, perché la notte si presta

poco alla traversata .

   Si vede ormai sull'acqua corrucciata , l'ombra alta e nera del veliero .La silurante gli sta passando al traverso .

Non ha che una piccola vela a riva, e beccheggia spaventosamente : la schiuma bianca la incorona..

Il timoniere della P.N.  ha preso  il megafono , per ordine del Comandante .

_ Ohè  ! Chi sete ? 

Nessuno risponde: s'ode soltanto lo schiaffo pesante della prua che ricade sull'onda.

Anche i fanale è nascosto. a intermittenze da un polverio di cavalloni..

Con una manovra  ardita e impeccabile, la P.N. - lottando faticosamente con ,la violenza delle onde - riesce a virare sul posto, imbarcando acqua da ogni bordo si impenna , si sbanda, si rialza , riprende . si rimette a seguire il veliero......

Il megafono riprende  rauco : rispondete ? Chi siete , Chi siete ?

Allora, improvvisa , un sonora una voce < guappa > si leva dal vascello fantasma , nella notte .

E' una cadenza napoletana, che striscia nel buio come un carezza , fa intendere queste parole meravigliose

- Dicitemi chi site vui stesso signò !

Sulla plancia della silurante l'Ufficiale sorride , rassicurato   e divertito  . I navigatori del veliero sono   senza dubbio uomini prudenti . Hanno visto  dietro alla loro < barca > - è una piccola goletta panciuta  - l ' ombra nera della silurante , e vogliono prima che essa <i  si presenti >

- Torpediniera   italiana P,N, - tuona i megafono -  Date il nominativo Dove andate ?

Si sente   un piccolo grido di sollievo  . E la voce sodisfatta  riprende :   -  Aoh ! Mò ce simmo  a Nostra Signora do Carmine > di   Surriento! Carico di Pozzolana per Trapani ..

Avete bisogno  di niente ?

Niente signò ! Avessimo bisogno di tempo buono, avessimo !

Quello non possiamo darvelo ! Buon viaggio ragazzi !

   Ora la silurante rallenta ,per virare a riprendere la rotta a Nord . Il mare sta calmando a poco a poco ; e il vento cade

...qualche ora dopo il Mediterraneo è quasi tranquillo ; l'alba si è levata .

.Ma quando il mare è tranquillo , cessa  <il ballo > e comincia la guerra . I grossi bruchi tedeschi lasciano le culle sottomarine , e vengono a galla, in cerca di preda .

Sulle P.N. gli uomini si lavano la faccia, piena di sale .

Ecco a cinque miglia di distanza , dietro lo scafo di un vapore neutro , appare la gobba di un sottomarino.

- E i comandi echeggiano

A tutta forza ! A tubi davanti pronti !

Avanti vecchie P.N. rondini del mare !

Addosso ! Addosso !

 

FINE

 

RED

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Edited by Red

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