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marcellodandrea

Cantiere di costruzione: ct Muavenet-i Milliye, 1915, autocostruz 1:350

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“Poi, con il permesso di Allah, li sconfissero. Dâvut (Davide) uccise Jalut (Golia), Dio gli diede sovranità e saggezza e gli insegnò molte cose che desiderava ". (Bakara suresi 251).

"(Davide) ...Prese invece il suo bastone, si scelse cinque lucidi ciottoli dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore e nella tasca; poi, con la sua fionda in mano, si avviò verso il Filisteo" (1Samuele, 17, 1-54).

*************

Nella notte tra il 12 ed il 13 maggio 1915, durante le operazioni franco-britanniche per la conquista di Gallipoli, il piccolo cacciatorpediniere Muavenet-i Milliye (74 mt di lunghezza e 765 ton di stazza) della marina turco-ottomana (ex torpedoboote S 165), attaccò e affondò con tre siluri la corazzata britannica HMS Goliath (131 mt per 13.141 ton), che stazionava in una baia all'estremità più occidentale dello stretto dei Dardanelli (Canakkale).

 

Il Muavenet effettuò l'attacco da solo, nell'oscurità della notte (secondo alcune fonti col favore della nebbia), costeggiando su fondali bassi la penisola a velocità ridottissima per non rendersi visibile con le scintille emesse dai fumaioli, con metà carico di carbone e petrolio e senza le scialuppe di salvataggio per ridurre il peso ed il pescaggio della nave, anche gli oblò verniciati di nero e armato solo di quattro siluri, tre nei lanciatori ed uno di riserva. L'equipaggio era in parte turco e in parte tedesco.

 

Il caccia effettuò l'ultimo avvicinamento per portarsi a ridosso della corazzata durante il cambio di turno dopo mezzanotte. Quando fu a breve distanza un bengala lo illuminò e dalla corazzata chiesero la parola d'ordine per tre volte. Erano le 01.15 del mattino. A circa 300 metri, il Muavenet lanciò tre siluri in rapida successione, centrando la corazzata in altrettanti punti lungo la fiancata.
 

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La Goliath affondò in pochi minuti trascinando con sé oltre 600 uomini di equipaggio. Mentre i cacciatorpediniere inglesi si precipitavano a soccorrere la nave e a cercare l'attaccante, il Muavenet scivolò via invertendo la rotta di 180 gradi e alle 02.00 del mattino raggiunse indenne il suo ancoraggio.
 

*****************

 

Spero di aver reso, in breve, l'aura di "santità" (proprio così li chiamano: "santi") che circonda i marinai turchi e tedeschi che, a bordo del Muavenet-i Milliye, affondarono la Goliath. Le storie, più o meno vere o presunte, raccontate a proposito di quella vicenda, si ammantano di mistica e leggende varie, fino ai presagi sui nuovi "Davide" che armati solo di coraggio e poco più corrono ad abbattere i nuovi "Golia".

Chi vuole, e ha pazienza di tradurre con Google Chrome o coi traduttori i testi turchi, può facilmente rendersene conto da solo, per esempio leggendo questi documenti, oppure questi.

Un filmato (l'unico che esista, per quanto ne so) del Muavenet-i Milliye in navigazione di fronte al Bosforo, è a questo link di youtube.

La storia più completa di tutta l'operazione, con molte foto interessanti, è a questo link (sempre in turco).
 

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Una cartolina a colori illustrante un caccia della classe Muavenet-i Milliye (ma di solito celebrano quello, di 4 unità), è il seguente e vale anche per mostrare l'aspetto generale di queste navi meglio di quanto farebbero le poche foto in b/n d'epoca (che comunque vedremo in seguito).

 

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Il disegno di questa classe di navi (anche di queste parleremo in seguito) si trova, liberamente disponibile, su questo topic di un forum russo. Nel topic ci sono anche diverse foto interessanti di questa e di altre navi pariclasse.

 

 il Muavenet-i Milliye apparteneva ad un gruppo di 4 navi (che nella marina ottomana formarono una classe a sé stante) tutte provenienti dai cantieri navali Schichau-Werke di Elbing in Prussia orientale (oggi in Polonia).

La classe tedesca di provenienza era la S138 (65 navi, di cui 61 alla marina germanica), formata da battelli di varie dimensioni e diverse caratteristiche, compresi differenti apparati motore.

Le navi turche furono varate tutte nel 1908 e acquisite dalla marina ottomana nel 1909:

sigla tedesca:     nome turco:                          
S 165                 Muavenet-i Milliye
S 166                  Yadigar-i Millet
S 167                  Numune-i Hamiyet
S 168                  Gayret-i Vataniye


Nel caso delle navi turche, la propulsione era assicurata da 2 turbine a vapore. La velocità raggiungeva i 30-32 nodi. L'equipaggio era di 3 ufficiali e circa 80 uomini.

L'armamento (del Muavenet e del Gayret; sullo Yadigar, stando alle fotografie che ho [ma su una ho dei dubbi], mancavano i cannoncini da 37 mm; non ho foto, per il momento, del Numune sotto bandiera turca) era costituito da due cannoni da 88 mm SK L/35 sul castello di prua e all'estrema poppa, 2 cannoni da 37 mm a centro nave, 3 tubi lanciasiluri da 460 mm.

Un elenco completo di tutta la classe S138  si trova a questo link.

I cantieri tedeschi, a fine XIX secolo, erano diventati leader mondiali nella costruzione di naviglio leggero di questo tipo, torpediniere e cacciatorpediniere. Anche la Regia Marina italiana aveva acquisito, negli ultimi decenni del XIX secolo, 8 torpediniere appartenenti ad una classe "S" di cui solo una però, la 102 S, costruita nei cantieri Schichau di Elbing: si trattava comunque di unità diverse e più piccole, da non confondere con quelle di cui trattiamo qui. Ugualmente, ad esempio, i sei cacciatorpediniere della classe Lampo  (1899 - 1900) furono costruiti tutti nei cantieri Schichau.
 

****************

 

Una finestra su "Davide e Golia", con svariati passi del diario della missione scritto dall'ufficiale silurista tedesco imbarcato a bordo.

Un altro pdf abbastanza dettagliato sulla missione.

Un report piuttosto interessante (le prime due immagini della pagina) sulle associazioni che furono costituite in Turchia al fine di sovvenzionare la marina militare. Tra queste la "Osmanî Muavenet-i Milliye Cemiyeti" della Marina (19 luglio 1909-2 aprile 1919), per mezzo della quale furono acquistati molti cacciatorpediniere, compresi i 4 "Muavenet".


Le foto originali di questi 4 cacciatorpediniere in livrea turca sono oggettivamente poche e per la maggior parte hanno per soggetto il Muavenet: per fortuna, l'affondamento del Goliath lo ha reso improvvisamente famoso e perciò questa nave ha avuto un po' più attenzione, comprese alcune foto a bordo con l'equipaggio e altri personaggi che saranno senz'altro utili. Vedremo in seguito  il modo di identificarle stando al codice di segnalazione adottato dai turchi.

Non c'è, purtroppo, una "foto di riferimento" del Muavenet, a parte quelle prese a bordo, tutte le altre lo mostrano ad una certa distanza. Ci sono però diverse immagini molto chiare di queste navi nel 1908-1909, quando erano ancora sotto bandiera tedesca e a quelle farò riferimento, salvo diverse indicazioni.

Per fare un esempio, la foto qui sotto è  riportata come Muavenet (sono "tutti" Muavenet nei siti turchi ...), a volte come Yadigar. Ma dato l'aspetto generale delle costruzioni intorno, il colore nero della nave e l'albero di maestra (dietro) basso (in seguito sarà molto più alto), è una foto ripresa subito dopo il varo, nel 1908/09 in Germania. Queste navi erano nere in Germania. In Turchia, negli anni 1910-inizi 1915, furono ridipinte in grigio chiaro come le navi maggiori (così appare nelle foto b/n; in un forum inglese ho letto anche di un possibile color kaki...). Dal 1915 in poi, comunque, furono ridipinte in un colore scurissimo (sempre dalle foto) e l'albero di maestra (quello dietro) fu rialzato, rispetto a quello iniziale originale.

 

 

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Per finire questa lunga introduzione, per ora, alcune foto del modello iniziato. Lo scafo (lungo in scala 211 mm... o quasi) fatto con il mio solito sistema a strati sovrapposti di legno pressato.

 

 

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Prima le fiancate rivestite di plasticard...

 

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Poi il ponte di coperta. Il bordo tra ponte e fiancata, in queste navi, è arrotondato. Inserisco una strisciolina di milliput tra i due elementi e poi liscio fino ad ottenere il corretto bordo curvo.

 

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Lo stesso metodo applicato al castello.

 

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Per finire questi preliminari, lo scafo sostanzialmente completato e lisciato (con una passata di primer per verificare le eventuali imperfezioni) , con riportate a lapis le strutture principali.

 

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Un mio amico modellista, esperto del settore navale e con molte conoscenze in Germania mi ha fornito qui molti dettagli su alcuni particolari meno chiari del disegno che sto seguendo (disegno, per inciso, che ho sì trovato su un forum russo ma è tratto da una rivista di modellismo turca): questa immagine in particolare, tratta da un libro estremamente completo sulle torpediniere d'alto mare tedesche (Harald Fock: Schwarze Gesellen: Torpedoboote bis 1914, Koehler 1979):

 

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Il primo dubbio riguardava l'allestimento della sezione ai margini del castello, dove si trova la "cosa" indicata dalla freccia rossa. Il mio amico modellista mi spiega che si tratta di un volano a 6 raggi,, al centro del ponte, utilizzato per governare la nave con il timone di prora (che poteva essere abbassato all'occorrenza per ormeggiare in porto: si vede sotto la prua). Ai due lati c'erano due portelli arrotondati. Quello di sinistra (guardando verso proravia) serviva a far uscire il siluro, che veniva sollevato dal deposito, agganciato ad una rotaia sul soffitto del compartimento a livello della coperta, poi trasferito (freccia blu verso sinistra) fino al portello. Da lì veniva caricato su un carrello che scorreva sulle rotaie esterne e portato ai lanciasiluri.

 

Quindi il prossimo passo sarà di chiudere lo spazio sotto il castello e inserire questi dettagli. 🙂

 

Per ora è tutto. Ciao alla prossima. 🙂

 

 

 

Edited by marcellodandrea

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Due foto della paratia sotto il castello con i due portelli laterali (col primer sono quasi invisibili... e se poi diventa tutto grigio scuro / nero sarà ancora peggio, salvo che mi invento qualcosa per evidenziarli). Ma tenete presente che la paratia tutta intera è larga 16 mm. Sempre seguendo le preziose informazioni del mio amico modellista esperto di navi tedesche, i portelli veri erano larghi 85 cm, ed io ho trovato tra tutte le mie fotoincisioni questi due (provenienti da un vecchio set GMM della corazzata Yamato) che in scala sono esattamente di questa grandezza.

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La struttura centrale su cui sta la ruota del timone "di prua" è conica sia di profilo che frontalmente (qui è un tondino di plastica rastremato). La paratia sembra un po' interna, ma ho seguito le misure del disegno e la lunghezza della rotaia sul ponte, che finisce proprio lì (si intende decimo più, decimo meno).
 

Successivamente ho fatto gli oblò a prua. La fila inferiore è in corrispondenza degli alloggi degli equipaggi (gli oblò sono spostati molto in alto nelle pareti degli alloggi, sopra le cuccette e sono quasi a filo con il ponte di coperta (si veda l'ultimo disegno del post precedente).

 

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Ho poi cominciato a mettere le rotaie circolari dei lanciasiluri (listelli di plasticard): devo sistemarle prima di quelle rettilinee del carrello, a sinistra, perché le rotaie circolari passano sopra quelle lineari (presumo ci fosse un sistema per sollevarle, per far passare il carrello).   In questa foto di dettaglio proprio del Muavenet (una delle tante foto celebrative fatte dopo il siluramento del Goliath) si vede abbastanza bene.
 

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Immagino che ci fossero delle cerniere all'interno che permettevano di alzare tutta la parte esterna e permettere il passaggio del carrello portasiluri. Comunque sul modello questo dettaglio sarebbe invisibile e quindi passo oltre... 🙂 

 

Ho ritracciato i cerchi delle rotaie circolari a compasso ovviamente. Si noti che le prime due rotaie circolari si trovano al di sopra di quelle rettilinee sul fianco sinistro della nave (l'ultima no, perché le rotaie diritte finiscono prima).
 

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Seguono le rotaie diritte del carrello, ottenute riciclando, anche qui, alcuni resti del foglio GMM della Yamato (qui le rotaie di poppa per gli idrovolanti). A poppa ho cominciato a mettere anche i paraeliche.

 

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Lungo le fiancate della nave, al bordo inferiore del settore curvo laterale, corre una sorta di cordone metallico di rinforzo (forse una saldatura tra le murate e i ponti) che ho replicato con semplice sprue stirato.

 

L'anello sul tagliamare (la strisciolina bianca) è carta indurita con attack. Non avevo niente altro di abbastanza sottile. Dovrò forarlo con il trapanino a mano se è il caso, ma è davvero minuscolo.

 

 

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Per ora è tutto. Nel prossimo post parlerò di un problemino che è sorto relativo al castello e che forse dovrò correggere. 🙂

 

 

 

 

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Lavoro di ricerca storica degna di una enciclopedia in aggiunta ad un lavoro pratico sul modello che sembra promettere davvero bene. 

Sono curioso di vedere il risultato finale

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Per simulare le lamiere sovrapposte sulle fiancate ho usato semplicemente due altre mani di primer, mascherando con nastro adesivo in carta.

 

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Ecco qui il risultato, a parte qualche lisciatura che devo fare. Ho sistemato anche il paraonde, che ho dovuto scomporre in 4 pezzi a causa della sua forma un po' serpentina. A prua ho messo i passacavi chiusi.

 

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Ho fatto i due compartimenti laterali del blocco della plancia. Il numero di porte presenti (vecchie fotoincisioni rimaste del foglio GMM per la Yamato) è quello riportato sui piani in visione in pianta, di cui dobbiamo fidarci qui perché è impossibile vedere alcunché là sotto tramite le foto disponibili. Si tratta di blocchettini di resina ricavati da materozze di vecchi figurini, che conservavo apposta per lavori del genere (la resina si lavora bene), rivestite di plasticard. La parete esterna dei compartimenti ha il profilo curvo sia verso prora che verso poppa, a differenza di quanto riportano i disegni (dove la parete a proravia è diritta e verticale). Nei compartimenti laterali c'erano le latrine, per gli ufficiali e per l'equipaggio. Il radiotelegrafista probabilmente era nel compartimento proprio sotto il ponte di comando, al centro, davanti alla cucina.

Ho sistemato anche la mastretta al termine del castello, questa in plasticard sottilissimo.

 

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Ho stuccato la parete laterale dei compartimenti per raccordarla alla parte curva laterale della coperta.

 

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Con lo stesso sistema della resina rivestita in plastica ho fatto anche la tuga di poppa. Non avevo però portelli con oblò, così ho dovuto farli in plasticard sottile. Cerniere e maniglie sono così minuscole che sarà più semplice dipingerle. Ovviamente sistemerò le battagliole a suo tempo, ma qui sorgerà un problema: come si accedeva alla plancetta sopra la tuga ? Lì c'era la bussola e si vedono foto con uomini sopra. Ma non c'è traccia di scalette, nei disegni o nelle foto...

 

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En passant, inserisco questo schema a cui ho aggiunto i colori, indica i codici di identificazione sui fumaioli delle 4 navi turche:

 

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Il Muavenet è quello che ci interessa e, nel 1915, portava una sola fascia gialla sul fumaiolo anteriore. Tenete presente che nello schema il colore generale dello scafo relativo alla prima colonna (1912-1915) è grigio (oppure kaki? non si sa bene) chiaro, per le altre due colonne è grigio scurissimo (o forse più probabilmente nero).

 

Andando avanti con la "decifrazione" delle foto storiche, emergono alcuni problemi che vanno chiariti. Soprattutto a causa del fatto che nel disegno in mio possesso ci sono un certo numero di dettagli che non tornano con le foto. Qui sotto una parte del disegno della rivista turca.

 

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In questo caso devo mettere le foto per intero. Ma per evitare problemi di copyright inserisco una linea bianca diagonale sulla foto per modificarla. Inoltre ci sono tutte le frecce colorate e i numeri che ho messo io. A numero uguale corrisponde il medesimo dettaglio.

 

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1 - Foto del Muavenet (dicono tutte le didascalie) subito dopo il siluramento del Goliath, celebrativa di nave ed equipaggio.
Il colore è molto scuro/nero, sul fumaiolo (2) c'è una sola fascia chiara: stando allo schema, è il Muavenet nel 1915 e la fascia è gialla.
Si noti: il bordo curvo della parete esterna del compartimento sx di plancia verso prora (1 - nel disegno quel bordo è verticale) ; la struttura traforata (3) sulla nave alle spalle; l'unico osteriggio centrale (4) all'interno della rotaia circolare del lanciasiluri (nel disegno ce ne sono due separati); la mancanza di passi uomo (5) o altri boccaporti (nel disegno ce ne sono tre); un boccaporto per carbonare (6) in posizione leggermente anteriore alle rotaie circolari; il trincarino (7) alla traforatura del quale i marinai si agganciavano quando operavano sul ponte in alto mare. Interessanti i salvagente a ciambella (credo di colore rosso o arancio) sulle ali di plancia e il rivestimento delle battagliole in canapa grossa.

 

 

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2 - foto del Muavenet nella stessa occasione. Lo è sicuramente, data la presenza sul retro della medesima nave, si noti la stessa struttura traforata (3). I dettagli 4 e 5 sono identici. Il lanciasiluri è in posizione neutra verso prora e si possono osservare i meccanismi dentati per la rotazione. Dettagli nuovi sono la manica a vento (9) con le masserizie sul ponte davanti, si noti anche appena accennata la curvatura della stessa (10). A sx della manica a vento un altro passo uomo (8) aperto. Sul ponte a sx delle rotaie circolari un'altra apertura circolare (11).

 

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3 - Altra foto nella medesima posizione e nello stesso momento. La nave dietro è sempre la stessa (dettaglio 3). Ugualmente identici sono i dettagli 4, 5, 8 (si notano le funi interne per la chiusura rapida del boccaporto), 9 (qui si vede meglio che è la manica a vento)  e 11. In primo piano il trincarino traforato. Le stesse masserizie sul ponte davanti alla manica a vento.

 

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4 - qui la faccenda si complica. Secondo la didascalia è sempre il Muavenet con l'ennesima foto celebrativa, in questo caso dell'ufficiale tedesco addetto ai siluri durante la missione. La posizione è diversa, si tratta del terzo lanciasiluri (ls)  a poppa. La prora è verso destra e si vede il secondo lanciasiluri (ls) e poi il secondo fumaiolo. Tuttavia non sono affatto sicuro che si tratti del Muavenet, anche se dovrebbe essere un caccia del medesimo tipo. Il problema è che non tornano le fasce colorate sui fumaioli (si noti che ci sono fasce colorate solo sul primo fumaiolo, il secondo è senza fasce). La fascia di questa nave è in fondo a destra (2) e sembra grigio chiaro (giallo?), ma sopra si direbbe che ce ne sia un'altra più scura. La nave dietro è un caccia identico, con una bella fascia molto chiara (bianca?) sul primo fumaiolo. La nave ancora dietro ha una fascia grigio medio (rossa?) e dovrebbe essere il Numune. Il colore di tutte le navi è scuro e dovremmo essere perciò oltre i primi del 1915: date le decorazioni degli uomini, dopo l'affondamento del Goliath (13 maggio 1915). Nel maggio-giugno 1915 però non dovrebbe esserci proprio un battello con una fascia bianca sul primo fumaiolo e questo mi lascia appunto il dubbio su quale delle due sia il Muavenet . Però, succede sempre in tutte le marine che il cambio dei colori e riverniciature varie non siano certo contemporanei nelle navi. Una possibile spiegazione è che il primo sia il Muavenet (fascia gialla), il secondo il Gayret (fascia bianca ancora come prima del 1915), il terzo il Numune (fascia rossa). Ma sono solo ipotesi e qui, appunto, non possiamo essere sicuri di come stiano realmente le cose.

 

Se confrontiamo col disegno turco (che secondo l'autore è riferito al 1910) vediamo che succede:

La zona azzurra è quella delle foto 1,2,3 - la zona gialla quella della foto 4

 

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I dettagli del disegno vanno tutti bene (a parte il bordo anteriore del compartimento basso della plancia (1) che qui nel disegno è diritto), ma all'interno delle rotaie circolari del primo lanciasiluri (foto 1,2,3) mancano i dettagli segnati in rosso, e i due osteriggi in realtà sono riuniti in un unico osteriggio sulla mezzeria. Dietro, sul terzo lanciasiluri (foto 4) i dettagli che si vedono vanno bene, quelle minuscole maniche a vento sono prese d'aria montate a terra e durante il carbonamento e si vedono anche nella foto 4 in primo piano. L'osteriggio interno alle rotaie è unico (o meglio, sono due accoppiati al centro).
Dunque questi, a prima vista, sembrano errori del disegno. Ovviamente da correggere.

 

Completo qui questa parte esplicativa, anche per mostrare un po' come procedo per quanto possibile, con una foto da sopra di un caccia del medesimo tipo presa in Prussia or. nel 1909. Fa parte di una serie di alcune foto riferite ai battelli S166 e S167 prima di essere trasferiti in Turchia. La foto è la medesima riportata all'inizio della discussione, qui con qualche indicazione in più.

 

(S 166, poi Yadigar 1909)

 

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La freccia rossa indica un boccaporto sul lato destro del primo lanciasiluri. Le frecce verdi con il numero 4 indicano il medesimo dettaglio 4 delle foto precedenti, cioè i due osteriggi accoppiati al centro davanti al lanciasiluri. Stando a questa immagine, su tutti e tre i lanciasiluri c'erano due osteriggi accoppiati al centro, e non osteriggi separati ai lati come nel disegno.

 

Ho segnato anche le due scialuppe (freccia gialla). La loro disposizione è discriminante per capire se una foto è diritta o ribaltata (succede con le vecchie lastre). L'imbarcazione più grande sta a dx, quella più piccola alzata sul fianco a sx, più o meno come la posizione delle  due grosse maniche a vento davanti al secondo fumaiolo: la più grossa delle due sta sempre, nelle foto delle navi turche, a sx come nella foto sopra dello S166 e NON a dx come si vede anche nel ritaglio del disegno qui sopra. L'unica foto che possiedo dove la manica a vento più grande si trova a destra è una cartolina celebrativa del Muavenet (sempre che sia davvero il Muavenet... ), ma la scialuppa piccola sollevata si trova a dx e quindi la foto è ribaltata (ho trovato anche la foto originale, diritta).

 

Ecco, questi sono alcuni problemi a cui mi trovo a dover dare risposta. In effetti un'idea ce l'ho del motivo di queste differenze, ma la vediamo per esteso più avanti.

 

 

Ho messo i vari boccaporti laterali lungo tutto lo scafo, sia i passi uomo (con le cerniere di sprue stirato) sia le prese d'aria. Ogni cerchietto è ricavato da tondini di plastica, tagliati e poi spianati con carta abrasiva (tutti assieme, fissati su nastro biadesivo)

 

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Lungo la fiancata corre il trincarino traforato, come abbiamo visto nelle foto sopra. La sua altezza, tuttavia, è di ca. 20 cm, che in scala 350 fa 57 decimi di millimetro. Troppo poco per farlo così come era. Mi sono limitato perciò a simularlo con sprue filato a caldo lungo i bordi di tutti i ponti. Nella stessa posizione, più o meno, ci vanno anche le battagliole, per cui poi alla fine si vedrà poco.

Sulla prua, in corrispondenza delle ancore (i triangoli segnati a lapis) il trincarino dovrà essere tolto per fare posto alle attrezzature per l'ancora (ma era utile montarlo tutto unito, per mantenere l'allineamento).
 

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La nave aveva due coppie di grosse bitte a poppa e altrettante a prua, per i cavi di ormeggio (ma non ho ancora visto dove stanno i relativi passacavi...). Ho utilizzato dei tondini in plastica di dimensione adeguata; una volta asciutti e incollati, ho realizzato le teste schiacciate a caldo e poi ho ripulito con carta abrasiva. Le bitte non sono esattamente verticali rispetto alla nave, in quella posizione il ponte è leggermente curvo, anche a prua.
 

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La prua più dettagliata. Ho aggiunto il verricello doppio centrale, gli scivoli delle ancore, molti fori di areazione, due scatolati dietro il paraonde che non so che funzione avessero (forse il più grande era una riserva di munizioni per il cannone). I due cilindretti all'estremità posteriore del castello sono asimmetrici, quello di sx è più distante dalla mezzeria e purtroppo ignoro la loro funzione.

 

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Le linee rosse qui sotto corrispondono all'andamento di due cavi che, probabilmente, servivano a movimentare le ancore. I cavi uscivano da un pozzo (quello a dx), scorrevano verso prua su un terzetto di bitte e, cambiando direzione (lì accanto al verricello doppio), andavano fino a prua. Date le foto, sospetto che passassero dai fori proprio a prua che io interpretavo come passacavi chiusi (ma allora sarebbero occhi di cubia) e da lì tornassero indietro, i cavi stessi oppure due pezzi terminali di catena come ugualmente si vede in alcune foto, fino alle ancore. L'ipotesi è che la gruetta, che devo ancora fare (e data la delicatezza metterò alla fine) forse servisse a sollevare le ancore e riportarle in posto sugli scivoli (anche se sembra delicatina...).

 

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Si noti le catene delle ancore in questo ritaglio di foto della V 180.

 

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Ho utilizzato un altro pezzettino di materozza in resina per il compartimento centrale inferiore sotto la plancia, qui rivestito di plastica e montato. Il compartimento dovrebbe contenere la cucina. Nel disegno (si confronti sopra) compare un rettangolo con 6 cerchietti simile a prima vista ad una serie di osteriggi, solo più grandi. Ho chiesto lumi, tramite Bussolino (presente anche su questo forum), ai suoi amici modellisti tedeschi e mi dicono che si tratta dei fornelli di una cucina, appunto.
 

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Per ora è tutto. Sistemerò poi i fumaioli , che sono leggermente diversi: il primo è poco più lungo per chiglia: in pratica è oblungo, probabilmente per alloggiare, davanti ma all'interno del fumaiolo stesso, il camino della cucina.

 

ciao e buona Pasqua a tutti  🙂

Edited by marcellodandrea

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Ho fatto il timone a poppa. Il disegno qui sotto mostra alcuni dettagli, come la piattaforma sopra la barra del timone (freccia verde, che nel disegno è aperta sui lati e intera sopra), e poi i dettagli n. 9 (la timoneria ausiliaria di poppa, dove arrivano i cavi che, scorrendo a lato, vanno al n. 11 e poi, tramite catene, fino alla barra del timone. I rettangolini con le "x" n. 10 sono scatolati.

 

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Seguendo il disegno ho fatto questo, con la barra spostata a sinistra per una virata verso destra. In realtà poi lì sotto non si vede niente, era solo per provare.

 

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Ecco la situazione nella foto della S 166 a Pillau nel 1909, che in pratica sta diventando la mia foto di riferimento. Ingrandite la foto e si noterà (da sinistra a destra) che: 1) la piattaforma è suddivisa in numerosi pezzi di paiolato smontabili ed è parzialmente chiusa ai lati (e lo è davanti: questo ho potuto vedere in altre foto); 2) i "cavi" posteriori sono grosse catene (attenti a non confonderle con il trincarino traforato, che si vede a poppa); 3) dal livello della coppia di bitte in poi proseguono dentro grossi tubi metallici e arrivano alla timoneria

 

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Adesso ho cominciato a pensare ai fumaioli. Il primo, anteriore, è leggermente più grande in senso anteroposteriore, per chiglia. Sul davanti, infatti, contiene il camino della cucina (che si trova sotto la plancia). Il camino in alcune foto è più basso, il altre è molto più alto, come se fosse possibile alzarlo o abbassarlo (pura ipotesi).

 

(dettaglio della S166, poi Yadigar-i Millyet, a Pillau, 1909))

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(forse Yadigar-i Millyet, 1911-12 circa ; si noti il colore grigio - o forse kaki - chiaro delle torpediniere turche prima della guerra mondiale)

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Nel frattempo ecco la piattaforma sopra il timone. Non ho assolutamente una retina così fitta da simulare il paiolato a questa scala, mi limiterò a dipingere le varie parti in cui è suddiviso.

 

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Ho poi cominciato a fare i fumaioli. Date le lievi differenze tra i due, ho usato il solito sistema con la carta arrotolata ad un tondino, indurita con attack e poi lisciata. Per il fumaiolo anteriore (più spesso per chiglia)  ho inspessito un bordo con due striscioline ulteriori di carta prima di rivestire. Sul ponte a poppa ho aggiunto due portelli coperti (frecce rosse).

 

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Il fumaiolo posteriore sulla sua base. L'inclinazione dei due fumaioli è regolata con una dima. Il bordo superiore è fatto con un filo di sprue stirato.
 

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Per fare le basi slargate non ho trovato niente di meglio che modellarle con il milliput su una basetta di plastica, come nella foto sopra. Al fumaiolo anteriore ho aggiunto la "mensola" anteriore dove alloggia il camino della cucina.

Qui i fumaioli sono appoggiati al ponte.

 

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Ho provato con Photoshop a "spostare" un fumaiolo sopra l'altro per controllare l'inclinazione, che è sostanzialmente identica.

 

Se poi si fotografa con una angolazione diversa, le inclinazioni dei fumaioli sembrano diverse, ma è solo un effetto ottico. Ho compartimentato i due fumaioli con una paratia trasversale, seguendo la suddivisione relativa alle due caldaie presenti per ognuno.
 

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L'attrezzatura sulla sinistra del primo fumaiolo è un segnalatore acustico per la nebbia. Nella foto qui sotto (del Muavenet), la sirena a vapore è indicata con freccia gialla; il "fischietto" (sempre a vapore) con freccia rossa e anche la tubatura del vapore al di sotto. Si notano i cavi per manovrare l'apertura del vapore, che scendono verso la battagliola della plancia.

 

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Sono poi passato al ponte di comando, ma ho lasciato perdere quasi subito l'idea di fare la parte anteriore in acetato (per via delle finestrature) , perché continuava a sporcarsi qualunque cosa facessi. Così sono tornato al solito sistema di simulare le finestre con decals o pittura. D'altra parte sono abbastanza minuscole. Ho fatto tutto in plasticard.

 

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Una foto del ponte di comando. Manca il timone ma lo metto prima di chiudere.  Avevo ordinato diverso tempo fa un foglietto di ruote di timone in 1/350, ma ci vorrà tempo prima che arrivi, e comunque probabilmente qui non sarebbe stato necessario. 

La struttura dietro va rifilata in alto (l'inclinazione posteriore invece va bene, è la parte adiacente al fumaiolo). Si notano il telegrafo di macchina. il blocco che sostiene il timone, la bussola anteriore e i tubi portavoce ai lati.

 

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Il ponte di comando più o meno finito e in posizione, con gli alloggiamenti per le luci laterali.

 

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Ho aggiunto le tre bitte nel percorso dei cavi che manovrano le ancore.

 

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e infine ho modificato il profilo sul lato sinistro della tuga di poppa, che nelle navi turche è, ora posso dire tipicamente,  arrotondato.

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Quest'ultima cosa necessita di un chiarimento generale sull'aspetto della serie di 4 navi cedute alla Turchia, lo metterò con calma nel prossimo post in modo da fare una trattazione organica di tutta la questione.

 

ciao alla prossima 🙂

Edited by marcellodandrea

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E ora veniamo alla questione che dicevo prima,  le differenze tra le navi turche (come il Muavenet) e quelle tedesche.

 

Intanto comincio ad esporre il problema, che è un po' lunghetto, quindi continuerò in post successivi se è necessario. Ci ho messo un po' a definire la cosa, perché all'inizio pensavo ad errori dei disegni e basta.


Facciamo il punto.  Nel 1909 la Germania costruì e subito cedette alla marina turca le 4 torpediniere S165,166,167,168 (S per “cantieri Schichau”, in Prussia orientale). Poco dopo, nel 1910, la Germania costruì altre 4 torpediniere per la propria marina denominandole ugualmente S165-168 a sostituzione delle prime quattro. Non so perché furono assegnati gli stessi codici,  ma insomma questo ha creato confusione nell'identificazione tra i due lotti di navi.

 

Per aumentare la confusione, la propaganda ci ha messo del suo. La scritta qui sotto dice in sintesi: "S165 poi Muavenet... che nel maggio 1915 ha affondato ai Dardanelli la HMS Goliath etc. ".

 

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Ho avuto di recente una versione ad alta definizione di questa foto e si tratta certamente della S 165 (si vede molto bene il codice piccolo a prua), MA non è la nave della prima serie ceduta ai turchi (cioè non è il Muavenet) e NON è neppure la versione originaria della nave della seconda serie rimasta ai tedeschi. Si tratta in effetti della S 165 ricostruita durante la guerra mondiale con modifiche importanti, tra cui l'innalzamento del ponte di comando e del primo fumaiolo (tanto che a prima vista l'avevo presa per una nave diversa, la S65).


Fatto questo preambolo, non sto a farvi tutta la storia dei miei ragionamenti, ma vengo alle conclusioni (che ho via via condiviso con Reiner, Ingo e Wolfgang, ottimi modellisti tedeschi che fanno modelli dinamici a grande scala e sono abbastanza forniti di piani originali delle navi - e che mi hanno aiutato con le loro opinioni a chiarire le cose; molto bello anche il forum dove si "riuniscono", https://www.arbeitskreis-historischer-schiffbau.de/ ).
 
Allora, come ho anticipato, secondo me il primo lotto di 4 navi siglate S165-168 e cedute alla Turchia NON era identico al secondo lotto (sempre S165-168) rimasto in Germania. Questa può sembrare una affermazione banale (lo so anche io che le navi "gemelle" non esistono...) ma è una questione mai definita prima e che ha portato  fin'ora a riprodurre una nave (il Muavenet-i MIlliye) con alcune fattezze che non le sono proprie (con l'aspetto delle navi tedesche e non turche), e quindi tanto vale puntualizzarle.
 
Intanto i disegni. Quello tratto dai disegni originali si trova nel libro di Harald Fock: Schwarze Gesellen vol. 2  Zerstörer bis 1914, Koehler Verlag 1981.

Fock era capitano di fregata e insegnava alla "Deutsche Marineschule Flensburg-Mürwik"; purtroppo è deceduto nel 2015 per quanto ne so... (altrimenti sarebbe stato facile chiarire tutti questi punti).

 

Quello che ho trovato io inizialmente, qui sotto,  riferito al Muavenet, è ripreso – con qualche errore ed omissione , manca ad esempio tutto lo spaccato interno – dal libro precedente.

 

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Nel libro di Fock NON si parla di differenze tra le navi vendute alla Turchia e quelle rimaste in Germania, e di conseguenza non è specificato (altro elemento di confusione)  a quali navi si riferisca il disegno originale.

 

Ho ricevuto nel frattempo anche alcune parti di un ulteriore disegno originale di cantiere, quello delle modifiche effettuate sulle navi tedesche durante la guerra (come dicevo sopra a proposito della cartolina propagandistica della S 165: innalzamento del ponte di comando, del fumaiolo etc.); modifiche a parte è uguale per il resto, quindi ho dato per acquisito che il libro di Fock illustrasse senz'altro l'aspetto delle navi del secondo lotto, rimaste in Germania.

 

 

Tutte le foto di modelli che ho visto, in Germania o in Turchia, in realtà rappresentano tutti la medesima nave (mi viene da pensare: all’insaputa dei modellisti), appunto quella a cui si riferiscono i disegni originali, cioè la versione tedesca.
 
Ora non esistono, purtroppo, foto di navi tedesche del secondo lotto dove si possano osservare chiaramente TUTTI (alcuni sì) i dettagli a cui mi riferisco: sono perciò costretto a considerare i disegni di cantiere come rappresentativi delle navi tedesche, ma comunque con il sostegno di alcune foto.

 

Ma esistono, per fortuna, molte foto di navi già sotto bandiera turca (del primo lotto)  ed una piccola serie, però importante, di foto di navi sempre del primo lotto ripresa a Pillau nel 1909, prima della loro consegna alla Turchia, dove questi dettagli sono abbastanza visibili e chiari. 

 

Ora è tardi. Nel prossimo post farò un elenco dei dettagli diversi con disegni e foto a dimostrazione.

Edited by marcellodandrea

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