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Massimiliano Naressi

Venezia contro l'Inghilterra

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Titolo: VENEZIA CONTRO L'INGHILTERRA. Da Alessandretta a Suda (1628-1649)

Autori: Enrico Cernuschi e Andrea Tirondola

Casa editrice: Mursia

Anno di edizione: 2020

218 pagine

Formato 21x14 cm

Prezzo 17 euro

Reperibilità facile

 

In questo piacevolissimo volume il nostro Andrea Tirondola (GM Andrea) ed Enrico Cernuschi ci portano alla scoperta di due scontri navali (ben poco noti) tra Veneziani e Inglesi avvenuti nelle acque del Mediterraneo durante il XVII secolo, battaglie di cui gli autori ricostruiscono puntigliosamente premesse, antefatti, svolgimento e conclusione.

Nella prima parte si narrano le vicende dell'improvvisato 'corsaro' Digby, in realtà una pedina in un gioco più grande di lui, e della sua crociera nel Mediterraneo alla ricerca di fama e prede ma conclusa con perdite soprattutto finanziarie. Vicenda da lui però narrata nelle sue memorie in tutt'altro modo. La sua versione dei fatti sarà ripresa poi dagli storici successivi in maniera acritica fino al presente volume che rimette le cose al loro posto.

Nella seconda parte viene analizzato il maldestro intervento inglese durante la guerra di Candia combattuta tra Venezia e il Turco, intervento volto a cambiare i rapporti commerciali nel Levante, anche questo però conclusosi con uno smacco per Albione. Da queste vicende invece emergono con il loro corretto comportamento i comandanti della Repubblica di san Marco, tra cui il misconosciuto Antonio Marino Cappello a cui viene giustamente riconosciuto il giusto merito per quanto fatto in quei frangenti.

Il libro si chiude con capitolo in cui si analizzano 80 casi di navi inglesi colpite o affondate durante la 2GM dalla Regia Marina le cui vicende sono state ignorate o falsificate dagli autori inglesi spesso ripresi in maniera acritica in molte pubblicazioni italiane.

 

NOTA METODOLOGICA

In questa opera gli autori, operando in modo preciso, hanno utilizzato, oltre ad una vasta bibliografia, materiale di archivio che ha permesso di correggere le storture del passato risalendo ai veri documenti e non accontentandosi (come fanno molti) di riportare quanto scritto (magari in modo erroneo) da altri in saggi o memorie, e questo rende merito alla produzione del duo Ceruschi & Tirondola. Ritengo infatti che il vero storico, se vuole essere tale, non possa che essere 'revisionista', ovvero rivedere quello che è stato scritto prima di lui e cercare di scovare materiale inedito che permetta di confermare, chiarire, correggere o modificare quanto emerso in precedenza. A questo scopo i materiali d'archivio permettono di avere quel quadro preciso degli eventi che dalle memorie risulta spesso alterato.

in effetti la mancanza di questa analisi porta spesso alla ripetizione e propagazione di errori attraverso un progressivo copia e incolla, non solo nei libri ma soprattutto sui social dove il fenomeno assume dimensioni preoccupanti (e in cui chi opera correttamente spesso viene sommerso da ingiurie e insulti vari). Questo purtroppo avviene a tutti i livelli storiografici, anche locali (e sperimentato dal sottoscritto nel suo piccolo), che si spera possa venire superato da una nuova generazione di ricercatori che vogliano andare a scavare dove altri non si sono avventurati prima.

 

vene_ingh.jpg

Edited by Massimiliano Naressi

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Non posso che concordare con la visione di Massimiliano Naressi, aggiungendo solo alcune considerazioni.

Il tema trattato si presterebbe ad essere romanzato:  un sedicente ammiraglio inglese, sir Kenelm Digby, erudito e pasticcione, coraggioso e ciarlatano; due frati alla ricerca di un misterioso tesoro a Ninive;  servizi segreti che intercettano messaggi cifrati e prontamente li decifrano;  culti massonici, esperimenti alchemici e clavicola di Re Salomone, una lady britannica che ricava il vestito dalle vele…

Elementi che giustamente vengono evidenziati nella presentazione editoriale in IV^ di copertina. Ma gli autori si sottraggono alla tentazione di calcare la mano su questi  suggestivi  ingredienti, producendo invece un testo di incredibile erudizione e puntigliosità certosina, con una profusione di dati storici e riscontri economici (in particolare nei primi capitoli), ovviamente inserendo battute ironiche, date le loro caratteristiche personali, che ben conosciamo; e con titoli esilaranti da romanzo di cappa e spada: Il falso testamento, Granduchesse e cappuccini, La guerra dei tre moschettieri, Quasi vent’anni dopo o parodiando  quelli di opere note (Don Chisciotte della Manica, la solitudine dell’ammiraglio…).

 

Quanto alla necessità di uso di materiali d’archivio (non sempre possibile: talvolta questi documenti restano occultati in faldoni scompaginati e riemergono casualmente) per verificare i fatti, a cui Naressi fa riferimento , è ovviamente vero; ma viene il sospetto che talvolta la “pigrizia” degli storici sia da addebitare non a mancanza di fonti primarie ma ad intenzionale rimozione di fatti dalla memoria collettiva. Sono sostenitrice della teoria che non è vero che la Storia sia scritta dai vincitori, ma spesso semplicemente, e più comodamente, cancellata dai vincitori.

Il tema epistemologico e metodologico degli storici è infatti ampiamente trattato dagli autori,  anzi mi sembra il vero tema del libro:  non tanto narrare semplicemente  i  fatti delle battaglie di Alessandretta e di Suda o riportare all’attenzione i meriti di Cappello , ma confrontare la loro trattazione nei testi per evidenziare come spesso, e non solo di caso di questi eventi,ci sia un vizio intellettuale di partenza, quello che chiamano, nell’ultimo capitolo, “metodo Digby”, che ampiamente spiegano.   Basti citare alcune delle frecciate rivolte ai saggisti:  …nessuna categoria è mai stata tanto guerrafondaia e antimilitarista allo stesso tempo quanto quella formata da storici, dai giornalisti e dai commentatori quotidiani nostrani…” “ …ogni volta che l’economia, la storia militare e politica si ammantano di panni morali matematicamente certo che siamo davanti a una montatura propagandistica…”  “Cappello subì, in occasione di uno dei tanti cosiddetti “incesti tra storici” così comuni da noi, una vera e propria damnatio memoriae…”

Edited by malaparte

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Ringrazio (anche a nome del coautore) per le benevoli recensioni e pubblico due delle mappe che corredano il testo, realizzato dalla sempre felice mano di Vincent O'Hara

Alessandretta.JPG

Egeo.JPG

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