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Totiano

I futuri battelli italiani

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tratto da questo interessantissimo documento pubblicato da eagle spotter su RID ma estratto da un piu corposo doocumento della Marina

Andrea Petroni (Dal 29 settembre 2017 capo del 5° Reparto sommergibili dello Stato Maggiore della Marina, capo Ufficio programma sommergibili della Direzione degli Armamenti navali):
"...una flotta di 8 battelli, un numero certamente inferiore alla reale esigenza di 13 unità discendente dall’analisi del contributo
che i nostri sottomarini sono chiamati a fornire alla difesa nell’ambito delle sue 4 missioni. Una consistenza così ridotta rispetto alle reali esigenze è il frutto di un compromesso, funzione del budget, secondo un approccio quindi che difficilmente anche in futuro potrà essere superato e che deve indurre a ricercare nuove soluzioni tecniche che permettano di impiegare i sottomarini nazionali secondo logiche net-centriche, in grado di amplificarne e ampliarne gli effetti sul campo di battaglia..."
"...Sarà pertanto necessario rispettare i pilastri operativi ..., adattandoli però a un contesto strategico che guardi oltre il Mediterraneo, e che richieda al contempo flessibilità nei payload (i siluri di certo non potranno rimanere l’unico sistema d’arma), letalità dell’armamento (senza il quale un sottomarino non ha nessuna credibilità), capacità di integrarsi e gestire una rete di sensori subacquei e, infine, capacità di intervenire dove e quando serve. Una visione d’insieme grazie alla
quale si evince che l’arma subacquea, nel suo complesso (sottomarini, droni, sensori), dovrà cambiare pelle rispetto ai tradizionali criteri d’impiego nazionali, ricercando sinergie ed eccellenza in campo scientifico e industriale..."
"...le necessità di gestire sia una crescente instabilità sia un importante ritorno della minaccia di tipo convenzionale — verso cui garantire una credibile deterrenza — faranno sì che le eccellenti capacità di ingaggio nel nuovo siluro nazionale, Black Shark Advanced, non saranno più sufficienti — da sole — nel campo di battaglia Underwater del futuro. I nostri sottomarini dovranno avere pertanto in futuro capacità di ingaggio multiruolo e, soprattutto, tali capacità dovranno esprimersi molto al di là dell’orizzonte, sia per estendere l’efficacia operativa del mezzo subacqueo e, di conseguenza, il suo enorme potenziale di deterrente strategico, sia per allontanare sempre più la piattaforma lanciante dalla minaccia, sfruttando appieno i sensori e le capacità net-centriche..."
"...sarà fondamentale la possibilità di integrare nuove tecnologie, non appena rese disponibili, prevedendo sistemi sensoriali e di comando e controllo aperti, modulari e scalabili. Inoltre, per operare efficacemente e in sicurezza, i nostri sottomarini dovranno essere caratterizzati dal più basso livello di segnature consentito dallo stato dell’arte in campo acustico, ottico, infrarosso, magnetico ed elettromagnetico; per esempio attraverso l’impiego dei meta-materiali e della tecnologia del cloaking, per rendere acusticamente invisibili le piattaforme subacquee, anche contro le nuove reti sonar multi-statiche. Tra gli ulteriori sviluppi capacitivi dell’arma subacquea, uno dei settori più delicati e con i più ampi margini di miglioramento riguarda il citato impiego di capacità net-centriche per l’ingaggio over the horizon..."
U212A
"...l’adozione del nuovo siluro pesante della italiana Leonardo — il Black Shark Advanced — che, con le sue capacità di attacco long range, ha surclassato la maggior parte degli analoghi prodotti stranieri, cambiando i paradigmi della guerra anti-nave e anti-som..."
U212NFS
"...L’ultima e affascinante evoluzione del U212A è il nuovo battello il cui nome di U212 Near Future Submarine (U212 NFS) vuole indicare la sua capacità di fare da ponte tra l’affidabile progetto italo-tedesco e le tecnologie emergenti del nuovo secolo. Un battello, quindi, che segna un’importante discontinuità rispetto agli U212A del 2o batch, poggiando tuttavia le basi proprio su quel framework tecnologico che ha reso questi battelli dei campioni assoluti in termini di efficacia, efficienza e resilienza. Il programma U212 NFS, che prevede la costruzione di 4 unità, vedrà il suo inizio tra pochi mesi e consentirà, tra il 2027 e il 2032, di poter finalmente disporre di una flotta di otto sottomarini di nuova generazione. Le innovazioni tecnologiche introdotte da NFS segneranno inoltre il ritorno a pieno titolo dell’industria italiana nel campo della progettazione e realizzazione di sistemi di combattimento per sottomarini — filiera tecnologica abbandonata alla fine degli anni Novanta — e l’ingresso del nostro paese nel settore dei sistemi di propulsione AIP e delle batterie agli ioni di litio..."
"...Altra grande innovazione prevista a bordo degli U212 NFS sarà la capacità missilistica di land attack, un’esigenza operativa sentita da oltre un ventennio e che ci si attende potrà essere finalmente realizzata con l’ingresso in linea dei nuovi battelli. Questa nuova configurazione del sistema d’arma permetterà in futuro alla Difesa di contare su uno strumento di deterrenza e stabilità in grado di riequilibrare la situazione strategica in Mediterraneo, dove l’Italia è l’unico tra i grandi paesi marittimi privo di capacità missilistica deep strike rilasciabile dai suoi vettori sottomarini. I nuovi battelli, infine, potranno contare su una estesa capacità di controllo delle acque circostanti, sia in senso orizzontale grazie ai nuovi performanti sonar e mezzi unmanned, ma anche in senso verticale grazie all’interoperabilità con i veicoli subacquei che potranno sorvegliare in maniera efficace i fondali e le dorsali dei cavi e pipeline sottomarini. Il nuovo battello, quindi, sarà tra i primi per l’applicazione del concetto di «sistema di sistemi», sempre più interconnesso con la Squadra navale e con la dimensione subacquea che lo circonda..."
"...I programmi di maggior interesse in questo momento sono quelli legati alle nuove unità SDO-SuRS, LRSSS (Long Range Submarine Support Ship), che con finalità diverse andranno a supportare i nostri battelli. In ordine cronologico il primo programma è quello della Special & Diving Operations- Submarine Rescue Ship che andrà a sostituire la gloriosa — ma ormai troppo anziana — nave Anteo..."
"...Le nuove apparecchiature per intervento (come la capacità di ventilazione del DISSUB) e soccorso saranno configurate
per avere un elevato grado di trasportabilità aerea e via mare, rompendo, di fatto, il monopolio americano e nord-europeo in questo genere di operazioni. Ulteriore tassello fondamentale della proiettabilità dello strumento subacqueo è costituito da un’altra unità navale che per la prima volta nella storia della Marina sarà progettata e costruita per supportare le operazioni di outer defence dei sottomarini. La Long Range Submarine Support Ship (LRSSS) consentirà di supportare i sistemi di piattaforma dei battelli con idonei special tool, provvedere ai rifornimenti per i reagenti delle fuel cell e del motore diesel, garantire il ripianamento di acqua e viveri e naturalmente costituire, in acque lontane, la base logistica avanzata per l’equipaggio di riserva del sottomarino..."
"... Naturalmente LRSSS sarà idonea quale possibile alternativa — la c.d. vessel of opportunity (VOO) — per imbarcare gli assetti deployable di soccorso nazionali e internazionali, in caso di indisponibilità della SDO-SuRS. A tal proposito, nell’ottica di assicurare la possibilità di accesso occulto ad acque lontane, anche la nuova unità idro oceanografica maggiore (NIOM), con la sua capacità di navigare in condizioni estreme, potrebbe costituire anch’essa una validissima vessel of opportunity per un soccorso nelle fredde acque del Nord Europa e dell’Atlantico settentrionale..."
Comandante Moreno:
SDO-SuRS:
"...La nave, dalla lunghezza di circa 120 metri per 8.600 tonnellate di dislocamento, possiederà 5.000 miglia di autonomia e sarà dotata di precisi sistemi di posizionamento dinamico e di una ricchissima dotazione di impianti iperbarici per operare in saturazione fino a 300 metri. Collegato, ma autonomo rispetto alla SDO-SuRS, è il sistema di soccorso di progettazione italiana che abbraccia Il nuovo impianto non ruoterà intorno a un tradizionale mini-sottomarino , ma userà un collegamento fisso via cavo —  con la nave madre in grado di assicurare potenza superiore, autonomia infinita e affidabili comunicazioni audio e video tra la zona di operazioni e la superficie. La SDO-SuRS sarà inoltre in grado di effettuare il cosiddetto TUP — Transfer Under Pressure — volto a limitare lo shock barico dei fuoriuscenti dal sottomarino sinistrato. Altra caratteristica saliente dei nuovi impianti è la completa trasportabilità per via aerea — deployability — impiegata per garantire la capacità di soccorso al di fuori del Mediterraneo, e in caso di indisponibilità tecnica della nave da soccorso..."
"... dei nuovi sottomarini U212 NFS, che rappresentano un ponte tra il consolidato progetto italo-tedesco U212A e le tecnologie di nuova generazione. La nuova serie di battelli, che saranno costruiti dal 2021..."
"... in grado di dialogare e gestire ulteriori veicoli subacquei autonomi e di integrarsi in reti di sensori underwater, verso la sorveglianza verticale a tutela dei nostri interessi negli abissi. Nel campo, invece, della deterrenza convenzionale, il battello sarà in grado di dialogare efficacemente nelle più ampie reti di comunicazione della Marina (sia in aria che sott’acqua), superando i tradizionali limiti d’impiego dei sottomarini di più vecchia concezione, e fornendo al decisore un’arma di ancor maggiore spessore strategico. Questa grande capacità d’integrazione troverà, infatti, la sua ragion d’essere, sul mare, grazie al performante siluro Black Shark e su terra, con le predisposizioni per i missili da crociera.
U212NFS
"... l’innesto di nuove tecnologie di produzione italiana in grado di rendere NFS uno dei migliori sottomarini AIP al mondo. I principali filoni produttivi vedranno l’adozione di sollevamenti all-electric (aumentati anche di numero, visto la maggiore lunghezza di 1,2 m della vela), l’adozione di batterie di nuova generazione al litio, un innovativo sistema di risalita di emergenza a generazione di gas, l’esteso uso di pitture fluoropolimeriche a basso attrito, la sperimentazione di impianti AIP di ultima generazione, nonché l’adozione dei meta-materiali
(ironicamente noti come mantello dell’invisibilità) per assorbire le onde sonore prodotte dai sonar attivi. Per quel che riguarda l’elettronica di bordo, i battelli saranno dotati di elementi di intelligenza artificiale nella gestione dei sensori (incluso il sonar multistatico), delle predisposizioni net-centriche per la gestione e rilascio di mezzi unmanned subacquei e di superficie, nonché in un auspicabile futuro per il lancio di missili antinave e da crociera.
DRASS
SDO-SuRS:
"... il nuovo mezzo di recupero SRV, di prossima dotazione, incorpora un WROV (Work class Remotely Operated Vehicle) del tipo SAIPEM Innovator 2 a cui viene demandata la propulsione e la navigazione del mezzo, sfruttando quindi la possibilità di distribuire in maniera più uniforme l’elevata potenza propulsiva (un ordine di grandezza superiore rispetto ai mezzi free flying) sui 360° e gestendo, di fatto, le correnti sottomarine a prescindere dalla loro direzione di provenienza..."
 

 

 

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Insomma entro la fine di questo decennio avremo 8 sottomarini al "top" della tecnologia...Nel frattempo chissa' cosa accadrà in Mediterraneo Orientale (per non parlare del resto...)

 

Con ciò voglio dire che mi terrei ancora un paio di "SAURO" di ultima generazione in funzione anticontrabbando in modo che tutti i "212" possano dedicarsi a compiti più complessi.

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In effetti la componente subacquea é sempre stata ridotta ai minimi termini. 8 sottomarini sembrano decisamente pochi per una nazione come l'italia affacciata a 270° sul mare, e soprattutto in un mare come il Mediterraneo che é il crocevia di gran parte del traffico commerciale mondiale e su cui si operano sia marine mediterrane che estranee ad esso. Non saprei neppure dire quante unità siano operative e quante siano ferme in porto per manutenzione ecc, ma ho qualche dubbio che siano in mare contemporaneamente. Se ben ricordo in un recente articolo il capo di stato maggiore della marina diceva che tra Covid, unità impegnate all'estero e disponibilità delle navi, la Marina poteva garantire la presenza in pattugliamento nel ex mare nostrum di solo quattro unità di superficie, francamente mi sembra un po' pochino. Per cui  aumentare sia il numero e le capacità dei sottomarini é cosa buona é giusta. 

 

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Ad oggi è ancora valido quanto diceva Doenitz, che per avere operativi 3 battelli serve una flotta di 9 in quanto:

3 sono in zona di operazioni

3 sono in trasferimento

3 sono in manutenzione

La tecnologia ha aumentato affidabilità e capacità manutentive per cui le percentuali sono leggermente migliorate a favore dell'operatività. Lasciando da parte l'emergenza covid, che speriamo termini in fretta, il numero citato dall'amm Petroni (13 unità) lascia ipotizzare 5 battelli contemporanemente in mare di cui almeno uno fuori dagli stretti,

Per i Sauro, caro Antonio, il mantenimento in vita costerebbe davvero tanto sia in termini di manutenzione per vetusta dei materiali sia in termini di personale (55 contro 30 di un Todaro) in un momento che vede la forza ai minimi termini (numericamente parlando)

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10 hours ago, Totiano said:

Ad oggi è ancora valido quanto diceva Doenitz, che per avere operativi 3 battelli serve una flotta di 9 in quanto:

3 sono in zona di operazioni

3 sono in trasferimento

3 sono in manutenzione

La tecnologia ha aumentato affidabilità e capacità manutentive per cui le percentuali sono leggermente migliorate a favore dell'operatività. Lasciando da parte l'emergenza covid, che speriamo termini in fretta, il numero citato dall'amm Petroni (13 unità) lascia ipotizzare 5 battelli contemporanemente in mare di cui almeno uno fuori dagli stretti,

Per i Sauro, caro Antonio, il mantenimento in vita costerebbe davvero tanto sia in termini di manutenzione per vetusta dei materiali sia in termini di personale (55 contro 30 di un Todaro) in un momento che vede la forza ai minimi termini (numericamente parlando)

Infatti i giapponesi......

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Di tutto questo post la parte più interessante, almeno per me, è quella relativa alle nuove unità di supporto e relativi sistemi...veramente un plus di cui si sentiva ormai la mancanza ed anche un possibile moltiplicatore di forze...anche se poi sarà da vedere se tutte queste "novità" saranno operative nei tempi giusti e con i giusti numeri...🙄

 

Una piccola curiosità in merito alla "nuova" arma stand-off con cui equipaggiare i batteli...sviluppo tutto italiano (costi e tempi da vedere...) o acquisto all'estero in joint con qualche altra nazione in modo da assicurarsi, forse, un prodotto più performante?

Edited by magico_8°/88

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On ‎09‎/‎12‎/‎2020 at 20:37, magico_8°/88 said:

Di tutto questo post la parte più interessante, almeno per me, è quella relativa alle nuove unità di supporto e relativi sistemi...veramente un plus di cui si sentiva ormai la mancanza ed anche un possibile moltiplicatore di forze...anche se poi sarà da vedere se tutte queste "novità" saranno operative nei tempi giusti e con i giusti numeri...🙄

 

Una piccola curiosità in merito alla "nuova" arma stand-off con cui equipaggiare i batteli...sviluppo tutto italiano (costi e tempi da vedere...) o acquisto all'estero in joint con qualche altra nazione in modo da assicurarsi, forse, un prodotto più performante?

In realtà c'è una idea di impiego a uno spettro molto più ampio, una sorta di "portadroni" con capacità di attacco se necessario, in grado di operare in tempi lunghi non solo in aree di crisi ma anche di protezione delle risorse italiane (dalle piattaforma ai cavi, ricordi la presentazione di Manuel?). In realtà i cugino d'oltralpe hanno gia profetizzato qualcosa con lo smx 31 che (più o meno) riassume questa idea.  

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Lo SMX-31 va molto al di la di quanto partorito fin ora a livello mondiale, o almeno fin quanto divulgato da americani e russi. Dai video che ho visto lo SMX-31 sembra un'astronave uscita da Star Trek. Quanto riusciranno a mettere effettivamente in mare e tutto dire a costi stratosferici. L'uso di droni, armi stand off contromisure avanzate, armi laser, saranno una dotazione standard per i sottomarine delle marine più avanzate, che farà la differenza con tante nazion non sempre amichei che si sino dotate di flotta subacquea e che prima non avevano tali capacità.

 

Quello che mi preoccupa e l'assurda rinuncia a sostituire il BR-1250 l'Atlantic con una degna piattaforma ASW. (Hunter/Killer). 

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Sull'ASW c'è un problema di competenze, all'AMI l'ASW puro e duro non interessa, gli interessa un MPA, che non è la stessa cosa si un ASW, mentre la MM sembra che vuole l'ASW ma non voglia gestire gli aerei, e dice abbiamo i  AW101 hc eosno una fregata volante, ma no hanno  la stessa endurance e capacità di un P1,

Edited by Iscandar

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Infatti un elicottero non può fare il lavoro di un velivolo ASW ad ala fissa, ma ne é complementare. Se c'era una cosa che funzionava tra AM e MM erano gli Atlantic. Ovviamente le diatribe becere tra AM e MM stanno facendo un danno enorme alla difesa nazionale. La ci vuole un forte indirizzo politico su chi deve fare cosa e come. 

Chiacchere da bar ma il problema e molto serio e non vorrei che si ripetesse quanto accaduto prima e durante la seconda guerra mondiale con ripercussioni pure successive. Non dimentichiamo il caso degli Helldiver giunti con le insegne della marina fatte sequestrare dai carabinieri al loro arrivo.

L'ASW non può non essere che interforze anche per questioni di budget e soprattutto non può essere basato su una ridicola piattaforma come lo MP-72 va bene per la Nigeria non certo per l'Italia e la sono entrati in gioco ben altri interessi non certo legati all'AM che ha subito.

Edited by avio72

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Specifico che il P72, di cui mi dicono ogni bene come MPA, non fa ASW , lo fanno quelli turchi. A noi serve un veicolo come il P1 Kawasaki o il P8, io personalmente preferirei il P1 con qualche C2 d'accompagno.

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Se osservi i moderni convenzionali è un numero standard. Diciamo che 2 probabilmente basterebbero in un confronto singolo (con uno lanci con l'altro ti difendi). In un attacco a piu bersagli le centrali di lancio riescono a gestire almeno 2 siluri filoguidati e ne rimarrebbe un terzo per la difesa. Il numero minimo diventa 4 se vogliamo avere un back up in caso di avaria. Con 6 tubi si ha anche la possibilità di diminuire lo stoccaggio all'interno (o aumentare la dotazione, scegli tu) o di aumentare la velocità di rilascio delle mine.

Oggi si sta affacciando una serie di nuove possibilità da "lanciare": falsi bersagli e UUV ad esempio.

 

Ma perchè questa domanda, Avio? 

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Gli SSBN delle prime generazioni ne usavano 4 vero che erano per auto difesa. Ed un SSK ha un altro ruolo. Però dovendo creare piattaforme multiruolo per imbarcare missili da crociera, antiaerei o antinave su lanciatori verticali a parità di dimensioni dello scafo sacrificherei due tubi lanciasiluri ed i siluri imbarcati ovviamente

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28 minutes ago, avio72 said:

Gli SSBN delle prime generazioni ne usavano 4 vero che erano per auto difesa. Ed un SSK ha un altro ruolo. Però dovendo creare piattaforme multiruolo per imbarcare missili da crociera, antiaerei o antinave su lanciatori verticali a parità di dimensioni dello scafo sacrificherei due tubi lanciasiluri ed i siluri imbarcati ovviamente

Io forse no, perché da un tubo lanciasiluri puoi lanciare un missile, ma da un pozzo non lanci siluri e non rilasci mine, si perde polivalenza.

Gli USA hanno provato a mettere qualche pozzo a prora dei Los Angeles, poi forse hanno pensato che non ne valeva la pena, e sono passati agli Ohio modificati con 140 pozzi, vale a dire due AEGIS nascosti sott’acqua....

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Oggi è stato firmato il contratto Fincantieri e l’OCCAR (l’Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti che si occupa di questo appalti per le marine europee) che avvia il programma per la costruzione dei primi 2 nuovi battelli (su untotale di 4)  per la Marina Militare U-212 NFS. Il valore del contratto per i primi 2 battelli, compreso il supporto logistico, è di 1,35 miliardi di euro.

La rivoluzione dei U-212 NFS, rispetto agli U-212A da cui derivano, riporta l’Italia alla produzione sovrana di sottomarini; questo significa anche che questi potranno essere esportati. Le apparecchiature made in Italy è cresciuto notevolmente nel suo complesso e questo fa ben sperare. Le consegne dei primi 2 battelli sono previste nel 2027 e 2029.

Ed ora una gustosa anteprima: il rendering del NFS

render.jpg

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Bocche (giustamente) cucite sulle innovazioni tecnico operative di questi battelli .

https://www.analisidifesa.it/2021/02/firmato-oggi-il-contratto-con-fincantieri-per-i-sottomarini-u212nfs-per-la-marina/ 26 febbraio 2021

Firmato il contratto con Fincantieri per i sottomarini U212NFS per la Marina

Sea (002)

Fincantieri, uno dei primi gruppi cantieristici al mondo e operatore di riferimento nella navalmeccanica militare, oggi firmerà in qualità di prime contractor con OCCAR (Organisation Conjointe de Cooperation en matiere d’Armement, l’Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti), il contratto per la costruzione di 2 sottomarini di nuova generazione con l’opzione per ulteriori 2 unità, nell’ambito del programma di acquisizione U212NFS (Near Future Submarine) della Marina Militare italiana.

Il valore complessivo del contratto per i primi due battelli, comprensivo del relativo supporto logistico, è di 1,35 miliardi di euro.

Silhouette (002)

Il progetto è un’evoluzione del programma U212A, condotto in collaborazione con i tedeschi di thyssenkrupp Marine Systems, che ha portato alla realizzazione di 4 sottomarini per l’Italia – “Todaro”, “Scirè”, “Venuti” e “Romei”, consegnati da Fincantieri tra il 2006 e il 2017 – e di 6 per la Germania. Secondo le analisi più accreditate questi battelli a propulsione air independent, per il loro contenuto tecnologico, hanno spostato gli equilibri dal dopoguerra tra unità nucleari e convenzionali.

Il programma U212NFS, che prevede le prime due consegne nel 2027 e nel 2029, risponde alla necessità di garantire adeguate capacità di sorveglianza e di controllo degli spazi subacquei, considerati i complessi scenari operativi che caratterizzeranno il futuro delle operazioni nel settore underwater e l’approssimarsi del termine della vita operativa delle 4 unità della classe “Sauro” attualmente  in servizio. Servirà inoltre a preservare e incrementare lo strategico e innovativo know-how industriale maturato da Fincantieri e a consolidare il vantaggio tecnologico conseguito dall’azienda e dalla filiera, perché sarà potenziata la presenza a bordo di componentistica sviluppata dall’industria nazionale.

Under Water (002)

I compiti che i nostri sottomarini svolgono quotidianamente a favore della collettività sono molteplici, soddisfacendo le istanze del Governo e delle più importanti alleanze alle quali il Paese partecipa, NATO e UE: alle missioni prettamente militari, si vanno ad aggiungere quelle inerenti la libertà di navigazione, l’antipirateria, la sicurezza delle vie di approvvigionamento energetico (in virtù delle risorse dei fondali e delle infrastrutture subacquee presenti), il rispetto del diritto internazionale, la lotta al terrorismo, la tutela delle frontiere esterne, la salvaguardia delle infrastrutture marittime, incluse quelle vitali off-shore e subacquee, e non ultimo il controllo della presenza di cetacei.

 Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: “Siamo orgogliosi che il riconoscimento delle nostre capacità da parte della Marina e del partner tedesco abbia portato a un’evoluzione dei rapporti tale da garantirci da un lato il ruolo di design authority, dall’altro quello di prime contractor. Rispetto ai sottomarini della classe precedente compiremo un autentico salto tecnologico, a partire dalla progettazione e dal sistema di combattimento, sviluppato insieme a Leonardo e del quale abbiamo in carico l’integrazione a bordo.

Ciò consentirà all’Italia di restare nella ristrettissima cerchia dei Paesi capaci di costruire unità così sofisticate”. Bono ha continuato: “Ancora una volta un qualificato indotto, composto da piccole e medie imprese del settore, sarà trainato dalle nostre attività, concorrendo a generare un notevole contributo in termini di PIL, occupazione e progresso nel capo della ricerca e sviluppo”.

Fonte: comunicato Fincantieri

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Video intenso, mamma Marina ci tiene a far vedere i gioielli di casa...

image.png

ma quel "Industria e tecnologia made in Italy"...ne vogliamo parlare :blush:

 

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Il contratto Fincantieri - l’OCCAR (l’Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti che si occupa di questo appalti per le marine europee)  avvia il programma per la costruzione dei primi 2 nuovi battelli (su un totale di 4)  per la Marina Militare U-212 NFS. Il valore del contratto per i primi 2 battelli, compreso il supporto logistico, è di 1,35 miliardi di euro.

La rivoluzione dei U-212 NFS, rispetto agli U-212A da cui derivano, riporta l’Italia alla produzione sovrana di sottomarini; questo significa anche che questi potranno essere esportati. Il volume delle apparecchiature made in Italy è cresciuto notevolmente nel suo complesso e questo fa ben sperare; vedremo quanto di italiano sarà installato. Le consegne dei primi 2 battelli sono previste nel 2027 e 2029.

 

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Si sa già quando ci sarà il taglio della prima lamiera? E qualche indiscrezione sui nomi...

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