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darth

L'équipage au complet - La notte di Alessandria a Teatro

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L' équipage au complet - opera teatrale Francese 

 

sempre nell'infinito mare di internet, come ben sappiamo, si trova di tutto, come appassionate di storia navale e 
tanto altro durante una delle mie infinite ricerche mi sono imbattuto nella curiosità che vi propongo.

 

Anche il teatro ha reso onore agli equipaggi della X Mas che nella notte di Alessandria affondarono le corazzate Inglesi.

 

Ma la cosa che mi ha stupito maggiormente è il fatto che a farlo sia stato il teatro Francese con un'opera di Robert Mallet.

 

Magari qualcuno di voi ne era a conoscenza di questa opera teatrale,  in questo caso non me ne vogliate della vetusta e ripetuta segnalazione.

 

Vi segnalo i link da cui poter scaricare gratuitamente sia il copione teatrale che un giornale del 1958 che recensisce e descrive la rappresentazione.

 

troverete il copione alla pagina web :

 

http://copioni.corrierespettacolo.it/wp-content/uploads/2016/12/MALLET Robert__L'equipage au complet__null__U(11)__Dramma__15q.pdf

 

Link al giornale IL DRAMMA :

 

https://archivio.teatrostabiletorino.it/archivi/media/collectiveaccess/images/4/1/8/93944_ca_object_representations_media_41886_original.pdf

 

Concludo segnalandovi che da questa rappresentazione teatrale nel 1960 è stato anche sfornato un libro di letteratura teatrale, tradotto in Italiano della casa editrice Morcelliana, tutt'oggi ancora reperibile.

 

P.S. - spero di aver postato questa discussione nel settore corretto .

Edited by darth

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Non sapevo, ed è una bella sorpresa che proprio i cugini l'abbiano messa in opera!

Ho spostato la discussione in quadrato, per il momento, Claudio;"La nostra scia" è dedicato a quanto facciamo noi di betasom, Claudio (niente di grave).

 

Potrebbe trovare posto in biblioteca, ma prima vediamo cosa ne pensa Malaparte

 

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Grazie Marco, per lo spostamento del post, ci mancherebbe , proprio per quello l'ho scritto 

 

non so se sono solo io a non trovare la giusta collocazione dei post 😀

 

spero che riscuota successo questa segnalazione 

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Grazie, Claudio. Sai che me la sono letta tutta e l'ho apprezzata molto?

Comunque, il nome di Robert Mallet compare anche nei titoli del film "L'affondamento della Valiant", in merito al soggetto.

Anzi, direi proprio che è stata l'opera teatrale ad ispirare il film.

 

Se leggete la fine della sceneggiatura, scoprite qualcosa di molto strano, una licenza proprio grossa che l'autore si è preso: De Le Penne, ferito gravemente e non curato dagli Inglesi, si spegne un attimo prima dell'abbandono nave, dopo aver parlato con il suo secondo circa l'orario a cui avevano impostato le spolette, non sapendo di essere registrato.

A questo punto, forse per dissociarsi dalla realtà storica, oltre a non fare mai i cognomi dei due italiani, che in effetti loro potrebbero non aver pronunciato, l'autore chiama Bianchi con il nome di Enrico anziché di Emilio. 

 Voi cosa ci vedete in tutto ciò?

 

Uno dei fili conduttori è evidentemente la scelta del comandante di rinchiudere i due nella santabarbara per costringerli a parlare, che è già un aspetto evidentemente poco umano, ma qui Mallet rincara la dose: il comandante non fa curare il nostro ferito grave, né consente al pastore di visitare i due italiani (anche se aggiunge una nota consentendo il tagliare di quest'atto se lo si desideri).

Il personaggio del comandante assume un'aria decisamente negativa. Certamente è una base forte per scrivere un'opera basata sulla psicologia dei personaggi, come vediamo anche dalle altre figure: i due marinai, il sottufficiale, il pastore (esisteva?).

Forse però la mano è stata un po' pesante. Dopo tutto, nella realtà, è stato lo stesso comandante della Valiant, diventato ammiraglio, a decorare i nostri eroi quando finalmente le nostre nazioni diventarono alleate.

 

A questo punto, Darth, il fatto che il francese Mallet abbia scelto questo soggetto forse si può spiegare con quanto sopra: non è tanto per celebrare la gloria degli italiani, quanto per mettere in dubbio l'umanità degli inglesi, di cui la Francia non è stata proprio sempre amica (!) nel corso dei secoli.

Aggiungiamoci poi che Mallet durante la guerra ha vissuto nella Francia di Vichy, e certamente ha avuto il ricordo di una certa Mers-El-Kebir: possiamo tirare qualche ulteriore conclusione?

 

Oppure sto andando troppo in là con le mie supposizioni?

 

Edited by Ocean's One

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On 27/8/2020 at 15:12, Totiano said:

Potrebbe trovare posto in biblioteca, ma prima vediamo cosa ne pensa Malaparte

 

On 27/8/2020 at 15:12, Totiano said:

 

Nessun problema, ovviamente. Non l'ho letto tutto (ho ultimamente problemi); da quel che ho visto non mi pare francamente da Nobel, ma biblioteca accoglie ogni recensione con relativi commenti

.

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19 hours ago, malaparte said:

Nessun problema, ovviamente. Non l'ho letto tutto (ho ultimamente problemi); da quel che ho visto non mi pare francamente da Nobel, ma biblioteca accoglie ogni recensione con relativi commenti

.

 

Fatto. Credo che romanzi e cineteca sia il più appropriato

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