Jump to content
Ocean's One

I nostri progetti mai realizzati

Recommended Posts

Cari amici, spero di farvi cosa gradita proponendo questa tema, sicuramente piuttosto rilassato e “vacanziero”.

Infatti, nonostante rientri nella sezione modellismo, questo thread non riguarda un lavoro già portati a compimento, di cui si possono mostrare foto e disegni, ma vuole essere una raccolta di idee e futuri propositi, spiegati a parole senza necessariamente mostrare qualcosa di concreto.

 

Lo sappiamo: chi fa modellismo prova piacere nell’essere creativo. La scelta del soggetto, le finiture, che le tecniche usate sono sempre segno della creatività e dell’ingegno del modellista.

Senza nulla togliere a chi cerca la perfezione storica, realizzando un modello estremamente fedele e rigoroso, capita però che noi modellisti abbiamo delle idee originali, da mettere in pratica in un modello particolare, sia esso una creazione di fantasia oppure un modello dinamico con funzionalità particolari e poco comuni.

Esempio della seconda categoria può essere la mia idea, mai concretizzata, di realizzare una galea radiocomandata con funzionamento a remi (ammiraglio Totianus, ti viene in mente qualcosa?)

Ma ci possono essere idee originalissime anche nella scelta del soggetto, da chi vuole finalmente realizzare il modello della Caracciolo o delll’incrociatore da battaglia  mai costruito per la Regia Marina, a chi vuole costruire modelli ancora più fantasiosi come per esempio quelli dei What-If-Modellers, o addirittura prendere spunto dalla flotta dell’ammiraglio Furashita (se volete, dare una ricerca in rete con questi termini...)

E poi, senza porre limiti alla fantasia, c’è per caso qualcuno che vorrebbe costruirsi un SLC o un barchino in scala 1:1?  

:biggrin:

 

Come sappiamo, la fantasia corre molto più velocemente delle mani, e certo non si cura del tempo realmente a disposizione, che è sempre molto meno di quanto vorremmo.

Pertanto, molte delle idee di cui sopra sono destinate a rimanere nel cassetto, magari disegnate sulla carta migliore dei casi, ma spesso soltanto nella mente di chi le ha partorite.

 

Bene, ma perlomeno vogliamo condividerle tra di noi queste idee? 

Io so già che saranno bellissime! :smile:

Non costa nulla, si può fare anche da sotto l’ombrellone, non c’è da lavorare sui modelli, visto che basta solo raccontarci i nostri sogni modellisti.

Chissà se prima poi qualcuno di questi progetti vedrà la luce, magari fatto da altri traendo spunto da qui. Ma se anche così non fosse, avremo comunque la gioia di aver sognato un po’ insieme...

 

Spero quindi che graduate questa mia idea “vacanziera“ e di minimo impegno, cari amici modellisti (ma anche solo sognatori)

Raccontiamoci qual è il nostro sogno nel cassetto, sia esso ancora allo stato embrionale di idea, oppure già un lavoro iniziato ma poi piantato lì, per mancanza di tempo.

_________

 

Bene, ora devo rompere il ghiaccio in prima persona.

Di idee incompiute ne ho almeno quattro o cinque, ma vorrei iniziare con quella della “rivista navale”.

Avete presente quanto sono belle le manovre navali di squadra?

Visto che i modelli di superficie non possono certo fare evoluzioni acrobatiche, vogliamo aggiungerei po’ di fascino con le manovre in sincrono di più unità?

Di conseguenza, ho pensato di realizzare alcune coppie di modelli R/C uguali, pilotati a due a due dalla stessa radio a 4 canali, con due riceventi sulla stessa frequenza installate nelle due navi “sorelle”.

Con un po’ di allenamento non dovrebbe essere impossibile pilotare un modello con lo stick desto ed uno con lo stick sinistro della radio, facendo evoluzioni coordinate e comandare da un unico pilota.

E se poi ci mettiamo due piloti e quattro navi, allora ci si può sbizzarrire: la flottiglia che arriva in linea di fila, effettua alcune virate per contromarcia, poi vira ad un tempo e si porta in linea di fronte, per poi passare ad una formazione su due file o a losanga...

(Allego sotto un’ipotesi di piano di manovra, che in passato avevo già condiviso in un thread del Dir, in cui mi chiedeva idee per una manifestazione di modellismo a Ravenna)

 

Insomma con 4-6 navi semplici dello stesso tipo e 2-3 piloti si potrebbero eseguire evoluzioni molto carine!

In effetti, la cosa si potrebbe fare anche in modo convenzionale, in quattro persone con una sola nave ciascuno, ma sarebbe più difficile trovare navi uguali e con la stessa velocità. Farne di dedicate, economiche, e pilotabili due per volta sarebbe la soluzione ottimale.

 

Naturalmente, finora quest’idea è rimasta nella mia mente, ma ora magari alcuni di voi ci troverebbero lo stesso fascino che ci vedo io. O mi sbaglio? :smile:

 

__Manovra_1.png

Share this post


Link to post
Share on other sites

Comandanti,

mi rendo conto che forse ho scelto il momento sbagliato per postare, visto che in vacanza la mente va ad altro e le idee in sospeso verranno riprese solo a settembre (oppure, molto più semplicemente, adesso non potete allegare disegni o foto dei lavori iniziati).

Ciononostante, io persevero ancora un po’ nella speranza di suscitare il vostro interesse, o per lo meno darvi qualche spunto di riflessione s sfondo modellistico.

 

Passiamo all’idea irrealizzata n.2.

(Call_Me_V, quella che ti ho anticipato è la n.3, pazienta ancora un po’...)

Questa di basa su una mia realizzazione reale dell’anno 1990 circa, quando decisi di costruirmi due mezzi corazzati e farli combattere fra loro.
Avevo un carro R/C Panzer IV in 1/16 e come avversario gli avevo costruito una blindo USA di fantasia, con alcuni elementi stile HalfTruck, ma completamente ruotata.

Naturalmente allora per simulare il fuoco non si parlava di cannoni con luce infrarossa e relativi sensori, ne’ di BB, per cui mi basai sui getti d’acqua, equipaggiando ogni veicolo con una siringa motorizzata, stile pistone Engel, collegata alla bocca da fuoco. 
Per alcuni anni, questi due veicoli mi hanno dato grande soddisfazione, per cui mi è sempre rimasta in mente l’ipotesi di fare una loro versione navale.

 

Avevo visto Il modello R/C Graupner dell’imbarcazione antincendio, con idranti 

funzionanti, e già ne immaginavo la trasposizione  su una nostra Vittorio Veneto, dandole magari una Nelson come avversaria per accaniti combattimenti.

 

Dopo l’esperienza con i sub R/C, la mia idea è evoluta in un modello che sfruttasse la tecnica del WTC, per essere completamente stagno e non soffrire nelle azioni più accanite.

Ecco quindi la mia idea, nello stato attuale di evoluzione:

 

2-EE89850-6-DEB-4437-8-A9-F-F9640042-E4-

 

Come vedete, il modello ha uno scafo a libera circolazione, entro cui si trova un WTC (1) di diametro 60-80 mm.

Il WTC è equipaggiato con i classici sistemi di propulsione (2), di governo (3) con relativa elettronica (4) e batterie (5).

Per l’arriglieria oggi penserei ad una pompa acqua per camper (6), da tenere immersa in una zona di scafo a libera circolazione, connessa alle bocche da fuoco prodiere (7), che potrebbero essere fisse ma anche brandeggiabili con opportuni rinvii.
 

I colpi a bordo verrebbero rilevatI da una serie di sensori (11) che possono essere leggere palette abbattibili dal getto d’acqua, oppure anche contatti elettrici che rilevano l’acqua che arriva su di essi.

Ogni colpo incassato attiverebbe per qualche secondo un motore (8) interno al WTC, che tramite una riduzione farebbe ruotare un albero passante (9) con supporti stagni.

La rotazione dell’albero farebbe alzare due leve di supporto della zavorra esterna (10), poste sia a destra che a sinistra del WTC, finché, quando i colpi a bordo sono troppi, la nave si capovolge e la partita è persa.

 

La complessità di un tale sistema è più o meno simile a quella di un battello R/C, e quindi non impossibile.

Certamente i cannoni ad acqua potrebbero evolvere in qualcosa di più sofisticato come l’infrarosso, ma già così probabilmente ci sarebbe da divertirsi a sufficienza.

 

Allora, qualcuno ci sta a fare Scharnhorst vs. Duke of York, oppure Exeter vs. Graf Spee, oppure Roma vs. Richelieu? :biggrin: 

Certo sarebbe bello...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Si davvero un vulcano, Marco! Domanda da niubbo: ma i cannoni ad acqua sono usati di frequente o è una tua idea esclusiva?

Share this post


Link to post
Share on other sites
3 hours ago, Ocean's One said:

Certamente i cannoni ad acqua potrebbero evolvere in qualcosa di più sofisticato come l’infrarosso, ma già così probabilmente ci sarebbe da divertirsi a sufficienza

 

Voto per i cannoni ad acqua, si vedrebbe molto bene il "colpo", al limite, per rendere la cosa più sofisticata, il getto potrebbe essere di tipo impulsivo e non continuo, occorrerebbe un serbatoio per l'acqua messo in pressione e un meccanismo ad otturatore che verrebbe azionato al momento dello "sparo" per un tempo sufficientemente ridotto, oppure si potrebbe prendere in prestito il sitema utilizzato dai pesci arciere per cacciare gli insetti...

Edited by gepard

Share this post


Link to post
Share on other sites

sera a tutti,

 

di progetti in mente e in cantiere credo che ognuno di noi ne ha tanti, 

io compreso, manco a farlo apposta Marco ne hai centrato uno quello dell'SLC 1:1 😂😂

non navigante naturalmente.

 

ma poi dove lo metto , mia moglie mi caccia definitivamente da casa.

ma per il momento tutto in attesa di poter liberare la mente , spero entro quest'anno di riuscirci.

 

per quello che riguarda i cannoni ad acqua tempo fa ho visto un video di vari modelli che si sfidavano in una piscina allestita durante una fiera, veramente bello e divertente, qui il getto era continuo , concordo con Gepard sul "colpo singolo " che è più bello e ha effetto

se ritrovo il video lo posto 

 

vi riporto una pagina web di un modello con cannoni ad acqua, Nave Gracale

http://www.anvo.it/Entra_in_anvo/flotta/marina_militare/naviglio_leggero/Grecale/Grecale.htm

 

ma ce ne sono tante altre

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Il Dir ha ragione, la tua mente vulcanica è sempre in eruzione 😀

 

La prima idea, quella della squadra navale è simpatica. Ad un meeting in Austria ho avuto modo di vedere dal vivo (non mi sono permesso di toccarlo per una sorta di timore reverenziale) uno di quattro battelli sottomarini pensati e costruiti "anche" per poter eseguire queste manovre di gruppo. Dico "anche" perché l'elettronica di bordo può consentire la navigazione seguendo la bussola, ovvero puoi dire al modello "naviga in direzione SSE con profondità X centimetri" ad esempio, oppure si può pilotare il modello normalmente per poi dargli il comando home e lui ritorna seguendo lo stesso sentiero. Ovviamente con immersione statica e controllo elettronico di assetto e profondità. La cosa stupefacente e che parliamo di dispositivi elettronici degli anni fine ottanta/inizio novanta... si avete letto bene. Se vorrete potrei cercare le foto che feci e dare info in più tempo permettendo...

 

La seconda idea è molto particolare, ma a mio gusto il cannone ad acqua non è molto esaltante. Preferirei l'infrarosso ma temo che condizioni di luce neanche troppo particolari possano disturbare in qualche modo i ricevitori. Sicuramente avrete visto sul web che ci sono o quantomeno c'erano gruppi di appassionati ( anche se il termine per definirli potrebbe essere un altro...) soprattutto negli States che costruivano dei modelli di corazzate armate di cannoni ad aria compressa capaci di sparare sfere in acciaio con lo scopo di affondare letteralmente la nave avversaria. Ovviamente i modelli hanno un livello di dettaglio prossimo allo zero assoluto, e si affidavano ai dati storici per replicare gli spessori delle corazzature con della balsa. Beh ecco io sarei più portato ad apprezzare questi modelli che montano sistemi d'arma a caricamento semiautomatico capaci di lanciare nello spazio delle palle di acciaio da torri brandeggiabili. Volendo lanciarmi in un'idea del genere però, dato lo scarso livello di dettaglio opterei per imbarcazioni simil fantasy che si accostino a quelli che furono i monitori, prime e vere progenitrici delle corazzate.

 

Il mio progetto futuro che realizzerò chissà quando è questo: il modello della Bismarck, 1/350 o ancora meglio 1/200 dotato di un sistema di puntamento dal funzionamento molto prossimo a quello vero, provate a immaginare.... 

Il cielo grigio plumbeo si riflette sulle acque del lago donando loro lo stesso colore. La superficie è increspata dalla leggera brezza e dalla pioggia. La bismarck naviga lentamente con degli sbuffi densi di fumo dal fumaiolo che rimangono bassi per l'aria umida. Dal radiocomando con uno stick fai ruotare il telemetro della centrale di tiro verso il bersaglio, ed una volta inquadrato, tramite uno switch dai il comando alle torri di allinearsi. Eccole tutte e quattro iniziare il lento movimento di brandeggio fino ad allinearsi nella medesima direzione, quando arrivano a 10 gradi dell'allineamento la velocità di rotazione si riduce. Con un altro switch si ordina alla "centrale di tiro" di attivare una sorta di trasduttore di movimento per mantenere stabili nella direzione le torri e il telemetro stesso mentre la corazzata inizia a manovrare per evitare l'immaginario fuoco nemico in arrivo. Inevitabilmente le manovre portano il bersaglio fuori dal settore di tiro delle torri poppiere e queste dopo pochi secondi iniziano a brandeggiare per tornare a zero... beh eccovi il mio sogno nel cassetto 😉.

Edited by andreavcc

Share this post


Link to post
Share on other sites
13 hours ago, andreavcc said:

Il Dir ha ragione, la tua mente vulcanica è sempre in eruzione 😀

 

sottoscrivo :wink:

 

Quante belle idee ragazzi :smiley19: io vi seguo ma per il momento idee originali come le vostre manco a parlarne :doh:

 

Solo una considerazione riguardo il meccanismo basculante, è assolutamente originale e affascinante soprattutto per la fisica che "utilizza" anche se magari una classica sacca aggiuntiva potrebbe semplificare enormemente la vita.....perdonate la banalità :biggrin:

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

Signori, vi ringrazio delle vostre molte risposte, che certamente arricchiscono i temi che vi ho proposto.

Dunque, vediamo di rispondere a tutti:

 

 

@gepard: certo, i cannoni ad acqua dovrebbero essere impulsivi, con durata di 1-2 secondi, a patto che il sistema di registrazione danni ce la faccia a “sentire” effetti così limitati nel tempo.

Fra l’altro, per realismo la ricarica delle armi dovrebbe richiedere un tempo correlato con il tipo di unità (e quindi maggiore nelle NdB). 

Si potrebbe anche pensare ad una luce in testa d’albero che si accende a ricarica avvenuta, indicando “pronti al fuoco”,

Se poi vogliamo ancora un maggiore realismo, aggiungiamo anche un effetto sonoro all’atto della bordata.

Sì, sì, lo sparo deve essere impulsivo...

 

 

@darthgrazie per la segnalazione del Grecale, che dimostra la diffusione del metodo ad acqua.

Invece, andando sul delicato tema del modellismo all’interno del matrimonio :rolleyes: , certamente ti capisco, Claudio.

Però, memento audere semper! Se tu fai un SLC in 1:1, allora io in 1:1 faccio un Toti, giuro!  :biggrin:

 

 

Ringrazio anche @Totiano per le parole di apprezzamento. 

Sarebbe però un sogno trovare una vera occasione in cui svolgere attività modellistica all’interno di Betasom. 

Un miniraduno reale e non virtuale, magari presso uno specchio d’acqua in cui mettere in acqua Veneto, Zara, Pola e Fiume contro Warspite, Barham e Valiant per prenderci la rivincita che tutti noi vorremmo...  :smile:

(Ok, la smetto di sognare...)

 

 

@Call_Me_V la sacca al posto della zavorra mobile?

Ma quanto ti sei calato nel ruolo del sommergibilista R/C?   :thumbsup:

Effettivamente, anche questa è una soluzione fattibile e magari addirittura più semplice. Ottimo.

Invece, pensando ad altri progetti, capisco che tu ora sia focalizzato sul tuo formidabile Kiletto. 

Aspetto quindi un attimo a proporti una nuova idea “che non si può rifiutare”...

 

 

Ed infine, @andreavcc: bellissima la descrizione della tua Bismarck ideale, che mi ha fatto sognare di esserne ai comandi!

Su questo tuo tema avrei però così tante considerazioni da fare che preferisco scriverti poi avanti un post dedicato, che comprenderà anche idee aggiuntive sull’elettronica, da dare in pasto a Call_Me_V e Gepard.

Andrea, pazienta ancora qualche giorno, e ti dirò cosa mi ha fatto venire in mente il tuo sogno di Bismarck!

 

Ciao!

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
10 hours ago, Ocean's One said:

Ringrazio anche @Totiano per le parole di apprezzamento. 

Sarebbe però un sogno trovare una vera occasione in cui svolgere attività modellistica all’interno di Betasom. 

Un miniraduno reale e non virtuale, magari presso uno specchio d’acqua in cui mettere in acqua Veneto, Zara, Pola e Fiume contro Warspite, Barham e Valiant per prenderci la rivincita che tutti noi vorremmo...  :smile:

(Ok, la smetto di sognare...)

 E' da tempo che ci sto lavorando e il COVID ha solo sospeso i lavori...

Dobbiamo solo trovare i modellisti betasomiani pronti alla missione adriatica!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ciao  a tutti,

@Ocean's One l'idea dell'SLC c è da tempo fare un siluro vuoto non ci vuole molto 

da tempo sto raccogliendo documentazione rompendo le scatole a vari amici e componenti di  Betasom proprio in tal senso

perfino sugli inneschi a tempo delle testate esplosive,

 

ma il vero pezzo difficile è la strumentazione anche perchè di SLC non c era uno uguale all'altro !!!!!

da qualche tempo sto puntando la mia attenzione solo su questo argomento, sarebbe utile avere i dettagli di quello del Varignano !!!

 

ma prima o poi lo faccio ....

 

Giuro !!!

Edited by darth

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

@darth

Claudio, si bene che tu ce la faresti senza problemi...

Per l’aiuto sulla strumentazione, confidiamo nel supporto degli altri comandanti. Per parte mia, quando vorrai, sono disponibile a riprodurre quegli strumenti come disegni in 3D per poterli poi stampare, se ti servirà.

 

Però ne approfitto per buttarti lì un’idea ancora più folle: tu rendi i comandi e gli strumenti dell’ SLC funzionanti, poi li colleghiamo ad un computer con un grande TV davanti al modellone.

Il giocatore salirà a cavalcioni dell‘SLC in 1:1 e giocherà una vera partita, vedendo da sott’acqua la chiglia della Valiant lentamente avvicinarsi.

Abbastanza folle? :biggrin:

 

_______________________

 

 

@andreavcc

Come promesso, eccomi a commentare la magnifica visione della tua Bismarck da sogno.

È un’idea affascinante, che sposta l’attenzione da una visione prettamente ludica ed orientata alla battaglia fra modelli, ad una funzionalità più realistica del singolo modello di nave da battaglia.

Far ruotare la torretta telemetrica e coordinare ad essa la rotazione delle torri dì artiglieria è la riproduzione di quanto avviene nella realtà, quindi ben venga questa funzionalità.

 

Per metterla in pratica nel migliore dei modi secondo me servono diversi interventi, sia a livello hardware che di logica di funzionamento.

In merito alla rotazione delle torrette di artiglieria e direzione di tiro, io vedrei bene un azionamento tramite motori passo-passo, che consente ai singoli motori di raggiungere posizioni angolari perfettamente definite e ad Arduino di conoscere sempre queste posizioni.

Naturalmente servirà un inizializzazione all’atto dell’accensione del modello, dove i motori cercheranno la tacca di zero della loro posizione neutra (che sarà tendenzialmente lungo la direzione della chiglia, con le torrette orientate verso prora o verso poppa a seconda dei casi)

Dopodiché, Arduino controllerà il tutto, comandando la rotazione della sola direzione di tiro oppure includendo anche le torri di artiglieria. In merito a queste ultime, però, dovranno essere attivate soltanto quelle che hanno un arco di tiro valido per battere il bersaglio richiesto; le altre dovranno invece rimanere immobili e disposte per chiglia.

 

A questo punto, possiamo iniziare ad immaginare le funzionalità che il nostro software dovrà soddisfare, iniziando da quanto suggerito da Andrea, ovvero rotazione del telemetro, “aggancio” della rotazione delle torri al telemetro, mantenimento dell’angolo di rilevamento del bersaglio anche quando la nave vira.

Si tratta quindi di impartire comandi istantanei che determineranno un’azione automatica gestita da Arduino.

Per fare ciò potremmo trasformare un canale proporzionale della radio in otto canali digitali on-off (dico questo perché io so che ci sono dei moduli R/C che fanno ciò, ma sicuramente i nostri amici più esperti mi potranno consigliare altre soluzioni più funzionali...)

Comunque, assumiamo di disporre di otto comandi a pulsante gestiti dal pilota. Vediamoli uno per uno:

 

 

1 - rotazione antioraria torre telemetrica

2 - rotazione oraria torre telemetrica

Queste sono le due funzioni principali per la rotazione della torretta telemetrica /direzione di tiro. Se è attivo l’accoppiamento con le torri di artiglieria (funzione 5) allora la rotazione comprenderà anche le suddette torri, altrimenti sarà la sola torretta telemetrica a ruotare.

n.b. Qui ho scritto pulsanti, ma per queste importanti funzioni si può usare certamente usare uno stick, anche se il comando non sarà  comunque proporzionale.

______

 

3 - attivare angolo di rilevamento polare (relativo)

4 - attivare angolo di rilevamento vero (assoluto)

Con questi pulsanti si potrà selezionare il tipo di comando da impartire per la rotazione della torretta telemetrica. 

Attivando il modo 3, la rotazione del telemetro verrà definita rispetto alla prora della nave (da -180 a +180 gradi). Una volta raggiunta la posizione imposta dal pilota, la torretta telemetrica non ruoterà più, nemmeno se la nave cambia rotta.

Invece, attivando il modo 4, la rotazione del telemetro verrà imposta e mantenuta rispetto ad un riferimento assoluto (Nord = 000 gradi). Naturalmente ciò è possibile soltanto se Arduino avrà un modulo dotato di piattaforma inerziale / giroscopio, ma pensate che vantaggi: io procedo per esempio su rotta 045, poi attivo il pulsante 4 per il rilevamento vero e ruoto il telemetro su un angolo di 225 gradi, ovvero verso la mia poppa (rilevamento polare 180 gradi). Il telemetro punta verso poppa, ma se viro ed inverto la marcia (nuova rotta = 225) la torretta telemetrica magicamente ruoterà anch’essa, in opposizione alla rotazione della nave, fino a disporsi lungo la mia prora (rilevamento polare 0 gradi), per rimanere sempre agganciata all’immaginario bersaglio che avevo acquisito.

Andrea, tu intendevi questo, vero?

Con un buon SW, dei motori passo-passo e un sensore-bussola la cosa dovrebbe essere fattibile.

______

 

5 - Agganciare torri artiglieria al telemetro 

6 - Disporre torri artiglieria per chiglia 

Con questi due pulsanti si potrà attivare o disattivare la rotazione delle torri di artiglieria coordinata con quella del telemetro.

Con il comando 5 le torrette che possono ingaggiare il bersaglio (perché rientra nel loro arco di tiro) si allineeranno con il telemetro ruotando ad una velocità assegnata, mentre quelle inattive rimarranno disposte per chiglia.

Naturalmente, in caso sia attiva la funzione 4 per angolo di rilevamento vero, è probabile che a causa dei cambiamenti di rotta la direzione del bersaglio esca dal campo di tiro di alcune torrette, che quindi dovranno ridisporsi per chiglia, o magari rientri nel campo di altre torrette prima inattive, che a quel punto verrebbero ingaggiate, allineandosi con la torretta telemetrica.

Il comando 6 invece impone l’allineamento per chiglia di tutte le torrette e lascia il solo telemetro sotto il comando del pilota.

______

 

7 - ritorno a zero torretta telemetrica

8 - funzione disponibile

Il pulsante 7 serve per riportare velocemente la torretta telemetrica nella sua posizione di riferimento, che può essere la direzione della prora (se è attiva la funzione 3 per rilevamento polare), oppure la direzione del Nord-000 (se è attiva la funzione 4 del rilevamento vero).

Poi, se necessario, si potrebbe usare l’ottavo pulsante come comando per una re-inizializzazione di tutti i movimenti, qualora i motori passo-passo ne abbiano bisogno.

In alternativa, che vi devo dire? L’ottavo pulsante potrebbe avere una funzione molto più “interessante“: FUOCO !!!

______

 

Bene, con questo direi che abbiamo coperto tutte le possibili funzionalità, a meno di splittare fra due direzioni di tiro divise, ciascuna delle quali controlla metà dell’artiglieria, ma non è il caso.

Se vogliamo gestire anche l’artiglieria secondaria, duplichiamo pari pari il sistema qui descritto.

 

Invece, un’altra cosa certamente si può fare: aggiungere una piccola telecamera dentro alla torretta telemetrica, che trasmetta l’immagine ad un monitor sulla radio oppure ad uno smartphone o tablet lì vicino. Questo potrebbe essere controllato dal “secondo membro dell’equipaggio”, ovvero il Direttore di Tiro,  che avrà a disposizione la pulsantiera con gli 8 comandi suddetti:

 

1 - rotazione antioraria torre telemetrica

2 - rotazione oraria torre telemetrica

3 - attivare angolo di rilevamento polare (relativo alla prora della nave)

4 - attivare angolo di rilevamento vero (assoluto rispetto al Nord)

5 - torri artiglieria agganciate al telemetro 

6 - torri artiglieria per chiglia 

7 - ritorno a zero torretta telemetrica

8 - funzione disponibile (fuoco)

 

Smanettando ancora un po’ sull’elettronica (Gepard, Call_Me_V, penso a voi...) forse si potrebbe far apparire sovrimpressa sull’immagine del telemetro una serie di dati come:

Rotta 045

Rilevamento 075

Mantenimento rilevamento assoluto ON

Torrette ingaggiate: A,B

Armi in ricarica

etc.

Cosa ne dite?

______

 

Insomma, da tutto ciò si potrebbe pensare in grande e realizzare un dispositivo configurabile per consentirne un utilizzo con tutti i modelli navali R/C.

La maggiore criticità è la disposizione delle varie torri di artiglieria, che è diversa per ciascuna nave; di conseguenza il software deve essere riconfigurabile sulla base dell’arco di tiro utile di ciascuna torretta.

Come dati di configurazione ci potranno essere il numero di torrette (aggiungendone una, che è la direzione di tiro) e poi, per ciascuna torre di artiglieria, i seguenti dati:

- nome che apparirà sul display: “A”, “B”, “X”, “Y”, etc.

- posizione di riposo: angolo 0 gradi (verso prua) oppure 180 gradi (verso poppa)

- arco di tiro utile: per esempio +/-120 gradi per una torre a prua, mentre per una torre a centro nave ce ne saranno due, per esempio +45/+135 e -135/-45

- per le torri a centronave, in alcuni casi va indicato l’angolo di movimento impedito, affinché nel ritorno a zero le canne non sbattano contro fumaioli, alberi o altre sovrastrutture.

Per spiegare meglio quanto sopra, eccovi l’esempio della Dreadnought, in cui ciascuna delle 5 torri ha un diverso campo di tiro.

(Nota: prua = 0 gradi = in alto in figura)

 

9-BCD9-C11-523-E-4-F3-F-A0-B5-BDC0111223

 

Torre prodiera

Nome torre: A

Posizione riposo: 0 gradi

Arco di tiro: -120/0/+120

Arco impedito: +120/180/-120

 

Torre a sinistra della plancia

Nome torre: P

Posizione riposo: 0 gradi

Arco di tiro: -180/0

Arco impedito: 0/+180

 

Torre a dritta della plancia

Nome torre: S

Posizione riposo: 0 gradi

Arco di tiro: -0/+180

Arco impedito: -180/0

 

Torre in mezzeria a centronave

Nome torre: Q

Posizione riposo: 180 gradi

Archi di tiro: +60/+135  e  -135/-60

Arco impedito: -60/0/+60

 

Torre poppiera

Nome torre: X

Posizione riposo: 180 gradi

Arco di tiro: +60/180/-60

Arco impedito: -60/0/+60

 

Tutti questi dati dovrebbero essere programmabili in modo semplice all’atto dell’installazione del sistema, che quindi potrebbe essere del tutto polivalente, magari disponibile in diverse versioni, differenziate per il numero di motori passo-passo per le singole torrette (in numero da due a sette).

 

E con questo è veramente tutto.

Se riuscissimo a sviluppare un sistema HW/SW riconfigurabile del genere, secondo voi ci sarebbe qualche possibilità di poterlo fornire ad altri o magari anche commercializzarlo? Oggi esiste già qualcosa di simile?

Oppure, in linea con l’argomento di questa discussione, sto continuando a sognare?

 

Ciao!

 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
5 hours ago, Ocean's One said:

Cosa ne dite?

 

Progetto molto interessante e...

 

... si-può-fareee! (*)

 

Lato sw la cosa più rognosa è il configuratore delle torri (per via della GUI) ma... e se invece ci fosse un database on line con tutti questi dati già precompilati e catalogati per classe / nave ?

Occorrerà fornire solo un metodo semplice per salvare nell'unità di controllo del modello che si sta realizzando il relativo record di configurazione scaricato tramite PC o smartphone.

 

Sarà da progettare un engine sw per l'unità di controllo in modo che sia agnostico al modello che controllerà ma dipenderà solo ed esclusivamente dal record di configurazione e dai dati che arriveranno dai sensori di posizione angolare delle varie torri, dal magnetometro (bussola elettronica) e dai comandi remoti. In verità, in verità, vi dico che non è così tanto complicato come potrebbe sembrare.

 

(*) Avendo il tempo per realizzarlo... 😞

 

Tra i miei tanti progetti in coda, ai quali lavoro a tempo perso, c'è una trasmittente equipaggiata con 2 joysticks, 16 switch MON/OFF/MOM, 10 pulsanti, 12 controlli rotativi e due selettori esadecimali, che sulla stessa frequenza possa controllare 16 diversi modelli e che a ciascuno possa inviare 196 comandi proporzionali e 640 comandi on/off.

 

IMG_20200817_224403023.thumb.jpg.213f34d66a117754fbfb35e2f2af37e3.jpg

 

In questi giorni sono andato avanti con il firmware del relativo decoder e alla progettazione dell'hardware dei demultiplexer di canale da installare a bordo dei modelli.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Si...può...fareeeee!

 

Grazie, Gepard, le tue parole suonano come musica.

Certo, non diciamo subito, non diciamo nemmeno a breve, ma sapere che un siffatto accessorio potrebbe vedere la luce  in futuro è una bella soddisfazione.

Teniamolo a mente (dopo aver sentito anche i commenti del buon Andrea), e magari prima o poi avremo un Arduino dedicato alla direzione tiro per i nostri modelli RC.

 

Già, ma come lo chiameremo?

Qualcosa come TESEO o DARDO? (Dispositivo Artiglieresco Radiocomandato Digitale Omnivalente???)

:smile:

________
 

p.s. Complimenti per la radio!!!

Share this post


Link to post
Share on other sites

che dire.....sono un profano e ne capisco poco di quello che dite qui, ma di una cosa sono sicuro.....

SIETE MERAVIGLIOSAMENTE VULCANICI.....:smiley19::smiley19::smiley19:

Edited by vigile
errore di scrittura

Share this post


Link to post
Share on other sites

@andreavcc poco fa ho visto lo spot della Hachette del modello in scala 1:200 della Bismarck con scafo in metallo, luci, torri da 381 e centrali di tiro motorizzate e controllate da telecomando.

 

Per caso avevi visto questo nel tuo sogno?

 

Inoltre, nel tuo sogno le 3 centrali di tiro devono agire in modo autonomo ?

 

In tal caso, come dovrebbero essere le associazioni centrali di tiro - torri ?

 

O.T. Sono andato sul sito www.lacorazzatabismarck.it per approfondire un po', a dir la verità non c'è molto però ho scoperto che i motorini (con ingranaggi riduttori) che muovono le torri sono gli stessi che ho scelto di usare nel mio radiocomando come trasduttori rotativi senza limiti, al posto dei potenziometri 😜

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Buongiorno a tutti!

Anche io ieri sera ho visto lo spot della bismarck. In realtà devo confessarvi che tra me e la hachette c'è una sorta di collegamento psionico...

io penso ad un modello, loro lo fanno e lo vendono, ed io immancabilmente non lo faccio 😁

 

Comunque si signori, avete catturato appieno il mio pensiero sul modello e la gestione delle torri anche se poi, continuando a leggere mi vengono i brividi...

Motori passo passo, sensori di posizione angolare... tutte cose di cui non ho idea di come funzionino, ma in effetti nulla di trascendentale e/o insuperabile se non con un poco di studio.

 

Gepard, circa i telemetri di prua (sul cielo della centrale di tiro corazzata) e quella poppiera io li immagino ruotare asserviti costantemente al telemetro principale esattamente come le torri, ma magari con degli angoli di brandeggio maggiori, oppure a ben pensarci che gli angoli debbano essere i medesimi delle torri?

 

P.S. gepard, hai un link dei motori tanto per avere un idea di cosa siano? 

Edited by andreavcc

Share this post


Link to post
Share on other sites

Non scendo nei dettagli e strategie navali perché vi vedo lanciatissimi (e perché ci capisco poco:biggrin:)......ma se vorrete dedicare una board HW per il progetto io ci sono!!

 

Considerando che è un mezzo di superficie e che si può lavorare nella banda dei 2.4 GHz, con rispettivi trasmettitori e riceventi odierni.....si potranno fare cose mirabolanti!!

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
On 20/8/2020 at 14:32, gepard said:

O.T. Sono andato sul sito www.lacorazzatabismarck.it per approfondire un po', a dir la verità non c'è molto però ho scoperto che i motorini (con ingranaggi riduttori) che muovono le torri sono gli stessi che ho scelto di usare nel mio radiocomando come trasduttori rotativi senza limiti, al posto dei potenziometri 😜

 

continuando O.T. 😉

 

Curiosando...

 

questo simpatico ragazzotto è arrivato a metà dell'opera... 

 

mentre qui è all'inizio dell'avventura...

 

da ignorante...i valori economici in campo per un opera del genere sono corretti (ca 1800 €) o dato il pagamento "rateale" gli stessi sono leggermente "generosi"

Edited by magico_8°/88

Share this post


Link to post
Share on other sites

Innanzitutto una risposta @magico_8°/88

Di solito il costo di un’opera Hachette è da 1,5 a 2 volte quello del modello venduto da solo, ma con alcuni vantaggi: dilazione della spesa, disponibilità dei fascicoli che spiegano il montaggio dettagliatamente e con molte foto, altri articoli complementari nell’opera, di solito storici, e in qualche caso anche l’esperto in linea per problemi di montaggio oppure accessori non previsti dal kit di serie (per il mio sottomarino Nautilus/Neptune c’era la boa trasmittente per uso marino).

C’è poi il vantaggio di poter richiedere un singolo arretrato nel caso abbiate danneggiato o perso alcuni pezzi.

Quindi, ci sono diversi “pro”, che compensano il costo necessariamente superiore.

_________

 

A tutti dico invece che il vostro interesse per questi argomenti è sempre altissimo, addirittura con alcune informazioni operative sulla scelta dei componenti.

Certamente mi fa molto piacere questa condivisione di idee, però vorrei essere sicuro sulla strada migliore per proseguire questa discussione in modo lineare.

Infatti, le idee in continua evoluzione dopo un po’ hanno bisogno di più spazio, magari di un thread dedicato, soprattutto se si concretizzeranno in un progetto specifico.

Qui il tema del controllo delle artiglierie e dei telemetri è veramente interessante ed avrebbe bisogno di ulteriore spazio in questa sede. Per questa ragione io mi sono fermato e non ho ancora proposto l’ulteriore tema che avevo in mente, che riguarda un altro mio progetto completamente diverso, iniziato e poi piantato lì.

 

Chiedo a voi quale sia il modo migliore di procedere.

Nella mia idea iniziale, questa discussione voleva essere una raccolta di idee e di sogni da condividere fra tutti noi, nella speranza che queste intuizioni potessero ispirare qualche Comandante in lettura.

In effetti così è stato, perché se Andreavcc partirà con il suo progetto Bismarck certamente potrà riprendere questi temi, appoggiandosi a Gepard e Call_Me_V per il supporto SW/HW.

Quando questo accadrà, immagino che Andrea imposterà una nuova discussione operativa su quel progetto, che potremmo vedere come uno spin-off dell’attuale thread.

Bene, e allora vi chiedo: è il caso di scorporare la discussione “telemetri” già sin d’ora, perché ritenete che servano ulteriori approfondimenti, oppure per ora possiamo considerare sufficienti le info scambiate fin qui? Nel secondo caso, ho il vostro nullaosta a cambiare argomento?

 

Sapete, io avrei un altro tema succulento, per ora sulla carta, ma che forse potrei anche realizzare con il vostro aiuto.

Andreavcc, Gepard, Call_Me_V, cosa facciamo? Avete bisogno di qualche ulteriore scambio di info sul tema telemetri/torrette, oppure posso aprire il fuoco io su questo nuovo bersaglio? Ditemi…

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Ocean's One la vocina di informatico che c'è in me dice 2 cose:

 

1) "I nostri progetti mai realizzati" potrebbe diventare un nuovo sub forum (come "Sommergibili d'Italia") in cui ogni idea potrà avere una discussione di approfondimento per conto proprio.

2) ma quando si approda a questo nuovo tema succulento che è da un po' che si vede all'orizzonte ma non si avvicina mai 😄???

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Ocean's One @gepard

più che un "I nostri progetti mai realizzati" dovrebbe diventare come una libreria informatica in cui vai a prendere le routine che ti servono.

devi fare le torri brandeggianti? qui ci sono le istruzioni come fare, ti serve un progetto di un WTC, qui c'è?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sarebbe bello avere un HOW TO da consultare mi piace l idea

 

anche se qui si ha la possibilità di scrivere sul forum e qualche amico risponde prontamente !!!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Vi sto seguendo con molto interesse, pur comprendendo la metà di quello che scrivete. Proprio per questo non posso affermare a priori che una nuova sezione del forum richieda di essere varata, a me sembrano tutti argomenti che rientrino nel modellismo dinamico, compreso il tema del raduno, per certi versi. Attendo vostre proposte e suggerimenti, ovviamente!

Approfitto per fare i complimenti a Ocean's, si comporta come un perfetto moderatore! 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Personalmente ritengo che questa discussione vuole essere la raccolta di idee e di progetti che ogni modellista ha "in scaletta" e che forse un giorno realizzerà. 

Se poi il modellista deciderà di iniziare un progetto specifico beh... ben venga un qualcosa di dedicato così da avere una discussione specifica per un determinato progetto,  consultabile da chi cerchi in futuro, determinate info sul progetto. Inoltre discussioni come questa resterebbero ciò per cui nascono... una sana raccolta di idee, più o meno fattibili 😉

Edited by andreavcc

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh, ti ringrazio Marco, ma devo dire che non sto facendo alcuna fatica, vista la qualità degli interventi di tutti i nostri amici, che forniscono contributi veramente fattivi a questa discussione.

 

 

Allora, vediamo innanzitutto di affrontare il tema del sub forum, rispondendo @Totiano e @gepard

Condivido l’entusiasmo di quest’ultimo, ma capisco anche la necessità del Dir di puntualizzare meglio, visto che i temi di modellismo dinamico in effetti hanno già la loro sede.

Se partissimo con una sotto-sezione dedicata, io non la chiamerei “i nostri progetti mai realizzati”, ma piuttosto “idee e progetti condivisi”: ci potrebbero stare temi ancora non scremati che iniziamo ad affrontare insieme (es. “chi ci sta a fare il plastico della base di Bordeaux in scala 1:1200?”), oppure progetti che effettivamente vengono portati avanti da più persone, come per esempio lo stupendo lavoro a più mani per il Sauro del Galata, fatto anni fa, che di diritto dovrebbe andare in questa sezione.

Insomma, il filo conduttore potrebbe essere il coinvolgimento di più persone in un progetto modellistico comune all’interno di Betasom, utilizzando il forum come base dati condivisa.

Però, evidentemente, tutto quanto sopra non è indispensabile, o meglio non è indispensabile proprio adesso. Potremmo attendere l’accumulo di un po’ di “massa critica” e decidere in seguito.

In questo transitorio la strada più semplice è continuare come siamo partiti: come dice @andreavcc , questa discussione è “una sana raccolta di idee, più o meno fattibili”, che potrebbe anche generare eventuali spin-off, ovvero discussioni parallele, dedicate ai progetti effettivamente partiranno (come il tuo, Andrea, per la tua futura Bismarck. La farai, vero? :biggrin: )

 

@darth  La tua proposta di una raccolta di “How to” sarebbe effettivamente utile.

Tuttavia, anziché un intero sub-forum in cui raccogliere tutti i contributi (impresa impegnativa), forse potremmo preparare e mantenere 1 solo post in continuo aggiornamento, sotto la sezione “Tecnica e Notizie”, in cui creare un indice analitico di argomenti con i link alle relative pagine del forum (specificando qualcosa come: “tema xxx trattato nel thread link-yyy a partire dal post in data zzz).

Sarebbe un bell’ausilio; richiederà una ricerca impegnativa se vogliamo la completezza, ma vediamo cosa si riesce a fare…

 

@Iscandar: una libreria informatica di routine e logica di funzionamento! Bellissima, sarebbe certamente molto interessante.

Però dobbiamo capire se limitarci ad un thread con titoli e link ad altre discussioni specifiche (come sopra) oppure creare un vero contenitore in cui metterci tutto: dagli algoritmi del pitch controller alla gestione delle sicurezze fail-safe, alla rotazione dei telemetri di cui sopra, etc.

Probabilmente la seconda soluzione sarebbe troppo corposa, visto che ogni routine dovrebbe essere abbondantemente commentata e spiegata con esempi. Inoltre temo ci siano delle difficoltà oggettive legate ai diversi standard e linguaggi di programmazione.

Penso che sarebbe già sufficiente dire che tali routine esistono e, se possibile, dare il link al thread in cui se ne parla, citando il suo ideatore e una minima descrizione.

(però sentiamo anche cosa ne pensano le nostre colonne elettroniche-informatiche …)

_________

 

Infine, devo proprio rispondere @gepard , che mi chiede il prossimo tema succulento di cui parlerò.

Se non lo faccio nemmeno ora, qualcuno inizierà a caricare i grossi calibri! :smiley24:

Rimando ovviamente la descrizione completa, ma per intanto vi dico il soggetto, ovvero il SOTTOMARINO R/C ACROBATICO!

 

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites
3 hours ago, Ocean's One said:

il tema del sub forum

 

Beh, innanzitutto intendevo un sub forum sicuramente della sezione Modellismo Dinamico, riguardo al titolo non sono stato a proporne uno diverso da quello del presente thread, ma potrebbe benissimo essere un ancor più generico "Idee e progetti" e basta, senza nemmeno l'aggettivo "condivisi".

 

 

3 hours ago, Ocean's One said:

una libreria informatica di routine e logica di funzionamento

 

Di librerie informatiche con implementazioni già belle e fatte ce ne sono (per restare nel campo del software: github, gitlab, sourceforge, ad esempio) ce ne sono anche per l'hardware.

 

Sarebbe ridondante crearne una anche qui.

 

Quello che manca invece non è tanto un repository di implementazioni ma un repository di... specifiche di funzionamento e di sistema, casi d'uso (es. il pitch controller si attiva automaticamente quando bla, bla, bla...; quando il pitch controller è attivo comanda solo i piani orizzontali di prua/poppa, e così via) e, volendo scendere un po' più nel dettaglio, descrizioni ad alto livello e in linguaggio naturale degli algoritmi in supporto a specifiche di una certa complessità, che siano facilmente comprensibili e, importante, adattate all'ambito del modellismo.

 

Ti parlo dal punto di vista di un softwareista non specializzato, che deve aggiungere, ad esempio, la funzionalità IMU al progetto software del Kilo di @Call_Me_V ... (ogni riferimento è puramente casuale 😄).

Ovviamente in rete si può trovare tutta la documentazione ma spesso è per addetti ai lavori e piena di formule matematiche ma a tale softwareista non serve conoscere la teoria della navigazione inerziale nel dettaglio perchè di librerie che fanno quel lavoro già ce ne sono, quello che gli/le serve è un'infarinatura di base per riuscire a capire se una certa implementazione esistente fa al caso suo ed eventualemente come adattarla alle necessità specifiche del progetto.

 

Chi sviluppa software cerca di evitare come la peste di reinventare l'acqua fredda e la maggior parte del tempo della fase di analisi e progettazione lo passa cercando del codice già scritto da altri da cui prendere spunto, aggiungerci funzionalità e, se possibile, migliorarlo, però per fare ciò deve essere in grado di capire se quel pezzo di codice che ha trovato è valido o no.

 

Quindi una libreria "informatica" qui avrebbe senso se fosse una raccolta di specifiche di funzionamento e di sistema, casi d'uso e algoritmi descritti in linuguaggio naturale for dummies a cui poi eventulmente si possono riportare link ad implementazioni software / realizzazioni hardware vere e proprie (e rigorosamente rilasciate con licenze open source / open hardware) prodotte da qualcuno della base oppure trovate in rete e opportunamente selezionate.

 

3 hours ago, Ocean's One said:

SOTTOMARINO R/C ACROBATICO

 

A proposito di quanto scritto prima... le basi di partenza per il SW potrebbero già essere state implementate nei progetti ArduSub e MultiWii, tutto dipende dalla configurazione che hai in mente per gli attuatori di controllo assetto e propulsione...

 

Prendiamo ad esempio il progetto del Kilo di @Call_Me_V, come attuatori di controllo assetto e propulsione è dotato di un solo propulsore, un timone verticale, una pompa di immersione/emersione, un paio di timoni orizzontali a poppa NON indipendenti e un paio di timoni orizzontali a prua anche questi NON indipendenti, ebbene ne' ArduSub ne' MultiWii hanno configurazioni del genere.

 

Il primo va bene per ROV controllati da propulsori messi un po' ovunque (paraddossamlmente sarebbe più semplice usarlo per controllare il Delfino prima versione...)

 

La configurazione più vicina al progetto Kilo di @Call_Me_V che si possa trovare nel secondo è quella per aeroplani con un'elica ma con i timoni/flaps controllabili indipendentemente a sinistra e a destra (forse potrebbe andare bene per controllare un battello tipo il 212 con l'X tail, ma non ci metterei la mano sul fuoco che non si debba comunque modificarlo pesantemente)

 

E vorrei aggiungere che nè ArduSub ne' MultiWii hanno qualcosa che possa controllare la pompa per l'immersione statica, quindi questa funzionalità sarebbe da integrare con tutto il resto.

 

 

Edited by gepard
precisazione

Share this post


Link to post
Share on other sites

@gepard

Grazie dei tuoi commenti, che portano ulteriori delucidazioni sul tema sub-forum.

Concordo che valga la pena salvare la logica di funzionamento, scritta con parole semplici (se… allora…). E’ quello che tentavo di fare più sopra con la descrizione del funzionamento dei telemetri; per esplicitarlo in modo ancora più facile sarebbe utile creare uno schema a blocchi che espliciti la concatenazione di eventi e condizioni.

Facendolo in maniera diffusa, disporremmo di un malloppone di schemi a blocchi che comprenderà per esempio: varie modalità fail-safe, pitch controller, autoquota, timoni ad X, gestione simultanea di più thruster, telemetri, etc…

Quindi, sono più che d’accordo con questa idea. Aspettiamo di capire il modo migliore per portarla avanti…

 

____________

 

Torno ora sul tema del sottomarino acrobatico.

@gepard ti preoccupi di come controllare i timoni, ora che il numero delle superfici di governo sarà maggiore, citando ArduSub e MultiWii e specificando giustamente che il tutto dipenderà dalla configurazione scelta per gli attuatori di controllo assetto e propulsione.

Nulla di più vero, però a questo punto vorrei procedere con ordine, definendo prima gli attuatori, la propulsione e i servocomandi, e poi la logica che li dovrà pilotare.

@gepard, @Call_Me_V so che voi potete fare cose egregie con l’elettronica, ma lasciate che il vecchio meccanico che è in me progetti prima un modello correttamente funzionante, così poi su quello innesteremo tutta l’elettronica di cui ci sarà bisogno (e ce ne sarà! Per esempio, gli elicotteri acrobatici utilizzano un bel giroscopio. Lo faremo anche noi? :thumbsup: )

 

A questo punto, lasciatemi fare qualche considerazione generale sulla strana idea del sottomarino acrobatico, invitandovi a riflettere: i battelli si muovono su tre dimensioni come gli aerei, e le loro riproduzioni R/C possono essere abbastanza potenti da evolvere velocemente, virare stretto e seguire traiettorie articolate in periodi di tempo ridotti (ovvero manovre di alcuni secondi, ben visibili se l’acqua è trasparente).

Queste condizioni sono un buon punto di partenza ma, contrariamente agli aeromodelli, non abbiamo mai visto un sub R/C compiere un looping (“giro della morte”), né un tonneau (avvitamento sull’asse), né virate a coltello con il modello inclinato di 90° (stile “pylon racing”, per chi conosce questa categoria di aeromodelli).

Tutto ciò dipende da ostacoli sia culturali che tecnici.

Il primo vincolo “culturale” è abbastanza evidente: noi ci aspettiamo di vedere delle riproduzioni R/C di battelli reali, per cui ci è difficile immaginare un equipaggio umano coinvolto nelle situazioni di cui sopra, con il sottomarino in verticale o addirittura capovolto!

Questa è la sensazione comune, che si vince solo accettando qualcosa di completamente diverso da un battello, ovvero un vero e proprio “aereo subacqueo”.

Con questo nuovo approccio mentale abbiamo più libertà di progetto, decidendo per esempio di eliminare la cassa di immersione e scegliere l’immersione dinamica.

Ciò significa vincere un altro ostacolo culturale, visto che a noi piace (e tanto!) vedere il modello immergersi dolcemente come un battello vero. Invece, accetteremo che questo aereo subacqueo non disponga di 15-20 secondi di tempo per immergersi, perché che tutte le sue manovre devono essere molto più veloci.

Quindi opterei per un bilanciamolo quasi neutro, con una minima riserva di spinta di 2-3% per la risalita spontanea in caso di problemi. Comunque non ci saranno difficoltà per l’immersione dinamica: io mi immagino motori potenti per una spinta di 1,5-2 kg, che è una forza molto superiore del peso di una piccola sacca di immersione da 100 grammi.

 

Ciò detto, restano gli ostacoli tecnici da affrontare, ovvero l’altezza metacentrica e l’assenza dei controlli di rollio.

Oggi i modelli di sottomarini R/C devono possedere una buona altezza metacentrica, ovvero una decente stabilità intrinseca. Ciò si ottiene disponendo i pesi molto in basso (zavorra, batterie) in modo da limitare il beccheggio e garantire al modello un rapido ritorno alla condizione orizzontale, facilitando il pilota. Nella stessa direzione vanno anche i sistemi “pitch controller” che azionano in automatico i timoni poppieri per mantenere l’assetto orizzontale.

Quanto sopra garantisce un modello di facile pilotaggio, ma a ben vedere la cosa non ci interessa molto.

Gli aeromodelli acrobatici sono spesso poco stabili, molto reattivi e non semplici da pilotare, ma possono dare grandi soddisfazioni ad un pilota esperto. Ecco, io vorrei ottenere la stessa cosa da un sub R/C, impegnativo da pilotare ma molto manovriero.

 

L’altezza metacentrica si può quindi portare a zero, così che il modello possa fluttuare dritto, capovolto, verticale o in qualsiasi altra posizione.

Poi, per rendere il pilotaggio non proprio impossibile, occorreranno alcuni "aiutini": una colorazione molto visibile e diversificata per capire assetto e direzione (esempio: arancione sopra, giallo sotto, prua nera), e magari un bilanciamento con baricentro arretrato, in modo che il modello abbia la tendenza a puntare la prua in alto nei lunghi tratti in cui non si danno comandi, aiutando a non sbattere sul fondo della piscina.

Aggiungiamoci, come già detto, il bilanciamento leggermente positivo (+2-3%) per la risalita spontanea ed infine, visto che il rischio maggiore è un urto ad alta velocità contro il fondo o i bordi della piscina, una struttura paracolpi a prua in filo d’acciaio abbastanza solido.

 

Tecnicamente, portando a zero l’altezza metacentrica si ha lo svantaggio di non avere più alcuna risorsa per compensare la coppia di reazione dell’elica: un battello acrobatico con un solo asse si avviterebbe inesorabilmente su sé stesso.

Soluzione obbligata: questo sottomarino avrà due eliche, se non addirittura quattro, controrotanti a coppie come i droni quadricotteri.

Nel caso di due assi elica, si può pensare ad un doppio motore brushless oppure ad singola unità, collegata ad una cascata di ingranaggi per rallentare il regime di rotazione e sdoppiare il moto sui due assi controrotanti.

 

Veniamo ora al tema degli alettoni e del controllo di rollio.

Un normale battello ha una coppia di timoni di direzione e due coppie di timoni di profondità, ma non possiede alcuna superficie che consenta di controllare il rollio, visto che quest’ultimo viene azzerato per effetto della distribuzione dei pesi e della conseguente altezza metacentrica (magari il Dir mi smentisce, per i timoni ad X dei 212…).

Sugli aerei possiamo invece trovare gli alettoni, che sono superfici mobili poste nella parte esterna delle ali, che si muovono in opposizione (una sale, l’altra scende) per imporre una rotazione sull’asse di rollio del velivolo.

A questo punto, mi chiedo perché un modello di sottomarino acrobatico non possa avere i suoi bravi ed efficienti alettoni subacquei!

Nulla lo vieta, e certamente il modello di cui parlo sarebbe molto sensibile all’azione di siffatti alettoni, avendo doti di stabilità praticamente nulle.

Ne verrebbe fuori un battello dall’architettura molto simile a quella dell’aereo in figura, con tre tipi di superfici mobili di controllo: timoni di direzione, di profondità ed alettoni.

 

sup-controllo-aereo.png

 

A questo punto, per semplificare ancora, potremmo anche ridurre i tipi di superfici a due soltanto, introducendo i cosiddetti “elevoni”, ossia un mix di elevatori (timoni di profondità) + alettoni.

Miscelando i comandi dello stick di destra della radio, potremmo far ruotare i due timoni di profondità poppieri in fase, per il controllo del beccheggio, oppure in opposizione per indurre movimenti di rollio.

Verificato poi che i piani prodieri non sono così indispensabili per un modello molto veloce, li eliminiamo e concretizziamo il progetto nella sua forma finale: due eliche azionate da motore brushless, un timone di direzione, due “elevoni” poppieri e delle corte ali stabilizzatrici fissate a metà lunghezza dello scafo, che sarà costituito da un semplice WTC con opportune strutture terminali.

Per i comandi: nessuna sacca di immersione, ma 3 servi e un ESC per il controllo di velocità, il che è esattamente la configurazione di un aeromodello acrobatico.

Questo è l’idea di base. Cosa ne pensate?

 

Sapete, io ci penso dal 2008 e ho già rivisto il progetto una quindicina di volte! :blink:

Ecco per il momento alcune varianti, studiate una decina di anni fa:

 

Dolphin-65-400-CAD-A.png

 

Edit: ma forse che mi ero fatto influenzare un po' dall' F104? :biggrin:

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Eh, effettivamente è un progetto molto interessante, già mi immagino modelli in scala dei vipers di Battlestar Galactica o degli x-wings di Guerre Stellari che finalmente possono staccarsi dai loro supporti statici e compiere le proprie evoluzioni in una piscina.

 

Se poi la piscina avesse le pareti trasparenti...

 

Rendendo stagni i singoli componenti non servirebbe nemmeno il WTC.

 

I motori brushless possono stare tranquillamente a mollo.

 

I servi si possono rendere stagni oppure inscatolare per bene ed applicare un sistema di accoppiamento magnetico alle superfici di controllo.

 

Oppure realizzare di semplici attuatori elettromagnetici a due posizioni, costituiti da un piccolo magnete e una bobina che, come i brushless, possono stare benissimo in acqua senza problemi.

 

L'elettronica e le batterie basta imbustarle e sigillarle con un po'di silicone ed il gioco è fatto.

 

Inoltre si potrebbe anche fare in modo che abbia normalmente un bilanciamento positivo e in caso di problemi un meccanismo di fail safe sblocchi un mantice pieno d'aria caricato a molla oppure una valvola applicata ad una mini bombola di aria compressa che scarica il contenuto in una sacca, e il veicolo verrebbe a galla a palloncino.

 

Lo scafo antiurto potrebbe essere costruito con materiale flessibile ed elastico, tipo il TPU, magari stampato in 3D e potrà avere una massa relativamente bassa ma non necessariamente leggera, senza WTC sarà a libera circolazione dell'acqua quindi basta che sia sufficientemente robusto ed elastico per reggere agli urti senza che debba sopportare la pressione idrostatica.

 

Un mezzo del genere dovrà poter spaziare in diversi metri nella direzione verticale quindi uno dei problemi maggiori da risolvere sarà la trasmissione dei comandi radio con alta affidabilità e riducendo il più possibile ritardi tra l'azione sul radiocomando e l'attuazione nel modello. I sistemi a 433 MHz o a 2.4GHz sono da escludere.

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Ocean's One solo due parole: IDEA FANTASTICA!!! :thumbsup:

 

Quando ne abbiamo parlato la volta scorsa non immaginavo avessi già fatto tutte queste considerazioni/sviluppi e già mi allettava l'originalità di un modello di questo tipo ma soprattutto la possibilità di confrontarsi con qualcosa di nuovo e mai realizzato prima (da quanto ho potuto vedere nella mia breve esperienza di modellista dinamico)....perciò avanti tutta.....altro che "i nostri progetti mai realizzati".....devi solo dirmi quando vuoi partire con il cantiere :biggrin:

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Bene, vedo che l’idea stuzzica anche voi!

 

@gepard fai bene a pensare agli X-wings di Star Wars o ai Vipers di Galactica, mi ci vorrei ispirare anch’io!

Anche la soluzione dei brushless a mollo è ottimale: 10 anni fa io pensavo ad un inrunner nel WTC, ma certamente è meglio un outrunner a mollo, con KV non troppo alto in modo da evitare gli ingranaggi di riduzione.

Sulla completa eliminazione del WTC, invece, temo non sia praticabile: le sacche stagne sarebbero un po’ comprimibili e il loro volume variabile influenzerebbe negativamente l’assetto. Inoltre, dobbiamo considerare il peso di motori potenti e di una batteria in grado di far fronte alla loro sete di ampere, che unito al resto richiederà almeno un chilo di spinta di galleggiamento.

Quindi terrei comunque un piccolo WTC, del volume minimo che serve per compensare il peso di tutta la “ferraglia” (invece le parti stampate in plastica saranno quasi neutre)

 

Il problema della trasmissione delle onde radio è serio, come tu giustamente segnali, quindi l’elettronica di bordo potrebbe venirci in aiuto. Si potrebbero tagliare i motori dopo 1-2 sec nelle brusche puntate verso il basso, lasciando che il modello risalga per la sua propria spinta di galleggiamento, o comunque si potrebbe mettere a punto un fail-safe con logica dedicata, che verifichi simultaneamente l’intensità del segnale, l’angolo di beccheggio (giroscopio), il comando istantaneo del gas (max 30% nella discesa ripida) e la carica della batteria.

Tutte cose di cui parleremo, se il progetto andrà avanti…

 

 

Ed in effetti questo lavoro dovrebbe andare avanti, visto l’entusiasmo di @Call_Me_V  che dice che il progetto è già molto avanzato!

In effetti non so cosa farò, ma intanto vi devo raccontare gli episodi salienti dell’evoluzione di questa idea, che certo non sono pochi.

L’ispirazione del 2008 è stata folgorante e mi ha accompagnato nella prima fase di sviluppo, durata 4-5 anni, che potrei definire come il “Periodo Monomotore” della mia vita modellistica.

Ne era coinvolto il modello che vi ho mostrato negli scorsi disegni: monoscafo e monomotore, dotato nella fattispecie di un brushless inrunner installato dentro al WTC.

Il singolo inrunner richiedeva una trasmissione ad ingranaggi per ridurre i giri e per distribuire il moto ai due assi controrotanti, e naturalmente il tutto doveva essere compatibile con i volumi di un piccolo WTC:

 

Dolphin-65-400-CAD-D.png

 

A questi vincoli, già non semplici, andava aggiunta le necessità di raffreddamento di motore ed ESC, per cui avevo disegnato il tappo poppiero del WTC come una scatola in alluminio fresato, con una sede in cui inserire il motore e delle superfici piane su cui appoggiare il regolatore di velocità, in modo che entrambi scambiassero calore con il corpo in alluminio, a contatto con l’acqua ed alettato all'esterno.

Vedete questo elemento disegnato in rosso, sulla sinistra della sezione longitudinale del modello, qui sotto:

 

Dolphin-65-400-CAD-C.png

 

Davanti al motore si trova la trasmissione, con ingranaggi in acciaio data la forte coppia in gioco.

Più avanti ancora avevo abbozzato la struttura interna, che doveva supportare i tre servi, la batteria e gli altri elementi.

Per la propulsione avevo scelto due belle eliche in ottone da rimorchiatore a pale larghe, una destrorsa ed una sinistrorsa: il loro diametro di 50 mm non mi consentiva però di disporre gli assi paralleli, e quindi ero stato costretto a renderli divergenti con due giunti cardanici, supportando la parte finale degli alberi con ulteriori bronzine.

Dopo aver sperimentato diversi diametri di WTC, da 50 a 76 mm, ho finalizzato il progetto scegliendo il diametro 65 mm e definendo con più completezza le parti interne:

 

Dolphin-65-400-CAD-B.png

 

Eravamo all’incirca nel 2012, quando di fronte al progetto quasi completo ho avuto fortissimi ripensamenti, perché avevo capito che quello non era il progetto giusto!

Infatti, avevo dimenticato uno dei principi fondamentali che dovrebbe ispirare ogni progettista meccanico, ovvero il principio “KISS” = “Keep It Simple, Stupid!”

Il modello era inutilmente complesso, a causa della scelta iniziale di usare un solo motore e per giunta di metterlo interno allo scafo. Avrei dovuto rivedere completamente il progetto, scartando buona parte del lavoro fatto e ponendo fine al “Periodo Monomotore” della mia vita hobbistica.

Così è stato. Anche perché la seconda “S” del principio KISS continuava a ronzarmi nella testa: “Mantienilo Semplice, STUPIDO!”

 

In preda allo sconforto, ho abbandonato l’idea del sottomarino acrobatico cambiando completamente direzione e dedicandomi dal 2013 alla cultura latina (forse sapete…).

Soltanto nel 2019 sono tornato a pensare al battello R/C acrobatico, con rinvigorito interesse, iniziando così il mio nuovo “Periodo Bimotore”, di cui vi parlerò più avanti…

 

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sub acrobatici? Questo argomento mi riporta indietro nel tempo... quanti bei progetti mai realizzati, quante fantasie 😊

 

L'idea anni fa stuzzicò anche me, poi per un motivo o per l'altro... ben sappiamo come vanno le cose. Comunque caro Ocean's per la propulsione io suggerirei gli idrogetti e/o eliche intubate. Ottime spinte che se unite a ugelli orientabili su forme fusiformi ti danno uno scafo altamente performante. Aggiungo un link lievemente datato con la convinzione che il dottor Ocean's saprà catturare mentalmente alcuni fotogrammi molto interessanti, e come d'abitudine ne tirerà fuori un nuovo sprone e cento idee 

Edited by andreavcc

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

@andreavcc

Gli AquaModelers! :smiley19:

Grazie Andrea. Sai che forse proprio tu me li avevi già segnalati in passato, magari una decina di anni fa?

Video bellissimo, e fra l'altro al tempo 0’42” si vede un X-Wing di Star Wars che piacerebbe tanto a @gepard

Ci sono spunti a iosa! Si vede anche un racer che quei pazzi di giapponesi usano per le gare di velocità fra modelli subacquei...

Naturalmente mi fa piacere che queste fantasie abbiano coinvolto anche te.

Capisco che il tempo sia sempre tiranno, per te come per me, ma allora, che dici, facciamo costruire il sub acrobatico a @Call_Me_V ?!?  :biggrin:

 

Andrea, tu suggerisci idrogetti od eliche intubate, che in effetti sono la soluzione migliore.

Ho fatto una breve ricerca con “brushless submarine thruster” e ho trovato un mondo: dei thruster con elica intubata da 60 mm, che danno una spinta di 1-1,5 kg e sarebbero ottimi!

Certamente, se la cosa parte, mi potrai dare ottime dritte…

___________

 

Adesso però vorrei raccontarvi ancora un po’ la mia storia, che ha visto finalizzare il concetto nei termini attuali.

Passati 4-5 anni di stasi, l’idea del sottomarino acrobatico tornò prepotentemente in auge, quando erano ormai evidenti i vantaggi dei motori brushless outrunner: con la loro spinta era possibile immaginare anche salti fuori dall’acqua o acrobazie in piedi sulla poppa.

I numeri sembravano giustificarlo, naturalmente per una configurazione bimotore e non più monomotore.

 

Per saltare 1 metro fuori dall’acqua serve una velocità di circa 5 m/s, ovvero 18 km/h.

A questa velocità la potenza assorbita per un biscafo di diam. 60 mm è circa 400 W, raggiungibile con due motori da 200 W cad (calcoli forse pessimistici ma dalla parte della ragione, ottenuti per proporzione dal mio Neptune: diam 17cm, 0,6 m/s, 15W)

Partendo da tali potenza e velocità, calcoliamo una spinta teorica di ben 80 N = 8 kg, su 2 motori. Naturalmente questo numero è molto sovrastimato, sia perché tutti i rendimenti sono minori di 1, sia perché la potenza max non è disponibile su tutto l’arco di utilizzo, ma soprattutto perché il regresso dell’elica sarà vicino al 50% in condizioni critiche (anzi speriamo di non cavitare troppo…)

Comunque, se anche solo salveremo 2-3 kg  di spinta complessiva, questa sarà più o meno pari al peso del modello e le “delfinate” in piedi sulla coda si potrebbero anche fare!

Adesso, dopo l’indicazione di @andreavcc, sappiamo che i thruster intubati possono effettivamente fornire tali spinte, quindi il concetto è confermato.

Operativamente, un brushless outrunner da 200 W assorbirebbe una ventina di ampere su 11,1 V. Metterne due richiederà una batteria capace e potente, ma la cosa sembra fattibile. (5000 mAh per 10 minuti di funzionamento a manetta)

 

Ciò detto, passiamo alla configurazione del modello.

Un paio di anni fa mi dedicai a disegnare soluzioni biscafo con diametro 50 o 60 mm, tenendo ben a mente il principio KISS. Per semplificare al massimo, volevo realizzare due scafi identici dotati ciascuno di un WTC, una batteria, un timone con il suo servo ed un motore con ESC ed elica. Solo l’elettronica sarebbe stata condivisa, con i cavi dei segnali che passavano in una connessione stagna fra i due scafi.

Fra l’altro, contavo di usare tale semplice soluzione (1 motore ed 1 timone in 1 WTC) anche per le navi da battaglia con cannoni ad acqua di cui vi ho scritto sopra, idea poi non messa in pratica.

 

Vi risparmio i disegni CAD di qualche anno fa, mai veramente ultimati, ma vi posto qualche schizzo che ho fatto di recente.

Ecco l’ipotesi della parte terminale del WTC con l’installazione del motore esterno, come suggerisce @gepard, con elica intubata ed un ugello con una serie di palette per orientare il flusso in uscita. E’ vero che basterebbe un timone convenzionale, ma mi sono sempre preoccupato della sua integrità nel caso delle ricadute in acqua dopo i salti. Come minimo servirebbe un salva-servo, ma aiuta anche una struttura più solida come questa, con due dischi tondi sui lati delle palette per maggiore rigidità.

 

Dolphin-concept-01.jpg

 

 

L’orientamento della spinta dovrà avvenire sul piano verticale, mentre su quello orizzontale potrò contare sulla differenza di spinta fra i due propulsori.

Vedete qui sotto le tre modalità di controllo, con:

- controllo sull’imbardata con azione differenziale dei due motori

- controllo sul rollio orientando in opposizione le due spinte

- controllo sul beccheggio orientando in fase le due spinte

 

Dolphin-concept-02.jpg

 

 

Ed ecco allora un esempio di manovra, ovvero la famosa virata Schneider di iscandariana memoria.

SI arriva impostando un rollio a sinistra (R) angolando le spinte in opposizione, poi si tira la virata sul piano del beccheggio, orientando le spinte a cabrare, ed infine ci si riallinea con un altro movimento di rollio (R) di senso opposto al precedente.

 

Dolphin-concept-03.jpg

 

 

A livello di gestione dei comandi, occorrerà miscelare i canali della radio a due a due.

Nel Mode2 degli aeromodelli, che io che preferisco, lo stick di destra comanda alettoni ed elevatore, che per noi andrebbero miscelati per comandare i due servi degli ugelli orientabili.

Lo stick di sinistra invece normalmente comanda motore e timone di direzione, per cui anche questi due canali andranno miscelati fra loro e dati in pasto ai due regolatori ESC dei motori, per pilotarli in modo sincrono o differenziale.

 

Con ciò, il nuovo concetto di sottomarino acrobatico bimotore è definito.

Ma la sua forma finale? E’ ovviamente tutta da definire, ma intanto vi posso postare un paio di schizzi…

 

Dolphin-concept-11.jpg

 

Dolphin-concept-12.jpg

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Molto belle le proposte di estetica progetto, mi vedo già le evoluzioni.......Mazinga Z ti fa un baffo :biggrin:

 

Per quanto tra i due progetti, come estetica personale preferirei il primo.....la seconda proposta avendo una parte di poppa più ampia magari si riesce a inserire anche altra componentistica pensandola come un'elongazione delle due camere stagne!!

 

Riguardo la parte terminale d'installazione motore la ritengo molto originale e a prima occhiata (per quanto ci capisco zero di flussi) mi sembra molto funzionale con il motore "in diretta" su tre timoni sincroni.....è anche molto scenografico!!

Ho fatto anche io qualche ricerca sui brushless thruster e devo dirvi che non immaginavo ci fossero già tanti progetti in 3D pronti all'uso o da adattare in ogni caso quando avete i modelli pronti io faccio da "ditta" di stampaggio e assemblaggio come giustamente detto dal @Ocean's One

 

7 hours ago, Ocean's One said:

Capisco che il tempo sia sempre tiranno, per te come per me, ma allora, che dici, facciamo costruire il sub acrobatico a @Call_Me_V ?!?  :biggrin:

 

:biggrin::biggrin::biggrin::biggrin:

 

Per il pacco batterie

7 hours ago, Ocean's One said:

Operativamente, un brushless outrunner da 200 W assorbirebbe una ventina di ampere su 11,1 V. Metterne due richiederà una batteria capace e potente, ma la cosa sembra fattibile. (5000 mAh per 10 minuti di funzionamento a manetta)

 

non entro in dettaglio nei conteggi ma come pacco batteria è fattibile, per quanto esistano già delle batteri 11V da 5000 mAh, magari si può pensare (come fatto per il Kilo) di utilizzare delle batterie litio singola cella da saldare tra loro per realizzarlo.....dovremo valutare la scarica in corrente necessaria per alimentare in modo corretto i motori e per non "sfondare" le batterie ma comunque questo potrebbe tornare utile sia per gli ingombri che per una questione di prezzo.

 

On 27/8/2020 at 18:59, Ocean's One said:

l problema della trasmissione delle onde radio è serio, come tu giustamente segnali, quindi l’elettronica di bordo potrebbe venirci in aiuto.

 

Anche in questo progetto (come per il Kiletto) una bella scheda dedicata con un bel processore cortex dedicato ci starebbe bene.....ma ne riparliamo più avanti!!

 

Piccola postilla.......bella la filosofia KISS non ne avevo sentito parlare prima.....per quando il mio cantiere attuale non ha nulla a che vedere con essa 🤦‍♂️

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Grazie @Call_Me_V dei commenti e della tua disponibilità.

Mi rincuori anche sulla possibilità di trovare (o costruire) una batteria idonea.

Molto bene. Possiamo procedere, nella speranza di partire prima o poi con qualcosa di reale.

 

Visto che ti piacciono i disegni Mazinga-style, te ne mostro altri.

In vacanza ci ho preso gusto a disegnare, e quindi ho ipotizzato altre soluzioni.

In effetti, la soluzione a doppio scafo aveva molto senso in caso di due motori messi all’interno dei WTC, ma per motori esposti in acqua si può anche pensare ad un modello monoscafo.

Ammesso che il WTC singolo abbia volume sufficiente per compensare il peso dei due motori, della grossa batteria e di tutto il resto, si può benissimo pensare di fissare i motori sui lati, supportati dalla struttura a libera circolazione che comunque ci sarà per le “ali” e le derive.

 

Quindi, eccovi un altro paio di ipotesi a singolo scafo, chiaramente di fantasia:

 

Dolphin-concept-13.jpg

 

Dolphin-concept-14.jpg

 

 

A questo punto ho ragionato un po’ di più sul possibile comportamento in acqua di questo modello, soprattutto nelle virate sul piano verticale.

Orientando la spinta in coda, il modello dovrebbe ruotare attorno al suo baricentro, ovvero circa a metà della sua lunghezza, spostando prua e poppa in direzioni opposte durante la virata.

Per facilitare la cosa e consolidare il “punto fermo” a metà scafo, penso sia utile aggiungere un paio d’ali in questa posizione (e non metterle più a poppa come fatto sopra)

Inoltre, per questioni di rigidezza legate all’impatto con l’acqua, le ali potrebbero anche essere quattro, in configurazione biplana oppure ad X, collegate fra loro da tiranti in filo d’acciaio.

infine, la coda potrebbe essere costituita da una carenatura esterna che racchiude entrambi i propulsori, posti in due gondole laterali non stagne.

Cosa ne esce? Una configurazione tipo quella del disegno qui sotto, che io ho già battezzato “Fritz-X” per motivi che non vi sto a spiegare…  :biggrin:

 

Dolphin-concept-15.jpg

 

Vorrei chiedervi cosa ne pensate.

Tecnicamente sarebbe la forma giusta, ma questa forma a “bomba guidata” penso non sia gradita ai più. (Corazzata Roma docet...)

 

Devo rifare il disegno, vero?  :sad:

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites
On 9/1/2020 at 2:10 PM, Ocean's One said:

 forma a “bomba guidata” penso non sia gradita ai più. (

 

Hmmm, prima di leggere il post ho visto i disegni e quando l'occhio è caduto sull'ultimo ho pensato alla Fritz-X e mi sono detto: "Noooooo !"

 

Manca poco al 9 Settembre...

 

Edited by gepard

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ed infatti sarà un no.
Nonostante sia veramente una delle forme più idonee per questo modello, per ragioni più che fondate non la potrò scegliere.

(Fra l’altro, come scrivi tu, siamo anche vicini all’anniversario di quella tragica data)
 

Passerò certamente ad una configurazione diversa...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Perdonate la domanda......ma per gli ignorantoni come me :biggrin: di che state parlando?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Scusami, Vincenzo.

Non avevo spiegato, ma soltanto scritto sibillinamente il nome della corazzata Roma.

Questa nostra unità, il giorno dopo l’armistizio del 43, è stata affondata dai tedeschi con una bomba guidata Fritz-X, che aveva forma molto simile al modello che ho proposto.


E’ chiaro che, nonostante questa sia una configurazione ideale per il modello R/C, non posso scegliere una forma così tristemente legata a questa grande tragedia della nostra Marina.

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Chiuso l’improponibile capitolo “Fritz-X”, eccomi a studiare qualcosa di diverso.

Poteva essere soltanto un nuovo disegno sulla stessa configurazione bimotore, ma a questo punto faccio un ulteriore passo, parlandovi della soluzione finale a cui sono arrivato dopo lunghe cogitazioni estive.

Sebbene l’ipotesi bimotore sia già molto funzionale, vi propongo anche quella quadrimotore, che fa completamente a meno di timoni o altre parti mobili e dei loro servocomandi, affidando tutte le possibilità di controllo all’azione combinata o differenziale dei quattro thrusters a poppa, con motori brushless sui 150W l’uno.

 

Oggi ho preso il mio bravo CAD e buttato giù qualche disegno, non definitivo ma utile a spiegarvi il concetto.

Vedete una configurazione a singolo scafo (WTC di 50 o 60 mm di diametro) e quattro thrusters a elica intubata da 60-80 mm.

Lascio a voi i commenti sull’estetica, peraltro non definitiva, che vedete in queste immagini;

 

Aquad-base1-200904.png

Aquad-base2-200904.png

Aquad-base3-200904.png

 

Più dell’estetica, vi vorrei però parlare della funzionalità, iniziando a chiarire che le eliche girano nelle direzioni indicate in figura, controrotanti a due a due.

 

Aquad-prop-200904.png

 

I cambi di direzione avverranno variando la velocità di alcuni motori rispetto agli altri, come indicato qui sotto.

Si tratta di una modalità molto simile a quella dei droni quadricotteri, con la differenza che in questi ultimi la differenza di velocità è limitata, mentre noi potremmo anche spegnere una coppia di motori per virare molto più stretto.

Inoltre, per una maggiore reattività sul beccheggio, gli assi delle due coppie di motori di destra e sinistra convergono verso poppa, come vedremo meglio più avanti.

 

Allora, come funziona il modello?

Con il comando del gas si agirà simultaneamente sui quattro motori, per andare più veloce o più adagio, mentre i tre tipi di virata sono descritti nelle figure qui sotto.

 

1 - VIRATA ORIZZONTALE (piano dell’imbardata)

Aquad-right-200904.png

 

Si accelerano i motori di sinistra e rallentano o addirittura fermano i motori di destra.

Il modello compie una virata “piatta” verso destra

___________

 

2 - CONTROLLO SUL PIANO VERTICALE (beccheggio)

Aquad-down-200904.png

 

Si accelerano per esempio i motori superiori, che fra l’altro sono leggermente angolati verso il basso: la spinta asimmetrica fa alzare la poppa e abbassare la prua del modello, che quindi vira verso il basso

___________

 

3 - CONTROLLO IN ROLLIO

Aquad-roll-200904.png

 

Per rollare verso destra vanno accelerati il motore superiore di sinistra e quello inferiore di destra, con un duplice effetto.

Innanzitutto, visto che gli assi dei motori non sono orizzontali ma convergenti verso poppa, le due spinte di questi motori non saranno parallele ma faranno avvitare il modello in senso orario, come desiderato.

In aggiunta, i due motori al massimo girano entrambi in senso antiorario, così che la loro coppia di reazione (superiore a quella degli altri due motori lenti), farà avvitare anch’essa il modello in senso orario.

 

 

Come vedete, abbiamo definito la configurazione del modello e i suoi principi di funzionamento.

Invece, per definire una degna elettronica di controllo che svolga i compiti di cui sopra, non sono io la persona giusta... :sad:

 

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Prevedi che la cassa di immersione possa essere spostata in avanti/in dietro per far variare anche la posizione del baricentro?

 

Ci metterai una telecamera ? Fissa o basculante su due/tre assi ?

 

In ogni caso, per il controllo del battello la sensoristica è sempre la stessa, un sensore di pressione per la quota, una o più (*) IMU a 9 DOF (accelerometro + giroscopio + magnetometro, ciascuno a 3 assi) per ottenere l'attitudine.

 

(*) questione da approfondire, non ti so ancora consigliare quante IMU servano e dove debbano essere posizionate per non complicare la vita al software.

 

La board di controllo dovrà essere equipaggiata con un microcontrollore che abbia una potenza di calcolo sufficiente per permettere evoluzioni ad alta velocità, comunque direi che quelli che vengono usati per le unità di controllo dei quadricotteri da competizione sono perfette (anche un po' troppo sovradimensionate ma meglio abbondare).

 

Sarà da prevedere una IMU+unità di controllo a sé stante se si vuole controllare indipendentemente l'eventuale telecamera.

 

Ricevente sulla banda dei 40 MHz con un numero sufficiente di canali per controllare il battello e l'eventuale telecamera.

 

Poi tutto il "lavoro" verrà svolto dal software...

Edited by gepard

Share this post


Link to post
Share on other sites

Beh, chiedevo dell’elettronica ed evidentemente tu hai le idee molto più chiare di me...!  :thumbsup:
 

Voglio però darti qualche risposta su quello che hai scritto,  perché ciò che ho in mente è ben definito e si riassume in due sole parole: potenza bruta.

Ci sarà bisogno di tanta potenza per accelerare velocemente e, speriamo, saltare fuori dall’acqua.
Quindi, ottimi motori, ESC e batteria.

 

Al contrario, vorrei semplificare tutto il resto. Ben vengano giroscopi ed accelerometri, ma bandirò tutti gli altri componenti: no camera, no cassa d’immersione, no bussola (si naviga a vista) e no profondimetro. Quest’ultimo potrebbe in effetti servire come input al fail safe, ma ad velocità la sua presa di pressione sarebbe troppo ballerina ed imprecisa.

Per evitare di raggiungere quote eccessive potremmo invece temporizzare il funzionamento dei motori quando l’inclinometro segna un pitch negativo, arrestandoli dopo 2 secondi.

Comunque, il modello sarà “cabrato” (baricentro arretrato) per avere una naturale e sicura tendenza a puntare la prua in alto in assenza di comandi.

 

Se poi tu o Call_Me_V mi aiuterete, mi piacerebbe mettere a punto un giroscopio per fare evoluzioni in verticale, in sostentamento sulla coda, con i motori al massimo e tutto lo scafo fuori dall’acqua. 
Hai presente i delfini?  :smile:

Edited by Ocean's One

Share this post


Link to post
Share on other sites

Modello super.....con il quadrimotore si può utilizzare tutta la "strumentazione" hw/sw dei droni senza impazzire con nuove schede o architetture o software....come sta avvenendo per il Kilo!!

 

Considerando che ho già tutto l'armamentario a disposizione potremmo realizzarlo abbastanza rapidamente....bisogna solo sistemare la parte delle frequenze di pilotaggio riscalandole a livello hw.

 

Riguardo la ridondanza di vari moduli IMU la vedo una forzatura inutile e concordo con @Ocean's One elettronica snella e tutta potenza!!

 

..... io ci sono... apriamo pure una discussione dedicata :biggrin:

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Ocean's One ok, allora a tutta potenza!

 

Mi vengono in mente le seguenti considerazioni:

- Quando c'è di mezzo la potenza l'aspetto sicurezza deve essere il requisito fondamentale.

- Occorre fare in modo che delfinando non prenda il volo e balzi fuori dalla vasca in modo pericoloso.

- Occorre valutare bene le misure necessarie ad evitare collisioni con il bordo, il fondo della vasca o altri natanti. L'idea di usare dei "baffi" metallici potrebbe non essere sufficiente se non pericoloso.

- L'elettronica può essere resa completamente stagna senza dover utilizzare un WTC, così come le batterie quindi non vedo un problema legato alla profondità. Al limite come trigger del failsafe si può usare l'intensità del segnle radio, alcune riceventi hanno già questa funzione.

 

2 hours ago, Call_Me_V said:

Riguardo la ridondanza di vari moduli IMU la vedo una forzatura inutile

Nei quadriotteri, considerali come piattaforme basculanti il cui pivot è posizionato nel centro geometrico, l'IMU è posizionata (quasi) esattamente nel punto di applicazione delle forze quindi ne basta una.

Nel battello pensato da @Ocean's One non è detto che nel punto di applicazione delle forze ci sia spazio per inserire la scheda dell'IMU, anzi, considerando tutti i fattori in gioco non è neanche detto che si riesca ad individuare questo punto a priori per questo occorre ridondare le IMU in modo che il software lo calcoli con precisione e lo usi come origine per i successivi calcoli di navigazione. Che poi non si voglia aggiungere nessun automatismo per la stabilità dinamica e la navigazione è un'altra faccenda.

 

1 hour ago, Call_Me_V said:

bisogna solo sistemare la parte delle frequenze di pilotaggio riscalandole a livello hw

Cosa intendi ?

 

P.S.

"La potenza è nulla senza controllo"

[Pirelli]

Share this post


Link to post
Share on other sites

......Se ho interpretato bene l'essenza del modello, ovvero "potenza bruta".....non lasca molte zone grige.....io proseguirei senza troppi controlli aggiuntivi o sicurezze aggiuntive.....il modello lo userà chi ha dimestichezza e sa usarlo, tipo i droni da racing!!

 

10 hours ago, gepard said:

non è neanche detto che si riesca ad individuare questo punto a priori per questo occorre ridondare le IMU in modo che il software lo calcoli con precisione e lo usi come origine per i successivi calcoli di navigazione

 

quindi ci stai a sviluppare il software del battello?:biggrin:

 

10 hours ago, gepard said:
13 hours ago, Call_Me_V said:

bisogna solo sistemare la parte delle frequenze di pilotaggio riscalandole a livello hw

Cosa intendi ?

 

Perdonate ma sono stato "frettoloso" nell'esprimermi, mi spiego meglio.

Una possibile interpretazione del sistema potrebbe essere: considerando un sistema ISO droni con TX/RX sui 2.4 GHz , per poterlo applicare al nostro battello utilizzando gran parte delle caratteristiche delle trasmittenti odierne (vedi Taranis - OpenTX e tutte le configurazioni annesse) la "sola" cosa da sistemare sono le frequenze (e il canale di comunicazione fisico).

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ok, allora avevo capito bene riguardo alla frequenza.

Beh, basta una qualsiasi trasmittente a 40 MHz, con relativa ricevente, 3 o 4 canali sono sufficienti.

 

1 hour ago, Call_Me_V said:

quindi ci stai a sviluppare il software del battello?

Ditemi quello che devo fare che io lo faccio (compatibilmente con il mio tempo libero).

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

  • Forum Statistics

    • Total Topics
      44,152
    • Total Posts
      508,266
×