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andreavcc

La stampa 3D, questa sconosciuta (almeno per me...)

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Buongiorno
con la possibilità di avere stampanti 3D a costi accessibili già da tempo, si può vedere ovunque l'uso di questo ausilio nell'hobby modellistico, e nello specifico mi riferisco alla 
costruzione dei nostri amati battelli sommergibili RC. 
Mediante software per il disegno/progettazione 3D si possono progettare supporti per i servi, flange di supporto per motori, e quant'altro "l'allegro modellista" necessiti per 
assemblare una tech-rack da impiegare nel wtc ottenendo dei pezzi a basso costo ed in tempi ridotti senza dover ricorrere all'uso di lamine di metallo da tagliare, sagomare e forare per poter 
assemblare i vari congegni necessari al funzionamento del modello, con il beneficio di un assemblaggio rapido poichè già in sede di disegno si può "vedere" le varie parti in movimento e gli 
ingombri che questi hanno rispetto ad altri pezzi, risparmiandoci anche le modifiche in corso d'opera dovute a modifiche varie ed eventuali. 
Ultimamente però ho avuto modo di vedere molti modellisti anche molto conosciuti nel settore, usare la stampa 3d non solo per quanto già detto, ma anche per la creazione di congegni e supporti vari
quali ad esempio supporti per i wtc e congegni per sistemi di lancio siluri che magari vedono il loro impiego fuori dal wtc. Oltre a questo pare sempre più in voga l'uso della stampa 3D addirittura per stampare interi scafi!
Di certo c'è che con un poco di passione e molto tempo si possono ottenere modelli inediti, a volte molto personalizzati e fantasy senza dover essere più vincolati all'uso dei kit che il mercato modellistico offre in commercio
ma a me, che non conosco appieno né la tecnica di stampa né i materiali impiegati comunemente, sorgono dei dubbi circa l'impiego "in acqua"...
Queste parti stampate, oltre a problemi noti quali dilatazioni termiche se il modello è troppo esposto al sole che contrastano con l'uso di parti fotoincise per dettagliare gli scafi, hanno una 
permeabilità all'acqua che andrebbe a pregiudicare l'assetto del modello? oppure ci sono piccoli trucchetti che permettono di avere delle parti completamente impermeabili senza però l'uso di materiali
e/o tecniche particolari peraltro pericolose?

Edited by andreavcc

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Andrea,

capisco e condivido tutti i tuoi dubbi su questa nuova tecnologia, che attira me quanto te.

Per darti una risposta occorre però affrontare il problema in modo articolato, facendo una distinzione almeno di base sulle tecnologie di stampa 3D disponibili.

Immagino che tu ti riferisca principalmente alla tecnologia a filamento fuso (denominata FFF oppure FDM) che analizzerò nel dettaglio.

Invece, esistono altre famiglie di stampanti, che lavorano con materiali diversi dal classico filamento.

Per esempio, la polimerizzazione di resina liquida (stereolitografia, SLA e sue varianti) consente di ottenere pezzi non porosi e senza cavità interne, e quindi più adatte ai modelli di sub R/C. Si tratta però di macchine professionali e non certo a basso costo come le comuni stampanti a filamento.

Ci sono poi altre stampanti che si basano sulla sinterizzazione di polveri (SLS), comunque a livello professionale, che uniscono qualità e discreta produttività ma hanno sempre l’inconveniente di realizzare pezzi porosi e quindi non utilizzabili per le nostre applicazioni.

 

Ora però rimaniamo sulle stampanti a filamento fuso (FFF/FDM) e commentiamo cosa si può fare e cosa no.

Innanzitutto, questa tecnologia è utilizzabile per tutti i componenti interni non a contatto con l’acqua, a patto di verificarne la robustezza. Di solito occorre cambiare un po’ la forma mentis che usiamo nel progettare: per esempio, io non stamperei 3D la squadretta di un servo così com’è, ma la allargherei opportunamente per diminuirne lo stress. Invece, su parti grosse ben vengano alleggerimenti, asole e scassi ben disposti, visto che qui non si pongono più i tipici problemi che si hanno nelle lavorazioni per asportazione di truciolo.

 

Veniamo però al punto più critico, ovvero la tenuta stagna.

Io non dico che non si riesca ad ottenere, ma occorre valutare molto bene. Per esempio, al lavoro ho provato a stampare un piccolo raccordino che ho collegato all’aria compressa, riscontrando una piccola perdita sopra i 2-3 bar. Siamo al limite: in acqua a 0,3 bar (3 metri) forse andrebbe ancora bene, ma anche per un tempo di qualche ora?

Comunque, di solito si possono impostare i parametri di stampa per avere una deposizione più densa (la mia stampante la chiama “semi-solid” oppure “solid”), minimizzando le fessure fra gli strati, o annullandole del tutto magari con un trattamento superficiale di post-processing.

Qui invito il buon Call_Me_V a dire la sua, visto che è riuscito a stampare un tappo del WTC perfettamente stagno, che regge un tempo sufficiente per i nostri scopi.

 

C’è però un ulteriore punto su cui vorrei richiamare l’attenzione, ovvero le parti a libera circolazione.

Data la facilità di stampa, sarebbe utilissimo realizzare tutto lo scafo esterno con la stampa 3D, visto che tanto ad esso non viene richiesta alcuna tenuta stagna.

Purtroppo questo potrebbe essere un grosso rischio, data la presenza di piccole cavità interne nei pezzi stampati.

Infatti c’è da sapere che il processo di stampa minimizza sempre il consumo di materiale, realizzando la superficie esterna del pezzo con una serie di 3-6 strati di guscio continuo (“shell”), mente l’interno viene riempito con un blando pattern di paretine a losanga o nido d’ape, spaziate 3-4 mm e con notevoli volumi vuoti fra loro.

Di conseguenza, la densità “apparente” di un pezzo finito potrebbe essere fino al 50-60% minore di quella dello stesso pezzo perfettamente pieno, con il rischio di compromettere il bilanciamento del modello.

Infatti, pensando ad un modello come il Kiletto di Call_Me_V, lo scafo esterno peserebbe circa 100 g se realizzato con tecniche classiche, ma solo 40-50 g se stampato 3D.

Quindi, l’ignaro utente bilancerebbe il modello con 50 g di zavorra aggiuntiva, felice oltretutto di posizionarla molto in basso e di avere un bel modello stabile.

Ma cosa succede poi se l’acqua si insinua dentro le fessure della stampa 3D e lentamente allaga gli spazi interni?

Dopo mezz’oretta, il modello sarà troppo pesante di 50 grammi! Se va bene, resterà una piccola riserva di spinta residua e il battello riuscirà ancora a galleggiare, molto basso sull’acqua.

Se va male, invece… :doh:

Quindi, in caso si stampino 3D parti dello scafo esterno, raccomando di prendere il modello, pesarlo, lasciarlo un giorno in vasca e pesarlo di nuovo, per essere sicuri che sia minima l’acqua assorbita dalle parti stampata 3D.

 

In merito alle modalità di stampa, invece, qualche trucco si può mettere in pratica per minimizzare le cavità interne.

Quando ancora pensavo di rendere R/C il mio modello del Delfino, avevo stampato il suo scafo esterno impostando solo due giri di shell (1,5 mm di spessore) e senza filling interno, proprio per non avere volumi interni potenzialmente allagabili. Questa dovrebbe essere la strada giusta ma, non avendolo potuto verificare nell’uso R/C, non lo posso dire con certezza.

Una cosa però la posso senz’altro consigliare: stampato lo scafo esterno con la modalità più densa possibile, mettetelo in acqua e vedete se affonda subito. Se lo fa, l’eventuale volume vuoto al suo interno non sarà certamente più del 10%, assunto che la densità del polimero ABS è di circa 1,1 e che la densità "apparente" finale resta > 1

Quindi, poco volume interno, poco rischio di tirar dentro acqua pericolosa per l’assetto.

 

Per ora questo è quanto mi sento di dire.

Peccato non avere ancora esperienza diretta in merito.

Ciao!

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Domando, da profano in merito... per ovviare alla porosità della resina, è possibile alla fine spalmarlo di un componente sigillante? All'interno può esser poroso ma se è sigillato all'esterno, problema risolto. Nelle parti allagabili si opta per il trattamento in entrambe le pareti. Per aumentare la resistenza, è possibile stampare annegando nella resina rinforzi metallici? Un'armatura come nelle gettate cementizie.

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Fanghino, 

certamente si può fare un trattamento superficiale a posteriori.

Normalmente questo viene effettuato esponendo il pezzo finito a vapori di acetone, che oltre a rendere la superficie più liscia possono anche servire per sigillare le sue microaperture.

 

Dal tono del post iniziale di Andrea, però, immagino che lui stia cercando una soluzione più comoda, che gli eviti di effettuare post trattamenti con sostanze certamente non facilissime da gestire.

Probabilmente la soluzione definitiva sarà una serie di parametri di stampa ottimali, se esistono, che consentano di ottenere un prezzo estremamente compatto e quasi senza cavità interne.
Speriamo che da questo punto di vista Call_Me_V riesca ad illuminarci con la sua scienza e la sua esperienza...

____

 

in merito all’aumento di resistenza, avevo sentito che esisteva qualche filamento caricato con corte fibre di vetro, per esempio, ma credo che il vero rischio di delaminazione fra i vari strati stampati possa essere minimizzato solo mettendo a punto in modo ottimale i parametri di stampa.

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2 hours ago, Ocean's One said:

Fanghino, 

certamente si può fare un trattamento superficiale a posteriori.

Normalmente questo viene effettuato esponendo il pezzo finito a vapori di acetone, che oltre a rendere la superficie più liscia possono anche servire per sigillare le sue microaperture.

 

Dal tono del post iniziale di Andrea, però, immagino che lui stia cercando una soluzione più comoda, che gli eviti di effettuare post trattamenti con sostanze certamente non facilissime da gestire.

Probabilmente la soluzione definitiva sarà una serie di parametri di stampa ottimali, se esistono, che consentano di ottenere un prezzo estremamente compatto e quasi senza cavità interne.
Speriamo che da questo punto di vista Call_Me_V riesca ad illuminarci con la sua scienza e la sua esperienza...

____

 

in merito all’aumento di resistenza, avevo sentito che esisteva qualche filamento caricato con corte fibre di vetro, per esempio, ma credo che il vero rischio di delaminazione fra i vari strati stampati possa essere minimizzato solo mettendo a punto in modo ottimale i parametri di stampa.

Queste considerazioni portano quindi alla conclusione che investire in una stampante di classe superiore, più evoluta, è alla base della risoluzione definitiva di problemi che richiedono interventi post-stampa. Vale il vecchio adagio... chi più spende, meno spende!

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Certo, Fanghino, questa regola di buonsenso vale sempre.

Solo che, per passare da una stampante a filamento ad un’equivalente a resina, più o meno devi aggiungere uno zero in coda al prezzo..

. :smiley22:

 

edit: però si può anche non comprare la stampante, ma rivolgersi ad un service esterno che stampa conto terzi...

Edited by Ocean's One

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6 hours ago, Ocean's One said:

Certo, Fanghino, questa regola di buonsenso vale sempre.

Solo che, per passare da una stampante a filamento ad un’equivalente a resina, più o meno devi aggiungere uno zero in coda al prezzo..

. :smiley22:

 

edit: però si può anche non comprare la stampante, ma rivolgersi ad un service esterno che stampa conto terzi...

Fattore  10 d'aumento prezzo! Scherzando, potrei arrivare a fare un pensiero non su un modello, ma sull'acquisto di un battello vero, alla fine qualcosa si risparmia....

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Grazie dei vostri interventi, e al dottor Ocean's come sempre chiaro ed esaustivo.

Ho visto video circa alcuni lavori fatti con la stereolitografia restando a bocca aperta per il livello di dettaglio, veramente impressionante. Ma in effetti, come Ocean's ha intuito, io mi riferivo alla stampa a filamento fuso. Nomi quali Ota Gerza e Bob Martin pubblicizzano alla grande i loro scafi prodotti con l'FFF e sono nomi che non vogliono e possono permettersi di pubblicizzare roba scartina. Al secondo ho addirittura chiesto lumi commentando un suo video esponendo le mie perplessità ma a tutt'oggi non ho ricevuto alcuna risposta, e sarebbe stato interessante averne una soprattutto da lui che tratta modelli "generosi" in quanto a dimensioni. Per questo chiedo lumi perché o c'è un segretuccio per rendere a tenuta la stampa, oppure usano una densità al 100% con uno scafo abbastanza costoso in termini di materiali...

 

1 hour ago, fanghino said:

Fattore  10 d'aumento prezzo! Scherzando, potrei arrivare a fare un pensiero non su un modello, ma sull'acquisto di un battello vero, alla fine qualcosa si risparmia....

 

Non posso che darti ragione... proprio in questi giorni mi son rivolto ad un servizio di stampa on line per un paio di semplici supporti per un tipo XXIII 1/35 da poco terminato, alla modica somma di €25. Lo immaginate un tipo VII in scala 1/48?

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Ciao ragazzi, perdonate il ritardo.....

vedo che avete aperto un argomento tanto interessante quanto complicato e vedo che @Ocean's One ha già affrontato e chiarito vari temi, perciò cerco di aggiungere ancora qualche dettaglio generale e poi qualche accortezza che ho tenuto nella realizzazione delle parti esterne del Kilo.

 

La mia esperienza con le stampanti 3D non è di lunga data, nel senso che ho cominciato a montarle e testarle circa 5-6 anni fa e ovviamente stiamo parlando di 3D a deposizione di filamento fuso (FFF/FDM). Nel tempo ne ho assemblate/riparate molte e di vari modelli, partendo da stampanti cinesi cloni di stampanti note a stampanti al limite hobbistico (diciamo quasi professionali) e per partire rispondendo al post di @fanghino il mio consiglio è acquistare una stampante di classe superiore spendendo qualcosa in più all'inizio non tanto per il post-stampa e le rilavorazioni aggiuntive da fare sui pezzi stampati quanto sulla "manodopera aggiuntiva" da prevedere sulla stampante.....perché molto spesso capita che si passa più tempo nel sistemare/tarare e mettere a punto la stampante che stampare pezzi e molto spesso neanche un lavoro aggiuntivo sui pezzi stampati risolvono problematiche intrinseche nella stampante. Perciò se volte acquistare una stampante per qualcosa di estetico o realizzare pezzi con tolleranze decenti puntate a qualcosa di buono, se al contrario volete capire come funzionano ma non avete grosso interesse nella stampa dei pezzi una "entry level" può andar bene e non spendete più di 100€.

Mi è capitato anche di partire da stampanti "medie" e poi le ho modificate a livello hardware, firmware e meccanica, per renderle migliori ma si spende di più in tempi e costi che acquistarne una decente. Ovviamente esperienza personale.

 

Tornando all'argomento principale, un elemento importante da aggiungere alla discussione è sicuramente "la plastica", come potrete immaginare ne esistono di vari tipi e di varie qualità. Patiamo dalla prima considerazione ovvero le tipologie. A oggi le stampanti sono in grado di stampare plastiche "pure" e plastiche con aggiunta di altri materiali. Le plastiche che vano per la maggiore senza aggiunte, sono il PLA, l'ABS, il TPU e PETG, senza scendere eccessivamente nei dettagli, il TPU (FLEX) è la plastica flessibile che avete visto in varie parti stampate per il Kilo, mentre le altre sono tutte rigide. Il PLA è quello che si stampa più facilmente ma non è altamente resistivo se paragonato all'ABS e il PETG. Queste ultime due hanno necessità di varie accortezze aggiuntive di stampa ma principalmente per avere risultati decenti hanno bisogno di un gradiente termico di stampa uniforma per tutto il pezzo, perciò necessitano di "camere termiche" aggiuntive attorno alla stampante. In passato mi è anche capitato di stampare l'ABS e poi levigarlo con l'acetone per avere superfici lisce ma vi garantisco che con il tempo, inesorabilmente si creano crepe tra i layer e il pezzo si apre in varie parti. Per questo vi consiglio di utilizzare tale tecnica di post-stampa solo per cose estetiche e non per parti di sottomarini. :wink:

Perciò per mia preferenza, in generale stampo solo con il PLA e devo dirvi che non ho avuto necessità di altro facendo attenzione alle stampe e al suo utilizzo. Se siete interessati ad approfondire le varie caratteristiche, cercando su internet le differenze si trovano video e post di tutti i tipi, un punto di partenza per le classificazioni lo potete trovare sui seguenti due link:

 

https://help.prusa3d.com/it/category/guida-ai-materiali_708

 

https://www.prusa3d.it/impostazioni-materiale/

 

come vedi nel secondo link, esistono anche varie tipologie di plastiche con aggiunta di altri materiali, dalle fibre di vetro al bamboo al bronzo. Ne ho provate varie ma le ho escluse rapidamente perché sono una "rottura" da stampare, in molte occasioni intasano l'estrusore in modo irreversibile e non si riesco a fare parti definite......sicuramente non ci ho perso molto tempo nel loro utilizzo perché credo che le plastiche senza aggiunta siano già sufficienti per fare di tutto.

Passando al secondo punto ovvero la qualità delle varie tipologie di plastica, anche in questo caso conviene utilizzare plastiche ottime, che comunque hanno costi accettabili come massimo 30 € al kg. Questo perché le plastiche scadenti possono avere (tra le altre cose) variazioni aleatorie sullo spessore del filo che possono compromettere le stampe e/o un "alto" contenuto di umidità che crea non pochi problemi. 

 

Dopo questa breve panoramica sulle plastiche, passiamo ad un altro argomento fondamentale, come sottolineato da @Ocean's One lo slicer è un elemento fondamentale di tutta la catena. Molto spesso si pensa che stampare un pezzo significa prendere un modello e "mandarlo in stampa" ma purtroppo e per fortuna non è così :biggrin: 

Il passaggio che consiste nell'affettare un modello per generare il codice da stampare è il punto più delicato di tutta la catena ed esistono miriadi di parametri che possono compromettere "con un niente" la stampa, dalle temperature (estrusore/piano) alle ventole per il raffreddamento alle varie velocità (spostamento/ritrazione/infill......) ai layer.....e potrei continuare per tutta la sera :biggrin: questo solo per dirvi che di accortezze ne vanno tenute molte. Sarebbero da considerarle nel contesto generale dei parametri ma tra tutte di sicuro tre accortezze mi sento di riportarle per cercare di rendere il pezzo (in PLA) il più usabile possibile per i nostri sottomarini. 

La prima riguarda le temperature di stampa, ovvero deve essere alta a sufficienza per cercare di fondere nel miglior modo possibile i layer di stampa ma a seconda del modello, bassa a sufficienza per far si che nei passaggi successivi di layer la plastica già stampata sia molle al punto giusto per fondersi in modo ottimale. Questo permette di avere un'aderenza migliore tra i layer.

La seconda è fare i layer pieni con un infill al 100%, questo permette di non avere parti con cavità che potrebbero imbarcare acqua come detto nei post precedenti. 

La terza è un mix, ovvero la progettazione del modello orientata alla stampa, ovvero fare dei modelli senza troppi ghirigori ma "asciutti" e pensati per la stampa 3D.....e in questo gli scafi dei sottomarini sono l'ideale:cool:

 

Non so se sono rimasto troppo sul vago, in ogni caso se volte approfondire qualsiasi argomento o scegliere una stampante da acquistare sono a completa disposizione.....di sicuro avere un modello 3D "sotto mano" su cui discutere potrebbe aiutare l'approfondimento di tale argomento vedendo nel pratico quali accortezze tenere allo scopo.

 

Solo per darvi un'ulteriore idea del PLA, ho stampato questo missile 3 anni fa e utilizzato per tre anni in vari laghetti

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il termine esatto per definirlo non lo conosco :biggrin: ma ha due motori brushless da 2400kv con eliche (se no vado errato) da 24, ed è lungo circa mezzo metro.......lasciando perdere la velocità :cool:, considerate che è stampato in PLA e vi dico che se dovessi rifarlo per qualsiasi ragione.....lo ristamperei in PLA.

 

 

Edited by Call_Me_V

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Si, cambio la velocità dei motori per dirigerlo....in questo caso però ho un radiocomando con tutti i criteri, un FrSky Taranis X9D 2.4GHz e quindi super configurabile rispetto l'Optic 6 sport 40MHz

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Perdonate il doppio post.....Andrea riguardo questo punto

 

18 hours ago, andreavcc said:

proprio in questi giorni mi son rivolto ad un servizio di stampa on line per un paio di semplici supporti per un tipo XXIII 1/35 da poco terminato, alla modica somma di €25. Lo immaginate un tipo VII in scala 1/48?

 

se vuoi e l'idea ti alletta, mi puoi girare i modelli 3D e te li stampo io, considera solo le spese di spedizione :biggrin: In più facciamo delle considerazioni aggiuntive direttamente sullo slicing di questi pezzi e magari hai modo di provare anche tu la mia stampa in PLA e vedi cosa ne pensi!!!

 

......se poi vogliamo fare qualche prova con la stampa di interi scafi e avete i modelli 3D....faccio io le stampe :cool:

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Call_Me_V,

mi inchino a cotanta autorevolezza e conoscenza del mondo 3D.

 

In merito alla possibilità di chiederti qualche stampa, stai sicuro che prima poi ne approfitterò… :biggrin:

 

Invece, ti chiedo, non sarebbe il caso di aprire una nuova discussione in modellismo dinamico e mostrarci un po’ meglio il tuo modello di motoscafo con propulsione ad elica? (mi sembra che il termine esatto debba essere “Idroscivolante”, ma non ne sono del tutto sicuro)

 

Per parte mia, sarei curioso di sapere qualcosa di più su questo bellissimo modello: vederlo magari aperto, capire che componenti hai utilizzato, insomma conoscerne i dettagli.

Se poi avrai anche un link per un video che lo vede in azione, penso che questo possa interessare a molti comandanti di questa base!
Dai, posta, posta...

Edited by Ocean's One

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On 9/8/2020 at 14:52, Ocean's One said:

In merito alla possibilità di chiederti qualche stampa, stai sicuro che prima poi ne approfitterò… :biggrin:

 

... mi associo! 😁
la prossima volta che avrò bisogno ti chiederò la cortesia.

 

Per la stampa di scafi di prova provo a mettere in moto il cervello che con questi caldi....... 🤣

 

P.S. questo l'ho visto oggi. Quanto può costare questo scafo? e viene realizzato solo con un infil del 10% ?!? mah....

Edited by andreavcc

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On 9/8/2020 at 14:52, Ocean's One said:

In merito alla possibilità di chiederti qualche stampa, stai sicuro che prima poi ne approfitterò… :biggrin:

 

6 hours ago, andreavcc said:

... mi associo! 😁 la prossima volta che avrò bisogno ti chiederò la cortesia.

 

Quando volete, così abbiamo anche la possibilità di discutere sul forum di tutti i parametri di stampa per realizzare al meglio i pezzi a seconda dello scopo che andranno ad assolvere :biggrin:

 

On 9/8/2020 at 14:52, Ocean's One said:

Invece, ti chiedo, non sarebbe il caso di aprire una nuova discussione in modellismo dinamico e mostrarci un po’ meglio il tuo modello di motoscafo con propulsione ad elica?

 

sarà fatto :wink: raccolgo un po' di materiale e apro una nuova discussione....così magari ragioniamo insieme anche di qualche modifica e ottimizzazione che ho sempre voluto fare ma poi ho rimandato!!

 

7 hours ago, andreavcc said:

P.S. questo l'ho visto oggi. Quanto può costare questo scafo? e viene realizzato solo con un infil del 10% ?!? mah....

 

....mezzo milione e quanto tempo ci avrà messo...

come vedi sui parametri utilizza anche lui il PLA con un layer "spesso" da 0.3 mm che generalmente si usa per parti da stampare molto grosse.....per quanto anche io sono mooooolto allibito per il valore di infill, magari si sono persi per strada uno zero!!

 

Quando realizzeremo il nostro sottomarino gli faremo concorrenza :biggrin: 

 

 

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15 hours ago, Call_Me_V said:

Quando realizzeremo il nostro sottomarino gli faremo concorrenza :biggrin: 

 

Come minimo!! 😁
comunque a suo dire ci ha messo una settimana piena per stampare, e considerando gli 80 euro a bobina moltiplicato per cinque che dice di aver usato ha speso solo di PLA 400 euretti. Un pò troppi per uno scafo che, dato l'infill scarso, se esposto troppo al sole potrebbeaprire micro vie d'acqua e "inzupparsi" con conseguenze tragiche... 
Certo è che un mastodonte del genere non passa inosservato a nessuno, aggiungendo 800 euro spannometrici di elettronica/servi/motore e ferramenta varia ottieni un modello degno di nota quantomeno ma.... è affidabile?!? A voi le debite conclusioni...

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Concordo con te, in questo caso il PLA e la scelta dei parametri di stampa sono (a mio modesto parere) errati. L'affidabilità di uno scafo intero di questo tipo sarà molto bassa. 

 

Avessi sviluppato io un battello di questo tipo, avrei scelto un PETG con infill al 100% e pareti più sottili.....è inutile avere 3 pareti per lato e poi internamente un riempimento del 10%!!

 

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Questo è sicuramente un progetto interessante --> Type VII/C 1:72

 

Ha molti dettagli e sembra fatto realmente con criterio, si vede anche una stampa (un po' sfocata) dalla foto ma che rende l'idea del dimensionamento di un modello di questo tipo.......per quanto credo che la stampa in foto sia per uno scopo statico, infatti dai parametri riportati ha imposto una risoluzione di 0.1 con un infill del 5%.

 

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Mi aggiungo a questa interessantissima discussione per chiedere invece in merito alla stampa 3D per modellismo statico...confermo che ho una bellissima ANYCUBIC I3 Mega che pensavo di sfruttare per realizzare, con il debito allenamento :doh: dei piccoli modelli di sommergibili italiani, ma dopo il primo periodo di entusiasmo orgasmico :dribble:mi sono reso conto che il "lavoro" è più complicato del previsto...manca il materiale primo, il disegno in 3d dei battelli.

Ho provato, senza molta fortuna, ad apprendere i primi rudimenti per il disegno CAD ed ho cercato se esistesse in rete qualcosa ma niente da fare...qualche consiglio sarebbe gradito (come quello di Ocean's One di aprire una discussione in Tecnica sulle potenzialità della stampa 3D nel modellismo Statico e Dinamico)

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magico Magico,

certamente possiamo impostare una discussione dedicata.

Tuttavia, ti invito a cercare bene in rete i disegni che ti possono servire, perché secondo me si trovano.

L’importante è cercarli con il termine giusto, ovvero scrivere files .stl.

Infatti, i vari cad 3d salvano i disegni con formati specifici e talvolta proprietari, ma tutti necessariamente vanno trasformati nel formato stl, costituito dai vari layer sovrapposti da dare in pasto alla stampante.

Avendo il file stl è possibile caricarlo nel SW della stampante e fare una minima preparazione per la stampa, ma è veramente poca roba ed è alla portata di tutti (contrariamente al CAD 3D)

 

Quindi ti invito a cercare nuovamente sul web con “submarine stl files”, cercando per immagini per vedere subito se il modello è fatto bene o è una ciofeca (e visto che non lo puoi modificare ma solo riscalare è bene che sia bello...)

Io un po’ di modelli li ho trovati. Poi, è meglio che siano gratis e magari di qualcosa di diverso dal solito VIIc.

 

Però direi che si trova.

Dai, cerca, cerca...

 

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Caro Marco fin lì c'ero arrivato :rolleyes: ... da bravo "studente" :laugh: ho letto la documentazione disponibile e scaricato i software necessari e alla fine ho cercato anche i modelli di sottomarini già disponibili ma tranne un paio di 212 tedeschi ed uno italiano classe "Todaro" non ho trovato altro...parlavo di battelli italiani ...per quello poi ho pensato al CAD...

 

E' anche vero che visto la difficoltà intrinseca nello studio non tanto delle applicazioni di stampa 3D ma dell'utilizzo dei vari programmi CAD mi sono lasciato prendere dallo sconforto e ho fatto altro...:tongue: 

 

Ma dopo questa giusta :smiley24: (me la sono cercata...) mi vedrò costretto almeno a provare a stampare un qualsiasi sottomarino così da far vedere che quantomeno ci ho provato :whistle: 

 

 

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