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Red

UN EQUIPAGGIO DI MORTI

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Continuo con gli Episodi di Guerra marina saltando un capitolo che posterò più avanti.

 

Episodio tratto da " Onde insanguinate  - La Guerra sui Mari "

di Italo Sulliotti - 

Edizioni DEGLI OMENONI - Milano - 1931

 

Capitolo 3°

 

UN EQUIPAGGIO DI MORTI

 

-" Guardate, John. Là, dietro la punta di Rochney.

Non vedete una massa grigia vicino agli scogli ? 

Se non fosse troppo grande, direi che è un capodoglio arenato " -

   Sulla costa orientale dell'Inghilterra, nelle insenature dell'antica di Newcastle, due pescatori stanno osservando, nella luce diffusa d'una mattina di luglio del 1915,

una forma bizzarra contro cui si frange in riccioli di spuma l'onda lunga del Mare del Nord.

Tutt'intorno il paesaggio è deserto: ciuffi di eriche e di ginestre decorano, a perdita d'occhio, la landa in cui non sorgono abitazioni.

   L'oggetto segnalato è distante più di due chilometri, in linea d'aria, dal punto in cui si trovano i due pescatori.

Essi sono saliti,per veder meglio, su un'elevazione rocciosa del terreno. Hanno buona vista: sono abituati a guardare, dalla coperta delle barche, attraverso la foschia grigia

che per undici mesi dell'anno copre l'Oceano. E quella mattina l'aria era insolitamente limpida.

Uno dei due pescatori scuote la testa.

- " Un capodoglio ? Non credo. Prima di tutto, in questa epoca dell'anno è assai difficile che essi arrivino nei nostri mari. E poi....io li riconoscerei subito. Ne ho visti troppi, Moore,

quando battevo Capo Horn, a bordo della " Queen Anna ". Avrebbe una forma più tozza; non vedete , invece, come è allungato ? " -

- "Forse avete ragione. Del resto, guardate, c'è qualcosa che luccica. E' metallo, John. " -

L'uomo ha un sussulto.

- " Metallo ? Ma allora ...allora, Moore, si tratta di un sottomarino. Bisogna andare a vedere o dare l'allarme. " -

Andare a veder è inutile. E forse neanche prudente. I due pescatori si limitano a correre, colla maggior velocità che le gambe consentono, verso il posto semaforico di Ortnew

che è in alto sulle colline. La strada che vi conduce e che si snoda attraverso la brughiera, conduce a passar vicino al relitto immobile. Cosicchè, mezz'ora dopo, essi lo vedono

quasi in piedi. E' un grande sommergibile, intatto.

A bordo nessun segno di vita. I due cannoni sono puntati verso il largo. Il periscopio, contrariamente alle consuetudini della rotta in emersione, è tutto fuori.

Ma gli sportelli sono serrati. La nave è venuta a " morire " dolcemente contro la costa, finchè i " remous " dell'acqua non l'hanno su un banco sabbioso, e incastrata solidamente

fra due file di scogli aguzzi.. Il mare è perfettamente calmo: nessun pericolo che il battello si muova o si sfasci.

......un'ora dopo, dal semaforo, il telegrafo lavora con Londra.

All'Ammiragliato, leggono sorpresi il dispaccio.

_ " Un grande sommergibile che si presume nemico, si è incagliato sulla costa, a un miglio est del posto semaforico di Ortnew. Non si scorge nessun movimento a bordp; la nave sembra abbandonata."-

Londra dà ordini in fretta. Due grossi caccia di alto mare, avvistati radiotelegraficamente, arrivano a tutta velocità sul posto e accostano con precauzione, pronti ad aprire il fuoco. Contemporaneamente, da terra, quattro ufficiali e un picchetto di fanteria di marina, si avvicinano cautamente al bastimento misterioso.

   Dei colpi vengono battuti contro la " coque " di metallo. Nessuno risponde. Il sommergibile è, apparentemente, in perfetto assetto di navigabilità ; soltanto si ha l'impressione,

osservando le eliche, che esse non girino da lunghissimo tempo . Il timone è tutto sulla dritta, bloccato.

Gli inviati dell'Ammiragliato chiamano sul posto un pontone, munito di tutti i mezzi per il disincaglio. Il sommergibile non ha sofferto per nulla del contatto -- non lungo e non brusco - contro le scogliere .

   Cinque ore dopo un convoglio prende il largo, fra la viva curiosità di una piccola folla che si è raccolta sulla spiaggia.

Il sommergibile rimorchiato da un cacciatorpediniere, naviga lentamente verso un Arsenale inglese.

Là sarà messo in bacino, e là si vedrà......

   Fra un profondo silenzio, davanti a un pubblico ristretto di ufficiali e di tecnici, fra cui è l'Ammiraglio comandante la Base Navale, gli specialiste dell'Arsenale, inginocchiati sulla coperta, muniti di strumenti perforanti e di apparecchi a fiamma ossidrica, diserrano lentamente i bulloni e le viti intorno agli sportelli del sommergibile.

   La nave è stata subito identificata : è l' U.31. della Imperiale Marina Tedesca. Il servizio d'informazioni della Marina inglese ha potuto precisare che il battello, comandato dal Capitano di Corvetta Wachendorff, è uscito " in  caccia " da Wilhemshaven sei mesi prima, la mattina del 13 Gennaio 1915......

   Da quel giorno nessuno ne ha mai saputo più nulla: tedeschi e inglesi lo hanno considerato perduto, corpo e beni, così come ci si perde e si sparisce in mare.

Per quale inverosimile concatenazione di circostanze, questo morto è bruscamente riapparso, apparentemente intatto ed efficiente, sulle coste inglesi ?

Quale segreto nasconde il ventre d'acciaio ?

........si ode un fischio leggero. Uno degli sportelli ha ceduto, e sotto la trazione delle grosse pinze si innalza lentamente.

Gli uomini che sono intorno indietreggiano : qualcuno istintivamente si tura il naso. Viene di dentro, quella che tutti i marinai conoscono : " l'aria della morte......".

   L'Ammiraglio fa un segno. Due sottufficiali del Genio Navale si muniscono di maschere respiratorie; attendono qualche minuto, perchè l'aria fresca e viva del mattino s'ingolfi per la scaletta. Poi discendono, spariscono, recando dietro di se il filo della lampada elettrica. Si vede il raggio bianco spazzare la tenebra fitta, in fondo alla scala, poi più nulla.

   Gli inglesi, in coperta, trattengono il respiro e attendono l'esito  della prima, rapida esplorazione.

Ora i due sottufficiali sono entrati nel corpo della nave. La doppia porta che dà accesso ai locali dei motori ed alla camera nautica ha ceduto subito.

La luce abbagliante della lampada elettrica che un uomo sostiene in alto, illumina bruscamente il più bizzarro e il più tragico degli spettacoli.

   Il sommergibile è in ordine perfetto. E' pronto, per la più ordinaria delle navigazioni, o per la più improvvisa delle battaglie.

Sotto il raggio bianco si vedono i motori elettrici accendersi di riflessi fuggevoli. Non una goccia d'acqua sul pavimento, o in qualunque angolo della nave : qualunque sia stata la causa della perdita dell'U.31, è certo che essa non si deve nè a una collisione nè a una falla.

   Cautamente, gli uomini si tolgono la maschera.

L'aria pura è già entrata per la scaletta. Ma un odore sottile, impercettibile,di cloro e di mandorle amare, prende ancora gli uomini alle narici. Avanzano lungo i fianchi della nave.

E allora la tragedia si rivela, improvvisa, misteriosa.

   A prua, nelle amache ciondolanti, gli uomini dell'U.31, dormono, continuano a dormire, da sei mesi.......

Sono i loro corpi scarnati,decomposti, ma relativamente conservati dalle esalazioni del cloro, quelli che gonfiano col loro peso le amache tese contro la volta d'acciaio, fra l'intrico dei cavi e dei tubi di alimentazione che corrono lungo tutta la nave, in alto ed in basso.

   Gli inglesi sono giunti al posto di comando.

Istintivamente si tolgono il berretto.Dietro le cortine di cuoio, sulla cuccetta, accanto accanto a un corpo umano irriconoscibile, hanno visto il berretto gallonato di Von Wanchendorff , il comandante dell'U.31.

Accanto al periscopio, sulla tavoletta che serve per spiegare le carte nautiche e tracciare le rotte, un grosso quaderno è rimasto aperto. Vi gettano un'occhiata e trasalgono di sorpresa......

L'ultima annotazione porta la data del 22 Gennaio.

- " Niente di nuovo da segnalare. Passeremo la notte in venticinque metri di fondo, al largo dell'isola di Whigth. "-

Nient'altro. Ma nelle brevi parole è racchiuso il segreto della terribile fine fatta dall'equipaggio dell'U.31. E gli uomini della Marina inglese, non appena avuti i primi ragguagli sullo

spettacolo che offre l'interno della nave tedesca, non hanno difficoltà a trovare la spiegazione.

   Dodici ore dopo, fra due ali di marinai che presentano le armi - estremo postumo onore reso al nemico caduto - i feretri che adunano le ultime spoglie del Comandante, degli ufficiali, dei marinai dell'U.31, viaggiano verso l'eterno riposo. E il giorno dopo, gli oggetti trovati presso ai morti prenderanno anch'essi , attraverso le pietose organizzazioni dei neutri , la via del paese nemico, per recare alle madri. alle vedove, alle fidanzate, il ricordo stremo di coloro che non sono caduti in combattimento ma sono morti al servizio della Germania e dell'Imperatore.

   Abbiamo errato parlando di una " terribile fine " . Dal punto di vista fisico e fisiologico, gli uomini dell'U.31 hanno avuto quella che i greci chiamavano l'Eutanasia : la morte senza sofferenze. Non hanno conosciuto la lenta e disperata agonia degli equipaggi periti nella prigione sottomarina, impossibilitata a liberarsi dai ceppi mortali del fondo :

non hanno - neanche - la sensazione improvvisa e violenta della fine, attraverso l'acqua che irrompe in uno scafo squarciato.

   Sono passati dal sonno alla morte, dolcemente. E' facile ricostruire la loro suprema avventura.

Alle undici di sera del 22 Gennaio 1915 , il sommergibile immerge a due miglia dall'isola di Whight.

L'Atlantico è calmissimo. Si odono, di tempo in tempo, i frulli d'elica di qualche silurante che passa: magra e difficile preda per cui non vale la pena di sciupare siluri.

   Bisogna aspettare l'alba , pazientemente. Forse in quello stesso momento si sta svolgendo lontano la tragedia dell'altro sommergibile uscito da Wilhemshaven un " venerdì "

tredici Gennaio : data di sfortuna e di morte!

Wachendorff ha deciso di far riposare l'equipaggio. E' un valoroso marinaio e un sagace " amministratore " di energie umane . Sa che in guerra, bisogna cogliere tutti i momenti buoni - ce ne sono così pochi - per rimontare la macchina umana. E tutti sono stanchi, a bordo, esauriti da lunghe ore di veglia inutile ed estenuante, nella Manica.

   Lentamente, l'U.31 è disceso ad accosciarsi sul fondo sabbia. L'equipaggio ha consumato in fretta il suo rancio, poi ciascuno si è affrettato a raggiungere il punto il punto di riposo. Wachendorff per ultimo, gettato un colpo d'occhio attraverso il battello ed accertatosi che non vi sono da temere sorprese di sorta, si è buttato sulla cuccetta ; ha pre un romanzo tra le mani.

Glielo troveranno tra le mani.

Un uomo solo resta sveglio, di guardia. E' un timoniere. Si siede all'entrata della camera dei siluri, per terra, colle spalle contro la porta. Si diverte col temperino a tagliare dei trucioli; gli inglesi lo troveranno ai suoi piedi.

   Ora tutto tace a bordo. Nulla rompe l'immenso, pauroso silenzio del fondo.

Soltanto il respiro affrettato, un pò roco, degli uomini che dormono nell'aria pesante, nel budello d'acciaio tutto scintillante di luce.

   Mezzanotte,l'una, le due....... Anche l'uomo di guardia ha piegato a poco a poco la testa sul petto, Ma, prima ha fatto un gesto con la mano, quasi volesse scacciare la presenza di un insetto invisibile che gira là intorno alla sua gola. E da una delle amache un marinaio si è drizzato d'un tratto respirando affannosamente; ha guardato intorno 

cogli occhi torbidi, poi tornato ad abbattersi , pesantemente...........

   Nell'atmosfera dell'U.31 ronza, invisibile, l'ala della Morte.

Per uno di quei fenomeni così frequenti nei sommergibili di vecchio modello, volute di gas avvelenato si sviluppano e sorgono lentamente dagli accumulatori invadendo a poco a poco tutti gli scompartimenti .

Non sono abbastanza forti per provocare l'accesso di tosse che sveglia e che salva, insidiosi, come un fascio di vipere che si desta.

Ad uno ad uno gli uomini sono colpiti da uno strano incubo, da un soffocamento che impedisce loro di svegliarsi e di reagire : ad uno ad uno passano dal sonno alla morte, e la morte li cogli mentre portano istintivamente le mani al collo o al petto dove i polmoni bruciano a lento fuoco.

   Tre ore dopo, l'U.31 non ha più che un equipaggio di morti. Nell'aria piena di vapori biancastri, le lampade continuano ad ardere, in una veglia funebre.

.......e i mesi trascorrono. L'U.31 è stato cancellato dai quadri della Marina tedesca.. Le navi inglesi che passano all'isola Whigth non sanno che vi è laggiù, a trenta metri sotto le loro chiglie, un nemico che è finito senza combattere........

   Ma le leggi fisiche continuano a operare, lente, indisturbate, meccaniche, nel battello sepolto. Tranquillamente, i serbatoi d'aria compressa abbandonano ogni giorno, per una delle solite perdite, qualche particella del loro elemento, e l'aria passa nelle casse d'acqua- nei water-ballasts - scacciandone a poco a poco , con regolarità d'orologio, il liquido che trattiene a fondo l'U.31. Viene un momento in cui il sommergibile, affrancato dalle leggi del peso e della gravità, riacquista tutta la sua quota " positiva " e obbedisce alla spinta di galleggiamento.

   Così, una mattina, mentre l'Atlantico è deserto, l'U.31 affiora dalla tomba oceanica, col suo equipaggio di morti. E da allora, giocattolo abbandonato alla spinta dei venti e delle correnti, erra sul mare. Quante navi lo avranno avvistato ? Quanti bastimenti di commercio avranno preso la fuga davanti alla torretta dalla croce nera ?

Nessuna nave da guerra inglese - bizzarria del caso - lo incontra durante giorni e giorni. Pure l'Oceano è solcato squadriglie pattuglie in corsa.

   Finchè un giorno, risalendo il Mare del Nord fino all'altezza di Newcastle, il relitto misterioso è portato dal mare contro i banchi arenosi.

E i morti hanno finalmente una tomba e una Croce......

 

FINE

 

RED

Edited by Red

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C'è qualcosa che non quadra: l'U 31 affondò per urto contro mina nel Mare del Nord nel gennaio 1915, ed il relitto è stato trovato nel 2012, a trenta metri di profondità...

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...e Uboat.net conferma:

 

"There was a wartime rumor that the British had found this boat on the surface with the all the crew dead (from gas poisoning) and then towed the boat to a British base. This rumor is not true."

 

 

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Italo Sulliotti è stato uno scrittore navale, non uno storico. E la libreria degli Omenoni di Milano, nella sua breve vita, si è dedicata a pubblicare prevalentemente romanzi e racconti della 1^ guerra mondiale, senza pretese scientifiche.

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Non credo che il relitto ritrovato nel 2012 sia quello dell'U.31 !!!

Infatti molte cose non quadrano :

1-Gli effetti personali dei Marinai e del Comandante furono inviati  ai familiari dagli inglesi subito nel 1915 che certamente sapevano di quale equipaggio e battello si trattava.

2- Il giornale di bordo, aggiornato dallo stesso Comandante  con quella che sarebbe la data di morte,

molto probabilmente si sarebbe bagnato o rovinato se il battello avesse urtato una mina; e comunque il battello 

fu trovato intatto ed in condizioni di poter ancora navigare ecc.ecc.

Non vedo quali potevano essere i motivi ad indurre in questo caso gli inglesi a mettere un tale " falsa voce " pur trattandosi

di un nemico .

Non era certamente quella l'occasione per " cantare " vittoria visto che il battello non fu  messo da loro fuori combattimento .

E se, per supposizione, gli inglesi rimisero in mare il battello facendolo urtare contro una mina ?

Ma a questo non credo !

Forse sarà meglio identificare il battello ritrovato nel 2012 !!!

 

RED

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Buoni......

Non escluderei, Gianni, che Sulliotti abbia semplicemnte raccolto le voci che giravano, compresa la restituzione degli effetti personali, senza verificare.

Rimane comunque un bel racconto che ha il pregio di essere verosimile, pensate al battello cinese di circa 10 anni fa trovato a galleggiare con con tutto l'equipaggio non più in vita... 

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Le cose non quadrano perché sono inventate di sana pianta dall'autore. Non esiste nessun giornale di bordo, né tanto meno effetti personali recuperati e mandati alle famiglie. Il relitto trovato nel 2012 è stato identificato eccome. Semplicemente, l'autore del racconto ha sentito una vaga voce circa un sommergibile tedesco trovato dagli inglesi con l'equipaggio morto a bordo, ed ha lavorato di fantasia per aggiungere un po' di dettagli. E' anche possibile che la stessa propaganda bellica britannica si sia inventata, durante la guerra, dettagli sulla storia, dopo tutto la Marina tedesca non ci faceva certo bella figura a perdere un intero equipaggio ucciso da un malfunzionamento del sommergibile. 

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E così sia !!

Del resto questi racconti servono anche per verificare fatti e stimolare

discussioni in amicizia !

Grazie Totiano ; grazie Colombo !!!

Grazie anche a te Fanghino per aver letto !

 

RED

 

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Red, non te la prendere. Hai un libro davvero raro, edito da una libreria che è esistita per pochi anni,  di cui mi sto occupando per altre ragioni: il creatore era un ex Ardito , ex fiumano ecc- Ma non si occupava di storia un maniera specialistica.Tutto qui- ciao

 

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No,Malaparte,

perchè dovrei prendermela ?

Anzi vi ringrazio per queste notizie !

Un caro saluto

 

RED

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Comunque un bellissimo racconto. Grazie RED,

ma, a dirimere ogni dubbio sull'identità dell' U-Boot ritrovato nel 2012 nel mare del Nord , una squadra di operatori subacquei olandesi, nel corso di un ispezione del relitto, effettuata l'8 settembre 2015, rinvenne nella sala macchine del battello un brogliaccio di macchina (Fahrt Tabelle) marcato SM Unterseeboot U 31.

https://www.noordzeemaritiem.nl/2019/07/13/artefactenjacht-en-expedities-van-stichting-duik-de-noordzee-schoon/

 

Fahrt_Tabelle_SMS_U31_NM_logo-1-882x1024.jpg

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