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Totiano

10 giugno 2019...

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10 GIUGNO: FESTA DELLA MARINA

Il centenario della prima G.M. ha rispolverato il ricordo dell'azione che celebra questa festa, ma per evitare che torni nell'oblio e sia una cerimonia quasi privata della Marina ricordiamo cosa successe:

 

 

Le giornate celebrative delle Forze Armate furono istituite nel 1939 e per la Marina fu scelta la data del 10 giugno, anniversario dell'affondamento della Corazzata austriaca "Szent Istvan".  La Marina tuttavia celebro' la propria festa, per un lungo arco di tempo (dal 1950 al 1963) il giorno di Santa Barbara e soltanto dal 1964 fu ripristinata la data 10 giugno, che non è stata mai piu' cambiata. 

 

 

L'Ammiraglio Thaon de Revel, allora Capo di Stato Maggiore della Marina, in una sua direttiva del 1918 aveva delineato i criteri cui dovevano ispirarsi le operazioni affidate ai MAS in Adriatico, dicendo tra l'altro: "In Adriatico i MAS sono armi da adoperare senza risparmio e senza tema di sacrifici, quando ricorra il momento bellico opportuno".

Da tali direttive, e dal valore di un pugno di uomini che realmente non ebbero mai alcuna esitazione nell'attaccare le Unita' navali nemiche, quale che fosse l'entita' della formazione da affrontare, derivarono parecchie luminose azioni di guerra.

Fra tutte, la piu' significativa in tutto il conflitto 1915-18, ed una delle piu' belle e ardimentose di ogni tempo, fu indubbiamente quella che poi prese il nome da Premuda, la piccola isola nei cui pressi il 10 giugno 1918 venne effettuato l'attacco dei MAS 15 e 21 contro una potente formazione navale austriaca.

La sezione dei due MAS, al comando rispettivamente del Cap. Corv. Luigi Rizzo (capo sezione) e del Guardiamarina di complemento Giuseppe Aonzo, affondo' all'alba del 10 giugno 1918 la corazzata "Szent Istvan" e consegui', con cio', un risultato tattico d'indiscutibile rilievo. Pero' l'azione vittoriosa di Rizzo supero' i limiti del successo tattico per assumere i caratteri di chiara vittoria strategica. L'affondamento della corazzata austriaca infatti stronco' sul nascere una pericolosa incursione che il grosso della flotta austriaca si predisponeva a compiere contro lo sbarramento antisommergili organizzato dagli Alleati nel Canale d'Otranto per precludere l'accesso all'Adriatico ai sommergibili tedeschi.

L'eventualita' che la flotta avversaria effettuasse una puntata offensiva nel Basso Adriatico era stata prevista dallo Stato Maggiore della Marina sin da quando si era appreso che il comando della squadra da battaglia austro-ungarica era stato assunto dal giovane e dinamico Ammiraglio Horty.

Erano stati di conseguenza intensificati gli agguati di sommergibili e MAS lungo le rotte probabilmente seguite dalle unita' uscite da Pola; ma quando Rizzo la sera del 9 giugno 1918 si pose all'agguato fra le isole di Gruiza e di Premuda non si aspettava di incontrare addirittura le corazzate avversarie.

Risultati immagini per rizzo premuda

Partito da Ancona con i suoi due MAS con ordine di dragare con rampini esplosivi durante la notte le acque fra le isole di Premuda e di Gruiza, e di lasciare poi la zona alle 02.30 del 19 giugno per riunirsi alle due torpediniere di scorta (18 O.S. e 15 O.S.) che attendevano al largo il suo rientro. Cosi' Rizzo riporta nel suo rapporto al Comando M.M. di Ancona:

"Alle 17 del 9 giugno al comando della Sezione MAS 15 - Capo timoniere Gori Armando, e MAS 21 - Guardiamarina di complemento Sig. Aonzo Giuseppe lascio Ancona al rimorchio delle torpediniere 18 O.S. e 15 O.S..

Alle 21.30 mollo il rimorchio al punto di Lat. 44º07'30''N - Long. 14º 14'E. Atmosfera molto fosca e mare calmissimo. Proseguo Rv. 41º per il Canale di Seve ad alle 23.30 sono al traverso dell'isolotto di Lutostrak ad un miglio da questo.

Metto in mare due grossi rampini con tanta cima di rimorchio da poter rastrellare a 30 metri di profondita'.

Alle 24 ancora al punto B restandovi fermo all'agguato. Alle 24.05 a.m. metto in moto dirigendo per l'uscita, rimorchiando i rampini, ed alle 02.30 sono nuovamente al traverso dell'isolotto di Lutostrak ad una distanza da questo di miglia1,5.

Il rastrellamento, secondo le istruzione avute, ha per scopo di accertare con mine collegate a profondita' inferiori ai 30 metri dal pelo d'acqua.

Sia all'andata che al ritorno da esito negativo.

Da Lutostrak proseguo per il punto A sul quale verso le 04.15 dovrebbe avvenire la riunione con le torpediniere.

Verso le 03.15 essendo a circa miglia 6,5 da Lutostrak avvisto leggermente a poppavia del traverso e sulla dritta una grande nuvola di fumo".

 

Rizzo non sa dei movimenti della flotta austriaca, non sa del piano dell'Ammiraglio Horty e della dislocazione che le varie unita' nemiche vanno assumendo, non sa che la notte precedente due corazzate con una forte scorta di unita' leggere si sono trasferite da Pola, prima a Porto Tajer poi a Slano (a settentrione di Cattaro), tanto meno sa che la stessa sera del 9 giugno, mentre egli usciva da Ancona, le corazzate "Szent Istvan" e "Tegetthoff" lasciavano Pola per congiungersi alle altre unita' della squadra austrica. Rizzo non sa niente di tutto cio' e pertanto, quando avvista una nuvola di fumo all'orizzonte, suppone si tratti di unita' leggere nemiche uscite da Lussino proprio per dargli la caccia.

Avendo portato a termine la missione, Rizzo avrebbe potuto ordinare il rientro evitando il contatto con il nemico ma, nella circostanza, maturo' altre valutazioni e ordino' di accostare verso la formazione nemica. Seguiamo ancora il suo rapporto:

 

"Decisi di approfittare della luce incerta per prevenire l'attacco: invertivo percio' la rotta, seguito dal MAS 21, dirigendo sulle unita' nemiche alla minima velocita' onde non far rumore ed evitare i baffi che avrebbero tradito la mia presenza".

 

Qualche minuto dopo, serrando le distanze, identifica nelle sagome delle navi austriache le due corazzate in linea di fila scortate da sei torpediniere, tre per lato: una serie di bersagli insperati ed un'occasione irripetibile per condurre un attacco decisivo.

 

Rizzo mantiene bassa la velocita' dei suoi due MAS, sempre allo scopo di evitare che le scie dei MAS ne tradiscano la presenza, e serra le distanze il piu' possibile per portarsi all'interno del dispositivo di scorta nemico.

La manovra prevista riesce. Il MAS di Rizzo passa di poppa alla seconda silurante della scorta laterale, giunge senza essere visto ad una distanza di circa 500 metri, poco piu' poco meno, lancia i due siluri contro la corazzata di destra la "Szent Istvan". Neanche ora gli austriaci si accorgono dei MAS, ne' avvistano le scie dei siluri che colpiscono al centro la grossa unita' nemica.

Contemporaneamente, e con manovra autonoma, il MAS 21 del Guardiamarina Aonzo si porta all'attacco della seconda corazzata, ma uno dei due siluri lanciati non si sgancia dalla tenaglia e l'altro non esplode.

 

"Per scapolare il caccia sulla mia sinistra portai la velocita' da 9 a 12 miglia riuscendo senza essere scorto a oltrepassare di 100 metri la linea dei due caccia e lanciare i due siluri contro la prima nave ad una distanza di non oltre 300 metri.

I due siluri colpivano la nave e scoppiavano quello di dritta fra il primo e secondo ciminiere, quello di sinistra fra il ciminiere poppiero e la poppa sollevando due grandi nuvole di acqua e fumo nerastro. I suluri, essendo preparati per attacco contro siluranti, erano regolati a metri 1,5.

La nave non esegui' alcuna manovra per evitare i siluri.

Il cacciatorpediniere alla mia sinistra accortosi del lancio dirigeva per tagliarmi la ritirata riuscendo, ad evoluzione compiuta del MAS, a mettersi sulla mia scia, lancia una bomba antisommergile che non scoppio'. Una seconda bomba scoppio' vicino alla sua prora. Esso accosto' immediatamente di 90º ed io con accostata a sinistra ne aumentai la distanza perdendolo poco dopo di vista".

 

La "Szent Istvan" affondo'; la sezione dei MAS usci' indenne dall'audacissimo attacco nonostante la reazione di una torpediniera di scorta che rinuncio' all'inseguimento in seguito all'esplosione delle bombe di profondita' lanciate in mare da Rizzo.

La manovra tattica eseguita da Rizzo e Aonzo, la decisione con la quale essa fu condotta segnarono il migliore esempio di impiego delle siluranti in combattimento: l'agguato, l'avvicinamento occulto, la distanza di lancio all'interno del dispositivo nemico e il disimpegno rapido.

Il mancato funzionamento dei siluri del MAS di Aonzo limito' la dimensione del successo ma non le conseguenze strategiche.

 

 

Le Conseguenze

Dopo l'affondamento della "Szent Istvan" il Comandante in Capo della flotta austriaca, Ammiraglio Horty, ritenendo che ormai sarebbe venuto a mancare l'elemento sorpresa, rimando' l'operazione offensiva in programma contro lo sbarramento di Otranto e fece rientrare tutte le unita' dipendenti nelle loro sedi abituali.

Seppure il bilancio di Premuda segno' la perdita materiale di un solo importante bastimento, l'impatto sul morale e lo spirito di iniziativa della Marina imperiale fu devastante: dopo il 10 giugno 1918 infatti non fu piu' intrapresa alcuna operazione per forzare il blocco che gli Alleati avevano imposto in Adriatico, ne' si dette corso agli ambiziosi piani dell'Ammiraglio Horty per azioni di bombardamento costiero alle citta' italiane.

Per questo l'impresa di Premuda è giustamente ricordata ogni anno e segna la Festa della Marina.

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