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Regia Marina

Debriefing 28 Marzo 2019

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Questa missione può essere riassunta con una sola frase... "abbiamo fatto la morte del topo".

 

Zona di operazioni: Mare del Nord

Meteo: Notte

 

Individuato convoglio e intercettato abbiamo iniziato le manovre di avvicinamento ad alta velocità e in superficie fino a che la distanza non è diventata troppo esigua per passare ancora inosservati.

Appena iniziata la caccia da parte del convoglio mediante i riflettori ci siamo immersi e abbiamo cercato di portarci in posizione di attacco.

Contemporaneamente una corvetta classe Flower (il convoglio ne aveva 2 a protezione) ha iniziato la caccia con il sonar lanciando bombe di profondità.

I primi lanci di bombe sono stati a quote e posizioni errate rispetto alla nostra e non hanno impensierito l'impavido equipaggio che ha spinto la macchina sino ai suoi massimi tecnico-strutturali (toccata quota 190 metri prima di risalire).

Riportati a quota periscopica tentiamo una serie di lanci di siluri (tutti infruttuosi), il Flower (la nostra ormai arci-nota nemesi) ci colpisce e ci manda al buio (luce rossa out, passiamo alla luce bianca).

Non essendo potuti risalire in superficie dobbiamo far fronte ad una scorta di aria compressa e batterie sempre più esigua e i danni iniziano a farci imbarcare un po' di acqua (non molta ma purtroppo sarà fatale nel proseguo della missione).

Per sfuggire alla caccia di probabili 2 Flower scendiamo rapidamente allagando tutte le casse in dotazione (anche quella di emergenza).

Nella fretta dell'azione perdiamo il conto dell'aria che abbiamo e presto ci ritroviamo con troppa acqua nelle casse (compresa l'emergenza) e poca o nessuna aria per pomparla fuori.

Tentiamo con i timoni e i motori di riguadagnare la superficie ma il fato di bussa alla porta a circa 13 metri di profondità dove le nostre batterie ormai esauste non ci danno più la propulsione necessaria per spingere ancora per altri 3 metri che ci avrebbero permesso un affioramento e la ricarica dell'aria.

Inutili i tentativi di riportarlo a galla non possiamo fare altro, una volta esaurite le batterie, di iniziare una repentina e inesorabile discesa fino ai fatali 250 metri che portano il nostro battello al collasso e alla famigerata morte del topo.

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Condoglianze vivissime.

Anche se solo raccontata, è già avvincente leggere la cronaca degli eventi. Peccato per il brutto finale, eravate ad un passo dalla salvezza (3m di quota!)

Una cosa è certa: vi state facendo un sacco di esperienza, dagli errori si impara moltissimo.

In bocca al lupo per la prossima missione!

(Quando sarà? Anche se non partecipo attivamente, vi leggo sempre)

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2 hours ago, Ocean's One said:

Condoglianze vivissime.

Anche se solo raccontata, è già avvincente leggere la cronaca degli eventi. Peccato per il brutto finale, eravate ad un passo dalla salvezza (3m di quota!)

Una cosa è certa: vi state facendo un sacco di esperienza, dagli errori si impara moltissimo.

In bocca al lupo per la prossima missione!

(Quando sarà? Anche se non partecipo attivamente, vi leggo sempre)

 

Le squadre di soccorso e recupero hanno trovato il relitto e recuperato il video della missione che sarà presto pubblicato

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Altra missione, altra esperienza da mettere nel cassetto.

A breve pubblicherò il video della missione.

Che dire dopo quest'ennesima esperienza, questo simulatore sarà ancora acerbo, se andiamo a vedere ci si ritrova in prossimità di u convoglio, lo si intercetta e si tenta di attaccarlo ma nonostante questo l'atmosfera che si crea è incredibile, è veramente coinvolgente.

La possibilità di interagire con i compagni, vederli manovrare, girare per l'Uboot è veramente fantastica.

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31 minutes ago, Von Faust said:

....

La possibilità di interagire con i compagni, vederli manovrare, girare per l'Uboot è veramente fantastica.

 

Ma soprattutto vederli non rassegnarsi al fato e tentare di fare l'impossibile per far tornare su il battello.

 

Le abbiamo provate tutte, anche cercare di avviare il compressore in immersione nella speranza di tirargli fuori un grammo cubo di aria e a sfruttare le batterie fino all'ultimo kilo ampere cercando con i timoni di far affiorare il battello.

 

Abbiamo finito cantando tutti insieme

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25 minutes ago, Regia Marina said:

 

Ma soprattutto vederli non rassegnarsi al fato e tentare di fare l'impossibile per far tornare su il battello.

 

Bellissimo, a beneficio dei lettori Regia Marina che provava insistentemente a pompare aria con il compressore (qui sarebbe da approfondire il discorso di come venivano affrontate nella realtà situazioni simili, c'era la possibilità di pompare fuori dalle casse zavorra manualmente ?), io che cercavo di prendere quel nodi di velocità in più ai timoni, Drakken che smanettava sui telegrafi................eroici.

 

25 minutes ago, Regia Marina said:

 

Le abbiamo provate tutte, anche cercare di avviare il compressore in immersione nella speranza di tirargli fuori un grammo cubo di aria e a sfruttare le batterie fino all'ultimo kilo ampere cercando con i timoni di far affiorare il battello.

 

Abbiamo finito cantando tutti insieme

 

Sempre a beneficio dei lettori, quando ormai era certa la nostra fine ho attaccato il grammofono con "it's a long way to tipperary" e ci siam messi a canticchiarla 🤣

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Gloria assoluta! 🏅 Bravissimi, qui si fa sul serio e tutto è dannatamente duro. Per soli 3 mt!!! Un realismo incredibile. Aspettiamo di vedere il contenuto del transponder sbobinato....😋

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2 hours ago, Von Faust said:

 

... (qui sarebbe da approfondire il discorso di come venivano affrontate nella realtà situazioni simili, c'era la possibilità di pompare fuori dalle casse zavorra manualmente ?),....

 

...

 

Discussione aperta

http://www.betasom.it/forum/index.php?/topic/47403-casse-zavorra-e-aria-compressa-u-boot-type-vii/

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