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Red

VALLONE DI MUGGIA - CORTELLAZZO.

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Gli episodi 12° e 13°  sono raccontati brevemente e quindi li riporto quì , insieme 

in ordine, uno di seguito all'altro.

Essi sono tratti dal libro : Bandiere sul mare - Episodi della Grande Guerra -

di Michele Vocino -

12° Episodio -

NEL VALLONE DI MUGGIA

 

La notte era nera. E la foschia era così fitta che i due M.A.S. non si scorgevano a vicenda oltre i cinquanta metri.

   Presso la testata nord della diga grande del Vallone di Muggia si fermarono...... Rizzo discese sul molo.....Nessuno...

Nulla s'udiva. Allora fece portare uno dei M.A.S. presso alle ostruzioni ed incominciò la lunga fatica del taglio dei cavi.

La cesoia idraulica tagliava netto i grossi, quelli da sette e da dieci centimetri. Ma i piccoli s'appiattivano ...... E allora

bisognava bisognava finire il taglio con la lima.

   S'udiva ogni tanto un parlottare sommesso sulla testata sud dell'altra diga.

Quando, in due ore, un sufficiente taglio taglio d'ostruzioni fu fatto, i due M.A.S. ripresero silenziosamente la rotta a lento

moto. Il riflettore di S. Rocco s'accese per un momento frugando nel Vallone. E si spense.

   I due motoscafi costeggiarono per un poco la diga e di lì diressero per S. Saba.

Rizzo conosceva i segreti del porto. Due mesi prima, in una burrascosa notte di ottobre, mollato il rimorchio all'altezza

di Grado aveva imboccato il Vallone randeggiando la diga verso sud, e a circa cinquanta metri dalla sua estremità aveva

ormeggiato il motoscafo ed era sceso a terra.

   Aveva così, personalmente ed accuratamente, esaminato le ostruzioni, le boe, i passaggi, i cavi subacquei, le sbaraglio,

potendo essere da un momento all'altro scoperto, finalmente aveva ripreso la rischiosa via del ritorno.

" Le condizioni atmosferiche e del mare essendo notevolmente peggiorate ed essendo molto difficile navigare con motori

elettrici - scrisse nel suo rapporto - alle 4,30 passavo ai motori a scoppio. Alle 5,40, dopo una navigazione resa molto labo =

riosa da un violento temporale da scirocco, raggiungevo Mula di Muggia, ed alle 6,10 Grado, senza incidenti, escluso qualche

oggetto di dotazione asportato dal mare "

 

Egli, dunque, per la perfetta conoscenza della località e pel suo ardire, avanzò decisamente nella notte fosca fiutando la preda.

E finalmente avvistò al mascone sinistro una massa scura che riconobbe per una dell navi contro le quali l'audacissima mis =

sione era diretta.

   Ma voleva individuare anche l'altra. E infatti riuscì subito ad intravederne il profilo a circa seicento metri dalla prima, a nord-est.

Allora freddamente dispose per il lancio dei siluri.

   Due, quelli lanciati, simultaneamente dal suo motoscafo, giunsero a pochi istanti l'un dall'altro sul bersaglio.

Un proiettore sistemato sulla coffa della nave silurata s'accese. Poi subito si spense come ogni altro lume sulla nave.

E le alte grida dei naufraghi disperatamente si levarono nel tragico silenzio notturno, mentre l'equipaggio del M.A.S. affondatore

rispondeva col grido " Viva il Re ! "

   Poi subito s'udirono l'esplosioni degli altri due siluri lanciati dall'altro M.A.S.

Tutti i proiettori del golfo s'accesero ; prima quello di Trieste, poi gli altri della costa istriana, fino a Salvore.

   E i due M.A.S. incolumi, erano già sulla rotta del ritorno.

Due delle navi, una sola affondò : la I.R. corazzata " Wien ", lunga 57 metri, larga 17, 5.600 tonnellate, co quattro cannoni da 240,

sei da 150, 12 da 47 e quattro tubi di lancio. Quella di Cortellazzo !

 

FINE

 

13° Episodio 

CORTELLAZZO

 

La " Wien " e la " Budapest ", protette da undici torpediniere che avevano in antecedenza dragate le rotte, vennero quel mattino,

del 16 novembre 1917, sotto Cortellazzo a bombardare le nostre postazioni difensive tenute da batterie di marinai.

Ma, subito attaccato da idrovolanti, il gruppo, a mezzogiorno, temendo evidentemente di colpire le truppe austriache che allora

avanzavano verso il bersaglio, invertì la rotta dirigendosi su Trieste donde veniva. Poi, un'ora dopo, avvistate alcune nostre unità

ritornò verso ponente, e riprese a bombardare Cortellazzo.

Due nostri M.A.S., usciti da prima di mezzogiorno da Venezia al comando di Costanzo Ciano, avevano intanto raggiunto quell'altezza

e s'erano tenuti a lento moto in quelle vicinanze mentre il gruppo della " Wien "  s'allontanava.

   Quando poi questo ritornò e riprese il bombardamento, i due M.A.S., a mezza forza, col sole alle spalle, mascherati dal fumo delle

artiglierie nemiche, potettero giungere non visti fino a meno di duemila metri dalle navi, le quali, finalmente avvistatili, li accolsero

con una salva di cannoni di grosso calibro.

   Ma il tiro era corto.

   Allora i due motoscafi, con un'azione che lo stesso nemico definì nel rapporto ufficiale " indubbiamente molto audace ", mossero

all'attacco alla massima velocità.

   Ora tutte le unità nemiche, grosse e piccole, aprirono il fuoco sulle due navicelle con tutti i calibri, mentre alcune siluranti cercavano,

a tutta forza, di aggirarle per tagliar loro la ritirata o per investirle.

    E già la più occidentale della formazione si trovava a circa duemila metri a poppavia del loro traverso quando i M.A.S., giunti a meno

di mille dalla nave maggiore foranea , lanciavano contro di essa quattro siluri.

   I siluri fecero la loro corsa normale passando a dritta della nave bersaglio, la quale aveva intanto accostato a sinistra e fatto rotta

a levante, alla più alta velocità, seguita e sorpassata dall'altra nave.

   Le siluranti continuavano la caccia spietatamente.

" Potei solo per breve tratto seguire la scia dei siluri - scrisse il comandante Ciano nella sua relazione - impedito nell'osservazione di esse

dai numerosi proiettili di tutti i calibri che cadevano intorno, ed intento com'ero a sfuggire alla caccia delle siluranti nemiche che si faceva

sempre più serrata " 

  Stretti dal cerchio delle siluranti in quella ridda di ferro e di fuoco, con fredda e decisa manovra del comandante i due M.A.S. si buttarono

contro la costa fino a raggiungere i più bassi fondali. E lì continuarono la loro corsa eroica, procedendo a tutta forza verso le foci del Piace.

   Con rotta quasi parallela le siluranti continuavano nell'inseguimento sempre cannoneggiando, accompagnati dai tiri delle due navi maggiori

che ora dirigevano unicamente contro i due motoscafi, a distanza, il fuoco delle loro artiglierie.

   " L'inseguimento procedette  accanito - dice la relazione - fino a quando la batteria Vitturi aprì il fuoco contro la torpediniera di testa, che, ac =

costando a sinistra, desistette dalla caccia, seguendoci però fino a quando fu possibile col tiro ".

   Scamparono, in quell'inferno, per la loro audacia ; e parve un miracolo ! Due volte uno dei M.A.S fu colpito da proiettili di piccolo calibro,

uno dei quali, entrato nel cielo dell tuga usciva dalla paratia verticale senza scoppiare, e un altro, scoppiato in mare a breve distanza, apriva

con una grossa scheggia un foro nell'opera viva a prora a dritta, nella parte che ad alta velocità resta emergente.

Nessun colpo nell'altro M.A.S. . Nessun ferito fra i componenti dei due equipaggi : " dei quali - scrisse il comandante Ciano  al Comandante

in Capo di Venezia - mi è grato segnalare a V.E. la perfetta serenità conservata durante tutto lo svolgimento dell'azione " .

 

FINE

 

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Chissa perché li pubblicarono in ordine temporale inverso... comunque è sempre bello leggere queste gesta, grazie RED! 

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Buon osservatore ! :smile:

Grazie Totiano per aver letto !!!

 

RED

 

P.S. : Comunque la corazzata " Wien " fu affondata nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1917 da due siluri lanciati dal M.A.S. 9  al comando di Luigi Rizzo che per questa azione guadagnò la M.O.V.M.

Edited by Red

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Grazie Rosso :biggrin: per averlo pubblicato ! Gioie e dolori della nuova piattaforma !

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15 hours ago, Red said:

 

P.S. : Comunque la corazzata " Wien " fu affondata nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1917 da due siluri lanciati dal M.A.S. 9  al comando di Luigi Rizzo che per questa azione guadagnò la M.O.V.M.

In effetti Rizzo ebbe sempre a dire che era questa la medaglia d'oro che sentiva davvero guadagnata, per aver progettato ed eseguito con successo. Il "colpo di fortuna" di Premuda, che tanti effetti ebbe sull'esito delle guerra, lo sentiva meno suo...  

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Grazie Iscandar !

Grazie anche a te Danilo !

Attendiamo con pazienza che tutto vada a posto come prima ! 

 

RED

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