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Totiano

Difendere I Confini Non È Piu Necessario?

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Rprendo la recente dichiarazioen del nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa, Gen Vecciarelli che, cito:

"Dobbiamo collaborare con tutti gli altri Paesi affinché le situazioni d’instabilità siano ridotte il più possibile. Noi non siamo schierati da una parte e dell’altra ma da quella di chi vuole sicurezza e stabilità. Oggi non è più necessario difendere i confini, quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”.

 

E' una affermazione importante, che in effetti sta gia suscitando polemiche. Con preghiera di non inoltrarvi in discussioni politiche, voi cosa ne pensate?

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parole che manifestano volere pacifico ma che nascondono la guerra. la mia sicurezza può implicare l'annientamento del pericolo causato dall'instabilità. praticamente, per me, non ha detto nulla di nuovo o di così sconvolgente. "io guardo miei interessi commerciali soprattutto, chi vuole fare parte comune ben venga, gli altri si arrangino".

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Io invece credo, avendo letto molti commenti sulla stampa, che sia stata parecchio travisata (poi capisco che non è forse chiarissima). Mi pare ineccepibile che le FFAA attuali non abbiano, come compito unico, quello della difesa della Soglia di Gorizia: altrimenti, tante definizioni come 'Mediterraneo Allargato', su cui si può discutere, non avrebbero senso per principio.

 

Che oggi la Difesa si faccia 'lontano', è un dato di fatto. Che si debba 'difendere' il nostro commercio, i nostri interessi all'estero, è un dato di fatto (e non è certo una novità).

 

Dispiace, senza addentrarmi in fastidiose polemiche politiche come giustamente ricordato da Totiano, che in questi casi si guardi sempre il dito e non la luna. Papale papale: si guarda ad una presunta 'provenienza' del CSM invece che a una tutela degli interessi nazionali che sono (dovrebbero) essere patrimonio di tutti, così come le cariche istituzionali che li rappresentano e tutelano. Peccato. Ghelfi e ghibellini, forever.,

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Oggi non è più necessario difendere i confini, quella che va difesa è la libertà di tutti i cittadini, di muoversi e di fare impresa”.

 

Be', da sempre le FFAA rispondono ai Governi, che cercano, se sono bravi, di proteggere le proprie imprese. E da qualche decennio i confini, come sottolinea Madmike, sono alquanto labili.... mica solo a livello europeo, ma mondiale: l'Europa diventa sempre più piccina, e il Mediterraneo magari sta per diventare un mare interno della Cina... che ha schierato , mi pare , 10000 militari a Gibuti per proteggere la nuova Via della Seta .

Quel che francamente mi spiace è che appunto come "libertà" sia intesa solo quella "di muoversi e di fare impresa": cioè girare per affari.

Avrei sperato in un qualche accenno più ideale...

Come dice Nostrodiroma:

 

parole che manifestano volere pacifico ma che nascondono la guerra. la mia sicurezza può implicare l'annientamento del pericolo causato dall'instabilità. praticamente, per me, non ha detto nulla di nuovo o di così sconvolgente. "io guardo miei interessi commerciali soprattutto, chi vuole fare parte comune ben venga, gli altri si arrangino".

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Però, Totiano, le parole le dobbiamo allora leggere tutte, per intero. Perchè il senso della frase cambia:

 

“Il nostro compito oggi è quello di cooperare con tutti gli altri Paesi affinché le situazioni di instabilità siano ridotte al minimo possibile, vicine o lontane da noi. D’altronde facciamo parte di questa comunità, non siamo schierati né da una parte né dall’altra, se non dalla parte della salvaguardia della libertà, della sicurezza e della democrazia. Non si tratta più di difendere i confini, come poteva essere compreso una volta oggi si tratta di difendere i flussi dei nostri cittadini, il potersi muovere in liberà, poter avviare delle attività economiche e industriali in molte parti del mondo, poter avere sicurezza dei flussi energetici e in tutto questo, io penso che le Forze armate possano dare un grandissimo contributo”.

 

E mi pare sia ineccepibile. Poi certo: se ci fermiamo o estrapoliamo solo 'non si tratta di difendere i confini', allora torniamo a quanto ho detto più sopra. La domanda è: quello che ha detto, corrisponde a realtà (e parlo solo di quel paragrafo...) o no? E ricordo che quello è solo una piccolissima parte del discorso, che, voglio ricordare, ha chiuso così: «Intendo continuare a investire sull'elemento umano facendo leva, innanzitutto, sulla forza delle idee, sulla spinta di innovazione che viene dal basso. Dobbiamo saper cogliere il nuovo senza timori, avere il coraggio di stigmatizzare vecchi preconcetti ideologici ma anche allontanare abitudini obsolete e sclerotici status-quo».

 

O una introduzione dove citava, sempre letteralmente: “la libertà, la democrazia, il vivere civile non sono gratis. Serve il lavoro, la fatica e anche il sangue”

 

Insomma, mi pare ineccepibile.

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Spero perdonerete la provocazione, ho colto il suggerimento da un articolo di quotidiano (politicamente schierato, ovviamente) per vedere quanta superficialità esiste...

A Betasom direi che è decisamente minore che sui social (non avevo dubbi :wink: ), e attendevo con ansia un intervento come quello di madmike, che guardasse all'intero discorso e al contesto in cui era inserito (la presentazione di un libro).

 

Però manca qualcosa anche nel discorso del gen Vecciarelli, anche se tra le righe lo si può intuire. Oggi i confini non sono più solo geografici o economici (tipo nuova via della seta), sono anche "cibernetici", e questo è un conflitto già in corso da tempo.

Mie considerazioni: cosa definisce un confine? Penso a una separazione tra luoghi in cui valgono usi e leggi di differenti, determinati, popoli. Se un estraneo entra nel mio PC commette un reato, se entra nel computer di una nave e la dirotta è un reato ancora più grande, se entra nel sistema elettrico nazionale e mette in ginocchio la Nazione è un atto di guerra, anche se il server che gestisce la rete elettrica italiana è in Romania (sto inventando... ).

O forse è già un atto di guerra entrare nel mio pc e usare la psw come cavallo di tr##a per accedere a un banca?

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