eccomi, ciedo scusa per avervi lasciato sulle spine ma ero rimasto a secco con i giga quindi.... zu fuss!! vediamo con calma il tutto premettendo che non c'ho capito molto su ciò che non è filato liscio... ho una mezza idea ma partiamo da dove eravamo rimasti   ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^       Mai parole furono più vere, io potrei ostinarmi a voler montare l'elica del kit e non un'altra ma in effetti chi sa com'è in realtà il propulsore di un Astute alzi la mano…   Comunque mi son messo con pazienza a sagomare le pale dell'elica del kit, non vi dico che due "pale". Quindi si passa ad incollarla all'assale e vediamo come…. All'inizio pensavo di usare la colonna della fresa per creare un'allineamento tra elica e assale ma la cosa non stava in piedi. Quindi ho deciso di incollare l'passale all'elica usando l'allineamento dato dalla bronzina sull'assale, e dalla forma dell'elica con lo scafo quindi…..     proteggiamo la poppa del modello con della pellicola da cucina     infiliamo l'assale sulla cui estremità è stato fatto uno scasso. Sarà difficile che l'assale giri libero nella sede dell'elica con quello scafino.   mettiamo la colla nell'ogiva dell'elica e....     in posizione!   Dopo aver atteso qualche minuto per il tiraggio del collante estraggo il tutto dallo scafo e inserisco una rondellina sottile 0,3mm recuperata in qualche vecchio lettore cd cannibalizzato chissà quando che incollo all'elica. Il compito della rondellina sarà evitare attriti da elica e scafo affinché giri liberamente appoggiandosi alla bronzina.     Ecco il propulsore montato. il cilindro che racchiude l'elica è solo appoggiato.     Decido quindi di fare un minimo di rodaggio alla propulsione a bassi giri e con del buon lubrificante…     ed eccovi l'unione cardanica tra motore e assale, un tubicino in gomma siliconica sa come dimostrarsi eccezionale. Una aderenza perfetta sugli alberi, e con la sua flessibilità ti perdona qualche disassamento….     Iniziamo quindi a disporre della zavorra nello scafo. A conti fatti servono 170 grammi in chiglia, ed io ne metto 140 in pallini di piombo tenendomi 30 grammi da mettere poi in giro dove serve per bilanciare il modello, ma prima bisogna completare i timoni di profondità, un'operazione che mi mette sempre un po di ansia, non chiedetemi il perché…     Mettiamo ora i pallini. Metto un tondino in patafix per tenerli in posizione, poi li stendo avendo cura che non ci siano pallini che si sovrappongono affinché il tubo del wtc sia libero di appoggiarsi sulle selle (tra wtc e scafo ci sono due millimetri) e poi giù di ciano!     E qui arriva il bello…   Faccio un controllo di tenuta mettendo il wtc in sovrapressione e infilandolo in acqua, e vedo che mi perde aria dagli spinotti dei motori infilati nel tappo posteriore, tre sane goccie di attack dall'interno e quattro ore ad asciugare basta a sigillare la perdita.   Preparo poi la piccola piscina comprata per i pastori tedeschi , accendo la radio e il modello e inserisco con un certo timore reverenziale il modello nell'acqua… Dopo i primi momenti necessari al falso scafo di riempirsi di acqua vedo il modello sistemarsi alla perfezione sul galleggiamento, e per un'attimo sorrido orgoglioso e soddisfatto. Ma solo per un attimo però! il tempo che il cervello mi ricordi che il wtc è in assetto d'immersione con sacca sgonfia, e mancano anche altri 30 grammi di piombo nello scafo!!   Per Diana!! Vuoi vedere che "merlo" come sono ho posto il tubo troppo in alto ed è in parte fuori dall'acqua… la cosa giustificherebbe il tutto. Ho controllato tre volte e la parte superiore del tubo è a pelo d'acqua. Solo la parte poppiera del tubo rimane un millimetro sopra il galleggiamento ma appoppando appena il modello si rimedia, oltre a non far scavare buchi nell'acqua all'elica col modello emerso. Torno col modello in acqua e inizio a togliere alcuni piombini nello scafo e aggiungo piombi e polistirolo nello scafo nell'intento di portarlo al galleggiamento corretto. E quando ci riesco il modello non si immerge correttamente ma rimane col muso attaccato alla superficie… vediamo un paio di foto (n.b. il nastro rosso serve ad indicare con la parte inferiore il galleggiamento corretto)   la poppa…   la prua….   il modello in immersione. Notare l'inclinazione dello scafo, i timoni sono a pelo d'acqua…   Se metto piombo a prua per raddrizzare il modello avrò eccessivo peso quando andrò in emersione. Se metto polistirolo a poppa mi ci vorrà anche del piombo a centro nave per tirare giù tutto, e quando andrò in emersione avrò un modello basso sul galleggiamento. Insomma alla fine ho una cassa di zavorra piccola (e non saprei perché...) ed il modello col culone pesante (o il muso leggero) quando immerso.   Dopo cena mi son chiuso in laboratorio fino all'una e mezza di notte, ho smontato e rimontato tutto il wtc, allungando la cassa d'immersione a dieci centimetri netti e accorciando la sezione di prua di ben tre centimetri. In questo modo ho portato all'esasperazione il sistema RCABS con un compressore che non ha abbastanza aria da muovere e non gonfia benissimo la sacca con i suoi 120 ml di volume. Il giorno dopo torno col modello a mollo, accanto l'immancabile massa di piombi e polistirolo. Risultato?!? eccolo….   modello emerso…   modello immerso… o quasi và….   Ho detto che questo modello veniva con me a Bratislava e così sarà ma non è il modello che volevo. Se corretto il galleggiamento non scende in immersione completa. Se scende completamente non risale e rimane bassissimo sull'acqua con i timoni di profondità prodieri attaccati alla superficie, quindi o piazzo il sub a "presto di costo" ad un mio amico se interessato, oppure lo smonterò completamente recuperando i pezzi e verso la fine di settembre inizierò un Astute due punto zero con qualche cambiamento.