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malaparte

Sullo Yang Tse Con Daniele Varè E Il Carlotto, 1927

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Sto rileggendo per la terza o quarta volta (in pratica, ogni 10 o 15 anni della mia vita: non è disumano) un libro piacevolissimo e interessante, Il Diplomatico Sorridente di Daniele Varè, Mondadori, 1941. Ogni volta, in base a quello che nel frattempo ho appreso, vi trovo nuovi spunti interessanti. L'autore, diplomatico e scrittore, vi ricorda la sua carriera,

che ha compreso soprattutto parecchi anni in Cina, in due diversi momenti (per inciso, Galeazzo Ciano fu in sostanza alle sue dipendenze quando fu inviato in Cina con Edda)

https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Var%C3%A8

 

Nel suo secondo mandato ebbe occasione di effettuare un lungo viaggio, di molte settimane, lungo lo Yang Tse. Erano tempi calamitosi, la guerra civile in Cina durava praticamente da decenni e c'erano piroscafi fluviali che usavano la bandiera italiana violando però il Codice Marittimo. Però avevamo all'epoca notevoli interessi commerciali in Cina. "Non era giusto che le cannoniere fluviali della Regia Marina corressero gravi rischi per proteggere piroscafi che erano italiani sotanto di nome" Ma già allora gli interessi commerciali in Cina avevano un loro peso...E quindi Varè accettò la proposta dell'amm. Luigi Miraglia di andare a studiare la cosa in situ. Ovviamente (non erano tempi di Facebook e Twitter: esisteva il termine "riservatezza" che oggi stupidamente interpretiamo come "pivacy") nel libro non riferisce le conclusioni che ne trasse, ma traccia un diario molto interessante della sua crociera sul Yang Tse (Fiume Azzurro) prima a bordo del R Esploratore Libia, poi , molto più a lungo, sulla cannoniera Carlotto.

Con calma, se credete, mi riprometto di postare alcuni dei momenti più interessanti di questo suo affascinante viaggio.

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Il diario non è suddiviso per date, ma per le tratte di navigazione effettuate. Non è quindi possibile sapere con esattezza quando iniziò la crociera. Era comunque il 1927. Partì dal porto di Cing Wan Tao a bordo dell'incrociatore Libia. Riferisce che la banchina pullulava di belle ragazze venute a salutare gli uffciali italiani in partenza.

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Poco dopo la partenza la radio comunica che è in arrivo un tifone che si muove come loro in direzione Shangai e si prevede un arrivo contemporaneo nel porto...Siccome non si può entrare che di giorno, c'è la prospettiva di dover dar fondo e restar ancorati per la notte fra le secche, proprio quando il tifone impreverserà in quei paraggi. L'ammiraglio fa aumentare la velocità per arrivare alla foce e poter entrare a Shangai di mattina. Non m'era mai successo di far la corsa con un tifone. Se il mio Diario finisce qui, vorrà dire che ha vinto lui!

 

Per fortuna il tifone cambia idea e si dirige altrove. I dati via radio arrivano da Padre Gherzi, un astronomo gesuita nativo di San Remo, alto più di due metri, che dall'osservatorio di Zi ca wei segnalava ai naviganti i movimemnti dei tifoni.

 

Tappa a Shangai, dove gli ufficiali di Marina sostano più che vlentieri. Il circolo Sportivo offre infatti enorme sala da ballo, immensa piscina che d'inverno viene coperta e serve per giocare al vlano, trentasei campi da tennis, prati, terrazze, ottimo ristorante.

 

Si comincia a risalire lo YangTse. A destra della nave ( a sinistra del fiume) si supera lo sbocco del Gran Canale, immensa antica opera di ingegneria, che con settecento miglia congiunge lo Yang Tse a Pechino. Dati i tempi di guerra civile, fiume e canale sono deserti. Segno dei tempi. Una volta eran tutti un via-vai di piroscafi e di giunche.

 

Si passano diverse città importanti, tra cui Nanchino. Dappertutto un silenzio, una immoblità, un senso di arresto come se ci muovessimo nel feudo della Bella Addormentata. In molti porti fluviali i commercanti non vivon più a terra, ma a bordo delle giunche, sotto la protezione delle cannoniere. Eppure stanno percorrendo la valle più ricca della Cina, campagne da tre raccolti all'anno, immensa produzione di tè e riso, porcelane, sete, minerali di ogni tipo, legni preziosi, cotone, cereali....Invece oggi le notizie che vengono dalla Cna non parlano che di inondazioni, guerre civli e carestie. Mi domando se la causa originaria di tutti questi mali non sia la spietata deforestazione, per cui i deserti dell'Asia Centrale (ove una volta c'erano ricche città) si vanno estendendo dentro la Cina stessa.

 

Si arriva ad Hankow e si visita la cannoniera fluviale Carlotto, su cui Varè, l'ammiragòlio Miraglia e il console Giudice dovranno trasbordare. Costruita a Shangai, a confronto con l'incrocatore Libia "sembra un ferro da stiro". Cabine minuscole, quadrato uffcali così piccolo che occorre prendere i pasti a turno. Il comandante è Manfredi, di statura gigantesca. Quando sta sul ponte di comando sembra una terza cminiera. Come faccia a dprmire in queste cabine, in queste cuccette, è un mistero.

 

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Edited by malaparte

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che differenza tra Shangai e il resto della Cina, o forse era solo la parte "europea" ad essere viva...

 

All'epoca Shangai, come Tientsin, era "porto aperto", così come c'erano alcune "città aperte" (Harbin, la stessa Pechino, in cui restava la maggior parte delle legazioni, anche se la capitale "principale", quella di Ciang kai Shek -c'era un tale via vai di generali aspiranti al potere da perdersi.... più il brigantaggio diffusissimo- era stata spostata a Nanchino) . Quindi erano i pochi luoghi cosmopoliti , commerciali e tranquilli in una Cina che, come dirò nella prossima "puntata" lascia sconvolti per la desolazione e la spietatezza dei tempi. Per fare un esempio indicativo: Varè riferisce che i briganti avevano rapito una ragazza e esigevano 1000 dollari di riscatto (cifra enorme: poco più avanti l'autore scrive che con 40 dollari si manteneva per un anno una coppia di poveri in un ricovero per anziani bisognosi). I parenti della ragazza riuscirono a racimolare la metà della somma. I briganti restituirono metà della ragazza.

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Varè, dato un reumatismo alla spalla, aveva chiesto una cuccetta vicino alle caldaie dl Carlotto, per potere avere caldo, pur prevedendo il rischio di finire arrostito. Salpano a mezzanotte. Qui accanto, ogni quarto d'ora, i marinai tiran su le scorie delle caldaie, in latte di petrolio, mediante una corda e poi le gettano in acqua. Ogni volta che vien su, la latta di petrolio batte contro la lamiera metallica che forma la parete della mia cabina. C'è poi un sorcio che esce da sotto l'armadio e va in giro nell'oscurità per i fatti suoi. Mi è passato tre volte sulle gambe. Sembra credere che abbia diritto a star qua più che non l'abbia io.

Stanotte, prima di partire, si era acceso un faro proiettore, che attirava miriadi di insetti, illuminandoli ciol suo raggio sicchè parevan faville. E ls cannoniera si riempì di farfalle. Sul mio letto c'era uno strato fitto fitto di coleotteri e lepidotteri. Li dovetti spazzar via dal cuscino, prima di posarci la testa

(E mi ricorda un mio viaggio in Mongolia, che a quanto pare è la ideale SPA con terme massaggi sesso e quant'altro per gli scarafaggi....e le lotte notturne.!!!..)

 

Andiamo avanti...

Tra hankow e Ichang

[...] Devono far carbone a Ceng.lin

 

Andato a terra di buon mattino con l'ammiraglio, l''aiutante e il console Giudice . A bordo s'aspetta ancora il carbone. Che miseria di città! Cani morenti di fame. Donne e bambini con i visi distrutti dalle malattie. (...) stiamo caricando il carbone, ma è pessimo: più fango che minerale. (...) In ventiquattr'ore si fanno sessanta chilometri, viaggiando anche di notte. Il carbone di Cheng Ling non scalda;non fa neppure fumo. Siamo tutti di pessimo umore e notiamo con dispetto come la gente che va a piedi lungo la riva cammini più presto di noi.

Abbiamo a bordo dell'altro carbone, portato da Hankow, ma non osiamo adoperarlo perché ci servirà nelle rapide, dopo Ichang.

 

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Ychang com'è ora...

Edited by malaparte

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A Ychang sono attraccate navi da guerra giapponesi e inglesi. Scambio di visite con l'ammiraglio Miraglia. La città è molto pericolosa, i marinai vanno a terra solo in pattuglie armate. E' una città di smistamento e trasbordi. Qui finisce il tratto medio del fiume: oltre la città una specie di muraglione , con una sottile fenditura, sbarra lo Yang Tze: inizierà la parte più difficile e pericolosa della navigazione, attraverso le Gole che danno accesso all'alto Yang Tze. (NB: attualmente, il paesaggio che Varè descrive è completamente stravolto da un'enorme diga, la Diga delle Tre Gole, per la cui costruzione sono stati sommersi più di 1300 siti archeologici, 13 città, 140 paesi e 1352 villaggi che hanno comportato il trasferimento di circa 1,4 milioni di abitanti (e altri quattro milioni saranno trasferiti entro il 2023) v.https://it.wikipedia.org/wiki/Diga_delle_Tre_Gole

Varè riferisce come il passaggio sia talmente difficile che a causa delle difficoltà di trasporto il carbone della regione a monte di Ichang non venga esportato, tanto che Ichang, seppure sull'orlo di un immenso bacino carbonifero, importa il carbone dal Giappone!

 

Si svolgono le esequie di un marinaio della cannoniera inglese Ladybird, caduto in acqua e scomparso

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Le acque dello YangTze sono estremamente pericolose: se si cade in modo da finire sotto la superficie non si torna più a galla, a causa delle correnti e dei gorghi. Tutte le Marine, incluse quella italiana, hanno subito perdite da annegamento. Gli equipaggi indossano sempre il salvagente e ogni nave imbarca dei locali nuotatori di professione, che conoscono correnti e vortici. Anche la Carlotto imbarca a Ichang due nuotatori e due piloti cinesi, soprannominati Cecco Beppe (per le sue basette) e Farinata degli Uberti, perché si è sistemato in una specie di bugigattolo (Varè dice di non sapere come si chiami in termini nautici; figurarsi se lo so io, ma credo abbia a che fare con gli osteriggi e i boccaporti... :unsure:) al quale si discende dal ponte e ogni tanto mette la testa fuori, per cui ricorda il verso dantesco "dalla cintola in su tutto il vedrai".

Si sta fermi un paio di giorni a pulire le caldaie e imbarcare carbone.

A bordo è imbarcato anche Cian Tso Lin. Non si tratta del ditttatore della Cina del Nord (Varè aveva partecipato alla cerimonia di insedamento) ma di un ragazzetto che i marinai della Carlotto avevano recuperato durante l'ormeggio ad Hankow mentre girava completamente nudo sulle rive. Si dava da fare per aiutare a lavare gli abiti dei marinai n cambio di qualcosa da mangiare o diq qualche monetina. Ma siccome non aveva tasche, pensarno bene di regalargli un paio di calzoncini... Poi venne il giorno in cui la Carlotto doveva partire per la crocera sullo Yang Tze. Ma i marinai hanno il cuore pietoso. E una deputazione si presentò al comandante a domandare se nn lo si potesse portare con noi. Qualche Cinese c'era già a bordo. il cuoco, il boy degli ufficiali... Il ragazzino venne imbarcato: un dollaro al giorno per pulire gli ottoni, compito che assolveva con estrema determinazione: mentre Varè era seduto a contemplare un piroscafo inglese, protetto da filo spinato per impedire abbordaggi di banditi, viene costetto ad alzarsi perché Cian Tso Lin vuole pulire un cerchio d'ottone sull'argano su cui lui è seduto. Pulile!!"Nell'eserczio delle sue funzioni, egli si sente investito di piena autorità. Farebe allontanare il capo timoniere, il comandante, persin l'ammiraglio! Da parte mia, ho semre avuto molto rispetto per l'autrità costituita. In seguito a quella intimazione, mi alzai e mi allonanai.

Dopo un mese di lenta navigazione tra rive basse, inizia la tratta tra le Gole.

Edited by malaparte

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Inizia la navigazione nelle Gole, che sembrano le illustrazioni di Dorè per l'inferno dantesco. Oltretutto, piove a dirotto.

Si naviga vicino alla riva, bordeggiando per incontrare meno corrente. Ogni tanto si attraversa il fiume, al cenno del pilota cinese, il quale sta sul ponte di comando davanti al timoniere. S'appoggia col gomito al davanzale del finestrino aperto, e tiene la mano alzata coll'indice teso. Non apre bocca. Dà gli ordini al timoniere con i movimenti del dito verticale, spostandolo a desta e a sinistra affinchè si cambi rotta in quel senso [...] sebbene quei due cinesi suano mingherlini e quasi insignificanti nella persona, in entrambi vi è qualcosa che denota l'abitudine al comando. Non è da tutti di fare il pilota sull'alto Yang Tze. [...]

 

La navigazione a vapore sull'alto Yang Tze, cioè a monte di Ichang, fu tentata per la prima volta nel 1898, qyando due canniniere inglesi raggiunsero felicemente Ciung-king. Ma nello stesso anno un vapore tedesco, a ruote, naufragò in occasione del primo viaggio. Per otto anni non se ne parlò più.

Ma, fa notare Varè, anche se poi la navigazione è ripresa, le condizioni ai suo tempi sono meno buone che ai tempi dell'Impero, causa brigantaggio e soprattutto la mancanza di ogni organizzazione di salvataggio, che invece in tempi precedenti era prevista.

 

 

Ecco, a leggere Varè, quando voialtri "marinai di mare" prendete in giro i "marinai di fiume"... :wink::rolleyes:

 

...

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Ecco, a leggere Varè, quando voialtri "marinai di mare" prendete in giro i "marinai di fiume"... :wink::rolleyes:

..

Strano che mi citi proprio in questi giorni questa frase Valeria, con gli impegni che sto in qualche mondo assumendo in questi giorni...

A proposito, hai mai visitato il mseo di Boretto? https://museodelpo.wordpress.com/il-museo-del-po/

 

Questo a parte è un racconto affascinante e quasi incredibili guardando la Cina di oggi...

Edited by Totiano

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GLI ALATORI

Per risalire il fiume le giunche si fanno alare da gruppi di trainatori. e la faccenda è semplice sul basso e medio fiume, quando si è nella zona delle Gole son dolori! Non sempre c'è sentiero, bisogna arrampicarsi e scavalcare i massi. Il continuo cambiar di livello delle acqua fa sì che talvolta i trainatori sia immersi fino alla cintola, talvolta sulla montagna più in alto dell'alberatura. Usano funi di fibre e strisce di bambù, uguali a quelle descritte da Marco Polo. Gli alatori usano delle bandoliere a spalla, in modo da poter gettare sulla fune tutto il peso del corpo. Lo spettacolo di queste file di uomini curvi fino a toccare la terra con le dita (spesso si aiutano con le mani) fa un'impressione penosa. Gli alatori sono vere bestie da soma, Son pagati due o tre dollari al mese, più vitto di riso e legumi, con un piatto di carne di maiale ogni tanto, nei giorni di maggior lavoro.

Anche i bastimenti a vapore possono farsi alare; o aiutare le eliche facendo attaccare una fune (sì, Varè dice "fune"! Rassegnatevi!!! :laugh:) a qualche rocca a monte del tratto da sorpassare, per poi tirarsi su col motorino a prua che serve per le ancore. Anhe se al momento i nuovi piroscafi fluviali riescono generalmente a salire senza aiuto da terra.

Una volta in determinati punti c'erano gruppi di 50 o 100 alatori per offrire i servigi. Ora non più. Ma una giunca di 150 tonnellate porta un equipaggio di cento uomini, che bastano per trainarla. Si vedono continuamente queste giunche, coll'equipaggio a terra, lottare colla forte corrente. Lo spettacolo, anche qui, ha qualcosa di dantesco. I corpi nudi, color bronzo, hanno atteggiamenti di sforzo crudele. E l'acqua gallastra, tormentata e schiumosa, sembra pece di Malebolge.


LE RAPIDE

Fra Ichang e Chung King si contano 25 rapide. Le peggiori son quelle di formazione recente, perché ovvamente cl tempo l'erosione riesce ad allargare il passaggio. A questo si aggiungono le enormi quantità di sabbia trasportata, che forma pericolosi depositi dove un ostacolo crea un rallentamento.

Il primo giorno il Carlotto superò tre rapide. La terza fu la più spaventosa.

La Carlotto si trovava sulla riva destra, nelle acque agitate dell'approccio. Bisognava entrare nella lingua. Con la caldaie a tutta pressione, o quasi, facevamo quattordici mglia al'ora, delle quali la corrente ci faceva perdere undici o dodici. Una volta entrati nlla rapida, sebbene la prua fosse sommersa alle onde che fendeva arditamente, vedevamo dale due parti le rive che avanzavano, invece che retrocedere. Questo era l'unico segno visibile del nostro indietreggiare. Quel ch'era peggio, una corrente trasversale ci portava sulle rocce della riva destra. Le vedevamo avvicinarsi pian piano...In mezzo al ruggito assordante delle acque, udii la voce del comandante "Tutta forza!"

Si indietreggiò ancora e ancora le rocce si avvicnarono. Ma finalmente la piccola cannoniera si fermò. Rimase per qualche secondo, tremando come un levriero al laccio. Le acque turbinavano sotto lo scafo. Poi, piano piano, si comnciò ad avanzare. E si passò.

 

Passaggi del genere fanno capire la situazione della provncia di Szeciuan: il fiume per quella popolazione è l'unica via di comunicazione commerciale. Niente ferrovia, solo qualche sentiero utilzzabile solo per merci di picclo volume, come le mattonelle di tè compresso che vanno a spalla d'uomo verso il Tibet. A meno che non venga una guerra...Strano a dirsi ma le guerre son quelle che, in Oriente come altrove, danno il maggior incentivo al miglioramento delle comunicazioni.

Edited by malaparte

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Strano che mi citi proprio in questi giorni questa frase Valeria, con gli impegni che sto in qualche mondo assumendo in questi giorni...

A proposito, hai mai visitato il mseo di Boretto?

Sai bene, credo, che non volevo certo sminuire il tuo lavoro nè tantomeno offenderti! Citavo solo per scherrzo uno dei tanti luoghi comuni ...

Quanto all'antico porto di Brixellum e al Museo del Po di Boretto , hai fatto bene a ricordarmelo. Non è facilissimo l'accesso, dati orari molto limitati, in stagione limitata,

ma prometto report.

Intanto, andiamo avanti con Varè un altro po'....

 

 

I BRIGANTI

 

Ho già avuto modo più volte durante il riassunto di parlarne. Anche a leggere altre parti del libro, erano un problema veramente grave. Non ho capito chi fossero esattamente, dato che si era in piena guerra civile: partigiani? furfanti?disperati? Comunque vediamo cosa dice Varè a proposito di Cecco Beppe e Farinata, i due piloti imbarcati (v. post n. 8).

Nota che sono molto familiari con i pericoli naturali, meno con quelli umani ( NB: a prer mio, avevano comprensibili ragioni)

Sulle roccie sovrastanti il fiume si annidavano briganti o soldati sbandati. I piloti cinesi ne erano fortemente preoccupati. Il comandante cercò di rassicurarli facendo notare che comunque la cannoniera Carlotto aveva cannoni a poppa e a prua e una fila di mitragliatrici per parte. La risposta di Cecco Beppe fu: Invece saremo noi ad avere la peggio. Noi piloti! Vi faccio osservare che se ne ammazzate qulcuno nel viagio di andata, vi prepareranno una bella accoglienza nel viaggio di ritorno. Di qui ci dovete pur passare! Ma quello che ci preoccupa di più è che noi dobbiamo restare sull'alto YangTse anche dopo che voi sarete tornati a casa vostra. Se si ammazzano dei pirati durante un viaggio per il quale noi facciamo da piloti, i parenti e i compagni si vendicheranno poiù tardi su di noi, quando non avremo più la difesa dei vostri cannoni e delle vostre mitragliatrici!" Ragionamento, a mio parere, ineccepibile, ma che Varè considera con una certa superiorità...

Fatto sta che per timore dei pirati i piloti facevano passare buoni ancoraggi per la notte (sempre a mio parere, è ovvio che i pirati o briganti o quel che erano si apostavano di preferenza in prossimità di ancoraggi buoni....) . Alle sei di sera ancorano in zona pessima, con correnti e rive ripide, fatica dei nuotatori professionisti e più di un'ora di manovre per riuscire ad attraccare, con la fune :tongue: dell'ancora che si spezza... buio pesto (la corrente è riservata alla radio), pioggia, mugghiare di rapida...

Comandante e comandante in seconda discutono sul mettere una sentinella a guardia del posto dove sono attaccate le funi :tongue:

"Che consegna gli debbo dare?"

" Sr qualcuno si avvicina, spari. E se non si avicina nessuno, spari lo stesso!"

Edited by malaparte

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Nuotatori professionisti? immagino per portare le funi all'ormeggio...

 

Valeria nessuna offesa, la contrario! è che sto approfondendo anche la navigazione fluviale per il MARè e la tiscussione è arrivata tanto opportuna quanto inaspettata

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Nuotatori professionisti? immagino per portare le funi all'ormeggio...

Come si diceva sopra, sia per le funi :tongue: che per servizio di salvataggio, data la pericolosità dello YankTse in caso di caduta in acqua.

PERICOLI DEL FIUME

 

Un pericolo dello Yangtse è l'improvviso cambiamento di livello. In inverno, con acque basse, la navigazione a vapore si ferma completamente fino alla primavera, quando si sciolgono le nevi del Tibet. Il bacino del fiume è immenso, e le piogge nella zona di un affluente possono portare improvvisamente grandi quantità di acqua. Soprattutto alla testata di una rapida, dove il passaggio si stringe, il livello può aumentare di decine di metri in poche ore.

Sulle rive sono segnati in bianco numeri che indicano il livello in piedi e navigando in acque basse pare impossibile che davvero il fiume possa raggiungere tali punti. Ma si vedono in alto imbarcazioni, o abbandonate dalle acque che calavano, o naufragate durante una piena. Poche cose mi fecero tanta impressione quanto la vista di scafi rovesciati, là dove sembrava dovessero annidarsi le aquile.

 

Le Dogane Marittime cinesi hanno pubblicato un manuale di istruzioni per i comandanti. Ne risulta che ogni anno nel tratto tra Ichang e Ciung king muiono non meno di mille persone. Solo nella rapida detta del Glorioso Drago, tra febbraio e marzo annegano in media tre persone al giorno! Ai tempi dell'impero esisteva un servizio di salvataggio, ora non più.

Esistono vortici fissi e vortici mobili. Quelli mobili traversano la corrente e se afferrano la poppa di un bastimento la fanno deviare tanto da renderlo incontrollable.

Altro pericolo, caratteristico dello Yangtse, è un gonfiore momentaneo dell'acqua, a cupola, seguito da un corrispondente abbassamento; le acque circostanti precipitano a colmare questo vuoto, e una piccola imborcazione può essere sommersa o spezzata.

Non basta: ci sono pure le acque "ribollenti", che improvvisamente diventano turbolente, poi si chetano, poi tornan a ribollire ritmcamente. Nel 1911 il piroscafo Sciuting fu gettato sulle rocce dalle acque bollenti (I cinesi dicono "Il Drago ha la febbre")

Si passa la Gola più pittoresca, la Scatola dei Venti

 

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Un disegno di Varè e una foto attuale. Notare le acque calme dopo la costruzione della diga di cui accennavo sopra

 

Dopodiché, finalmente la Carlotto esce in acque tranquille e ferme. Presso la città di Kuei Ciao fu. E' una città turbolenta e xenofoba, per cui Varè pensa bene di mandare un Cinese alla locale Missione cattolica per verificare la situazione. Viene a bordo un sacerdote Cinese, col quale si comunica....in latino!!! E i dialoghi sono degni di Ocean'One :laugh: :laugh: Roba del tipo: Hic sunt multae cucurbitaceae magnae! (alla vista di un cesto di legumi) Quod est istum puzzum magnum ? (discussione con l'ammiraglio per stabilire se non sia meglio dire fetor) L'aiutante vorrebbe passare la serata in allegria e chiede come si dica tabarin in latino. Si prova con nocturna sodalitas in taberna. Il prete cinese nn capisce. Si prova allora a chiedere se almeno a messa si potranno vedere delle donne: Ad officia divina veniunt pulchrae puellae?

 

Vanno a conoscere il direttore delle Poste. Con sorpresa, nell'ufficio postale su una parte sono appese oleografie dele principali navi da guerra italiane nel 1897!! Benedetto Brin, Stromboli, ecc.! :ohmy:

Le strade son piene di soldati, scalzi ed armati di Mauser. Hanno un'età sui 15 o 16 anni.

 

Verso il 200 d.C. in questa città abitava il famoso generale Ciu ko liang. Una delle sue gesta riguarda la guerra sul fiume. L'esercito imperiale mancava di munizioni, cioè di frecce. Come procurarsene? Il generale fece preparare due barche piene solo di paglia e le mandò a navigare su e giù per il fiume, nella tratta dove si trovava il nemico. Gli arcieri nemici le bersagliarono di frecce, che si conficcavano innocue nella paglia. E così Ciu ko liang si procurò le munizioni! :biggrin:

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"INCIDENTE DI WAN SIEN "

 

Varè a un certo punto accenna al "massacro di Wan sien". Mi sono incuriosita. Dice che arrìvando a Wan Sien come occidentali l'importante era non essere presi per inglesi (situazione che stranamente è capitata anche a me in Eritrea tanti anni fa). Lui stesso (ambasciatore!) dice che non sa esattamente cosa è successo in occasione del "masscro di Wan.sien" perché "Gli inglesi raccontano l'episodio in un modo, gli Americani in un altro. Fu ucciso il comandante di una cannoniera britannica e seguì un bombardamento che incendiò molte case e cagionò molte morti. Da quel giorno i consolati britannici sull'alto Yangtse sono rimasti chiusi. ....

 

La curiosità è un obbligo.

 

 

Nei siti italiani non ne ho trovato traccia, quindi magari questo è il primo caso in cui se ne parla in www italiano...boh. Pensa un po'. anche perchè fino a domenica sera/Lunedi' non potrò riprendere, quindi nel caso vi lascio a bocca asciutta. Comunque, questo è ciò che sto ricostruendo.

 

Nel settembre 1912 era caduta la dinastia Qing (avete presente il film L’Ultimo Imperatore, il ragazzino Li Po?) ed era iniziata l’Epoca dei Signori della Guerra, Governatori di provincia che in pratica spadroneggiavano sui loro territori e trascinarono la Cina in una guerra civile che travaglio il paese per decenni.

Le potenze europee erano parecchio innervosite dalla situazione per gli effetti imprevedibili che ne potevano conseguire sui loro interessi commerciali in zona, per cui inviarono nevi da guerra a controllare le coste. Tra le navi della Gran Bretagna erano state inviate nel 1920 unità della cosiddetta “classe insetti”, dai loro nomi : HMS Cockchafer, HMS Cricket, HMS Mantis, HMS Moth , HMS Scarab (Maggiolino, Grillo, Mantide, Falena e Scarabeo). Cockhafer , centrale per gli avvenimenti che seguono, era stazionata sullo YankTse.

Nel 1926 un Governatore, Wu Pei Fu, che comandava sulle regioni dello Hunan e Hubei, con centro a ChungKing, marciò verso nord per opporsi a un’invasione di Signori della Guerra in arrivo, lasciando dietro di sé alcuni generali a comandare la provincia. Ma un paio di questi generali ne approfittarono per scatenare a loro volta una guerra contro un altro generale, Yang Tsen, che si trovava a ChungKing. Yang Tsen perciò mosse verso est lungo lo Yang Tse, facendo base nel porto di Wan Sien (ora WanZhou). Era un Treaty Port, cioè uno degli 80 porti in cui era permesso alle navi estere di commerciare.

L’arrivo di Yang creò una certa tensione.

Infatti Yang aveva già utilizzato in passato navi britanniche per trasportare truppe per alcune tratte lungo lo Yangtse e anche stavolta, il 27 agosto 1926, fece imbarcare a forza le proprie truppe su un mercantile britannico, il Wanshien. Il comandante del HMS Cockhafer, ancorato accanto, salì a bordo del mercantile e persuase, non senza difficoltà, gli ufficiali cinesi a sbarcare i propri uomini. Il 29 agosto poco più a valle, a Yunyang, truppe cinesi tentarono di abbordare il battello Wanliu e nella confusione due sampan (le tipiche imbarcazioni cinesi) furono affondati, mentre la Wanliu fuggiva e risaliva lo Yangtse per andare ad ancorarsi a Wansien sotto lo protezione del Cockchafer. A quel punto lo stesso generale Yang abbordò con le sue truppe due battelli: il già citato Wanshien e il Wantung e pretese di essere compensato per i suoi soldati annegati e i due sampan affondati.

I tentativi di negoziare da parte del console britannico furono inutili. Yang chiamò rinforzi e schierò artiglierie su entrambe le rive del fiume.

Dato il pericolo in cui si trovavano i due mercantili britannici (il Wanshien e il Wantung) si decise di passare a un’azione di forza per recuperarli. In soccorso del Cockchafer arrivarono la cannoniera Widgeon e il battello armato Kiawo.

Il 5 settembre questi tre battelli tentarono di abbordare i due mercantili occupati dalle truppe cinesi di Yang. Le truppe cinesi reagirono energicamente contro i battelli britannici, mentre dalle rive le artiglierie di Yang aprivano il fuoco. Era un vera battaglia.

Le tre navi britanniche furono costrette a ritirarsi senza poter recuperare i mercantili. Le perdite britanniche furono di 7 marinai militari e uno civile uccisi, con numerosi feriti. Non si conoscono le perdite cinesi.

https://en.wikipedia.org/wiki/Wanhsien_Incident

http://www.britainssmallwars.co.uk/the-wahnsien-incident-china-1926.html (assai più dettagliato)

Edited by malaparte

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Resta in attesa anche Ocean's One, dopo essersi gustato la precedente menzione sui dialoghi in latino.

Alla via così, e grazie Valeria dell'interessantissima narrazione.

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Per lasciare continuità al racconto, ho pensato meglio modificare il post precedente riguardo all'incidente di Wansien, anziché farne un altro er completare la narrazione dei fatti.

Torniamo al nostro Varè, che sta continuando a risalire lo Yangtse sul Carlotto.

Siamo nel 1926 e ancora, dice Varè, la regione dello Szeciuan, quella in cui si stanno addentrando, non è stata studiata a fondo dal punto di vista geologico. Eppure è un bacino di carbone, sale, gas naturali. Probabilmente c'è anche petrolio. "LO Standard Oil fece fare delle ricerche, ma si è guardato bene dal divulgare i risultati. I Cinesi dicono che gli Americani non vogliono si sappia che c'è del petrolio nello Szeciuan: preferscono vendere alla Cina i prodotti americani" (NdR: per inciso, sì, il petrolio nello Szeciuan, ovvero Siciuan, c'è eccome ... :wink:)

Si passa la città di Feng-Tu. Nel 1870 era stata distrutta da una piena e il mandarino locale ne fece costruire un'altra più su, su una collina. Ma il popolo si rifiutò di andarci: in basso di acqua ce n'era fin troppa, ma sulla collina non ce n'er proprio e occorreva trasportarla a spalla..."Meglio essere annegati una volta in una generazione che tribolare tutti i giorni per portare secchi d'acqua su per duecento e cinquanta scalini. ..Attualmente la città (che è costruita quasi tutta in bambù) si sposta, se fa in tempo, in su e in giù, secondo il livello del fiume. Del resto è quello che fanno quasi tutte le città dell'alto Yangtse. Ogni anno il fiume in poiena si porta via le case costruite più in basso. E gli abitanti, quando le acque calano, riscotruiscno di nuovo le loro case, tali e quali."

 

Vi ricordate Ciantsolin, il ragazzetto imbarcato per lucidare gli ottoni?

Ha messo superbia. Stava camminando davanti alla porta del quadrato ufficiali quando il comandante, che voleva accendersi una sigaretta, gli chiese di procurargli dei fiammiferi. Ciantsolin rispose semplicemente "Sono flanco!" e tirò via. Nessuno sapeva che ci fossero ore in Cantsolin fosse franco...Fatto sta che il comandante Manfredi, uomo autoritario e abituato a farsi obbedire, ex comandante di una nave scuola prima di venire in Cina...davanti alla risposta del marmcchio...rimase a bocca aperta. E andò a cercarsi i fiammiferi da sè. :biggrin:

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E vediamo di concludere il percorso del buon Varè.

Vicino a Fu Ciau c'è il confluente Kung tan ho, navigabile per 200 miglia. Le sue acque limpide corrono in quelle torbide dello Yangtse (che in Italia viene chiamato Fiume Azzurro, ma evidentemente già all'epoca non era affatto azzurro....) per alcuni km senza fondersi, come due fiumi paralleli nello stesso letto. Quando decidono di unorsi, formano uno dei peggiori vortici del fiume. I Cinesi lo chiamano chow-chow water, cioè acqua che mangia e viene mangiata (NdR: il che mi affligge pensando al significato del nome per la razza dei bei cani chow chow , di origine cinese.... :sad:

 

34fo9ps.jpg

I Cinesi dicono che l'acqua dello Yang Tse "scrive": i gorghi e i mulinelli del percorso assomigliano ai caratteri dell'alfabeto cinese

 

ARRIVO A CIUNG KING

Finalmente la meta.

Sono ospitati a pranzo (NdR: Varè, seguendo l'uso elegante, scrive sempre colazione per pranzo, e pranzo per cena....ricordo un raccontino di Guareschi riguardo ai malintesi in proposito :biggrin:) dal governatore militare, Maresciallo Liu. Per guadagnarsi la stima di un ufficiale cinese occorre essere "forti al vino" ovvero all'alcool (immagino di riso). E le insistenze erano pressanti. Il console giudice non era abituato e gli andò subito alla testa. Pare abbia cantato O sole mio tenendo il braccio introno alla vita di un generale cinese.

L'ammiraglio per tenere alto il prestigio della Regia Marina tracanna un numero considerevole di bicchieri e si mette a conversare animatamente con il Capo di Stato Maggiore del Maresciallo. Uno parlava russo, l'altro giapponese.

 

Su richiesta di Tommaso Tittoni, all'epoca Presidente del Senato, Varè pubblicò il suo diario in tre puntate su Nuova Antologia (settembre-ottobre 1928), dato che era stato il primo diplomatico straniero a raggiungere Ciung King per via fluviale, cioè per l'unica via allora esistente.

Edited by malaparte

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Facendo sempre tesoro dei "consigli librari" di Valeria/MALAPARTE... :laugh: ho comprato il libro! Vi ho dato solo un rapido sguardo, ma sembra molto interessante!

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... Vi ho dato solo un rapido sguardo, ma sembra molto interessante!

Son arrivato a pag. 258 (su 528). Confermo la mia prima impressione: è un bel libro, ben scritto e strutturato. Daniele VARE' aveva un ottima padronanza della lingua Italiana. I fatti son descritti con chiarezza ed una certa dose di un umorismo che mai sfocia nella volgarità.

 

Sicuramente un libro degno di ristampa!

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Sono contenta per l'apprezzameno condiviso. L'umorismo di Varè è l'elemento che me lo ha fatto apprezzare quando l'ho letto la prima volta nella casa di campagna, sui 13 anni circa (sono cresciuta a massicce dosi di Jerome e Wodehouse) e non capivo una cippa dei riferimenti storico-politici, come ti ho detto al telefono. Se credi, alla Manfrediana di Faenza hanno un altro libro di Varè, Il creatore di celesti pantaloni (un romanzo, sempre ambientato in Cina)

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