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La Nave Pirata

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Titolo: La nave pirata
Autore: Com.te Gennaro Pagano di Melito
Casa editrice: Edizioni Ardita
Anno: 1933
Pag: 270 + tav. f.t.

Dimensioni (cm): 15 x 21
Prezzo: da 9 a 24 euro.
Reperibilità: non difficile

 

 

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Le vicende che durante la Grande Guerra videro protagonista il Gianicolo sono poco conosciute, ed è un vero peccato. Più noto, anche se non al grande pubblico, è invece il suo Comandante, Gennaro Pagano di Melito, autore di questo libro.

Ma andiamo per ordine.

Durante la Grande Guerra i sommergibili tedeschi erano diventati il principale problema per le Marine della Triplice Intesa, ed in particolare per quella britannica. Quest’ultima, alla ricerca di varie soluzioni per contrastare quella minaccia, mise in servizio delle piccole navi mercantili, apparentemente disarmate, ma in realtà armate con pezzi d’artiglieria sapientemente celati: erano così nate le cosiddette Q-ship, che avrebbero dovuto attirare i sommergibili nemici in superficie, dando la possibilità a queste navi-civetta di aprire il fuoco e affondarli. Poiché anche il Mar Mediterraneo era diventato proficuo terreno di caccia per gli U-boote austro-ungarici e tedeschi, anche la Regia Marina decise di utilizzare questo tipo di navi ed il primo fu, appunto il Gianicolo, destinato ad operare nel basso Mar Adriatico e nel Mar Jonio. In realtà la nostra nave, nata come mercantile fluviale, e dopo essere stata requisita dalla Regia Marina, classificata di volta in volta “rimorchiatore-dragamine” (http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=35606), “nave civetta”, “nave trasporto munizioni” (si veda per quest’ultima denominazione http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/almanacco/Pagine/naviglio_ausiliario.aspx) e, da ultimo, “nave pirata”, come la definì il suo Comandante, non ebbe mai la ventura di scontrarsi con battelli subacquei, ma durante le sue crociere portò alla luce la complicità del Governo Greco, ufficialmente neutrale, con le Potenze della ex Triplice Alleanza, alle quali forniva un importante supporto logistico e, soprattutto, informazioni sui movimenti delle navi inglesi, francesi ed italiane.

Nello svolgimento delle sue missioni, il Gianicolo mutò più volte aspetto (installando talora un secondo falso fumaiolo), assumendo il nome di navi greche (come ad esempio Xantia, Laos e Sofia) e battendo di conseguenza bandiera ellenica. Notevole fu l’azione che vide, nel luglio 1915, alcuni uomini del suo equipaggio, sbarcare a Corfù ed entrare nell’Achilleion, residenza di una spia tedesca, tal Bauer, distruggendo le sue apparecchiature radio ed entrando in possesso di importanti documenti.

L’Autore, Gennaro Pagano di Melito, nominato Sottotenente di vascello di complemento nel marzo 1912, fu chiamato nel 1914 in temporaneo servizio attivo. Nel marzo 1916 fu promosso Tenente di vascello in servizio permanente per speciali meriti di guerra e nel giugno 1918 Capitano di corvetta, sempre per meriti di guerra. Per le sue azioni condotte prima con il Gianicolo e poi con alcuni Mas (dal 1° settembre 1917 ebbe anche il comando della XV Squadriglia della Flottiglia Mas di Venezia), ebbe ben sette ricompense al valore: quattro medaglie d'argento e tre di bronzo.

Congedato dopo la fine della guerra e nuovamente promosso a Capitano di fregata nel 1927 e a Capitano di vascello della Riserva Navale per meriti speciali nel giugno 1936, ricoprì dal 1934 al 1941 l’incarico di console generale prima a Hong-Kong e successivamente a Shanghai, collaborando, al contempo, con il Reparto Informazioni della Marina. Pagano di Melito, morto nel 1944 nell’ospedale italiano di Tien-Tsin, è stato autore anche di altri libri di memorie belliche, quali “Mine e Spie” e “Il Principe marinaro”, entrambi per le Edizioni Ardita. Il Notiziario della Marina di luglio-agosto 2016 gli ha dedicato un bell’articolo dal titolo “Gennaro Pagano di Melito, l’ardito del mare” (consultabile su

http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/editoria/notiziario/Documents/2016/luglio_agosto/44.pdf)

Edited by Totiano

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