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Red

Nel " Ventre Dell'u.64 "

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Durante la 1^ Guerra Mondiale i casi di spionaggio furono numerosi ed i racconti scritti

per renderli noti non mi pare furono molti.

Avendo ritrovato il libro di racconti di spionaggio " L' ARMATA DEL SILENZIO " - Episodi

di spionaggio e controspionaggio - Libreria Omenoni- Milano -1930 - del già citato Italo Sulliotti,

ho pensato di riportarli quì affinchè possano essere oggi noti a tutti noi.

I racconti riguardano Marine ed Eserciti di diversi Paesi belligeranti.

Quelli che non riguardano le Marine, se mi sarà concesso, li riporterò in altra Sezione .

 

Inizio dunque con questo capitolo :

 

NEL " VENTRE DELL' " U. 64 "

 

Se lo spionaggio organizzato dagli Imperi Centrali durante l'ultima guerra, ha teso, in tutti i punti del mondo, i capi della sua rete, è soprattutto nel campo marittimo che esso si è esercitato con inaudita ricchezza di mezzi e con formidabile preparazione, numerica e qualitativa, di agenti.

Le cosiddette " rotte segrete " che gli alti Comandi alleate ordinavano di seguire ai piroscafi erano subito - e ancor oggi non è dato sapere in qual modo ciò avvenisse - conosciute dal nemico. Durante lunghi mesi, i sommergibili tedeschi hanno

" incocciato " con matematica regolarità i vapori che entravano nel Mediterraneo dal passaggio obbligato di Gibilterra.

Lungo l'arco delle coste spagnuole, al traverso del Leone, di fronte alle insenature del Mar di Liguria, essi hanno atteso

" alla posta " , pazientemente, come cacciatori all'agguato, i bastimenti che dovevano passare.

Poche avventure superano, in drammaticità, la vicenda vissuta dal Comandante del cargo-boat italiano " Ausonia ", la notte del 5 settembre 1916.

Essa merita d'esser riferita, non tanto e non solo per l'appassionato interesse d'una realtà romanzesca, quanto anche perchè documenta una verità che noi altra volta affermammo : quella che i Comandanti e gli equipaggi dei sommergibili tedeschi operanti in Mediterraneo si condussero, molte volte, secondo le leggi della " buona guerra " e diedero prova, di fronte agli avversari, d'un senso di generosità umana e cavalleresca.

Nella prima decade di settembre, l'oscurità è ancora profonda alle quattro antimeridiane.

Su un mare leggermente increspato da una brezza " tesa " che soffia da Ponente, il piroscafo italiano " Ausonia " - un cargo di tremila tonnellate dell'Italo Spagnuola - avanza lentamente, con tutte le luci oscurate, al traverso di Cabo Tortosa, a due

miglia dalla foce dell'Ebro.

Viene da Swansea ed ha nel ventre un carico di carbone, per Savona. Nella camera nautica, il Comandante - Ernesto Costa, di Genova - veglia.

E' un vecchio lupo di Liguria : un avanzo di quella meravigliosa marina veliera che portava i suoi brigantini a palo e i suoi

" barchi bestia " oltre tutte le latitudini.

Costa non dorme da tre giorni. Si fida poco delle notizie rassicuranti che gli hanno dato a Gibilterra i comandi alleati.

Sa perfettamente che la guerra sottomarina non è uno scherzo, e non pensa che - in mare - bisogna conta re su Dio e sui

propri occhi......

Le sue pupille chiare di marinaio scandinavo scrutano il buio. Sente nell'aria quel presagio imponderabile che ciascuno ha provato nelle gravi ore della propria vita.

Sono le quattro e tre minuti. Costa guarda il cronometro.

Ed ecco che il vapore ha uno schianto brusco, come se una mano enorme si fosse posata sulla tolda.

Il Comandante si precipita fuori dalla sala nautica e guarda dinanzi a sè : la prua dell'" Ausonia " è già sparita, è già sotto.

- Cristo ! Ci siamo ! -

Un concerto di grida, di imprecazioni si leva dalla tolda. Gli uomini confusamente, si precipitano verso l'unico " life boat " sulla dritta. Costa si guarda intorno. Vicino a lui, sul ponte, non c'è che il nostromo e il timoniere.

Dalla lancia, la gente lo chiama.......Non c'è nulla da fare : il piroscafo sprofonda rapidamente, squarciato dal siluro.

Il nostromo sta tagliando con l'ascia i " ventrini " della lancia; il timoniere ammaina il paranco di prua.

Costa cerca di ammainare quello di poppa, ma non ci riesce.

L'imbarcazione, gremita di uomini, s'è impuntata e oscilla pericolosamente, in una posizione assurda.

Non c'è più tempo. L'acqua arriva alla cintola. Un segno di croce, e il Comandante si lancia in acqua.Fa appena in tempo a scorgere la lancia capovolta da un'ondata, e ad udire l'esplosione sorda delle caldaie.

L' " Ausonia " è finito. Comincia la terribile agonia del naufragio ; quella in cui il valore del tempo non è più che un nome;

poichè i minuti diventano secoli........

Passa un'ora. Costa ha visto passare accanto a sè dei pezzi di legno, li ha riuniti penosamente, ne ha fatto un fascetto che lo aiuta a sostenersi sull'acqua mossa dal vento che rinfresca sempre di più......

Ed ecco che, improvvisamente, un'enorme ombra nera - una specie di mostruoso cetaceo - si disegna a pochi metri, nella notte. Il naufrago si mette a urlare : l'istinto della conservazione gli ridà un attimo di disperata energia.

Subito una voce secca gli risponde in tedesco :

- Agguantate ! Vi gettiamo una corda....... -

Cinque minuti dopo, il Comandante Costa, raccolto per mezzo di un gancio, si trova sulla tolda del sommergibile tedesco che ha silurato l'" Ausonia ".

E' L'U.64, un asso della guerra sottomarina.

Lo comanda il Capitano di Corvetta Von Morath, della Imperiale Marina.

Costa si regge a mala pena in piedi. Lo sforzo terribile lo ha esaurito.

Ma l'ufficiale tedesco gli si accosta, e gli rivolge la parola in inglese, con squisita cortesia :

- Vi prego. Prima di scendere sotto a riposarvi, gridate forte, nella vostra lingua, se vi sono altri naufraghi in giro, da raccogliere. Siamo quì per questo.

Costa cerca di gridare : Ohè ! Dell' " Ausonia " ! Ohè ! Ohè !

- Ma le forze lo tradiscono e cade svenuto.

Si sveglia mezz'ora dopo. Nel quadrato ufficiali dell' U.64. Un marinaio gli sostiene la testa, e gli porge del buon caffè caldo.

Si guarda intorno. L'equipaggio è vestito in una maniera curiosa : gli uomini sono tutti a dorso nudo, con calzoni di cuoio pesante, ed uno stile alla cintola.

Von Morath interroga il Comandante italiano.

- Come si chiamava la vostra nave ? -

- " Ausonia " : compartimento Genova.

Il tedesco fa un cenno : l'ufficiale in seconda gli porge il Lloyd Register. Von Morath lo sfoglia, trova la pagina : poi tranquillamente, con metodicità prussiana, tira una grossa linea nera sul nome e sulla riga.

Tutto è in regola : l'" Ausonia " cancellato dai Registri di Stato Civile delle Marine mondiali.........

Poi i tedeschi rivestono Costa d'una uniforme completa da marinaio tedesco e gli offrono un barattolo di marmellata.

- Sapevate che io sarei passato ? -

- Certamente. Noi sappiamo tutto. Posso dirvi, per esempio, che posdomani all'alba incroceremo un francese, l' " Amiral de Quersant ". Buona notte anche a lui ! ed ora fate quel che credete : consideratevi un casa vostra.

Nulla di più bizzarro di questo discorso cordiale che si svolge fra due nemici, in una notte di guerra, sul Mediterraneo.

La meravigliosa " camaraderie " del mare ricongiunge per un momento i due avversari.

Le ore passano. E L'U.64 cammina - al piccolo trotto - sul mare. Costa è perfettamente libero, nel sommergibile.

Divide il pasto degli ufficiali : pasta al burro, carne in conserva, marmellata. Si discorre........

Al terzo giorno Costa è risvegliato da tre cannonate secche che partono dal sommergibile. L' "Amiral de Quersant" è in vista ; è stato preciso all'appuntamento, preparato dalla formidabile organizzazione spionistica che la Germania ha sulle coste spagnuole.

Costa è in vena di scherzare. Si volta verso l'ufficiale in seconda che lo invita a passare sulla torretta per osservare lo "spettacolo ".

- Dite un poco..... L'ho scampata la prima volta. Non andremo mica ai pesci, se il francese risponde ? -

- State tranquillo. Noi facciamo diciotto miglia. Non c'è nessun pericolo per noi. E poi, e poi.......i francesi non rispondono.-

Il Guardiamarina ha tirato fuori dalla custodia un violino e attacca allegramente l'andante di Haendel.........

Ma questa volta il tedesco si sbaglia. Il francese "risponde" , e risponde bene. Lo comanda il capitano Lenormand : un valoroso.Il pezzo di poppa tira furiosamente sul sommergibile.

Costa è sulla torretta , vicino al Comandante. L'U.64 tira semi immerso : il cannoniere al pezzo è immerso nell'acqua fino al ginocchio. I colpi del francese passano alti ; quelli del tedesco colpiscono in pieno. Ad un tratto, col binocolo, si vede distintamente l'otturatore del pezzo di poppa dell' " Amiral de Quersant " saltare in aria. Il piroscafo vira e cerca presentare

la prua per riprendere il combattimento col pezzo prodiero.

Ma Von Morath chiama tutti gli uomini n coperta a " passare " i proiettili : il cannoneggiamento riprende furioso e pochi minuti dopo il piroscafo francese si piega lentamente sul fianco squarciato.............

Mentre affonda, il macchinista dell'U.64 viene sulla torretta. Dev'essere un amatore della buona tavola, perchè mormora :

- Quel vapore viene viene da Orano. Ha certamente a bordo del buon vino bianco. Peccato che se ne vada tutto ai pesci.....

Costa è invitato a ritirarsi in quadrato. Il sommergibile va a cercar il Comandante del piroscafo francese .

Poi, un ufficiale si avvicina a Costa e gli chiede :

- Avevate un argentino nel vostro equipaggio ? -

- No. Nessuno -

Il tedesco ride. E solo allora Costa apprende che in uno scompartimento di prua vi sono tre uomini dell'" Ausonia ", pescati mentre era svenuto. Uno di essi - uno " grasso grasso " in cui Costa riconosce senza dubbio il nostromo ! - Si ostina a parlare spagnuolo ed a pretendersi argentino. Il buon uomo non è rassicurato sulle intenzioni dei tedeschi........

Ma questi continuano ad essere, più che umani, gentili. Si scusano quasi col Comandante italiano di essere costretti a portarlo in giro per il Mediterraneo : col Comandante francese si mostrano assai più freddi.

Ma il sesto giorno, c'è una novità. Von Morath chiama Costa in quadrato.

- Siete un ottimo compagno. La vostra presenza ci fa molto piacere. Ma l'U.64 non ha troppa abbondanza di viveri e non possiamo permetterci il lusso di tenervi ancora. Se non avete difficoltà, vi deporremo su un veliero, al primo incontro.

- Difficoltà ? Nessuna. Non ho che da ringraziarvi del trattamento usatomi. Forse se io fossi al vostro posto, sarei più duro.

Alle otto di mattina del settimo giorno, Costa è chiamato in coperta.

L'U.64 dondola leggermente, sul mare tranquillo, vicino ad una barca da pesca spagnuola, a cinque miglia da Ametla, presso Tarragona. I pescatori spagnuoli guardano curiosamente, dalle murate.

I tedeschi spogliano Costa dell'uniforme prestatagli, e gli riconsegnano i cenci in cui fu raccolto. Costa ride.

- Lasciatemi i pantaloni, vi prego. Mi farò un dovere a riportarveli a guerra finita .........

Von Morath sorride e assente. Ad uno ad uno tutti gli uomini del sommergibile vengono a stringere la mano del Comandante italiano che viene trasbordato sulla barca spagnuola, assieme ai suoi tre marinai lietamente sorpresi di rivederlo.

Quando è a bordo, il sommergibile affianca nuovamente. Un marinaio balza sulla coperta con un fascio di lettere, e prega Costa di essere tanto cortese da impostarle, a terra : gli consegna, in moneta tedesca, l'equivalente dei francobolli.

Diamine ! Fra gente di mare, i piccoli servizi formano le amicizie..........

Tre ore dopo, gli italiani sbarcano ad Ametla. Le autorità spagnuole e le autorità consolari italiane di Barcellona gareggiano in cortesie verso il Comandante e lo trattano coi riguardi dovuti al suo grado.

La burocrazia lo aspetta più in là, a Ventimiglia, alla frontiera italiana, dove un Commissario di P.S. - un Commissario della

vecchia Italia non ancora " guarita " dalla guerra - non trova di meglio per rimpatriarlo fino a Genova che munirlo d'un foglio

di via, da " indigente "...........

 

FINE

 

RED

Edited by Red

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Grazie, Red, per questo bellissimo racconto che ha il fascino di una prosa dei tempi passati e della signorilità ed il rispetto che marcava i rapporti tra coloro che combattevano sotto opposte bandiere. Mi piacerebbe continuare la lettura e, se me lo consentirai, te ne sarò grato.

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Bellissimo racconto, grazie per averlo condiviso con noi!

 

Curioso il fatto che il tedesco era più cordiale con l'italiano che con il francese

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Bella prosa, ma l'incertezza è sulle date di affondamento che dal sito uboat.net,

 

https://uboat.net/wwi/men/commanders/213.html

 

vengono spostate di un anno, 1917, e sono fissate nella stessa data il 14.

 

Per il resto Robert von Moraht si è dimostrato un asso tra gli ufficiali sommergibilisti tedeschi della 1 Guerra Mondiale affondando e/o danneggiando ca 150.000 t. tra cui la corazzata francese Danton da 18.000 t.

 

https://www.difesa.it/InformazioniDellaDifesa/Pagine/naufragio-danton.aspx

 

Esiste anche un suo memoriale tradotto in italiano dalla casa editrice Omero Marangoni di Milano inserito anche nella nostra biblioteca...

 

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=34471

Edited by magico_8°/88

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Grazie a tutti C.ti. !!!

Lasciamo trascorrere qualche giorno e poi posterò un altro racconto

che nel finale vi lascerà sbalorditi così come sono rimasto io !

E' un vero piacere riportare questi racconti per Voi !

 

Per magico_8°/88 :

Prima di tutto grazie per letto il racconto !

Ho voluto controllare nel racconto la data : è così come l'ho riportata.

Il libro è della Libreria Editrice degli Omenoni e non Marangoni.

Il suo prezzo era di £ 12.

 

Grazie

 

RED

Edited by Red

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Ho voluto controllare nel racconto la data : è così come l'ho riportata.

Il libro è della Libreria Editrice degli Omenoni e non Marangoni.

Il suo prezzo era di £ 12.

 

Per l'editore ...http://www.fronteitaliana.it/Libri/Serie_Marangoni.html

Credo anch'io a un errore di datazione di Sulliotti, in quanto anche il p.fo Amiral de Kersaint venne affondato dall'U-64 di von Morath nella stessa posizione dell'Ausonia, fuori Capo Tortosa, in pari data il 14 settembre 1917 ...

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Non metto in dubbio !

Però chissà perchè libri ed articoli che contengono errori li becco sempre io !

Sai bene che si trovano libri che non concorda fra loro.

 

Grazie

 

RED

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Robert Von Morath ha preso il comando dell'U-64 nell'aprile del 1916, e fino a Novembre dello stesso anno è stato dispiegato nel mare del nord, trasferendosi nel Mediterraneo solo a Novembre del 16.

Se quindi come riportato nel libro l'Ausonia affondò nel settembre del 1916 è chiaro che dovrebbe invece trattarsi nel 1917 in quanto a settembre del 1916 l'U-64 non era ancora nel Mediterraneo.

 

Questo comunque non sminuisce in alcun modo la pregevolezza e la qualità del racconto.

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grazie RED!

Ma approfitto per chiederti se nel libro si accenna a qualche episodio che vedrebbe coinvolti i sommergibili tedeschi chiedere informazioni ad una loro spia ( Stritoff o Stritof o Stitov, bulgaro) che risiedeva all'epoca in un paesino della Calabria Jonica, forse Gioiosa Marina o roccella Jonica, che li avrebbe anche riforniti di frutta (in particolare limoni) e verdure.

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