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malaparte

La Marina Bulgara

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Senza nessuna pretesa storica, ma solo per lasciarne traccia nel web a chi potesse essere interessato, ho pensato di tradurre (per modo di dire...) i pannelli che ho trovato al Museo Navale di Varna relativi alla storia della Marina Bulgara. Dato che sto facendo il "lavoro" a Nismozza, sull'Appennino reggiano, dove il WiFi non si sa cos'è, e per di più notoriamente le mie conoscenze nautiche sono limitate,aggiungo anche l'originale. Originale per modo di dire, perché è comunque una traduzione inglese, e a volte perfino io ho avuto il sospetto che la versione inglese fosse un po' "creativa" rispetto al bulgaro.. Fate voi, e prendetela come semplice traccia

 

 

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Alla fine del 18° sec. Il viaggiatore Woentzel von Bronniar scrisse: “Varna è la città principale del Mar Nero occidentale e il centro di smistamento di merci di ogni tipo provenienti da Valacchia, Moldova, Bulgaria e altri paesi settentrionali, che preferiscono non usare la più lunga via d’acqua tramite Sullina. Da Rousse e Silistra usano la via diretta verso Varna, dove riempiono le loro navi di merci. Per questa ragione il traffico navale è incredibilmente intenso. Il porto è quotidianamente occupato da 10 o 12 navi tra grandi e piccole in entrata o in uscita.”

Tra il 15° e 19° secolo la legislazione ottomana impose ripetutamente regolamenti sulle operazioni commerciali del porto di Varna. Sulle rive del Danubio la città di Rousse si confermò come il principale centro navale della regione, sede del comando dell’Ammiragliato ottomano per la flotta imperiale del Danubio.

Tra la fine del 18° e la prima metà del 19° sec. la Russia e l’Impero Ottomano affrontarono una serie di guerre per interessi politici ed economici e per il controllo degli Stretti. Durante le guerre 1768-1774, 1787-1791, 1806-1812, 1828-1829 le terre bulgare divennero un’arena di combattimento e la popolazione bulgara appoggiò le truppe russe sperando di ottenere la liberazione dall’occupazione ottomana con l’aiuto della Russia.

Durante la guerra di Crimea (1853-1856) molti bulgari parteciparono dalla parte russa, mentre il porto di Varna fu trasformato in base navale della flotta alleata delle forze di Turchia, Inghilterra e Francia.

Prima della liberazione dagli ottomani la principale dimostrazione della consapevolezza marittima bulgara fu la fondazione nel 1862 della prima Associazione Navale bulgara “Providence” a Tsarigrad (Costantinopoli) ad opera del mercante Petar Popov. Benché sia durata solo tre anni, fornisce un esempio della opposizione alle retrograde regole imposte dagli ottomani e dello spirito imprenditoriale dei Bulgari.

 

 

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Un po' a pezzi e bocconi, nei ritagli di tempo e quando sono a RE (rientro ogni tanto dall'Appennino, dove c'è un caldo eccezionale -pure lì- ma si respira un po' meglio) aggiungo la seconda puntata: (ho trovato alcune difficoltà di traduzione: cosa si intende per horns, in campo di armamenti (capisco che sia un tipo di mine)? e cosa sono le mine "encompassing pendulum fired?)

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“Questo glorioso e fausto attacco della flotta bulgara, una flotta che non aveva un passato, è un inizio glorioso di cui può essere fiera” (parole del cap. Hjusein Rauff, comandante dell’incrociatore Hamidie in occasione dell’attacco condotto con successo dalla squadra torpediniere bulgara contro la sua nave).

Il 5 ottobre 1912 scoppiò la guerra balcanica (1912-1913) tra gli stati alleati di Bulgaria, Serbia, Grecia e Montenegro da una parte e Turchia dall’altra. Per le milizie e per il popolo bulgari la guerra fu una lotta per l’unificazione nazionale e per la liberazione dei compatrioti che erano rimasti fuori dai confini della madrepatria in Edirne, Tracia e Macedonia.

All’alba della guerra balcanica la flotta aveva il potenziale per partecipare efficacemente alla difesa delle coste. Come parte della mobilitazione fu emanato un ordine del Comando Navale che requisiva i porti del Mar Nero e le navi della Compagnia Commerciale Bulgara dei Piroscafi, insieme ai loro equipaggi. La Flotta del Danubio formò squadre per operazioni di guerra nell’Egeo e nel Mar di Marmara e rinforzò convogli.

Nel Mar Nero la flotta aveva a disposizione l’incrociatore scuola Nadezhda, 6 torpediniere, 3 batterie galleggianti, 3 navi ausiliarie, 240 mine encompassing pendulum-fired “Sauter Harle” e 82 horns a contatto Hertz. La maggiore operazione della flotta nel periodo della mobilitazione fu la posa di campi minati nella baia di Varna, eseguita in relazione con l’operatività dell’artiglieria costiera. In questo modo fu operata una favorevole ed efficace sinergia mine-artiglieria.

Le torpediniere effettuarono servizi di pattugliamento tesi a ostacolare i rifornimenti militari per la Turchia provenienti dal porto rumeno di Kjustendja. Per proteggere la fanteria furono posati campi minati anti-sbarco nell’Egeo e nel Mar di Marmara. Sulle tre coste furono organizzate postazioni di sorveglianza e segnalazione.

L’11 ottobre 1912 l’artiglieria costiera da 240 mm affrontò il suo battesimo del fuoco nello scontro vittorioso con l’incrociatore turco Medjidie. Durante la guerra balcanica per la prima volta in Bulgaria tramite la radiostazione navale dell’incrociatore scuola Nadezhda e la radiostazione costiera mobile Franga furono utilizzati i sistemi della guerra elettronica individuando e distrurbando i collegamenti aerei nemici nella sede di Edirne.

Una notevole dimostrazione della potenza della flotta bulgara fu il vittorioso attacco contro l’incrociatore turco Hamidie nella notte tra il 7 e l’8 novembre 1912 a nordest di Varna. Fu un successo della squadra posamine guidata dal comandante Dimitar Dobrev. Il colpo decisivo per l’Hamidie fu sparato dalla torpediniera Drazki al comando del guardiamarina I grado Georgi Koupov. Come risultato l’Hamidie fu messa in cantiere. Fu la prima vittoria navale bulgara, che alzò la combattività dei marinai bulgari, aumentò la loro determinazione, il morale e l’autostima. Questa vittoria confermò che la flotta non è un “costoso piacere” ma una parte inseparabile delle forze armate dello stato.

 

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Edited by malaparte

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La Bulgaria fu coinvolta nella 1 Guerra Mondiale (1914-1918) il 1 ottobre 1915 come alleata degli Imperi Centrali (Austria-Ungheria e Germania).

La Marina bulgara ottenne la sua seconda vittoria il 25 febbraio 1916 a sud di Varna, prima del Capo Ylandjick, quando fu affondato il cacciatorpediniere russo “Colonnello Pushtchin” in navigazione attraverso un campo minato.

Durante gli anni di guerra la struttura della Marina fu ampliata tramite nuove invenzioni. Il 25 maggio 1916 fu introdotto (? Varato? Entrato in azione?) il primo sommergibile bulgaro con il numero tattico 18. Così la Bulgaria divenne uno dei pochi paesi del mondo in possesso di sommergibili.

Sebbene l’organizzazione e l’addestramento degli equipaggi fossero iniziati molto prima, il 1 maggio 1917 entrò ufficialmente in azione la Aviazione Idroplani Bulgara, una stazione navale aeronautica con tre basi e un servizio meteorologico. Consisteva di 4 idroplani, quantità che fu poi ampliata fino a 10. I piloti navali effettuarono moltissimi voli di ricognizione e raid aerei vittoriosi contro battelli nemici e impianti portuali nelle acque territoriali della Romania e nel delta del Danubio.

Durante la guerra la Marina ricevette le prime radiostazioni costiere mobili che effettuarono complessi collegamenti radio con basi navali, aeree e costiere.

Per la prima volta fu creata anche una unità bulgara di marines, cioè un battaglione portuale. Nel 1916 fu effettuata una vittoriosa operazione di sbarco nella zona di Balchik e Capo Kalliakra.

Durante la guerra le città bulgare sul Mar Nero di Balchick e Varna subirono bombardamenti da navi russe. Nella battaglia navale di Balchick nel dicembre 1916 la batteria costiera al comando del Cap. Gueorgi Radkov e la divisione idroplani tedesca con base a Varna contrattaccò vittoriosamente il fuoco nemico sostenendo gli incessanti attacchi delle forze navali russe.

Negli anni della 1^ Guerra Mondiale la Bulgaria creò e mantenne una Unità Egeo con propri distaccamenti.

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Un po' a pezzi e bocconi, nei ritagli di tempo e quando sono a RE (rientro ogni tanto dall'Appennino, dove c'è un caldo eccezionale -pure lì- ma si respira un po' meglio) aggiungo la seconda puntata: (ho trovato alcune difficoltà di traduzione: cosa si intende per horns, in campo di armamenti (capisco che sia un tipo di mine)? e cosa sono le mine "encompassing pendulum fired?)

Sono in grado di soddisfare solamente in parte la tua richiesta: l'accensione a pendolo é un congegno di innesco a contatto di tipo obsoleto; l'urto con l'ordigno agiva su un pendolo, a sua volta collegato al detonatore.

Dalla Treccani on line:

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Impiegato anche in tempi più recenti anche dalla Marina sovietica:

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da: PDF] Munitions - Nord Stream fig. 2.21

 

Buone passeggiate in Appennino e saluti a Macallè !

Edited by danilo43

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Grazie, Danilo.

Avanti così.


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Dopo la fine della 1^ GM in seguito ai trattati di pace di Neuilly dal 1919 fu proibita l’esistenza della Marina Bulgara. La struttura delle forze navali, sviluppatasi durante gli anni di guerra, collassò con l’eliminazione dell’aviazione navale e delle unità sommergibili; fu proibita l’istruzione di ufficiali di Marina; larga parte degli equipaggi fu congedata. Perfino simboli come la bandiera e le uniformi di Marina furono destinate all’eliminazione e all’oblio.
Per adeguarsi alle clausole del trattato di Neuilly il 24 dicembre 1920 fu emanato il Quarto Decreto del Consiglio di Gabinetto che dice: “ Date le condizioni imposte dall’articolo 83 del Trattato di Pace di Neuilly le forze navali saranno poste sotto amministrazione del Ministero del Commercio, Industria e Lavoro. In seguito a ciò sarà costituito, come permesso dal trattato di pace, il Servizio di Polizia Marinara e Fluviale sul Mare e sul Danubio consistente di 10 unità e nei dipartimenti a loro subordinati. Gli equipaggi non potranno superare 300 marinai, 15 comandanti e 30 tecnici. “ Questa decisione fu seguita dalla distruzione di munizioni belliche come mine e siluri; l’artiglieria costiera fu mutilata gettando in mare le culatte, l’unico sommergibile fu sequestrato dai Francesi.
Nel 1924 la Marina fu sottoposta a un altro Ministero, quello delle Poste, Ferrovie e Telecomunicazioni. Gran parte degli ufficiali fu spinta a cercare incarichi in altre sfere, come industria, banche, flotta commerciale. Il Comando Navale fu ufficialmente eliminato e continuò a lavorare in segreto. Agli ufficiali che erano rimasti in servizio fu dato l’ordine di compiere nascostamente tutti i loro incarichi e funzioni riguardanti l’addestramento al combattimento e la difesa delle coste.
Benché al di fuori del Ministero Affari Militari e con una formazione navale fortemente ridotta, la Marina fino al 1925 continuò ad adempiere al suo specifico ruolo di sminamento delle acque costiere dalle mine posate in tempo di guerra.
All’inizio degli anni Trenta del 20° sec. si verificò l’uscita dalla crisi e il superamento del collasso causato dalle restrizioni del Trattato di Neuilly. Ciò fu reso possibile non solo a causa delle tendenze politiche europee, ma soprattutto per iniziativa dei Comandi Navali. Immediatamente dopo la firma del trattato di pace di Tessalonica nel 1938 iniziò un riarmo accelerato delle Forze militari bulgare, Flotta compresa. Per tale potente aggiornamento grande merito va attribuito al ruolo giocato dall’Amm. Ivan Varicklechkov, Comandante in Capo della Marina Bulgara nei periodi 1933-35, 1937-39.

 

 

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Il controllo del mare e delle rotte marittime costituisce i polmoni dell’economia e il battito dell’intera civiltà Contrammiraglio Ivan Varicklechkov

 

La cantieristica postbellica ebbe un profondo impatto sull’economia marittima. Da un lato, si sviluppò sotto le regole di una legislazione imperfetta, dall’altro lato, in condizioni di iniziativa privata su larga scala e di aumentate potenzialità di traffico marittimo internazionale. L’organizzazione della navigazione marittima fu estesa, l’Associazione Navale Commerciale Bulgara aumentò la sua flotta di navi e battelli. Nel 1935 fu fondata l’impresa statale di Navigazione Fluviale Bulgara, che si incaricò dei trasporti navali lungo il Danubio. Si sviluppò la pesca grazie all’iniziativa di associazioni private e cooperative. Nel 1921 fu fondata la Scuola Pescatori che era strettamente vicina alla Marina per quanto riguarda obiettivi e organizzazione. La costruzione di moderni impianti portuali continuò con la costruzione di porti a Euxinograd, Tzarevo, ecc. Tutte queste attività furono effettuate con la partecipazione di personale proveniente dalla generazione di ufficiali allontanata dal servizio militare e di graduati di Marina.

Una significativa parte del progresso economico è dovuta all’ attività sociale della Marina, nata proprio durante gli anni del dopoguerra nell’ambito degli ufficiali della Marina bulgara. L’organizzazione “Accordo Marittimo Nazionale Bulgaro” fu la principale iniziatrice nel processo di unificazione della concezione economica, militare e culturale della Marina bulgara. L’organizzazione promosse su larga scala relazioni pubbliche, attività sportive, campi estivi per bambini, attività di educazione e cultura. Parte della NBMA fu la creazione della prima esposizione navale aperta al pubblico nel Museo Navale di Varna nel 1923.

 



Edited by malaparte

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la parola HORNS (corna), dovrebbe essere il corrispettivo della nostra urtanti, vengono così definiti i tipi d'innesco che fuoriescono dalla cassa , principalmente sono di due tipi gli Hertz, composti da un involocro di metallo malleabile in genere piombo che contengono una fiala di acido, che aggisce da elettrolito per la batteria d'innesco, e gli urtanti enzizi, invece sono formati dasteli d'acciaio che rompendosi permettono l'entrata dell'acqua di mare che funge da elettrolito.

la classificazione delle mine ormeggiate, oltre che dalla sigla, viene fatta dal tipo di congegno di fuoco, la traduzione dovrebbe essere mine a contatto con congegno ad urtanti tipo Hertz,

grazie per le foto e la traduzione.

Edited by Squadrag54

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Vado avanti, pianin pianino, sempre senza pretese e giusto perlasciare traccia nel web (ma che succede a Tinypic? Anche voi avete problemi di ogni genere? E anche Photobucket fa perdere un sacco di tempo...)

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Tra i diplomati della Scuola Navale nel periodo 1926-32 ci fu Nicola Yonkov Vaptsarov, un geniale poeta bulgaro, premiato postumo con il Premio Internazionale della Pace nel 1952.

Vaptsarov era nato il 24 novembre (7 dicembre col nuovo calendario) 1909 a Bansko. Da studente nella Scuola Navale scrisse più di 150 poesie, compresa la “Marcia del 26° corso dei Graduati della Scuola Navale”, edita in occasione del giubileo per il 50° anniversario della Scuola nel 1931.

Nell’estate 1929 iniziò la pratica nella Flotta bulgara prima come marinaio, poi, da tecnico, come secondo meccanico e infine come Direttore di Macchina (Chief engine driver). La maggior parte del suo addestramento abbracciò un periodo di otto mesi tra 1931 e 1932, che Vaptsarov trascorse sulla posamine “Druzki” come marinaio. In seguito, come allievo meccanico sulla nave Bourgas effettuò una crociera nel Mediterraneo.

Nel 1942 Vaptsarov fu condannato a morte per il reato di attività sediziose anti-statali in quanto membro del partito comunista. Da postumo fu scagionato ed amnistiato. La sua unica collezione di poesie “Canzoni del Motore” fu pubblicata nel 1940 e tradotta in più di 90 lingue. Dal 1949 la Scuola Navale, diventata in seguito Accademia Navale, è stata intitolata al suo nome.

 

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L’emigrazione di Ebrei dall’Europa alla Palestina fu uno dei principali fenomeni politici e demografici del 20° sec. La 2 GM e il nuovo ordine imposto nei paesi occupati dalla Germania furono i principali fattori che trasformarono il movimento migratorio in una potente ondata nel periodo 1934-1945.

Tutte le rotte migratorie dall’Europa Occidentale, Centrale e Meridionale inevitabilmente conducevano alle coste e si ramificavano in una serie di scali marittimi. Molta gente giungeva in treno ai porti bulgari. La successiva tappa del loro viaggio era Istanbul da dove continuavano per terra o per mare fino alla destinazione finale. Le barriere amministrative ed economiche che dovevano essere superate dai passeggeri erano enormi. Inoltre, l’insicurezza di guerra e dopoguerra, i pericoli del viaggio per mare, il monopolio inglese degli impianti portuali e della frontiera di ingresso in Palestina, spesso aggravato dal disprezzo per la legge e dalla flagrante violazione dei diritti umani, erano i maggiori ostacoli che rendevano la maggior parte dei viaggi difficoltosi.

Migliaia di Ebrei raggiunsero la Palestina attraverso i porti bulgari. Fino al 1944 più di una dozzina di battelli bulgari fecero molti viaggi trasportando profughi. I battelli usati erano generalmente vecchi, di scarso tonnellaggio, semplici barche a motore con capacità di carico da 50 a 400 tonnellate, riadattati per il trasporto di persone. I viaggi erano insicuri non solo per l’incertezza delle condizioni atmosferiche in mare ma anche a casa di difficoltà tecniche. Avvicinandosi alle coste palestinesi i passeggeri erano trasbordati su gommoni o su scialuppe per potersi avvicinare alla spiaggia senza farsi notare e sfuggire all’eventuale arresto, con il temuto rimpatrio ai punti di partenza. I rischi riguardavano non solo gli equipaggi ma anche gli armatori. I battelli bulgari che parteciparono all’ operazione emigranti furono Maritsa, Milka, Belasitsa, Orlick, Rudnichar. Con quattro viaggi del Rudnichar nel 1939 e 1940 furono trasportati più di 1500 emigranti ebrei dai porti bulgari e rumeni. Nella maggior parte dei casi navigavano battendo bandiere straniere “di comodo” per evitare che la nave fosse sequestrata.

In effetti parecchi battelli bulgari furono trattenuti e confiscati: Orion, Neptun, Libertad (Shipka). Ma non c’è confronto con perdite irreversibili come nel caso del battello Salvador. Il 3 dicembre 1940 salpò dal porto di Varna con a bordo 380 persone. Incappato in una forte tempesta affondò il 12 dicembre nel Mar di Marmara. Circa 230 persone morirono nel naufragio. La nave Struma che partì un anno dopo dal porto di Costanza con 767 emigranti e 9 membri di equipaggio affondò appena prima di entrare nel Bosforo il 24 febbraio 1942 colpita da un siluro lanciato da un sommergibile sovietico. Ci furono solo due sopravvissuti.

Bastò l’affondamento di queste due navi perché le vittime dell’Olocausto aumentassero di più di un migliaio.

 

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Ripeto: se qualcuno conosce un caricamento immagini veloce e senza capricci, per favore me lo dica. Prima o poi finirò....

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Nella seconda metà del 20° sec. la Marina bulgara raggiunse il massimo del suo attuale progresso. L’ampliamento su larga scala della flotta iniziò nel 1947 con la consegna di 13 navi militari da parte dell’Unione Sovietica : un incrociatore, due grandi navi antisommergibili e 10 unità leggere. Nel 1955 la Bulgaria si unì ai paesi del Trattato di Varsavia come naturale conseguenza della sua partecipazione al Blocco europeo orientale, formatosi alla fine della guerra sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

Fino al 1989 la Marina aveva in servizio due incrociatori (Zheleznyakov e G. Dimitrov) quattro unità comprendenti due fregate progetto NATO ?????, (classe Riga e Koni), nove unità create sulla base di tre progetti di sommergibili (M, 613 e 633), quattro serie di elicotteri navali (Mi-4M, Mi-14PI, Mi-14BT e KA-25C), otto unità antisommergibili, diverse versioni di batterie missilistiche costiere, sistemi di osservazione e di collegamento, cacciamine e dragamine. Furono particolarmente potenziate le forze navali d’assalto (forze leggere di superficie) con evidente importanza data ai battelli siluranti e missilistici e una corvetta missilistica.

Le navi anfibie da sbarco, alcune delle quali costruite in Bulgaria, erano pronte a incaricarsi delle misure anti-mina. Diversi incarichi furono assegnati alle navi ausiliarie : missioni anti-incendio, rifornimento, rimorchiatori, smagnetizzazione navale, servizi di immersione e idrografici.

Il rapido ampliamento fu caratteristico di tutta la moderna Marina. Gli equipaggi militari bulgari dimostrarono il loro alto livello di professionalità e di potenziale bellico in una serie di esercitazioni con le Marine alleate dei paesi socialisti: Rhodopi 67, Pliska 68, Preslav 71, Shield 82, Union 86, ecc. Insieme a navi militari sovietiche furono formate 8 squadre in crociera nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

Tutte queste acquisizioni furono ottenute sotto un regime totalitario, che riuscì a mobilizzare risorse sufficienti per la costruzione di una potente Forza armata nelle condizioni della Guerra Fredda. Per garantire ciò c’era l’Istituto degli ispettori politici per assicurare la lealtà alla classe e al partito degli equipaggi e del personale di Marina.

Contemporaneamente ai miglioramenti occorre notare alcune gravi mancanze: l’assenza di una teoria navale indipendente; lo smantellamento della flotta del Danubio nel 1960; la carenza di periodico rinnovamento dei componenti navali che ebbe come conseguenza l’aumento del 60% di navi obsolete tra i battelli pronti al combattimento.

 

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In tempo di pace molti marinai bulgari hanno operato atti di eroismo in occasione di gravi incidenti e disastri. Nell’agosto 1951 il marinaio Tsvetan Pennev intercettò una mina fluttuante e salvò dall’affondamento il vicino piroscafo passeggeri Emona e le vite dei suoi passeggeri. Nell’ottobre 1959, a rischio della via, il marinaio senior Bisser Bissov si immerse quattro volte senza bombole di ossigeno nelle dense acque del Danubio e recuperò due cisternisti dall’affogamento. Il 4 marzo 1965 il marinaio senior Dimitar Atanasov Dimitrov salvò la nave su cui prestava servizio e il suo equipaggio recuperando tutte le casse di proiettili dalla polveriera incendiata. Soffocato dai gas velenosi, morì due giorni più tardi, il 6 marzo. In circostanze simili il 7 dicembre 1973 morì il sottufficiale di 2° grado Stefan Michalev Dimitrov, comandante di una piccola unità antisommergibile della Base Navale di Bourgas che si slanciò tentando di spegnere l’incendio nella nave invasa di fumo denso e morì soffocato.

Sono numerosi gli atti di coraggio e dimostrazioni di eroismo dei marinai nell’assistere la popolazione in occasione di incidenti e disastri naturali. Nel 1958 una squadra di 100 marinai spense un grande incendio nella fabbrica Hristo Boteve di Varna. Nel 1966 un equipaggio navale evitò l’esplosione di una nave in costruzione nell’arsenale di Bourgas. Nell’ottobre 1973 subacquei della Base navale di Varna salvarono la vita a operai dell’arsenale di Varna avvelenati da CO2. Marinai recuperarono dalle acque e salvarono dall’affogamento dozzine di civili durante la rottura del vecchio ponte di barche Asparouchovo di Varna nel 1975. Un enorme eroismo fu dimostrato dai marinai durante la lotta , che durò 24 ore, contro la forza dell’incendio sulla cisterna Erma nel giugno 1977. Un anno più tardi, il 7 novembre, nell’ incidente che fece ribaltare il ponte di barche nella città di Beloslav ancora una volta i marinai misero a rischio la vita per salvare dozzine di uomini donne e bambini.

Edited by malaparte

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Bene, sono tornata. Indovinate dove ero, tanto per cambiare... :wink:20f62x.jpg

Comunque, visto che ora pare che Tinypc funzioni (in estate sentiva il caldo? Tra lui e Photobucket ci diventavo matta!) vediamo di chiudere al più presto il discorso avviato slla Marina bulgara, ad uso del web... Traduzione, ripeto, frettolosa.

 

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NON SA LEGGERE NE' SCRIVERE NE' NUOTARE, dicevano gli antichi Greci per dare un'opinione negativa di una persona

 

Nuotare, remare e veleggiare, attività che risalgono a ben prima della fondazione del Museo Navale, è una tradizione consilidata: la Bulgaria ha ricoboscimenti europei, internazionali ed olimpici in questo campo.

Il più importante ra i velisti è stato Gueorgi Gueourgiev (1930-1980) Ha preso parte alla regata transtlantica Oyster 76 e subito dopo, l 20 dic. 1976, partì per un giro del mondo a vela con lo yacht Cor Carolli, con partenza ed arrivo alla capitale cubana di Havana.

Avere percorso 24500 miglia in 201 giorni, 21 h, 36 minuti è un risultato registrato dal Guiness per questo tipo di imbarcazione. In onore del risultato il velista Boris Ganchev ha creato una fondazione che attribuisce annualmente un premio - il Golden Globe Cor Carolli_ al velista bulgaro che ha ottenuto il migliore risultato.

Un' altra dimostrazione dlla passione bulgara per lo spirito sportivo e la cktura marittima è il modellismo navale, che si è rapidamente sviluppato in Bulgaria dal 1946. la prima gara in ambito statale è stata nel 1951 nel lago "Boris Park" a Sofia. Quattro anni dopo i modellisti bulgari hanno partecipato a una gara internazionale in Germania. La Bulgaria ha parteciparo a gare europee ed internazionali ed ha campioni mondiali ed europei.

La padronanza delle risorse marine e delle capacità umane ha dato origine a una rie di progetti di ricerca marina: la creazione delle abitazioni sottomarine HEBROS e SHELF4 sono state sperimentazioni scientifiche dal 1967 al 1970

Parte dei programmi internazionali di ricerca marina doo gli esperimenti di Julia e Doncho Papazovi a bordo della DJU IV, durati per 13 anni. Il dr. Garro Thomasyanno ha costruito il catamarano Hebroe e nel 1975 ha percorso Rousse-Odessa-Costanza-Varna.

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Coraggio, samo agli anni 70. Tra un po' finisco.

Edited by malaparte

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