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Squadrag54

75 Anni Fa La Battaglia Di Midway

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http://cefalunews.org/2017/06/04/seconda-guerra-mondiale-4-giugno-1942-la-battaglia-di-midway-la-fine-dellespansione-giapponese-nel-pacifico/

 

 

4 giugno 1942 la battaglia di Midway.

La fine dell’espansione giapponese in Pacifico.

Già nel 1940, con l’accentuarsi della tensione con il Giappone gli Stati Uniti avevano iniziato a trasformare l’isola di Midway in una seconda Pearl Harbour, nell’estate del 1941 erano entrati in funzione il porto artificiale, un aeroporto con una pista di oltre 1600m con le relative infrastrutture, alla difesa dell’isola era stata destinata una divisione dei Marines. Dopo l’incursione del colonello Doolittle del 18 aprile 1942 sul territorio metropolitano Giapponese, l’ammiraglio Yamamoto ritenne che l’occupazione di Midway avrebbe contribuito se non ad eliminare sicuramente a ridurre le possibilità di nuove incursioni, inoltre poteva essere l’occasione per impegnare in battaglia con la flotta americana e cercare di distruggerla. L’ammiraglio presentò il suo piano al Quartier generale Imperiale, che lo approvò il 5 maggio 1942. Il piano prevedeva l’occupazione delle Aleutine occidentali, di Midway e la ricerca della flotta nemica per costringerla al combattimento.

Nella prima decade di maggio i servizi segreti informarono l’ammiraglio Nimitz della preparazione di una nuova operazione giapponese, il 14 l’ammiraglio mise in allarme la flotta, dalle ulteriori informazione pervenutegli Nimitz valutò che l’obbiettivo giapponese fosse l’isola di Midway, il 24 maggio grazie alla decrittazione di alcuni messaggi giapponesi dopo aver utilizzato un apposito messaggio esca, Nimitz ebbe la certezza che l’obbiettivo era Midway. La situazione delle forze americane era critica, la portaerei Yorktown con danni che richiedevano 3 mesi di lavori, fu immessa in bacino il 27 maggio ed il 29 eseguite la riparazioni più urgenti il 29 rientro in servizio, la Saratoga era a San Diego in addestramento, La Wasp si trovava in Atlantico dopo aver effettuato in Mediterraneo un lancio di aerei a favore di Malta, le uniche unità pronte erano la Enterprise e la Hornet. Washington chiese agli inglesi di mettergli a disposizione una delle 3 portaerei dislocate nell’Oceano Indiano ma l’ammiragliato rifiutò. Nimitz era anche sprovvisto di navi da battaglia e dovette fare affidamento sugli incrociatori per difendersi dalle forze di superficie giapponesi. Data la scarsità di unità prevalse il piano che prevedeva di impegnare tutte le forze disponibili per difendere Midway lasciando indifese la Aleutine.

L’ultima settimana di maggio iniziarono a salpare dai porti giapponesi la forze navali, i primi ad uscire furono i sommergibili che dovevano schierarsi fra le Aleutine e Midway, seguirono le unità destinate all’invasione delle Aleutine, la sera del 26 maggio salpò la squadra delle portaerei d’attacco al comando dell’ammiraglio Nagumo, il giorno successivo uscirono da Guam gli incrociatori ed i caccia e le navi da trasporto , l’ammiraglio Yamamoto a bordo della corazzata Yamato con la squadra da battaglia lasciò il Giappone il 28 maggio, per portarsi in un punto a metà strada fra le Aleutine e Midway. Lo stesso 28 maggio salparono da Pearl Harbour la Enterprise e Hornet con la Task Force 16 al comando dell’ammiraglio Spruance mentre l’ammiraglio Fletcher con la Yorktown e la Task Force 17 lasciarono il porto il 31 maggio, l’incontro tra le due formazioni era previsto per il 2 giugno a 325 miglia a Nord-Est di Midway.

Alle 09.00 del 3 giugno a 200 miglia da Midway, un ricognitore Catalina avvistò delle unità nemiche ed alle 11.00 trasmise ”avvistato 11 unità nemiche con rotta Est a 19 nodi”, erano le navi da trasporto dell’ammiraglio Tanaka, dall’isola decollarono 9 B17 che avvistata la formazione la bombardarono senza alcun risultato, nella notte si alzarono 4 Catalina armati di siluri che attaccarono la formazione alle 01.45 del 4 giugno danneggiando lievemente la cisterna Akebono Marù. Al momento dell’attacco dei B17 le portaerei americane si trovavano a più di 300 miglia a Est-Nord-Est di Midway ed a 300 miglia dal punto dove stavano dirigendosi le portaerei giapponesi. Fletcher ritenne che la formazione avvistata non fosse la forza principale, in quanto le sue informazioni gli davano le portaerei nemiche in avvicinamento da Nord-Ovest, cambiò quindi rotta per portarsi a 200 miglia a Nord dell’isola.

Alle 04.30 del 4 giunti a 215 miglia ad Ovest di Midway, l’ammiraglio Nagumo lanciò 108 aerei contro l’isola, tenendone pronti 93 per attaccare le forze americane al primo avvistamento. Alle 5.34 dall’Enterprise fu captato il messaggio di un Catalina in ricognizione che diceva “ avvistate portaerei nemiche”, poi alle 05.45 “molti aerei nemici dirigono su Midway” ed infine alle 06.30 “ due portaerei nemiche in rotta 135° velocità 25 nodi”, la posizione indicava le navi nemiche a 200miglia e si erano avvistate solo 2 portaerei invece di 4 Fletcher ordinò di fare rotta verso Sud Est, nello stesso momento gli aerei giapponesi iniziarono il bombardamento dell’isola, alle 06.15 da questa erano decollati 6 aereo siluranti TBF Avanger e 4 bimotori B26 Marauder, alle 7.10 giunsero sul cielo della formazione nemica ma prima di poter attaccare 5 furono abbattuti dagli Zero e altri distrutti dalla contraerea solo 2 aerei sebbene danneggiati riuscirono a tornare a Midway. Terminata l’incursione il comandante degli aerei che avevano attaccato Midway chiedeva a Nagumo di lanciare subito una seconda ondata contro l’isola, dato che i ricognitori lanciati dagli incrociatori alle 4.35 non avevano lanciato nessun segnale di scoperta, alle 07.15 Nagumo ordinò che ai 93 aerei ancora a bordo fosse sostituito l’armamento per attaccare l’isola. Alle 7.28 uno dei ricognitori comunicò la presenza di 10 unità nemiche a 240 miglia da Midway, alle 7.45 Nagumo decise di attaccare le navi con i pochi aerei ancora armati di siluri, alle 8.20 il ricognitore, segnalò la presenza di una portaerei. Frattanto fra le 7.55 e le 8.30 gli aerei basati Midway effettuarono degli attacchi controla formazione Giapponese, ma senza ottenere risultati.

Spruance fatto rotta per Sud Est, decise di lanciare i suoi aerei alle 9.00, quando la distanza fra le due formazioni sarebbe stata intorno alle 100miglia, ma quando gli giunse la notizia che l’isola era sotto attacco anticipò l’ora del lancio alle 7.00 anche se la distanza era al limite dell’autonomia, decise di correre il rischio in quanto lanciando gli aerei a quell’ora, questi sarebbero giunti sulle navi di Nagumo mentre erano intente al recupero e rifornimento degli aerei che rientravano, alle 7.32 erano in volo 67 bombardieri Dauntles, 29 aerosiluranti Devastator e 20 caccia Wildcats, mentre 18 Wildcats rimasero a copertura della Task Force ed altrettanti a bordo pronti al decollo. Invece Fletcher , lanciò gli aerei due ore dopo alle 9.06 si alzarono in volo dalla Yorktown 17 Dauntles, 12 Devastator e 6 Wildcatas. Alle 8.37 la Kaga, l’Akagi, la Soryu e la Hiryu iniziarono le operazioni di recupero degli aerei, alle 09.25 gli aerosiluranti della Hornet avvistarono le navi nemiche, ma attaccati prima dai caccia Zero e poi dal tiro contraereo vennero abbattuti senza ottenere risultati, solo uno riuscì a salvarsi. Poco dopo le 9.30 14 aerosiluranti della Enterpraise attaccarono la Kaga, 10 aerei furono abbattuti, alle 10.00 arrivarono i Devastator della Yorktown che puntarono sulla Soryu, 7 furono abbattuti prima di iniziare la manovra d’attacco e 3 durante la fase di lancio, su 41 aerosiluranti decollati, solo 6 rientrarono e nessun siluro aveva colpito i bersagli. I 35 bombardieri della Hornet, non riuscendo ad avvistare il nemico e una parte di loro atterò a Midway alle 10.26 giunsero i bombardieri in picchiata dell’Enterpraise e della Yorktowm, che avvistate le 4 portaerei giapponesi si lanciarono all’attacco, i bombardieri della Enterpraise attaccarono la Kaga e l’Akagi, senza il contrasto degli zero che si erano allontanati inseguendo gli aerosiluranti ed i caccia. Sull’Akagi, una bomba cadde in mezzo agli aerei in rifornimento sul ponte, una seconda penetro nell’hangar dove si trovavano ancora i siluri smontati dagli aerei e una terza penetrò nel deposito siluri provocando una violenta esplosione con il conseguente incendio, la nave fu abbandonata alle 19.15 ma continuò a galleggiare fino al mattino del 5 quando fu ordinato ad uno dei caccia di scorta di silurarla. Anche sulla Kaga una bomba cadde in mezzo agli aerei in rifornimento e fu colpita nei depositi di carburante per gli aerei e munizioni, la nave in fiamme rimase a galla fino alle 19.25 quando con una grande esplosione affondò. Intanto i 17 Dauntles della Yorktown attaccarono la Soryu alle 10.25 e alle 10.28 colpendo anche qui il ponte di volo, gli hangar e le sovrastrutture alle 10.50 la nave era in fiammee fu ordinato l’abbandono nave, alle 13.59 il sommergibile Nautilus avvistò la Soryo in fiamme e la centrò con tre siluri, la nave rimase a galla sino alle 19.20 quando una forte esplosione la spezzo in due e affondò.

Gli aerei americani iniziarono il rientro, erano al limite dell’autonomia, alcuni esaurito il carburante dovettero ammarare, agli altri giunti in vista delle portaerei, fu ordinato di appontare su una qualsiasi al fine di evitare altre perdite. Era stato ottenuto un grande risultato, 3 portarei affondate contro nessuna, ma il costo degli aerei era stato altissimo, la Yorktown aveva perso tutti gli aerosiluranti tranne 1, 2 bombardieri e 3 caccia; l’Enterpraise 14 bombardieri su 37, 10 aerosiluranti su 14 ed un caccia; la Hornet tutti gli aerosiluranti e 12 caccia.

Nagumo nonostante la perdita delle 3 portaerei decise di attaccare il nemico, alle 11.00 furono lanciati 18 bombardieri e 6 caccia cui seguirono alle 13.31 10 aerosiluranti e 6 caccia, poco prima di mezzogiorno iil radar della Yorktown rilevarono gli aerei nemici in avvicinamento, dalla nave riuscirono ad alzarsi in volo solo 8 Wildcats, prima che iniziassero a cadere le bombe, la prima bomba esplose sul ponte volo, una seconda centro il fumaiolo esplodendo nelle caldaie cosa che provocò l’arresto della nave, una terza esplose in vicinanza dei deposi di combustibile. Alle 14.30 mentre si stavano per ripristinare 4 caldaie arrivò la seconda ondata formata dagli aerosiluranti nonostante il massivo fuoco di sbarramento, i giapponesi attaccarono dai 4 lati alle 14.42, la Yorktown evitò due siluri ma 2 la centrarono nei depositi di combustibile, provocando uno sbandamento di 17° che in 20 minuti arrivo a 26°, alle 15.00 una parte dell’equipaggio fu fatta evacuare.

Alle 14.45 dei ricognitori avvistarono la formazione della Hiryu a 110 miglia dalla Task Force 17, alle 15.30 dalla Enterpraise si alzarono in volo 24 Dauntles che raggiunta la Hiryu la colpirono con 4 bombe, una delle quali colpì l’isola provocando la morte dell’ammiraglia Yamaguchi, alle 3.15 del 5 giugno la nave fu abbandonata a alle 5.10 fu silurata da due caccia per accelerarne la fine, ma rimase a galla fino alle 9.00. la Squadra d’attacco delle portaerei giapponesi aveva cessato di esistere, Yamamoto, pur con tutte le navi da battaglia efficienti, ma vista l’impossibilità di avere una copertura aerea, contro gli attacchi delle portaerei, alle 2.55 ordinò di ritirarsi. Nella notte del 5 giugno, la 7^ divisione incrociatori dell’ammiraglio Kurita fu avvistata dal sommergibile Tambor, rilevatolo i giapponesi iniziarono una serie di manovre per impedirgli il lancio dei siluri, durante una di queste alle 3.30 gli incrociatori Mogami e Mikuna entrarono in collisione, sul primo si sviluppò un incendio e la velocità scese a 16 nodi, il secondo riportò danni ai serbatoi con forti perdite di carburante, alle prime luci dell’alba un Catalina avvisto le due navi in avaria, segnalata la posizione furono attaccati da una squadriglia di B17 e dai bombardieri in picchiata dei Marines, nessuna bomba li raggiunse ma un bombardiere in picchiata, colpito dalla contraerea si schiantò su una delle torri poppiere del Mikuna. Per tutto il resto del giorno non ci furono contatti fra le due formazioni, ma all’alba del 6 i ricognitori avvistarono di nuovo i due incrociatori, Spruance gli lanciò contro tre attacchi aerei, il Mogami seppur colpito continuò la navigazione, mentre il Mikuna dopo il secondo attacco fu abbandonato, colpito di nuovo durante il terzo affondò nella notte.

Al tramonto del 6 Spruance vista la stanchezza dei piloti e del personale di bordo, la necessità di rifornirsi associati al rischio di entrare nel raggio d’azione degli aerei giapponesi basati a Wake, fece rotta verso Est per congiungersi con le navi rifornitrici.

Intanto la Task force 17 si affannava attorno alla Yorktown, si era già riusciti a prenderla al rimorchio quando alle 13.30 il sommergibile giapponese I168 riuscì ad introdursi nella formazione e lanciò 4 siluri verso la nave, uno colpì il caccia Hammam che affondò rapidamente, uno falli il bersaglio ma due centrarono la portaerei aumentandone ancora lo sbandamento, alle ore 06.00 del 7 giugno la Yorktown si capovolse ed affondò.

La battaglia di Midway era terminata. La distruzione delle 4 portaerei d’attacco causò l’arresto dell’espansione giapponese nel Pacifico, da Midway la Marina Imperiale passò ad una tattica difensiva.

 

Bibliografia:

Storia della Marina vol.4 Fabbri Editori

 

 

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La dimostrazione di come intelligence, fortuna e preparazione possono cambiare le sorti della guerra. C'è un buon film, ancorchè realizzato dai vincitori, su questo importante frammento di storia!

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E' presente nella mia cineteca, anche se quando è uscito con il sondraund era bellissimo.

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Fortuna: se il ricognitore giapponese destinato alla zona in cui si trovavano le portaerei americane fosse decollato in orario e non in grave ritardo per inconvenienti tecnici, la battaglia avrebbe preso un'altra piega (non la guerra).

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Fortuna: se il ricognitore giapponese destinato alla zona in cui si trovavano le portaerei americane fosse decollato in orario e non in grave ritardo per inconvenienti tecnici, la battaglia avrebbe preso un'altra piega (non la guerra)

Quando manca la fortuna anche il migliore addestramento e perizia possono risultare inutili.

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