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Red

Una Corsa Alla Morte

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Dal libro di Italo Sulliotti " Fumi all'orizzonte "

un altro episodio di guerra sul mare :

 

UNA CORSA ALLA MORTE

 

La notte del 20 ottobre 1914 è discesa sulla rada di Borkum.

Sull'acqua nera nessun riflesso di luci. Ma una massa confusa, serrata, una specie di gigantesco animale su cui si drizzano delle antenne di libellula, occupa il centro della rada.

La settima flottiglia di siluranti tedesche d'alto mare, è lì, riunita : i bastimenti sono strettissimamente accostati, fianco contro fianco, separati appena dai parabordi.

Sono quattro : l'S.115, l'S.117, l'S.118, e l'S.119.

Sono vecchi bastimenti del 1902; stazzano quattrocentoventi tonnellate, sono armati da tre modesti cannoni di cinque centimetri e raggiungono a mala pena le 18 miglia di velocità.

Manca l'S.116: due settimane prima il siluro di un sommergibile inglese - l'E.3 - lo ha colato a picco, in un minuto , all'ingresso della rada.

Comanda la squadriglia un magnifico ufficiale : il capitano di corvetta Thiele. Egli ha riunito, in quella sera, a bordo del Capo flottiglia, l'S.119, i quattro comandanti. Non ha voluto discendere in quadrato : si è fermato sulla poppa, in piedi.

Tutt'intorno, sulla tolda delle siluranti, gli uomini - invisibili nel buio -assistono al colloquio dei Capi.

Anche se non sentono le parole , ne presentono la gravità.

Non si sbagliano. La settima squadriglia sta per iniziare la " corsa alla morte " .

A capo scoperto il capitano Thiele parla lentamente.

- Signori, la settima squadriglia ha avuto l'onore di ricevere uno degli incarichi più pericolosi e più delicati. Altre squadriglie lo hanno sollecitato, ma noi siamo stati prescelti. Desidero prevenirvi subito che difficilmente, molto difficilmente, qualcuno di noi tornerà da questa missione . -

Nessuno fiata. Uno degli ufficiali, il tenente di vascello Guillaume , dee sposarsi fra un mese. E rivolge mentalmente un addio alla " fraulein " lontana ed ignara, cui ha scritto poche ore prima una lettera rassicurante.

Thiele riprende a parlare .

- Andiamo a seminare delle mine sulla coste inglese del Kent. Dovremo infiltrarci fra i banchi di Goodwin, penetrare nel Tamigi, ostruire le dune, imbottigliare il traffico di Londra. Credo inutile dirvi di più . -

Gravi , rigidi, gli ufficiali ascoltano. Quanto agli equipaggi essi sanno già.

In marina, non vi sono segreti per la " bassa prua ". Le notizie più riservate si diffondono misteriosamente.

Ventiquattr'ore prima il Comandante in seconda è venuto a bordo con un telegramma in mano e con le ciglia corrugate, e si è chiuso col Capo squadriglia. Inoltre, tutti i documenti segreti sono stati trasbordati a bordo dell' " Arcona " , nave appoggio. Ce n'è quanto basta per capire.

Thiele fa un gesto lento e indica le quattro navi.

- Ho dato disposizioni perchè gli uomini ammogliati con figli, o quelli che sono l'unico sostegno della famiglia,possono trasbordare sull' "Arcona " a loro richiesta. Assicuratevi che essi non abbiano falsi pudori. La Germania ha abbastanza marinai, perchè la morte possa scegliere.Ed ora, signori, vi invito a rivolgere il pensiero a Dio ed all'Imperatore. -

I quattro comandanti salutano. Poi tornano ciascuno al proprio bordo, per attivare i preparativi per la partenza.

L'indomani, quando l'alba si leva grigia e fredda sul mare del Nord, le siluranti sono pronte.

Ciascuna di esse ha ricevuto dall' " Arcona " otto mine, di quelle che il buonumore degli equipaggi designa sotto il nome di

" uova di gufo " .

Si parte. I quattro bastimenti si seguono in fila indiana e rullano forte imbarcando acqua.

Le mine pesano, e le siluranti sbandano terribilmente.

Gli uomini non sono affatto preoccupati. Gli specialisti venuti da Cuxaven si affaccendano per mettere a punto per " met-

tere a punto " i terribili ordigni. Man mano che le siluranti avanzano facendo rotta direttamente sulla costa inglese, prendono il mare di poppa e " ballano " meno.

Ad un tratto un coro di voci si leva dalla nave capofila. I marinai tedeschi, cantano una di quelle canzoni di guerra, mistiche e disperate, che sempre accompagnano ogni azione.

" Sole che sorgi, sole che sorgi, tu rischiarerai la nostra morte ! "

Non si può dire che la canzone sia molto allegra ed incoraggiante.

Il luogotenente Schvalge, che ha vissuto a lungo nel Mezzogiorno, fa segno di smettere e pone in opera tutti gli scongiuri

tradizionali della Marina.

Ad un tratto, il Capo squadriglia alza un segnale.

Rapidamente, le quattro navi passano dalla linea di fila a quella di fronte.

Che cosa c'è ? E' apparso sulla dritta un sommergibile inglese : si è vista la sua torretta apparire e sparire rapidamente nella bruma.

- Addosso ! - segnale Thiele.

E' inutile. L'inglese è già scomparso. Ma le siluranti tedesche sono ormai segnalate : bisogna cambiare rotta e cercare d'ingannare il nemico, se si vuole arrivare al Tamigi senza cattivi incontri.

Sono le due. Ecco che sulla linea dell'orizzonte,sorgono dei pennacchi di fumo, distanziati l'uno dall'altro.

Sembrano gli steli di un macabro fiore .

Dalle passerelle i Comandanti tedeschi guardano intensamente col binocolo ; la squadriglia rallenta e obliqua sulla sinistra.

Che cosa sono ? Esploratori britannici ? Se è così, l'avventura è finita prima di cominciare. Ma no : si tratta di vapori commerciali preceduti da due piccoli, inoffensivi " chalutiers ". Avanti, allora ! Ma la sorpresa viene dietro : alle due e quaranta, dietro ai fumi dei piroscafi se ne scorgono altri più netti più densi e più veloci.

La Radio della squadriglia segnala immediatamente alle basi tedesche : Siamo " cacciati ".

Un incrociatore leggero e quattro destroyers inglesi si avanzano e convergono.

La moderata velocità dei tedeschi non permette nè di indietreggiare , nè di virare utilmente.

E Thiele accetta senz'altro la partita che si preannuncia terribile.

- Mollare in mare le mine. Prepararsi all'attacco. -

Comincia uno degli episodi più brillanti e più eroici della guerra navale. Nessuno più, degli italiani - gli italiani del " Turbine "!

- è in grado di rendere leale omaggio , al disopra della mischia ai marinai tedeschi : questi nemici di ieri che sono " morti bene in cento occasioni, combattendo fino all'ultimo per l'onore della bandiera,per la gloria dell'Imperatore.

.........l'incrociatore inglese avanza e prende caccia.

E' l' " Undaunted " , di circa quattromila tonnellate : fila a ventotto nodi ; è armato da due pezzi da quindici centimetri e sei da dieci. Lo seguono quattro destroyers di mille tonnellate : il " Lennox ", il " Lègion ", il " Lanco " e il " Loyal " .

L'urto si preannuncia terribilmente impari. Che cosa possono fare, contro simili avversari, le quattro vecchie siluranti tedesche ? Thiele è , ad ogni modo, il primo ad attaccare. L' S.118 si spinge avanti; non riesce a sostenere la velocità,perchè le sue caldaie perdono il vapore. Lancia dal tubo prodiero , e poco dopo l'equipaggio vede sorgere una colonna d'acqua sul fianco del " Lennox ".

Toccato ? Nessuno può dirlo. E nessuno ha tempo per verificare, perchè una tempesta di colpo investe la squadriglia.

Sulla passerella dell' S.119 un obice scoppia , fracassando tutti i congegni di trasmissione.

L'insegna di vascello Plange si abbatte per la scaletta , mortalmente ferito . Gli uomini accorrono e le depongono in basso,

a fianco del fumaiolo. La sua ordinanza gli si inginocchia a accanto piangendo, e gli solleva la testa in un gesto materno.

Un secondo proiettile li fulmina entrambi.

Il pezzo di poppa è inservibile sull ' S.119.

La torpediniera gira lentamente su se stessa, come un vecchio cavallo tenuto alla briglia, e fa fuoco col pezzo di prua.

Ma la tolda è già seminata di cadaveri. Lontano le altre siluranti tirano come possono . Thiele ha dato libertà di manovra

La situazione è disperata e ciscuno deve pensare ai casi propri.

Ma gli inglesi sono prudenti. Tengono la distanza e profittano, per tirare al bersaglio, della propria assoluta superiorità

di calibro e di velocità. Quando uno di essi passa al traverso dei tedeschi, a poco più di trecento metri , l'S.119 tira colla

mitragliatrice , e falcia tre inglesi, dritti sulla prua.

Ma le navicelle sono ormai crivellate di colpi ; comincia l'agonia.

Il tenente di vascello Guillaume si reca a prua per verificare il tiro dell'ultimo pezzo superstite.

In quel momento un proiettile dell'incrociatore fracassa l'albero, strappa l'antenna della Radio, abbatte la bandiera tedesca

di guerra. Guillaume ha la palma della mano traforata , la punta del naso asportata ; una grossa scheggia lo ha raggiunto all'inguine, ma si è fermata, miracolosamente, contro il portasigarette d'argento che Guillaume ha tolto, pochi istanti prima,

dalla tasca dell'insegna di vascello Plange.

Guillaume si abbandona sulla piattaforma del pezzo, svenuto.

Ma sente la voce del sottocapo cannoniere che dice : " Culatta inservibile " ed ha la forza di dare ancora un ordine : " "Cambiarla e riprendere il tiro " .

Avviene a questo momento un piccolo episodio , insignificante in sè, ma sufficiente a dare la misura di quella che è in qualunque momento , a bordo della navi tedesche , la disciplina formale.

Da prua il Winkel, che si regge appena in piedi, manda il marinaio Sonntag a poppa , per comunicare a Guillaume l'ordine

supremo: Dar fuoco alle cariche esplosive di poppa, distruggere la nave , gettarsi in mare.

Sonntag ha un piede semi fracassato da un proiettile; lascia dietro di sè una striscia di sangue. Ma egli ha ancora la forza

di traversare la nave, giungere accanto all'ufficiale e " comunicare l'ordine facendo suona re i tacchi, irrigidito sull'attenti ...."

L'ordine è eseguito. Con voce morente Guillaume invita gli ultimi uomini rimasti sulla poppa a gettarsi in mare e ad avvicinarsi al nemico, che ha già cessato il fuoco e messo in mare le imbarcazioni per raccogliere i superstiti della squadriglia distrutta.

Ma due uomini esitano. Il sottocapo Sommerfeld dice al quartiermastro Krause : " - Non si può andarsene. Il tenente è ferito e non può nuotare . Bisogna restare con lui. - "

Guillaume ripete l'ordine : è riuscito ad allacciarsi la cintura di salvataggio e si getta in mare, cogli altri.

L'acqua fredda lo rianima e gli arresta l'emorraggia. Le imbarcazioni inglesi accostano e prendono a bordo i vinti.

Ma la statistica è rapida e funebre, per i tedeschi.

Soltanto tre uomini dell'S.115, uno dell'S.117, due dell'S.118, e ventitrè dell'S.119 hanno sopravvissuto al breve epico

combattimento. Gli altri muoiono in mare, durante il ritorno alle basi inglesi, e ricevono pochi giorni dopo - nel piccolo cimitero di Harwich gli estremi onori dalla rispettosa lealtà del nemico.

Finisce così, quasi all'alba della guerra mondiale, la settima flottiglia di siluranti tedesche.

I suoi uomini hanno fatto " fronte al destino " come sanno farlo i marinai, questa razza eccezionale " abituata a morire ...."

 

FINE

 

 

RED

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Grazie Gianni, un esempio della forza e del coraggio dei marinai, comune in tutte le Marine del mondo, come diceva Sulliotti quasi 100 anni fa

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Commovente è dir poco...Grazie Gianni

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Sempre grazie a Voi Comandanti che leggete gli episodi che trascrivo,e devo dirlo,

spesso con un pò di commozione.

Grazie anche a te C.te Massimiliano per la tua informazione !

Posto quì una foto del Korvettenkapitan Georg Thiele

possiamo così conoscere almeno un protagonista dell'epico episodio :

 

6tirmu.jpg

 

Immagine tratta da : https://www.google.it/search?tbs=sbi:AMhZZiuInoE4xaJoI0HB2zsS8QRE68gxVWDZv5fHdnY38PS7TkBhjygXfwDGcO15USX4-7X6qotKB0ZlySDIJ240b-PlOP98L_1JpBNganuNqiLjWFtqjmIWVaUhTIbfhWURXFvWXLz8rMBQqtqLIhQ3R1dsuqcXr7v9G4I_1XspJZ0e2h460KW3lzNeMaPGWRzxxhUFOXGDsF2O7kVLNq_1NvCArxSR_1UjfwkL7bqos-65mosOA0XHx14eQQCvH_1d9WbmT9J5twliB9rukz7JpAbZnJ9oDd4bs1Mba0FUcLMBratZLokxPkk1wusXBkEMVehGDiBho-ErkqkNc7SI4A8g0BB2HgkQczHpM2YL5fOJqAAJ7d1dNfaVVdQ2uKenS9CchlnEKbcWgXlrtvmDNu9KXrp8QiPxe8DyM1rq95m-Xaik5iIHdXQfs1xm-6L-l3sih6dYyCHRY1B4NNsCGJYwKHJiUku_1lVzmbJRfzHmQrT3Iltm6dm9omCd9QBOep3Yr8aFoAFiklxccTX6pMw34dKQfjJZYwyx3HDAdlLH78xbjNdvUwgUeIWSVgcHS1btV7oHGkdmNd6QSnwxWhdM7saSQASyd3DpFTu3RxaHVeRJlUppvU6NRKNugekw-ILcCw62iFMGMUsAwFIDiNlRP7JvNr1jGB2hjb7BzxJc3yN3N_1vP8ClwR_1TQLNhDwViM2M6IjFTeDK3geE9J7BXFvUsyKUq4LUhZLSdR6r7Xk0zirKVe0bBUxrdn08pkEvZ6a2e1af-UY-WPq8KxDVv72UJcxRnfOXUnM_1S9LODoz01bXmfIMdAVp0XZhpraZYowPc6xHaFcYgt_12PSNvDV7SFjXS7fFoFwC9lqUhfd-M985hPIp9AWChp1xUpzfUIZIcRVu4Vf_1niAUPEvRVXeKGVv0hWfN7aiCx90tzHWM3WpSYjism-SFh8naQQ0IhIENfHDbuZCMflhBT621LT0VcpzBYux2bwp1JvfQOvejOnaETi5TPlbaS4y32Ao1qC3rtulOVAWbs0OSXClaeqKyl3HcAmuzXEk0x_1J8Iuc49lpIAvG_1scp-LBGAZGjej8Z64VR0CYJRA_1qj0DdzzW9aH_18XJJ9vMPu0q47dZF5b-3TTtqrdx8KQ2asokHa_15l225lDa29gmXDUm9OVMH5CqpMytaTq5IKi2yfPC2ChFmD51nWANv6X_1fqQDbtsU76MKv6mWVqcu0Aw-paYQv2GwSq1sa5nRoexoOtxjIivIPxICdqWszPwildXZC1hPtiBfWEjSDs1iURBB-QWPqj06jArkTQb9eLaXyTxm2PHF-oOD2g6ZRKvvrdhbGD2rbfmiEkfZ5f6CEn6ERN1ZdYJcJd7bXd0D8VJ6IN4tzP5-PQM2y9Q3G8fMkJC2Z1OBYuBqIkFiprZBTkXIq7ViB0_1JkHyczpNuL4dDL6G6uXqbl2RxTkCZvTV8cQO7IOk6_1C8Gl6ttBop6dnvx6fv0JAgvIkJ9J2JgVxFIS-r_1tc02y0lMYJDiwdux-vhbwr0EQ7s8Ja8F8hATIaPweGvFufDNzu35D6QnqBFsSMDX52LeMAAtSdxiKqvEImeb_1tHKhaaE2uV8-mM40w3mqxpvsiHUqjTtj_1L7gQ0I0E_1AOzEolaQS2b51g6yCKw_1iEpoIy59PocIzpgKJxt8RAc3pfsR3ROtV3OTfsthF-nmLVz021rCG-oajnMbC5SUivg361Zlczx1JPC1DM0

 

RED

Edited by Red

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Grazie Red per questi racconti.

 

Una curiosità, il libro da cui è estratto questo racconto è disponibile ancora in qualche libreria o ufficio storico della marina?

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Grazie Regia Marina !!!

In quanto alla alla reperibilità del libro potrai trovare in Internet, digitando il titolo, diverse librerie

che lo vendono.

Forse potrai trovarlo ancora in vendita da " ebay " .

Il prezzo si aggira sui 20/25 Euro

Io ho avuto la fortuna di trovarlo in un mercatino pagandolo un po meno !

 

Faccio presente che il libro è già stato segnalato nella " libreria di Betasom "

dal C.te RMS-TITANIC-ROMA il 31-12-2007.

 

Ancora grazie ed un caro saluto !!!

 

RED

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