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Squadrag54

100 Anni Fa Il Forzamento Del Canale Di Fasana

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http://cefalunews.org/2016/11/01/prima-guerra-mondiale-il-forzamento-del-canale-di-fasana/

 

1° novembre 1916, forzamento del canale di Fasana

Nell’estate del 1916, i nostri aerei da ricognizione, segnalavano spesso la presenza di unità maggiori della flotta austriaca nel canale di Fasana, queste, vi venivano inviate per tenere in esercizio le macchine e gli equipaggi, senza dover correre il rischio di uscire in mare ed essere intercettate dalle nostre unità in agguato. Il capitano di vascello Pignatti Morano, comandante della flottiglia torpediniere di Venezia, presentò all’ammiraglio Paolo Thaon di Revell, comandante in capo del dipartimento marittimo, un piano che prevedeva il forzamento del canale tramite una torpediniera che avrebbe dovuto abbassare le ostruzioni e due MAS che avrebbero effettuato l’attacco risalendo il canale, per permettere l’uscita dei mezzi dopo l’attacco, sul punto di abbassamento delle ostruzioni sarebbe stato posto un battellino con un marinaio a bordo con il compito di segnalare il passaggio che poi sarebbe stato abbandonato sul battello.

L’ammiraglio approvò il progetto, ma dato che le ricognizioni indicavano una sola nave per volta autorizzò l’uso i un solo MAS. Nei primi giorni di agosto, la torpediniera 9PN fu inviata in arsenale per l’installazione dell’apparecchiatura per l’abbassamento delle ostruzioni. Questa era composta da due cilindri di piombo ognuno lungo 2 metri con un diametro di 35 cm ed un peso di 1900 kg, i due cilindri erano sospesi ai due lati della prua e dovevano essere collegati alla ostruzione di prima di allascarli in mare per rimanere appesi all’ostruzione, le prove effettuate, dimostrarono che sia di giorno che di notte i cilindri potevano essere a mare in assoluto silenzio in 5 minuti provocando un abbassamento di un ostruzione tesa al massimo di circa 2 metri sotto il livello del mare. Occorreva ora silenziare il MAS, i vari tentativi di insonorizzare il locale motori e gli scarichi non diedero i risultati voluti, si decise allora di installare due motori elettrici alimentati da una serie di accumulatori che gli avrebbero permesso una velocità di 4/5 nodi per 2/3 ore ( la modifica verrà poi applicata a tutti i MAS).

Il 31 ottobre uscirono da Venezia il cacciatorpediniere Zeffiro al comando del c.c. Costanzo Ciano seguito dalla torpediniera 9PN al comando del c.c. Domenico Cavagnari con al rimorchio il MAS 20 al comando del t.v. Ildebrando Gorian, di scorta al piccolo convoglio erano in mare i quattro esploratori della classe Guglielmo Pepe, mentre quattro cacciatorpediniere, Carabiniere, Alpino; Fuciliere e Geniere incrociavano al largo di Pola pronti ad intervenire in caso di uscita delle navi austriache. Verso la mezzanotte giunti in vista delle isole Brioni, lo Zeffiro si ferma mentre la torpediniera prosegue verso le ostruzioni, trovatele viene collegata l’apparecchiatura e viene calato il battellino al cui interno prende posto il marinaio Michelangelo De Angelis, estratto a sorte fra i molti volontari offertisi, alla messa a mare dei cilindri l’ostruzione affonda ci circa sei metri per un tratto di circa 50, il MAS accesi i motori elettrici si addentra nel canale dirigendosi su Fasana. Verso le tre viene avvistata la sagoma della corazzata costiera Mars di 7400 tonnellate di dislocamento, mentre il MAS si porta in posizione per l’attacco, viene avvisto del fumo, il comandante Gorian, decide di investigare se si tratta di un bersaglio più pagante, ma si rileva che si tratta di un cacciatorpediniere, si ritorna allora al primo bersaglio. Portatosi ad una distanza di 400m alle tre del mattino il comandante Gorian lancia il primo siluro verso il centro della nave nemica non udendo l’esplosione lancia anche il secondo e seguendolo con il binocolo vede che la corsa si arresta in prossimità della nave, nonostante le ostruzioni del canale gli austriaci avevano circondato la nave con le reti parasiluri e le spolette taglia reti dei siluri non avevano funzionato. Notando l’accensione di alcuni fanali credendosi scoperto il comandante ordina l’avvio dei motori termici per allontanarsi alla massima velocità, il borbottio dei motori induce gli austriaci a pensare ad un incursione aerea, ed i fanali si dirigono verso l’alto alla ricerca di aerei nemici, allora il comandante Gorian ritorna sui motori elettrici e si dirige verso le ostruzioni per uscire dal canale, ritrovato il varco grazie alle segnalazioni del De Angelis, lo prende a bordo e si ricongiunge alla torpediniera che presolo a rimorchio inizia il rientro a Venezia. Al mattino furono trovati 2 siluri impigliati nella rete della corazzata e solo a giorno fatto fu notato l’abbassamento delle ostruzioni di chiusura del canale. Nonostante non ci furono affondamenti, l’incursione fu un duro colpo per la marina austriaca, che si rese conto di non essere sicura neanche nelle proprie basi.

Bibliografia:

Le audaci imprese dei MAS di Ettore Bravetta casa editrice Giacomo Agnelli 1930

La grande Guerra in Adriatico di Lucio Martino il Cerchio iniziative editoriali.

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Un bel ricordo, grazie squadrag!

C'è davvero un mondo dietro i MAS della 1^GM

io mi limito a riportare le azioni più eclatanti, ma tutti i giorni i mezzi erani in mare, silenziosi eroi che svolgevano ogni tipo di servizio comandato.

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Anch'io ho il libro di Bravetta...

L'ho rieditato completamente... e quelle memorabili imprese mi hanno fatto accapponare la pelle...

E' evidente, come durante la Grande Guerra i nostri Marinai cercassero ad ogni costo lo scontro... per riscattare Lissa... per riscattare, l'Onore d'Italia.

Sono stati dei Grandi Eroi.

:Italy: :Italy:

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