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Diario Di Bordo C.te Nerone

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Dopo qualche anno di riposo torno in mare con una nuova partita a sh5.

 

Imposto la partita con il Mod NewUis_TDC (che avevo installato ai tempi) al 100% del realismo. In particolare procederò con il puntamento manuale dei siluri con il RAOBF, con la visuale del periscopio/uzo non stabilizzata e con la cartina senza riferimenti alle navi nemiche viste o sentite all'idrofono.

 

Dunque se vi aspettate tonnellaggi clamorosi, potete tranquillamente smettere di leggere qui... :-)

 

Faccio il tutorial e mi rendo conto che più che un neo-ufficiale fresco di accademia, sembro un mozzo al primo giorno di imbarco: ho perso completamente la mano!

 

Non importa, torno in porto e sono a rapporto dal comandante della base.

 

 

Missione 1

 

Allo scoppio della guerra il comandante della base mi informa che il BDU mi assegna il comando dell'U-21. Devo pattugliare la costa est dell'Inghilterra.

 

Salpo in una bella giornata di sole, il mare è piatto; saluto le coste della madrepatria e faccio conoscenza dell'equipaggio e... del sommergibile!

 

 

Passano giorni interminabili senza vedere o sentire alcuna nave nemica. Finalmente un contatto il 28 settembre 1939: è una petroliera media. Sono abbastanza in rotta, vado a quota periscopio inizio i rilevamenti. Piove a dirotto: il mare mosso e le onde altissime mi impediscono di prendere i dati necessari. Risultano infatti completamente sballati confrontandoli con quello che vedo ad occhio. Spingo i motori avanti tutta cercando di avvicinarmi il più possibile in immersione sperando di lanciare una salva da molto vicino. Arrivo in discreta posizione ma a una distanza di 2500 metri: troppi per sparare i miei preziosi siluri senza dati precisi. Continuo a manovrare ma il tempo peggiora: sono costretto ad abbandonare la preda!

 

 

1 ottobre 1939, alle 3:00 di notte un nuovo contatto visivo. Il cielo è sereno, il mare calmo, manovro per fare i rilevamenti e procedere con il siluramento. Si tratta di un mercantile isolato da 4000 tonnellate, lo colpisco con un siluro e lo finisco con il cannone: la prima vittima è in fondo al mare!

 

 

4 ottobre 1939: passano giorni di pendolamento infruttuoso, quando all'imbrunire del giorno 4 vedo davanti ai miei occhi un piccolo convoglio che procede nella mia stessa direzione al largo di Edimburgo. Stimo la velocità in 9 nodi, mentre mi porto davanti al convoglio. Sembra che non ci sono scorte, ma la nebbia mi impedisce di avere il quadro preciso della situazione.

 

Dopo un paio d'ore vedo la presenza di una unità di scorta che precede il convoglio.

 

Aspetto il buio e parto all'attacco in emersione: punto un trasporto truppe, manovro e lancio due siluri da 900 metri: i siluri sembrano non arrivare mai... In effetti mancano il trasporto truppe ma colpiscono un mercantile che gli è dietro: va bene lo stesso! Nel frattempo lancio altri due siluri verso un altro mercantile che lo seguiva: vanno a segno anche questi. Entrambi i bastimenti sono in fiamme ma non sono distrutti; la scorta mi vede, mi viene addosso e inizia a sparare: alcuni danni, e urlo l'ordine di immersione rapida. Rimango a 90 m mentre la scorta nemica mi gironzola sulla testa. Ho ricevuto alcuni danni ma non vengono lanciate bombe di profondità. Ricarico i siluri, aspetto che la scorta si allontani un po', torno a quota periscopio e finisco le due prede, che hanno dovuto diminuire fortemente la velocità, con i siluri, per un totale di 14000 tonnellate.

 

 

Mi restano alcuni siluri ma ho lo scafo al 77%: decido di tornare quindi alla base di Wilhelmshaven, dove arrivo il 7 ottobre.

 

 

Questa prima missione mi ha fruttato 18216 tonnellate di naviglio affondato e qualche settimana di riposo...

Totale missioni: 32384 tonn (di cui 14168 del tutorial in Polonia...)

Edited by nerone

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Missione 2



21 ottobre 1939.


Si parte per la seconda missione, sempre nella costa est dell'Inghilterra.



23 ottobre 1939


ore 15.30: a 9000 metri vedo un piccolo convoglio di 5 unità da trasporto truppe scortate da un cacciatorpediniere, o almeno così sembra. Il mare è leggermente mosso e il sole è alto in cielo. Vado in rotta parallela per portarmi davanti al convoglio e capire quali unità compongono la formazione.


Ore 17.45: la scorta inaspettatamente mi vede e mi spara da lontano in modo incredibilmente preciso: lo scafo è leggermente danneggiato e ordino la discesa rapida.


La scorta inizia l'inseguimento, ma poi desiste e torna in formazione. Torno a quota periscopio e continuo l'osservazione mentre lascio sfilare il convoglio, non potendo per il momento tornare in superficie.


Tengo a vista in quota periscopica la scorta, ma va allontanandosi il convoglio. Dopo un'ora mi rendo conto che la scorta è rimasta a tenermi lontano e il convoglio è andato da tutt'altra parte, l'ho definitivamente perso.


Decido quindi di tornare verso il punto del pattugliamento e mi allontano navigando a 50 metri di profondità.


Dopo 2 ore di navigazione in immersione torno a quota periscopica e faccio un giro di orizzonte: la scorta nemica è sempre alla stessa distanza anche se io mi sono spostato di diverse miglia. Cambio direzione lasciandomi la scorta a 180°, scendo a 80 metri e aumento un po' la velocità. Dopo due ore faccio un nuovo giro di orizzonte: la scorta è sempre alla stessa distanza e sempre a 180°! Come se mi stesse tracciando, ma non lo sta facendo: incredibile!


Ore 03.20: le batterie, a causa del precedente inseguimento del convoglio e dell'allontanamento, sono all'8%: decido di emergere e tentare l'allontanamento in emersione, perché se resto sotto tra poco dovrò rimanere immobile causa fine delle batterie. Stimo il nemico a 9.000 metri, è notte ma la luna illumina troppo la scena; il mare è forza 2-3, l'ideale. Ordino l'emersione e i motori avanti tutta: naturalmente tengo la scorta a 180° per lasciargli meno profilo possibile. La vedetta mi segnala in 7.500 i metri di distanza dal caccia nemico, che sembra non vedermi. I motori iniziano a lavorare con vigore. Mi allontano: 8.500, 9.000 metri, nessuna reazione da parte del nemico. Ora però sembra aver puntato la prua contro il mio battello, sembra che mi stia inseguendo. Spingo i motori al massimo, la distanza aumenta, ma molto lentamente.


Ore 4.11: dopo 51 minuti, finalmente perdo il contatto con la scorta. Faccenda strana. Mi dirigo verso il punto di pattugliamento.



24/10/1939


Ricevo la segnalazione di un convoglio, mi dirigo verso con rotta di intercettazione a tutta forza. Alle 22.20 lo avvisto: sono 15 navi da trasporto e mercantili. Non vedo alcuna scorta. Manovro per andare in testa e per portare l'attacco prima possibile: è buio, mare calmo, luna fioca.


Mi avvicino, ci sono molti mercantili armati: decido quindi per l'attacco a quota periscopica. Mi posiziono tra la prima e la seconda colonna del convoglio.


Ore 22.40: inizia l'attacco. Lancio due coppiole di siluri a due differenti piroscafi, la prima coppiola manca il bersaglio ma la seconda va a segno: il piroscafo affonda velocemente. Lancio il siluro posteriore a un mercantile, ma manco il bersaglio. Mi cercano con i fari ma scendo a 30 metri nella stessa direzione del convoglio per ricaricare siluri.



Ore 23.08: riemergo in mezzo al convoglio con due siluri ricaricati: punto un mercantile e lancio due siluri da 1000 metri. I siluri mancano il bersaglio ma colpiscono un mercantile che era dietro: devo ammettere che la fortuna arride agli audaci...


Il piroscafo colpito prende fuoco ma continua la sua corsa: preferisco non tirare ad altri mercantili ma finire il mercantile danneggiato. Scendo a 30 metri e vado in direzione della nave incendiata. Dopo pochi minuti vado a quota periscopio per vedere la situazione. Alzo il periscopio un po' in anticipo, quando siamo ancora a 20 metri sott'acqua: stiamo andando addosso alla chiglia di una nave nemica!!

IMMERSIONE RAPIDA!!!!

Evito veramente per un soffio la collisione con la nave nemica ma non con il fondale, che in questo punto è particolarmente basso. Ricevo qualche danno allo scafo, ma nulla di compromettente.


Ore 23.50: riesco ad avvicinarmi alla nave danneggiata e lancio un siluro; ma la nave, che procedeva fino ad ora a 5 nodi, accelera e riprende la sua corsa normale di 10 nodi proprio mentre lancio: avrà visto la scia? Il siluro passa di poppa e per il momento non posso più raggiungerla stando a quota periscopio. Ne fa le spese un altro mercantile che lo seguiva e che si è trovato in pancia 2 confetti: ora giace in fondo al mare con il suo prezioso carico!


Sono senza siluri ma dal periscopio continuo a vedere il mercantile incendiato ma che continua la sua corsa. Vorrei finirlo a cannonate ma ho intorno a me vari piroscafi armati e quindi l'operazione non è possibile.

Mi fermo quindi a 30 metri di profondità, mi lascio sorpassare da tutte le navi e spero che il mercantile "ferito" resti in coda per poi finirlo a cannonate.


Ore 02.00: il convoglio si allontana, e nessuno resta indietro. Torno a Wilhelmshaven.




Esito missione: 2 navi affondate, 23.977 tonnellate.

Totale missioni: 56.361 tonn (di cui 14168 in Polonia)

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Usi qualche MOD ?

Gioco con il Mod NewUis_TDC (che avevo installato ai tempi) al 100% del realismo. In particolare userò puntamento manuale dei siluri con il RAOBF e con la visuale del periscopio/uzo non stabilizzata. Nessun dato sulla cartina.

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Missione 3


10 novembre 1939


Parto dalla base verso la costa orientale dell'Inghilterra.


12 novembre 1939


Ore 12.10: fumo all'orizzonte! Vedo un pennacchio di fumo che sembra isolato. Viene verso di me: manovro per attaccare a quota periscopio, visto che è pieno giorno.

Sì tratta di un piroscafo da 4.000 tonnellate. Ma due siluri non sono sufficienti per colarlo a picco: emergo e lo finisco con il cannone.

Posso tornare nel mio punto di agguato.


Ore 15.45: a quota periscopio sento un debole segnale di un mercantile. Emergo e parto all'inseguimento.


Ore 16.13: Altro che mercantile: è un bel convoglio di una decina di navi! Procede nella mia stessa direzione. Manovro per portarmi in testa e attaccare di notte.


Ore 18.58: La sera è troppo illuminata per i miei gusti, sono in posizione ottimale e decido di attaccare a quota periscopica. Il convoglio si compone di una decina di mercantili scortati da un solo caccia.


Ore 19.10: lancio due siluri contro un mercantile da 11.000 tonnellate, ma passano di prua, suppongo. Correggo il tiro e lancio una seconda coppiola, questa volta regolati a impatto: uno dei due colpisce il nemico a prua. Intanto le luci del caccia scandagliano il mare, ma non mi hanno visto.

Ricarico un siluro per dare il colpo di grazia al mercantile. Alzo il periscopio: la scorta mi vede. Lancio un siluro che colpisce l'obiettivo: affondato! (scopro poi non essere un mercantile da 11.000 tonnellate, ma un trasporto truppe da 17.000!). Lancio il siluro di poppa alla scorta che si avvicina minacciosa, ma manco il bersaglio. Scendo ma il fondale è bassissimo: 35 metri. La scorta mi passa praticamente sopra ma non lancia bombe di profondità, forse non ne è provvista. Ho rischiato troppo, ma nell'avvicinamento il fondale è passato dai 70 m. circa a 35 m.

Torno a quota periscopica per vedere se c'è la possibilità di aumentare il bottino: dovrei lanciare da troppo lontano e con scarse possibilità di riuscita. Intanto la scorta mi vede di nuovo e mi punta. Scendo quasi al massimo della profondità consentita, 30 metri. La scorta mi passa sopra e lancia delle bombe di profondità! Decido che sono in acque troppo basse per continuare la caccia, e manovro per allontanarmi, cosa che riesce senza difficoltà.


Torno alla base portando il tonnellaggio totale a 77.471 tonnellate.

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Missione 4



28 novembre 1939

Si parte di nuovo dopo una breve sosta. Questa volta il punto di agguato è nella costa sud-occidentale dell'Inghilterra. Per raggiungerla decido di circumnavigare dal nord l'Inglilterra: considero la traversata della Manica troppo pericolosa e non voglio far correre ai miei uomini e alla Germania un rischio superfluo. Passo oltre l'ombrello rappresentato dalla copertura aerea, il viaggio procede senza intoppi.

5 dicembre 1939

Ore 9.22 Sono ancora in rotta verso il punto di agguato, quando scorgiamo a 10.000 metri fumo all'orizzonte. Ci avviciniamo: è un piroscafo isolato. Il mare è abbastanza calmo, mi avvicino a 500 m. e armo il cannone: preda facile. Torno in rotta verso il punto di agguato.

8 dicembre 1939

Raggiungo il punto di agguato a sud dell'Irlanda. Inizio il pendolamento.

15 dicembre 1939

Passano lunghi giorni di ricerca infruttuosa, fatta eccezione per qualche caccia nemico in perlustrazione. Ma non ho intenzione di sprecare i miei preziosi siluri per un obiettivo difficile da colpire ma soprattutto poco utile alla causa. Quando ho incrociato scorte nemiche ho quindi preferito allontanarmi, dopo essermi accertato che non fossero a guardia di qualche boccone succulento.

Ore 18.30 "Rumore di eliche in lontananza": sembra essere un mercantile isolato. Manovro in rotta di collisione, e poco dopo lo avvisto: non mi sbagliavo, è un piccolo mercantile da 4.000 tonnellate e viene verso di me. Il mare è una tavola: decido di attaccare con il cannone. Aspetto a quota periscopio il momento opportuno, emergo alla sua sinistra a 400 m. di distanza e inizio il cannoneggiamento. Sono sufficienti una quindicina di proiettili, e poi il bastimento cola a picco.
Il BdU non mi assegna un punto preciso di pattugliamento e mi lascia ampia autonomia. Ho ancora tutti i siluri ma sono al 49% di carburante. All'andata ho impiegato il 30% circa, dovrò stare attento a non restare a secco, altrimenti sarei costretto a passare per la Manica, ma la cosa non mi entusiasma più di tanto...

28 dicembre 1939

I giorni passano monotoni, tutti uguali. Non ci sono nemici in vista né all'idrofono. Stiamo nel settore sud dei western approaches, ma incredibilmente non c'è alcun movimento. Sembra che le navi nemiche siano rimaste tutte dentro ai porti. Cerco di tenere su il morale dell'equipaggio, ma con risultati poco apprezzabili. Il tempo passa, il carburante inizia a scarseggiare: ne rimane solo il quantitativo necessario per tornare alla base.
Non posso far altro che impostare la rotta di rientro, e oggi sono alla base con due bandierine al periscopio, ma con tutti i siluri al loro posto.

 

Totale tonnellaggio affondato: 89.343

Edited by nerone

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Bel racconto: nonostante i pochi risultati il gioco procede comunque e soprattutto il sottomarino è ancora sano... :smiley19:

 

Certo che quelle due passate di caccia sopra la testa con 35m di fondale, assaggiato con al chiglia ma senza danni rilevanti, sono state proprio fortunate!

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Certo che quelle due passate di caccia sopra la testa con 35m di fondale, assaggiato con al chiglia ma senza danni rilevanti, sono state proprio fortunate!

 

Sì, sinceramente ho temuto, e non poco. Mi è andata bene, ma ero convinto di avere ancora il fondale a 70 metri (che comunque sono ancora pochi), nella concitazione dell'attacco non mi ero accorto della repentina diminuzione.

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MISSIONE 5


11 gennaio 1940

Sono sufficienti un paio di settimane scarse per rimettere in sesto il battello e ripartire per una nuova missione. Il punto di pattugliamento è a nord dell'Inghilterra. a est delle isole Faroer.

 


14 gennaio 1940

Ore 20.15 Durante il trasferimento verso la zona di operazioni le vedette scorgono fumo all'orizzonte: è un mercantile isolato. Mi avvicino per colpirlo con il cannone, visto che il mare è calmo. Era un piroscafo da 7.000 tonnellate, colpito a morte dai precisi colpi di cannone. Continuo verso il luogo di agguato.

 


22 gennaio 1940

Ore 17.03 Arriva via radio la segnalazione di un contatto a un centinaio di chilometri a nord della mia posizione, che attualmente è a sud dell'Islanda. Procedo alla massima velocità nel punto che suppongo di intersezione. Vado a quota periscopio per cercare qualche fonte di rumore. La sento a 61°: parto all'inseguimento.

Ore 22.00 Dopo un lungo inseguimento riesco ad avere un contatto visivo a 6.000 metri. Il mercantile è molto veloce, va intorno ai 12 nodi, ed è necessario andare alla massima velocità (15 nodi) per avvicinarmi comunque a fatica.

Ore 23.55 Il mare è calmo, inizio il cannoneggiamento da 700 metri: si tratta di un piroscafo da 4.000 tonnellate che non raggiungerà mai nessun porto inglese.
Ora il BdU mi ha tolto punti di pattugliamento: decido di dirigermi nello spazio di mare tra l'Inghilterra e le isole Faroer.

 


25 gennaio 1940

Ore 04.09 Dopo aver intercettato una segnalazione di presenza di un mercantile, partiamo all'inseguimento e lo intercettiamo. E' un mercantile da 7.000 tonnellate, e lo ingaggiamo con il cannone a soli 44 Km dalle coste inglesi. Per il mercantile, non armato, non c'è scampo. Continuiamo quindi il pattugliamento.

Ore 05.44 Nuovo contatto a pochissima distanza dall'ultimo: mi sta praticamente venendo sotto al naso un nuovo mercantile, anch'esso da 7.000 tonnellate. Mandarlo a picco con il cannone è un gioco da ragazzi.

- "Comandante, se continua così vinceremo la guerra in un manciata di mesi!" dice Tillman, il mio secondo, ottimo combattente e sempre ottimista, troppo nell'occasione. "E' più facile del tiro a segno!"
- "Aspetta un anno e ne riparleremo", risponde di rimando l'ufficiale di rotta Udelar, chinato sulle sue carte. "Ricorda che nella Grande Guerra noi..."
- "Facciamo del nostro meglio e staremo a vedere", chioso interrompendo la discussione e strizzando l'occhio al mio secondo, ma temendo che Udelar possa aver ragione. "Dipenderà soltanto da noi. Al lavoro! Udelar, tracci una nuova rotta di pattugliamento!"

...continua...

Edited by nerone

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Ottimo inizio Nerone... grazie per la condivisione delle tue imprese !!! :smiley19::smiley19:

Sperando che dureranno, visto che in caso di affondamento non ricaricherò il salvataggio :-)

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27 gennaio 1940


Ore 02.53 - "Comandante, venga, c'è un messaggio urgente riservato per Lei!" Essere svegliato di soprassalto nel cuore della notte non è proprio il massimo, dopo giorni e giorni di turni massacranti nelle tempestose acque del nord. Qualche secondo per riprendere conoscenza, e apro il messaggio: URGENTE RISERVATO. "Mi chiami subito il secondo e l'ufficiale di rotta!" ordino.

"Il BdU mi comunica che, da informazioni ricevute dai nostri informatori, nel porto di Scapa Flow in questo momento sono all'ancora la corazzata Queen Elizabeth, la corazzata Rodney e l'incrociatore da battaglia Hood. Noi ci troviamo a 150 km dal porto, quindi vicinissimi. Il BdU mi ha lasciato piena libertà nella decisione su cosa fare. Cosa ne pensate?

Udelar deglutisce, e rimane in silenzio mentre gli compare un lieve rossore sulle orecchie. Tillman prorompe con un "E' un'occasione unica! Non possiamo lasciarcela sfuggire! Potremmo dare un duro colpo a questi sbruffoni!"

"Ma Scapa Flow è un imbuto, e con 3 navi da guerra ormeggiate sarà pieno di cacciatorpediniere. Non abbiamo alcuna possibilità!" mormora Udelar.

"Sì, è un'occasione unica. Potrebbe essere un viaggio di sola andata, ma non tentare sarebbe un tradimento verso la nostra Patria. - dico - Affondare anche una sola corazzata può valere la perdita del nostro battello con l'intero equipaggio." Tillman sorride compiaciuto; Udelar si china sulla carta studiando l'imboccatura del porto: è di indole troppo prudente, ma nei momenti gravi non si tira mai indietro. "Il piano è questo - continuo - andremo con il favore della notte non lontano dall'imboccatura del porto, dove la profondità non è troppo bassa, e aspetteremo in immersione la notte successiva. Poi forzeremo da ovest il porto in emersione con il favore delle tenebre, finché sarà possibile, altrimenti opereremo a quota periscopica. Punteremo sulla corazzata che sarà più facile da colpire. Non ne colpiremo una seconda finché la prima non sarà affondata: preferisco un affondamento piuttosto che due danneggiamenti. Lanciati i primi 5 siluri vedremo la reazione del nemico e valuteremo se ricaricare e lanciare anche gli altri o svignarcela. La via di fuga sarà poi verso est, per tornare alla base. Domande?" "Quali sono i sistemi difensivi di Scapa Flow?" chiede Udelar. "Probabilmente troveremo un tappeto rosso e dei petali di rosa sopra, ma quest'ultimo punto non è sicuro", rispondo sarcastico. "Tutto chiaro?" "Tutto chiaro.", rispondono i due ufficiali. "Allora ai posti di manovra!"


Ore 06.31 Raggiungiamo in emersione il punto in cui passeremo la notte, a 60 km circa a ovest dell'imboccatura del porto. Scorgiamo subito due navi nemiche a grande distanza: "Quota periscopio". Sono quattro navi e non sono certamente mercantili, cosa confermata anche dall'idrofono. Sono molto distanti e non riesco a distinguere che tipo di navi sono, ma sembrano cacciatorpediniere. Di certo il porto è molto scortato! Li lascio sfilare: non riuscirei comunque a raggiungerle, e rischierei solo di farmi vedere mandando a monte l'operazione. E comunque confido sul fatto che non sono le "mie" corazzate. Dubito che uscirebbero in mare aperto senza una larga scorta. Al massimo può essere una su tre, e dal poco che sono riuscito a vedere sarà stato l'incrociatore. Male che va dovrebbero esserci quindi due corazzate nel porto.


Ore 17.42 Il canale è stato attraversato da un mercantile isolato che mi sono guardato bene dall'attaccare. Il sole sta tramontando e l'ideale sarebbe entrare nel porto prima che esca la luna "Emersione. Macchine avanti tutta".

Il mare è increspato, il cielo è leggermente nuvoloso. Mi incollo al binocolo.


Ore 18.00 "Luce a 30°!" sobbalza una vedetta. Ma è solo una stella bassa sul mare; il nervosismo è palpabile, cerco di sdrammatizzare "Subito una camomilla doppia per Gerard!". Non so se ho raggiunto il mio scopo, ma strappo qualche risata. Il cielo è ancora abbastanza illuminato, ma conto di fare una seconda sosta a 15 km dall'imboccatura del porto e attendere lì il buio completo.


Ore 19.29 Sono al punto stabilito a 15 Km dal porto. Le vedette vedono fumo all'orizzonte. "Quota periscopio". E' un caccia che sta incrociando davanti al porto. Ora sembra venire verso la mia posizione. "Scendere a 90 metri". Il caccia incrocia un po', poi ne perdo le tracce.


Ore 22.12 Dannazione! C'è una luna piena che illumina a giorno e non si vede una nuvola! Decido di aspettare fino alle 23 sperando in qualche banco di nuvole.


Ore 23.01 "Alza il periscopio" La luna è lì. Non sembra neanche che riflette la luce del sole, ma sembra che la emani essa stessa, per quanto è lucente. Di nuvole neanche l'ombra. E' gennaio ma sembra ferragosto! Vorrà dire che staremo in emersione il minor tempo possibile. Di certo non posso aspettare oltre. "Emersione. Macchine avanti mezza". "Dio sia con noi", è il commento del mio secondo.


Ore 23.21 Siamo vicini all'ingresso del porto. "Profondità sotto la chiglia?" chiedo. "20 metri".


Ore 23.23 Vedo alberi di navi dentro al porto a 14.000 metri. Non riesco a capire che navi sono, né se sono ferme o in movimento. "Andare a quota periscopica. Idrofono, senti rumore di eliche?" "No, nessun rumore". Bene, saranno all'ancora. Vado a 14 metri e mi metto al periscopio che tengo sotto il pelo dell'acqua, per vedere se ci sono mine o reti.


Ore 01.00 Arrivo nel punto più stretto del porto, non ho incontrato nessun tipo di sbarramento, né ci sono unità dentro che si muovono. "E questa sarebbe la munita base di Scapa Flow?" sussurro agli altri ostentando sicurezza. Fermo le macchine e faccio affiorare il periscopio per un rapido giro di orizzonte. La Queen Elizabeth è precisamente davanti ai miei occhi a circa 6.500 metri! A 40° a dritta un caccia, mentre a sinistra della corazzata ci sono quattro navi che mi sembrano essere mercantili. Voglio lanciare sul sicuro, e procedo a 3 nodi verso la corazzata.


Ore 01.39 Secondo i miei calcoli dovrei essere a 2.000 metri dalla Queen Elizabeth. Fermo i motori e alzo il periscopio. La situazione è sempre la stessa. Abbasso il periscopio e mi avvicino di altri 200 metri. Imposto due siluri a impatto e due magnetici.


Ore 01.54 "Tubo 1 fuori!" "Tubo 2 fuori!" "Tubo 3 fuori!" "Tubo 4 fuori!" Motori avanti tutta Per 180°!" per finirlo eventualmente con il siluro di poppa. Due siluri hanno colpito, ma due no: quelli magnetici. Maledizione! "Tubo 5 fuori! Colpito" Forza con quei tubi, ricaricate!!" Le esplosioni non sembrano aver svegliato la tranquilla vita del porto. Forse non si sono resi neanche conto di quello che sta succedendo. La corazzata è ancora lì, leggermente appoppata. Mi rimetto in posizione per lanciare di nuovo, questa volta con tutti i siluri a impatto.


Ore 02.15 Dovrei essere a 1.000 metri circa. Alzo il periscopio: "La Queen Elizabeth è affondata! Bene!!" L'equipaggio è eccitato ma concentrato. Cerco altri obiettivi: vedo due cabinati mercantili armati: saranno loro le mie prossime vittime!


Ore 03.17 Ho affondato indisturbato i due cabinati mercantili armati. La base è sempre nel più assoluto silenzio! Roba da non crederci! "Motori avanti tutta! Si torna a casa!"


Al porto di Wilhelshaven ci aspettano la banda, i fiori, centinaia di persone con in prima fila il nostro Capo, Karl Doenitz, che stringendomi la mano mi annuncia il conferimento della Croce di Ferro di 2^ Classe e mi promette un nuovo sommergibile, uno scintillante VII-B! (A dire la verità mi aspettavo un VII-C, ma fa niente). E ora un meritato riposo!


Totale missione: 78.875. di cui 53.407 le navi da guerra (corazzata e cabinati).

Totale tonnellaggio affondato: 168.218, di cui 53.407 le navi da guerra.


(NdR: né i mercantili né i cabinati mi sono stati scalati dagli obiettivi della missione)

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Vi chiedo: è normale che non è partita la caccia e che il porto era quasi vuoto?

Von Faust, con il mod che consigli tu, sono state migliorate anche queste cose?

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27 gennaio 1940
Ore 02.53 - "Comandante, venga, c'è un messaggio urgente riservato per Lei!" Essere svegliato di soprassalto nel cuore della notte non è proprio il massimo, dopo giorni e giorni di turni massacranti nelle tempestose acque del nord. Qualche secondo per riprendere conoscenza, e apro il messaggio: URGENTE RISERVATO. "Mi chiami subito il secondo e l'ufficiale di rotta!" ordino.
"Il BdU mi comunica che, da informazioni ricevute dai nostri informatori, nel porto di Scapa Flow in questo momento sono all'ancora la corazzata Queen Elizabeth, la corazzata Rodney e l'incrociatore da battaglia Hood. Noi ci troviamo a 150 km dal porto, quindi vicinissimi. Il BdU mi ha lasciato piena libertà nella decisione su cosa fare. Cosa ne pensate?
..........

 

Nerone, ottimo rapporto !!! Ti seguo costantemente.

 

Vi chiedo: è normale che non è partita la caccia e che il porto era quasi vuoto?

Von Faust, con il mod che consigli tu, sono state migliorate anche queste cose?

 

SH5 stock ha notevoli falle, la mod ha notevolmente migliorato tutto (se non erro anche per SH5 c'è una mod per il traffico portuale e la presenza di navi)

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SH5 stock ha notevoli falle, la mod ha notevolmente migliorato tutto (se non erro anche per SH5 c'è una mod per il traffico portuale e la presenza di navi)

In realtà uso il Mod NewUis_TDC, che risolveva un po' di cose (così ricordo) e lo rendeva anche funzionalmente simile a SH3 (con le 6 figure dei comandanti in basso al centro della videata, per intenderci.

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MISSIONE 6


16 febbraio 1940


"Una bella gatta da pelare", mi sussurra Udelar lontano da orecchie indiscrete: "fondale basso e grande movimento di scorte lì, vicino a Liverpool. D'accordo che siamo entrati a Scapa Flow, però...". "Sarà più facile di quello che pensi, Udo, gli inglesi non possono immaginare che entreremo dentro la loro pancia con così grande sfacciataggine. Dovremo solo tenere gli occhi bene aperti e non farci scoprire prima della missione. Non dovremo attaccare nessuna nave prima di aver lasciato le nostre spie sulla spiaggia inglese". Questa volta l'obiettivo della missione non è l'affondamento di tonnellaggio nemico, almeno non subito, ma dobbiamo far prima sbarcare sulla coste inglese dei nostri agenti che dovranno fare opera di spionaggio in Inghilterra. "Ehi - ride il secondo rivolgendosi ai "futuri inglesi" - magari se trovate il tappo di quella dannata isola, toglietelo così affonda!" "Oppure potremmo rimorchiare tutta l'isola e portarla al Polo Nord!" è il suggerimento del timoniere. Un piccolo guasto a un motore termico fa terminare la discussione. "E fortuna che il sommergibile è nuovo di zecca!" borbotta l'ingegnere.


25 febbraio 1940


Ore 03.45 Arriviamo a sud dell'Irlanda. Il piano prevede di passare in emersione vicinissimi alla costa irlandese, ma con almeno un fondale di 40 metri, arrivare all'altezza di Dublino e attendere in immersione il tramonto, per poi dirigere verso Liverpool in emersione. Incrociamo un mercantile, che lasciamo sfilare. Nessun'altra attività nemica.


Ore 11.44 Il mare è calmo, il cielo è azzurro. Ma la traversata procede senza intoppi. Continuo in emersione.



26 febbraio 1940


Ore 08.38 "L'ultima volta che sono entrato e uscito così facilmente da qualche parte è stato in un bordello a Monaco di Baviera" si sente dalla camera di manovra, seguito da risate. "La prossima volta le spie le lasciamo direttamente ai piedi del Big Ben", risponde una seconda voce. In effetti l'operazione, che in teoria sarebbe dovuta essere irta di pericoli dovendo penetrare nella "pancia" del nemico, è risultata piuttosto semplice. Solo un caccia nelle vicinanze del punto di sbarco, ma aveva più l'aria di essere una nave da crociera che aveva appena sbarcato i passeggeri in una tappa, che una nave da guerra. "Comandante, nave in vista!" Siamo all'altezza di Dublino sulla via del ritorno, e dal binocolo vedo una petroliera a 270° che procede velocemente in direzione opposta alla mia. A quota periscopio non la raggiungeremo mai, se li inseguiamo in emersione ci vedranno e in pochi minuti avremo tutte le navi di sua maestà a farci la festa. Ma è una festa alla quale non ho voglia di partecipare. "Quota periscopio, usciamo prima possibile da questo budello".


Ore 22.56 Siamo fuori dalla zona pericolosa, a sud dell'Irlanda. Ora possiamo iniziare la caccia ai mercantili nemici!




29 febbraio 1940


Ore 04.22 Le vedette scorgono nell'oscurità un mercantile da 7.000 tonnellate in uscita verso l'atlantico a 3.000 metri. Mare un po' mosso. Gli vado in testa e mi posiziono per lanciare i siluri. Dopo più di mezz'ora lancio due siluri magnetici da 700 metri: nessuna esplosione. Armo quindi due siluri a impatto senza cambiare i parametri: il secondo siluro, con cui ho mirato a poppa, esplode a prua. Evidentemente a causa delle onde non ho preso bene qualche parametro. Lo finisco con il cannone.





2 marzo 1940


Ore 05.41 Sono in vista di un convoglio di mercantili in entrata verso l'Inghilterra, che sembra non essere scortato. Scelgo come vittima un mercantile da 7000 tonn. che si trova in mezzo al convoglio, visto che gli esterni sono da 4.000 tonn. La notte è buia, il mare leggermente increspato. Lancio da 900 metri con spoletta magnetica, ma i siluri non vanno a segno. Lancio una seconda coppiola, ma ancora nessuno scoppio. Qualche errore nei parametri o nella spoletta magnetica? Ricarico i tubi sempre non visto, e ora ne ho 3 a prua e 3 a poppa. Mi rimetto in posizione e questa volta lancio a un mercantile esterno a 600 metri. Lancio una coppiola sempre con meccanismo magnetico: niente. Lancio l'ultimo a impatto: colpito! Ma è solo danneggiato. Sparo con il cannone per finirlo, ma mi piove addosso una gragnuola di colpi che mi costringe ad andare a quota periscopio. I danni sono comunque risibili Vado per 180° per lanciare con il siluro di poppa, sempre a impatto: colpito e affondato!


"Tillman, mi rifaccia i calcoli dei primi lanci per verificare che fossero corretti". Dopo qualche minuto il mio secondo mi risponde "Sembrano corretti". "E perché non sono esplosi?" "Non lo so, comandante". "Lo farò presente al comando. Nel frattempo per i prossimi mesi lancerò solo a impatto: non posso sopportare l'idea di stare in mare decine di giorni e far vanificare i sacrifici di un intero equipaggio per eventuali problemi tecnici. Almeno se non esploderanno a impatto, saprò con chi prendermela: con me."


A corto di siluri, imposto la rotta per il ritorno alla base.


Tonnellaggio missione: 2 mercantili per 11.883 tonnellate

Totale: 180.101 tonnellate

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MISSIONE 7



23 marzo 1940

Il comando mi assegna il pattugliamento nella zona a sud dell'Irlanda. Un ultimo controllo al materiale imbarcato e salpiamo alle luci dell'alba.



1 aprile 1940

In rapida successione intercetto e affondo con il cannone due mercantili isolati per un totale di 11.221. Continuo con la missione.



3 aprile 1940

Intercetto un piccolo convoglio che si dirige verso l'inghilterra, formato da 4 mercantili da 4.000 tonnellate, non scortato. Tra siluri e cannone polverizzo il piccolo convoglio. Continuo però a notare i problemi già rilevati dei siluri magnetici: non scoppiano. Quelli ad impatto vanno invece tutti a segno.





4 aprile 1940

ore 6.45 Resto in zona di operazioni pur avendo solo 3 siluri (di cui uno di poppa). Intercetto un convoglio piuttosto grande scortato da due caccia. C'è nebbia, e le operazioni di avvicinamento risultano piuttosto semplici. Punto un mercantile da 7.000 tonnellate che è sulla corsia esterna: lo colpisco da 600 metri con due siluri ad impatto: la nave è a fuoco ma continua la sua corsa. Manovro per lanciare il siluro di poppa ma un caccia mi viene addosso con beta 0. Vado a 100 metri e procedo in direzione giusta per restare vicino al mio obiettivo. Basta poco per evitare il nemico, e al momento opportuno torno a quota periscopio per lanciare il siluri di poppa: colpito e affondato! Mi allontano facilmente e imposto la rotta per il ritorno alla base.


ore 10.21 Incrocio un mercantile piccolo isolato: mi porto vicino in immersione e lo affondo con il cannone. Ora è proprio il momento di tornare a casa.


"Una missione molto fruttuosa!" dice il mio secondo "E anche piuttosto semplice". "Già", rispondo, "e soprattutto l'equipaggio sta acquisendo la necessaria esperienza." "La radio ha segnalato l'affondamento di tre nostri sommergibili. l'U-1, l'U-38 e l'U-50" interviene Udelar con il suo solito lancinante pessimismo". "Evidentemente a bordo c'era qualcuno che portava jella!" bisbiglia Tillman al timoniere. "Con permesso", dice Udelar scomparendo verso poppa, visibilmente contrariato. Lancio uno sguardo di intesa con Tillman, e poi ordino a un marinaio "Prepara le bandierine da attaccare al periscopio! Abbiamo sufficiente stoffa?" chiedo divertito. Preparo quindi il resoconto delle navi affondate e del tonnellaggio, ma il pensiero dei battelli affondati mi rende l'operazione meno piacevole.


Tonnellaggio missione: 8 mercantili per 39.399 tonnellate

Totale: 29 navi per 219.500

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Missione fruttuosa con il massimo risultato e minimo impegno: occhio a non farti sorprendere nel futuro sedendoti sugli allori... :wink:

Edited by sertore

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Missione fruttuosa con il massimo risultato e minimo impegno: occhio a non farti sorprendere nel futuro sedendoti sugli allori... :wink:

 

Questo in effetti è un rischio: il caccia che voleva speronarmi era fin troppo vicino (parliamo sempre di diverse centinaia di metri): ero in scioltezza a fare i rilevamenti e l'ho visto tardi. A fine 1941 probabilmente mi avrebbe fatto fuori con le bombe di profondità. Devio stare più attento, sicuramente!

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MISSIONE 8



27 aprile 1940


"Troppi pochi giorni di licenza, qui non ci fanno riposare mai!" "Ma da chi devi andare, da quel cesso di fidanzata che ti trovi? E poi ora lavorerà in qualche bordello di Berlino!" "Sì, e chi se la prende quella là, e poi a pagamento, figurati!" I rumori della colluttazione arrivano fino a alla mia cuccetta. Non intervengo, d'altronde i marinai devono anche passare il tempo in qualche modo! In effetti i cantieri lavorano a ritmo serrato, e il tempo di ripristino del battello sono molto veloci, anche in considerazione del fatto che torniamo quasi sempre senza danni allo scafo. Il comando ci ordina di pattugliare sempre la zona a sud dell'Irlanda: ci hanno dato l'obiettivo di affondare 100.000 tonnellate (come se fosse facile), e al momento siamo ancora a poco meno della metà. Speriamo di duplicare l'ultima missione!



4 maggio 1940


ore 11.57 Vedo a grande distanza gli alberi di 3-4 navi, ma non distinguo la tipologia. Scendo a quota periscopio per verificare con l'idrofono: né io né l'idrofonista sentiamo rumore di navi da guerra. Emergiamo e gli andiamo contro a tutta forza: a quota periscopio sarebbe impossibile trovarsi in rotta, e stiamo troppo vicini alle coste inglesi per aspettare la notte.


ore 12.22 Mistero dei riflessi del sole: quelli che sembravano alberi di svariate navi si sono rivelati una sola petroliera da 7.000 tonnellate. Non ci lamentiamo e la affondiamo agevolmente a cannonate.




6 maggio 1940


ore 06.22 Le vedette scorgono fumo all'orizzonte. Ci avviciniamo un po': è un caccia. "Quota periscopio". Ora scorgo anche alcune navi dietro: sono mercantili! Mi metto in posizione per incrociare le rotte. Il caccia sfila, ora passano i mercantili, piccoli e grandi, piuttosto veloci, direzione ovest. Punto un mercantile da 7000 tonnellate: "Fuori tubo 1, fuori tubo 2". I siluri passano a poppa! Sistemo i dati di puntamento: "Fuori 3 e 4!" Due centri! La nave è avvolta nel fuoco ma continua la sua marcia, benché in rallentamento. Viro per 180° per lanciare con il siluro di poppa; sono stato visto e il caccia, ancora a distanza di sicurezza, mi punta a tutta velocità. "Fuori 5" Colpito e affondato. Scendo a 100 metri per ricaricare i siluri e intanto provo a seguire il convoglio, anche se va troppo veloce. Il caccia mi gira intorno a media distanza.


Dopo aver ricaricato i siluri torno a periscopica per valutare la situazione: il convoglio è andato, il caccia mi gironzola ancora intorno. Scendo a 120 metri e mi allontano silenzioso.




7 maggio 1940


ore 00.04 Nonostante tutti gli sforzi, pur essendomi allontanato di parecchie miglia dal punto dell'affondamento, il caccia è ancora lì, a media distanza. Ho provato a stare sul fondo fermo, a spostarmi a velocità minima o più veloce, niente da fare. Non mi attacca ma è lì. Con il sopraggiungere della notte devo provare ad allontanarmi in superficie. "Emersione, motori avanti tutta!" Manovro per lasciarmi il caccia a 180°.

Il caccia è a 2.800 metri. Mi vede, mi insegue. Urlo "Sala motori, andate al massimo possibile!!"


ore 00.08 Non mi spara, ora è a 1.900 metri. Praticamente andiamo alla stessa velocità. "Uomini al pezzo. Andare per 330*. Gli mostro parzialmente il fianco per permettere ai miei di sparare, vediamo cosa succede. "Comandante! Ma cosa..." "Udelar, scenda sottocoperta.", e pongo fine alla questione. Dei primi nostri 5 colpi, 2 vanno a segno, ma non si vedono fiamme dal caccia. Dopo 1 minuto il nemico risponde al fuoco, ma il tiro è altamente impreciso. Continuo a tenere duro e i miei assestano un altro paio di buoni colpi. Ora il nemico sta aggiustando la mira, un proiettile ci ha fatto fischiare le orecchie! Dobbiamo scendere, penso. Mentre sto per dare l'ordine, un colpo ci centra in pieno! "Immersione rapida!!!" Ci precipitiamo giù per la scaletta. "Tillman, mi faccia il rapporto dei danni". Dopo pochi minuti il mio secondo torna a rapporto: "Scafo pesantemente danneggiato (59%, ndr), danni alle batterie, all'idrofono, alla radio, ai periscopi, al compressore. Imbarchiamo acqua in sala motori!" Stiamo perdendo quota, i motori elettrici sono inutilizzabili. Siamo a 50 metri, immobili, vari danni e la sala motori invasa dall'acqua, con le pompe che non funzionano. "Quota periscopio".

Risaliamo a 20 metri, sta bene così. Si sente il ping del nemico, che non lancia bombe di profondità. Ripenso alle parole del comandante Sertore che, nella birreria vicina alla base, mi disse dopo l'ultima missione di non sedermi sugli allori e di stare all'erta. Beh, questa volta non l'ho ascoltato e ho sfidato la sorte.

"Voglio un rapporto ogni 3 minuti sullo stato delle operazioni. Questi novellini qui sopra non riuscirebbero a trovare una mosca in un bicchiere, figuriamoci un sommergibile nell'oceano!" Dico a beneficio dei marinai che scrutano ogni mia mossa o respiro per capire se ce la caveremo. Resto a 20 metri: non voglio scendere più in basso per paura di non riuscire a risalire, visti i pesanti danni subiti e l'allagamento. Le uniche cose che funzionano sono le uniche che non mi servono: siluri e ponte. Con i periscopi danneggiati non posso neanche tentare di lanciare contro il caccia.

Il nemico mi cammina in testa, il rumore delle eliche si sente a orecchio. Bombe di profondità probabilmente a qualche centinaio di metri, per fortuna. A 21 metri non sarebbe il massimo prendersele in testa... L'infermiere intanto si dà da fare per bendare le ferite dei miei ufficiali, piuttosto malconci.

"Allora, queste riparazioni!" Compare Udelar completamente sporco di grasso: "Stiamo lavorando, ma manca ancora tempo." Certo, il ferimento del capo ingegnere complica le cose, e Udelar ha preso il suo posto.


ore 01.10 Il nemico ci ha tracciato! Il ping rimbomba dentro il battello. "Scendere a 40 metri" Arriviamo a 40 metri, ma il battello non si ferma. "50 metri. 60 metri, comandante. 70 metri. 80 metri. Scendiamo velocemente." Tillman legge la profondità con la calma di chi legge i risultati di un campionato di calcio estero. Con lo scafo in queste condizioni non posso rischiare. "Dare aria!" Ora salgo a palloncino. "Fermarsi a quota persicopica" Mi stabilizzo di nuovo a 21 metri, il battello non riesce a salire di più. "Comandante, la sala motori è invasa dall'acqua!". L'aria compressa è al 50%.

Ancora ping, ancora bombe di profondità, nessun danno. Se sapessero che a 20 metri potrebbero attaccarcene una sul ponte con un sommozzatore!


ore 01.22 Le riparazioni continuano febbrilmente, ma la situazione è sempre la stessa. Sentire quel maledetto ping e dover stare a 20 metri di profondità immobili non è il massimo. E speriamo che non arrivino rinforzi!


ore 01.28 "Pompa principale riparata!" Mi informa Udelar. "Bene", rispondo. "Pompate fuori l'acqua dalla sala motori." E dopo poco "Il livello dell'acqua sta lentamente diminuendo", mi informa TIllman. "Bene, continuate il più velocemente possibile."

Intanto i miei uomini stanno riparando i danni, ora il danno principale è rimasto al motore elettrico. "Com'è la situazione in sala motori?" "Allagamento al 78%" "Bene, continuate così" Aspetto di pompare fuori tutta l'acqua per poi scendere di quota e cercare di allontanarmi.


ore 02.53 Riesco ora ad andare a quota periscopio. Con il periscopio, che mantengo sott'acqua, vedo l'ombra del caccia che mi gira intorno a una distanza di 400 metri circa. "Siluriamolo, è vicino ma vale la pena provare", suggerisce Udelar, ancora nero di grasso e stremato dalla fatica. "E' al limite minimo della distanza, ma tentar non nuoce", ribatte Tillman. Lancio un siluro. Il primo a impatto, altezza minima 1,1, sembra passargli sotto o semplicemente il caccia è troppo vicino e il siluro non si innesca. Lancio quindi un siluro con sistema magnetico, ma non sortisce effetto, nonostante passi esattamente al centro della nave. Provo, ad ogni giro, altri due siluri a impatto, ma niente! Seguo il percorso con il periscopio sott'acqua e l'impressione è che gli passino sotto la pancia! Mi restano due siluri, voglio tenerli per ogni evenienza.


ore 03.31 "In sala motori non c'è più una goccia d'acqua, comandante", mi comunica trionfante il capo ingegnere, con il braccio fasciato e una vistosa benda in testa, rossa di sangue. "Bene, ottimo lavoro", rispondo. "Scendere a 50 metri, continuare con l'assetto silenzioso, avanti minima. Il fondo a quanti metri è?" "189", risponde Udelar. "Consiglio di andare per 355°, tra poche miglia la profondità sarà inferiore, così potremo adagiarci sul fondo in caso di problemi". "Sta bene - rispondo - Vai per 355." ordino. "Livello batteria?" "11%" "Ce lo faremo bastare", rispondo.


ore 06.17 "Idrofonista, senti rumore di eliche?" "Nessun rumore" Dopo quasi 3 ore si navigazione al minimo ci siamo allontanati a sufficienza. "Quota periscopio!" Con il periscopio faccio un giro d'orizzonte: sembra tutto pulito! Il sole sta per spuntare e non possiamo attendere oltre per emergere e tornare di corsa alla base. "Emersione!" L'aria pulita entra dal naso e dalla bocca per fluire vogliosa nei polmoni. "Per questa volta la pellaccia l'abbiamo portata a casa!" La notizia rimbalza per tutto il battello, e le urla di gioia riempiono il battello.

Emergiamo, ma una vedetta mi chiama: "Comandante, guardi là!" "Quella maledetta scorta è a 11.000 metri, ci sta ancora cercando, ma non può vederci. Motori avanti tutta! Addio Tommy, e buona ricerca nel nulla!"



15 maggio 1940

Arriviamo alla base di Wilhelmshaven: anche questa volta posso dire che "beffo la morte e ghigno".



Missione: 2 navi, 14.617 tonn.

Totale: 31 navi, 234.117 tonn.


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Bella missione, un po' incosciente, ma alla fine con un pizzico di fortuna tutto si è risolto per il meglio... ma da quando si attacca un caccia a cannonate con un uboot? :blink:

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Bella missione, un po' incosciente, ma alla fine con un pizzico di fortuna tutto si è risolto per il meglio... ma da quando si attacca un caccia a cannonate con un uboot? :blink:

 

Essendo ancora nel 1940 mi sono lasciato un po' prendere la mano... Ho pensato che un paio di colpi ben assestati subito avrebbero potuto darmi un notevole vantaggio, cosa che invece non è successa. E comunque resta il fatto che non riuscivo ad andare via in immersione...

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MISSIONE 9


19 giugno 1940


"... E questa è per la torre Eiffel!" "Io invece brindo al sig. Maginot! Grazie di cuore!" "Alziamo i calici ai nostri camerati italiani che ci sono venuti a fianco in questa avventura!" Ogni brindisi è un fiume di spumante e di birra che entra in corpo. Il più lucido ha tracce di sangue nell'alcol, e farfuglia spesso e volentieri frasi senza senso. Anzi, il secondo più lucido: Udelar, infatti, credo che non si sia mai sbronzato in vita sua. Il clima nel locale adiacente al porto di Wilhelmshaven è euforico! Le nostre truppe hanno conquistato facilmente Francia, Belgio e Olanda, e l'Italia è scesa al nostro fianco suggellando il patto di sangue tra le due Nazioni. Bevo litri di alcol anche io: devo dimenticare la lavata di capo dei giorni scorsi: al ritorno dalla missione Karl Doenitz in persona mi ha chiamato a rapporto per chiedermi conto dell'ultima missione, e in particolare non ha gradito l'attacco al caccia con il cannone. Non ha ritenuto sufficienti le mie giustificazioni a supporto della decisione, e nonostante si sia complimentato per l'audacia lo ha ritenuto un errore. A nulla è valso l'appoggio incondizionato del mio secondo Tillman, favorevole all'attacco, e dell'ufficiale di rotta Udelar, che pur non condividendo affatto l'azione, ha difeso a spada tratta il mio operato.

Mi alzo dalla sedia sorretto da un mio marinaio, salgo semi barcollante sul tavolo gridando: "Birra a fiumi per i pirati! Cameriere, portaci da bere!!" E devo essere sincero, è l'ultima cosa che ricordo della serata...




20 giugno 1940


ore 10.11 Sembriamo tutti quasi personcine per bene, dopo aver smaltito la serata di ieri. Ognuno è al proprio posto operativo, ognuno con il suo mal di testa post-sbronza. Con la conquista della Francia siamo entrati in una nuova fase della guerra in mare. Ci hanno promesso nuove basi sulla costa francese, e già stanno lavorando sui progetti per la sua realizzazione. Per questa missione torniamo a operare nella costa est dell'Inghilterra. Partiamo in una bella giornata di sole. "Motori avanti piano".



22 giugno 1940


ore 15.02 "Rumore di eliche" E' un mercantile, partiamo all'inseguimento. Dopo due ore lo vediamo: è una petroliera da 7.500 tonnellate: affondata a cannonate.




23 giugno 1940


ore 06.22 L'idrofono rileva rumore di eliche. Traccio la rotta e parto all'inseguimento. Alle 08.38 prendo contatto: è un convoglio piuttosto grande. C'è foschia, mare agitato, vedo qualche sagoma a malapena. Non rilevo caccia di scorta. Provo ad avvicinarmi convinto di non essere visto, ma mi arrivano dei colpi che partono dalla foschia! E due colpi in successione mi colpiscono in pieno danneggiandomi fortemente! E non so neanche chi mi ha sparato!! Ordino l'immersione rapida e mi sgancio: ho lo scafo sotto al 50% e non voglio rischiare. Questa volta la sorte si è ripresa quello che mi ha dato nella missione precedente.

Rientro alla base malconcio, senza neanche aver capito cosa è successo.



Missione: 1 nave, 7.602 tonn.

Totale: 32 navi, 241.719 tonn.

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ore 06.22 L'idrofono rileva rumore di eliche. Traccio la rotta e parto all'inseguimento. Alle 08.38 prendo contatto: è un convoglio piuttosto grande. C'è foschia, mare agitato, vedo qualche sagoma a malapena. Non rilevo caccia di scorta. Provo ad avvicinarmi convinto di non essere visto, ma mi arrivano dei colpi che partono dalla foschia! E due colpi in successione mi colpiscono in pieno danneggiandomi fortemente! E non so neanche chi mi ha sparato!! Ordino l'immersione rapida e mi sgancio: ho lo scafo sotto al 50% e non voglio rischiare. Questa volta la sorte si è ripresa quello che mi ha dato nella missione precedente.
Rientro alla base malconcio, senza neanche aver capito cosa è successo.
Missione: 1 nave, 7.602 tonn.
Totale: 32 navi, 241.719 tonn.

 

Ottimo, purtroppo nei dintorni dei convogli c'è sempre qualche sgradita sorpresa.

Per andare sul "sicuro" conviene calcolare rotta e velocità del convoglio a grandi linee e farsi trovare in posizione con largo anticipo

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Ottimo, purtroppo nei dintorni dei convogli c'è sempre qualche sgradita sorpresa.

Per andare sul "sicuro" conviene calcolare rotta e velocità del convoglio a grandi linee e farsi trovare in posizione con largo anticipo

 

Faccio sempre così, ma non capisco veramente cosa sia potuto succedere. Nebbia fitta, mare mosso, non c'era ancora molta luce; avevo in vista un mercantile e per il resto ombre indistinte. E' proprio da quelle ombre che sono partiti i colpi. Fosse stato più avanti avrei pensato al radar. Ma potrebbe essere successo che il mercantile mi ha visto, ha dato la posizione a un caccia nella nebbia, e che questo abbia sparato alla cieca? Mi sembra inverosimile, però...

 

Le missioni si fanno via a via più insidiose... attenzione a non sottovalutare qualsiasi situazione si presenti!

 

Stai diventando la parte prudente della mia coscienza :-)

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MISSIONE 10



8 luglio 1940


Non tutto il male viene per nuocere. Mi hanno già assegnato alla nuova base di Lorient, messa a punto in tempi brevissimi. Ciò ci permetterà di spingerci più a ovest nell'Oceano. La missione prevede il pattugliamento in oceano, sulla rotta da e per l'Inghilterra. Questa volta dobbiamo cambiare decisamente registro dopo l'ultima deludente missione.


Invece torniamo alla base con una solo nave affondata, un mercantile da 7.000 tonnellate, che navigava isolata. Abbiamo girato in lungo e in largo l'Oceano, ma nessun contatto. Il mare sembra deserto.






MISSIONE 11


10 agosto 1940


Il comando mi affida un nuovo battello, un tipo VII-C. Anche questa missione consiste in un'azione di spionaggio: infiltrare un agente nel nord dell'Irlanda. Si parte.


17 agosto 1940


Ore 01.30 L'operazione è conclusa, e il tutto si è svolto piuttosto facilmente. Un caccia fermo e un altro che gironzolava sono stati agevolmente evitati. L'operazione si è svolta tutta in emersione. Ora non abbiamo una zona di pattugliamento assegnata: decido di rimanere al nord dell'Irlanda per intercettare convogli in entrata e in uscita, e così saggeremo i sistemi difensivi del nemico sotto costa.




20 agosto 1940


Ore 14.21 Convoglio in vista! Ci sono una decina di mercantili e almeno 4 caccia di scorta. Vado a quota periscopio. La scorta viene nella mia direzione, verso l'Inghilterra: due caccia precedono il convoglio, non mi hanno visto. Le navi zigzagano vistosamente. Scendo a 150 metri per far passare i due caccia: sono troppo vicino all'Inghilterra per aspettare la notte, e decido di attaccare subito.


Ore 15.06 I caccia mi sono passati sopra, ora sono in mezzo al convoglio. Il tempo è sereno, il mare piatto. Scelgo i miei obiettivi e lancio tutti i siluri su due mercantili. Ne colpisco uno con 2 siluri, un altro con un siluro. Due vanno a vuoto. Entrambi sono in fiamme ma continuano la loro corsa. Immediatamente la scorta mi vede: scendo a 150 metri e vado nella stessa direzione del convoglio con l'intenzione di ricaricare i siluri e finire le due navi.


Ore 15.40 Siluri ricaricati quasi completamente, torno a quota periscopio. Le navi danneggiate non hanno rallentato, e non riesco ad agganciarle. In attesa di finirle in un secondo momento individuo un altro obiettivo, e gli lancio questa volta 3 siluri: affondato! Si scatena la caccia, scendo a 150 metri, in mezzo a rumori di ping e di bombe di profondità.


Ore 19.11 Evado, lascio sfilare il convoglio e in emersione giro attorno tornando davanti alle mie prede. Le aspetto a quota periscopio. Ora sono piuttosto vicine. Non vedo più le navi danneggiate, nonostante fossero in fiamme: saranno affondate? (No, è che ho fatto la missione in giorni diversi, e salvando e ricaricando evidentemente sono tornate sane - mi ero dimenticato di questo bug che conoscevo - ndr). Non ho molti siluri, e allora scelgo la mia vittima con cura, un mercantile da 7.000 tonnellate, e mi posiziono a 600 metri: colpito e affondato! Riparte la caccia, ma evado facilmente dalla scorta e torno alla base di Lorient.


Totale: 35 navi, 262.904 tonn.


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MISSIONE 11



7 settembre 1940


Si salpa di nuovo. Lasciamo la Francia, il porto di Lorient, le stupende donne francesi che ci aiutano a sopportare le fatiche di questa guerra (...), le campagne intorno alla città. Si torna alla salsedine, alle alte lunghe dell'atlantico, alla pioggia e al sole, agli occhi incollati al binocolo.



13 settembre 1940


ore 4.55 Dopo qualche inseguimento di rumori di eliche che si sono rivelati essere dei caccia isolati, questa volta ci troviamo davanti ad un convoglio di 9 navi - 3 colonne da 3 - con 5 caccia di scorta: una davanti al convoglio e due per ogni lato. Mi posiziono davanti al convoglio a quota periscopio con lo scopo di far passare il primo caccia e trovarmi in mezzo a due file. Il caccia mi supera a 500 metri, davanti alla colonna centrale. Dietro di lui c'è il mercantile che farà la conoscenza con i miei siluri. Ne lancio 3 a impatto: colpiti con tutti e 3! Il bastimento affonda velocemente. Dietro segue un secondo mercantile: verifico i dati e ricontrollo la velocità. Imposto questo siluro con innesco magnetico 1,2 metri sotto la chiglia. Lancio: non esplode neanche questo!

Inizia la caccia, scendo a 150 metri per ricaricare i siluri e navigo nella stessa direzione del convoglio a tutta velocità per cercare di restargli sotto e colpire di nuovo.

Il tempo necessario per ricaricare 3 siluri di prua, per evitare di farmi superare completamente dal convoglio che naviga a 9 nodi, e torno a quota periscopio. I miei calcoli erano esatti: ho l'ultima nave del convoglio in posizione per essere colpita. Dietro di lei, a 1.000 metri circa, due caccia. Riprendo i dati (nel frattempo hanno variato la velocità), e lancio 3 siluri a impatto contro un mercantile da 7.000 tonnellate. Tre centri! La nave affonda velocemente. Questa volta mi hanno visto, la luce del giorno li ha aiutati. I due caccia mi puntano. Ho la possibilità di lanciare il siluro di poppa contro un altro mercantile. Essendo uno lo imposto con acciarino magnetico a 60 cm. sotto la chiglia. Lancio e mi butto a 150 m. visto l'arrivo dei caccia. Neanche questo siluro magnetico esplode! Dannazione!

Evado perpendicolarmente al convoglio: devo emergere per caricare i siluri esterni e le batterie, e quindi tornare all'attacco.


ore 08.00 Viaggiamo lateralmente al convoglio. Manteniamo il contatto visivo con un caccia che è a 10.000 metri circa. Il caccia non va dritto, zigzaga, va avanti, torna indietro. In una di queste evoluzioni viene verso di noi, noi ci allarghiamo di conseguenza; ma il comportamento è sospetto, perché ora è a beta zero e si avvicina. Manovro per mostrargli la poppa e ordino motori avanti tutta. Il caccia continua a puntarci e ora è a 6.000 metri. Ordino l'immersione rapida e mi precipito giù per la scaletta. In quel momento parte il primo colpo dal caccia, ma ci sfiora. Scendo alla sala comando quando lo scafo viene investito da un proiettile! I danni sono generalizzati, ma tutti lievemente tranne un motore diesel. Lo scafo è all'83%. Scendo a quota 90 metri, ma le batterie non vogliono saperne di partire, mentre la squadra di riparazione è all'opera. Il caccia si avvicina.


ore 08.24 Le batterie sono riparate. Possiamo muoverci. Vado al minimo in assetto silenzioso. Il caccia ci gira intorno, ma non sentiamo bombe di profondità. I danni sono quasi tutti riparati, ad eccezione di un motore diesel. Un secondo caccia è in avvicinamento.


ore 15.00 Non si sentono più rumori di eliche. Faccio un giro di periscopio: il campo è libero. Imposto la rotta per tornare alla base: con lo scafo così danneggiato non è il caso di restare in mare.


Missione: 2 navi, 14.037 tonn.

Totale: 37 navi, 276.941

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Si inizia a vedere che l'esperienza acquisita sino ad oggi da i suoi risultati: ottima missione, condotta con efficacia e controllo della situazione, peccato per quel colpo del caccia in avvicinamento. :doh:

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MISSIONE 12



30 settembre 1940


Ancora in mare, ancora nell'oceano nel punto di incontro di due segmenti immaginari che si incontrano a sud dell'Islanda e a ovest dell'Irlanda.



3 ottobre 1940


Incrocio un mercantile armato isolato: con 3 siluri lo colo a picco.

Poche ore dopo un secondo mercantile armato. Lancio i miei siluri, ma evidentemente mi ha visto perché inizia a zigzagare e probabilmente ha cambiato velocità. Gli torno in testa, rilancio ma uguale esito. Sono nero dalla rabbia, aspetto che si allontana e lo ingaggio con il cannone da 6.000 metri, visto che mi trovo non lontano dall'Inghilterra e non ho molto tempo a disposizione. I miei colpi sono più precisi, ma la sua quarta cannonata mi colpisce in pieno, provocandomi qualche danno, seppur non gravissimo. Vado a quota periscopio, lo lascio allontanare, e poi riemergo per continuare a cannoneggiarlo da più lontano: ormai è invasa dal fuoco.

Bastano a questo punto poche cannonate per finirlo: ora è cibo per pesci.

Torno alla base.


Il porto di Lorient si vede in lontananza, il mare è calmo. Udelar mi raggiunge nel giardino d'inverno. "Comandante, era così necessario attaccare con il cannone?" "Sì", rispondo. Mi accendo lentamente una sigaretta mentre scruto, intimamente divertito, lo sguardo interrogativo dell'ufficiale di rotta, che dopo una manciata di secondi replica "Se avessimo..." lo interrompo: "Abbiamo un cannone, e devo sapere se e come possiamo usarlo. Da ora incontreremo sempre più mercantili armati. Non avranno artiglieri così in gamba, pensavo, e da una certa distanza, secondo il mio ragionamento, avremmo dovuto avere gioco facile. Invece si sono dimostrati alla pari dei loro colleghi dei caccia. Incredibile, vero? Ora sappiamo che al massimo il cannone lo possiamo usare per dare il colpo di grazia a una nave nemica, ma dopo avergli spedito in pancia almeno un paio di siluri. Peccato, soprattutto doverlo sperimentare in prima persona...





Missione: 2 navi, 14.344 tonn.








MISSIONE 13



19 ottobre 1940


Destinazione oceano atlantico del nord, nel solito punto che fa da intersezione tra una ipotetica retta verticale che parte dell'Islanda e una orizzontale che parte dall'Irlanda.

Incontriamo un piccolo convoglio di petroliere e mercantili che non sembra scortato, anche se sono diversi i piroscafi armati.

Andiamo all'attacco in due ondate, il mare mosso non ci permette una ottimale rilevazione dei dati, ma senza grossi patemi affondiamo 3 petroliere, una grande da 7.000 tonnellate e due piccole da 3.500. Alcuni colpi sono andati a vuoto a causa degli zigzagamenti delle navi e i cambi di velocità, attuati dopo averci visto.


Missione: 3 navi, 14.457 tonn.

Totale: 42 navi, 305.742 tonn.

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MISSIONE 14



7 novembre 1940


Si parte, ancora. Sempre la stessa zona, sempre in cerca di tonnellaggio che serva a piegare l'Inghilterra.




10 novembre 1940


ore 12.21 Le vedette scorgono in lontananza un mercantile. Sembra isolato, solo e sperduto in mezzo all'oceano. E' armato, e stazza 7000.

Dopo un rapido inseguimento, mi metto in posizione e aspetto la preda a quota periscopio. Setto due siluri a impatto (ho deciso in maniera definitiva di abbandonare definitivamente i siluri magnetici, almeno fino a quando non mi forniranno di un nuovo tipo di siluri): affondato!


Il BdU mi toglie il punto di agguato e mi lascia libero di cercare i nemici. Resto comunque in zona.


ore 23.58 Nuovo avvistamento a 11.000 metri. Ci portiamo a prua e ci mettiamo in posizione. Si avvicina: è un piccolo piroscafo da 4000 tonnellate. Sto a quota periscopio e lo lascio avvicinare: non è armato. Emergo per colpirlo con il cannone: sto a 800 metri. Il piroscafo risponde al fuoco con delle mitragliatrici: ordino indietro tutta, il mio cannone continua a sparare mentre i colpi del nemico sono imprecisi, e l'unico colpo subito è quasi trascurabile. Dopo breve tempo una grande esplosione pone fine alla battaglia. Un'altra bandierina da far preparare.


14 novembre 1940


ore 04.11 Due aerei nelle scorse ore hanno sorvolato sopra la mia testa in mezzo all'oceano. Segno della presenza di una portaerei nelle vicinanze. Cerco con ancora più vigore un segnale della presenza nemica, e finalmente sento rumore di eliche. Vado avanti tutta con rotta a incrociare il nemico quando finalmente una vedetta vede del fumo all'orizzonte praticamente a zero gradi. Vado in rotta parallela alla massima velocità, quasi 18 nodi, ma non riesco a lasciarmeli dietro.

"Sembrano più navi, ma non si riesce a capire che tipo di navi sono. E filano che è un piacere!" Dice Tillman. "Ufficiale motori: sovralimentazione dei diesel!" Ordino. "Segnalate il convoglio via radio. Timoniere, 15 gradi a dritta." Cerco di avvicinarmi. Ormai sono le 04.37 e il sole sta per sorgere, se non ci provo ora non ci provo più. Almeno voglio vedere se sono solo caccia o se tra di loro c'è qualche nave da guerra.


ore 04.48 "Comandante, c'è una portaerei!" Mi avvisa Tillman, il mio secondo. "Portate su il libro delle navi". "Sì, è lei, - dico dopo dopo - è l'Illustrious. Signori, dobbiamo mandare ai pesci quell'ammasso di latta. Sta per sorgere il sole, abbiamo due alternative: cercare di avvicinarci ora o continuare l'inseguimento tutto il giorno aspettando la prossima notte." Interviene Udelar: "Siamo più veloci quasi di mezzo nodo, propongo di continuare a sopravanzarli e questa notte li aspettiamo a quota periscopio davanti alla loro rotta". "Ma è impossibile - afferma Tillman - è sufficiente che cambino rotta di 10 gradi e perderemmo terreno rendendo vana tutta l'azione: siamo a 9.000 metri ed è ancora un po' buio: accorciamo le distanze in emersione e lanciamo il più vicini possibile, quando siamo a non meno di 2.000, o comunque quando ci avvisteranno" "Sta bene. Vanno troppo veloci per riuscire a mantenere il contatto per 20 ore. D'altra parte li abbiamo a 100° andando quasi paralleli: non riusciremo a incrociarli perpendicorlamente, ma è l'unica possibilità che abbiamo. I siluri hanno un raggio di 3 km, e stiamo andando contro 4 caccia di scorta e un paio di incrociatori. Attacchiamo ora. E che Dio sia con noi. Ai posti di combattimento!"


ore 04.52 "Andare per 30° a dritta. Avvisatemi costantemente della distanza dalla portaerei, soprattutto quando scendiamo sotto i 4.000 metri. Sta schiarendo e tra poco ci vedranno, state pronti." "7.700 metri, comandante" "Aprire i tubi da 1 a 4. Lanceremo una salva da 4". So bene che i siluri non impatteranno a 90°: è un'azione rischiosa e con molte incognite. "6.200 metri" Come fanno a non vederci, penso. "Più forte con quei motori, forza!", urlo all'interfono. "Comandante, ci hanno visto, ci sparano!" "Distanza?" "5.800 metri" Non riusciremo mai ad arrivare integri a distanza di tiro, e cioè 2.300 metri, secondo i miei calcoli. Non mi resta altro da fare che andare a quota periscopio e vedere se si creerà un minimo di confusione che mi permetterà di lanciare. "Immersione rapida! Forza, forza!" Viro decisamente verso il convoglio a tutta velocità. Due caccia hanno lasciato la formazione e stanno andando nel punto in cui mi hanno avvistato. Andando a 10 nodi, la massima velocità in immersione, l'angolo di impatto sarà sicuramente sfavorevole, se riuscirò a lanciare. Imposto tutti i siluri a innesco magnetico, 1 metro sotto la chiglia.



ore 05.06 "Comandante, non la prendiamo più." Questa volta Udelar ha ragione. La distanza di impatto già ora sarebbe di quasi 5.000 metri, quasi il doppio dell'autonomia dei siluri. I caccia poi ora mi stanno venendo addosso. "Scendere a 180 metri, timoni 60° a sinistra." Siamo a 90 metri di profondità e iniziano a sentirsi le prime bombe di profondità. "Ora si balla, ragazzi. Silenziate il battello".


Ore 06.25 i due caccia ci hanno tenuto sotto per quasi un'ora e mezza. Alla fine si allontanano e non si contano danni. Torno a quota periscopio e non si contano danni allo scafo. Torno a quota periscopio e vedo uno dei caccia a distanza di 10000 metri. Torno in rotta parallela a quella del convoglio a tutta forza sperando di riprenderlo.





15 novembre 1940


ore 03.11 Getto la spugna, ho cercato la task force in tutti i modi, ma era velocissima e probabilmente ha anche cambiato rotta. Torno al normale pendolamento.


ore 21.06 Mi vendico contro un mercantile isolato e armato che ha avuto la sventura di passare nella mia zona: colpito con due siluri esplode spezzandosi in due.




17 novembre 1940


ore 22.42 "Rumore di eliche in avvicinamento!" urla l'idrofonista. "Convoglio o nave singola?" "Non lo so, il rumore è lievissimo" Iniziamo con le rilevazioni e tracciamo una rotta di incrocio. Dopo una ventina di minuti la nave è in vista: è un piroscafo grande armato, naviga isolato. Lo aspetto a quota periscopio e gli lancio una coppiola: due centri, nave che si apprua e che scompare negli abissi.




18 novembre 1940


ore 18.21 "Convoglio in vista!" Dopo ore di inseguimento, ecco il convoglio che stavamo inseguendo da 3 ore. Si tratta di 8 navi non scortate, di cui 4 armate. Attacco con i siluri i mercantili armati: se riesco a distruggerli tutti e 4 potrò dedicarmi con il cannone alle petroliere che sembrano non avere armi pesanti. Alla fine di lunghi appostamenti, inseguimenti, posizionamenti, e con relativamente pochi siluri, riesco ad affondarne due e a danneggiare le altre due. Se avessi puntato a distruggerne 3 lo avrei fatto senza problemi, ma ho voluto tentare. Mi hanno tradito, ancora una volta, i siluri magnetici, che ho usato in due casi nella speranza di affondare la nave con una sola torpedine; invece, come già successo, non sono neanche esplosi!


Torno alla base comunque con un bel bottino: 6 navi distrutte per 39.690 tonnellate.

Totale missioni: 48 navi per 345.432 tonn.

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Ottima missione: oculata e con rischi ben calcolati!

 

Non fa nulla per la portaerei sfuggita, sarà per la prossima occasione...

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MISSIONE 15

 

6 dicembre 1940

 

"Ehi, avete portato l'albero di Natale?" "Tranquillo, torneremo per festeggiare il Natale in famiglia." "Speriamo che questa volta la licenza ce la daranno sufficientemente lunga!" Sul ponte il morale è alto, le vedette sono già al loro posto e commentano così la data della partenza, i primi di dicembre. Se tutto va bene, in effetti, potremo festeggiare il 25 dicembre al caldo delle nostre case.

 

8 dicembre 1940

 

ore 05.25 Stiamo inseguendo una nave isolata: dopo rilevazione idrofonica riusciamo, dopo qualche ora, quasi a raggiungerla, quando l'idrofonista urla: "Rumore di eliche! Sono diversi caccia!" Corro all'idrofono: se ci sono più caccia potrebbe essere un convoglio! Lascio la nave isolata, per cui ci vorrebbe troppo tempo per arrivare a tiro (gli sto dietro di svariati chilometri e gli sto in coda) per iniziare la caccia al presunto convoglio. Se mi va bene ci sarà anche una nave da guerra!

C'è una fittissima nebbia che lascia 3.000 metri di visibilità. Capire la rotta con il solo idrofono e con pochissima visibilità richiede un paziente lavoro, e arrivo a vedere il primo caccia dopo 3 ore. Manovro lungamente per capire di che si tratta, cercando di capire con l'idrofono quante unità sono e di che tipo: si tratta solo di 3 navi da guerra. A vista le vedo tutte e tre: sono solo 3 maledettissimi caccia! Niente convoglio, niente nave da guerra! Li lascio perdere e inizio a inseguire il primo mercantile, di cui non sento traccia. Grazie agli appunti lasciati sulla mappa parto a tutta velocità nella speranza che non abbia cambiato rotta. A sera finalmente lo scovo: due siluri e due centri. La nave si apprua un po' ma continua la sua corsa, seppur lentamente. Lo seguo sempre a quota periscopica ma non ne vuole sapere di andare a fondo. Lo lascio sfilare fino a 3.000 metri, emergo per finirlo a cannonate nel buio circostante. Il terzo colpo fa centro, mentre i proiettori mi cercano nella notte. Prima che possano localizzarmi, il mercantile è distrutto dopo altri due colpi andati a segno.

Riparto per andare nel luogo di pattugliamento assegnatomi dal comando.

 

10 dicembre 1940

 

ore 07.53 E' ancora buio quando entro in contatto visivo con un convoglio. Vedo diversi caccia intorno, ma l'idrofono mi conferma la presenza di mercantili. La visibilità è 3.000 metri. Potrei andare in testa al convoglio o entrare lateralmente. Opto per entrare lateralmente: lascio sfilare il caccia e viro per 90° per entrare nel convoglio mantenendomi il caccia a 2.500 metri. poco dopo compare un secondo caccia dietro al primo a una distanza stimata dal primo di 3.000 metri. Passando in mezzo sarei a 1.500 metri da entrambi in emersione. Giudico lo spazio troppo ridotto, torno in rotta parallela al convoglio e cerco di andare in testa per la mia consueta modalità di attacco.

 

ore 08.55 Sono andato in testa al convoglio e sto entrando per lanciare su due navi della seconda colonna a quota periscopio. La visibilità è scarsa, vedo solo ombre, ma sono tante: deve essere un convoglio molto grande e molto ben scortato. Ora ho il caccia che mi sfila dietro: sarebbe un facile obiettivo, ma per lanciare verso i mercantili adocchiati dovrei aspettare ancora più di due minuti: affondarlo significherebbe allertare il convoglio che potrebbe disperdersi e sarebbe più difficoltoso per me colpire i veri obiettivi. Lo lascio indisturbato. Individuo i miei 3 obiettivi: 3 mercantili da 7.000 tonnellate, due nella fila davanti a me, uno in quella dietro. Le due coppiole di prua affondano i rispettivi obiettivi, il siluro di poppa colpisce, ma danneggia solo senza affondare. Mentre sul mare i proiettori cercano tra le onde il loro giustiziere, io mi fiondo a 150 metri per ricaricare i siluri. Vado nella stessa direzione del convoglio a tutta velocità: dovrei riuscire a mantenere la posizione. Infatti il primo piroscafo procedeva a 10 nodi, mentre il secondo a cui ho lanciato, che gli era dietro, aveva cambiato velocità ed era sceso a 6, e spero che abbia rallentato tutto il convoglio.

 

Nel momento in cui ricarico il terzo siluro di prua, salgo a quota periscopica: i miei calcoli erano esatti. Mi trovo infatti praticamente nella stessa posizione di quando sono entrato nel convoglio la prima volta, segno che ho guadagnato 4-5 metri dal momento in cui sono sceso. Trovo sempre i miei 3 obiettivi, due a prua e 1 a poppa; non vedo il mercantile precedentemente danneggiato: o è affondato o ha spento l'incendio (nel resoconto non risulterà affondato, ndr). Lancio dunque due coppiole sui due obiettivi di prua ma aspetto per quello di poppa, potrebbe servirmi per un colpo di grazia. Quattro centri! I due mercantili di prua affondano entrambi! Provo a lanciare il siluro di poppa con detonatore magnetico (fino ad ora ho lanciato tutti ad impatto) sperando di buttarlo giù con un colpo solo. Lo imposto a 1,2 metri sotto la chiglia; lancio: non esplode. Ma ormai ci ho fatto l'abitudine...

 

Missione: 5 navi distrutte per 35.114 tonnellate.

Totale missioni: 53 navi per 380.546 tonn.

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Eh, lo so, ma sono un cocciuto, ogni tanto ci riprovo perché mi farebbe fare probabilmente maggior bottino. Non capisco perché non si attiva. Tu a quanti cm dalla chiglia lo imposti?

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Eh, lo so, ma sono un cocciuto, ogni tanto ci riprovo perché mi farebbe fare probabilmente maggior bottino. Non capisco perché non si attiva. Tu a quanti cm dalla chiglia lo imposti?

 

Mai usati! :biggrin:

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Ciau :-D

Mia umile opinione...

Donc... la questione magnetica temo che sia una fetekkia di sh5.... anche a me nn sono MAI esplosi a 1,2 \ 1,5 sotto la chiglia, in pratica nn fa nessuna differenza usare i magnetici o impatto, l'importante è che colpiscano lo scafo e basta....

Avevo provato in passato a modificare cn l'editor il raggio del detonatore magnetico ma nisba.

Bisogna passarci su e ignorare il problema, è l'unica cosa che trovo poco realistica.

Infatti, se cn un detonatore a impatto si colpisce la patre inferiore dello scafo - la parte curva - questo sarebbe l'equivalente di un'AOB errato e in teoria nn dovrebbe esplodere ma invece fa bum... come se il modello 3d della nave fosse "inscatolato" in una forma rettangolare.

L'ideale sarebbe cn una single mission di prova far tentativi aumentando il raggio di detonazione cn l'editor, avevo fatto degli esperimenti in passato ma nn ci avevo dedicato molto tempo, devo riprovare (e reinstallare sh5) forse che forse si può risolvere almeno in parte.

Ciaa :-D

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Grazie Toy, non riuscivo a capire dove sbagliavo, ma evidentemente sbaglia SH5 e non io... Io nelle varie missioni ho cambiato il raggio di azione del magnetico, ma appunto non sono mai esplosi.

E' un peccato, perché l'innesco magnetico permette di lanciare anche con aob sfavorevoli, mentre quelli a impatto rimbalzano (o almeno dovrebbero, visto quello che scrivi a proposito della chiglia).

Comunque non li userò più, e "risolvo" così :-(

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MISSIONE 16



27 dicembre 1940


Il comando ci ha permesso di trascorrere il Natale nelle nostre case. E oggi nuova partenza verso l'Oceano, sempre all'incirca nella stessa zona. "E' dura partire dopo aver trascorso il Natale con i propri cari, e non sapere se li rivedremo ancora", borbotta l'ufficiale di rotta Udelar. "Sempre di buon umore, eh?" risponde con sarcasmo il mio secondo Tillman. "La tavola imbandita, la famiglia intorno al camino..." Fingo di non sentire le lamentele di Udelar, e per trarmi d'impaccio urlo un "IMMERSIONE RAPIDA!". "E' un'esercitazione e mi serve per controllare le condizioni del battello", dico a Tillman, ma il suo occhiolino mi fa capire che ha intuito che l'ordine serve per tutelare la mia bile...



29 dicembre 1940


ore 17.11 "Fumo all'orizzonte!" Urla una vedetta. E' il convoglio che avevamo sentito all'idrofono e che stavamo inseguendo da un paio d'ore. Sembra molto corposo. "Bene, ragazzi, ora prepariamo i fuochi d'artificio per far passare un bel capodanno a Sir Winston Churchill", dico con un ghigno che, mi hanno confidato poi, aveva un non so che di mefistofelico.




ore 22.22 Siamo davanti al convoglio, in rotta perpendicolare. Sono 6 colonne di mercantili per 5 unità per ogni colonna. Solita tattica, mi posiziono tra la terza e la quarta colonna, praticamente in mezzo al convoglio, e aspetto che le pecorelle vengano in bocca al lupo. Non vedo unità di scorta; un vero peccato non poter dividere il bottino con altri battelli e sterminarlo!

Ci sono molte navi piccole, scelgo con cura i miei bersagli.

Prima coppiola contro un mercantile da 7.000 tonnellate: due centri, ma la nave continua a navigare con solo incendi a bordo. Nel frattempo lancio con il siluro di poppa, ma manco il bersaglio. Lancio per il colpo di grazia al piroscafo a prua: colpito e affondato.

Scendo a 30 m. per ricaricare i siluri e navigo sotto il convoglio nella stessa direzione per lanciare di nuovo.

Per il secondo attacco controllo dal periscopio: il convoglio è scompaginato, ogni nave naviga per conto suo a velocità diverse l'una dall'altra. Lancio 4 siluri su due petroliere: colpisco con tutti i siluri, ma stanno ancora in piedi. Riesco a lanciare un altro siluro ognuno, colpisco ma non affonda nessuna delle due! Maledizione! Una continua a navigare, l'altra si ferma. Aspetto nei paraggi di quella ferma ma resta a galla. Aspetto che il resto del convoglio si allontana e poi la finisco con pochi colpi di cannone.

Inizio quindi a inseguire il convoglio mentre carico i siluri esterni: devo finire la petroliera in fiamme!

Dopo qualche ora sono di nuovo davanti al convoglio, per assestare il colpo finale alla petroliera in fiamme: colpita e affondata!


Sono ormai le 11 del giorno successivo, mi dirigo verso Lorient per caricare nuovi siluri e continuare la missione.


...


"Comandante, la vogliono in sala comando". Ero a letto completamente immerso nella lettura, sbircio dalla tendina e vedo un po' di persone radunate in sala comando: balzo in piedi e volo da loro. "Auguri comandante, buon anno!" Era la mezzanotte del primo gennaio, ed era la prima volta che lo festeggiavo a 80 metri di profondità in zona di guerra. "Auguri, e che il 1941 sia pieno di mercantili affondati!" declama il Secondo alzando il bicchiere con uno spumante italiano portato a bordo da qualcuno. "Come se fosse facile...", bisbiglia Udelar. "Comandante, come sintetizza questo 1940 di guerra?" mi chiede il capo silurista. "Abbiamo rischiato la pelle, ma solo quando abbiamo in un certo senso deciso di rischiarla. A volte ho provato a superare il limite, in superficie, e andare ben al di là del consentito - intanto Udelar annuisce con il capo -, ma era necessario per capire quale fosse il punto fino al quale poterci spingere. E poi non abbiamo ancora risolto il problema dei siluri magnetici, che non riusciamo a far esplodere." "In una birreria a Lorient ho parlato con alcuni comandanti - interviene Tillman - e sono anche loro alle prese con lo stesso problema. Un comandante aveva mandato una lettera al BdU con la richiesta di effettuare dei test più approfonditi nella scuola sommergibilisti, mentre un altro mi diceva di non averli mai usati per evitare appunto questi problemi." "Credo che per ora sarà meglio metterli in soffitta e affidarci al vecchio e sano impatto: l'impatto non mente. Alla salute!"




5 gennaio 1941


ore 03.19 Dopo un lungo inseguimento raggiungiamo una petroliera che naviga isolata. Due siluri non sono bastati: la finiamo con il cannone. Il 1941 inizia bene!



7 gennaio 1941


ore 06.41 

"Convoglio in vista!" Balzo in torretta: si vedono dei fumi. Ci avviciniamo, non è molto grande, ci sono due navi trasporto truppe, alcuni mercantili e diversi caccia. Vado in rotta parallela per superarlo e andargli in testa. Poco dopo le vedette mi annunciano altre navi in vista: è un altro convoglio, molto più grande, che va in altra direzione e sta incrociando il primo. Sono praticamente in mezzo ai due, e devo decidere il da farsi. Seguire il convoglio grande, con maggior possibilità di riuscita, o quello piccolo e meglio scortato, ma con due navi trasporto truppe? Decido per la seconda opzione, buttare giù un trasporto truppe e far bagnare il cu#o ai Tommy aiuterebbe anche le operazioni di terra.

Manovro e dopo alcune ore sono in posizione, mi avvicino e tra me e il mio obiettivo passa un caccia, che si trova a 200 metri dal mio periscopio, che saltuariamente faccio affiorare appena. Di poppa un altro caccia, a circa 800 metri. Potrei intanto silurarlo (va a velocità costante senza zigzagare), ma non voglio allarmare il convoglio. Non mi vedono e non mi sentono. Il caccia passa, il "mio" trasporto truppe è a 900 metri: lancio tutti e 4 i siluri di prua: affondato! Intanto lancio anche il siluro di poppa al caccia, ma lo manco (in realtà l'angolazione di impatto era troppa e forse ha rimbalzato, ma ho voluto tentare lo stesso)

Scendo a 150 m. e ricarico i siluri come un forsennato, mentre cerco di restare in mezzo al convoglio andando al massimo della velocità nella stessa direzione. Caricati 3 siluri risalgo a quota periscopica: ho a portata di tiro un mercantile che è l'ultimo della fila. Non avrò la possibilità di portare un ulteriore attacco, e decido di recapitargli tre confetti: affondato!

Ora rimango con due siluri di prua e uno di poppa, lascio il convoglio perché devo trasferire i siluri dalla coperta, e devo farlo in superficie.

il BdU mi toglie il punto di pattugliamento: ma decido di restare in zona operazioni.


Dopo poche ore incontro un mercantile isolato: due siluri sono sufficienti per affondarlo.

Senza siluri decido di tornare a Lorient


Pattuglia: 7 navi per 60.999

Totale: 60 navi per 441.545

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Grazie Toy, non riuscivo a capire dove sbagliavo, ma evidentemente sbaglia SH5 e non io... Io nelle varie missioni ho cambiato il raggio di azione del magnetico, ma appunto non sono mai esplosi.

E' un peccato, perché l'innesco magnetico permette di lanciare anche con aob sfavorevoli, mentre quelli a impatto rimbalzano (o almeno dovrebbero, visto quello che scrivi a proposito della chiglia).

Comunque non li userò più, e "risolvo" così :-(

 

A me hanno sempre funzionato ma forse perchè ho usato sempre SH5 pesantemente moddato.

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MISSIONE 17
27 gennaio 1941
Siamo di nuovo in mare, tra le onde e il profumo di salsedine. Lasciamo il porto di Lorient salutati dai camerati festanti e dalla banda che suona marce militari. Ho bisogno di musica, e ordino al marconista di mettere su un po' di canzoni tedesche, così da rendere meno "traumatico" il distacco da terra. In realtà in questo periodo sto meglio in mare che a terra. Quando sono a terra non vedo l'ora di tornare all'opera. Certo, aiuta il fatto che riusciamo sempre ad eludere con facilità le difese nemiche.
2 febbraio 1941
Incrociamo un mercantile isolato: due siluri non bastano, lo finiamo con il cannone.
6 febbraio 1941
Le vedette scorgono una petroliera isolata: affondata senza problemi.
12 febbraio 1941
Incrociamo un convoglio, una decina di navi scortate da 3 caccia. In due attacchi ripetuti affondo due navi e ne danneggio altre due. Un bottino inferiore al preventivato, complici due siluri non andati a segno e due navi danneggiate con due siluri ognuno che hanno continuato a navigare nonostante li abbia colpiti con due siluri.
In ogni caso la missione mi porta 4 navi piuttosto grandi affondate.
Pattuglia: 4 navi per 28.662
Totale: 64 navi per 470.207
Edited by nerone

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