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Squadrag54

Cento Anni Fa Avveniva La Battaglio Dello Jutland

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Cento anni fa avveniva la più grande battaglia della storia navale moderna.

 

http://www.cefalunews.net/cn/news/?id=50054

 

 

31 maggio 1916 la battaglia dello Jutland/Skagerrak

Il 31 maggio 1916, fu combattuta la battaglia dello Jutland (Skagerrak per i tedeschi). È ancora oggi la più grande battaglia navale combattuta nell’era moderna, ed essa presero parte 250 unità,151 inglesi e 99 tedesche, di queste, 50 erano corazzate, 14 incrociatori da battaglia e 8 incrociatori corazzati, le restanti 178 unita erano incrociatori leggeri e cacciatorpediniere.

La strategia tedesca nella Prima Guerra Mondiale, prevedeva una rapida affermazione sui fronti terrestri mentre trascurava il teatro di guerra marittimo. Per la Marina era previsto il concetto di “Fleet in Being” cioè la sola minaccia della sua presenza tenga in soggezione l’avversario, portandolo ad attaccare le sue basi con le relative perdite. Ma gli inglesi, forti della loro superiorità numerica non intendevano attaccare la flotta tedesca, a loro interessava che rimanesse chiusa nei porti, sperava invece in una battaglia in mare aperto dove annientare il nemico.

Il 15 gennaio 1916 prese il comando della flotta tedesca il vice ammiraglio von Scheer, che intendeva ribaltare il concetto. L’ammiraglio preparo un piano che prevedeva per la meta di maggio il bombardamento del porto inglese di Sonderland, molto vicino alla base degli incrociatori da battaglia inglesi. Il piano prevedeva che gli incrociatori da battaglia tedeschi attaccassero la costa, al fine di attirare gli omonimi inglesi, per poi portarli verso il grosso della flotta tedesca, era previsto anche l’utilizzo di sommergibili e soprattutto di dirigibili, per la ricognizione aerea. A causa del perdurare del maltempo che impediva l’uso dei dirigibili, von Scheer decise di limitarsi ad un azione contro il traffico mercantile nello Skagerrak, nella speranza di attirare nevi da guerra nemiche che gli incrociatori da battaglia avrebbero portato verso il grosso della Hocseeflotte in agguato.

Da parte inglese, l’ammiraglio Jellicoe, pensava di attirare l’avversario in battaglia effettuando una puntata verso la Skagerrak. Il 30 maggio l’ammiragliato tramite intercettazioni radio, scopri che la flotta tedesca stava per uscire in mare, passò l’informazione a Jellicoe, che diete a tutte le unità il pronti a muovere, la notte del 31 le due flotte lasciarono le basi.

Il grosso della flotta tedesca era preceduto dagli incrociatori da battaglia Lützow (nave di bandiera del vice ammiraglio Hipper), Derfflinger, Seydliz, Moltke e Von der Tann, scortati da 5 incrociatori leggeri e 30 cacciatorpediniere, con compiti esplorativi. Seguiva il grosso diviso in tre squadre, in testa la III^ squadra composta dalla 5^ divisione corazzate: Königh, Grosser kurfürst, Markoraf e Kron Prinz, e dalla 6^ divisione corazzate: Kaiser, Pince Regent Luitpold, Kaiserin, Friedrich de Gross ( nave di bandiera del comandante in capo Von Scheer), seguiva la I^ squadra formata dalla 1^ divisione corazzate: Osteriesland, Taüringen, Helgoland e Oldenburg, e dalla 2^ divisione corazzate: Posen, Rheinland, Nassau e Westfalen, chiudeva la formazione la 2^ squadra, formata dalle corazzate più vecchie, comprendente la 3^ divisione corazzate:Deutshland, Pommer e Schelesien, con la 4^ divisione corazzate Hannover, Schleswing-Holstein e Hessen, la flotta era preceduta da 6 incrociatori leggeri e scortata da 32 cacciatorpediniere.

Anche gli inglesi erano divisi in due formazioni, le forze di esplorazione al comando del vice ammiraglio Betty, formate dalla 1^ squadra incrociatori da Battaglia composta dal Lion ( neve di bandiera di Betty), Princess Royal, Queen Mary, Tiger; la 2^ squadra incrociatori da battaglia: New Zealand e Indefatigable; la 5^ squadra di linea, corazzate Barham, Valiant, Warspite e Malaya, scortate da 14 incrociatori leggeri, 27 cacciatorpediniere e una nave trasporto idrovolanti.

A Nord navigava la Grand Fleet, divisa in 3 squadre, disposte su sei colonne ognuna formata da una divisione.

La 2^ squadra di linea composta dalla 1^ e 2^ divisione corazzate: King George V, Ajax, Centurion, Erin, Orion, Monarch, Conquedor e Thunderer.

La 4^ squadra di linea composta dalla 3^ e 4^ divisione corazzate: Iron Duke ( nave di bandiera dell’ammiraglio Jellicoe) Royal Oak, Superb, Canada, Benbow, Bellerophon, Temerraire e Vanguard.

La 1^ sqaudra di linea composta dalla 5^ e 6^ divisione corazzate: Colossus, Collingwood, Neptune, St.Vincent, Marlborough, Revenge, Hercules e Angicourt. Dieci miglia davanti si trovavano due gruppi di incrociatori corazzati: Defence, Warrior, Duke of Edinburgh, Black Prince, Minotaur, Hampshire, Cochrane e Shannon. Preceduti di altre 10 miglia dalla 3^ squadra incrociatori da battaglia, composta da Invincible, Inflexible e Indomitable, il tutto era scortato da 12 incrociatori leggeri, 51 cacciatorpediniere ed un posamine.

Jellicoe, aveva impartito i seguenti ordini: gli incrociatori comandati da Betty dovevano trovarsi per le 14.00 del 31 maggio cento miglia ad ovest dello Jitland, mentre alla stessa ora la Grand Fleet si sarebbe trovata a 70 miglia a Nord Ovest da loro. I due ammiragli sapevano che numerose unità tedesche erano in mare, ma credevano, grazie ad uno scaltro accorgimento di von Scheer, che la Hochseeflotte si trovasse ancora nelle basi, i tedeschi ignoravano che la Grand Fleet fosse in mare diretta verso lo Jutland. Alle 14.15, Betty arrivato nel punto previsto, ordino alle sue unità di fare rotta Nord per congiungersi con la Grand Fleet, subito dopo arrivò il segnale di avvistamento del nemico dall’incrociatore leggero Galatea, che aveva avvistato l’omonimo tedesco Elbing, intento nel controllo di un mercantile danese, fra i due incrociatori iniziò uno scambio di salve, il Galatea incazzo un colpo a bordo che però non esplose, l’Elbing confondendo gli incrociatori leggeri, segnalo Incrociatori corazzati nemici in vista.

Erano le 14.28 del 31 maggio iniziava la battaglia dello Jutland.

Ricevuto il messaggio del Galatea, Betty prese rotta verso Sud-Est, l’ordine dato con le bandiere, non fu visto dalla 5^ squadra che continuo la rotta verso nord. Le due formazioni avversarie si portarono alla massima velocità e si apprestarono al combattimento, verso le 15.30 le due formazioni si avvistarono, Hipper fece assumere l’ordine di battaglia e diresse verso Sud dove si trovava il grosso delle flotta, Betty ignaro della presenza di Von Scheer, segui le navi tedesche, le due formazioni aprirono il fuoco quasi contemporaneamente alle 15.48. subbito la maggiore efficienza e rapidità del fuoco tedesco produsse i suoi frutti, il Moltke colpi 4 volte il Tiger, ed il Lützow piazzo colpi a bordo del Lion, gli inglesi invece , erano in difficoltà sia per i sistemi di punteria inferiori, sia pe colpa della scarsa visibilità e della colorazione grigio chiaro delle navi nemiche che le confondeva con cielo e mare, il tiro inglese risultava troppo lungo. Poi aggiustato il tiro, il Queen Mary colpi due volte il Seydlitz, colpendo una torre e provocando l0incendio delle munizioni, anche il Princess Royal colpi con un colpo il Lützow, ma ne ricivette 3 che misero fuori uso la centrale del tiro. Alle 16.00circa, il Lion fu raggiunto da un colpo del Lützow che perferò la corazza di una torre e scoppio all’interno provocando un incendio che solo l’allagamento della santabarbara sottostante permise di evitare il peggio, l’Indefatigable, inquadrato dal Von der Taan, fu colpito da tre proiettili a centronave che provocarono un grosso incendio, l’incrociatore uscì di linea accostando in fuori (a Sinistra) e fu raggiunto da altri due colpi a prora, dalla nave si sollevò una grandissima nube di fumo che l’avvolse completamente, da cui si vedevano grossi pezzi scagliati in aria, la nave era esplosa, al diradarsi del fumo non vi era più traccia della nave di tutto l’equipaggio si salvarono solo 2 uomini, negli stessi istanti il Lion fu colpito ancora 6 volte, Betty si allontanò dalla formazione tedesca ed ordinò ai cacciatorpediniere di attaccare, la prima fase della battaglia era finita, i tedeschi avevano messo a segno 21 colpi di grosso calibro, affondato una nave e messo fuori uso tre torri nemiche, avevano ricevuto a bordo 4 colpi e avevano una torre fuori uso. Fra le due formazioni si era sviluppata una mischia fra i caccia che cercavano di raggiungere gli incrociatori nemici e nel frattempo cercavano di impedire agli avversari di avvicinarsi. Nel mentre giungeva sul luogo dello scontro la 5^ divisione, che non avendo più visto le navi di Beatty, aveva invertito la rotta, lo scontro si riaccese, la Queen Mary inizio un duello con il Derfflinger fra le 16+.24 e le 16.26 sei salve dell’incrociatore tedesco centrarono l’incrociatore britannico, il Queen Mary si inclino a dritta, non aveva più alberi e fumaioli e sul fianco si vedeva un enorme falla, la nave si rovescio e dopo un minuto e mezzo scomparve dei 1275 uomini dell’equipaggio ne sopravvissero 9, il cacciatorpediniere Petard riuscì a passare lo schermo nemico e colpi con un siluro il Seydlitz, che imbarcò circa 2000 tonnellate d’acqua ma prosegui il combattimento i caccia tedeschi V29 e V27 furono affondati gli incrociatori tedeschi Von der Tann, Moltke, Lützow, Seydlitz e il Derfflinger furono colpiti ma loro volta arrecarono danni al Lion, Tiger e Barham. Alle 16.33 l’incrociatore leggero Southampton segnalo a lampi di luce “corazzate nemiche a Sud-Est” a questo punto Beatty decise di ritirarsi fece invertire la rotta e trasmise a Jellicoe che la flotta nemica era in vista, anche questa volta le corazzate della 5^ squadra si avvidero tardi dell’ordine di cambio di rotta e proseguirono verso Sud finendo sotto il tiro dei tedeschi che colpirono più volte La Barham e la Malaya, le due squadre tedesche riunitesi iniziarono ad inseguire gli inglesi i cacciatorpediniere Nestor e Nomad, che tentavano di proteggere la ritirata di Beatty, furono affondati. Verso le 17 lo scontro fra le due formazioni riprese lo scambio di colpi provocò la perdita delle stazioni radio del Lützow, Hipper da quel momento poté comunicare solo con le bandiere o con i proiettori, il seydlitz fu colpito ebbe un incendio nella santabarbara furono colpiti anche il Grosser Kurfürst, il Markgrae ed ancora il Derfflinger, gli inglesi lamentarono ancora colpi a bordo del Lion dove si svilupparono nuovi incendi e gravi danni alla Malaya. Beatty cerco di effettuare il “Taglio a T” della formazione tedesca puntando ad Est, al fine di evitare la manovra Hipper dovette accostare per Est anche lui. Verso le 18.00 l’incrociatore leggero Chester che precedeva le navi della 3^ divisione inviata da Jellicoe alle 16.00 in aiuto di Beatty fu attaccato dagli incrociatori leggeri tedeschi che lo ridussero a mal partito riuscì a salvarsi per l’arrivo delle unità maggiori. L’incrociatore tedesco Frankfurt, scambiando gli incrociatori corazzati per corazzate, segnalò di essere sotto il fuoco di corazzate nemiche, gli incrociatori aprirono il fuoco sul Wessbaden mentre i cacciatorpediniere attaccavano i tedeschi perdendo lo Shark e l’Acasta. Finalme nte giunsero in vista dello scontro le forze di Jellicoe ancora in formazione di marcia, mentre gli incrociatori Defence e Warrior proseguivano il cannoneggiamento del Wessbaden non si avvidero dell’arrivo della squadra tedesca che aprirono il fuoco da una distanza di 6000m, il Defence ripetutamente colpito salto in aria e scomparve con tutto l’equipaggio 15 colpi raggiunsero anche il Warrior che sfuggì all’affondamento perché fra lui e il nemico si frappose il Warspite che a causa di un guasto al timone descrisse un cerchio, la Warspite incasso 7 colpi da 300mm che la costrinsero ad abbandonare la battaglia, anche il Black Prince fortemente danneggiato ne approfitto per allontanarsi dallo scontro. L’Invincible si trovò sotto il fuoco del Derfflinger e del Lützow alle 18.30 fu colpito una prima poppa e poi al centro esplose spezzandosi in due lasciando solo 6 superstiti. Le perdita iniziavano a farsi pesanti per gli inglesi in poche ore avevano perduto 3 incrociatori da battaglia, 1 incrociatore corazzato e due cacciatorpediniere con la perdita di più di 4000 uomini compresi due ammiragli. Alle 18.15 Jellicoe aveva dato l’ordine di di disporsi in linea di combattimento, nel mentre von Scheer era stato informato che i superstiti del Nomad, raccolti da unità tedesche avevano riferito che in mare si trovavano molte unita maggiori inglesi, incerto della reale consistenza delle forze nemiche mando i cacciatorpediniere a stendere una cortina fumogena fra gli schieramenti ed ordino un accostata ad un tempo di 180°, l’ordine prevedeva che tutte le navi della flotta simultaneamente invertissero la rotta, manovra che riuscì perfettamente, il continuo attacco dei caccia porto al siluramento della corazzata Malborough, che riuscì comunque a rimanere in linea e alla perdita del caccia V48. Alle 19.00 gli inglesi riuscirono ad intravedere la flotta tedesca ed aprirono il fuoco, von Scheer ordino agli incrociatori di attacare ma mentre si portavano all’attacco furono pesantemente colpiti al Derfflinger furono distrutte le due torri poppiere, il Seydlitz ed il Van der Tann furono ripetutamente colpiti, mentre gli incrociatori attaccavano von Scheer comando un'altra accostata di 180°, fallito l’attacco degli incrociatori furono mandati all’attacco i cacciatorpediniere, ma appena questi usicrono dalla cortina fumogena si trovarono davanti la Grad Fleet schierata su un largo tratto dell’orizzonte, l’attacco dei caccia costrinse gli inglesi ad accostare in fuori provocando l’allontanamento delle due formazioni e la sospensione del fuoco. I tedeschi procedendo verso Ovest si allontanavano dalle loro basi, von Scheer si trovava in una posizione scomoda, non poteva dar battaglia alla flotta inglese numericamente superiore, ma questa si frapponeva fra lui e le sue basi, il Lützow era gravemente danneggiato, riusciva a stento a mantenere i 15 nodi, tanto che Hipper si trasferì sul Moltke, il Derfflinger ed il Seydlitz avevano imbarcato grandi quantità d’acqua e avevano gran parte delle artiglierie fuori uso il Von der Tann aveva riparato i danni alla bene e meglio ma non vi erano certezze sulla durate delle stesse, von Scheer prese rotta Sud per cercare di avvicinarsi alla sue basi.

Intanto gli inglesi cercavano di riprendere il contatto prima del buio, Jellicoe consapevole della propria inferiorità nelle comunicazioni e nei sistemi di punteria, non voleva un combattimento al buio. Alle 20.17 si riaccesero gli scontri, durante i quali su gravemente danneggiato l’incrociatore leggero inglese Calliope e gli incrociatori di Hipper subirono nuovi danni, alle 21.00 sullo scontro scese il buio e la flotta inglese assunse l’assetto notturno con la distanza di un miglio fra le varie divisioni ed i caccia messi in retroguardia. La notte buia e senza luna rendeva difficoltoso distinguere anche le navi della stessa formazione (400m di distanza), von Scheer decise di dirigersi verso le sue basi aprendosi se necessario il passo a cannonate. Durante la notte avvennero sporadici combattimenti fra il naviglio minore verso le 22 si scontrarono gli incrociatori leggeri, l’incrociatore tedesco Frauenlob fu affondato da siluri e L’Hamburg venne dannegiato, da parte inglese riportarono seri danni il Southampton ed il Dublin, alle 23 i caccia inglesi si imbatterono nella testa della flotta tedesca prossima a passare la coda di quella inglese, nello scontro affondarono i caccia Tipperary, Spitfire, Fortune ed Arden, mentre il Broke, Sparrowhawk e Contest entrarono in collisione fra loro. Verso la mezzanotte il Black Prince già danneggiato, scambio per amiche le corazzate tedesche queste aprirono il fuoco da una distanza di 1000m affondandolo con tutto l’equipaggio, anche i caccia Petard e Turbulent fecero lo stesso errore, il primo fu gravemente danneggiato ed il secondo affondato, nonostante i combattimenti, Jellicoe, mantenne la rotta, cosi che von Scheer riuscì a passare la formazione nemica, anche se ci furono le perdite della corazzata Pommer e del caccia V4.

Passato il pericolo i tedeschi si accinsero a soccorrere le navi più danneggiate, dopo averne recuperato gli equipaggi, furono affondati il Lützow, l’Elbing, il rostock ed il Wisbaden. Anche gli inglesi furono costretti ad affondare il Warrior, ultima vittima dello scontro fu la corazzata Ostfriesland, che alle 5.30 del 1 giugno urto una mina.

La battaglia dello Jutland era conclusa, i tedeschi ne uscivano tecnicamente e tatticamente vincitori, infliggendo alla Royal Navy le più gravi perdite dalla sua fondazione e riuscendo ad evitare l’annientamento. Strategicamente i vincitori furono gli inglesi, la marina tedesca, non tento più di uscire dal Mar Baltico se non per recarsi a Scapa Flow dopo l’armistizio.

Bibliografia:

Grandi battaglie del XX secolo, Curcio Editore di Arrigo Petacco.

Storia della Marina Fabbri Editori

Edited by Squadrag54

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Una data certamente suggestiva: il centesimo anniversario di quella che è, probabilmente, la più discussa battaglia navale della storia contemporanea.

Mi permetto di aggiungere qualche fonte internazionale.

 

 

 

https://defenceindepth.co/2016/05/31/the-battle-of-jutland-an-unpalatable-result/

 

Questa è una breve, ma pur sempre interessante, analisi di John Brooks:

 

 

The Battle of Jutland (in Germany of the Skagerrak) took place on 31 May and 1 June 1916. It was the only fleet encounter of World War I with 151 British and 99 German warships present: battleships, battlecruisers, armoured cruisers, light cruisers and destroyers. The battle ended with the British Grand Fleet still dominant in the North Sea and with the German High Seas Fleet retreating to its bases. But the price of this strategic victory had been no less than a tactical defeat. British casualties were 6,768 killed and wounded, while the German total was 3,058. The Royal Navy lost three battlecruisers, three armoured cruisers and eight destroyers: Germany, one battlecruiser, one predreadnought battleship, five destroyers and also four light cruisers. Admiral Sir John Jellicoe, the British Commander-in-Chief, wrote of the battlecruiser actions that ‘the result cannot be other than unpalatable’ but this verdict can apply equally to the whole battle. Part of the explanation lies in the greater tendency for fires in British gun propellant to develop into catastrophic magazine explosions. But why was the British fleet unable to inflict greater losses on its weaker opponent?

 

Just before 3.30pm on 31 May, the opposing scouting forces sighted each other – they were the British Battle Cruiser Fleet (the BCF) led by Vice-Admiral Sir David Beatty and the German Ist Scouting Group (the ISG) commanded by Vice-Admiral Franz Hipper. Of the BCF’s three squadrons, that commanded by Rear-Admiral Horace Hood was with the battlefleet but temporarily Beatty had been given four fast battleships from the 5th Battle Squadron (the 5BS). Hipper reversed course, enticing Beatty in ‘the Run to the South’ towards the advancing German battlefleet led by Vice-Admiral Reinhard Scheer. Yet, despite a report of nearby heavy enemy ships, Beatty had done nothing to concentrate his forces; the 5BS would take no part in the first phase of the coming action. Beatty still had six battlecruisers to the German five. But his approach was too steep; when Hipper opened fire, the British battlecruisers were still manoeuvring to free themselves from smoke interference; in the main, their ranges were inaccurate; the two rear battlecruisers were still struggling to get into line; not all the British turrets were bearing; and one German ship had not been selected as a target. In this first phase, the British ships made only 6 hits to at least 22 German, including those that caused the cordite explosions that sank Indefatigable. In the second phase, the British battlecruisers probably scored only three hits whereas the 5BS made as many as seven at long range. The ISG obtained at least thirteen more hits and Queen Mary also blew up but, just afterwards, Hipper was forced to turn away by the fire from the 5BS and by a timely attack by Beatty’s destroyers. As soon as Beatty sighted the High Seas Fleet, he turned about, with the 5BS trailing some three miles astern, to lead Scheer in the ‘Run to the North’ towards Jellicoe’s Grand Fleet. But the battlecruisers went out of action for almost 25 minutes, leaving the battleships to engage all the German forces. Also, Beatty allowed his destroyer flotillas to remain on his disengaged flank, where they were no threat to the pursuing enemy.

 

As soon as Jellicoe learned that Beatty was in action, the C-in-C sent Hood’s three battlecruisers ahead to rejoin the BCF, leaving the armoured cruisers as the battlefleet’s only advanced force. Just as the two battlefleets made contact, at 6.15pm Jellicoe deployed his battleships from columns into single line and ‘crossed the T’ of Scheer’s line. But the armoured cruisers led by Rear-Admiral Sir Robert Arbuthnot were caught between the lines, his flagship Defence blowing up and Warrior being fatally damaged. Shortly afterwards, at the end of a brief action with the ISG, Hood’s flagship Invincible also exploded, though not before crippling Hipper’s flagship Lützow. Visibility was now bad, especially for the Germans, and Scheer had to disengage by an action-turn-about, that is, a near-simultaneous course reversal by his whole line. To the British, the enemy disappeared into the mist but Jellicoe delayed turning in pursuit. Nevertheless, by making a second action-turn-about prematurely, Scheer found Jellicoe once again crossing his T. Meanwhile, Beatty had refused to pursue the ISG; instead, at about seven o’clock, he led his reunited battlecruisers through a complete circle, after which they were in a position to fire only a few ineffective salvos at long ranges as the battle reached its climax. Scheer again vanished when, to get out of trouble, he ordered a third action-turn-about under cover of attacks by his battlecruisers and some destroyer flotillas. Partly due to Vice-Admiral Sir Thomas Jerram’s hesitant leadership of the British van, Jellicoe had not yet reformed his battleships into single line. With the attacking German flotillas posing a clear threat, at least to the rear British divisions, Jellicoe elected to turn all his battle squadrons away, losing contact for good with the enemy battlefleet. Then Commodore (Flotillas) James Hawksley led an attack, though by only a half-flotilla, but he was peremptorily recalled by Jellicoe before he could find the disorganised enemy. About an hour later, with dusk approaching, Beatty briefly encountered the ISG and the German predreadnoughts but he did not follow them when they turned away.

 

As night fell, Jellicoe turned South for the night, with his flotillas and a light cruiser squadron five miles astern of his battleship columns: but Scheer decided that he must return SSE’wards past Horns Reef off the Jutland coast. As he crossed astern of the British battlefleet, costly attacks by British light forces led to the loss of three German light cruisers. Three more flotillas were still well-placed for a massed attack from ahead on the advancing German line but this opportunity was lost when Captain James Farie suddenly turned his 13th Flotilla sharply away from the enemy. Some destroyers still crossed ahead of the German van but they neither attacked nor reported the enemy. Later, at daybreak, one division of the 12th Flotilla, led by Commander Anselan Stirling, sank the predreadnought Pommern but Maenad (Commander John Champion), by turning about, obstructed the attacks of those boats that had been following her.

 

After dark, Jellicoe received one Admiralty signal stating clearly that Scheer had ordered his forces to return past Horns Reef, a course that was consistent with the firing that could be seen from the British flagship. But the only clear report from Jellicoe’s own ships gave the German course as South and he chose to believe that the enemy fleet was still following him. At 2.30am, Jellicoe turned North but his hopes of quickly picking up his destroyers and encountering the High Seas Fleet were both disappointed – the enemy forces were already out of reach.

 

Throughout the battle British commanders (knowingly or not) missed opportunities to inflict more damage on enemy ships, to limit losses to their own ship, or even both at once. The battle began badly when Beatty made the elementary tactical blunder of not engaging with his whole force. If his ten ships had concentrated on Hipper’s five, most probably Indefatigable and Queen Mary would have survived and the ISG would have been finished as a fighting force. If Beatty had supported the 5BS throughout the Run to the North, they would have received less damage and inflicted more on the German battleships; also his destroyers were not in a position to intervene at the critical moment of deployment. He would not pursue the enemy battlecruisers either after the sinking of Invincible or when he encountered them again at the end of the day; at either time, even a few more hits on Seydlitz would have ensured her loss.

 

Despite minimal information about the enemy, Jellicoe made the best possible deployment but it was marred by the destruction of Arbuthnot’s armoured cruisers and Invincible, the unforeseen consequence of sending Hood ahead. Since the outbreak of the War, Jellicoe had been apprehensive of attacks with torpedoes and mines and of his ships’ ability to withstand underwater hits; these concerns discouraged him from pressing home his advantages, while Jerram’s hesitant leadership of the van added to his problems; eventually Jellicoe turned away from the enemy and lost contact. He undoubtedly misjudged Scheer’s movements during the night but, if they had met near Horns Reef at dawn, it is far from certain who would have inflicted the greater damage.

 

Of the destroyer leaders, after Jellicoe’s rebuke Hawksley missed two opportunities to attack during the day. But Pommern’s sinking by Stirling’s flotilla showed what might have been accomplished during the night if Farie had not broken up the destroyer concentration that stood in the way of the retiring High Seas Fleet.

 

The strategic outcome of the Battle of Jutland would probably not have been much different anyway. But if British commanders had seized their tactical opportunities, the losses in ships and men would have been more evenly balanced and the tactical result would have been much more palatable.

 

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Inoltre, ecco un video molto ben realizzato (voluto da N. Jellicoe, autore di una buona storia sullo Jutland recentemente pubblicata dalla Seaforth):

 

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https://medium.com/@DrSamWillis/jutland-naval-battles-and-the-ghost-of-seapower-d4aa174f11f2#.5wbdjuxby

 

The British obsess about naval battles and always have done. Yes, we are an island nation; yes the sea matters; but that does not necessarily mean that it matters MORE than it does — or it did — to France or Germany: The French coastline is longer than ours; Germany was as dependent on maritime imports in WW1 as we were, hence the key position of maritime blockade of Germany in British strategy during the war.

 

And what of the battle of Jutland itself? Yes it was ‘indecisive’ but what were people expecting then? And what do people consider now to be ‘decisive?’. ‘They wanted a new Trafalgar’ they cried then, and everyone cries now, but here’s the key thing about Trafalgar that everyone tends to overlook: Trafalgar was fought in 1805 but we didn’t defeat Napoleon until 1815. That’s a DECADE later.

 

So the really interesting question has two sides to it: one is the actual impact of seapower upon history and the other is the public perception of the impact of seapower upon history. The role of the historian, of course, is to bring the two together as closely as possible. Far more, indeed, needs to be written about the impact of seapower upon history but we do at least know that seapower affects economics, politic, culture, society and so on in an enormous variety of ways. In fact, fleets of naval ships don’t even have to do anything to affect history. They can simply exist and exude a threat thereby influencing history. So often the impact of seapower needs to be measured in its promise rather than its actual effect, and so too must its ghost be considered — fleets influenced wars long after their presence left a theatre of operations.

 

Jutland, then, must be weighed and measured in numerous ways. Ok the British expected a victory and they expected that victory to rapidly and directly affect the war, and for me that is the interesting point — for it reveals an ignorance of naval history that has influenced British politics and cultural thought for a century. Naval battles simply do NOT affect wars that quickly and never have done, which means that in this obsession with naval battles we find a fascinating flaw in the British psyche — a love for seapower allied with a curious misunderstanding of how it works.

 

(Sam Willis)

Edited by Spark

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Un articolo interessante - ma da prendere con le pinze - sul Telegraph, scritto da Nicholas Jellicoe, nipote dell'ammiraglio Jellicoe, già nominato poco sopra.

 

http://www.telegraph.co.uk/men/thinking-man/even-nelson-could-not-have-done-better-at-jutland-than-my-grandf/

 

Nel link c'è l'articolo per intero, qua riporto un breve estratto:

 

I seriously doubt that, under the conditions that day, a Nelson would have done any better. He knew that a failure at Trafalgar only risked a third of British naval assets, whereas Jellicoe was, in Churchill’s famous words, “the only man on either side who could have lost the war in an afternoon”.

The entire complement of British first-line ships was deployed at Jutland, and both sides were fighting with new and mainly untried technologies – long-range gunnery, fire control systems, torpedoes, mines, new ship designs.

The stalemate at Jutland convinced the German high command that they could never win a fleet-to-fleet action. Instead, they aggressively resumed unrestricted submarine activity as the only chance of winning a war bogged down on the western front.

 

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Avrei voluto riportare anche alcune immagini ma non ci sono riuscito, sono consultabili comunque all'indirizzo originale.

Edited by Spark

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"The Daily Mirror reports on the heavy losses the Royal Navy suffered when it engaged the German Fleet at the Battle of Jutland."

 

http://www.bbc.co.uk/history/worldwars/wwone/mirror03_01.shtml

 

 

Admiralty, 1.30am: Since the foregoing communiqué was issued a further report has been received from the Commander-in-Chief of the Grand Fleet stating that it is now ascertained that our total losses in destroyers amount to eight boats in all. The Commander-in-Chief also reports that it is now possible to form a closer estimate of the losses and damage sustained by the enemy fleet.

One Dreadnought battleship of the Kaiser class was blown up in an attack by British destroyers, and another Dreadnought battleship of the Kaiser class is believed to have been sunk by gunfire. Of three German battle cruisers, two of which it is believed were the Derflinger and the Lutzow, one was blown up and another heavily engaged by our battle fleet and was seen to be disabled and stopping, and the third was observed to be seriously damaged.

Edited by Spark

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