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Regia Marina

Assegnata Alla Francese Dcns Maxi Contratto Sottomarini Australiani

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Ho appena letto questo articolo apparso su Repubblica Online.

 

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/04/26/news/dcns_sottomarini_australia-138483677/?ref=HRLV-4

 

Ne avevamo parlato qualche tempo fa in questo forum sulla volontà dell'australia di sostituire i suoi vecchi e inaffidabili Collins con altri sottomarini e nella nostra discussione sembrava essere in pole position per la fornitura il Giappone ma sembra che la trattativa sia andata a finire in mani francesi con un maxi contratto da 50 miliardi di dollari AUS che in euro sono circa 34 miliardi.

 

L'articolo non scende nei dettagli tecnici (e forse è meglio così) sulla tecnologia e la tipologia di unità che saranno prodotto, si limita ad affermare che la produzione sarà presso i cantieri Australiani di Adelaide con una ingente ricaduta occupazionale in positivo per l'economia australiana.

 

Sembra anche (sempre secondo quanto riporta l'articolo) che il governo australiano si stia tutelando presso gli USA da una possibile "offesa" da parte del Giappone in merito alla mancata assegnazione.

Pare che a mettere fuori gioco il Giappone dalla gara non siano stati argomenti tecnici ma semplicemente una ritenuta mancanza di esperienza in gare internazionali e sulla riluttanza da parte nipponica nel subappaltare il lavoro fuori dai cantieri giapponesi.

 

Non sò se gli argomenti sono collegati ma da un'altra parte avevo letto di un progetto della DCNS francese in merito ad una versione modficata del Barracuda con propulsione mista Diesel-Nucleare, ma non sò se parlava di questa fornitura.

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La notizia è comparsa anche su DifesaOnline, che ci da qualche dettaglio in più.

 

La classe di battelli è denominata Shortfin Barracuda Block 1A, una variante diesel-elettrica (nessun reattore nucleare) della Barracuda, e sarà composta da 12 esemplari equipaggiati con armi americane. Da una veloce ricerca emerge quanto sia stato difficile concepire questa variante, nata per essere propulsa da un reattore nucleare.

 

ShortfinBarracuda_zps68fglexh.jpg

 

 

 

 

Fonte: Difesaonline.it, "AUSTRALIA, UFFICIALE: 40 MILIARDI DI DOLLARI ALLA FRANCIA PER 12 SOTTOMARINI D'ATTACCO"

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UN design tipicamente da SSN per un SSK, chissà che risultati darà.

I barracuda a vedere il disegno hanno un'elica intubata tipo pump-jet, novità anche questa per un SSK se sarà mantenuta. (come anche i tubi lanciasiluri posti nella tipica posizione US Navy invece che in zona prodiera come sugli altri SSK)

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Davvero una sorpresa! davo per certo una vincita dei giapponesi o, al limite, dei tedeschi.

Il pumpjet era gia stato testato dai russi su un kilo, ma non con eccelsi successi, sembra.

 

B-871%2BAlrosa%2Bis%2Bthe%2Bonly%2BKilo-

 

Ma ci sono diverse cose che non mi tornano, o almeno mi lasciano perplesso.

Sono il primo fautore delle batterie a lunga durata (ne ho fatto anche un articolo per la rivista marittima), ma ad oggi non mi risulta esista ancora la tecnologia che consenta una ricarica davvero rapida delle batterie al litio senza un rischio di esplosioni. E questo li renderebbe incompatibili con i rapidi cicli a snorkel di un convenzionale.

 

A questo punto strano che non abbiano contemplato il MESMA, fiore all'occhiello dei francesi per l'AIP. Vedremo i risultati

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Tutta un'altra cosa!

E' essenzialmente un turboalternatore a ciclo Rankine che usa il vapore generato dalla combustione di etanolo e ossigeno a 60 atmosfere. Cio' consente di espellere fuori bordo l'anidride carbonica ad ogni profondita' senza un compressore.

L'approccio MESMA e' sostanzialmente derivato dall'esperienza francese con la propulsione nucleare usando un generatore di vapore non nucleare. Benche' il MESMA abbia una potenza specifica maggiore delle altre alternative AIP, il suo rendimento e' il piu' basso. Quindi il consumo specifico di ossigeno e' il piu' alto. lI tre Agosta 90B del Pakistan, hanno un impianto MESMA da 200kw con un incremento di autonomia subacquea di 3-5 volte a 4 nodi.

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Tutta un'altra cosa!

E' essenzialmente un turboalternatore a ciclo Rankine che usa il vapore generato dalla combustione di etanolo e ossigeno a 60 atmosfere. Cio' consente di espellere fuori bordo l'anidride carbonica ad ogni profondita' senza un compressore.

 

L'approccio MESMA e' sostanzialmente derivato dall'esperienza francese con la propulsione nucleare usando un generatore di vapore non nucleare. Benche' il MESMA abbia una potenza specifica maggiore delle altre alternative AIP, il suo rendimento e' il piu' basso. Quindi il consumo specifico di ossigeno e' il piu' alto. lI tre Agosta 90B del Pakistan, hanno un impianto MESMA da 200kw con un incremento di autonomia subacquea di 3-5 volte a 4 nodi.

 

 

Davvero una sorpresa! davo per certo una vincita dei giapponesi o, al limite, dei tedeschi.

Il pumpjet era gia stato testato dai russi su un kilo, ma non con eccelsi successi, sembra.

 

B-871%2BAlrosa%2Bis%2Bthe%2Bonly%2BKilo-

 

Ma ci sono diverse cose che non mi tornano, o almeno mi lasciano perplesso.

Sono il primo fautore delle batterie a lunga durata (ne ho fatto anche un articolo per la rivista marittima), ma ad oggi non mi risulta esista ancora la tecnologia che consenta una ricarica davvero rapida delle batterie al litio senza un rischio di esplosioni. E questo li renderebbe incompatibili con i rapidi cicli a snorkel di un convenzionale.

 

A questo punto strano che non abbiano contemplato il MESMA, fiore all'occhiello dei francesi per l'AIP. Vedremo i risultati

 

Si non ricordavo il Kilo Alrosa (ovvero versione del Kilo dotato di Pump-Jet).

Forse non hanno preso in considerazione l'adozione del MESMA per il fatto che queste unità saranno costruite in Australia e trasferire tale tecnologia ad un partner esterno così "lontano" e diverso tecnologicamente sarebbe stato complicato.

 

Quello che invece lascia me perplesso è che hanno scartato due competitor che presentavano progetti di SSK AIP (Stirling per i giapponesi, Fuel Cell per la thyssenkrupp) per prenderne uno convenzionale (sempre se venga confermato che non avrà sistemi AIP in dotazione), forse sperano di avere incrementi di durata con le semplici batterie al litio rispetto alle tradizionali?

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L'unico pensiero che ho in testa è che le batterie non saranno al litio e neanche LiPO, ma qualcosa di differente.

Ci sono molte soluzioni allo studio, sopratutto per l'autotrazione ibrida, magari pensano a quello.

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Speriamo che i cantieri di Adelaide siano in grado di gestire un progetto così "avveneristico"

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Davvero una sorpresa! davo per certo una vincita dei giapponesi o, al limite, dei tedeschi.

Questo articolo di ieri su Analisi Difesa http://www.analisidifesa.it/2016/04/sottomarini-australiani-il-trionfo-dei-francesi-di-dcns/, oltre a dare dettagli tecnici in più, ipotizza che probabilmente la non assegnazione al Giappone è dovuta al desiderio australiano di non irritare la Cina, importante partner economico.

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Apprendiamo da defencetalk al link http://www.defencetalk.com/australia-inks-mega-deal-to-buy-french-subs-68678/ che il contratto tra Francia e Australia è stato firmato, Un contratto da circa 37 miliardi di euro per la fornitura di 12 battelli tipo Barracuda modificato, da costruire in Australia. La modifica principale è l'apparato propulsivo, convenzionale/AIP invece che nucleare, ed è interessante notare ch eil sistema di combattimento no sarà francese, nonostante gli ottimi sonar Thompson, ma a stelle e strisce

 

ecco l'articolo

Australia inks mega deal to buy French subs

Australia on Tuesday signed a mega deal to purchase a fleet of next-generation submarines from France, with Prime Minister Malcolm Turnbull hailing the vessels’ “cutting-edge technology”.French Defence Minister Jean-Yves Le Drian inked the inter-governmental agreement (IGA) in Adelaide that will see French shipbuilder DCNS design and build the Shortfin Barracudas.

The total cost of the 12 submarines, including separate agreements with US and Australian contractors, will hit Aus$50 billion (US$37 billion).

“The IGA is the last foundation stone needed to ensure Australia is able to develop a cutting-edge sovereign submarine capability,” Turnbull told reporters.

The agreement is a “critically important step in the development of our security, in the assurance of our government in delivering Australians the security and the prosperity that they need,” he added.

With most of the work on the subs to be carried out in Adelaide, Turnbull underlined the number of domestic jobs to be created.

“This will be a sovereign defence industry … centered here in Adelaide … creating 2,800 jobs at the very cutting edge of technology,” he said.

“Our future, our assurance, our security as a first world high wage generous social welfare net economy depends on the technology, the innovation, the skills that come from investments such as this.

“This is a key element in our economic plan.”

Le Drian said the agreement was “an important building block in deepening our bilateral relationship, notably … between our two navies”.

He thanked Australia and described the signing as an “historic event”.

Australia awarded DCNS the main contract in April, beating off competition from Germany and Japan.

The inter-governmental agreement sets out the legal framework under which Canberra and Paris will partner on the submarine programme over coming decades.

The vessels will be a scaled-down, conventionally-powered version of France’s 4,700-tonne nuclear-fuelled Barracuda but boast the same stealth capabilities.

Design and mobilisation work has already been launched with Australian experts working in Cherbourg while DCNS was to open new offices in Adelaide later Tuesday employing up to 300 engineers.

US defence contractor Lockheed Martin was named in September to fit the combat systems for the Barracudas.

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Apprendiamo da defencetalk al link http://www.defencetalk.com/australia-inks-mega-deal-to-buy-french-subs-68678/ che il contratto tra Francia e Australia è stato firmato, Un contratto da circa 37 miliardi di euro per la fornitura di 12 battelli tipo Barracuda modificato, da costruire in Australia. La modifica principale è l'apparato propulsivo, convenzionale/AIP invece che nucleare, ed è interessante notare ch eil sistema di combattimento no sarà francese, nonostante gli ottimi sonar Thompson, ma a stelle e strisce

 

ecco l'articolo

 

I sistemi di combattimento saranno americani credo per questioni di compatibilità e gestione dei sistemi d'arma che immagino siano anche quelli a stelle e striscie in quanto i vecchi Collins se non sbaglio avevano un modello di Mark48 come siluri.

Modificato da Regia Marina

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Interssante articolo dell'Australian al link https://www.theaustralian.com.au/national-affairs/defence/collinsclass-subs-poised-to-fill-the-gap-left-by-construction-delays/news-story/f62b9f1ad3d2a518192a5b675d03bc94 dove si ipotizzano costi eccessivi per il budget e un possibile refit per i giù anziani Colilns per sopportare altri 30 anni.

Credo sia in parte una provocazione, ma è sicuramente preoccupante!

 

 

Collins-class subs poised to fill the gap left by construction delays
Australia may be forced to refit its entire fleet of Collins-class submarines and operate them for ­another 30 years because long ­delays in beginning construction of the navy’s 12 new subs risks eroding the nation’s strategic military edge in the region.
Australian Strategic Policy ­Institute senior analyst Marcus Hellyer has called for the Audit Office to investigate the rollout of the $50 billion project and ­whether delays in crucial contract negotiations between Defence, French submarine manufacturer Naval Group and weapons system integrator Lockheed Martin will ­result in extended delays in delivering the boats.
His call comes amid mounting frustration within the Australian government at the state-owned Naval Group, the French company selected to build the new submarines, as a crucial document, the strategic partnering agreement, remains unsigned.Defence Minister Christopher Pyne reportedly has refused to meet the chief executive of Naval Group until the document is signed. This is unlikely until next year. Until the document is signed, detail design contracts cannot be finalised and construction of the submarines cannot begin.
Foreign Minister Marise Payne has vowed that Australia will give priority to protecting its own national interests in its negotiations with French company Naval Group on the future submarines.
Speaking in Washington she said despite reports of stalled negotiations between the two countries, she was confident both nations would eventually reach agreement of the terms of the contract.
“In a complex contract negotiation of this nature - and bear in mind this is an extremely significant contract both for the Naval Group and the Australian government - we want to be sure we are protecting Australia’s interests. That has to be the Australian government’s absolute priority and we will continue to negotiate on that basis,” Ms Payne said.
Ms Payne declined to say whether negotiations were in trouble but said she believed they would eventually reach a successful conclusion.
“I’m confident we will be able to determine a negotiated outcome with Naval Group,” she said.
Mr Hellyer said there was a question as to whether delays in negotiating the agreement, the head document governing the ­exchange of intellectual property and warranty conditions, could cause a blowout in delivery dates.

 

Australia and the Naval Group are said to be at loggerheads over crucial aspects of the contract. Until those issues are ­resolved, Naval cannot begin work with Lockheed Martin.
Mr Hellyer said the plan to ­replace the six Collins subs with 12 new Shortfin Barracuda models now faced long delays, due largely to a lag in initiating the project.
At a minimum, the Royal Australian Navy could expect to be operating some of its Collins subs into the 2040s, more than a decade after the navy is due to take possession of its first new sub, he said. If delays worsen, Defence could be forced to extend the life of all six Collins subs, a move that could narrow Australia’s strategic edge against newer, faster boats emerging in the region.
Mr Hellyer said the Chinese were making great strides in submarine technology, including their nuclear boats. “Those submarines essentially have unlimited range and endurance, they’re much faster than conventional subs. They have more power so they can carry a larger array of sensors and weapons,’’ he said.
“At the moment Western technology is better in terms of the quality of the weapons systems and level of noise, but we’ve seen right across the range of military technologies that the Chinese are getting better.”
Delays in starting the Future Submarines project meant that there was now “no slack in the schedule’’. “We are behind where we should have been,’’ Mr Hellyer told The Australian. “The Future Submarine process should have started earlier. That’s not a problem with the Future subs; it’s a broader problem with government and defence planning. We should have started five years ­earlier.’’
In 2016 Australia agreed to buy 12 Shortfin Barracuda submarines from the Naval Group to replace the six Collins subs, which were conceived in the 1980s and launched in 1998.
Rear Admiral Greg Sammut, the senior officer in charge of the Future Submarine program, told a Senate estimates hearing in May that the total cost of the project could run to $100bn when the sustainment costs were added to the acquisition price. However, many of the detailed costs of the project won’t be known until the design process is complete.
Australia is due to take delivery of its first Shortfin Barracudas in the early 2030s, with the balance to be delivered sometime in the 2050s.
Defence had originally planned to begin retiring the Collins subs from 2025. But the option ­exists to extend their operational life for a further decade with a full-cycle docking, which takes two years.
Mr Hellyer said it was certain the navy would be operating a blended fleet for some time, ­although he added this was not necessarily a bad thing, as it would allow the Collins subs to be used to train new submariners.
“Our analysis suggests that in the best case, if the Future Submarine program is delivered to the schedule they’re talking about — first sub arriving in 2030s — to avoid a capability gap defence is going to have to extend at least three of the six Collins,’’ he said.
Mr Hellyer said that a forthcoming study by ASPI argued it was now all but certain Defence would have to extend the life of three of the Collins subs by 10 years.
“Best case, if you only did three, which is the absolute minimum, we’d be operating Collins until 2042,’’ he said.
“If you did six, which I think we may have to, you’d be operating them until 2048.’’

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Interessante articolo la link https://nationalinterest.org/blog/buzz/time-australia-build-nuclear-submarines-33576 il National Interest afferma che i nuovi battelli in costruzione sono solo il punto di partenza per creare personale addestrato a sufficienza per gestire una forza sottomarina NUCLEARE. sembra più una provocazione che un articolo sensato, voi cosa ne pensate?

Time for Australia to Build Nuclear Submarines?

 

Australia’s rapidly deteriorating strategic circumstances have caused me to review my earlier stance on the navy’s future submarine requirements and the case for nuclear propulsion .

As Hugh White wrote in response to Paul Dibb and Richard Brabin-Smith’s 2017 paper on strategic risk in a new era:

 

The time has come for early consideration of all aspects of a transition to nuclear propulsion for Australia’s submarines based on compelling strategic and submarine capability arguments.

 

If we decide that Australia should be able independently to resist a direct attack from a major Asian power like China, then we need to start building the forces to do that right now, not wait for some further warning sign.

 

While acknowledging the strategic and operational advantages that a nuclear-powered submarine force would provide, it must be recognized that there would be some formidable challenges to overcome to add such a force to the RAN.

 

Quite apart from the political sensitivity of such a decision, it would be a protracted process requiring a lead time of 15 to 20 years, driven largely by the technical, training and educational preparations and a very significant increase in qualified personnel required to operate and maintain the force.

 

The current program to acquire 12 conventional future submarines (FSMs) is an essential starting point for a successful transition which will take significant time and a national focus to achieve. The RAN must first achieve the critical mass of submarine personnel and be able to sustain the manpower required for this challenging transition.

Attempting a transition before the Australian submarine arm has achieved sufficient size in platforms and personnel risks a capability gap even if there are no delays during the transition.

In the face of a deteriorating strategic outlook, the consequent need to transition to nuclear submarines (SSNs) expeditiously and the reality that growth of the submarine arm via FSM is essential to starting that transition, that program must be accelerated, with a national priority allocated for funds, personnel and a fast track for facilities.

 

A force of modern SSNs offers significant sea denial and force projection capabilities, providing at least twice the number of more capable submarines deployed at long range compared with an equivalent number of conventional submarines, assuring the ability to sustain a high level of deterrence and operational capability. A fleet of 12 double-crewed SSNs would allow four submarines to be on task at long range and constitute a formidable deterrent force. Such a fleet would also facilitate a rolling construction program.

 

A force of at least 10 nuclear submarines with 10 crews is the minimum required to maintain a critical mass of trained personnel and to generate the experience needed to man the senior supervisory and policy staff needed for a globally credible nuclear safety organization.

 

A force of at least 12 conventional future submarines, each with a crew of at least 60 and a total submarine arm of at least 2,100, is judged to be a conservative, safe and viable starting point for a transition to a force of 10 SSNs.

The options for Australia to develop an SSN capability would be limited to building the boats offshore or to consolidating the vessels in Australia incorporating a reactor purchased offshore. Leasing SSNs is not a practical option.

A supporting nuclear power industry is desirable as it would provide Australia with a broader regulatory, technical and educational base. However, provided the costs of not having that support are clearly identified, the absence of an Australian nuclear power industry should not preclude a transition to nuclear propulsion for Australia’s submarines.

 

The timing of any transition should be one the study’s findings. Two timelines may serve to illustrate the long lead times required:

- The initiation of a training program to prepare the policymakers and senior technical management personnel will be necessary six to eight years prior to ordering the first SSN.

- Over 250 experienced RAN submariners (approximately 12% of the submarine arm operating 12 FSMs) would enter nuclear education and training pipelines approximately eight years prior to the commissioning of the first SSN.

Given the lead time, unfolding strategic situation and benefits of nuclear propulsion, an immediate decision is recommended to commit to a feasibility study into a transition to nuclear propulsion to be delivered by 2020. It’s time we understood the benefits, costs, risk and timescales of this option fully.

 

And finally, a reminder for cabinet’s national security committee. We need to accelerate the FSM project, with national priority for resources without reducing the sovereignty of our new subs . It would also be a good idea to stock up on the high-tech/costly/long-lead-time weapons to go in those torpedo tubes.

 

Will someone heed the warning bells ?

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Firmato oggi il contratto ta la francese naval Group e la Royal Australian Navy per l'acquisto di 12 sottomarini classa Barracuda modificati con propulsione AIP. E' riportato un po da tutte le agenzie, riporto per comodità  l'articolo di analisidifesa al link https://www.analisidifesa.it/2019/02/australia-firmato-il-contratto-per-i-12-sottomarini-di-naval-group/


 

Quote

 

Firmato in Australia il contratto con Naval Group per i nuovi sottomarini della RAN

 

Canberra e Parigi hanno firmato un contratto da 50 miliardi di dollari australiani (34 miliardi di euro) per la costruzione di 12 sottomarini a propulsione convenzionale destinati alla Marina australiana e derivati dai Barracuda francesi a propulsione nucleare.

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Nel corso di una cerimonia a Canberra alla presenza del ministro della Difesa francese, Florence Parly, il premier australiano, Scott Morrison ha reso omaggio al “piano molto ambizioso” e che rappresenta “il più importante investimento consentito in materia di difesa in tempo di pace in Australia”.

Per la realizzazione dei sottomarini era stato scelto nel 2016 il gruppo industriale francese Naval Group, che si incaricherà della progettazione e costruzione delle 12 unità che dovranno sostituire i 6 battelli classe Collins realizzati negli anni ’90 raddoppiando le attuali capacità subacquee della Royal Australian Navy.

Le nuove unità della classe Attack verranno realizzate nei cantieri australiani di Adelaide e imbarcheranno un sistema di combattimento statunitense realizzato da Lockheed Martin.

La consegna del primo battello, l’HMAS Attack, è prevista nel 2030. L’ accordo creerà circa 2.800 posti di lavoro in Australia e occuperà 500 persone in Francia.

 

 

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A dire il vero so che agli australiani l'idea di una componente nucleare subacquea frullava in testa già da un po' di anni. Camberra avrebbe voluto nucleare già la generazione post-Collins (se ne parlava, se ne parlava...), poi ha pensato bene, per ridurre i rischi, di rimandare a quella ancora successiva.

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2800 persone occupate per lavori previsti da qui al 2030 (solo per la prima unità) sono una bella spinta occupazionale, certo l'Australia questi problemi non li ha ma in altre realtà possono significare molto.

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Secondo me avranno difficoltà a trovare questo personale specializzato, a meno che, non sia inclusa anche la scuola di specializzazione nel contratto.

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