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Segnalazione Articolo "l'invenzione Del Periscopio Per Sommergibili"

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Titolo: L’INVENZIONE DEL PERISCOPIO PER SOMMERGIBILI

Autori: Augusto Maria TRIVULZIO e Sabina TRIULZI

Anno: 2015

Pagine: 64 con numerose illustrazioni

Rivista: Atti della Fondazione “Giorgio Ronchi”, Firenze, Anno LXX N. 3 Maggio-Giugno 2015 pp. 279-342

Casa Editrice: Fondazione “Giorgio Ronchi” - Firenze

ISSN: 0391 3051

Dimensioni: 15,8x22,3 cm

 

Si tratta di una interessante ricerca storica sullo sviluppo del periscopio con l’intento di dare una paternità all’invenzione che oggi è rivendicata da francesi, americani, inglesi e italiani.

Sulla base di numerosi documenti, gli autori presentano gli sviluppi effettuati nelle varie nazioni sino ai primi del ‘900 per arrivare ad avere uno strumento utile allo scopo: far vedere con immagini nitide, corrette e senza deformazioni quello che avviene sulla superficie del mare quando si è in immersione e si naviga a “quota periscopio”.

 

Dalla ricerca si evince che l’invenzione di un periscopio con caratteristiche atte allo scopo è da attribuirsi all’italiano Paolo Triulzi (1860-1945) che nel marzo del 1901 presenta alla Regia Marina un dimostratore del Telops (“occhio lontano”, questo il nome datogli dall’inventore) per l’adozione sul Delfino, il primo sommergibile italiano. Paolo Triulzi era allora Direttore Tecnico e vice-Direttore della Officina Galileo di Firenze, storica azienda operante nel settore della strumentazione ottica per applicazioni militari.

Oltre alla ricostruzione dell’invenzione del Telops (successivamente commercializzato come Periscopio Triulzi), dalla consultazione dell’archivio di Paolo Triulzi - recentemente ritrovato - viene ricostruita la disputa con la Regia Marina a seguito dell’adozione da parte di quest’ultima del “Cleptoscopio” degli Ufficiali del Genio Navale Gioacchino Russo e Cesare Laurenti.

Dall’invenzione del Telops il Triulzi trarrà, per varie circostanze avverse, miseri vantaggi e la vicenda della disputa con la Regia Marina prima e con la Officine Galileo poi lo amareggerà per tutta la vita.

 

Nelle conclusioni, gli autori ipotizzano che, lasciata la Galileo nel 1906, il Triulzi abbia collaborato con l’americano Simon Lake.

Se periscopi Galileo erano stati precedentemente forniti a “costruttori francesi” forse la collaborazione è continuata con il Carpentier o con Maxime Laubeuf che, lasciata la Marina Francese nel 1906, si è occupato nell’industria privata di costruzioni navali, sommergibili in particolare.

 

L’intero articolo è disponibile on-line al sito

https://www.academia.edu/14170452/Linvenzione_del_periscopio_per_sommergibili

 

Degli stessi autori l’articolo “Paolo Triulzi, inventore del periscopio per sommergibili” ricostruisce la vita e le realizzazioni di questo inventore on-line al sito

https://www.academia.edu/12160110/Paolo_Triulzi_inventore_del_periscopio_per_sommergibili

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Come per Meucci col teefono o, rimanendo in campo sommergibilistico, Ferretti per lo snorkel, si scopre che gli inventori italiani erano tanto attenti quanto geniali!

Ma ne riparleremo presto...  

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