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malaparte

Segnalazione Articolo "le Scienze" Su Nuove Tecnologie Archeologia Sub

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Per gli appassionati di archeologia subacquea:

Su "Le Scienze" di marzo 2015, n,. 559, un lungo articolo di Philip J. Hilts riporta le nuove tecnologie che permettono le ricerche sub di relitti.

In sintesi: è ora possibile identificare i reperti, anche se sepolti da concrezioni, in maniera veloce e precisa e di riportarli alla luce con la stessa precisione degli scavi archeologici.

Inoltre, memntre un normale equipaggiamento permette di restare in profondità 8', sul relitto di Antikythera i sommozzatori sono rimasti in situ a 50 mt. di profondità per 90', grazie a un "autorespiratore" che riduce l'accumulo di azoto nei tessuti.

Una "muta" avveniristica, l'Exosuit, permette di lavorare sott'acqua alla stessa pressione atmosferica di superficie.

L'articolo riporta infoo su diverse campagne di ricerca in siti sommersi nel Mediterraneo.

 

qui il sito web della spedizione ad Antikythera http://antikythera.whoi.edu/

 

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Edited by malaparte

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Grazie Valeria della segnalazione :smile: ma siamo in presenza delle solite PALLE dei soliti noti anglosassoni :biggrin:

Mi riferisco all'Exosuit: Lo scafandro rigido articolato è di concezione italianissima, di produzione Galeazzi.

Già dagli anni '30 i palombari dell'Artiglio impiegavano questo tipo di attrezzatura per scendere oltre i 130 metri.

In questa foto del '35 il palombaro stava per immergersi sul relitto del Lusitania a quota -95. Nella seconda, con il palombaro sospeso al bigo per essere filato a mare, si era a bordo del Raffio nel 1930.

Vero, invece, quanto detto per il rebreather (l'autorespiratore descritto) che però non mi sentirei di raccomandare ad un...archeologo, non essendo alla portata di tutti. Come ogni apparecchiatura sofisticata necessita di una profonda conoscenza. Da tempo ho smesso di contare gli incidenti mortali; nei primi apparecchi di alcuni produttori sono stati riscontrati difetti all'analizzatore della percentuale dell' O2....meglio non farne propaganda...

 

nmdcuw.jpg

 

RaHuaf.jpg

 

 

Il diretto discendente dello scafandro rigido, migliorato nella meccanica dei giunti degli snodi, è da tempo impiegato dalla MMI.

Di nuova generazione, ma molto simili i manipolatori; il sistema di respirazione, pur adeguato alle odierne tecnologie, è rimasto sostanzialmente quello ad ossigeno in circuito chiuso, a pressione atmoferica e depurato con la solita calce sodata.

 

JvHtUZ.jpg

 

http://www.marina.difesa.it/il-nostro-equipaggio/ilgos/gruperativo/Pagine/ADS.aspx

http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/notizie/Pagine/20080527_norvegia.aspx

 

A proposito di Lusitania e di palle albioniche dà un'occhiata a questo:

http://informare.over-blog.it/2014/08/i-sommozzatori-svelano-il-segreto-del-lusitania.html

Edited by danilo43

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Non mi permetto di entrare nel tema specifico, per ovvie ragioni.

L'articolo, tra le altre cose, dettaglia che permette di assumere tutte le stranissime posizioni che sono necessarie quando si tratta di fare ricerca archeologica.

Per quanto riguarda l'autorespiratore, ovviamente non si parla di...archeologi, ma di subacquei archeologi (prima sub, poi archeologi) e si dettaglia la necessità di un'ora almeno di manutenzione e controllo a ogni immersione...

Chiaro che la segnalazione valeva solo come segnalazione dei contenuti, non come riassunto.

Edited by malaparte

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Confermo quanto detto precedentemente: per scafandro "rigido" si intende uno scafandro "non comprimibile" appunto per poter permettere la respirazione a pressione atmosferica. La possibilità di assumere tutte le stranissime posizioni che sono necessarie quando si tratta di fare ricerca archeologica è data dai giunti a snodo, migliorati, ma di originale produzione Galeazzi. Nulla di nuovo sotto il sole!

Il post precedente era a sostegno della paternità italiana e non per far polemica, tantomeno nei tuoi confronti :smile: Per il rebreather confermo che è una apparecchiatura al top della tecnica dell'immersione e come tale è destinata a pochi eletti. Non è solo questione di manutenzione..... Credimi !

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Da sub praticante, posso confermare che il rebreather non è alla portata di tutti. :wink:

Si tratta di una macchina molto sofisticata, a circuito chiuso o semichiuso, che permette di far ricircolare la miscela respiratoria espirata, ripristinando la parte di ossigeno consumata durante la respirazione, fornendo sempre la "best mix" alle varie profondità.

 

Come sapete il nostro organismo ha bisogno di ossigeno per le funzioni metaboliche, ma il consumo di ossigeno è indipendente dalla profondità (anche se il volume respirato aumenta con la pressione) e la variazione di consumo dell’ossigeno dipende solo dal lavoro svolto sott’acqua. Respirando, ad ogni inspirazione noi immettiamo nei nostri polmoni una certa quantità di ossigeno, che è molto superiore al nostro fabbisogno metabolico, ed espirando disperdiamo nell’ambiente l’ossigeno non consumato dal nostro organismo.
Il rebreather non fa altro che recuperare una parte o tutto il gas espirato che altrimenti verrebbe liberato nell'acqua. Perciò questa macchina permette un’autonomia molto maggiore a parità di gas trasportato dal subacqueo e fornendo sempre la miscela respiratoria ottimale riduce anche i tempi di decompressione.

Per poter recuperare e riutilizzare il gas espirato, ovviamente, è necessario filtrarlo dal biossido di carbonio prodotto dal nostro metabolismo. Questo generalmente lo si fa attraverso un composto chimico chiamato "calce sodata" (composto da idrossido di calcio e idrossido di sodio) che ha la proprietà chimica di fissare l'anidride carbonica che lo attraversa. Ovviamente il gas espirato, che contiene ancora una certa percentuale di ossigeno, per poter essere riutilizzato dal subacqueo deve essere miscelato con nuovo ossigeno o nuova miscela respiratoria.

 

Il principio di funzionamento della macchina è relativamente semplice, ma siccome la macchina è gestita dall'elettronica (che deve misurare costantemente la percentuale di CO2 presente nella miscela espirata e immettere la percentuale di O2 necessaria alla respirazione) presenta dei rischi intrinseci piuttosto elevati. :rolleyes:

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@Marpola: Attendevo una tua replica :wink: L'avevo posta su un piano molto semplice per i non addetti ai lavori...

Sul tuo avatar noto le bolle di scarico :smile:

Edited by danilo43

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@Marpola: Attendevo una tua replica :wink: L'avevo posta su un piano molto semplice per i non addetti ai lavori...

Sul tuo avatar noto le bolle di scarico :smile:

ahahah..... :biggrin: anch'io l'ho messa giù in maniera molto semplice.... era tanto per spiegare in due parole il principio di funzionamento della "macchina infernale" :wink:

 

Riguardo alle mie bolle vedi bene...... avendo una moglie ingegnere elettronico diffido fortemente dall'elettronica!! :tongue:

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A tua similitudine mi viene spontanea la battuta: ho una moglie britannica e (non solo per questo) diffido fortemente da Albione.... :biggrin::biggrin: :biggrin:

Tornando in materia, a giugno di quattro anni fa, ho fatto un immersione a 40 m in aria: permanenza sul fondo 10' Deco 3' a 3m per sicurezza, non necessaria da tabelle US Navy, ma prevista dal mio vecchio computer Orca (comunque molto più permissivo di quelli che impiegano l'algoritmo di Bühlmann)

Erano con me due amici triestini con l'Alcyon e con i contro attributi: sono risaliti esattamente tre ore dopo l'inizio immersione; era già notte.....

La tua mail è sempre marcello@marpola.it ? Ti invierei qualche cosa riguardo quell'immersione. Ne avevamo parlato a Venezia.....

Edited by danilo43

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La tua mail è sempre marcello@marpola.it ? Ti invierei qualche cosa riguardo quell'immersione. Ne avevamo parlato a Venezia.....

Yessss!

Aspetto..... :wink:

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Salve a tutti,

 

Apprezzo il post di Valeria, ben dettagliato ed informativo, anche se non sono un ''addetto ai lavori'' dell'argomento autorespiratori e dintorni.

 

Ma apprezzo e ringrazio soprattutto Danilo per il link relativo al risultato dell'immersione sul Lusitania, essendo un appassionato di storia della marina. La verita' sul contenuto delle stive e' venuta fuori grazie alle immersioni sul relitto nel 2008, cioe' 93 (novantatre' !) anni dopo l'accaduto. E ancora oggi su RAISCUOLA (!) si legge, molto superficialmente e sbrigativamente: ''La spietata azione spinge l`America all`entrata in guerra''....

 

Saluti

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...Da sub praticante, posso confermare che il rebreather non è alla portata di tutti. :wink:...

 

A proposito di Reb:

 

...Tragedia in mare stamani a Genova, sulla verticale del relitto della petroliera Haven, meta di turismo subacqueo. Due sub olandesi sono deceduti, un terzo è stato salvato e ricoverato all'ospedale San Martino di Genova dopo il trasporto in elicottero.

Appena un mese fa un altro sub era deceduto in circostanze analoghe.

L'incidente è avvenuto durante Un'immersione sul relitto della petroliera Haven al largo di Arenzano, in provincia di Genova. Secondo i primi accertamenti, sarebbero stati colpiti da un malore da decompressione ma sarà l'autopsia a stabilire con esattezza le cause del decesso. Anche un terzo sub è stato colto da un leggero malore ma le sue condizioni non sarebbero gravi. A dare l'allarme, intorno alle 10, sono stati alcuni compagni di immersione. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, militari della capitaneria di porto e sanitari del 118.

Le condizioni di uno dei tre sub sono apparse subito disperate e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Gli altri due sono stati invece trasportati in elicottero all'ospedale san martino di Genova, dove uno è morto poco dopo il ricovero.

Il pm Marcello Maresca ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Il magistrato ha disposto il sequestro delle bombole e delle attrezzature. Gli uomini della capitaneria di porto stanno interrogando gli altri compagni di immersione e il personale a bordo dei due diving che stavano accompagnando i sub. Erano tutti subacquei esperti che effettuavano l'immersione con il rebreather...

 

 

Edited by danilo43

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