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Chersino

Chersino Racconta: Il Mio Incontro Con Bruno Mussolini

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Nell’aprile 1941, Bruno Mussolini – allora capitano pilota della Regia Aeronautica – era andato a Desvres, nei pressi del Passo di Calais, per ispezionare gli aerei del Corpo Aereo Italiano che vi erano dislocati in supporto alla Luftwaffe per operazioni di bombardamento sull’Inghilterra. Probabilmente la sua missione era stata voluta dal Duce, visti gli scarsi risultati ottenuti – si diceva a causa di problemi tecnici che i nostri aerei incontravano – tanto che pochi giorni dopo tutti gli aerei del CAI rientrarono in Italia.

Durante il viaggio di ritorno, Bruno Mussolini espresse il desiderio di visitare la base di Betasom.

Col suo aereo atterrò all’aeroporto di Mérignac ed io accompagnai l’ammiraglio Parona e il suo aiutante di bandiera comandante Anfossi a riceverlo.

Rimasi colpito da questo giovane aitante, di bella presenza, molto sicuro di sé, di buona parlantina (anche se non mi rivolse mai la parola), che dimostrava grande interesse a tutte le attrezzature della Base. L’ammiraglio Parona gli fece anche visitare un sommergibile che in quel momento si trovava nel bacino a livello costante. Restai molto stupito nel constatare che il figlio del Duce dava del tu all’ammiraglio, mentre lui gli dava del lei.

Il giorno successivo riaccompagnai, con la Fiat 1500 Viotti in dotazione all’ammiraglio, tutti e tre all’aeroporto di Mérignac ed assistetti al decollo dell’aereo di Bruno Mussolini.

Pochi mesi più tardi, ai primi di agosto, il figlio del Duce morì vicino a Pisa durante il collaudo di un nuovo modello di bombardiere.

 

 

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Grazie Chersino come sempre ci regali aneddoti e storie di vita inediti ed interessanti. L'impresa del CAI fu una delle più insensate che si poteva concepire visti i mezzi e l'addestramento dei piloti, i risultati furono nulli e irrisi da alleati e avversari, le perdite rilevanti e mesto il ritorno. Per l'aneddoto del figlio del duce...ma non ci si doveva dare del Voi, o forse lui era dispensato visto di chi era figlio...

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Per l'aneddoto del figlio del duce...ma non ci si doveva dare del Voi, o forse lui era dispensato visto di chi era figlio...

 

E' una domanda che mi sono posto anch'io, ma Chersino mi ha confermato questo modo di dialogare "fuori ordinanza". Allora ho pensato - ma è solo una mia idea - che l'ammiraglio Parona desse del Lei a Bruno Mussolini per controbattere in maniera sottile all'uso del Tu col quale gli si rivolgeva in maniera a dir poco irriguardosa il giovane rampollo Mussolini.

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Mah, a volte i figli hanno più cultura dei padri...

 

(Nell' antica Roma non si usava il Voi nè tantomeno il Lei: si dava il Tu a chiunque, compreso l' Imperatore; ipotizzo, insomma, che Bruno abbia voluto rimarcare l' errata applicazione della Romanità...)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Come i britanni che danno il tu a tutti, compresa la regina, a parte i discorsi solenni

 

... o il voi (di mussoliniana memoria) a tutti.

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No MAX, il voi in inglese non esiste proprio,

 

I, you, he, she, it, we, you, they.

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