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Le Battaglie Navali Per Grado

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Degli amici che abitano a Gorizia mi hanno parlato della manifestazione che c'è stata a Grado questo fine settimana appena trascorso per ricordare una battaglia avvenuta nel 1814, mentre l’Impero di Napoleone si avviava alla fine.

In Italia le truppe francesi ed italiane si erano ritirate in Veneto ed il Friuli era stato occupato dalle truppe asburgiche.

Sulla costa, solo a Grado un presidio di soldati del Regno d’Italia di Napoleone resisteva ancora, comandato dal francese Joseph Johan de Johannis.

Il presidio, composto da soldati francesi ed italiani, era assediato da terra dalle truppe asburgiche e dal mare dalle navi inglesi.

Il 6 dicembre 1813 un brigantino inglese e 12 scialuppe avevano attaccato Grado, ma gli invasori furono respinti dalla guarnigione. Nel gennaio 1814 i francesi furono però costretti ad abbandonare l’isola, dopo che i rifornimenti di viveri inviati via mare da Venezia erano stati catturati dalle navi inglesi. Dalle cronache dell’epoca apprendiamo che la guarnigione di Grado, circa 40 soldati, lasciò l’isola nella notte del 17 gennaio, diretta a Venezia, che raggiunse il giorno dopo.

Nel mattino del 18 gennaio 1814 le truppe imperiali asburgiche, comandate dal capitano Benko, percorsero in barca i canali lagunari e presero possesso dell’isola di Grado, innalzandovi la bandiera con l’aquila bicipite degli Asburgo, destinata a rimanervi per oltre un secolo.

Incuriosito ho scoperto che nel 1810 e nel 1812 di battaglie ce n'erano state altre due, questa volta navali, della seconda delle quali se ne era accennato una decina di anni fa su http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=6037

Ne accenno qui di seguito, impetrando come al solito l'aiuto di Malaparte per inserire le foto...

 

Grado, giugno 1810.

Grado fa parte del Regno d’Italia di Napoleone I, imperatore dei Francesi e Re d’Italia.

Ma se la potenza di Napoleone è alla sua massima estensione in Europa, sui mari dominano incontrastate le navi di Sua Maestà Britannica, acerrima nemica dei francesi. Nel Mar Adriatico tre fregate inglesi, l’Amphion (fregata da 32 cannoni, varata nel 1798 nei cantieri Betts di Mistleythorn, che operò in Atlantico e nel Mediterraneo durante le guerre napoleoniche. Lunga 44 m, larga 11,4 m, stazzava 914 t), il Cerberus (varata nel 1794, era una fregata da 32 cannoni, lunga 41 m, larga 11 m, con un pescaggio di 3,70 m, stazzava 806 t. Fu venduta nel 1814) e l’Active (fregata da 38 cannoni, varata nel 1799 nei cantieri Chatham nel Kent. Lunga 45,7 m, larga 12,5 m, stazzava 1058 t, demolita nel 1860), al comando del commodoro Hoste, inseguono un convoglio di imbarcazioni da trasporto che si rifugia nel porto di Grado, e il 29 giugno sbarcano le loro truppe per impadronirsene.

Grado è difesa da una debole guarnigione francese, che, dopo un accanito e sanguinoso combattimento lungo le mura della città vecchia e la spiaggia, viene sopraffatta e fatta prigioniera. Anche il presidio francese di Marano, che stava accorrendo in soccorso di quello di Grado, subisce poco dopo la stessa sorte. Gli inglesi si impadroniscono di alcune navi del convoglio, saccheggiano o bruciano le altre, e danno anche fuoco, secondo la tradizione locale, all’antico archivio comunale prima di reimbarcarsi sulle loro navi in serata. Il giorno successivo le truppe francesi riprendono possesso di Grado.

 

 

 

Cerberus ed Amphion durante l’attacco al convoglio francese

 

Grado, febbraio 1812

Quasi due anni dopo, nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 1812, si svolse lungo la costa proprio di fronte all’isola di Grado una battaglia navale, conosciuta sia come “Battaglia di Grado”, sia, per gli inglesi, come “Battaglia di Pirano”,.

Il vascello francese Rivoli, scortato da alcune altre imbarcazioni da guerra francesi ed italiane, tra le quali i brigantini Mercurio, Jena e Mameluck, si stava dirigendo da Venezia a Trieste e Pola quando venne attaccato da due navi inglesi, il vascello Victorious (vascello da 74 cannoni, varato nel 1808 nei cantieri Bucklers Hard di Beaulieu. Lungo 53 m, largo 14,5, con un pescaggio di 6,32 m, stazzava 1724 t) e il brigantino militare (brick) Weazle (o Weazel o Weasel, un brick-sloop armato con 18 cannoni. Varato nel 1805 nei cantieri Thomas Owen di Topsham, era lungo 30,5 m, largo 9,30, con un pescaggio di 3,9 m, stazzava 382 t. Risulta demolito nel 1825).

Il Mercurio, della Marina del Regno d’Italia (inizialmente il suo nome era Mercure, ma nel 1810, quando fu assegnato alla divisione navale “Venezia”, fu ribattezzato Mercurio. Era un brigantino da sedici carronate -bocche da fuoco con volata più corta di quella dei cannoni, ma di calibro maggiore-, varato a Tolone o, secondo altre fonti a Genova, nel 1805. Lungo circa 32 m e largo circa 9 m, aveva un dislocamento di circa 400/450 tonnellate e poteva raggiungere la velocità di 9 nodi). che batteva la bandiera tricolore dell’epoca, ingaggiò subito il combattimento con il brick Weazle ma, dopo un serrato scambio di bordate, la sua santa barbara saltò in aria e la nave si inabissò con tutto l’equipaggio.

 

 

La battaglia di Pirano, con in primo piano, sulla sinistra, lo scontro tra il vascello britannico Victorious e quello francese Rivoli, illuminati dall’esplosione del Mercurio.

 

Dopo l’esplosione del Mercurio, le navi francesi ed italiane si diedero alla fuga mentre solo il Rivoli (vascello da 74 cannoni, varato nel 1810 nell’arsenale di Venezia. Lungo 51,9 m, largo 14 m, con un pescaggio di 7 m, stazzava 1.630 t.) proseguì lo scontro contro il Victorious, continuando a navigare di fronte a Grado, nell’oscurità della notte, illuminata dai bagliori delle cannonate.

Quando anche il brick Weazle giunse in rinforzo al vascello inglese, di fronte a Punta Sdobba, e aprì il fuoco sul Rivoli, il comandante francese dovette arrendersi e far ammainare il suo vessillo.

La nave divenne così preda di guerra degli inglesi.

Ancora oggi i pescatori raccontano di aver talvolta trovato sui fondali sabbiosi di Grado palle di cannoni, testimonianza di quelle antiche battaglie sul mare.

l relitto del Mercurio (che dal punto di vista storico rappresenta, al momento, l'unico relitto di nave del Regno Italico, essendo stata, forse, la più antica nave battente bandiera tricolore) con il suo carico di scheletri e cannoni, fu ritrovato dopo che il 21 febbraio 2001 il peschereccio Albatros di Marano Lagunare recuperò un cannone di ferro ricoperto da concrezioni in una zona a circa sette miglia da Punta Tagliamento di fronte a Lignano. Una serie di indagini strumentali e subacquee, effettuate in varie campagne di ricerca e scavo a partire già dal 2001 nella zona del recupero, portarono al rinvenimento dei resti di un relitto di età moderna -identificato poi per il brigantino militare (brick) Mercurio- assieme ad altri cannoni simili ed a numerosissimi altri reperti.

 

 

Il relitto del brigantino Mercurio

 

La nave, dopo l’esplosione, deve essersi spezzata in almeno due tronconi, poiché la poppa è stata rinvenuta a circa 100 metri dalla parte centrale e prodiera. I pezzi di artiglieria recuperati sono esemplari rari e di grande interesse per la storia dell’artiglieria navale. La buona conservazione dello scafo ha, inoltre, permesso di eseguire un importante studio analitico degli aspetti costruttivi dell’unico relitto di brick delle acque italiane.

 

 

La bandiera della Marina del Regno d’Italia dell’epoca napoleonica

 

 

 

 

 

 

 

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grado1_zps9ec3cb95.jpg

 

Cerberus e Amphion

 

E qua mi fermo, per misteriosi problermi...UFFA!!!!

 

 

EDIT : aggiungo:

grado2_zps9fbc2c70.jpg

La battaglia di Pirano, con in primo piano, sulla sinistra, lo scontro tra il vascello britannico Victorious e quello francese Rivoli, illuminati dallesplosione del Mercurio.

 

Grado03_zps9ef974b5.jpg

Il relitto del brigantino Mercurio

 

 

18_giacobina-napoleonica_672-458_resize_

La bandiera della Marina del Regno dItalia dellepoca napoleonica

Edited by malaparte

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