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Varo5

La Prefabbricazione Delle Navi Mercantili - Dietro Le Quinte

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LA PREFABBRICAZIONE DELLE NAVI MERCANTILI

Consiste nell'Allestire lo Scafo Prima di Averlo Finito

 

Se si può allestire lo scafo prima di averlo finito, vuol dire che i tempi di fabbricazione e montaggio delle due parti si sovrappongono e quindi la realizzazione della nave si accorcia del tempo di sovrapposizione dell'allestimento sullo scafo.


Ciò vuol dire costruire la nave in due anni anziché tre. Naturalmente le parti che si possono preallestire si sistemano nelle zone di scafo parzialmente finito e che i due lavori non si ostacolano. Ciò è possibile specialmente sui blocchi di scafo costruiti sul piazzale a terra e nei blocchi di sovrastrutture.
Questa realizzazione non è semplice perché sono necessarie attrezzature speciali, gru molto potenti per sollevare i blocchi scafo già allestiti, spazio per i blocchi da prefabbricare a terra e senza indugio da preallestirli con impianti e arredamenti. Pesi enormi da sollevare e posizionare sullo scalo per il varo.


Se la nave viene costruita in un bacino con il fondo orizzontale è meglio, perché elimina i problemi del varo e la costruzione della nave su un piano inclinato.
Ebbene il cantiere di Monfalcone, allora, aveva tutte queste prerogative pronte. La prefabbricazione è anche un fattore economico e pubblicitario.

 

All'epoca della consegna del "Vittorio Veneto" questo sistema deve essere realizzato.
Il Cantiere non ha in costruzione navi militari per alcuni anni e la Direzione Generale coglie l'occasione per realizzare la variazione epocale delle navi preallestite.
Chi meglio dei sommergibilisti possono capire la prefabbricazione se questi tipi di navi vengono varate già allestite? Pertanto un gruppo formato da elementi di varie sezioni (navali, meccanici ed elettrotecnici) del settore "navi militari" in tutto 15 persone con a capo un ex ufficiale di marina e sommergibilista, appena assunto dal cantiere.
Certamente inadatto al compito, anche se ingegnere, è senza esperienza costruttiva.
Misteri sulle scelte del personale effettuate dai vertici.


Le scelte dal basso sono più realiste, gli mettiamo Varo5 come vice ed il gioco è fatto.
Dopo brevissimo tempo l'Ufficiale di marina trova di meglio da fare e sparisce lasciando Varo5 a capo del "gruppo misto" ad "inventare" la prefabbricazione delle navi mercantili.

I disegni della nave sono fatti e si può individuare le parti che si possono segliere da preallestire. Fare gli acquisti anticipati, ordinare lavori nell'indotto che le officine non hanno il tempo di realizzare. Organizzare i montaggi sui blocchi a terra con personale esterno e tante altre cose che non stò a raccontare.


Un mese dopo vado a vedere i blocchi prefabbricati dello scafo (che funzionano bene da tempo) nel grande bacino di costruzione (non di carenaggio). Le parti che dovevano essere preallestite dovevano essere montate sui blocchi scafo già costruiti sull'enorme piazzale e pronti per sollevarli con le grandi gru capaci di sollevare 350 tonn. Trovo preallestiti basamenti di macchinari ed altro, ma di allestimento niente.
IL mese successivo non consente alcuna speranza. Il preallestimento non funziona. Si organizzano riunioni con discussioni inutili, si incarica un ingegnere a dirigere il traffico con risultati deludenti.

In cantiere esisteva una interessante organizzarione denominata "Punto d'incontro a filo diretto" con cassetta delle lettere. Quando un qualsiasi dipendente del cantiere ingegnava qualche buona idea per migliorare il suo lavoro. Infilava nella cassetta una busta con descrizioni o disegni della buona idea. Le proposte nella cassetta venivano esaminate da
un gruppo di esperti. Se l'idea era buoma veniva realizzata con modesti premi di riconoscimento. Questo sistema allora fuzionava benissimo con notevoli partecipazioni.
Io intanto mi scervellavo a capire perché il preallestimento non funzionava.
Un giorno, non ricordo il motivo per cui mi trovo seduto davanti la scrivania del Direttore del cantiere di Monfalcone (che conoscevo bene dai tempi dell' "Australia"), che cerca di consolarmi per il mancato avvio del preallestimento. Ci vuole un po' di tempo perché il sistema si avvii. Io che avevo con lui una reciproca cordiale simpatia non ho nascosto le mie convinzioni ed ho raccontato di aver scritto al Direttore Generale ed al "Punto d'Incontro" che bisognava disegnare la nave a blocchi, e non tutta insieme come in passato, perché era necessaria una interruzione al vecchio sistema che impedisca la possibilità di mantenere le vecchie abitudini e seguire "per forza" il nuovo sistema.


La reazione me la ricordo bene: una parolaccia ed un pugno sul tavolo. "Perché non sei venuto prima a raccontarmi queste cose" ed io "perché mi sarei fatto diversi nemici che dovevo scavalcare". Ho scritto una nota al "Direttore generale" con copia al "Punto d'incontro", raccogliendo il silenzio assoluto, e devo rientrare nel mio settore (Navi Militari) per l'arrivo del contratto dei "Sauro".
Non dico a nessuno di questo incontro e la mattina dopo c'è una riunione in cantiere di tutti i "Big" sul preallestimento. Corrono le notizie che il Direttore del cantiere ha tuonato e fatto burrasca. Io ed i miei 15 collaboratori siamo rientrati nel settore di appartenenza con un nulla di fatto sul preallestimento.

Un anno dopo esce dal bacino una petroliera preallestita con un anticipo di otto mesi sui tempi precedenti. Il mio nome è stato dimenticato sul preallestimento iniziale non fortunato. Al mio rientro ben quattro settori dell'allora ITALCANTIERI hanno chiesto la mia cooptazione: quello delle navi militari per precedente appartenenza; il cantiere di Genova perché io ero capocommessa di una nave mercantile e rimasto tale, nonostante la mia assenza, fino alla partenza della nave;
Il cantiere di Trieste per il preallestimento sulle navi mercantili; il settore organizzativo della Centrale di Trieste, il solo che ha avuto la cortesia di chiedermi il gradimento personale sull'eventuale trasferimento e che io ho cortesemente rifiutato.


Ha vinto l'arrivo (il contratto con la M.M.) dei sottomarini classe "Sauro" e sono rientrato nel "Settore Navi Militari".

Alcuni mesi dopo il mio rientro mi chiama al telefono un dirigente della parte mercantile del cantiere di Monfalcone. Vieni da me che ho da dirti alcune cose (è il mio amico personale di fuori cantiere). Tutto sorridente mi invita a sedermi nel suo ufficio perché ha da darmi una lettera. E' del cantiere "Punto d'Incontro ..." ma c'è anche una busta che apro davanti a lui. Facciamo una risata assieme, dentro la busta è il modesto premio in denaro per la mia "nota", che suggeriva le modalità da adottare per realizzare il preallestimento.


Magari sottobanco, ho avuto un riconoscimento alla nascita del "preallestimento" navale.


Varo5

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Ottimo il sistema di prefabbricazione, che potrebbe esser soggetto ad inconvenienti, anche di notevole entità, se non portato a termine nell'ambito dello stesso cantiere di costruzione. Ricordo infatti, che proprio in Fincantieri - Marghera, la costruzione di una sezione della Disney fu delegata allo stabilimento di Ancona.

Trasportata a rimorchio a Venezia ed immessa nel bacino di Marghera per la giunzione al resto dello scafo, in piena notte al posare dei due tronconi sui blocchi delle taccate ci si rese conto che gli stessi non coincidevano in altezza, sfalsati di oltre la decina di centimetri, nei piani orizzontali......Si rimediò con notevole aggravio di costi; la committente accettò la consegna della nave solo dopo lunghe trattative aventi come risultato l'applicazione di un ulteriore mega sconto. Non è lecito riportare le motivazioni addotte per dare spiegazione al motivo del macroscopico errore !

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Infatti, il caso al quale mi sono riferito costituisce una spiacevole eccezione, un incidente di percorso, ai più sconosciuto...

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Grazie Varo, è sempre un piacere leggere i tuoi aneddoti (e questo mi stava sfuggendo!).

Vuoi provare a descrivere meglio la progettazione a blocchi, penso potrebbe uscirne una discussione interessante ...

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Guest

Grazie Varo, veramente interessante..

concordo con Totiano per la descrizione sulla progettazione a blocchi. :smile:

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Cari Amici,

Io Vi posso spiegare un sistema che avrei fatto io se nel caso avessi avuto questo incarico. I blocchi li ho visti tanti, ma come facevano la preparazione dei blocchi io non ho mai partecipato. Vi posso dire che la Garibaldi è stata suddivisa in blocchi dal settore mercantile, esperto nell'argomento. Perciò Vi spiegherò come l'avrei fatta io.


Ma prima Vi racconto un aneddoto significativo sull'argomento. Il mio amico personale (fuori cantiere), ingegnere navale, era a capo della costruzione degli scafi di tutte le navi che sono state costruite a Monfalcone, nel periodo della costruzione del transatlantico "Oceanic" di 39.241 TSL. e delle due navi del Lloyd Triestino "Galilei" e "Marconi" di 26.866 TSL.
In quel periodo Monfalcone ha costruito due bacini gallaggianti della lunguezza di 215 m.
Questi enormi cassoni, costruiti a pezzi, vennero controllati a lavoro finito in tanti punti, ma in particolare i piani di simmetria. Non ricordo bene, il primo è risultato con uno scarto di 1 centimetro e 8 millimetri. Più che buono per questi casi fatti a blocchi saldati.


Il secondo bacino galleggiante al controllo era perfetto, lo scarto è risultato meno di 1 millimetro. Parole del mio amico che ricordo bene: "abbiamo rifatto questo controllo cinque volte nei giorni successivi, perché credevamo di aver sbagliato a misurare. Tutte e 5 le misure sono risultate uguali. Increduli, abbiamo accettato la misura. Sai, ha aggiunto, qui da noi (sullo scalo) il millimetro è largo quanto un dito pollice".


Nei prossimi giorni Vi darò la risposta. Questo interessante aneddoto, molto significativo, lo dedico alla memoria del mio Carissimo Amico ing. Claudio Marsi, triestino pendolare anche Lui con Monfalcone.


Varo5.

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Il PREALLESTIMENTO è un metodo diverso dalla costruzione a blocchi, il secondo si può fare
se esiste il primo metodo, in quanto si sommano. Fare il preallestimento nella nave sullo
scalo è molto costoso, per comprensibili difficoltà di accesso alla nave e per il traffico
con le officine. La nave in banchina è più agevole, ma il lavoro sul piazzale nei blocchi
è molto più redditizio. Pertanto la costruzione a blocchi ha un doppio vantaggio: accorcia
i tempi di consegna nave e riduce le spese. Da non dimenticare che riduce anche le difficoltà
nel lavoro sulle strutture di scafo. Un solo inconveniente. Assiemare i blocchi senza problemi
di errori sulle giunzioni tra i singoli blocchi. La sala tracciato deve essere molto brava.

 

LA COSTRUZIONE A BLOCCHI.
Essa consiste nel costruire parti di scafo da assiemare a terra, nei limiti di peso, della
capacità di sollevamento e successivo spostamento del blocco, dal posto di fabbricazione al
punto di sistemazione sullo scalo. Maggiore è la capacità di sollevamento, più grandi sono
i blocchi che si possono realizzare a terra.
I blocchi costruiti sul piazzale di prefabbricazione somigliano allo scafo della nave tagliato
a fette in senso trasversale, orizzontale e longitudinale. Fig. 1.
Si sà che il lavoro fatto a bordo è molto più costoso di quello fatto in officina. Il lavoro
fatto a terra è molto simile a quello fatto in officina, con qualche differenza. Lavorare in
officina è riparato dal freddo e dalla pioggia, ma offre poco spazio che complica e limita il
lavoro e il movimento degli attrezzi. Da non dimenticare i fumi delle saldature elettriche.
Di grande importanza è anche lo spazio del piazzale, vicino allo scalo di assiemamento, che
offre la possibilità di blocchi più grandi e maggiore facilità di sistemazione sullo scalo.
Quindi costruire i blocchi e loro sistemazione sullo scalo è una questione di scafo, il
preallestimento non c'entra per niente. Potrebbe essere solo una limitazione di peso. Salvo
singoli casi per l'allestimento è un grosso lavoro di organizzazione.
Conoscitore dello scafo Vi assicuro che questo viene progettato tenendo conto della divisione
in blocchi per collimare le necessità di sollevamento e trasporto al limite delle capacità.
In altre parole il fasciame esterno dello scafo viene diviso in pezzi saldati e dove saldare,
in modo da agevolare la formazione dei blocchi. Il punto più difficile è la selezione nella
scelta dei pezzi di allestimento che si possono sistemare nei singoli blocchi, ed averli per
tempo in cantiere.

 

ORGANIZZAZIONE.
Si capisce subito lo studio organizzativo che deve essere condotto da personale preparato e
capace di utilizzare i mezzi del cantiere al massimo, studiando le possibilità ricettive dei
singoli blocchi ed organizzare il reperimento ed il prelievo dal magazzino del materiale da
imbarcare sui blocchi e relativa distribuzione. Prima sulla carta in modo da informare ogni
Sezione di ciò che gli spetta e si organizzi per tempo al fine di non rallentare il sistema.
Ci sarà sempre qualche pezzo che manca che comporterà non solo il ritardo ma anche la spesa
maggiorata per il lavoro fatto in seguito a bordo.

 

PREALLESTIMENTO.
Per un preallestimento realizzato in modo utile, al fine di ottenere una notevole riduzione
dei tempi di consegna nave, è necessario un gruppo di tecnici preparati sia di allestimento
che di scafo necessario per individuare i blocchi che saranno preallestiti da maggiore peso
e tempo esecutivo, per selezionare i blocchi da mettere in lavoro per primi, operando nei
tempi studiati più utili. A capo dovrebbe essere un direttore con poteri da smuovere uffici
lenti. E'un lavoro di squadra come il calcio moderno da solo nessuno combina niente. Bisogna
controllare quello che fanno gli altri cointeressati che devono operare in modo orchestrato.
Cioè quando si entra nel blocco da preallestire, il blocco deve essere finito, dipinto meno
l'ultima mano. Tutto il materiale da preallestire sia in magazzino, ordini operativi, disegni
già alle officine interessate, manufatti da sistemare finiti, e quant'altro necessario sia
già pronto.
In altre parole, quando gli operai entrano nel blocco da preallestire, tutto il lavoro a
monte deve essere completato. Ordini di lavoro, disegni costruttivi e tutti i materiali in
magazzino pronti al prelievo.

Un piccolo esempio pratico. In un blocco devono essere sistamati dei tubi, con flange
d'unione ed una valvola speciale, con tele comandi distanti, azionati elettricamente. Con
il blocco finito e dipinto solo internamente, viene tracciato il percorso dei tubi e dove
sarà posizionata la valvola, disegnata come grandezza e posizioni delle unioni. Sarà posto il
percorso dei cavi elettrici di comando. In preallestimento saranno sistemati i percorsi dei
cavi elettrici ed i supporti allo scafo, mentre i cavi elettrici saranno sistemati in seguito.
Saranno sistemati i supporti dei tubi da saldare allo scafo lungo la traccia del percorso.
Saranno pure sistemati i tubi nel limite posto dal blocco che non sporgeranno dal bordo della
struttura scafo per evitare inconvenienti nel trasporto del blocco.
La forma del tubo può essere rilevata e formata in officina con possibilità di controlli e
prove. Si lascia una certa lunghezza da stabilire a blocchi assiemati, per collegare il tubo
del blocco successivo, secondo la bravura degli operatori nel far combaciare la linearità
esecutiva del tubo. E' facile capire il seguito del lavoro.
Da quanto detto emerge il punto più difficile dell'operazione. Per evitare che il lavoro si
svolga a singhiozzo (che fa aumentare le spese), cioè iniziato e finito, tutto il materiale
occorrente deve essere sul posto. La bulloneria si trova in città a meno che il materiale
non sia speciale, una valvola va ordinata con sufficiente tempo per ottenerla e così i vari
oggetti che formano il materiale occorrente. Ogni blocco ha i suoi tempi di posa in opera,
legati ai programmi di un cantiere che a sua volta ha altre esigenze.
Potete immaginare il ventaglio operativo necessario per organizzare 5O o 2OO blocchi da
preparare prima di iniziare i lavori.

 

Spero di aver dato un'idea di quanto complessa sia questa operazione e poterla seguire nel
periodo evolutivo. Se una delle mille catene ha un anello difettoso, quella catena si apre
e quel lavoro si ferma, in attesa che i solleciti portino al buon fine, purtroppo gravato
da maggior spesa.


FIGURA 1

Nave di 1OO metri di lunghezza da costruire a blocchi di dimensioni: Blocchi inferiori
lunghi 1O m.larghi 7 m. alti 5,5 m 1O per lato e blocchi superiori di dimensioni: 7 m.
x 4 m. x 1O m. - 4O blocchi per lo scafo più le sovrastrutture.
hsvtrr.jpg

 

Varo5

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Lupus in fabula !

Rientrando a casa si è defilata a fianco del vaporetto questa sezione rimorchiata, diretta alla Fincantieri - Marghera.

Non sono stato pronto a riprendere il convoglio come avrei voluto, ostacolato dalla ressa a bordo. :sad:

Prendetela con le pinze, ma presumo sia il troncone centrale della Viking Sea, la seconda unità della commessa Viking. La Viking Star, varata a giugno, è in banchina di allestimento. Il rimorchiatore capo convoglio (fuori campo) ha i colori della Ocean; questo mi lascia credere che la provenienza sia Trieste o Monfalcone.

A Varo5 l'ultima parola.

 

Edit da Marine Traffic : rim. Puma partito da Monfalcone.

 

c8SPBH.jpg

 

UBwsS7.jpg

Edited by danilo43

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