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Alfabravo 59

Fucina Di Navi

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Titolo: FUCINA di NAVI - Storia del Cantiere Navale di Sestri Ponente

Autore: Aldo CATERINO

Casa Editrice: IL PORTOLANO

Anno: 2012

Pag: 263; 240 fotografie

Dim. (cm.): 24 X 17

Prezzo: 25 Euro

Reperibilità buona

 

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RECENSIONE.

 

Per molti anni ed ancora oggi il Cantiere Navale di Sestri Ponente è stato "IL CANTIERE" per antonomasia. Mi ricordo che da bambino o poco più ero convinto che in Italia le navi si costruissero o a GEnova (Sestri, appunto) o a TrieSte (Monfalcone) ed i quattro grandi piloni in cemento armato, simili a timoni e che sostenevano la gru a teleferica, esercitavano su di me un particolare fascino: peccato averli demoliti!

 

Battute a parte, ho apprezzato molto questo libro in cui Aldo CATERINO è molto particolareggiato nel descrivere la storia del cantiere che inizia poco dopo il Congresso di Vienna (1815) quando alcuni maestri d' ascia Genovesi emigrati in Francia, tornando in patria, decisero di avviare l' attività cantieristica.

Un' attività sempre mantenuta a livelli d' eccellenza sacrificando a volte l' aspetto economico. Quì sono nati il transatlantico REX e la corazzata LITTORIO.

Il libro, stampato nel Febbraio 2012, è aggiornatissimo: ci sono addirittura delle foto della povera COSTA CONCORDIA naufragata al Giglio meno di un mese prima!

 

Ricordo che l' opera è stata stampata in uno dei vari momenti difficili della vita dello stabilimento: forse il più difficoltoso in cui si parlava addirittura di chiusura con tutte le nefaste conseguenze specie sull' indotto. Ora la situazione sembra migliorata, ma mi pare utile riportare l' ultima frase dell' introduzione (pag. 8)...

 

"Il patrimonio di conoscenze e di esperienze di cui sono depositarie le maestranze non deve andare perduto, perchè poi, in caso di bisogno, sarebbe impossibile recuperarlo. E il nostro paese non può fare a meno della cantieristica navale, se vuole contare ancora a livello mondiale. Duecento anni di storia sono lì a dimostrarlo".

Edited by Alfabravo 59

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So bene che la mia questione storiografica è decisamente partigiana, ma nel testo che punto di vista si ha sulle relazioni con i Lavoratori e i Sindacati ? (rammento ai più distratti che nel 1950 fu persino "occupata ed autogestita"....)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Dopo molto tempo :blush: ...Dunque di relazioni con i Lavoratori ed i Sindacati direi che non si parla in modo diretto e specifico. A pag. 203 è citata la F.I.O.M. a proposito di una delle varie ristrutturazioni societarie che si son succedute nella storia di questa industria. C' è da dire che è difficile programmare l' attività di un cantiere navale e nel nostro caso le capacità sono sempre state un pò sovradimensionate. Ne consegue che l' aspetto occupazionale ne è influenzato sotto tutti gli aspetti.

 

Nè si accenna alla occupazione ed alla autogestione dello stabilimento.

 

Tuttavia a pag. 161 è scritto: "L' inizio del decennio 1950 fu assai drammatico: le maestranze rimasero a lungo inoperose per mancanza di lavoro. Nonostante la commessa di due unità da parte della marina mercantile greca e l ' acquisizione delle costruzioni previste dalla Legge Cappa - Saragat e dalla normativa di proroga che assegnava ulteriori contributi, gli ordini erano molto ridotti, al punto che nel giugno del 1951 tutti i 10 scali di Sestri rimasero completamente vuoti".

In una tale situazione...

Edited by Alfabravo 59

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