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LColombo

Relitti Di Navi Della Regia Marina (Ii Gm)

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Leggendo sul bel sito Combinedfleet una pagina sui relitti di navi da guerra della Mairina nipponica sino ad ora ritrovate, mi è venuta l’idea di provare a fare una sommaria lista dei relitti sinora scoperti di unità della Regia Marina perdute nella II Guerra Mondiale. Non poche: oltre alla Roma, vi sono 3 incrociatori leggeri, 11 cacciatorpediniere, 18 torpediniere, 9 (forse 11) sommergibili, due posamine, due cannoniere, una corvetta, 5 incrociatori ausiliari, una nave ospedale, due dragamine, una cisterna per acqua, una per nafta e due o tre MAS/VAS/MS. In larga parte scoperti nell'ultimo ventennio.

Auspicando che chi visiti questi relitti lo faccia sempre con il dovuto rispetto per chi, nella maggior parte dei casi, vi riposa tuttora.

 

Corazzata Roma (be’, non ha bisogno di presentazioni… comunque, trovata nel giugno 2012 spezzata in più parti nel golfo dell’Asinara, a circa 1000 metri di profondità, da Guido Gay)

 

Incrociatore leggero Armando Diaz (trovato nel giugno 2004 dalla spedizione “Mizar 4” 75 miglia a SO di Lampedusa, al largo della Tunisia, a profondità massima di 56 metri; era già stato ritrovato ed “alleggerito” nel dopoguerra da un’impresa di recupero)

Incrociatore leggero Alberico Da Barbiano (ritrovato e documentato in acque tunisine dalla spedizione “Altair 2007”, a 60-70 metri di profondità ed a 1,1 miglia dalla costa)

Incrociatore leggero Alberto Di Giussano (ritrovato, ma non documentato, in acque tunisine dalla spedizione “Altair 2007”)

 

Cacciatorpediniere Antonio Da Noli (ritrovato su fondali di 90-95 metri nelle Bocche di Bonifacio, spezzato in due tronconi; almeno tre sono le rivendicazioni del suo ritrovamento: 1) nel 1975 da parte del corallaio Giovanni Spigno, che avvertì la MMI la quale inviò sul posto la Cavezzale che identificò il relitto; 2) nel settembre 2009 da Francesco Scavelli/Expedition Roma; 3) nel 2013 da Tomasino Muntoni e Donatella Bianchi – in quest’ultimo ritrovamento è compreso quello immaginario del Vivaldi che, come giustamente fatto notare da Alagi, è affondato da tutt’altra parte e, a quanto si sappia, non è ad ora stato ritrovato)

Cacciatorpediniere Lampo (ritrovato, ma non documentato, in acque tunisine dalla spedizione “Altair 2007”)

Cacciatorpediniere Baleno (ritrovato nel 1950-1951 dalla MICOPERI e da questa devastato per recuperarne il metallo, non so cosa sia rimasto ed in quali condizioni)

Cacciatorpediniere Luca Tarigo (ritrovato nel 1950-1951 dalla MICOPERI e pure massacrato per recupero del metallo, come sopra; comunque il relitto venne nuovamente esplorato nel 1954 da Lino Pellegrini e dunque dovrebbe restarne parte consistente, suppongo)

Cacciatorpediniere Francesco Nullo (trovato nel 1956 presso l’isola di Harmil, in Mar Rosso, da Lino Pellegrini)

Cacciatorpediniere Geniere (ritrovato a 29-37 metri di profondità, a qualche miglio da Capo Spulico; era affondato nel 1944 durante il rimorchio a Taranto per demolizione dopo essere già stato affondato a Palermo da bombardamento aereo il 1.3.1943)

Cacciatorpediniere Quintino Sella (pesantemente danneggiato da recuperanti nel 1956 e 1972, giace spezzato in due a 25 metri di profondità, 30 miglia a S di Venezia ed a ca. 10 miglia dalle bocche di Lido)

Cacciatorpediniere Strale (giace a 72 metri di profondità, presso Capo Bon)

Cacciatorpediniere Vincenzo Gioberti (trovato da Guido Gay nel febbraio 2016 a quasi 600 metri di profondità)

Cacciatorpediniere Aquilone (molto probabilmente noto a subacquei locali, dovrebbe giacere a poca profondità fuori dal porto di Bengasi)

Cacciatorpediniere Artigliere (trovato da Paul G. Allen nel marzo 2017 a oltre 3600 metri di profondità)

 

Torpediniera di scorta Groppo (ritrovata nel ??? a 60 metri di profondità nel porto/rada di Messina, nonostante informazioni erronee la diano come recuperata e demolita nel 1946)

Torpediniera di scorta Ardente (ritrovata nel 2007 al largo di Monte Cofano, spezzata in due)

Torpediniera di scorta Impavido (ritrovata nel ???, spezzata in due a 70 metri di profondità, a 10 miglia da Cecina e 20 da Capraia)

Torpediniera di scorta Impetuoso (ritrovata nel 2001 a 98 metri di profondità nella baia di Pollenza)

Torpediniera di scorta Pegaso (ritrovata nel 2001 a 95 metri di profondità nella baia di Pollenza, dopo essere già stata casualmente trovata da un corallaro nel 1986)

Torpediniera Lupo (trovata nell’ottobre 2011 dal rimorchiatore Buccaneer della MICOPERI in posizione 34° 28' N e 11° 28' E)

Torpediniera Confienza (ritrovata nel ??? dall’Aqademia Diving Center?, a 70-81 metri di profondità, a nordest di Brindisi ed a 2,6 miglia dalla riva)

Torpediniera Audace (trovata nel 1999 ad 80 metri di profondità al largo di Pago)

Torpediniera Castore (ritrovata nel ???, a 25-29 metri di profondità, al largo di Capo Spartivento Calabro)

Torpediniera Generale Antonio Chinotto (trovata nel 2002 e fotografata nel 2003, giace sul fianco sinistro a 103 metri di profondità, al largo di Capo Gallo)

Torpediniera Giuseppe Dezza (trovata nel ???, spezzata in due a 35 metri di profondità, nel canale di Fasana; anche di questa nave circolano notizie su un suo affondamento a Trieste e successiva demolizione, ma evidentemente sono errate)

Torpediniera Giuseppe La Farina (giace al largo di Sfax non molto lontano da dove fu trovato il relitto del smg francese Morse - forse vittima delle stesse mine -, la sua posizione probabilmente è nota già dagli anni '50)

Torpediniera Lince (trovata nel ??? presso Cirò Marina)

Torpediniera T 6 (trovata nel 1979, a 7 miglia dalla costa tra Cesenatico e Cervia od a 100 metri dalla spiaggia di Cesenatico, quasi completamente insabbiata)

Torpediniera T 8 (trovata nel ???, a 64 metri di profondità)

Torpediniera Aldebaran (trovata dai subacquei del Grafas Diving nel febbraio 2014 a 107 metri di profondità, al largo dell'isola di Agios Georgios, nel Golfo Saronico)

Torpediniera Curtatone (un relitto molto malridotto, che potrebbe essere di questa nave, è stato trovato nel 2007 da subacquei greci al largo di Phleva)

Torpediniera Altair (trovata dai subacquei del Grafas Diving nell'ottobre 2015, a 136-140 metri di profondità, a meno di mezzo miglio dal relitto dell'Aldebaran)

 

Corvetta Gazzella (trovata nel 2002, a 50 metri di profondità, tre miglia al largo di Punta Tramontana)

 

Sommergibile Ammiraglio Millo (trovato nel settembre 2005 a 65-72 metri di profondità al largo di Punta Stilo)

Sommergibile Capitano Tarantini (trovato nel ??? a 40 metri di profondità, a 6-7 miglia dall’estuario della Gironda)

Sommergibile Francesco Rismondo (trovato nel ??? a 30 metri di profondità al largo di Bonifacio)

Sommergibile H 6 (trovato nel ??? a 30 metri di profondità un km al largo di Bonifacio)

Sommergibile Iride? secondo un sito (https://web.archive.org/web/20090528111912/http://www.sportesport.it/wrecksLB004.htm) i resti del relitto si troverebbero ancora nel golfo di Bomba, a 18 metri di profondità

Sommergibile Malachite (trovato nel 1999 a 117-124 metri di profondità al largo di Capo Spartivento)

Sommergibile Medusa? secondo http://www.grupsom.com/Sommergibili/medusa.htm un troncone del suo relitto si troverebbe a 25 metri di profondità al largo di Pola, ma altrove (forse qui) ho letto di dubbi sull’identità di tale battello

Sommergibile Pietro Micca (trovato nel 1994 a tre miglia da Santa Maria di Leuca, profondità 80-85 metri)

Sommergibile Scirè (trovato nel ??? a 35 metri di profondità al largo di Haifa, 42 salme e vari cimeli recuperati nel 1984)

Sommergibile Tricheco (trovato nel 2003 a 3 miglia da Brindisi, a 72-80 metri di profondità)

Sommergibile Velella (trovato nel maggio 2003 a 138 metri di profondità, a 8,9 miglia da Punta Licosa)

 

Cannoniera Aurora (trovata nel ??? al largo di Ancona, capovolta ed insabbiata, chiamata erroneamente “draga”) [in corso di verifica]

Cannoniera Pellegrino Matteucci (trovata nell'aprile 2017 dalla squadra di Antonis Grafas a 95 metri di profondità, al largo di Capo Dukato)

 

Incrociatore ausiliario Attilio Deffenu (individuato già nel maggio 1942 a seguito di falso allarme antisom della Tp Orsa, giace a 24-33 metri a tre miglia da San Cataldo)

Incrociatore ausiliario Brindisi (trovato al largo di San Cataldo nel 2011 dall’Ammiraglio Magnaghi)

Incrociatore ausiliario Loredan (trovato nel 1990 a 52-67 metri di profondità in posizione 39°08’ N e 9°23’ E)

Incrociatore ausiliario Piero Foscari (trovato nel ??? a 16 metri di profondità, a 0,1 miglia dalla riva; non ne rimane molto)

Incrociatore ausiliario Rovigno (trovato nel ??? a 53 metri di profondità, spezzato in due, a 4 miglia da Valona)

 

Cisterna per acqua Isonzo (trovata nel 1990 a 53 metri di profondità, stessa area del Loredan insieme al quale venne affondata)

Cisterna per nafta Devoli (trovata nel 2006 alla bella profondità di 130 e più metri)

 

Nave ospedale Po (trovata nel luglio 2005 dalla IANTD a 30-35 metri di profondità ad 1 miglio da Valona)

 

Posamine FR 70 (trovato nel 1992 a 75 metri di profondità ad ovest dell’Elba ed a nord di Pianosa)

Posamine Pelagosa (trovato nel 1974 a 20-37 metri di profondità, capovolto, a 1,5 miglia da Quarto)

 

Dragamine RD 7 (trovato in acque greche dagli stessi subacquei che hanno trovato l'Aldebaran)

Dragamine RD 55 (giace sul fondo del porto di Messina dove fu affondato insieme alla Groppo)

 

Cacciasommergibili/posamine Eso (al largo di Djerba, a 20 metri di profondità, noto localmente come "Khorda")

Cacciasommergibili ausiliario AS 105 Equa (trovato nel ??? a 40 metri di profondità, a 2 miglia dalla costa di Riomaggiore)

 

Motosilurante MS 26? (qui:

c’è il filmato dei resti semidistrutti di un relitto a Lero, che viene detto essere una motosilurante italiana portata all’incaglio sull’isolotto Ano Aspronissi, vicino a Lisso, dopo essere stata mitragliata da aerei tedeschi; questa storia potrebbe coincidere con quella della MS 26, che risulta perduta per incaglio presso Lero il 9.10.1943 e distrutta da una mareggiata dopo qualche giorno)

VAS 302/304/306 (trovato nel 2001 a 51 metri di profondità al largo di Genova, quale unità sia di preciso non si sa)

MAS ??? nel porto canale di Rimini giacerebbe, quasi completamente insabbiato, il relitto di un MAS (quale?) passato alla GdF e poi ceduto ad un privato che avrebbe voluto trasformarlo in imbarcazione da diporto, ma il MAS affondò prima.

MAS ??? c'è qualche vaga notizia sul relitto di un presunto MAS nelle acque di Trapani. [In seguito a segnalazione di utente recentemente iscritto, parrebbe trattarsi in realtà di un dragamine]

 

EDIT: lista aggiornata al 06/06/2017.

Edited by LColombo

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Un lavoro eccellente! complimenti vivissimi.

Averne di appassionati così!!

 

Vorrei tornare indietro di 20 anni e ricominciare con decompressioni dai 9 metri e almeno 30 minuti!

 

Una forte stretta di mano

 

Zulu

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Complimenti per la previsione e il dettaglio del lavoro! Peraltro avrei una domanda circa i relitti NON ritrovati: è stato mai tentato il ritrovamento degli incrociatori (Zara, Pola, Fiume) e dei CT (Carducci, Gioberti)affondati a Capo Matapan ?

svalbard

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Bella domanda, me la sono posta anche io. La risposta è: non che io sappia. Devo confessare che in effetti mi piacerebbe sapere in quali condizioni si trovano oggi quelle navi. Se facciamo fede a Google Earth, i relitti dovrebbero giacere a profondità di circa 2900 (Zara, Fiume e cctt) e 3000 (Pola) metri. Non che la cosa, secondo me, ne renderebbe impossibile l'individuazione con gli strumenti offerti dalle moderne tecnologie. Chissà se l'ingegner Gay ha mai pensato di provare a cercare anche queste navi. Tra l'altro, non lontanissimo (e sempre a quasi 3000 m) dovrebbe giacere il relitto dell'Espero. Per la cronaca, il relitto dell'unico altro incrociatore pesante affondato in mare aperto, il Trento, dovrebbe trovarsi a più di 4000 metri di profondità.

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Sempre per la cronaca, sebbene non siano unità della Regia Marina (ma hanno comunque fatto la storia della battaglia dei convogli): nel luglio scorso la nave idrografica HMS Echo, durante una campagna con la quale ha trovato 18 relitti di varie epoche al largo della Libia, ha cercato anche Neptunia ed Oceania (i cui relitti dovrebbero trovarsi ad oltre 700 metri di profondità), ma ha setacciato 15 miglia quadrate intorno alla posizione indicata per l'affondamento senza trovare niente. Questo a riprova, purtroppo, della frequente inaffidabilità delle posizioni rilevate all'epoca.

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Bellissimo lavoro!

Me lo studierò con calma...

vieni alla Spezia domani?

 

Purtroppo no.

...poi daresti un'occhiata ai "Violatori del blocco" per Recco-Dentice-Alabama?

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Purtroppo no.

...poi daresti un'occhiata ai "Violatori del blocco" per Recco-Dentice-Alabama?

OK

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Ottimo report, comandante Colombo, scusami se lo prendo a pretesto per introdurre una questione che avrei voluto chiarire già da molto tempo. L'asserzione riportata “Il cacciatorpediniere Quintino Sella pesantemente danneggiato da recuperanti nel 1956 e 1972, giace spezzato in due a 25 metri di profondità, 30 miglia a S di Venezia ed a ca. 10 miglia dalle bocche di Lido” riflette l'opinione comune di chi visita oggi questo relitto. Sono quel “recuperante” del 1972 e ritengo pertanto necessaria questa precisazione.

 

Ho operato per quarant'anni nel settore del lavoro marittimo. Navigazione, ricerche in mare e immersioni, unitamente all'interesse storico, rivestono tutt'ora per me un grande interesse ed hanno costituito non solo oggetto di attività professionale ma soprattutto una grande passione ed il mio principale "hobby". Conosco particolarmente bene l'Alto Adriatico che ho navigato a lungo e mappato anche nel versante orientale individuando, a partire dai primi anni '70, una gran parte dei relitti e delle afferrature, ora comunemente noti.

 

Dopo il nuovo ritrovamento del Quintino Sella, avvenuto nel 1971 (non era più stato individuato dal termine delle operazioni nel 1956) ottenni la concessione per il recupero del caccia, già separato in due tronconi a seguito del siluramento. Lo scafo sebbene diviso in due parti era sufficientemente integro e facilmente penetrabile al suo interno: Navalcost, la società dell'ing. Arminio Müller, che aveva effettuato il primo intervento, era riuscita a recuperarne solamente una caldaia.

 

Le nostre operazioni preliminari riguardarono lo smontaggio sistematico ed il recupero di tutte quelle parti che potevano ricordare inequivocabilmente la loro appartenenza a quell'unità. I resti dei deceduti erano stati raccolti e tumulati nel corso dei lavori precedenti.

Molti di questi reperti sono stati da me donati al Museo Storico Navale di Venezia; per questo ed altri lavori eseguiti in concerto con la MM ho ricevuto numerosi attestati di stima; cito quelli di Comar-Venezia, dei conservatori pro tempore del Museo, ammiragli Gottardi e Sferra, dell'amm. Renato Sicurezza dello Stato Maggiore della Marina, dello stesso Capo di S.M. amm. Filippo Ruggero e del conservatore del Museo Tecnico Navale di La Spezia. amm. Filippo Cusmani. Altri reperti infatti, tra i quali un cannone Nordenfeld da 57 mm appartenente alla torpediniera 5 PN, sono stati consegnati anche a questo Museo.

 

Tengo a sottolineare che l'odierno deplorevole stato dello scafo non è da imputarsi a questa tipologia di operazioni, conservativa, nonostante l'impiego mirato di piccole cariche.

Trascorsa fruttuosamente la seconda stagione di lavori, sospesi l'attività nel periodo invernale, con l'intento di riprenderla l'anno seguente. Per evitare la sottrazione da parte di terzi del materiale esplosivo ancora presente a bordo, fatto di cui avevo avuto sentore e da me segnalato all'autorità competente, intervenne il nucleo SDAI per effettuarne la bonifica.

Vennero fatte detonare a ridosso delle fiancate cataste di proietti, b.t.g. e testate di siluri, il cui effetto conseguì il collasso della struttura della torre binata poppiera da 120/45 e dell'estrema poppa, imprigionando così le due eliche che nel frattempo avevamo separato dai propri alberi.

Il precario stato dello scafo dopo trent'anni di mare unitamente all'effetto congiunto delle onde d'urto delle esplosioni, determinanti il distacco delle spesse incrostazioni calcaree che in un certo qual modo lo avevano preservato, innescarono così un rapido processo di corrosione galvanica che iniziò a deteriorare sensibilmente, anno dopo anno le condizioni delle lamiere.

Il recupero, nonostante fossero già approntati i cilindri di spinta necessari per il sollevamento, non venne mai portato a termine.

Mezzi nautici, di sollevamento e personale subacqueo vennero impegnati a partire dalla stagione successiva per la stesura di ancore, catenarie e campi boe degli ormeggi delle super petroliere accolte in disarmo nei canali lagunari di Fisolo, Poveglia e Malamocco. L'assistenza continua alle stesse, la sostituzione di tese rotte o usurate ed il ripristino delle catenarie le cui ancore e ancoresse spesso aravano in presenza di forti venti di traversia, costituì un impegno prestigioso che assicurò continuità di lavoro alla nostra piccola società per anni a venire, introducendola nel settore specifico dei lavori marittimi.

La crisi dei noli fu diretta ripercussione della riapertura del canale di Suez, non transitabile da queste grandi navi, pertanto non più competitive, e del sensibile aumento del costo dei prodotti petroliferi. Nel frattempo, a causa degli elevati costi di trasformazione conseguenti al fattore energetico, era crollato il prezzo del rottame, allora molto elevato.

Del recupero, a malincuore, non se ne fece più nulla.

Trascorso oltre un ventennio, a ricordo dell'impresa, mi venne richiesta una relazione, pubblicata sotto forma di saggio nel Bollettino d'Archivio dell'USMM, anno X, dicembre 1996, intitolata:

“Il cacciatorpediniere Quintino Sella - tentativi di recupero e vicende susseguenti”, nel quale sono esposte dettagliatamente tutte queste vicende.

Il saggio faceva parte di una serie di articoli iniziata con “ L'ultima crociera della R.N. Amalfi”,

Bollettino D'Archivio, anno V, settembre 1991, “ La torpediniera 5 PN”,

Bollettino d'Archivio, anno VII, dicembre 1993, “I sommergibili Medusa – due vicende parallele”,

Bollettino d'Archivio, anno VIII, dicembre 1994, per esplicita richiesta dall'amm. Renato Sicurezza, compilati in collaborazione con l'amico Pierpaolo Zagnoni, compartecipe di tutti questi ritrovamenti.

Per quanto riguarda il smg. Medusa, il saggio precedentemente citato chiarisce molti punti oscuri della questione citata nel post precedente.

Ho confutato quanto sostenuto in http://www.grupsom.c...bili/medusa.htm con un recente saggio preparato appositamente per l'USSM, che per disparati motivi sta languendo da oltre un anno in attesa di pubblicazione.

La questione dovrebbe essere in dirittura di risoluzione ma qualora perdurasse questa stato di stasi, mediterei di ritirarlo e, Malaparte permettendo, presentarlo in Biblioteca per la lettura digitale.

 

Integro il tuo bel report con queste osservazioni inerenti solamente all'Adriatico:

 

  • Il Quintino Sella si trova a 10 miglia dal passo del Lido, sul parallelo di Pellestrina., non a 30 miglia da Venezia. Ad oltre settant'anni dal tragico evento le pubblicazioni ufficiali della MM non hanno ancora rettificato l'inesattezza.

  • Torpediniera Giuseppe Dezza (T.A. 35): è corretta la versione di fonte tedesca; non venne mai recuperata e rimorchiata a Trieste. L'abbiamo trovata ed identificata nel 1989; prima di constatarlo de visu, alcune tracce lasciavano pensare che potesse trattarsi dell'Insidioso. Fatto che mi aveva tassativamente escluso il compianto Alcione, il comandante Sergio Nesi, che all'atto dell'armistizio si trovava in Istria. Un nostro datato filmato mostra la plancia, completa di tutti i suoi apparati, armamento e interno nave in presenza di acqua cristallina. E' stato rinvenuto un brogliaccio di macchina, quasi integro e perfettamente leggibile, con riportati i nominativi del personale, interamente tedesco, di turno. Ora l'accessibilità ai locali interni è difficoltosa, inoltre quanto si poteva allora ammirare purtroppo è stato depredato, precedentemente alle restrizioni poste dall'autorità croata alle immersioni cosiddette “sportive”.

  • La torpediniera Stella Polare (T.A.36) è una delle unità ritrovate, in Quarnaro.

  • Le corvette Melpomene (U.J. 202) &

  • corvetta Spingarda (U.J.208) sono state a loro volta ritrovate davanti all'isola di Pago. *

 

In Adriatico, oltre a numerose motosiluranti MS non sono ancora state ritrovate:

  • cannoniera Aurora (l'ex panfilo del Duce, cfr “Corsari in Adriatico” di Erminio Bagnasco, Mursia 2006. Libro da non perdere!) *
  • cannoniera Cattaro (ex Ju Dalmacija, ex germanico Niobe)

  • corvetta Colubrina (U.J. 205)

  • corvetta Egeria (U.J. 501). Affondata fuori Premuda nel combattimento con gli incrociatori francesi Le Terrible e le Malin, assieme al Kapitän Diederichsen (ex mn. Sebastiano Venier) recentemente ritrovato da un'equipe croata a poche miglia di distanza dalla Szent Istvan, visitato anche dal nostro Cesare Balzi. Cfr: http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=37176

  • torpediniera T 7 (TA 34, ex Ju T. 7, ex austroungarica 96 F), ceduta dai tedeschi alla marina croata e distrutta in combattimento con le motosiluranti britanniche MSB 659, MSB 662, MTB 670.

* Chi ha effettuato il ritrovamento mi ha fornito la posizione dei relitti, che si trovano alla profondità di circa 80 metri.

Mi sono accontentato di portarmi sulla verticale e battere i relitti con l'ecoscandaglio. Le due corvette affondate nel corso del combattimento con i cacciatorpediniere britannici Wheatland e e Avon Whale si trovano a 0.9 nm. l'una dall'altra.

La scarica di adrenalina provata all'impennata dell'ecoscandaglio dopo la ricerca ed il ritrovamento è pari o di poco inferiore a quella dell'immersione, per me ormai proibitiva, non avendo oltretutto, da vecchio subacqueo, mai impiegato miscele di gas.

** Affondata al largo di Ancona dalla stesse Schnellboote S 54 e S 61 al comando dell'Oberleutnant zur See (STV) Klaus Schmidt nel corso della crociera di guerra che culminò nel siluramento del Sella. Il raid non si concluse all'arrivo in Riva degli Schiavoni delle due motosiluranti nella serata dell'11 settembre 1943: il giovane ufficiale si rese conto che i suoi due equipaggi, poco più di una quarantina di uomini, erano l'unico gruppo armato tedesco di una certa consistenza per il momento presente in città. Schmidt assunse temporaneamente il comando della piazza di Venezia, presentando la richiesta di resa agli ammiragli Brenta e Zannoni.

La resa venne accettata; il mattino della domenica 12 settembre più di 2000 militari italiani, perlopiù appartenenti alla Regia Marina, incolonnati, con i loro ufficiali in testa e le sentinelle tedesche sui lati, si avviarono lungo il Ponte del Littorio, verso una caserma di Mestre da dove nei giorni successivi, sarebbero partiti per la deportazione in Germania.

La scorta era costituita da poche decine di militari germanici; di questi la maggior parte erano sottufficiali e marinai dei circa quaranta uomini degli equipaggi delle motosiluranti S 54 e S 51 con a capo il sottotenente di vascello Klaus Schmidt. La stessa triste scena si ripetè nella mattinata del giorno dopo, lunedì 13 settembre; questa volta i militari prigionieri furono non più di 700-800.

 

Spero di non avervi annoiato dilungandomi con ricordi personali e di non essere sconfinato troppo nell' OT.

Edited by danilo43

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Spero di non avervi annoiato dilungandomi con ricordi personali e di non essere sconfinato troppo nell' OT.

 

Tutt'altro, quanto da te riportato è enormemente interessante, specie sul Sella! Non pensavo di avere a che fare addirittura con chi aveva condotto le operazioni del 1972 ed è la prima volta che ne leggo i dettagli.

 

Non avevo compreso Stella Polare, Melpomene e Spingarda nel mio elenco perché non avevano mai prestato servizio sotto bandiera italiana, essendo state completate direttamente per la Kriegsmarine.

 

Sull'Aurora se assolutamente sicuro che non sia stata ritrovata? Su Internet c'è menzione di immersioni sul relitto di quella che si dice essere questa nave.

 

La Cattaro già Dalmacija già Niobe poi di nuovo Niobe non era stata affondata in acque basse e demolita nel dopoguerra?

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......Cannoniera Aurora (trovata nel ??? al largo di Ancona, capovolta ed insabbiata, chiamata erroneamente “draga”)

quale unità sia di preciso non si sa).....

Da quali fonti hai ricavato questa notizia ? Non ne sono mai venuto al corrente. Interessante!

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Ci siamo incrociati con i post e non avevo letto il tuo precedente:

Le notizie sulla Cattaro sono riportate su Navi militari perdute. La mia è una vecchia edizione del 1975, ma sono riprese pari pari da Franco Bargoni in Tutte le navi militari d'Italia, edizione 2012. Non è detto che sia oro colato. Oltre alla posizione del Sella ho trovate altre notizie imprecise.

In quanto all'Aurora mi fiondo subito in Internet.

Affermativo per Stella Polare, Melpomene e Spingarda, hai perfettamente ragione, ma sono elencate comunque nei ruoli del nostro naviglio militare. Diciamo che erano italiane di nascita !

Edited by danilo43

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Sull'Aurora se assolutamente sicuro che non sia stata ritrovata? Su Internet c'è menzione di immersioni sul relitto di quella che si dice essere questa nave.

Nutro seri dubbi. Ho trovato il pdf e mi sa che vogliano prenderci per il lato B. Sul sito monsub, lo stesso del pdf affermano che "Una squadra di nostri soci ha iniziato così la nuova avventura, inseguendo le tracce di AURORA, cannoniera nota con il nome di "DRAGA"(diminutivo di dragamine), andata a picco l'11 settembre del 1943...tre miglia di fronte al passetto di Ancona, dove, intercettata, è stata colpita da due motosiluranti germaniche."

Palle !!! Le motosiluranti non sono passate così vicine alla costa. Come hai potuto vedere, Klaus Schmidt non era affatto uno sprovveduto.

Il sito http://www.relitti.it/relitti/generale/relitto.asp?IDRelitto=467&relitto=AURORA la dà in elenco, ma aprendo la scheda trovi " di elevato valore storico - relitto non ancora ritrovato". No comment, Buona notte.

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In merito al Cattaro/Niobe/Dalmacija, che appunto mi ricordavo come incagliato, reso inutilizzabile da motosiluranti e successivamente demolito, questo dovrebbe tagliare la testa al toro:

 

DFXuoAu.png

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Alla Monsub mando domani un'e-mail per chiedere conto della "draga", vediamo che rispondono.

Edited by LColombo

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Come vedi i sacri testi non sono vangelo! Oltre al nostro sito cugino mi da conferma questo sito tedesco.

http://sms-niobe.npage.de/das-ende-der-niobe.html

 

Per quanto riguarda le imprecisioni sui mercantili ho fatto parecchie segnalazioni documentate da foto. Lettera morta, poi mi sono stufato.

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comandante COLOMBO la foto che vedi sul mio profilo è del Pietro Micca, trovata girovagando su internet.

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Pirocisterna Recco, 5595 tsl dell'Agip.

Lascia tenerife il 19 Aprile 1941. Inizia operazioni di disormeggio alle 21... Abbandonando i cavi d'acciaio che la ormeggiavano alle boe e poi un'ancora impigliata con quella del piroscafo Andalusia.

"V'e' chi sostiene che le navi hanno un'anima e di certo gli uomini dl Recco devono aver avuto tristi presentimenti quella sera nel constatare che la loro nave non voleva saperne di prendere il mare e sembrava anzi aggrapparsi disperatamente ad ogni appiglio per rimanere in porto... Svanì per sempre perche' di essa non si e' mai piu' saputo niente..."

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[Forse andrebbe spostato sulla discussione dedicata, ma non so come si faccia]

 

Grazie mille.

 

Direi che adesso è ufficiale: ancora negli anni Settanta l'USMM ("Navi mercantili perdute" e "I violatori del blocco") e Dupuis ("Forzate il blocco!") erano convinti che la Recco fosse scomparsa nell'oceano dopo la partenza da Tenerife. Ma in realtà la nave, come detto nel topic apposito, era stata incercettata dall'HMS Hilary, si era autoaffondata e l'equipaggio era stato catturato. Tale versione appare anche nel "Navi mercantili perdute" più recente, del 1997. Ora io mi chiedo: come diamine è possibile che a trent'anni dai fatti l'USMM sembrasse essere ancora all'oscuro della reale sorte della Recco? L'equipaggio, al rientro della prigionia, avrà pur dovuto riferire...

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