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Urso de Segestro

27 Gennaio '45 Auschwitz

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Il 27 gennaio '45 l'Armata Rossa abbatteva i cancelli di Auschwitz, si dischiuse un mondo sconosciuto, certo si vociferava....si diceva..si supponeva....ma per la prima volta c'era la prova reale di cosa era il nazismo e l'industria della morte, dopo di allora non si è potuto più dire io non sapevo. Senza memoria non c'è futuro.

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una cosa che si mormora ancora oggi è che stalin volle verificare di persona, e che abbia rigettato di brutto nel constatare di persona.

 

Inoltre, la reazione americana in circostanze analoghe (Dachau) fu ancora più drastica: caccia indiscriminata a ogni tedesco nell' aerea seguito da immediata esecuzione.

 

Altra cosa, forse tipicamente russa, è che sembra che i russi ad Auschwitz vennero informati che i tedeschi nell' andarsene si erano portati dietro parecchi prigionieri, e un unità russa si lanciò all' inseguimento e non si fermò fino a che non raggiunse la colonna di prigionieri (non è dato sapere cosa successe ai tedeschi in quella colonna, ma credo che se gli Americani non sono stati gentili, non credo che i Russi lo siano stati altrettanto....

 

Shalom,

dott. Piergiorgio.

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Un Pensiero ed una Preghiera per Questa Giornata della Memoria, affinche' queste Tragedie non succedano piu'..

 

BERILLO

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Betasom mette i colori a lutto per ricordare questo dramma dell'umanità. E le notizie del TG di questo giorni sono davvero tristi

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Mai più! Sperando che questo auspicio possa verificarsi. Tutti i popoli non abbiano a soffrire ciò che patì il popolo ebraico, sperando che la Shoah sia veramente il capolinea di un millenario travaglio passato dalla schiavitù in Egitto e Babilonia alla diaspora seguita alla distruzione del Tempio ad opera di Tito. Per non parlare delle persecuzioni, espulsioni e pogrom degli ultimi due millenni.

Purtroppo ancora oggi troppi urlano o pensano alla distruzione di Israele.

Un pensiero e una preghiera alle vittime della Shoah e ai Giusti che, spesso a prezzo della vita, si prodigarono per salvare i perseguitati.

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Stamani una scrittrice ebrea a radio capital ha detto che il 27 gennaio non è per riverire gli ebrei, loro non ne hanno bisogno, loro ricordano.

Ma deve essere per i gentili per ricordare loro la storia dell'olocausto.

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Vorrei unirmi al cordoglio per i lutti e le sofferenze patite dal popolo ebraico. In parte siamo stati anche noi Italiani artefici di questo dolore ma voglio ricordare che il nostro popolo, a parte alcuni criminali, ha detestato le leggi razziali ed ha aiutato gli Ebrei in tanti modi. Ho svolto recentemente una piccola ricerca storica proprio sugli ebrei fuggiti in Francia e Svizzera a seguito delle leggi razziali. Vorrei segnalare che gli ebrei rifugiati all'Aprica sono stati aiutati a porsi in salvo dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, oltre che dalla Chiesa, cioè da ulomini che hanno saputo anteporre la loro coscienza al dettato di una legge odiosa. Mi preme anche ricordare la splendida figura di Giorgio Perlasca, l'eroe italiano che ha salvato circa 5000 Ebrei spacciandosi per l'ambasciatore spagnolo che invece era fuggito.

Quando gli chiesero perché l'aveva fatto rispose con la storica frase: "cos'altro potevo fare", dimenticando che questa si addice più a chi si deve scusare che a chi si è coperto di onore.

Onore vada anche alla Provincia di Trento per aver restituito ai discendenti le 69 statuette di porcellana del XVIII secolo del valore di circa 3 milioni di euro, sequestrate ad una famiglia ebraica tedesca durante la fuga.

Vorrei augurarmi che tra i tanti stereotipi su noi italiani ci sia anche "Italini: brava gente".

 

Ciao,

Antonio

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Vorrei unirmi al cordoglio per i lutti e le sofferenze patite dal popolo ebraico. In parte siamo stati anche noi Italiani artefici di questo dolore ma voglio ricordare che il nostro popolo, a parte alcuni criminali, ha detestato le leggi razziali ed ha aiutato gli Ebrei in tanti modi. Ho svolto recentemente una piccola ricerca storica proprio sugli ebrei fuggiti in Francia e Svizzera a seguito delle leggi razziali. Vorrei segnalare che gli ebrei rifugiati all'Aprica sono stati aiutati a porsi in salvo dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, oltre che dalla Chiesa, cioè da ulomini che hanno saputo anteporre la loro coscienza al dettato di una legge odiosa. Mi preme anche ricordare la splendida figura di Giorgio Perlasca, l'eroe italiano che ha salvato circa 5000 Ebrei spacciandosi per l'ambasciatore spagnolo che invece era fuggito.

Quando gli chiesero perché l'aveva fatto rispose con la storica frase: "cos'altro potevo fare", dimenticando che questa si addice più a chi si deve scusare che a chi si è coperto di onore.

Onore vada anche alla Provincia di Trento per aver restituito ai discendenti le 69 statuette di porcellana del XVIII secolo del valore di circa 3 milioni di euro, sequestrate ad una famiglia ebraica tedesca durante la fuga.

Vorrei augurarmi che tra i tanti stereotipi su noi italiani ci sia anche "Italini: brava gente".

 

Ciao,

Antonio

Certo C.te Nichelio ci furono molti italiani che aiutarono gli Ebrei a salvarsi e ciò viene a nostro onore, furono loro che riscattarono l'infamia delle leggi razziali e delle persecuzioni specie dopo l'8 settembre 43 però mi sembri un po troppo autoassolutorio quando parli di" alcuni criminali"quando furono emanate le leggi razziali non vi fu gran solidarietà verso gli Ebrei eppure da un giono all'altro furono espulsi dalle scuole dai luoghi di lavoro ecc nell'indifferenza generale Poi la guerra fece prendere coscienza che il problema non riguardava solo gli Ebrei,gli elenchi stilati per le leggi razziali servirono ottimamente ai nazisti e ai fascisti di Salò per catturare gli Ebrei e vi erano molte delazioni perchè per ogni ebreo pare venissero pagate 5000 lire. Per molti siamo italiani brava gente,ma in Abissinia o in Slovenia ,Croazia, Montenegro dove abbiamo fucilato incendiato,lanciato gas asfissianti lo siamo un po' meno secondo me gli stereotipi non riescono a rappresentare un popolo.

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Quando dici "mi sembri un po troppo autoassolutorio quando parli di alcuni criminali"

 

Hai perfettamente ragione C.te Urso de Segestro!

La verità è che mi sento cosí distante ed addolorato da questa barbarie che cerco di vedere più il lato buono che il cattivo. In ciò commetto certamente un errore e tu lo hai giustamente evidenziato. Penso però che ci sia stata una maggioranza silenziosa e pubblicamente passiva forse anche acquiescente (del resto i tempi non consentivano di fare un'opposizione palese) che però segretamente ha messo in piedi una vera rete di salvataggio. Per fare un esempio che mi é noto, il 21 novembre del 2012 la popolazione di Aprica ha reso un commosso e tangibile tributo a chi aiutò e salvò dalla furia nazista, 70 anni orsono, oltre 230 internati civili. In grande maggioranza Ebrei, questi confinati furono ospiti nella località valtellinese presso abitazioni di privati, inoltre i rapporti chiesti dal regime alle autoritá locali sulla situazione degli internati furono alterati per nascondere la veritá. Voglio sperare che non sia stato un episodio isolato.

 

Antonio

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. Voglio sperare che non sia stato un episodio isolato.

 

No di certo. Lo scrittore Giuseppe Pederiali, ex-marinaio del Montecuccoli nato nella piena bassa padana...ha scritto un bel libro " I ragazzi di Villa Emma"; qui qualche informazione su come "quei d'la basa" hanno salvato tanti ragazzini ebrei...

http://www.fondazionevillaemma.org/?page_id=16

http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Emma_%28Nonantola%29

Edited by malaparte

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No di certo. Lo scrittore Giuseppe Pederiali, ex-marinaio del Montecuccoli nato nella piena bassa padana...ha scritto un bel libro " I ragazzi di Villa Emma"; qui qualche informazione su come "quei d'la basa" hanno salvato tanti ragazzini ebrei...

http://www.fondazionevillaemma.org/?page_id=16

http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Emma_%28Nonantola%29

Grazie C.te Malaparte per le informazioni su Villa Emma.

Ho letto la storia dei ragazzi con molto interesse perché parte di essi hanno cercato e trovato rifugio in Svizzera, questo aggiunge un nuovo tassello alla mia ricerca storica.

Nell'articolo si legge: "furono distribuiti presso famiglie di contadini o in case del centro storico. Si realizza così un rifugio diffuso."

E poi: "Ma i ragazzi finiranno per rispettare sempre meno queste norme (si tratta delle precauzioni per uscire), anche perché da parte delle autorità non vi sono contestazioni. Nascono così numerose amicizie con i coetanei del luogo, accompagnate dalla benevolenza dei nonantolani."

Ecco, queste due frasi rendono bene quel concetto che volevo esprimere nel mio precedente post, quello di una solidarietà silenziosa diffusa tra la popolazione ed anche tra certe autorità le quali hanno saputo mediare tra la propria coscienza e le direttive del regime. Anche a Nonantola evidentemente ciò è avvenuto.

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