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GM Andrea

Storia Dell'epurazione In Italia - Le Sanzioni Contro Il Fascismo 1943-1948

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Titolo: Storia dell'epurazione in Italia - Le sanzioni contro il fascismo 1943-1948
Autore: Romano Giacosa
Editore: Baldini & Castoldi
Anno: 1999
Pagine: 465
Dimensioni: cm 24 x 14

Prezzo: €.19,00
Reperibilità: difficile

 

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Lo storico e magistrato Romano Canosa (1935-2010) affronta in questo saggio, con la competenza del giurista, il complesso e poco noto tema dei provvedimenti adottati a vario titolo dal 1943 nei confronti dei personaggi compromessi col regime fascista.

Un capitolo di peculiare rilevanza è quello dedicato ad alcune vicende di personaggi della R. Marina: Gli ammiragli contro l'Alto Commissario. Sono solo una dozzina di pagine, ma di grande interesse, concernenti i rilievi mossi nel 1943-1943 a diversi alti ufficiali di Marina dall'Alto Commissario Aggiunto per l'epurazione della Pubblica Amministrazione. Si prendevano in considerazione in particolare i comportamenti dei singoli nei giorni, anzi nelle settimane, subito dopo dell'armistizio, allorchè Palazzo Marina - lungi dall'essere occupato manu militari dai tedeschi - rimase comunque presidiato da molti ammiragli. A questi si contestò in generale di non essersi subito opposti alle richieste tedesche, temporeggiando e controproponendo una sorta di collaborazione che comunque tornò utile agli occupanti, che entrarono in possesso di importantissima documentazione sul personale, piani costruttivi, difese etc.

Stupisce scoprire i nomi dei personaggi "deferiti", molti dei quali avevano già passato le linee per raggiungere la Marina al sud.

Anzitutto Angelo Parona, ritenuto colpevole di:

- avere dato ordine di stilare, su richiesta del Commissariato per la Città Aperta una lista di tutti gli ufficiali presenti a Roma l'8 settembre. La lista finì nelle mani tedesche, come era da sospettare, e gli epuratori si chiesero come Parona non avesse potuto prevederlo

- avere rifiutato le dimissioni di due Ufficiali che non volevano in alcun modo collaborare coi tedeschi, redarguendoli aspramente, e di avere incaricato il com.te De Moratti di fungere da ufficiale di collegamento coi tedeschi

- avere lasciato, al momento della sua partenza per il Sud, tutta la documentazione del Ministero al CV Carmine d'Arienzo (già vice capo del SIS), che si sapeva essere passato alla RSI, della cui Marina sarà capo di gabinetto del ministero

A Luigi Sansonetti si contestarono:

- il discorso tenuto agli ufficiali dopo l'armistizio quale più alto in grado, nel quale evidenziò che qualunque scelta si fosse fatta - come era avvenuto nel Risorgimento - sarebbe stata giusta se dettata dall'etica militare

- avere ordinato, prima di lasciare Roma, a tutti gli ufficiali di riempire un modulo con indirizzo, telefono e impegno a non lasciare Roma (il tutto finì nelle mani dei tedeschi)

- avere svolto propaganda fascista sugli Almanacchi Navali del 1937 e 1939 oltre che su varie riviste

Ad Angelo Iachino si contestò:

- di avere accettato elargizioni in viveri e sigarette dai tedeschi

- di avere percepito assegni dalla Marina Repubblicana fino al novembre 1943

- di avere svolto "apologia fascista" sulla Rivista Marittima e in un discorso di S. Barbara alorchè comandava l'Accademia

- di avere deposto quale teste al processo di Parma (maggio 1944) contro gli ammiragli

A Emilio Ferreri (che pure fu il capo formale della resistenza della Marina a Roma):

- di avere fatto funzionare il Ministero favorendo i tedeschi

- di avere concorso alla consegna/apprensione di liste di ufficiali e documenti

- di avere percepito assegni dalla Marina repubblicana fino al dicembre 1943

Ad Antonio Foschini:

- di avere presieduto fino al 15.04.1944 il Tribunale delle Prede

- di avere chiesto al riguardo istruzioni a Mussolini

Ai generali dei Corpi Tecnici Matteini, Dondona, Sigismondi, Pizzuti, Gelonesi e Guidoni, oltre al CV Castagna, tutti in servizio al Ministero, di non essersi ribellati e di avere fatto intendere ai tedeschi di essere disposti a collaborare; al dirigente civile Michele Vocino (noto scrittore navale e nel dopoguerra parlamentare) di avere chiesto al CLN l'autorizzazione a fare giurare per la RSI alcuni funzionari e di avere prescelto quelli che partirono per il Nord.

A Odoardo Somigli si rimproverarono "arrivismo", l'essere stato promosso contrammiraglio dopo soli 17 mesi da CV senza il prescritto periodo di imbarco e comando, l'essere stato il principale collaboratore del sottosegretario Cavagnari.

Al sopracitato generale medico Gregorio Gelonesi si rinfacciò l'avere favorito nel 1941 la promozione di Marcello Petacci a maggiore medico, per inesistenti meriti (avere assistito - sic - a numerosi interventi chirurgici....)

A Giotto Maraghini si contestò di avere favorito, quale presidente la commissione di avanzamento, la promozione di Petacci, di essersi trasferito al Nord e di avere deposto nel processo di Parma.

Per scritti e discorsi apologetici ante armistizio furono deferiti Gino Ducci e Giuseppe Fioravanzo.

Per tutti l'Alto Commissario chiese che la commissione per l'epurazione istituita in seno alla Marina decretasse la dispensa dal servizio.

Il tutto si risolse comunque in un nulla di fatto, anche perchè il Ministro della Marina De Courten non fece granchè per accelerare i lavori (il carteggio fra il Ministro e l'Alto Commissario al riguardo è abbastanza vivace).

Non sfuggirà comunque che fra i deferiti v'erano persone che rischiarono davvero per essersi opposti ai tedeschi (ad esempio il generale Matteini), o che nel dopoguerra diventarono i massimi cantori del ruolo della Marina nella resistenza (Fioravanzo).

 

Il volume accenna anche a un'altra fase dell'epurazione, pure concernente la Marina: il complesso lavoro dell'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo, iniziato nell'estate del 1944 e mirato a dichiarare la decadenza dei senatori che avevano fiancheggiato il regime.

Quasi tutti i senatori si trovarono "imputati" e poterono produrre memorie a loro discapito. Per molti fu dichiarata la decadenza; parecchi impugnarono la decisione in Cassazione, che spesso diede loro ragione reintegrandoli in Senato.

Il procedimento riguardò ovviamente anche le decine di senatori provenienti dai ranghi della Marina, ammiragli o generali dei Corpi Tecnici. Negli archivi online del Senato sono disponibili tutti, ma proprio tutti i documenti relativi a questa vicenda. La lettura di essi - in particolare delle memorie difensive - è di grandissimo interesse, anche perchè molti senatori colsero l'occasione per stendere delle vere e proprie autobiografie con notizie di non poco conto per lo storico navale.

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Ho appena finito di leggere il libro di S Nesi Un Alcione dalle ali spezzate e mi domandavo se per i militari epurati, è per caso intervenuta qualche amnistia....

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Moltissimi dei condannati per reati connessi al regime fascisti sono stati amnistiati con la cosidetta "aministia Togliatti" del 1946, cui seguirono ulteriori provvedimenti nel 198, nel 1953 e nel 1966. So per certo che a Crema, dove abito, il massimo dirigente fascista, il vicepodestà Giovanni Agnesi, condannato in primo grado in modo pesante, quasi non scontò la pena per via del provvedimento di indulgenza voluto dal ministro comunista.

 

Sulla vicenda dell'epurazione consiglio anche il volume di Hans Woller I conti con il fascismo. L'epurazione in Italia 1943-1948, edizioni Il Mulino.

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L'amnistia ha riguardato solo i reati. L'epurazione si è sostanziata in una serie di provvedimenti amministrativi (sospensioni, radiazioni etc.) che nella stragrande maggioranza dei casi prescindevano dalla commissione di reati.

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Temo che però neppure l'epurazione non abbia fatto molte vittime... Ho ben presente il caso dell'Università cattolica di Milano: il procedimento di epurazione, alla fine, coinvolse un numero infinitesimale di persone. In pratica solo 8 persone vennero epurate!

Edited by simone77

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Temo che però neppure l'epurazione non abbia fatto molte vittime... Ho ben presente il caso dell'Università cattolica di Milano: il procedimento di epurazione, alla fine, coinvolse un numero infinitesimale di persone. In pratica solo 8 persone vennero epurate!

Lo spero:" epurazione" è un termine che dovrebbe essere bandito ed inaccettato.

Ma capisco quel che intendi.

Comunque, fermiamoci qui.

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Temo che però neppure l'epurazione non abbia fatto molte vittime... Ho ben presente il caso dell'Università cattolica di Milano: il procedimento di epurazione, alla fine, coinvolse un numero infinitesimale di persone. In pratica solo 8 persone vennero epurate!

 

Se è per questo spesso gli epuratori erano più epurandi degli epurati,

In ogni caso, nell'ambito della Marina il "processo di epurazione" fu svolto in seno alla stessa Forza Armata dopo il '45 da tre sottocommissioni, una per gli ufficiali, una per i sottufficiali e una per la truppa, in quella che si chiamò "discriminazione". Si ebbero ingiustizie e trattamenti dissimili a fronte di situazioni analoghe. Tuttavia, le radiazioni (vale a dire la totale cancellazione dai ruoli, anche da quelli del congedo assoluto) toccò pochissime persone, fra i quali Borghese e il citato Nesi. Curiosamente altri (Arillo, per dirne uno) ebbero un trattamento migliore.

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Beh, se vogliamo aprire un discorso sulla mancata fase di resa dei conti con il passato il discorso sarebbe lungo, molto lungo. D'altronde quello che venne definito "vento del nord", cioé la serie di cambiamenti che il movimento partigiano avrebbe potuto comportare per il sistema amministrativo italiano venne quasi subito meno. Basti pensare alla sostituzione, avvenuta già pochi mesi dopo la liberazione quasi ovunque dei prefetti di nomina ciellenistica (e anche chi resistette a lungo, come il prefetto CLN di Milano Troilo, sarebbe stato destituito nel 1947).

 

E d'altronde anche alcuni aneddoti ricordano come le istituzioni, da fasciste, divennero quasi subito repubblicane: ad esempio, De Gasperi, quando arrivo al Viminale (allora sede della presidenza del consiglio dei ministri), incontrò come comandante del picchetto dei carabinieri che lo accoglieva l'ufficiale che l'aveva arrestato nel 1927. Oppure Marcello Guida, già direttore del carcere speciale fascista di Ventotene, che, divenuto questore di Milano, si lamentava di essere accusato di essere fascista dalla stampa ai tempi della strage di piazza Fontana e della morte dell'anarchico Pinelli.

Edited by simone77

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