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walter leotta

Le Perdite Della Marina Militare Nella Prima Guerra Mondiale

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NAVI PERDUTE

 

La tattica difensiva dei due schieramenti limitò al minimo le perdite. Per quanto riguarda la Marina italiana le navi perdute, tra militari e requisite, furono 70 per un tonnellaggio complessivo di 133.113 tonn/tsl. Le perdite più dolorose furono senz’altro le tre navi da battaglia, ancor più considerando che due vennero distrutte mentre si trovavano in porto. L’elenco comprende anche due incrociatori corazzati, un incrociatore torpediniere, otto cacciatorpediniere, cinque torpediniere, otto sommergibili, quattordici MAS, tre motoscafi d’assalto, sei incrociatori ausiliari, un posamine (ex incrociatore), un dragamine, una cannoniera, nove vedette, due navi civetta, due pontoni armati semoventi, un trasporto, due cisterne per combustibili, una nave ambulanza.

 

CORAZZATE

[3 unità per 54.234 t]

Benedetto Brin

[14.574 t] Affondata il 27 settembre 1915 dall’esplosione di un deposito di munizioni mentre si trovava ormeggiata nel porto di Brindisi. Le ipotesi sulle cause del disastro sono due: sabotaggio di agenti austriaci, o di italiani al soldo dell’Impero, oppure esplosione accidentale. Le vittime furono 421 uomini tra cui il comandante della III Divisione della II Squadra, contrammiraglio Ernesto Rubin de Cervin, e il comandante dell’unità, capitano di vascello Gino Fara Forni di Pettenasco.

Leonardo Da Vinci

[25.086 t] Distrutta da un’esplosione il 2 agosto 1916 mentre si trovava ormeggiata nella base navale di Taranto: nel disastro persero la vita 249 uomini tra cui il comandante, capitano di vascello Gaelazzo Sommi Picenardi. La successiva inchiesta ha accredito la tesi del sabotaggio da parte di agenti austriaci compiuto con la complicità di nostri connazionali ma nel corso degli anni si è fatta avanti l’ipotesi dell’incidente, ovvero la causale esplosione di una carica di cordite in un deposito munizioni.

Regina Margherita

[14.574 t] Affondata l’11 dicembre 1916 nella rada di Valona dopo aver urtato in rapida successione due mine, una con la prora e l’altra in corrispondenza dei locali caldaie. L’unità colò a picco adagiandosi su un fondale di 70 metri in appena sei minuti portando con sé 678 uomini tra cui il comandante, capitano di vascello Giovanni Bozzo Gravina, e il generale dell’esercito Baldini, presente a bordo insieme ad altri 161 ufficiali e soldati. Le due mine erano state posate dal sommergibile tedesco UC 14 del comandante Franz Becker.

 

INCROCIATORI CORAZZATI

[2 unità per 18.700 t]

Amalfi

[10.600 t] Affondato nelle acque di Venezia il 7 luglio 1915 colpito da un siluro lanciato dal sommergibile tedesco UB 14 camuffato da austroungarico U 26: le perdite furono limitate a 72 uomini a fronte di 682 superstiti. Scortato dalle torpediniere Calipso e Procione, l’incrociatore era in mare per una ricognizione lungo le coste venete.

Giuseppe Garibaldi

[8.100 t] Affondato il 18 luglio 1915 al largo delle coste dalmate mentre insieme ad altre unità era impegnato nel bombardamento della linea ferroviaria Ragusa-Cattaro. Dopo aver evitato un primo siluro, l’incrociatore fu colpito dal secondo lanciato dal sommergibile austriaco U 4: le vittime furono 53 su un equipaggio di 578 uomini.

 

INCROCIATORI TORPEDINIERE

[1 unità per 2.689 t]

Etruria

[2.689 t] Distrutto il 13 agosto 1918 nel porto di Livorno dall’esplosione di un deposito di munizioni.

 

CACCIATORPEDINIERE

[8 unità per 4.630 t]

Audace (1)

[820 t] Affondato il 30 agosto 1916 al largo di Capo Colonna a seguito della collisione con il piroscafo Brasile che stava scortando da Taranto a Salonicco.

Borea

[360 t] Affondato il 15 maggio 1917 nel Canale d’Otranto dai cacciatorpediniere austriaci Balaton e Csepel al termine di uno scontro notturno. Il Borea era di scorta a un convoglio formato dai piroscafi Bersagliere, Carroccio e Verità diretto a Valona. Nell’affondamento persero la vita 11 componenti l’equipaggio.

Benedetto Cairoli

[875 t] Affondato il 10 aprile 1918 al largo di Santa Maria di Leuca speronato a centro nave dal gemello Carini. Appena un’ora prima nella stessa formazione si era verificata un’altra collisione costata la perdita del caccia francese Faulx colpito dal connazionale Mangini.

Garibaldino

[415 t] Affondato il 16 luglio 1918 al largo di Villefranche dopo essere stato speronato dal cacciatorpediniere britannico Cygnet.

Impetuoso

[720 t] Affondato il 9 luglio 1916 nel Canale d’Otranto da un siluro lanciato dal sommergibile austriaco U 17: nel naufragio persero la vita 37 uomini, i superstiti furono 51. Il giorno precedente l’unità aveva cercato senza successo di intercettare l’esploratore Novara che aveva affondato tre drifters alleati.

Intrepido

[720 t] Affondato il 4 dicembre 1915 nei pressi di Punta Linguetta, Mar Ionio, a causa dell’esplosione di una mina: portato ad incagliarsi l’unità venne abbandonata perché inutilizzabile, andando a fondo nei giorni successivi [4 vittime]. Il cacciatorpediniere stava rientrando da Valona dove aveva scortato un convoglio di rifornimenti e sbarcato i naufraghi del trasporto truppe Re Umberto. La mina era stata posata dal sommergibile tedesco UC 14, lo stesso che sarà protagonista dell’affondamento della corazzata Regina Margherita.

Nembo

[360 t] Affondato il 16 ottobre 1916 al largo di Valona colpito da due siluri del sommergibile austriaco U 16 mentre scortava il piroscafo Bormida. Nell’azione anche il battello attaccante andò perduto ma non sono mai state chiarite le circostanze: speronato subito dopo l’attacco dal Nembo o dal Bormida oppure distrutto dall’esplosione delle cariche di profondità del caccia in affondamento. Nell’affondamento del caccia persero la vita 32 dei 55 componenti l’equipaggio.

Turbine

[360 t] Affondato il 24 maggio 1915, primo giorno di guerra, al largo di Vieste da una formazione navale austriaca composta dall’esploratore Helgoland e dai cacciatorpediniere Csepel, Lika e Tatra: nell’impari combattimento persero la vita 10 uomini dell’equipaggio.

 

TORPEDINIERE

[5 unità per 1.021 t]

Perseo

[233 t] Affondata il 6 febbraio 1917 nelle acque di Stromboli a seguito di una collisione con la torpediniera Astore.

5 PN

[157 t] Affondata il 26 giugno 1915 al largo di Venezia dai siluri del sommergibile austriaco U 10.

17 OS

[157 t] Affondata il 3 luglio 1915 a causa dell’esplosione di una propria mina mentre posava uno sbarramento nelle acque di Capodistria.

Scorpione

[237 t] Affondata il 15 maggio 1917 nei pressi di Pantelleria a seguito dello speronamento da parte della cannoniera francese Surveillante.

Serpente

[237 t] Affondata il 26 giugno 1916 nelle acque di Santa Maria di Leuca dopo essere stata investita dal piroscafo Città di Bari: nel sinistro persero la vita 4 uomini d’equipaggio.

 

SOMMERGIBILI

[8 unità per 3.200 t]

Alberto Guglielmotti

[710 t] Affondato il 10 marzo 1917 nelle acque di Capraia dal dragamine britannico Cyclamen che, impegnato nella scorta del trasporto truppe Arcadia, l’aveva scambiato per un sommergibile nemico [cf Guido Castiglioni, 14 vittime tra cui un operaio civile].

Balilla

[728 t] Affondato il 14 luglio 1916 nelle acque della Dalmazia nel corso di un combattimento notturno di superficie con le torpediniere austriache T 65 e T 66: fu quest’ultima a colpire il battello con il lancio di due siluri [c.c. Paolo Tolosetto Farina degli Uberti KIA, 40 vittime compreso un operaio civile, nessun superstite].

H 5

[360 t] Affondato il 16 aprile 1918 al largo di Cattaro dai siluri del sommergibile britannico HB-1 che l’aveva scambiato per un battello avversario [t.v. Francesco Quentin, 15 vittime, 5 superstiti].

Jalea

[250 t] Affondato il 17 agosto 1915 nelle acque di Mula di Muggia per l’esplosione di una mina [cf Ernesto Giovannini KIA, 1 superstite].

Medusa

[250 t] Affondato il 10 giugno 1915 nelle acque di Venezia da un siluro del sommergibile austriaco U 11, ex tedesco UB 15 [tv Alessandro Vitturi KIA, 13 vittime più un operaio civile del cantiere, 5 superstiti].

Nereide

[225 t] Affondato il 5 agosto 1915 nelle acque dell’isola Pelagosa dal sommergibile austriaco U 5.

Giacinto Pullino

[355 t] Il 31 luglio 1916, incagliatosi sulla secca della Gaiola, venne catturato dalla Marina austriaca ma andò a fondo il giorno successivo durante il tentativo di rimorchio [tv Ubaldo degli Uberti POW].

W 4

[322 t] Scomparso nell’agosto 1917 probabilmente per l’esplosione di una mina: il battello era salpato il giorno 3 da Brindisi per una missione d’agguato lungo le coste dalmate [tv Alessandro Giaccone KIA, 22 vittime, nessun superstite].

 

MOTOSCAFI ANTI SOMMERGIBILI

[14 unità per 246 t]

MAS 3

[12,5 t] Affondato il 20 novembre 1917 nel porto di Otranto a causa di un violento fortunale che scagliò il mezzo contro la scogliera distruggendolo.

MAS 7

[12.5 t] Affondato il 4 novembre 1916 al largo di Durazzo investito accidentalmente dalla torpediniera 36 PN con la quale era impegnato in una missione notturna.

MAS 10

[12,5 t] Dislocato sul lago di Garda, il 17 marzo 1918 a causa di un incendio scoppiato a bordo venne fatto incagliare per evitare l’affondamento: a causa dei gravissimi danni non venne riparato.

MAS 14

[12,5 t] Affondato il 4 febbraio 1918 al largo di Venezia dopo essere stato investito dal sezionario MAS 13: le due unità era impegnata in una crociera di vigilanza.

MAS 16

[12,5 t] Distrutto dall’artiglieria austriaca il 18 dicembre 1917 mentre risaliva il corso del Piave Vecchio con a bordo un reparto di arditi. E’ stato l’unico MAS affondato per cause propriamente belliche nel corso del conflitto.

MAS 25

[11,5 t] Distrutto il 2 maggio 1917 nel porto di Sanremo da un incendio sviluppatosi per cause accidentali.

MAS 28

[11,5 t] Distrutto da un incendio il 27 dicembre 1916 mentre si trovava nelle acque greche al largo dell’isola di Fano.

MAS 49

[11,5 t] Affondato il 28 febbraio 1917 nel porto di Brindisi a causa del mare in tempesta che spinse il mezzo sugli scogli.

MAS 79

[43,8 t] Affondato il 4 luglio 1918 nelle acque di Ponza a seguito di una collisione con la torpediniera 22 OS: il mezzo venne recuperato ma non fu ripristinato.

MAS 104

[43,8 t] Andato distrutto il 18 maggio 1918 nel porto di Napoli a causa di un incendio.

MAS 125

[19 t] Affondato il 9 agosto 1918 a causa di incendio sviluppatosi al largo di Ponza al rientro da una missione di scorta ai convogli.

MAS 140

[12 t] Distrutto da un incendio il 1 agosto 1918 mentre era ormeggiato a Porto Corsini.

MAS 144

[12 t] Distrutto da un incendio il 17 aprile 1918 mentre era impegnato nelle prove di accettazione sulle acque del lago di Como.

MAS 240

[19 t] Distrutto da un incendio il 28 ottobre 1918 mentre si trovava in mare nei pressi della località sarda di Carloforte.

 

MOTOSCAFI D’ASSALTO

[3 unità per 24 t]

Cavalletta

[8 t] Affondato il 13 aprile 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola.

Grillo

[8 t] Affondato il 14 maggio 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola.

Pulce

[8 t] Affondato il 13 aprile 1918 nel tentativo di forzare la base navale di Pola.

 

INCROCIATORI AUSILIARI

[6 unità per 16.413 t]

Caprera

[1.825 tsl] Affondato il 5 febbraio 1918 nelle acque spagnole di Villa Joiosa dal sommergibile tedesco U 64.

Città di Messina

[3.495 t] Affondato il 23 giugno 1916 al largo di Otranto dal sommergibile austro-ungarico U 15.

Città di Palermo

[3.414 tsl] Affondato l’8 gennaio 1916 nelle acque di Otranto da una mina deposta dall’onnipresente sommergibile tedesco UC 14.

Città di Sassari

[2.167 tsl] Affondato il 1 dicembre 1917 al largo di Ceriale dal sommergibile tedesco U 65: l’unità era impegnata nella scorta di un convoglio salpato da Villefranche.

Misurata

[2.690 tsl] Affondato il 3 maggio 1917 nel Mediterraneo Centrale da un sommergibile tedesco UC 73.

Umberto I

[2.822 tsl] Affondato il 14 agosto 1917 nei pressi dell’isola Gallinara da un sommergibile tedesco UC 35.

 

POSAMINE

[1 unità per 1.011 t]

Partenope

[1.011 t] Ex incrociatore torpediniere. Affondato il 24 marzo 1918 al largo di Biserta dal sommergibile tedesco UC 67 mentre era di scorta a un convoglio.

 

DRAGAMINE

[1 unità per 216 t]

RD 10

[216 t] Affondato il 29 ottobre 1918 nelle acque albanesi dall’esplosione di una mina.

 

CANNONIERA

[1 unità per 815 t]

Archimede

[815 t] Catturata dai tedeschi nel giugno 1918 a Odessa, Mar Nero. Più che una vera e propria perdita, in questo caso si può parlare di “mancata disponibilità” perchè l’unità – nel frattempo radiata – venne ricatturata nel dicembre 1918, a guerra mondiale conclusa.

 

VEDETTE

[9 unità per 2.599 tons/tsl]

Filicudi

[257 t] Affondata il 2 aprile 1917 dal sommergibile tedesco UC 38.

G 4

[410 t] Affondata il 29 agosto 1918 al largo dell’isola dell’Elba in una collisione con il trasporto britannico Cycle.

G 6

[370 t] Affondata il 12 agosto 1918 nelle acque a sud est della Sicilia dal sommergibile tedesco U 63.

G 20

[382 t] Vittima di un naufragio il 3 marzo 1917 nelle acque di Alessandria d’Egitto.

G 32

[425 t] Affondata nelle acque di Livorno il 7 febbraio 1918 colpita dal sommergibile tedesco UB 49.

G 46

[416 t] Vittima di un naufragio il 3 marzo 1917 nelle acque di Alessandria d’Egitto.

Meloria

[159 t] Affondata il 10 agosto 1916 dall’esplosione di una mina.

Monsone (1)

[180 t] Affondata il 25 febbraio 1916 al largo di Durazzo da una mina deposta dal sommergibile tedesco UC 12.

Ponente

[… t] Affondata il 20 luglio 1916 a causa di una collisione con la torpediniera Clio.

 

NAVI CIVETTA

[2 unità per 310 t]

Gallinara

[106 t] Affondata il 23 novembre 1917 nei pressi di Brindisi dal caccia austriaco Lyra.

Pantelleria

[204 t] Nave civetta. Affondata il 14 agosto 1916 presso Punta Alice dal sommergibile austriaco U 4.

 

PONTONI ARMATI SEMOVENTI

[2 unità per 1.847 t]

Alfredo Cappellini

[1.452 t] Naufragato il 18 novembre 1917 al largo di Falconara per le cattive condizioni del mare: tra l’equipaggio di 73 uomini vi furono solamente quattro superstiti.

Padus

[395 t] Incagliatosi sulla costa nei pressi di Caorle il 7 novembre 1917 e andato distrutto.

 

CISTERNE COMBUSTIBILI

[2 unità per 19.290 t]

Prometeo

[9.800 t] Affondata il 18 marzo 1918 al largo di Cape St Vincent dal sommergibile tedesco U 155.

Sterope

[10.250 t] Affondata il 7 aprile 1918 in Adriatico dal sommergibile tedesco U 155: arresasi dopo essere stato cannoneggiata, l’unità venne affondata con cariche da demolizione.

 

TRASPORTI

[1 unità per 4.933 t]

Cordova

[4.933 tsl] Affondato il 4 luglio 1918 al largo di Capo dell’Armi dal sommergibile tedesco U 65.

 

NAVE AMBULANZA

[1 unità per 411 t]

Marechiaro

[411 tsl] Affondata il 21 febbraio 1916 nelle acque di Durazzo dall’esplosione di una mina del sommergibile tedesco UC 12.

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