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Leopard1

Motozattere Mz 746 E Mz 774

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A metà agosto del 1943 due motozattere della Regia Marina, la MZ 746 e la MZ 774, affondarono a pochi metri dalla riva o si arenarono direttamente sulla spiaggia proprio di fronte a Siderno Marina, paese situato sulla costa jonica a circa un centinaio di km a nord di Reggio Calabria.

Poco si sa della loro storia, come poco si sa delle storie degli uomini dei loro equipaggi. Con le truppe angloamericane che si accingevano a risalire la penisola, è comprensibile che l’interesse della popolazione, della stampa, della stessa Regia

Marina sulla sorte di queste due piccole unità navali fosse pressochè inesistente. Si aggiunga la probabile distruzione della documentazione di bordo ed il caos che seguì l’imminente disastro dell’8 settembre ed avremo una plausibile spiegazione della

coltre d’oblio che calò sulla vicenda.

Fu proprio durante l’ennesimo attraversamento dello Stretto di Messina che entrambe le unità furono colpite dagli aerei alleati, ma evidentemente in modo non letale, se esse riuscirono a percorrere ancora una sessantina di miglia nel Mar Jonio.

Cosa portò le due motozattere ad arenarsi di fronte all’abitato di Siderno Marina rimane un mistero.

Forse qualcuno degli equipaggi era originario di questo paese, forse i danni subiti non consentivano più di procedere oltre, sta di fatto che una delle due si fermò a pochi metri dalla riva, mentre l’altra proseguì ancora per un paio di chilometri prima di

arenarsi direttamente sulla spiaggia.

Secondo un paio di testimoni oculari, oramai molto anziani, gli equipaggi, prima di abbandonare le loro unità, provvidero a rendere inutilizzabili le armi di bordo e ad aprire le vie d’acqua dell’MZ 774, causandone l’affondamento.

Alcune fonti danno per demolite nei primi anni '50 entrambe le unità, ma di una ho personali ricordi fino ai primi anni '70', perchè buona parte dello scafo era semisepolto dalla sabbia a pochi metri dalla battigia. Oltre che rifugio di pesci, il relitto aveva sparsi attorno un certo numero di cartucce e bossoli, nonchè almeno una mina anticarro, che recuperammo (incautamente...) con mio cugino portandola dai carabinieri.

Sto avendo informazioni circa il recupero dei tre motori diesel di una delle due unità (probabilmente l'MZ 746), avvenuto tra il 1944 ed il1946, ma mi chiedo: che fine possono aver fatto i 2 pezzi da 76/40 e le tre mitragliere Isotta Fraschini da 20 mm?

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Anche il libro "I MULI DEL MARE" dell' Ing. T. MARCON riporta che le due M.Z. si spiaggiarono il 15 Agosto "43" presso Siderno Marina in seguito ad attacco aereo. Esse eran in rotta da Crotone verso lo Stretto di MEssina.

Si può ragionevolmente ipotizzare che tutto il materiale recuperabile sia stato portato via per demolizione.

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Mah! In base alle info di mio zio (ed ai miei ricordi di quanto mi raccontava...), Paolo Passarelli, che era capo motorista su una delle due MZ, le motozattere provenivano invece dallo Stretto di Messina.

Il personale dei due equipaggi fu preso temporaneamente in carico dal Cap. Aldo Meleca, al tempo comandante del treno armato T.A. 120/1/S ed ufficiale più alto in grado in zona e quindi sistemato provvisoriamente nella proprietà della famiglia Meleca in località Contrada Martà (Siderno).

Come accennavo, alcune fonti affermano che nel dicembre 1953 una delle due motozattere fu recuperata e demolita.

Probabilmente si trattava della MZ 746, che, secondo testimonianze oculari, si era arenata direttamente sulla spiaggia all’altezza della stazione ferroviaria di Siderno Marina.

Risulterebbe peraltro che componenti importanti, tra le quali almeno t motori diesel da 150 hp ciascuno, siano stati recuperati tra il 1944 ed i 1946, come attesta la richiesta di autorizzazione al

recupero, indirizzata alle autorità inglesi dalla signora Giuseppina “Bebè” Romeo per conto della locale Concessionaria Fiat. Si può pertanto ragionevomente pensare che il relitto della MZ 746 sia rimasto arenato sulla spiaggia per molti mesi, forse anni.

Circa l'armamento, è possibile che mitragliatrici leggere e mitragliera da 20 siano state recuperate in quelle tre settimane che separarono l'episodio dall'8 settembre dal personale del treno armato, ma ritengo più difficile che lo stesso sia potuto accadere per il cannone da 76/40 dell'MZ 746 e per l'intero armamento dell'MZ 774.

Recupero effettuato quindi dagli inglesi? Dai militari italiani? Dai civili locali?

Purtroppo non sono riuscito a sapere altro dalle persone contattate, nè ad avere documentazione amministrativa o fotografica.

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