Titolo: L' Ultima colonia: la guerra in Africa Orientale Tedesca 1914 - 1918     Autore: Alberto Rosselli Editore:Nuova Aurora Anno: 2012 Pagine: 218 , più 32 tavole f.t. di foto b/n Dimensioni: cm 15 x 21, brossura Prezzo: Euro 14 reperibilità: facile       Come alcuni di voi sanno, un mio “viaggio nel cassetto” è riuscire a navigare sul lago Tanganika a bordo del leggendario Liemba, ex-Graf von Goetzen, di cui ho fatto cenno qui.http://www.betasom.i...showtopic=34103 Appena la situazione a Kigoma renderà possibile l’accesso anche a viaggiatrici sole (spero avvenga prima della rottamazione mia o del Liemba…. ) cercherò di farlo (un appunto a Rosselli: dice che i britannici lo tennero in servizio "addirittura" fino agli anni Sessanta: il che può essere vero solo se ci si riferisce alla fine del colonialismo in Tanzania, dato che appunto il Liemba gode incredibilmente tuttora di buona salute) Rosselli con questo testo (riedizione e revisione del precedente uscito nel 2005) indaga un tema pochissimo conosciuto, almeno in Italia: lo svolgimento della 1^ Guerra Mondiale nelle colonie dell’ Africa Tedesca, in particolare di quella Orientale (dato che Togo, Camerun, Africa del Sud-Ovest, oggi Namibia, dovettero presto cedere le armi). Nonostante si parli di Guerra Mondiale, il conflitto che si svolse tra 1914 e 1918 viene normalmente trattato dagli storici solo nell’ambito europeo; inoltre, a quel che ho notato, in Italia si parla molto poco dell' importanza strategica, in entrambe le guerre mondiali, dell' Oceano Indiano, su cui invece si affacciavano le tre principali colonie britanniche (Sudafrica, India e Australia). E infatti, già l' 8 agosto avvenne la prima azione da parte di una squadra navale inglese contro Dar Es Salaam, dato che i britannici avevano motivo di temere che dalle basi tedesche si potesse scatenare una guerra di corsa (si pensi al al Koenigsberg e alla serrata caccia che gli fu condotta) QUI http://www.betasom.i...showtopic=34102 Ma in Tanganika (oggi Tanzania) il colonnello Paul Lettow-Vorbeck riuscì con soli 15.000 uomini (di cui 12000 indigeni) a tenere incredibiklmente ed ostinatamente testa per quattro anni ai 400.000 dell’ Intesa. E questo nonostante la distanza dalla madrepatria (con la quale mancarono i contatti per tutta la guerra) e nonostante si trattasse di un territorio circondato da colonie nemiche (britanniche, francesi, belghe, portoghesi) che invasero il Tanganika. Si mettono in evidenza notevoli ( e deleterie) ingenuità e sicumera dei comandi inglesi a contrasto con l' astuzia ed agilità dei reparti tedeschi e dei loro comandanti. Il libro ha il merito di riportare l'appassionante svolgimento di questa lunghissima campagna, caratterizzata anche dall' ostilità della natura.     Vorbeck giocò le sue carte con azioni di commandos contro ferrovia e ponti, difese elastiche, rapidi movimenti di piccoli nuclei... . Altro elemento determinante nella lunga resistenza tedesca fu l' addestramento e la fedeltà degli ascari (Schutztruppen) parte dei quali proveniva dal Kenya, in quanto attirati dalle ottime paghe che potevano ottenere in Tanganika, doppie rispetto a quelle fornite dalla colonia inglese, o dal Mozambico (cosa che fu assai utile per ottenere informazioni logistiche quando, perduto ormai il Tanganika, il comandante decise di passare nella colonia portoghese pur di non cedere) . I tedeschi dimostrarono notevole inventiva anche per quanto riguarda le capacità autarchiche, utilizzando piante e risorse locali per procurarsi medicinali, alimenti, perfino esplosivi una sorta di gomma, ed allestendo officine e cantieri navali per il recupero dei mezzi. " Contrariamente a Smuts e i suoi mediocri predecessori che si erano sempre ostinati a combattere "contro" la natura e il territorio, Vorbeck aveva invece saputo piegarsi come una canna al vento ai capricci dell' ambiente [...] Non a caso, nessuno avrà mai l'onore di costringere alla resa Lettow Vorbeck e il suo minuscolo, ma formidabile esercito. Essi dovranno, infatti, accontentarsi di stargli alle calcagna, addirittura oltre il termine del Primo Conflitto Mondiale."   Peccato che Amedeo d' Aosta in AOI non abbia cercato di seguire l’ esempio di Lettow-Vorbeck...         Non mancarono in questa guerra (anche in questa guerra) elementi curiosi e particolari, come l'attacco di un enorme sciame di vespe filo-guglielmine che assalirono un reggimento indiano nel bel mezzo di uno scontro; la presenza nella forza britannica di personaggi quantomeno bizzarri, come cowboys texani, un ex-valletto di Buckingham Palace, prigionieri russi fuggiti, impiegati di borsa, un pagliaccio e un domatore da circo, un milionario americano che girava con una sciabolona da un metro e mezzo ed altri tipi del genere...tutti inquadrati nella cosidetta "Legion of Frontiersmen"; e la missione di soccorso e rifornimento dello Zeppelin l-59, inviato da Berlino con destinazione Tanganika, missione poi interrotta in quanto era arrivata la falsa informazione della resa di Vorbeck.     Il testo è corredato di numerose fotografie ed è ricco di dati sulle forze in campo, sugli armamenti, sulle operazioni ecc. Sarebbe però stato opportuno, oltre a fornire i crediti fotografici, soprattutto aggiungere con regolarità i riferimenti bibliografici e/o archivistici da cui sono stati tratti dati ed informazioni (vengono citati una volta Byron Farwell e in un'altra pagina Giuseppe Scortecci). Ritengo infatti questi elementi doverosi sia per aggiungere credibilità ed autorevolezza al testo, sia per tributare un giusto omaggio agli studiosi che prima di noi hanno affrontato il tema fornendoci notizie ed elementi di valutazione. Perfino per le citazioni (in corsivo e tra virgolette) non si riporta in nota la fonte. Utili per consultazione le due appendici cronologiche sulla colonizzazione tedesca in Africa e sullo svolgimento della campagna del Tanganika.