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GM Andrea

Vita Di Umberto Cagni

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Titolo: Vita di Umberto Cagni

Autore: Giorgio Pini

Editore: Mondadori

Anno: 1937

Pagine: 503

Dimensioni: cm 19x12

Reperibilità: media

 

 

cagni.jpg

 

 

Pubblicato a soli cinque anni dalla morte, questo corposo volume è sinora l'unica opera biografica organica dedicata alla figura dell'ammiraglio Umberto Cagni.

L'autore, il giornalista Giorgio Pini, all'epoca era redattore-capo (vale a dire, direttore di fatto: formalmente il direttore era un altro...) del Popolo d'Italia, organo del Partito al potere. Sono quindi comprensibili i reiterati tentativi di inquadrare Cagni nel pantheon dei precursori del fascismo, e specie verso la fine - laddove si descrivono gli ultimi anni dell'ammiraglio e i suoi incarichi civili - il tono propagandistico diventa a tratti stucchevole.

Va però detto che la biografia è ottimamente documentata, grazie a una messe di testimonianze di prima mano - citate in calce al volume - e alla corrispondenza privata di Cagni.

Ne esce un ritratto non propriamente agiografico, in cui sono messi in luce anche gli aspetti problematici di una personalità volitiva e spigolosa, severissima coi collaboratori e foriera di aspre inimicizie.

L'Autore mette in evidenza la contraddizione di un marinaio che dovette la sua fama e tre promozioni di fila (CF, CV e contrammiraglio) non per meriti navali, ma grazie a imprese terrestri: la spedizione polare, la missione sul Ruwenzori e lo sbarco a Tripoli. Per non parlare del coordinamento dei soccorsi a Reggio distrutta dal terremoto.

 

Nondimeno, anche se gli mancò la "grande battaglia" Cagni fu davvero grande marinaio; potè dimostrare le sue doti da giovane ufficiale nelle campagne oceaniche alla vela, da comandante di squadriglia torpediniere, da comandante della corazzata Napoli (a lui si dovette la modifica dei fumaioli che tanto scalpore suscitò), da ammiraglio al capo di divisioni e della flotta.

 

Il suo nome è poi legato ai due incagli dello sfortunato incrociatore San Giorgio.

In occasione del primo, alla Gaiola, pur non essendo imbarcato sull'unità diresse i lavori di recupero. In occasione del secondo, nello Stretto, era invece a bordo da ammiraglio, ed ebbe a patire la momentanea messa in disponibilità essendogli addebitate insussistenti responsabilità.

 

 

In questa occasione Cagni si contrappose al Ministro della Marina, il suo antico amico (e meno anziano di grado) Enrico Millo. Non è l'unico screzio personale cui si accenna nel libro. Con molte altre persone Cagni ebbe rapporti burrascosi, alternando fasi di grande amicizia ad altre di sordo gelo. Come con Millo, così con d'Annunzio e Thaon di Revel, che di fatto lo cacciò dalla Marina all'inizio degli anni '20.

 

Più problematico fu il rapporto col Duca degli Abruzzi, di cui fu ufficiale d'ordinanza e poi fedele compagno di tante avventure. Entrambe "teste accese", anche nei momenti di massima collaborazione - come nella spedizione polare - i due si scontrarono con toni che, si lascia intendere, furono alquanto sostenuti.

 

Il volume, essenziale per tratteggiare una figura emblematica della Marina italiana, per fortuna si trova abbastanza agevolmente sul mercato librario.

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sto leggendo adesso un ainteressante opera che parla dell'amm. Cagni, sembra una figura tanto burrascosa quanto interessante.

comunque non riesco proprio a immaginare quanto tempo impiegherai a recensire la marea di opere che hai in casa...

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Hai ragione Marco, davvero burrascosa la vita di questo personaggio, che pur con le citate asperità di carattere seppe essere modello - anche nella vita civile - dei valori della militarità; mi piace ricordarlo, a due giorni dalla Festa delle Forze Armate, in giorni grami nei quali c'è perfino chi sostiene che "militare è quell'aggettivo che, affiancato ad un sostantivo, lo degrada".

L'etica e lo spirito di Cagni stanno in quanto scrisse a d'Annunzio nell'àmbito di un'animata corrispondenza. L'ammiraglio fece giungere all'ex amico sul Benaco queste parole: "Per galantuomini la parola vale lo scritto." Altri tempi.

 

Quanto all'auspicio di recensire tutto quanto, è una vana speranza, visto che ho altri volumi in arrivo; epperò per certo questo volume l'ho letto & recensito senza alcuno stimolo esterno.

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Vedo che ci sono delle "immagini fuori testo": qualcuna è dedicata alle imprese polari ed alla Stella Polare ? :rolleyes:

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Vedo che ci sono delle "immagini fuori testo": qualcuna è dedicata alle imprese polari ed alla Stella Polare ? :rolleyes:

 

Si, ma c'è ben poco: l'arcinota foto della Stella Polare incastrata fra i ghiacci e quella altrettanto nota di Cagni in mise da esploratore

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Bel libro! :smiley19: ...A parte l' ultimo capitolo, "Anima Intrepida", che ho trovato particolarmente "palloso" :laugh: per il suo contenuto agiografico. La cosa, comunque, è comprensibile se si considera l' epoca e chi ha scritto... Tuttavia G. PINI ha avuto il buon gusto di lasciar "libero" da tali lodi il resto dell' opera.

Contrariamente al gerarca Roberto FARINACCI con il suo libro su Costanzo CIANO.

 

La parte che maggiormente mi ha interessato, anche perchè conosco poco tali eventi, è quella relativa alla nostra occupazione della ex piazzaforte Austriaca di Pola.

Fu grazie a THAON di REVEL ed al CAGNI se le Forze Navali ex Austroungariche passarono sotto il controllo Italiano e non nelle mani del neonato Stato Yugoslavo spalleggiato dai Francesi.

Conseguentemente l' annessione all' Italia delle città dalmate di Pola e Zara (Fiume è un altra storia...) si concretizzò in modo più rapido.

Ecco un esempio pratico dell' importanza delle Forze Navali!

Anche l' impresa di PAOLUCCI e ROSSETTI, da me ritenuta pressocchè fine a sè stessa, dette un contributo in tal senso.

Edited by Alfabravo 59

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