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Varo5

Dietro le quinte - "Toti". La cuccetta calda del Comandante

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Incomincio col raccontarVi un fatterello, che ho assistito personalmente, ed ha a che fare con il convertitore da corrente continua in alternata (per le apparecchiature in alternata).

Sono andato a Muggia, una nota cittadina vicina a Trieste per la costruzione di navi nel passato (cantiere San Rocco). Aveva un bacino di carenaggio (che non esiste più). Nel bacino era il "Toti" ancora a secco. Sono andato ad ispezionare la situazione della scafo (pitture, anodi e stato della carena) perché il battello era pronto per le

prove in mare.

Quindi, trasferimento del "Toti" a Monfalcone portando a bordo anche tecnici ed operai che rientravano in cantiere. Tutti in "manovra" fuori si può scivolare in mare. Dalla scaletta che va dal locale manovra in garitta e plancia in vela, scendono uno alla volta le persone che viaggeranno col "Toti", per circa trenta chilometri via mare e sbarcheranno direttamente in cantiere.

 

Dal foro nel soffitto del locale manovra si vedono prima le scarpe, poi i pantaloni ed a sezioni il resto della persona che scende un gradino alla volta la scaletta verticale.

Ad un tratto appaiono scarpe bianche che attirano l'attenzione di tutti. Chi viene in bacino di carenaggio con le scarpe bianche?.......un momento, le scarpe hanno il tacco alto e le femmine non sono ammesse a bordo (1968).

Poi spuntano i pantaloni pure bianchi. Un gradino alla volta i pantaloni appaiono eleganti.

Quando l'orlo della garitta arriva alla cintura non lascia dubbi. E' femmina! poi una criniera biondissima. Giovane e bella. Era un ingegnere svedese, della fabbrica che ha fornito i convertitori statici. Erano più rumorosi dei rotativi, e di parecchi decibel.

Errore enorme. Sono stati ordinati convertitori statici con l'illusione di togliere il rumore delle macchine rotanti con strumenti fermi.

Invece i convertitori fissi erano peggio dei convertitori rotanti almeno per il rumore.

Oggetti da sbarcare in velocità soprattutto senza avvertire chi ha in carico l'impianto di climatizzazione ambientale, che non ha l'esclusiva sui rumori, ma sul calore deve essere informato anche sul numero di calorie in emissione, per provvedere di conseguenza ed apportare le dovute modifiche all'impianto di ventilazione refrigerata. Non ho avuto alcuna segnalazione.

Sono cose che accadono ma il risultato è una conseguenza. Il calore era così forte che il posto del letto del comandante nelle vicinanze sembrava un forno. Io ho avuto questa informazione leggendo i post di Betasom.

 

Leggendo il libro "Delfini d'acciaio" del nostro Dir. Totiano, che descrive ampiamente l'interno del "Toti", apprendo che il convertitore statico è stato sostituito da rotanti che producono tanto calore in più. Ora capisco perché la zona della cuccetta del comandante era tanto calda, che a me non risultava, in quanto il collaudo dell'impianto di condizionamento era stato fatto con tutto in moto.

Non solo i Diesel, anche il motore di propulsione al minimo. Il collaudo l'ho organizzato e condotto io perché il cantiere

non era a conoscenza delle metologie di questi impianti allora nuovi. Il battello era ormeggiato. Le apparecchiature che non erano presenti sono state simulate con "stufe" elettriche, apportanti il calore simile a quello reale ed il convertitore statico, lo

ricordo bene, era rumorosamente in moto. L'angolo della cucetta del comandante aveva la stessa temperatura del resto del battello.

 

E' stato un errore grave non capire questa necessità ed attribuire all'impianto di condizionamento la colpa dell'inefficienza. In immersione un compressore frigorifero era fermo. La modifica era facile da realizzare e la potenza frigorifera era disponibile,

 

Ma nessuno mi ha informato di questo problema per rimediare.

 

Varo5

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Grazie di questo aneddoto e mi immagino quanti comandanti dei Toti abbiano rimpianto questo convertitore statico....più rumoroso ma meno bollente.

Ricordo nel libro del Dir, specifica che la cuccetta del Comandante era una specie di fabbrica di raffreddori.

Sotto il converitore rotante che scaldava come un forsennato e sopra la bocchetta dell'aria condizionata orientata proprio sulla cuccetta in argomento.

Vero Dir??

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confermo.

in effetti al calore di bordo contribuivano anche altri apparati (e persone) installati successivamente e ritengo che le frigorie disponibili dai compressori fossero gia state tutte impiegate.

giusto per fare "divertire" il caro Aldo, il numero di persone dell'equipaggio è passato da 16 ai tempi della progettazione a 30 negli ultimi anni. èstato isolato acusticamente (ma credo ci sia gia lo zampinio di Aldo) il ventilatore nave in manovra, è stata aggiunta la CCRG in Manovra con altri quadri a prora, i gia citati convertitori rotanti, un nuovoimpianto radio e alcuni ausiliari della batteria (che nellaprima verisione italiana scaldava davvero tanto)

 

In effetti, a meno di temperature tropicali di aria e mare (tenete presente che il battello faceva base ad Augusta che ha temperature differenti da Trieste) a bordo non era esageratamente caldo, ma la zona branda del comandante (come giustamente ipotizza Aldo) forse avrebbe dovuto beneficiare di una differente distribuzione delle bichhette di ventilazione ed estrazione.

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Carissimo dir. totiano.

 

A dir poco sono esterefatto !!!

 

Marco! Tu parli dei Toti o di qualche traghetto per le isole ?

30 persone. A bordo giocavate ai dadi per chi fa il numero più basso dormiva sul pagliolo, come sul smg tedesco UBoot96.

Mi avete mandato il Toti a Monfalcone affinché facessi la "tartaruga". Dovevate mandarmelo anche per i letti. Ho inventato i letti a cassetto e per risolvere

la situazione avrei inventato i letti ad ascensore per mandarvi in soffitta.

Avrei sostituito i compressori frigoriferi con altri più capaci e per le condotte della ventilazione refrigerata del condizionamento dell'aria. Sostituito il ventilatore con altro a pressione maggiore per far correre l'aria più veloce nelle condotte ed ottenere così maggiore capacità.

 

Magari inventando scatole per incamiciare i macchinari caldi e rumorosi, infilando nelle camicie condotte di ventilazione refrigerata per eliminare i bollori alla fonte senza inquinare l'ambiente.

 

Altre inconsulte soluzioni si trovano sempre per fronteggiare gli imprevisti.

 

Ciao Marco. Aldo

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ne sono sicuro Aldo.

non ho mai capito perchè la collabirazioen con Fincantieri si chiudesse con la consegna dei battelli invece di proseguire in un proficuo scambio di idee per migliorare il prodotto....

 

ti dirè che in una uscita in mare del Toti cui non ho partecipato (ero ancora sul Dandolo) uscirono in 32 e approntarono sia le brande volanti che un paio di sede a sdraio da sistemare ove possibile. oggi sarabbe inconcepibile ma allora eravamo un po... pirati.

Per i non addetti: le brande volanti erano affanciate ai cassetti aperti delle brande superiori realizzando un unico "letto matrimoniale". altre erano invece predisposte per incastrarsi sulle selle dei siluri non occupate da questi ultimi. con questi escamotage si arrivava a 3 brande fisse 10 brande a cassetto e 6 brande volanti per complessivi 19 "posti letto". sufficienti tutto sommato...

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ne sono sicuro Aldo.

non ho mai capito perchè la collabirazioen con Fincantieri si chiudesse con la consegna dei battelli invece di proseguire in un proficuo scambio di idee per migliorare il prodotto....

 

Carissimo dir. totiano.

 

La tua risposta #5 la metto in cornice perché mi ha fatto venire in testa ricordi ormai cancellati, ma meritevoli di farteli conoscere.

 

Le brande a cassetto, quando le ho fatte disegnare, naturalmente i calcoli di robustezza li ho fatti io, in sala disegnatori hanno fatto scommesse che il primo di voi che avrebbe azzardato a sedersi sul bordo del letto aperto veniva giù tutto.

Io ero arrivato in cantiere di Monfalcone da poco tempo e non sapevano di me niente.

Soprattutto non sapevano che io ero un calcolatore di strutture navali e di ponti rinforzati per grossi pesi.

Evidentemente i letti hanno tenuto anche all'aggiunta della branda intermedia, col peso della persona che si agitava per poter entrare nella branda alta. Io vi avrei fornito anche la scaletta tipo vagone letto per la branda alta delle Ferrovie.

Scommetto che nelle istruzioni tecniche per diventare sommergibilisti Vi hanno inserito anche un corso di abilità per alpini.

 

Nemmeno io ho capito la mancanza di dialogo e non di collaborazione tra di noi come lamenti tu. I ricordi mi suggeriscono che è stato peggio di quello che conosci tu.

Un ricordo amaro. L'epoca è il 1978 o giù di lì. I "Sauro" sono in fase avanzata di allestimento.

Torno a Trieste da Monfalcone in treno e sono le ore 21 e forse più.

il vagone ferroviario è completamente vuoto e sono solo due persone, una all'inizio ed una in fondo. Usando termini navali io ero all'estrema prora e l'altra persona era all'estrema poppa. L'altra persona era un distinto uomo sui trent'anni.

Il treno è in piena corsa e ancora lontano da Trieste. La detta persona si alza e percorre tutto il vagone e si siede di fronte a me. E' uno sconosciuto.

 

- Buona sera signor Varo- mi apostrofa lo sconosciuto ed io di rimando.

- ci conosciamo? -

- Non ancora ma lo sarà nei prossimi giorni-

- permetta che mi presenti: sono il tenente di vascello P.G. appena arrivato da Roma

e sono il Direttore di Macchina del smg. N -

- Come ha fatto riconoscermi -

- Nel brifing delle nomine dei nuovi direttori di macchina dei smg tipo "Sauro"

L'istruttore ci ha parlato di lei che è il numero uno dello Staf ingegneristico e se avremo dei problemi tecnici di rivolgerci a lei direttamente.

preso alla sprovvista io nego la mia posizione e preciso che il numero uno è il direttore del settore navi militari, che ha la delega ed io no. Ci sono altri direttori ed ingegneri prima di me.

 

Da sorridente diventa serio e mi blocca:

- La Marina Militare non sbaglia -

Non l'ho più incontrato né lui né i suoi colleghi Direttori di macchina degli altri battelli.

Alla partenza dei battelli consegnati alla M.M.I. non ho visto nessuno.

Quel battello, partito da Monfalcone per Taranto, si è ormeggiato in cima al molo triestino davanti piazza dell'Unità d'Italia ed io con famiglia sono stato invitato a bordo per un saluto.

 

Carissimo Marco, non avevo nessuna intenzione di postare quanto sopra, ma il tuo non capisco è molto più vasto di quello che immagini.

 

Ciao Marco. Aldo

Edited by Varo5

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è passato ormai qualche anno e i filmati sono stati pubblicati su www.delfinidacciaio.it , però una foto cosi bella del Toti ancora senza la tartaruga che avrebbe apporntato il buon Varo non l'avevo ancora vista! (PS: Grazie a Enzo Bello, totiano come me, anche se di qualche anno prima)

 

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