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Lefa

Sezione Tecnica Autonoma: La Rinascita Dei Mezzi D'assalto

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Apro questa discussione per raccogliere informazioni sul periodo della rinascita della componente dei mezzi d'assalto che vede la STA occupare per qualche anno la zona di Capo Miseno.

 

 

Negli anni della riorganizzazione della MMI nel dopoguerra, quando l’Amm. Emilio Ferreri viene nominato Capo di Stato Maggiore della Marina il 04 Novembre 1948, fra le molte iniziative intraprese diede disposizione di:

 

- Riprendere in maniera parzialmente occulta l’attività dei sommergibili

- Riprendere in maniera totalmente occulta l’attività dei mezzi d’assalto

- Creare una forza speciale con caratteristiche intermedie tra quelle dei Marines e quelle dei Commandos inglesi

 

Sotto queste direttive la rinata componente di quella che una volta era la XMAS si accingeva a trasformarsi radicalmente, nel giro di un ventennio, grazie alla formazione di un nuovo tipo di incursore capace di operare sopra e sotto il mare, dall’aria e per terra, assumendo anche altri incarichi speciali fra i quali l’antiterrorismo.

Il Reparto allora si chiamava MARICENTROSUB (costituito solo un mese dopo la fine della guerra nel 45) ed era appena stato trasferito, con disposizione del 15 Ottobre 1948, da Taranto al Varignano; al fine di dare inizio alla rinascita dei mezzi d’assalto fu commissionato al 3° reparto piani ed operazioni di MARISTAT uno studio di fattibilità, portato avanti dal Cap.GN Ruzzier, sul recupero e la messa in opera di mezzi d’assalto del periodo bellico.

A seguito delle considerazioni espresse dal Ruzzier, MARISTAT PO decide di nominarlo direttore del neo costituendo gruppo mezzi d’assalto, che prese la denominazione di STA (Sezione Tecnica Autonoma).

La STA, inquadrata in MARICENTROSUB ma alle dirette dipendenze di MARISTAT, aveva il compito di creare un’organizzazione addestrativa comprendente il personale istruttore, gli allievi e i mezzi per la scuola, di trovare un sito sicuro per la realizzazione delle infrastrutture necessarie e di approntare un deposito ad uso esclusivo dei mezzi operativi oltre naturalmente di rendere efficienti i vecchi mezzi.

Il Cap.GN Ruzzier individuò come luogo per l’insediamento del gruppo mezzi d’assalto un sito nella zona fra Capo Miseno e Bacoli, ove creò una base segreta con relative infrastrutture logistiche atte ad ospitare uomini, materiali e mezzi, che venivano assemblati da quattro non meglio precisati Sottufficiali ‘veterani’ provenienti dalle fila della Decima.

Grazie al loro contributo fu possibile rendere operativi in un primo momento quattro mezzi subacquei, assemblati da parti di SLC e SSB recuperate e fatte confluire a Bacoli da diversi luoghi nel Nord Italia (soprattutto dai magazzini delle ditte che producevano le componenti e dalle installazioni militari di Venezia e La Spezia, dove sembra furono recuperati alcuni esemplari più o meno completi), con le relative quattro coppie di operatori addestrati alla conduzione; come rifugio delle teste da guerra e delle mine, approntate dagli stessi uomini, fu usato un deposito ricavato nella Montagna Spaccata a Gaeta.

Tutto questo portava già nel Marzo 1952 al compimento del primo corso per conduttori di mezzi subacquei.

Nel frattempo era stato nominato comandante ‘occulto’ del Reparto il CF Notari, che come prima cosà si preoccupò di soddisfare l’esigenza rappresentata dalla mancanza di una nave madre di appoggio e avvicinamento adatta a contenere i mezzi e un’officina per eseguire la relativa manutenzione a bordo.

A questo proposito venne recuperato il vecchio rimorchiatore d’altura CICLOPE, varato nel 1902 e autoaffondato nel porto di Napoli in seguito alle vicende armistiziali, che nel 1951, già ribattezzato ERCOLE, venne adattato per soddisfare le esigenze sopra elencate.

 

ERCOLEEXCICLOPE.jpg

foto: da naviearmatori

 

Si procedeva inoltre a intensificare i rapporti con la CABI di Milano, già riallacciati fin dal 1947 a seguito di un meeting svizzero fra il CF Notari, l’ing. Cattaneo già Cap.AN e il’ing. Pucciarini già Ten.GN, necessari per dare il via in un primo momento al miglioramento e all’approntamento dei vecchi mezzi d’assalto per arrivare in seguito all’evoluzione degli stessi.

Nel 1955 il Reparto andava trasformandosi rapidamente, in quell’anno viene formalizzato al Varignano il Comando Operatori Subacquei e Arditi Incursori, MARISUBARDIN, fra le cui dipendenze compariva anche MARICENTROSUB; solo un anno più tardi le due si uniranno per volere del Cv Birindelli formando MARICENSUBIN.

Trovandosi con due distaccamenti separati (Bacoli e La Spezia) ma svolgenti praticamente la medesima formazione subacquea, MARICENSUBIN dispose nel 1957 l’incorporamento delle attività, del personale e del materiale di qualunque genere proveniente dalla STA di Bacoli (che ha provveduto nei passati sei anni ad addestrare i piloti dei mezzi subacquei), nella sede del Varignano, creando la Sezione Tecnica, organo alle dirette dipendenze del neonato Gruppo Operativo Incursori GOI.

Per far fronte al nuovo carico assorbito dalla sede di Bacoli la parte terminale del seno del Varignano fu soggetta a riempimento, per creare le officine e i ricoveri dei mezzi d’assalto per la scuola, in uso ancora oggi per i medesimi fini.

 

Mi incuriosisce l'altezza da terra della prima potrebbe, vista la posizione, essere stata scattata dalla torre per l'addestramento alla fuoriuscita da SMG degli operatori, che se non sbaglio era a Taranto e potrebbe esser stata trasferita dopo lo spostamento di MARICENTROSUB a La Spezia?:

 

riempimento2.jpgriempimento1.jpg

entrambe le foto: da 'Il Gruppo Incursori fra passato e presente', ANAIM, 2006

 

Mi piacerebbe sapere il luogo preciso delle installazioni di Bacoli.. qualcuno lo conosce? sono curioso anche circa il deposito nella montagna Spaccata a Gaeta..

Edited by Totiano

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Salve

Lefa scrive: Hai qualche notizia in più sul distaccamento di Miseno? non tutti conoscono quella parte di storia del Reparto, sarebbe interessante fare un approfondimento..

 

Solo ricordi. Sicuramente tra la fine degli anni 60 ed inizio degli anni ’70 frequentavo la spiaggetta dei marinai a Miseno e vedevo l’insegna della caserma che ospitava gli incursori.

Allego una cartolina di questo luogo, ripresa in quegli anni.

31chiesadicmiseno.jpg

 

Inoltre allego uno stralcio dal libro “Mare” di Ernesto Mazzetti – ed. 2006

miseno.jpg

Per quanto riguarda il deposito della Montagna Spaccata credo che si tratti del deposito della Marina Militare di Pozzuoli sito alla Montagna Spaccata.

Tutt'ora operativo e fornito di ricoveri in caverne scavate nel gruppo montuoso del Gauro.

Spero che Sagu possa essere più completo per quanto rigurda la caserma di Miseno.

Ciao. Peppe

Edited by F21

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Per adesso, solo un annotazione circa il deposito della Montagna Spaccata. Questo, ha funzionato come deposito fino a 5-6 anni fa, oggi è vuoto e viene utilizzato in estate per accogliere i partecipanti ad una scuola di vela organizzata e gestita dalla Marina Militare. Sono ragazzi e ragazze di età fino ai 20-22 anni che svolgono l'addestramento nelle acque del porto di Miseno, nel mese di luglio.

Montagna Spaccata in precedenza aveva svolto il compito di deposito di pezzi di ricambio per navi, compito che, aveva "ereditato" dal deposito di Miliscola (per intenderci quello sotto Monte di Procida che accoglieva parte dei siluri prodotti a Baia prima di essere smistati alle rispettive destinazioni) che oggi ospita una caserma dei Carabinieri.

Alla prossima

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Ho letto solo adesso approfonditamente, il post di Lefa e mi sono accorto che citava il deposito di Montagna Spaccata a Gaeta. Ora io non so se in questa località ci fosse un deposito della Marina Militare ma penso, d'accordo con Peppe, che si trattasse del deposito Montagna Spaccata di Pozzuoli, cosa anche logica stante la vicinanza con Miseno. Poi tutto può essere e aspetto delucidazioni in merito da parte di Lefa.

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in questo posso aiutarvi io,credo, dando conferma che l'unico deposito munizioni dellaMarina deniminato "Montagna Spaccata" risulta essere vicino Napoli

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Anche io sono rimasto un poco confuso quando ho letto, in due differenti testi, che il deposito si trovava a Gaeta.. tutti e due i luoghi sono vicini a Napoli.. oltre che in questo, Direttore, potresti contribuire ad un'altra discussione su campo Foce Reno, che dovrebbe esser roba delle tue parti..

Ho aggiunto al primo post alcune immagini della zona riempimento effettuata per ospitare i capannoni della Sezione Tecnica trasferita da Bacoli.

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Anche io sono rimasto un poco confuso quando ho letto, in due differenti testi, che il deposito si trovava a Gaeta..

Confermo Lefa, montagna spaccata, come località, esiste anche a Gaeta ma é un luogo turistico/naturalistico famoso per la grotta del Turco ed il santuario. Si tratta di due luoghi con lo stesso nome (anche se quello di Gaeta é certamente molto piú conosciuto) che forse hanno tratto in inganno gli autori.

Il deposito munizioni, che mi pare adesso sia chiuso, si trova vicino Napoli e ritengo fosse il principale per la ex base navale che la Marina aveva nella città partenopea. Suppongo che sia proprio quello di Pozzuoli citato dal C.te Sagu.

Ciao,

C.

Edited by chimera

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In effetti è di molto plausibile, infatti il già citato libro scritto dall'ANAIM fa riferimento alla sola "Montagna Spaccata", è il buon Giorgerini che nel suo 'Attacco dal mare' si concede di confondere il sito turistico di Gaeta con quello di Pozzuoli..

Comunque l'ho visto dalle mappe, è enorme, occupa tutto il mezzo cratere! ma è sempre stato così o è stato ampliato?

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Salve.

In effetti il deposito della Marina di "Montagna Spaccata" si sviluppa a semicerchio seguendo l'andamento del cosidetto cratere Montagna Spaccata. Fa parte del gruppo del Gauro, a Pozzuoli, nei Campi Flegrei. La foto seguente ne mostra l'attuale ingresso.

 

ms1f.jpg

 

Già polveriera della Regia Marina sembra, secondo il Pocock, che durante la guerra il suo labirinto di gallerie e grotte non fosse utilizzato se non come rifugio antiaereo.

Lo stesso riporta che durante l'occupazione alleata in essa venne stipato molto materiale personale dei soldati americani mandati al fronte di Cassino. In concreto gli effetti personali erano costituiti dai "kitbag", grosse borse di tela lasciate in custodia dai soldati americani.

Tali borse erano oggetto di continui furti da parte del personale italiano che lavorava in questa base che comunque raccolse anche una crescente quantità di armi e munizioni.

 

Nella zona flegrea, durante la guerra, erano numerose le polveriere come questa, come quella di Miliscola, quella di Miseno e poi depositi occasionali come alla grotta di Cocceio ed in altri anfratti naturali o artificiali. Inoltre la zona alta di Pozzuoli era piena di serbatoi nafta collegati al porto ed al pontile Ansaldo a mezzo due oleodotti. Postazioni costiere, anche della Regia Marina, erano in ogni zona luogo. Bisognerebbe tramandarne il ricordo.

 

Ciao. Peppe

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Allego un breve brano sull'argomento di questa discussione estratto dal libro "Bacoli in pace e in guerra" di Gianni Race. Devo dire che è poco chiaro perchè l'autore scrisse il libro mentre era gravemente malato e non ebbe il tempo di correggerne le bozze. Il libro fu pubblicato, postumo, così come fu ritrovato, a livello di bozze; comunque, spero possa essere utile... non so.

 

1946, MISENO BASE DEGLI INCURSORI TESEO TESEI

Fu nel dopoguerra che arrivarono a Miseno i più presti­giosi nomi della Marina Italiana, quelli che avevano dimostrato coraggio, sapienza tecnica e intelligenza nel com­battimento sotto gli occhi e il muso degli avversari, con enorme valore e sprezzo del sacrificio, e senza l’irrazionale fanatismo dei Kamikaze nipponici, che si lanciavano sulle navi nemiche, puntando sul rischio mortale, con tutto l’ae­reo. I mezzi d’assalto italiani, maiali o siluri, richiedevano abi­lità ed equilibrio oltre all’amore per la vita: l’eroismo supre­mo. Salvarono innanzitutto migliaia di nemici, più le loro vite e infine mandarono a picco la corazzata Valiant ed un'altra nave. Poi si prepara­rono a seguire la lunga prigionia.

Dal I960, Emilio Bianchi (med. d’oro al V.M.) comandò il Teseo Tesei a Miseno per oltre un lustro. Qualche anno fa, festeggiato a Miseno dai marinai del grup­po A.N.M.I. Allo scomparso Durand De La Penne (med. d’oro al VM.) è stata intestata una delle nostre più moderne navi da guerra.

Gl’incursori di mare furono distaccati a Miseno, cinque-sei anni dopo lo sfacelo del Distaccamento di Miseno. Comandò il distaccamento di Miseno il C. corv. Beltrani (arrivò ad ammiraglio). Nel 1948, il tenente in Crem, Russo; nel 1949, C.c.Fetta (arrivò ad ammiraglio), ultimo dei comandanti di Maridist. Miseno. 1949, due sottuff.Cosmini e Cipriani, preposti alla S.T.A. (sez. tee. Aut. Com. Basin. di Miseno). 1950, il cap. gen. nav. Rusieri, figlio del direttore dei Cantieri Monfalcone. 1950-1952, il cap.Vasc. Ernesto Notari (m.d’arg. VM, rada Gibilterra). 1952-1963, il cap.freg.. Franco Costa (Rada di Malta, Med.d’Arg. arrivò ad ammiraglio). Aiutante Maggiore, il ten. Dodero.. 1952, il cap.del genio mil. Filippo Cusmai, al posto di Rusieri. 1960-1963, il vice-coman­dante, ten. in Cemm. Emilio Bianchi (med.d’oro al V.M. rada, Alessandria, affondamento Valiant).

 

.

emiliobianchinel1935.jpg

Emilio Bianchi nel 1935

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Salve.

Premetto che Gianni Race è stato uno dei più preparati e seri autori di Storia Flegrea.

Probabilmente quest'ultimo suo scritto era solo una bozza. Una raccolta di appunti sui quali si riprometteva di indagare, di sviluppare, spulciare e poi inserire in un filo logico. Probabilmente molti dei nominativi elencato erano stati solo comandante del locale distaccamento marittimo e solo alcuni comandanti del nucleo incursori.

 

Comunque, dalllo scritto "Dall'operatore della X Flottiglia MAS all'incursore di oggi" inserisco il seguente stralcio:

 

Nel 1957 MARICENSUBIN incorporò anche la Sezione Tecnica Autonoma di Bacoli (NA), ove, nel 1949, erano stati accentrati i mezzi speciali residuati del conflitto e, alla guida del C.V. Ernesto NOTARI, era stata posta la base per la rinascita dei Mezzi d’Assalto.

 

E questo dovrebbe essere un dato certo.

Inoltre inserisco un foto (da Google) che riprende la stessa prospettiva della foto inserita nel mio post n. 2 del 3 settembre.

 

mis1s.jpg

Sulla destra c'è sempre la chiesetta di San Sossio coperta alla vista dalla cresciuta vegetazione.

A sinistra la caserma sembra abbandonata e malandata, anche se sull'arco del suo portone ancora si riesce a leggere qualche cosa.

Ciao. Peppe

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E' chiaro, come avevo già specificato nel post, che il libro, da cui è tratto il brano riferito agli incursori, è stato stampato così come è stato ritrovato dalla moglie dell'avv, Race, la Prof.ssa Marisa Massa.

Comunque, l'elenco riporta i nomi dei comandanti del distaccamento della marina attivo fino al 1949, i nomi indicati da quell'anno in poi sono quelli dei comandanti dello STA di MIseno-Bacoli.

Attualmente, l'ex caserma è abbandonata ed è sotto la giurisdizione della Guardia di Finanza che, pare certo, sta per procedere alla vendita all'incanto.

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Mi dispiace che la discussione langue. Comunque, a detta di molti testimoni, la caserma Teseo Tesei non era alloggiata nello stesso edificio del Distaccamento della Marina di Miseno ma in quello che, oggi, ospita le officine della Guardia di Finanza

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Certamente, il distaccamento della STA non era quello di cui parlava F21, essendo un'installazione segretissima non credo che avrebbero messo della segnaletica che ne indicasse la posizione..

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Questo è il sito che ha ospitato gli incursori a Miseno

 

 

miseno1.jpg

Edited by sagu7755

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Ieri ho parlato con una persona che, immaginavo potesse darmi notizie in merito all'argomento e così è stato. Infatti, ha esordito dicendo che gli incursori (a proposito, la notizia della loro presenza a Bacoli era così segreta che tutti la conoscevano) erano alloggiati nella ex polveriera (appunto i locali che ho indicato nel post precedente) e che si esercitavano, soprattutto in periodo invernale, dopo le 20,00, quando a loro disposizione c'era l'intero bacino di Casevecchie e quello di Miseno. Quando era prevista l'esercitazione, e ciò avveniva quasi tutte le sere, l'intera area era interdetta ai pescatori. Alla vigilanza provvedeva un distaccamento di carabinieri. Proprio il testimone mi ha raccontato un episodio divertente: nonostante l'avviso dato dai carabinieri, lui aveva messo a mare reti di posta. Dopo qualche ora è stato preso dai carabinieri perchè durante l'esercitazione, alcuni incursori si erano impigliati, con i loro mezzi, tra le reti. Solamente l'intervento di un suo conoscente molto influente, impedì guai maggiori

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