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Von Faust

Genova, Ordigno Bellico In Porto

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Dal sito del "Secolo XIX":

 

"Ordigno bellico in porto, la città si ferma

Genova - Terminal portuali bloccati, stop al traffico aereo, semaforo rosso per le navi - traghetti e navi da crociera compresi - ed evacuazione per tutti entro un raggio che, attendendo i rilievi degli artificieri, non si può ancora indicare. C’è una bomba da 500 libbre, un residuato bellico che ha dormito per settant’anni e ora giace solitario nel cuore del porto di Genova, con cui bisogna fare i conti.

Uno dei tanti ordigni lanciati dagli aerei alleati su Genova e le riviere, sepolti nel cuore della terra, che ora gli scavi per la realizzazione di Calata Bettolo hanno riportato alla luce. Impossibile proseguire il cantiere, fermo ormai da qualche giorno, improponibile anche togliere di mezzo la bomba con procedure “leggere”. Bisognerà fermare tutto, portare i 227 chili di acciaio altrove e farla brillare.....continua"

 

Immagino che nel corso di tutti quest anni il porto di Genova (ma non solo quello) sia stato oggetto di bonifiche e scandagliato in largo ed in lungo a vari scopi (compreso quello di scovare ordigni bellici) eppure di tanto in tanto sbuca fuori uno di questi pacchetti regalo. E così difficile individuarli (anche se la domanda ha già la risposta) ? Dopo tutti questi anni sono effettivamente così pericolosi (anche se è giusto prendere tutte le precauzioni come se si trattasse di un ordigno perfettamente "funzionante") o è altamente probabile che sia diventato un oggetto "innocuo" ?

 

Grazie

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Per la prima domanda, direi che è difficile trovarli in mezzo a rottami.... rumenta ferrosa.....detriti posati sul fondo e sapere a che profondità di sedimento è posizionata la bomba....riguardo la pericolosità...per quanto siano passati tanti anni io non prenderei alla leggera una bella quantità di tritolo, vecchio ed instabile quindi pericoloso...e nella quantità basta che ce ne sia ancora un kiletto buono che già è un bel fuoco di artificio.

Ricordi di quando a militare ci addestrevamo con il tritolo ed altro...ero inGeniere Alpino Pioniere.. :biggrin: :biggrin: :biggrin:

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verissimo Vigile... (anch'io tra l'altro geniere alpino.... il TNT ho avuto modo di "sentirlo" in azione)...

 

Anche qua da noi, ogni tanto (zona stazione ferroviaria soprattutto) salta fuori qualche residuo... roba da 250 libbre... più che altro americana...

 

eh si, non c'è da scherzare...

 

ciaoo

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Che incubo!!

Chissà in quanti altri luoghi "dormono" bombe potenzialmente micidiali.

 

Mi ricordo un aneddoto che sarebbe comico se non fosse stato potenzialmente letale.

Una mia zia, timorosa del gas per uso domestico, aveva sempre usato piastre elettriche per cucinare per oltre 30 anni.

Poi un giorno si decisero a fare dei lavori di ristrutturazione alla casa.

Nel scoperchiare il tetto fu trovata inesplosa una bomba di mortaio...ma solo dopo che era stata calata nel tubo di discarica sul camion in attesa sotto!!!

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E' solo un'ipotesi un po romantica ma magari potrebbe essere la testa dell'SLC maiale utilizzato per forzare il porto di Genova nell'aprile 1945 ed affondare l'incompiuta portaerei Aquila. A quanto mi risulta era stata depositata sotto la carena dello scafo ma non esplose......

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Non e' chiaro se la bomba sia in acqua. E' nell'area di un cantiere...

Anni fa fu trovata una bomba proprio davanti al mio ufficio: stavano scavando per lavori su un tombino ed e' venuta fuori una "bombetta" da 70-80 cm.

Sono arrivati subito i CC artificieri che in un paio di ore hanno tolto l'innesco. Poi la bomba e' stata rimossa con la ruspa e portata via con un camion di sabbia messo a disposizione dall'impresa che stava facendo i lavori. Gli artificieri lo hanno scortato non so dove ma nel trambusto dell'operazione si dimenticarono due valigie di attrezzi che consegnammo successivamente ai colleghi della stazione limitrofa.

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Non c'è da stupirsi se saltano fuori ancora oggi simili ordigni.

Il bombardamento navale da parte inglese del 9 febbraio 1941, il secondo dopo quello del giugno '40, fu davvero terribile e devastante per il porto e la città stessa.

Solo qualche immagine e qualche dato per rendere l'idea:

 

cadutaproiettigenova194.jpg

Uploaded with ImageShack.us

 

 

Uploaded with ImageShack.us

 

Nell'immaginee, (fonte:Gabriele Faggioni - Il vallo ligure - p. 23, Ligurpress Genova) sono evidenziati i punti di caduta osservati dei proiettili lanciati dalla "forza H". Tuttavia, va detto che il grafico originale è stato pubblicato in: . G. Fioravanzo, La Guerra nel Mediterraneo – Le azioni navali: dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941, Roma, USMM, 1976 (1ª ed. 1959 - Vol. IV della serie "La Marina Italiana nella seconda guerra mondiale).

 

Fin dall’inizio delle ostilità il porto di Genova fu uno dei principali bersagli strategici dei bombardamenti aerei e navali degli alleati. Alla fine del conflitto la situazione del porto era la seguente:

  • Campi di mine all’esterno delle due imboccature e nel costruendo bacino di Sestr

  • Accessi al porto:intransitabili perché ostruiti da navi affondate;

  • Circa 320 navi e 600 galleggianti affondati all’interno del porto;
  • Diga foranea: breccia di 86 mt. All’altezza dell’idroscalo, 286 fornelli per mine posti ogni 20 mt;
  • Bacini di carenaggio: inutilizzabili per l’allagamento delle centrali di esaurimento, lesioni e squarci, barche-porta affondate. Inoltre i macchinari del bacio n°4 furono smontati e trasportati in città;
  • Ponti e calate: per il 56% gravemente danneggiati e in parte distrutti;
  • Edifici per il deposito delle merci quasi totalmente distrutti;
  • Mezzi meccanici: utilizzabili 19 gru su un totale di 250;
  • Altri impianti di carico e scarico: quasi tutti più o meno gravemente danneggiati;
  • Stazioni marittime: danni leggeri a quella di Ponte dei Mille, gravi a quella di Ponte Doria;
  • Stabilimenti di allestimento e riparazione navale: alcuni ridotti a macerie, tutti gravemente danneggiati;
  • Edifici ed impianti privati: tutti danneggiati, distrutti il Deposito Franco e i magazzini frigoriferi di Calata Gadda, gli impianti dei silos granari smontati e trasferiti fuori dal porto;
  • Rete ferroviaria: in gran parte sconvolta, tutti gli impianti di elettrificazione distrutti, tutte le linee di allacciamento all’entroterra interrotte, diverse gallerie in tutto o in parte crollate;

(Fonte: Autorità Portuale di Genova, D.Caboma, Il porto visto dai fotografi, Silvana, Genova 1995)

Modificato da Alagi

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Dopo tutti questi anni sono effettivamente così pericolosi (anche se è giusto prendere tutte le precauzioni come se si trattasse di un ordigno perfettamente "funzionante") o è altamente probabile che sia diventato un oggetto "innocuo" ?

 

 

dalle mie parti ogni tanto qualche pescatore le trova sul greto del fiume per via di un bombardamento della seconda guerra mondiale al ponte ferroviario che lo attraversa, l'ultimo ritrovamento è avvenuto nel 2010, si trattava di una bomba da 1000 libre e devo dire che ha fatto un bel BUM al momento del brillamento

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Impressionante e ... pericoloso!

Quanti "ricordi" scopriamo ancora, a distanza di tanti anni!

 

Anche qui le sorprese non mancano mai. Questa è una notizia dei giorni scorsi:

 

"I resti della Grande guerra rallentano i lavori sul ponte.

 

*** Il ponte di via Prima Armata, sul Leno, interessato da qualche settimana da importanti lavori di ristrutturazione e irrobustimento per diventare di Prima categoria, potrebbe nascondere altro acido picrico (usato come esplosivo). Lo sostengono gli esperti del Genio militare di Padova e di Trento che hanno incontrato ieri mattina i tecnici comunali che stanno seguendo la pratica. Nei prossimi giorni, i militari hanno in programma un nuovo sopralluogo sul ponte per fare un approfondimento e una verifica su tutta la struttura del ponte, nei quattro punti d’attacco. «E’ plausibile - spiegano i genieri attraverso il Commissariato di governo - che il ponte, in virtù della valenza strategica per la comunicazione, sia stato predisposto per una eventuale esplosione in occasione della Prima guerra mondiale. Per questo motivo è plausibile che il materiale esplosivo sia presente in tutta la struttura portante, dunque anche in corrispondenza degli altri quattro punti d’appoggio sulle sponde del Leno. Alla luce delle ipotesi descritte, è difficile quantificare il materiale da bonificare, costi a carico dell’amministrazione comunale. Il materiale ritrovato sarà bruciato, in una zona di sicurezza». Sarà coinvolta anche la squadra bonifica campi minati che dovrà redigere una perizia su tutta la struttura. Nonostante le “sorprese” però il cantiere dei lavori non si ferma. La zona “denudata” del ponte, quella verso via Dante, è ancora circoscritta dalla fettuccia biancorossa: gli operai hanno smesso di lavorare da lunedì scorso, da quando è stato trovato il “giacimento” di acido picrico, ora ricoperto dal panno assorbente. Gli operai invece stanno lavorando nella parte a est, *** sono necessari protocolli molto delicati, verifiche tecniche e una pluralità di soggetti che si devono coordinare. Anche noi siamo alla finestra, per avere certezze sulla ripresa di tutto il cantiere». Entro le prossime ore, comunque, sono attese le novità. Predisposta la perizia di spesa e il tipo di intervnto da eseguire, i genieri militari del comando di padova e Trento effettueranno verifica e bonifica di tutta la struttura del ponte. Ma quello che è sicuro che la data della sua riapertura al traffico scivolerà in avanti, oltre la metà di settembre."

(fonte: quotidiano Trentino del 7 agosto 2012)

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