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Allievaccio

Ammiragli

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Sondaggio provocatorio a sfondo storico: chi è, per voi, il più grande ammiraglio della STORIA? E perchè?

gradite spiegazioni dettagliate e fonti biblio/fotografiche! :happy:

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Interessante Topic! Però forse bisognerebbe far una distinzione dei periodi storici: è difficile fare paragoni fra persone vissute in epoche diverse...

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Guest giovannibandenere

Concordo; bel topic, ottima domanda.

Mi prendo un pò di tempo e mi prenoto per dire la mia.

Il migliore in assoluto, oppure in dati periodi storici?

Se non in entrambe i casi.

gbn

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dal 1861 ad oggi secondo me Da Zara

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in effetti la domanda e' estremamente generica..... miglior ammiraglio Italiano o in generale ? di un determinato periodo storico o di sempre ?

 

In ogni caso, raccogliendo lo spirito provocatorio di Allevaccio, indicherei il peggior ammiraglio britannico di tutti i tempi: Andrew Browne Cunningham.

 

E dico subito il perche' in generale: colla sua condotta eccessivamente prudente, ha lasciato che l' Impero Britannico morisse dissanguato durante i tre anni del Conflitto Mediterranneo. Una mia stima obiettiva è che un Tovey, Holland o Somerville avrebbero riaperto la jugulare tagliata (il Canale di Sicilia) entro il 1940 o 1941 usando la dovuta aggressività Nelsoniana, andando fino in fondo. Le sue maggiori azioni mostrano che clamorosamente si è accontentato del successo parziale, ancorche' notevole; e non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che, in maniera non dissimilare dagli Alti Comandi Italiani, non usciva in mare se non erano disponibili le Npa...

 

Nello specifico, nelle sue maggiori azioni (Punta Stilo, Taranto e Matapan) nella prima, sorprende che di fronte al dono della sorte, l' annullamento del principale vantaggio tattico Italiano (la maggiore velocità) ha visto nella cortina fumogena Italiana un occasione per disimpegnarsi, disimpegno questo, che se giustificato, anzi giustificatissimo, per Campioni, per contro era ingiustificato da parte britannica, in quanto la Malaya e persino la Royal Sovereign entravano in gioco, mentre nella seconda, si è messo sullo stesso piano di Nagumo un anno dopo, coll' aggravante che non ci stavano forze pericolose in posizione ignota, ed una nuova ondata all' alba o prima mattina avrebbe permesso di azzerare le Nb Italiane (non dico certo che avrebbe potuto come Farragut "mandare al diavolo le mine" e chiudere la partita anche colle grosse artiglierie, aggiungendo al successo materiale, un successo morale. Infine, a matapan, in realtà avrebbe giustificazioni solide (da un lato in effetti ci stavano apparentemente forze pericolose in posizione ignota (nell' immediato, Oriani e Gioberti, essendo i radar britannici andati (temporeaneamente) fuori uso per i tiri, e quindi non poteva constatare le reali intenzioni dei due CCTT superstiti e più oltre il quadrato intorno alla Veneto seriamente danneggiata) eppure decise di occuparsi del innocuo e non in condizioni di muoversi Pola e tornarsene ad Alessandria (è vero che inseguendo la Veneto si allontanava da Alessandria, ma per contro si avvicinava a Malta...)

 

io personalmente lo vedo proprio agli antipodi delle Tradizioni navali britanniche, e le conseguenze sono state fatali all' Impero britannico.

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Piacere di aver riscosso il vostro interesse! La domanda è VOLUTAMENTE generica :biggrin: .

 

Ognuno ha un nostro concetto di "migliore" ed è su questo che si basa la natura provocatoria della domanda: quale caratteristica rende un ammiraglio "il migliore", per voi? Coraggio? Genio tecnico o strategico?

 

Diciamo che i limiti temporali vanno dalle guerre puniche al 4 Luglio 2012 :cool:

 

In ogni caso, raccogliendo lo spirito provocatorio di Allevaccio, indicherei il peggior ammiraglio britannico di tutti i tempi: Andrew Browne Cunningham.

interessantissimo post il tuo, dottore! Indicaci anche il peggiore della storia in assoluto, in questo caso!

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Una mia stima obiettiva è che un Tovey, Holland o Somerville avrebbero riaperto la jugulare tagliata (il Canale di Sicilia) entro il 1940 o 1941

 

Non vedo come .

Anche distruggendo o quasi l' intera flotta di superficie italiana che potevano fare contro l' aviazione tedesca e italiana dislocate in Sicilia etc ?

Inoltre ci sarebbe stata sempre la minaccia degli U-boote , delle mine etc .

Gli alleati non a caso riaprirono il mediterraneo quando ebbero il controllo della sicilia e la totale superiorita' aerea in zona .

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@allevaccio: con calma :laugh:

 

@Tuco... forse perdi un po' di vista il quadro strategico... l' eliminazione del grosso e di una parte delle forze di crociera della RM avrebbero comportato l' immediata o quasi perdita del nordafrica, e tra Malta, Tripoli, forse Pantelleria, la copertura aerea dei convogli era assicurata, ed il grosso della Mediterrannean Fleet sarebbe libera per altri impegni, lasciando ad Incrociatori e siluranti la difesa di superficie dei convogli; e se ci si pensa bene, l' inevitabile spostamento del pensiero Navale Italiano decisamente a favore del naviglio di crociera, leggero ed insidioso ed alla guerriglia Navale sarebbe stato un successo strategico britannico estremamente duraturo, che ben varrebbe il prezzo di un certo attrito nei convogli per l' oriente, comunque sempre nettamente superiore allo zero o quasi che distrusse nel 1940-3 l' impero Britannico.

 

o, alternativamente, specie dopo una Taranto veramente copenaghenizzante, un armistizio, che a quel punto poteva essere facilmente concesso a condizioni più generose, sulla falsariga di quello francese del 1940, che avrebbe tolto totalmente la Germania dal Mediterranneo, forse lo STAVKA avrebbe avuto il problema serio di una grossa volpe da pelare, ma nel complesso avrebbe messo gli alleati in un ben più favorevole quadro strategico.

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Guest giovannibandenere

E come disse Napoleone Buonaparte:

"L'Ammiraglio ha bisogno di una sola scienza: la navigazione. Il Generale ha bisogno di tutte le scienze"

Non voglio dare tutte le ragioni al còrso, però se è difficile fare raffronti fra generali, lo è ancora di più fra Ammiragli e forse non è proprio possibile. Non vado oltre per non allungare troppo.

---

Pensa e ripensa credo che mi sia impossibile stabilire "IL" migliore o "IL" peggiore.

Ci sono troppe variabili in campo.

In primis il trovarsi "dalla parte giusta" o dalla "parte sbagliata", sinteticamente parlando.

A seguire una caterva di altre variabili.

Senza toccare la storia più recente, peraltro ricchissima di nomi sia a pro che a contro presso tutte le parti belligeranti;

e limitandomi ad un solo esempio simbolico applicabile a tutti, Nelson si è trovato dalla parte giusta, Villeneuve in quella sbagliata

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Per dirla con Guido Gerosa, l'Amm. Pierre de Villeneuve "aveva una sfortuna: di combattere per un imperatore che era un soldato, non un marinaio. ... Era però intelligente: sapeva che una nazione che aveva decapitato i suoi ufficiali di marina, non poteva competere in mare con un genio come Nelson".

La sua flotta era penosa e i suoi equipaggi ancora peggio; e così si guadagnò la fama di codardo, infame, ecc. ecc.

In quelle condizioni, anche io che sono (ero) Fante di Marina avrei vinto a Trafalgar.

---

Nelson un genio? però gli è scappato un intero corpo di spedizione che ha attraversato 3/4 di Mediterraneo, ha conquistato Malta ed è sbarcato ad Alessandria; eppoi gli è anche scappato un Napoleone che ha fatto il viaggio di ritorno disturbato solo dal mal di mare.

---

Di quell'epoca, mi piace l'Amm. Federico Carlo Gravina, al servizio della Corona Spagnola;

piacque anche a Napo e questo, con tutto il rispetto per Napoleone, detto da Napoleone depone a sfavore di Gravina.

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Okay, mi fermo qui; saluti gbn.

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Allievaccio: "quale caratteristica rende un ammiraglio "il migliore", per voi? Coraggio? Genio tecnico o strategico?"

Risposta: conformemente a tutto quanto sopra da me detto, il posteriore in primis;

e poi naturalmente tutto un buon contorno d'insieme.

gbn

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Credo Marco Vipsanio Agrippa. Non solo fu un ottimo generale, ma si rivelò anche un Ammiraglio eccellente. Sua fu la creazione ed organizzazione della Flotta di Miseno che divenne la potenza di Roma sul mare.Abilissimo stratega navale, venne insignito della Corona Navale per le sue doti. Allego piccolo stralcio.

 

Marco Vipsanio Agrippa, organizzatore della marina da guerra del nascente Impero Romano e fondatore della Praetoria Classis Misenensis, fu tra i pochi cpmandanti insigniti della corona navale, massimo riconoscimento che veniva attribuito a coloro che si distinguevano in imprese marittime.

Quella che fu posata sul capo di Marco Vipsanio Agrippa, come ampiamente riferito dagli storici antichi (Tito Livio, Velleio Patercolo, Dione Cassio), fu la terza corona navale. Lo avevano preceduto soltanto due condottieri marittimi: Caio Attilio Regolo e Marco Terenzio Varrone. Egli ne fu insignito da Ottaviano dopo la grande vittoria navale di Nauloco (3 settembre 36 a.C.) contro i pirati di Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno, che occupava la Sicilia e bloccava con la sua potente flotta (350 navi) i traffici marittimi, conducendo, altresì, delle incursioni sulle coste tirreniche della penisola. La totale sconfitta di Sesto Pompeo (perse tutte le sue navi tranne 17, che fuggirono), che per i suoi molti precedenti successi si diceva figlio di Nettuno, pose termine alle angosce di Roma, la cui sopravvivenza era strettamente legata alla libertà dei mari. Il conferimento della corona navale ad Agrippa - il più grande degli ammiragli romani, che cinque anni dopo vinse anche l'ultima, importantissima, battaglia navale della repubblica (Azio, 2 settembre 31 a.C.) - incrementò ulteriormente la valenza di quell'onorificenza, che Seneca, filosofo romano del I secolo d.C., definì "la più alta delle onorificenze militari".

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Cari Tuco e Piergiorgio, stiamo facendo la storia con i sè! :laugh:

 

Ma comunque voglio dire la mia: eliminare il grosso di una flotta non è cosa che possa farsi con il solo ardimento.

 

E comunque, se anche ti riesce, una manciata di unità di superficie bastano a pattugliare quella strettoia nota come Canale di Sicilia (acque, mio caro Tuco, davvero poco favorevoli ai Smg, se pensi che 13-14 miglia a NE di Malta il fondo è ancora <80 m).

Di lì a far intervenire la forza aerea poco ci vuole (se non hai la trafila burocratica Regia Nave-Supermarina-Superaereo-Comando aereo davanti, certo!).

 

Comunque, tornando IN-TOPIC, considerazioni strategiche a posteriori come questa ci bastano per scartare ABC dal gruppo "dei migliori", dunque... andiamo avanti con i nomi!

 

 

Nelson un genio? però gli è scappato un intero corpo di spedizione che ha attraversato 3/4 di Mediterraneo, ha conquistato Malta ed è sbarcato ad Alessandria; eppoi gli è anche scappato un Napoleone che ha fatto il viaggio di ritorno disturbato solo dal mal di mare

 

caro GBN (come l'incrociatore o come il condottiero? o entrambi? :smile: ) diciamo che Nelson (il mio preferito, ma non il migliore!)ebbe abbastanza "scalogna" durante quell'operazione a causa del tempo inclemente che gli causò la perdita dell'alberatura. A proposito ti consiglio di leggere i primi capitoli di "The Cross and the Ensign: a Naval History of Malta"

 

"L'Ammiraglio ha bisogno di una sola scienza: la navigazione. Il Generale ha bisogno di tutte le scienze"

Napoleone ha perso l'ennesima occasione per occuparsi d'altro, maledetto cul terreux!

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Ottimo che pugio si sia ricordato dei nostri antenati dell'epoca del remo! :smiley19: bisognerebbe parlarne di più, anche nelle scuole!

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@ GBN ed indirettamente Allievaccio: quello che mi soprende di questa citazione di Napoleone è che viene da uno che rimase fino all' ultimo un Artiglierie, e colla A maiuscola; va bene che ai suoi tempi non esistevano DT nè servizi AN specialistici, e che fu il primo ad organizzare in maniera sistematica il tiro d' artiglieria coordinato e diretto (e nonostante questo, si vide sotto il naso la scintilla che è alla base dell' innesco elettrico e incredibilmente non ne afferro' le potenzialità (tiro simultaneo in primis) (nota a margine, la sua bassa considerazione della marineria si formò ad Aboukir, il che darebbe peso ad uno dei miei se.....) mentre Nelson per me è il migliore in ambito RN per la sua unica abilità nel formare una coesione tra Comandi; al noto segnale io aggiungerei "and known how to do" (their duty) grazie alla sua eccellente capacita' di gestione quadrato e sala consigli; Trafalgar fu il suo capolavoro anche perche' pur ferito a morte, la Flotta britannica non divenne acefala, anzi vinse perchè non ci stava necessità di segnalazioni nè di coordinamento (quest'ultimo comunque impossibile nel contesto di una mischia generale tra vascelli; tattica "eretica" questa, caricare a testa bassa in due colonne accettando non un taglio del T, ma un "taglio del PI Greco" seguito da (incontrollabile) mischia generale resa possibile dal fatto che ogni comandante capiva bene le intenzioni delle Navi intorno ed appoggiare di conseguenza. Il tutto esposto e dibattito con franchezza in consigli di guerra dal tono abbastanza conviviale.

 

@Pugio, su Marco Vipsanio Agrippa non posso che concordare pienamente. Non mi risultano altri Ammiragli che abbiano lasciato segni imperituri di loro, a cominciare dall' unificazione del bacino Mediterranneo, aspirazione rimasta sempre viva (il tentativo più recente è stato quello di sarkozy nel 2008, oltre 2000 anni dopo Azio....) passando Tempio in uso continuo da quasi due millenni, (non vorrei sbagliarmi, ma mi risulta che è l' unica chiesa cristiana che porta nel prospetto a (definitivamente) chiare lettere che è stata eretta da un Pagano...) ed un molto più pratico ed utilitario sistema di dissetazione gratuita di Romani e forestieri accaldati (Acqua Marcia, che non deriva da marcio ma da Marco....) e ultimo e definitivamente più importante, non pochi contribuiti definitivi nel processo di riformazione di una Repubblica logora, divisa in partigianerie politiche e screditata nelle sue istituizioni in uno Stato solido che nelle sue evoluzioni, trasformazioni e rifondazioni è durato qualcosa come 18 secoli, plasmando e guidando la Civiltà Occidentale (qui la prima parte non suona alquanto familiare ?)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Nelson per me è il migliore in ambito RN per la sua unica abilità nel formare una coesione tra Comandi

 

proprio di questa sua capacità parla Valzania in "Jutland" quando commenta la condotta tenuta da Jellicoe e Beatty (altri "peggiori") nel coordinamento dei due tronconi della Grand Fleet allo Skagerrak. Nelson è stato sicuramente un ammiraglio ardito e rivoluzionario, "moderno" nel vero senso della parola, con cui tutti gli ufficiali RN devono confrontarsi. Non tutte le marine purtroppo hanno tali pietre miliari!

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Guest giovannibandenere

"Tra pochi minuti sarò morto. Non buttatemi a mare." Nelson

---

Come sempre succede, i discorsi belli per fortuna si allargano.

Napo era provetto artigliere (ma non solo quello) e si fece la sua prima pessima immagine della Marina inglese a Tolone quando a cannonate cacciò le navi inglesi dell'Amm Hood.

Fondamentalmente era un terragnolo.

(Ne approfitto per dire che anche io ero artigliere, anzi "cannoniere" di Marina)

 

Come sta trapelando, il merito di Nelson (non parlerei mai di "genio" in nessun caso) è stato quello di avere creato una flotta e averla resa la prima del mondo; è stato quello di avere bloccato la Francia per tanti lunghi anni a costo di grandi sacrifici propri e altrui; è stato quello di morire e mantenere in vita la sua creatura.

Tutte cose che non risultano a prima vista; a prima vista non si vedono; non sono "ad effetto".

A prima vista risulta solo Trafalgar, ma quella come già da me detto con un pò di enfasi, "l'avrei vinta anch'io" a quelle condizioni.

Grande si, ma non per Trafalgar.

---

Ritornando al "colpo di fortuna" il fato ha voluto che NON acciuffasse Napo diretto in Egitto o di ritorno dall'Egitto; il fato ha voluto un'altra storia e anche questo conta.

E' il famoso posteriore di cui sopra.

Saluti gbn.

Edited by giovannibandenere

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Il Nelson d'Oriente: così veniva soprannominato l'Ammiraglio, anzi, Kaigun Taisho, Heiachiro Togo vincitore della Battaglia del Mar Giallo per la conquista di Port Arthur il 10 agosto 1904 e successivamente l'annientamento della flotta dell'Ammiraglio Rozhestvenskij nel maggio-giugno 1905. Proprio in quest'ultima battaglia utilizzò la dottrina degli Ammiragli Rodney e Nelson ovvero quella di distruggere completamente la flotta del nemico. Data la enorme mole di notizie relative a questo grandissimo Ammiraglio, sarà inutile che mi dilunghi. Ma personalmente lo ritengo uno dei più grandi Ammiragli della Storia.

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Il Nelson d'Oriente: così veniva soprannominato l'Ammiraglio, anzi, Kaigun Taisho, Heiachiro Togo vincitore della Battaglia del Mar Giallo per la conquista di Port Arthur il 10 agosto 1904 e successivamente l'annientamento della flotta dell'Ammiraglio Rozhestvenskij nel maggio-giugno 1905. Proprio in quest'ultima battaglia utilizzò la dottrina degli Ammiragli Rodney e Nelson ovvero quella di distruggere completamente la flotta del nemico. Data la enorme mole di notizie relative a questo grandissimo Ammiraglio, sarà inutile che mi dilunghi. Ma personalmente lo ritengo uno dei più grandi Ammiragli della Storia.

 

Voglio però aggiungere questa sua biografia

 

 

Heihaciro Togo was born on January 27, 1848 in Kajima-Machi, a Japanese village on the island of Kyushu in Satsuma Province (later Kogoshima Prefecture). Although located in one of the outlying provinces, the area contained fertile agricultural land. Togo was the fourth son of a highly esteemed nobleman, a samurai. His father served the lord of his province, Shimazu Nariakira, as a comptroller of the revenue, master of the wardrobe, and district governor. His mother, Masuko, was a noblewoman who belonged to the same clan as her husband.

At birth, Togo's parents gave him the name Nakagoro Togo. In a religious and patriotic celebration held upon attaining the age of 13, samurai tradition called for young men to change their lifestyles. A sign of the change was the adoption of a new name. Nakagoro Togo chose the name Heihachiro, which means "peaceful son," as the name by which he would be known ever after.

Togo was educated early in life, as was the custom with any son of a samurai. He was trained as a warrior, which he was expected to be. Except for minor skirmishes and policing actions, however, it was believed that his skills as a samurai would be used more effectively as an administrator and leader. This was because Japan, at the time of Togo's birth, remained effectively cut off from the rest of the world, and did not consider itself as having a political or military role beyond its borders. Its sole contact with the rest of the world was through a monopolistic trade agreement with the Dutch that provided Dutch traders limited port facilities at Nagasaki.

That changed abruptly in 1853, when a four-ship American fleet under the command of Commodore Matthew C. Perry sailed into Yedo Bay to present the request of President Millard Fillmore that Japan open its borders to U.S. friendship, trade, and shipping. The delegation from the United States arranged the Treaty of Kanagawa on March 31, 1854, which effectively opened two ports to foreign trade and provisioning. Soon, Britain and Germany sought similar arrangements. Japanese leaders were faced with opening their feudal society. In response to the growing threat of foreign incursion into their closed lands, Japanese noblemen began to mobilize their samurai vassals and to consider modernizing their military.

The Satsuma Navy

Shimazu Nariakira, the lord of Satsuma Province, quickly grew interested in building ships. He was authorized in the early 1850s as the first Japanese lord to build vessels larger than the small coastal trading and fishing boats then commonly used in Japan. He built a small fleet known by the mid-1860s as the Satsuma Navy. For his idea to build larger and armed seagoing vessels, Nariakira was immortalized as the father of the modern Japanese navy.

Because of his father's official role within Satsuma Province, Togo joined the Satsuma Navy in 1866, when he was 17 years old. In 1871, he was chosen as one of a dozen Japanese naval cadets to be given nautical training in England. The Japanese cadets were denied training at the Royal Naval College and Togo was sent to the Thames Nautical Training College in London instead. He spent two years as a midshipman on a training vessel, the H.M.S. Worcester, then was assigned to the H.M.S. Hampshire, which circumnavigated the globe.

Before his training ended, the Japanese government ordered three warships from British yards, and Togo was assigned as an inspector during their construction. He returned to Japan in 1878, as a sub-lieutenant of the Japanese imperial navy, aboard one of the new ships, the Fuso. Within 18 months of his return, Togo had become a lieutenant commander. As a result of his training in England, he was assigned to serve as a training monitor for cadets at the newly established Tokyo Naval School and Naval College at Tsukiji.

Togo was put on extended sea duty from 1878 through 1894, remaining at the upper ranks of the imperial navy. During this time, he saw limited action in skirmishes with Korean and Chinese factions. Togo was provided command of his first ship, the Daini Teihu in mid-1883. He was assigned to work with British, American, and German fleets, and as an observer with French fleets, in China. Togo was nearly relieved of duty in the late 1880s because of severe attacks of rheumatism that left him paralyzed for several months. Togo reportedly studied international law and diplomacy at that time, and was later assigned command of a British-built warship, the Naniwa.

Bold Maneuvers and Fame

Togo and the Naniwa became famous together. The ship displaced 3,800 tons, made 18 knots, and was armed with two ten-inch guns, six six-inch guns, and six torpedo tubes. On August 25, 1894, as tensions grew between Japan and China, Togo ordered the sinking in the Yellow Sea of the S.S. Kowshing (variously spelled Kaosheng ), a British-flagged transport vessel that was transporting Chinese troops to Korea. The sinking caused a significant international incident between the Japanese and British governments but Togo was not reprimanded, and the court of international opinion narrowly sided with him. War between Japan and China was officially declared a week after the sinking.

During the brief war, Togo's Naniwa was one of four ships dispatched as the "Flying Squadron" under Admiral Kozo Tsuboi, which helped to route the Chinese fleet under Admiral Ting Ju-Ch'ang at the battle of the Yalu River (also known as the Battle of the Yellow Sea) September 17, 1894. The battle gave the Japanese navy mastery over the Yellow Sea, leaving the Russian Pacific fleet as its only real rival in the western Pacific.

Military historians cite Japan's year-long war with China as a significant milestone in the development of Japan's modern military prowess. The naval and military tactics Japan's navy and army used surprised strategists from other countries. Japan's success in the war, leading to China's suing for peace on April 1, 1895, shocked governments around the world. No one had expected Japan, which was considered small and backward compared to China, to win the war. The Treaty of Shimonoseki provided independence to Korea while ceding to Japan the Liaotung Peninsula, a part of Manchuria, and the protection over the Chinese port city of Wei-Hai-Wei. These terms disturbed Britain, France, and Russia so severely that Japan backed down from the agreement. Russia took steps to reinforce China's position against Japan after the war, leading to the Russo-Japanese War several years later.

Shore Duty and Scholarship

In the interim, Togo was named head of the Advanced Naval College in May 1896. He reformed the school's curriculum and had a Russian treatise on naval strategy, written by Admiral Stepan Ossipovich Makarov, translated into Japanese. He was promoted to vice admiral during this period.

Three years later, in 1899, Togo was appointed commanding officer of the naval base at Sasebo, which was the heart of the navy's command center for its Yellow Sea fleet. With the rising of the Boxer Rebellion in China, Togo was promoted to admiral of the fleet, and recalled to active sea duty on May 20, 1900. During the Boxer Rebellion, Togo was posted to patrol China's coasts and, in doing so, had the opportunity to observe the American, British, French, German and Russian fleets that were performing similar duties.

He was relieved of his command as the Boxer Rebellion withered in 1902, and was raised to the Order of Merit, and presented with the Grand Cordon of the Rising Sun in recognition of his service to the emperor. Togo then was posted to supervise construction and become the first commanding officer of the Japanese naval base at Maizuru, directly across the Sea of Japan from Vladivostok.

Preparations for War

In October 1903, Togo was recalled from Maizuru and given command of the navy, which at that time was the largest force Japan had ever had. 213 million yen had been spent to build four new battleships and eight battle cruisers. Togo put his flag on the Mikasa, a British-built battleship that was one of the most advanced of its day. It displaced 15,300 tons, had a speed of 19 knots, and carried four 12-inch guns and fourteen 6-inch guns. Togo commanded four, new Mikasa-class battleships among the more than 100 warships in the combined fleet that he commanded. The fleet assembled at the naval base at Sasebo.

As political tensions grew between Japan and Russia, the Russian Pacific fleet was divided between stations at Vladivostok and Port Arthur, and comprised seven battleships and nine cruisers, along with ancillary destroyers and torpedo boats. The Pacific fleet was promised support from the Russian Baltic fleet, for which new ships were being built at the start of hostilities. Japanese military leaders drafted plans for the opening of hostilities long before diplomatic relations were severed. In what military historians see as the direct model on which the Japanese attack on Pearl Harbor was based, Japanese strategy in its war with Russia called for an immediate, nighttime attack on the Russian fleet stationed at Port Arthur to cripple or destroy that portion of the Russian fleet. Togo was to be the sword with which Japan's emperor slashed Russia's Pacific fleet.

The Japanese combined fleet sailed out of Sasebo the morning of February 6, 1904, heading west. Diplomatic relations with Russia were formally broken off that afternoon. On the night of February 8, 1904, Japanese torpedo boats and destroyers, under cover of the main body of the fleet, entered the harbor at Port Arthur, where the Russian squadron was anchored. The Japanese damaged the Russian cruiser Pallada, and the battleships Czarevich and Retvisan, but Togo's caution in not attacking Port Arthur at full force ultimately allowed most of the Russian ships to escape. By May, they had broken out and sailed for Vladivostok under the command of Admiral Makarov. Togo patrolled the Sea of Japan, finally sinking the Czarevich in the Battle of the Yellow Sea on August 10, 1904. The remnants of the Russian Pacific fleet were scattered in the Battle of Ulsan, on August 14th.

As Togo patrolled, the Russian Second Pacific Squadron, consisting of four identical, 13,500-ton battleships, two older battleships, seven cruisers, transport ships, ocean-going tugboats, and miscellaneous other ships, assembled in the Baltic seaport of Kronstadt under the command of Vice Admiral Zinovy Petrovich Rozhdestevensky. Because of poor shipbuilding, poorer training for the crews, and numerous stops along the way for provisioning, the Russian Second Pacific Squadron took seven months to sail to the Sea of Japan.

Tsushima!

On its way to Vladivostok at the end of May 1905, the Russian Second Pacific Squadron was met by Togo and the combined Japanese feet at the Straits of Tsushima. The 50-mile wide ocean between Japan and Korea is divided into two 25-mile wide channels by the island of Tsushima at the straits. Togo awaited Rozhdestevensky at the Korean port of Pusan while his torpedo boats patrolled the straits. Rozhdestevensky arrived at daybreak, May 27. Togo had four battleships, eight armored cruisers, four 20-knot cruisers, three light cruiser divisions, and five destroyer flotillas in his fleet. Rozhdestevensky's main battle force consisted of eight battleships and 25 other warships.

At the end of the fighting, the Japanese had sunk six of eight Russian battleships, captured the remaining two; and sank, captured or drove into port 25 other Russian ships, while the Japanese had lost only three torpedo boats. Rozhdestevensky was taken prisoner, and Togo later visited him in the hospital. The Russo-Japanese War ended September 5, 1905, with a treaty signed in Portsmouth, New Hampshire. The peace treaty signing was presided over by American President Theodore Roosevelt. Togo was given numerous medals by the Japanese government and internationally, and was appointed chief of the Imperial General Staff on December 20, 1905. He held that post until December 1909.

Statesmanship

Togo represented the Japanese government at the coronation of King George V of England in 1911. On his return to Japan he was made a count, and was appointed president of the Office for the Crown Prince's Studies. As such, he organized and prescribed the course of study, oversaw a team of 17 instructors, and became a traveling companion and surrogate uncle to the future emperor, Hirohito.

Togo retired from official duties and public life when Hirohito ascended to the Chrysanthemum Throne in 1926. He watched as Japanese society under the direction of his protege grew increasingly militaristic. On the 30th anniversary of the Battle of Tsushima, May 28, 1934, the emperor conferred on Togo the honorific title of marquis. A day later, Togo fell into a coma. He died in Tokyo on May 30, 1934. His wife, Tetsuko, to whom he was married for 53 years, died seven months later. Togo was survived by two sons, a daughter, and four grandchildren.

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Non sono esperta, e quindi seguo con interesse.

Se dovessi dare un voto? Tra le mie poche conoscenze scelgo Gaio Plinio Secondo ovvero Plinio il Vecchio.

Perchè è stato lui che ha inventato un nuovo modo di utilizzare la disciplina e i mezzi avanzati caratteristici di una Marina Militare. Anche se non ha avuto il posteriore adatto.

 

http://www.betasom.i...showtopic=36436

Edited by malaparte

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I migliori ammiragli vanno cercati fra i corsari tipo Drake, Andrea Doria, Jean Bart, Surcouf ecc...

 

Oltre alle caratteristiche di chiaroveggenza strategica, intuito tattico, abilità marinaresche e determinazione che sono il requisito base per ogni ammiraglio, dovevano possedere uno spiccato senso imprenditoriale ed un'abilità organizzativa non comune. Per questo li reputo più "completi" rispetto agli ammiragli delle Marine regolari.

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I migliori ammiragli vanno cercati fra i corsari tipo Drake, Andrea Doria, Jean Bart, Surcouf ecc...

 

Oltre alle caratteristiche di chiaroveggenza strategica, intuito tattico, abilità marinaresche e determinazione che sono il requisito base per ogni ammiraglio, dovevano possedere uno spiccato senso imprenditoriale ed un'abilità organizzativa non comune. Per questo li reputo più "completi" rispetto agli ammiragli delle Marine regolari.

Un punto di vista notevole e interessante! Grazie Secondo! Da lavoratore Marina Mercantile non posso non condividere.

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La differenza tra un Pirata ed un Corsaro, consiste nel fatto che quest' ultimo è autorizzato ad assalire e depredare i nemici di uno Stato , e quindi i Corsari dovevano essere considerati dei combattenti regolari.

La qualità di Corsaro veniva comprovata da uno speciale documento detto " Lettera di Marca " , rilasciato dal Sovrano per conto del quale il Corsaro agiva.

In cambio di tale autorizzazione, lo Stato incamerava una percentuale notevole sull'intero bottino.

In genere i Corsari erano autorizzati a colpire solo le navi ed i beni di stati nemici , e quindi in teoria i Corsari erano tenuti a rispettare i navigli di stati alleati o neutrali , ma tale distinzione non sempre era tenuta in gran conto.

In caso di cattura , il Pirata veniva impiccato mentre il Corsaro veniva imprigionato come prigioniero di guerra.

Uno dei Corsari più noti fu Francis Drake , al quale la Regina Elisabetta rilasciò una " Patente di Corsa " , dalla quale appunto si dimostrava che quel capitano agiva per conto di uno Stato , rendendo, in un certo modo , legale la sua azione.

Dal nome di tale documento i marinai che partecipavano a queste imprese erano detti Corsari.

Dalla metà del XVI secolo a tutto il XVII , molte navi corsare inglesi solcarono il Mare delle Antille per depredare i galeoni spagnoli o , addirittura , le citta' costiere.

Sotto il regno di Elisabetta la guerra di corsa venne in ogni modo incoraggiata ; la regina protesse e sovvenzionò non solo le imprese di Drake , ma anche quelle di altri famosissimi corsari : John Hawkins (cugino di Drake) , Martin Frobisher e George Clifford .

Con i Corsari ebbero inizio la potenza marinara inglese e un notevole incremento delle ricchezze del paese.

Al colonialismo spagnolo veniva contrapposta la tattica vincente dell'imperialismo , dai massacri delle popolazioni indigene si passò alla rapina legalizzata.

 

Levando l'aureola di romanticismo ed avventura, i Corsari erano un pò come mercenari. Sicuramente ottimi imprenditori e marinai, ma anche allettati da bottini e guadagni notevoli. Credo che non solo la Corona d'Inghilterra, ma anche la Compagnia delle Indie Olandesi arruolava tra le loro fila questi avventurieri. E non dimentichiamo che molti di loro erano anche Negrieri, fiutando un'enorme valore nel trasporto degli schiavi. E non erano nemmeno molto teneri con i membri del loro equipaggio. Sicuramente notevoli marinai. ma dal punto di vista Umano, un pò meno, credo. :smile:

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il migliore è una parola davvero troppo grossa. però possiamo parlare del mio preferito ovvero Karl Doenitz. ha saputo reinventare e impiegare al meglio la componente subacquea.

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Levando l'aureola di romanticismo ed avventura, i Corsari erano un pò come mercenari. Sicuramente ottimi imprenditori e marinai, ma anche allettati da bottini e guadagni notevoli. Credo che non solo la Corona d'Inghilterra, ma anche la Compagnia delle Indie Olandesi arruolava tra le loro fila questi avventurieri. E non dimentichiamo che molti di loro erano anche Negrieri, fiutando un'enorme valore nel trasporto degli schiavi. E non erano nemmeno molto teneri con i membri del loro equipaggio. Sicuramente notevoli marinai. ma dal punto di vista Umano, un pò meno, credo. :smile:

 

Per quanto riguarda la sete di guadagni, nessuno ha mai fatto la guerra gratis ed anche fra i civilissimi ammiragli delle varie flotte delle loro maestà di quei secoli era consuetudine spartirsi il bottino di guerra. Quanto all'aspetto umano, l'umanità è l'ultimo dei valori richiesti al buon comandante, perlomeno da chi lo mette al suo posto. L'eccellente Nelson, se non sbaglio, ha fatto impiccare il suo parigrado Caracciolo senza perderci il sonno.

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l'umanità è l'ultimo dei valori richiesti al buon comandante

l'umanità verso il nemico, forse. Un comandante umano e cortese è quanto di meglio esista per un equipaggio!

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Il mio preferito? Von Spee...

rispettando i tuoi...gusti, devo dissentire, STV! la sua condotta portò all'episodio di Coronel. Per quanto abbia "saputo morire" egregiamente, non dobbiamo scordare che fu lui a generare quell'episodio fatale :smile:

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rispettando i tuoi...gusti, devo dissentire, STV! la sua condotta portò all'episodio di Coronel. Per quanto abbia "saputo morire" egregiamente, non dobbiamo scordare che fu lui a generare quell'episodio fatale :smile:

 

A Coronel però Von Spee ha vinto; è alle Falkland che le ha prese :smiley20:

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Dipende da ciò che si intende per Grande. Ad esempio, Piri Reis fu un Ammiraglio del 15 secolo e a cui si deve il primo Portolano del Mediterraneo. Consiglio vivamente di leggere la sua biografia. :rolleyes:

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rispettando i tuoi...gusti, devo dissentire, STV! la sua condotta portò all'episodio di Coronel. Per quanto abbia "saputo morire" egregiamente, non dobbiamo scordare che fu lui a generare quell'episodio fatale :smile:

 

La marina tedesca, nella prima gm, seppe tenere testa all'allora flotta più potente in circolazione. Von Spee, nella mia fantasia, rappresenta un grande ammiraglio, nonostante le falkland....

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