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chimera

Cimeli Per Caso

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Qualche tempo fa, alla ricerca di testi sulla storia della direzione tiro nella Regia Marina, ho notato, in vendita presso una nota casa d'aste on-line, quello che sembrava essere un interessantissimo manuale in due volumi degli anni '30: il "Manuale del Tiro Navale" del C.F. Bertagna.

Vinta l'asta non restava che aspettare l'arrivo, per posta, dei due preziosi volumi.

Una settimana di trepidante attesa e, finalmente, il corriere bussa alla porta di casa.

Straccio letteralmente tre strati di carta da imballaggio in preda ad una curiosità irrefrenabile e, alla fine appare il manuale.

Parecchio ingiallito, un po rovinato sul dorso, con la rilagatura al limite del collasso, ma, tutto sommato, in buone condizioni vista la sua veneranda età.

Si tratta del testo su cui studiavano, negli anni trenta, i Sottotenenti di Vascello frequentatori del "Corso Superiore" al termine del primo periodo d'imbarco dopo l'Accademia.

Sfoglio la copertina e, vergato in rosso con il tiger "d'ordinanza" in Accademia, compare davanti ai miei occhi il vistoso autografo di colui che fu il proprietario del manuale:

 

tosoni.jpg

 

Franco Tosoni Pittoni.

Il nome lo avevo già sentito da qualche parte, ma non mi ricordavo di quale nave potesse essere stato il Direttore del Tiro.

Strano. Avrei detto si fosse trattato di un sommergibilista...........

Un momento!

Che stupido! Durante la guerra i sommergibili avevavno i cannoni!

Non sarebbe stato poi strano che un sommergibilista avesse dovuto studiare artiglieria e tiro al "Corso Superiore".

Ma si, potrebbe essere...

La curiosità aumenta e non posso far altro che far ricorso ad internet (eh, si, lo devo ammettere, la mia biblioteca in quanto a libri sui sommergibili fa pena!).

Digito il nome, premo invio e........ sobbalzo letteralmente dalla sedia!

Franco Tosoni Pittoni fu il comandante del sommergibile Alpino Bagnolini quando, ad inizio guerra, affondò l'incrociatore britannico Calypso.

Morì, al comando del sommergibile Bianchi, con tutto il suo valoroso equipaggio vicino a Bordeaux all'inizio di una missione di guerra in Atlantico.

Un eroe di guerra, ma soprattutto un valoroso Comandante che ha sacrificato la vita alla Patria!

Eccomi qui, dunque, a omaggiarne le gesta in accordo allo spirito della base.

 

tosoni1.jpg

(foto E. Bagnasco e A. Rastelli via www.regiamarina.net)

 

Ecco, tratte dal sito ineternet della Marina Militare, le principali azioni di guerra che il C.te Tosoni compì prima al comando del sommergibile Alpino Bagnolini, quindi al comando del Michele Bianchi:

 

[il smg Bagnolini] Entrò in azione, nel secondo conflitto mondiale, al comando del capitano di corvetta Franco Tosoni Pittoni, già dal primo giorno di guerra, portandosi in agguato offensivo a circa 50 miglia a sudest di Gaudo dove, alle ore 00.50 del 12 giugno, avvistò due incrociatori britannici tipo "Caledon", naviganti in linea di fila, preceduti da alcuni cacciatorpediniere. Attaccò il primo incrociatore della fila ed alle ore 00.58 lanciò un primo siluro: l'arma colpì l'unità che risultò poi essere l'incrociatore Calipso, di 4.180 t, tra il fumaiolo e la plancia, provocandone l'affondamento. Il Bagnolini si disimpegnò in immersione. Dopo un'altra missione in Mediterraneo, l'unità fu destinata alla base atlantica di Betasom; il 9 settembre salpò da Trapani e, forzato lo Stretto di Gibilterra in immersione, si portò al largo di Oporto, dove rimase 12 giorni in agguato e affondò col siluro, il giorno 18, il piroscafo britannico Cabo Tartosa da 3.302 tsl.

Durante questo periodo avvistò otto piroscafi neutrali e fu attaccato di giorno ed in superficie, da un aereo tipo "Sunderland" a bassa quota che, probabilmente colpito dal fuoco delle mitragliere di bordo, fu costretto ad allontanarsi.

Il 30 settembre giunse a Bordeaux. Nell'ottobre diede inizio alla sua prima missione interamente atlantica interrotta il giorno 28 per gravi avarie ai motori elettrici di propulsione che lo costrinsero a rientrare alla base, dove giunse il 15 novembre.

L'8 dicembre salpò da Bordeaux e si portò ad operare nelle acque a ponente dell'Irlanda dove il 19 affondò col siluro il piroscafo britannico Amicus di 3.660 t.

Il 1° gennaio 1941 si disimpegnò da un aereo con rapida immersione, ma fu oggetto di caccia da parte di una unità di superficie, richiamata in zona dall'aereo, e subì gravi danni alla batteria degli accumulatori, a macchinari e impianti, con infiltrazioni di acqua; costretto ad emergere e ad ingaggiare un duello d'artiglieria con l'unità antisom, che risultò essere il trawler OG 68, non subì ulteriori danni. L'azione si concluse con il probabile danneggiamento della nave pattugliaNorthern Pride da 1.500 tsl.

 

[il smg Bianchi] Nell'aprile, al comando del capitano di corvetta Franco Tosoni Pittoni, effettuò un'altra missione, conclusasi con l'avvistamento di un convoglio che fu poi attaccato da altre unità, in quanto il battello fu sottoposto a serrata caccia con il lancio di 80 bombe di profondità, le cui esplosioni causarono solo lievi avarie a bordo. Rientrò alla base il 30 maggio 1941.

Il 4 luglio riprese il mare per una nuova missione contro il traffico nemico al largo di Gibilterra e delle Canarie. Non diede più sue notizie. Da fonte britannica risulta che l'unità fu affondata il 5 luglio 1941 dal sommergibile Tigris, sulla rotta di uscita da Bordeaux.

 

Per chi volesse approfondire storia e caratteristiche tecniche dei due smg ecco i link ai dettagliatissimi post realizzati dal nostro

Dir:

 

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=31946

http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=31940

 

Spero che qualche C.te della Base, molto più fornito di me in quanto a testi di storia e cultura, possa aggiungere ulteriori note biografiche sul C.te Tosoni Pittoni per rendere più completo questo ricordo a lui dedicato.

C.

PER NON DIMENTICARE!

Edited by chimera

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:s10: Eheh...Se i libri, così carichi di parole, potessero parlare! :s10: Penso che sia felice di trovarsi di nuovo nella biblioteca di un Uff.le di Marina! :s20: Bel colpo! COMPLIMENTI!

Edited by Alfabravo 59

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Certamente un "bel colpo".... ma dovuto solo ed esclusivamente al caso!

Il manuale è molto interessante anche se, per ovvie ragioni, non è certo una lettura che per scorrevolezza possa competere con un romanzo di Camilleri.

Formule di matematica e trigonometria dall'inizio alla fine (non potrebbe essere altrimenti).... da malditesta!

Però, come dicevo, è interessante perchè nel volume sulla direzione tiro (quello dell'immagine postata) vi è spiegata sia la teoria che il funzionamento delle centrali di tiro in servizio durante la guerra (Centrali tipo "Salvagnini" e tipo "Regia Marina"). Interessante anche la sezione in cui si descrivono i vari metodi di tiro contraereo allora in uso. Alquanto primordiali se confrontati con le centrali in servizio già nel dopo guerra, finalmente dotate di radar del tiro.

Un O/T per chiudere il cerchio con lo strano binomio sommergibilisti-direzione tiro:

Nell'interessantissimo saggio dell'Ammiraglio Santarini Evoluzione dei sistemi per la direzione tiro navale fino agli anni venti - genesi delle centrali del tiro tipo "Regia Marina", apparso sul bollettino dell'USMM di settembre '92, l'autore sottolinea come un importante impulso allo studio di una "moderna" centrale di tiro fu dato negli anni venti dall'allora C.F. De Feo, valente sommergibilista. Il C.te De Feo studiò e realizzo (all'inizio a sue spese!) uno strumento atto a misurare la velocità di variazione del rilevamento del nemico, strumento che fu poi perfezionato e prodotto dalle Officine Galileo con il nome di "Gimetro".

In seguito altri blasonati Dt quali gli ammiragli Iachino e Bergamini si dedicarono alla messa a punto di tali centrali ma lo stesso Iachino ebbe a riconoscere il merito dell'intuizione del De Feo riguardo all'importanza della misura della variazione del rilevamento del bersaglio nella soluzione (di allora) del problema del tiro:

"Spetta al Comandante De Feo il merito di aver richiamato l'attenzione sull'importanza che ha, per la soluzione dei problemi di lancio, ed in genere di tattica navale, la misura della variazione del rilevamento..."

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L'abbinata sommergibilisti / direzione del tiro almeno fino all'ultima guerra non era così inusuale. Infatti sino ad allora non esisteva una vera e propria specializzazione per i sommergibilisti, e per altro verso spessissimo negli anni '20-'40 la destinazione a bordo di un'unità subacqua (o addirittura il comando di essa) poteva far parte del normale iter di un ufficiale.

La specializzazione DT veniva conseguita anche da ufficiali che, sporadicamente o meno, imbarcavano sui battelli, e non solo per la presenza del cannone di bordo.

Un esempio lampante: il CC Coelli, direttore del tiro del Pola e più alto in grado dei Caduti di quella nave, era sommergibilista.

E così erano DT molti sommergibilisti "incalliti" quali Moccagatta, Pelosi, Fecia di Cossato, Spigai, Roselli Lorenzini, Berengan e via dicendo

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Qualche notizia in più sul CC Franco Tosoni Pittoni.

Nacque a Trieste il 02.12.1904.

Prese parte alla "Crociera aerea del decennale" del 1932, che come noto ebbe il supporto di due battelli (Balilla e Millelire). L'allora STV Tosini Pittoni tuttavia non era imbarcato su alcuno di questi, bensì sulla vedetta Biglieri, che assieme alla Matteucci scortò il convoglio. Tosoni Pittoni era il com.te in seconda dell'unità, agli ordini del CC Umberto Rouselle (che in guerra da CV comanderà il Trieste).

Conseguì la specializzazione EC (condotta dei servizi elettrici e delle comunicazioni).

In guerra ottenne una promozione per merito di guerra a CC (per l'affondamento del Calypso), due MAVM e due MBVM.

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Grazie mille Andrea per le ulteriori dettagliate notizie che ampliano l'omaggio alla memoria del C.te Tosoni Pittoni.

Grazie anche delle notizie sul binomio Dt-sommergibili che, devo ammettere, ignoravo completamente!

Adesso pero' devo andare. Mi aspetta lo studio del manuale dell'U212..... hai visto mai?! :s03:

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