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Storia Del Cantiere Navale Di Monfalcone

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Titolo: STORIA DEL CANTIERE NAVALE DI MONFALCONE

Autore: Paolo VALENTI

Casa Editrice: edizioni LUGLIO - Trieste

Anno di edizione: 2007

Pagine: 294 patinate per foto. 345 immagini, 263 disegni, 895 shilouette in nero.

Copertina: rigida lucida con aggiunta copertina di protezione illustrata

Dimensioni: 30 x 21 cm.

Prezzo: Euro 29

Reperibilità: Facile a Trieste con 15 % di sconto

 

Questo volume completa la trilogia dei cantieri giuliani dopo il San Marco di Trieste e il San Rocco di Muggia. E' l'unico cantiere ancora in attività dopo la chiusura di tutti i cantieri triestini e di Muggia. E' pure il cantiere più giovane, fondato nel 1908, e in termini di spazio è stato il più grande.

Il libro, uscito nel 2007, festeggia il compimento dei 100 anni di attività.

Una recensione dovrebbe descrivere le costruzioni più importanti e quelle speciali. Come si fa a fare un romanzo del genere se in 100 anni di attività il Cantiere di Monfalcone ha costruito 972 navi (fino al 2007)e non basta, perché ha costruito idrovolanti nel 1923 agli albori di questa arte, sia militari che civili creando la prima linea civile: Zara - Trieste - Torino e Milano (che si è dotata dell'idroscalo perché l'idrovolante ammarrava sul Po a Pavia.

 

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Aerei terrestri (infatti il cantiere ha tutt'ora al suo fianco la vecchia pista di decollo per i trimotori da guerra), poi imbrcazioni in plastica i famosi "Bora", ma prima ha costruito vagoni ferroviari da merci e da passeggeri, carri cisterna e autobus.

Lo sviluppo dell'energia elettrica ha portato il Cantiere alla relizzazione delle officine Elettrotecniche prima in corrente continua e poi in alternata, provvedendo non solo alle necessità delle navi costruite in sede anche per Trieste e Muggia, ma su tutto il mercato internazionale.

Ma la sua eccellenza furono i sommergibili.

 

Il smg. "Leonardo da Vinci" del 1940.

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Il piccolo smg. "CM1" del 1945.

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Il smg. "Cagni" del 1941.

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Il smg. "Giada" del 1941.

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Ha costruito 81 sommergibili, comprese le serie dei quattro "Toti" e degli otto "Sauro", più 12 impostati ma non finiti per eventi bellici. Il Cantiere di Monfalcone è padre della sommergibilistica italiana, anche se oggi è stato limitato a costruire solo le supernavi da crociera.

 

Il libro di Valenti racconta tutto ciò nella parte storica del Cantiere di Monfalcone, sviluppando una quantità di navi impressionanti. Sono stati cortruiti anche bacini di carrenaggio galleggieanti ed altre realizzazioni fino al Mostro "Micoperi 7000" la cui immagine l'ho postata in "ancore e cubie" per le sue 16 ancore, ciascuna del peso di 40 tonnellate.

Questo mostro monfanconese ha solo ....117.812 T.S.L.

 

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La nostra P.A. "Garibaldi" vista dal lato sovrastruttura, con le due imbarcazioni di salvataggio che ho sistemato in posizione elevata. Poi sono state tolte per ingrandire la COC.

Se la "Micoperi 7000" al fianco della "Garibaldi" le potesse agganciare una gru a prora e l'altra a poppa, la potrebbe sollevare fuori dal mare per dipingerle la chiglia! Mostro non solo in apparenza.

 

Il Cantiere di Monfalcone ha anche un'altra specialità. Ha progettato e costruito il Batiscafo "TRIESTE", che ha battuto il record della maggiore profondità del mare nella fossa delle isole Marianne, nell'oceano Pacifico 11.034 metri sotto il livello del mare (numero letto sull'atlante).

Io ricordo di aver letto da qualche parte la profondità di 11.700 metri. Quasi dodici chilometri in verticale sotto il livello del mare.

 

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Quì permettetemi di raccontare fatti realmente accaduti.

A Monfalcone il batiscafo è stato costruito su disegni fatti dal gruppo tecnico neo risorto "Navi Militari" con a capo l'ingegnere Benvenuto Loser. Per progettare il batiscafo "Trieste" era necessario l'intervento di provetti sommergibiilisti, del periodo in cui Monfalcone li costruiva in serie per la Marina Militare Italiana e pure per l'estero.

Quì ho un ricordo personale che mi piace raccontare. Ero da Lui per ragioni di lavoro (era il mio primo capo a Monfalcone).

Era seduto alla Sua scrivania ed io in piedi vicino quando arriva un cursore che gli porta un telegramma. Lo legge poi allunga il braccio e me lo porge. Io lo prendo e lo leggo: "ALL'ING. BENVENUTO LOSER CANTIERE NAVALE DI MONFALCONE.

RAGGIUNTO RECORD MONDIALE DI PROFONDITÀ NELLA FOSSA DELLE MARIANNE 11.800 METRI SOTTO IL LIVELLO DEL MARE. JACQUES PICCARD".

(Ricordo esattamente i primi tre numeri 11.8 e non gli altri due)

 

C'è un altro genere di grandezza costruita da questo cantiere, le tre navi "Auriga" "Lyra" e "Athesis Ore" di 131.479 di T.S.L. e portata lorda pari a 260.783 tonn.

 

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E' difficile descrivare una massa di navi che oggi oltrepassa le 1000 Unità. Il volume dà foto, disegni dati costruttivi di tutte. Io mi limito a dare alcune immagini del tutto insufficienti ad illustrare le 300 pagine di gloria italiana al livello delle maggiori capacità internazionali. L'Autore per moltissime navi racconta le vicende, modifiche, rifacimenti fino alla loro consegna ai demolitori.

 

Dal 1908 il piroscafo n.1: "Trieste" T.S.L 896 - al 2007 la motonave n.972 "Carnival Magic" T.S.L. 130.000.

 

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Ora il cantiere di Monfalcone costruisce solo le grandi navi da crociera come la "Grand Princess" da 108.806 T.S.L., la nave più grande del mondo quando è uscita da Monfalcone nel 1998. Come questa nave Monfalcone ha costruito una trentina entro il 2007 e continua a costruire ancora più grandi.

 

La "Grand Princess" da 108.806 T.S.L. consegnata all'Armatore Fairlane Shipping International Corp. L.t.d..

 

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come finale l'immagine di una delle cinque pagine con i disegni delle maggiori navi crociere, a cui seguono gli interminabili elenchi delle navi e loro dati caratteristici.

 

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Varo5

Edited by Varo5

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