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Storia Del Cantiere San Marco Di Trieste

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Titolo: STORIA DEL CANTIERE SAN MARCO DI TRIESTE

Autore: Valenti Paolo - Email: info@vecchiatrieste.it - e Gellner Ernesto

Casa editrice: Edizioni LUGLIO - Trieste

Anno di edizione: 2002

Pagine: 251 in carta patinata per le foto

Numero di foto e disegni: 351

Elenco di tutte le navi costruite comprese quelle dell'Arsenale Lloyd Triestino, in seguito incorporato in unico stabilimento

Copertina: cartonata lucida

Dimensioni: 30 x 21

Prezzo di copertina: Euro 25

Reperibilità: facile a Trieste col 15% di sconto

 

PREMESSA

Il nostro autore Paolo Valenti ha scritto tre libri sui cantieri triestini, manca il quarto di conduzione privata. Speriamo esca anche quello.

Questi quattro cantieri navali di Trieste non esistono più.

Tre sono stati chiusi dopo varie vicissitudini aziendali dalla proprietà IRI. Il quarto dopo la morte dell'imprenditore.

Il quinto cantiere, distante trenta kilometri da Trieste, costruisce solo navi da crociera in quanto le sue specializzazioni sono state chiuse e trasferite in altri cantieri italiani. Cioè il cantiere di Monfalcone.

 

Ostilità nei confronti di Trieste? assolutamente no. Basta guardare la carta geografica e capirete il motivo. Il confine nazionale corre parallelo al mare da Monfalcone a Muggia ad una distanza di 3 - 3,5 Km con una punta di 5 km. a Sud di Trieste, in corrispondenza della val Rosandra.

Trieste è posizionata al centro dell'Europa, quindi in posizione ideale per i traffici commerciali, ma a Sud di Trieste la Slovenia ha lo sbocco al mare ed ha, in cinquanta anni, sviluppato un porto grande quanto quello di Trieste. La nostra burocrazia politica non è all'altezza imprenditoriale per fronteggiare la concorrenza di Capodistria.

Ergo, le navi sono poche e vanno tutte a Capodistria ed il porto di Trieste è vuoto. Vedi le immagini scattate già nel 2005.

 

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Resta a Trieste il terminale dell'oleodotto per il centro Europa, con l'augurio che la Slovenia non costruisca uno parallelo fino al confine con l'Austria, ed un grande molo contenitori che Capodistria, con i prezzi fortemente concorenziali, finirà con prevalere anche su questo genere, aiutata dall'incapacità imprenditoriale della politica di Roma, perché quella di Trieste non conta nulla, in pratica non esiste.

Alla chiusura dei cantieri che hanno costruito il "Conte di Savoia" la "Raffaello" e prima della "Vittorio Veneto e "Roma" le Drenought austroungariche "Viribus Unitis", "Teghetthoff" e "Prinz Eugen" è giusto parlare anche della attuale quasi chiusura del porto. Arriverà una stagione per rimandare a Trieste un altro Toscana" con le sei navi di supporto, sperando che l'Australia abbia sempre bisogno di manodopera.

 

Prima della seconda guerra mondiale Trieste aveva 350.000 abitanti. Oggi supera di poco i 200.000 nonstante il cospiquo flusso di slavi, incominciando dalla Serbia, a fare le badanti ai vecchi triestini ma tanti a comperare el case dei triestini.

 

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IL CANTIERE SAN MARCO DI TRIESTE

Il libro di Paolo Valenti racconta la storia dello squero di Gaspare Tonello che nel 1840 costituì il primo nucleo costruttore di barche che diventerà il Cantiere San Marco. Seguono i passaggi di proprietà e personaggi che fecero fiorire questa attività. Foto di navi attestano le tipologie e progresso dell'epoca.

Negli stessi anni si sviluppò a Triste una industria meccanica che assieme a quella navale si sviluppò e fece chiudere il piccolo cantiere San Marco, mentre si sviluppò a Muggia il cantiere navale San Rocco. Per varie difficoltà il cantiere di San Rocco assorbì il San Marco e traferì la sua attività a Trieste, mentre il San Rocco si dedicò alle riparazioni, manutenzioni e demolizioni.

Il complesso triestino navalmeccanico per potersi ampliare divenne viennese e nel 1900 rifiorì con ampliamenti e servizi da diventare il maggior complesso navalmeccanico dell'Adriatico.

Dopo il 1900 fiorì una intensa attività nella costruzione di navi mercantili e mililtari fino alla prima guerra mondiale.

 

Dopo la fine della guerra queste attività divennero italiane nel 1919. La società di navigazione Lloyd Austriaco divenne Lloyd Triestino con tutta la sua flotta mercantile.

L'autore descrive minuziosamente le vicende sociali e imprenditoriali di questi anni difficili in cui il gruppo S.T.T. subisce le vicende economiche con aumenti e diminuzioni del personale impegnato.

I cantieri per superare le situazioni si fondono nei C.R.D.A. ma la loro autonomia dura poco e vengono assorbiti dall'IRI nel 1930 a seguito della situazione creata dalla crisi del 1929.

 

IL SAN MARCO NEI C.R.D.A. - 1930 - 1970

Nel riassetto dei Cantieri italiani del 1930 che assiemò in unica azienda i cantieri triestini e Monfalcone, realizzarono grandi navi prima e dopo la seconda guerra mondiale che durarono poco.

I Cantieri sono troppi in tutta l'Italia. Monfalcone si salva con le navi da crocera perdendo tutto il resto che viene trasferito ed i cantieri Triestini vengono chiusi.

 

L'ARSENALE TRIESTINO SAN MARCO - 1970 - 1996

Il Cantiere San Marco di Trieste cessa la costruzione di navi e viene associato all'Arsenale del Lloyd Triestino che da anni ormai fa solo modifiche e manutenzioni (possiede bacini di carenaggio che continuano l'attività).

Formano una società insieme fino al 1970, poi si chiude e restano solo i bacini di carenaggio. Il cantiere di San Rocco è chiuso dal 1970 e il San Marco dal 1996.

Tutte le navi costruite in questo periodo (1862 - 1996) dal cantiere San Marco ed Arsenale del Lloyd Triestino sono illustrate con foto, disegni e caratteristiche tecniche). Le navi costruite dal Cantiere San Rocco sono elencate nel secondo libro "Il Cantiere San Rocco" con le stesse modalità.

 

APPENDICE (elenchi delle navi costruite) dal Cantiere San Marco e Arsenale del Lloyd.

Sono intavolate le costruzioni eseguite annotando le seguenti caratteristiche:

1) Numeri progressivi;

2) Numero di costruzione della nave;

3) Tipo di nave;

4) Nome;

5) Committente;

6) Date di impostazione, del varo, di consegna;

7) Tonnellaggi in T.S.L. e T.S.N.;

8) Dimensioni in metri: Lunghezza, larghezza e altezza di costruzione. Per le navi militari L'immersione;

9) Apparato motore in sigle :A macch.alternativa, TE alternativa a triplice espansione; ecc.

10) Velocità in nodi;

11) Note varie

Il numero delle navi elencate sono: 745

 

Il totale per tutti i tre cantieri

navi mencantili 737 1.754.569 T.S.L.

navi militari 321 557.786 Tonn.dislocamento

 

Non riporto le foto arcinote del "Conte di Savoia" della "Victoria" e di tante altre navi notissime.

Ricordiamo che Trieste ha fatto anche tante altre navi.

 

Una veduta aerea del cantiere nel 1950

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Un grande bacino di carenaggio per Taranto nel 1970

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Il transatlantico "Raffaello" nel 1965

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La corazzata "Vittorio Veneto" nel 1940

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L'incrociatore "Trieste" nel 1930

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L'incrociatore "Fiume" nel 1932

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Tutto finito meno i ricordi che il nostro Autore ha voluto raccogliere in due volumi:

- Storia del Cantiere San Marco di Trieste; (Cantiere Navale ed Arsenale del Lloyd Triestino)

- SAN ROCCO - Storia di un Cantiere Navale.

Un applauso all'amico Paolo Valenti ed un grazie da parte mia.

 

Retro della copertina - La "Roma" in allestimento

 

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Varo5

Edited by Varo5

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Altri pezzi di Storia perduti.....ma grazie all'autore riportati alla luce. Grazie.

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Tutto finito meno i ricordi che il nostro Autore ha voluto raccogliere in due volumi:

Varo5

Appunto: non è tutto finito.

L'hai lanciato in Rete: e c'è perfino gente che si interessa.

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Libro sicuramente interessante. Nel mese di Aprile 2010, allegato alla rivista marittima, ho reperito il libro "la cantieristica italiana (1860/1940)". Si parla anche del Cantiere S Marco e di altre strutture triestine.

Edited by STV(CP)

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