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malaparte

I Diavoli Di Zonderwater

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Carlo Annese
I DIAVOLI DI ZONDERWATER
Sperling&Kupfer
2010
p. 301, c. 23
ISBN
9788820048846
€ 18,50
reperibilità : facilissima.

Io di smg so ben poco….però se ci riesco mi informo. Poi, sia chiaro, dico stupidaggini , parlo a vanvera e uso magari la parola “ funi” (ORRORE!!!!) e cose del genere…ma non dico per esempio che (p. 55) “il Nova Scotia […] fu affondato nel Canale del Mozambico da uno dei famosi U-Boote 177 che seminavano il terrore nell’Oceano Indiano..." (quanti U-Boote 177 c’erano in circolazione? Forse bisognerebbe informare l’autore che 177 era QUEll’ U-Boot..)
Sto facendo fatica a finire il libro in questione dato che le poche pagine su cui mi sento informata già mi innervosiscono…
E non mi sognerei di scrivere che “Gysae diede soccorso soltanto – il Kattifissimo- a due naufraghi per poterli interrogare e raccogliere utili informazioni di intelligence…” (ma quando mai?????Erano due disperati che hanno avuto c##o....uno di loro, lo so perché ci ho studiato, era un addetto alle cucine.... :s03: )
Gysae raccolse, è vero, due naufraghi e allertò immediatamente Berlino, che si attivò perchè dal Mozambico neutrale venisse inviato un aviso in soccorso. Non è una mia opinione o punto di vista, è un dato di fatto.
Poche righe oltre (sempre pag.55) si dice che il Laconia venne colpito da UN U-156 ….e " mentre la nave si inabissava, colpita a sua volta da un U-156 tedesco, [i britannnici)]chiusero le stive a chiave…."(cioè scesero a chiudere le stive, mentre la nave si inabissava, si suppone…ecc…a parte che semmai il servizio era affidato a polacchi).... che dite, continuo a leggere? E non elenco quelle che considero le stupidaggini : Afonso che diventa Alfonso (de Albuquerque, ) 45 passegeri inglesi ( confonde il Laconia col Nova Scotia), la crudeltà inaudita, ecc. E non parliamo poi delle cifre degli imbarcati, dei salvati, dei dispersi e dei morti. Sto parlando di UNA SOLA pagina.
Non continuo.
Insomma, nella sola pagina 55 ci sono , oltre a queste, abbastanza elementi (non li elenco perchè mi viene il nervoso, e perchè sarebbe noioso) una serie di errori tali da scoraggiarmi a proseguire la lettura, :s06:

Edited by malaparte

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da base artica, marco

piu che l´autore (lui ci ha provato a dimostrare quello che ee.. :s68: ) ee l´editore che bisognerebbe scrivergli x chiedergli se ha letto lo scirtto prima di accettrlo a contratto. tale casa editrice dovrebbe essere messa alla berlina, poiche se si pubblica materiale di storia, dovrebbe almeno darsi da fare a controllare almeno a spanni se chi scrive dice bestialita o argomenti di discusione.

altrimenti tale casa editrice ee meglio che passi alla produzione di carrta igenica :s12: , se poi i risultati sono lo stesso :s03: :s03: :s03: .

saluti e butta via libro o meglio fatti rimborsare da editore :s10: , marco

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butta via libro o meglio fatti rimborsare da editore :s10: , marco

Kein Problem, Herr Bussolino!!!! :s03: negli ultimi tempi, dopo una serie di....delusioni, e in vista degli spazi un una casa in cui comunque pure i sivrapporta sono occupati da librerie, mi sono fatta furba: prima leggo il libro della biblioteca, poi, se vedo che vale la pena, lo compro!!!! :s11:

Edited by malaparte

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Ma in pratica lo scopo del libro quale sarebbe? Dimostrare che i sommergibilisti tedeschi erano criminali di guerra?

 

Comunque i libri non si buttano mai: in ogni casa c'è sempre un tavolo che zoppica un pò :s01:

 

E poi, si possono o indicare al pubblico ludibrio come esempio di opera ridicola nell'ambito di un corso di storia, oppure esporre aperti sullo scaffale, per servire da esca e cibo per le tarme, un pò come gli zinchi sacrificali vicino alle eliche...

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È un problema di ordine generale che coinvolge tutte la produzione libraria italiana di ambito storico, e quella più o meno memorialistica in particolare.

Le considerazioni che seguono sono riferite al campo navale, che conosco maggiormente, ma possono venire allargate - ritengo - anche a quello terrestre e, in misura minore, aeronautico.

 

Nell'ambito memorialistico o pseudo-tale assistiamo da alcuni anni alla pubblicazione di un gran numero di opere che, percentualmente, possono essere così suddivise:

 

5% - Opere valide, documentate, criticamente scritte, editorialmente seguite e corrette, basate su fonti certe e incontrovertibili.

5% - Trascrizioni di diari e memoriali d'epoca, debitamente commentati e integrati dal curatore.

10 % - Libri comunque leggibili che rientrano comunque in alcuni dei canoni (ma non tutti!) indicati più sopra.

10 % - Ristampe, ristampe anastatiche, riedizioni ecc. di datati ma fondamentali opere memorialistiche "d'epoca", che mantengono inalterata tutta la loro validità, pur non aggiungendo nulla di nuovo alla ricerca storiografica ma che, in ogni caso, rendono nuovamente disponibili testi altrimenti introvabili (*).

10% - Opere chiaramente reducistiche, di parte, talvolta faziose, spesso sposate a tesi preconcette (per entrambi gli schieramenti sia chiaro), scritte "ad usum" di chi vuole assolutamente leggere certe cose.

30% (e mi tengo largo) - Volumi scritti partendo da un'idea sostanzialmente buona, riferita spesso a "piccole" realtà altrimenti destinate all'oblio, ma realizzati da autori assolutamente digiuni della materia (e talvolta abbastanza ignoranti in via più generale). Nella maggioranza dei casi questi libri sono stampati da case editrici artigianali che nulla sanno di cotrollo delle bozze, revisioni di redazionie, consulenti editoriali ecc. ecc. Penso eia questo il caso de "I diavoli di Zonderwater".

30% - Ciarpame (volumi prodotti in proprio, commercializzati sottobanco o localmente, privi di qualsiasi valore culturalmente storico e scientificamente documentale).

 

La situazione è quindi questa: solo il 30% dei libri ha un valore "di fascia alta" (e solo il 20% aggiunge qualcosa di nuovo).

Il resto puó tranquillamente essere evitato o, peggio, cestinato.

La mia non è - sia chiaro - nè una critica di parte, nè un qualcosa dettato da fini personali trovandomi da tempo ad operare nello specifico campo dell'editoria navale: è la registrazione fredda è imparziale dell'attuale "state of art" del settore, che conosco bene lavorandoci.

 

Quindi questi sono i sintomi.

 

E la diagnosi?

Da un lato, l'indubbio interesse della materia - abbinato a tecniche sempre più fruibili di composizione, editing e stampa - ha portato ad un forte aumento quantiativo della produzione.

A questo aumento quantitativo corrisponde un fortissimo calo qualitativo, dovuto all'entrata sul mercato di soggetti che un tempo (vuoi per i costi, vuoi per un maggior controllo di qualità da parte degli editori, vuoi per una maggior cultura degli autori) ne sarebbeto rimadti fuori.

Sia chiaro, rispetto a 10/20 anni fa si pubblica, annualmente, un maggior numero di libri " di qualità", ma l'aumento della produzione di basso livello, per i motivi sopraesposti, è stato ancora più forte ef ha quindi contribuito ad abbassare la media dell' "output" della produzione totale.

 

La cura?

Non c'è cura preventiva: tutti hanno il diritto di pubblicare ció che vogliono, nei termini di legge.

Spetta quindi ai lettori informarsi e informare i "colleghi di lettura", fare in pratica ció che facciamo qui in "Biblioteca" segnalando opere valide e castigando a dovere libri che non vanno acquistati.

Il "tam tam" informatico, soprattutto per volumi di settore o "di nicchia" come quelli di cui si parla, ha un valore enorme e sempre in crescita: le riviste cartacee serie (come quelle con cui ho l'onore di collaborare), per ovvi motivi di spazio non possono recensire mensilmente molte operee - ovviamente - salvo casi realmente éclatanti recensiscono solo quelle di valore alto o medio-alto. È sui forum e su internet che bisogna combattere il sopracitato "ciarpame".

 

Spero di non avere tediato nessuno con questo mio contributo.

Maurizio Brescia

……................

 

(*) In questa tipologia rientrano anche volumi già all'epoca pregevoli ma riprodotti oggi con modalità quanto meno dubbie se non sospette circa i diritti di autore, la citazione degli estremi delle opere originali ecc. - Spesso queste opere sono prive di elementi obbligatori per legge quali il numero ISBN, l'indirizzo dell'editore e altri dati fondamentali.

È questo il caso del recentemente pubblicato "Sfiorano le onde nere", realizzato ristampando anastaticamente il volume di Giulio Raiola "Quelli di Betasom", per il quale sono riscontrabili tutte le manchevolezze appena elencate.

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Ma in pratica lo scopo del libro quale sarebbe? Dimostrare che i sommergibilisti tedeschi erano criminali di guerra?

Mah, se è per quello, quando parla del Laconia, si guarda bene di dire quel che fece Hartenstein, il comandante dell' U-156...e quando parla dell'" inaudita crudeltà" del "macabro ordine" di Doenitz (Il Triton Null) non ne spiega certo le ragioni...

 

Comunque,, il libro vuole parlare del campo POW di Zonderwater in Sudafrica, e in particolare, da quel che ho capito , delle attività sportive che mi si svolgevano (Annese è un giornalista sportivo).

Ha ricevuto un sacco di critiche e recensioni entusiastiche...

 

 

Nella maggioranza dei casi questi libri sono stampati da case editrici artigianali che nulla sanno di cotrollo delle bozze, revisioni di redazionie, consulenti editoriali ecc. ecc. Penso eia questo il caso de "I diavoli di Zonderwater".

 

Note quanto mai accurate e complete. Tuttavia, non è che la Sperling & Kupfer sia una casa editrice artigianale...Anzi, questo lascia ancor più l'amaro in bocca.

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(Annese è un giornalista sportivo).

Ecco. Che continuasse a scrivere di sport lasciando stare i sommergibili: a ognuno il suo mestiere.

Non mi risulta che un Bargoni, un Fraccaroli, un Bagnasco, abbiano mai scritto di partite di pallone (cosa che anch'io, nel mio piccolo, evito accuratamente di fare... :s03:).

Le "recensioni entusiastiche" mi auguro riguardino gli aspetti sportivi della faccenda, viceversa temo che i "recensori" siano anime semplici ancora più impreparate dell'autore su specifici argomenti storici, navali e tecnici.

 

Note quanto mai accurate e complete. Tuttavia, non è che la Sperling & Kupfer sia una casa editrice artigianale...Anzi, questo lascia ancor più l'amaro in bocca.

Come ho scritto nella mia recensione de "Ascesa e declino della potenza navale britannica", anche presso case editrici non specializzate, ma comunque note e conosciute (mi riferivo alla Garzanti... quindi non è detto che Editori "famosi" mettano sempre in commercio opere corrette e accurate) è ormai invalso l'uso di risparmiare sulla revisione editoriale delle bozze, per non parlare di farle leggere e correggere da un revisore esperto della materia... In quedto specifico ambito, anche la "Sperling & Kupfer" ha già avuto modo distinguersi negativamente in altre analoghe occasioni.

Il ragionamento è che queste cose si possono evitare (riducendo ovviamente i costi) perchè - intanto - "il popolo è bue" e compra lo stesso... E le "recensioni entusiastiche" non dimostrano certo il contrario.

Talvolta, la nostra, se non lo è, perlomeno ha tutti gli aspetti di una battaglia di rettoguardia: ma come tale va combattuta con determinazione, fermezza e continuità ancora maggiori.

Edited by Alagi

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non è detto che Editori "famosi" mettano sempre in commercio opere corrette e accurate)

 

Signore, credo possa venirLe in soccorso Italo Calvino (Se una notte d'inverno un viaggiatore).

Il quale non ha testualmente scritto, ma forse avrebbe potuto scrivere, che Lei si sta avventurando nei meandri di una Biblioteca più vasta di quella di Alessandria, i cui spalti -che traboccano delle opere da Lei citate- sono ordinati per generi e categorie del seguente tenore:

 

Libri Che Se Invece Di Leggerli Vai A Farti Due Uova Al Tegamino Ti Becchi Una Botta Di Colesterolo Ma Almeno Te La Sei Goduta

 

Libri Scritti Coi Piedi Posteriori

 

Libri Scritti Coi Piedi Anteriori (Sempre Piedi Sono)

 

Libri Residuati (Remainders) Dell'Epoca In Cui Si Stampavano Per Avvolgerci Le Boghe

 

Libri Che Prima Degli Asciuttoni Regina Venivano Editi Per Foderarci La Cassetta Del Gatto

 

Libri Che Si Stampano Per Riempimento dei Tramezzi Nelle Case Ecosostenibili

 

Libri Che Puoi Murarci In Cantina Tua Moglie Che Te Ne Ha Regalato Uno.

 

Libri Che (Vedi Categoria Che Precede) Puoi Usare Al Posto Dei Chiodi A Tre Punte Quando Scappi Inseguito Dalle Volanti

Edited by marat

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Mi permetto di spezzare una lancia a favore del volumetto. Il "fuoco", in senso fotografico, del volume è quello delle attività sportive promosse da un illuminato ufficiale inglese a favore dei POW del più grande campo di prigionia alleato in Sud Africa. Pur senza aver neppure visto il libro, ne ho letto una breve sinossi sulla seconda copertina di Storia Militare, ritengo il contenuto non privo d'interesse e "mordente", l'autore - non a caso giornalista sportivo - stecca certasmente su aspetti specificamente militari. Si dovrebbe, piuttosto, considerare la finalità principale dell'opera.

Concordo in toto con quanto scritto da Alagi.

 

:s32:

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Hai ragione, o mio Cavaliere Azzurro...Sì, mi sono fatta prendere da momentanea irritazione,

In effetti, l'importante è PARLARE E SCRIVERE di certe situazioni.

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Mi permetto di spezzare una lancia a favore del volumetto :s32:

 

 

Sì, mi sono fatta prendere da momentanea irritazione,

 

 

Mi sono travestito da tricoteuse, e ho fatto la mia parte sferruzzando ai piedi del palco. Del libro ho l'idea che mi avete trasmesso voi. A me basterebbe. Tuttavia chi non scrive (se non per esercizio del mestiere di pennivendolo) ha scarsi diritti di impalare quelli che il coraggio di scrivere ce l'hanno, e sopratutto non ha il diritto di scimmiottare scritti altrui.

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ECCCHEECCCAVOLI!!! Mo' adesso per ragioni di psico-socio-.referenziaiità :s14: ne facciamo un capolavoro ( come s'usa)!!!!

 

 

E' un libro. Punto. E meno male che c'è. Punto.

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ECCCHEECCCAVOLI!!!

 

Mica mi sono pentito! Affermare che non si ha diritto di fare una cosa non vuol dire che non la si farà più.

Bruciare libri é esercizio santo e commendevole (come diceva frate Gerolamo).

Edited by marat

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attività sportive promosse da un illuminato ufficiale inglese

:s32:

A proposito (riprendo il tema in rapporto a un recente post). L' ufficiale inglese non era propriamente inglese (semmai britannico) : Prinsloo era, ho scoperto ieri al convegno di cui parlavo, un boero che durante la guerra anglo-boera, da bambino, era stato internato dagli inglesi insieme alla madre; quindi la prigionia l' aveva conosciuta. Avrebbe potuto reagire vendicandosi sul mondo. Invece ha capito, metabolizzato ed agito di conseguenza.

Edited by malaparte

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