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de domenico

Un nuovo saggio sull'attacco a Taranto di Cernuschi e O'Hara

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Mi è appena arrivata l'edizione 2010 dell'autorevole annuario "Warship" della Conway, curato da John Jordan.

L'annuario contiene come sempre una serie di servizi interessanti, tra gli altri sui seguenti temi: la pre-dreadnought francese SUFFREN; gli incrociatori britannici classe FIJI; la mai completata portaerei francese JOFFRE; il progetto di altre tre unità della classe HOOD; la portaerei giapponese KATSURAGI; la formazione di battaglia della Grand Fleet a Jutland; le moderne fregate antiaeree europee comparate; e altro.

 

Ma quello che mi interessa qui è un saggio dei due studiosi Enrico Cernuschi e Vincent P. O'Hara, già autori di un noto studio sulle vicende della Regia Marina intorno all'8 settembre. Questo nuovo lavoro, su un tema molto sfruttato, è abbastanza interessante in particolare per la disinvoltura - di stile anglosassone, se così posso dire - con cui si collegano le vicende storiche alle personalità coinvolte (Cavagnari, Somigli, Campioni, Iachino, Ciano, Mussolini e così via). Una disinvoltura che negli studi italiani troviamo abbastanza di rado.

 

La tesi di fondo del saggio si può così riepilogare:

"La Gran Bretagna da sola non aveva la forza navale, terrestre e aerea sufficiente a conseguire una vittoria militare tale da far cadere il regime di Mussolini. Taranto fu un raid brillante, ma cambiò poco. Fu un espediente che guadagnò tempo, ma non mutò, per usare la brillante frase di John Keegan, 'il ferreo volto della guerra'."

 

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Edited by de domenico

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Questo nuovo lavoro, su un tema molto sfruttato, è abbastanza interessante in particolare per la disinvoltura - di stile anglosassone, se così posso dire - con cui si collegano le vicende storiche alle personalità coinvolte (Cavagnari, Somigli, Campioni, Iachino, Ciano, Mussolini e così via). Una disinvoltura che negli studi italiani troviamo abbastanza di rado.

Questo suo inciso mi induce ad un singolare parallelo storico/letterario che contrappone, anche sul fronte editoriale, l'audacia albionica (più volte dimostrata nel corso del conflitto bellico) alla tendenziale prudenza italica (con l'eccezione del Trizzino).

Edited by Corto Maltese

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Questo suo inciso mi induce ad un singolare parallelo storico/letterario che contrappone, anche sul fronte editoriale, l'audacia albionica (più volte dimostrata nel corso del conflitto bellico) alla tendenziale prudenza italica (con l'eccezione del Trizzino).

 

 

Quello che volevo dire è che secondo me la "spregiudicatezza" anglosassone di O'Hara ha prevalso sulla "prudenza" (reticenza?) italiana di Cernuschi. In particolare quando si parla degli ammiragli italiani. Un solo esempio (traduco da pag. 93): "Se la posizione di Cavagnari (CSM della Marina ndr) era precaria dopo Taranto, quella dell'ammiraglio Somigli (Vice CSM ndr) era perfino più debole. La sua guida rigida e centralizzata era stata molto criticata nell'ambito della Squadra navale, e la sua rapida crescita di grado - facilitata dall'appoggio di Ciano - fu un po' il bacio della morte dopo il fiasco greco, comunemente considerata la guerra personale di Ciano (e questo è ben noto ndr). Fu cacciato il giorno successivo.

Mussolini interrogò personalmente l'ammiraglio Campioni (Comandante delle Forze Navali ndr) su Taranto, e il comandante della squadra rispose molto esplicitamente che avrebbe ancora rifiutato le reti parasiluri intorno alle sue navi, in quanto ne impedivano il rapido dispiegamento. La testardaggine di Campioni fece buona impressione al duce, che gli affidò il posto di Somigli. Marinaio e specialista di artiglieria, Campioni lasciò con dispiacere le sue navi ..."

Edited by de domenico

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Puoi postare l'articolo sulla portaerei giapponese KATSURAGI

Purtroppo, per ovvi motivi di copyright (e, tantopiù, essendo la pubblicazione cui fa riferimento De Domenico appena posta in commercio), questo non è possibile.

Mi spiace, spero comprenderai... :s02:

Vi suggerirei di sentirvi per PM :s01:

Edited by Alagi

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Per quanto riguarda l' articolo del Cernuschi, a parte l' ossimoro del C.te de Domenico, ci stanno accenti sul fatto che per una manciata di ore non si sono trovati il porto di Taranto vuoto e la Med Fleet sulla graticola ? (difatti stando alle "Corrispondenze di Supermarina" curate dal Mattesini alle 05.00 era prevista la partenza della Squadra Navale (al completo !) per un azione analoga alla successiva Gaudo, facile immaginare le conseguenze, se Cunningham non si disimpegnava subito ASAP....)

 

... forse l' ossimoro del De Domenico e' stata la cosa migliore, il coautore Italiano a ricamare su questo, brrrrr......

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Per quanto riguarda l' articolo del Cernuschi, a parte l' ossimoro del C.te de Domenico, ci stanno accenti sul fatto che per una manciata di ore non si sono trovati il porto di Taranto vuoto e la Med Fleet sulla graticola ? (difatti stando alle "Corrispondenze di Supermarina" curate dal Mattesini alle 05.00 era prevista la partenza della Squadra Navale (al completo !) per un azione analoga alla successiva Gaudo, facile immaginare le conseguenze, se Cunningham non si disimpegnava subito ASAP....)

 

... forse l' ossimoro del De Domenico e' stata la cosa migliore, il coautore Italiano a ricamare su questo, brrrrr......

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

 

Si osserva nel saggio che la squadra italiana rimase ferma in porto a Taranto nonostante l'operazione MB.8 di grandi dimensioni, in corso dal 4 novembre: Mediterranean Fleet in mare dal 6 con WARSPITE, MALAYA, VALIANT, ILLUSTRIOUS, più la BARHAM da Gibilterra che si aggrega il 10, avvistamento da parte della ricognizione aerea italiana l'8 ecc.

Questa mancata uscita viene attribuita alla cattiva qualità delle informazioni in possesso di Supermarina, insufficienti a garantire ragionevoli possibilità di successo ad una sortita; e al fatto che una escursione offensiva era prevista per la mattina del 12 a sostegno di un bombardamento della baia di Suda da parte della 1a Div. Inc.

Un attacco del genere la Royal Navy lo studiava comunque da tempo (esercitazioni fin dal 1931, piano del 1935, ecc.). I risultati positivi ottenuti dagli Swordfish contro navi in porto a Tobruk (ZEFFIRO, EURO, MANZONI), ad Augusta (PANCALDO), ancora a Tobruk (OSTRO, NEMBO, SERENO), a Bomba (IRIDE, MONTE GARGANO), a Mers-el-Kebir (DUNKERQUE) e a Dakar (RICHELIEU) avevano tutti confermato la validità del piano.

 

Poi ci sono i problemi della difesa: solo 26 palloni frenati rimasti su 115 installati (senza ricambi) causa bufere di vento, solo 4200 m di reti parasiluri mal collocate contro i 12800 m richiesti (nonostante l'efficacia già dimostrata per il SAN GIORGIO a Tobruk); la concomitanza con una festa al Circolo della Marina in onore del "genetliaco" del re, che aveva sguarnito molte delle batterie antiaeree di mitragliatrici pesanti rimaste affidate a guardiamarina inesperti...

 

Non so se si tratta di un ossimoro anche in questo caso, ma mi pare che il resoconto nell'insieme sia abbastanza "outspoken", senza però sparare allegre fregnacce come in troppi casi abbiamo visto in resoconti nostrani ...

Edited by de domenico

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Taranto fu un raid brillante, ma cambiò poco. Fu un espediente che guadagnò tempo, ma non mutò, per usare la brillante frase di John Keegan, 'il ferreo volto della guerra'."

 

Poco più di una scaramuccia, insomma. Allegria.

 

Se applicassimo lo stesso metro anche alla notte di Alessandria, sai che risate (british).

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Mi sembra una valutazione corretta, specie in ragione dell'uso che si faceva della flotta da battaglia e del fatto che le perdite di Taranto non hanno certo interrotto l'attività della Regia Marina, anche per quanto riguarda le grandi unità. Gli inglesi speravano forse in una nuova Copenaghen, non la hanno avuta, nonostante la loro notevole audacia. Si può disquisire a piacere sui livelli di preparazione e sugli errori compiuti a Taranto, ma non sono certo questi che ci hanno portato alla catastrofe (ammesso che ci fosse un modo per non finirci).

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La catastrofe forse era evitabile. Il generale Franco lo intuì ed evitò un coinvolgimento diretto nel conflitto rifiutandosi di ascoltare il canto delle sirene tedesche ed italiane che lo invitavano al tavolo dei belligeranti. La guerra non era persa in partenza ma per vincerla si sarebbe dovuto evitare che Stati Uniti e Russia scendessero in campo al fianco degli inglesi e ciò soprattutto per ragioni logistiche essendo la capacità produttiva di tali paesi, unitamente alla disponibilità di materie prime, largamente superiore a quella dell'Asse. Uno dei tanti errori commessi da Mussolini fu credere alla guerra lampo (Blitzkrieg) confidando che Hitler agisse sulla base di impulsi razionali mentre la sua azione si rivelò, soprattutto dopo l'attacco alla Russia (per non parlare della questione ebraica), quella di un folle visionario.

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Una volta in guerra, intendevo. Altrimenti saremmo finiti come la spagna di franco o il portogallo, un destino non certo glorioso.

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Be' il Portogallo si salvò cedendo (ma piuttosto tardi, solo nell'ottobre 1943, dopo due anni di tergiversazioni del buon Salazar), basi aeree e navali alle Azzorre agli inglesi (Faial/Horta) e agli americani (Terceira/Lajes, Santa Maria). La Spagna franchista, che aveva occupato Tangeri nel giugno 1940 (segnalando così alla Germania le sue mire sul Marocco francese), rimase invece in quarantena per una decina d'anni dopo la fine della guerra (l'accordo con gli USA per le basi aeree e navali, tra cui Rota, credo sia del 1956 o 1957). Il Portogallo riottenne subito le colonie occupate dai giapponesi (Macao, Timor), mentre la Spagna dovette rinunciare definitivamente alle aspirazioni coloniali.

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Veloce questione a margine: ho letto la ricostruzione del Cernuschi di Pantelleria, e sto meditando di aprire un thread di discussione in merito, soprattuto sul (prevedibilissimo) aumento esponenziale di colpi a segno sul povero Bedoun; chiedo ai colleghi la loro brevissima opinione, anche in PM, sull' opportunità o meno di questo thread (cmq aspetto la seconda parte nel numero di Novembre, anche se credo che cambi poco)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

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Veloce questione a margine: ho letto la ricostruzione del Cernuschi di Pantelleria, e sto meditando di aprire un thread di discussione in merito, soprattuto sul (prevedibilissimo) aumento esponenziale di colpi a segno sul povero Bedoun; chiedo ai colleghi la loro brevissima opinione, anche in PM, sull' opportunità o meno di questo thread (cmq aspetto la seconda parte nel numero di Novembre, anche se credo che cambi poco)

 

Saluti,

dott. Piergiorgio.

 

Il buon Cernuschi, impegnato com'è nella rivalutazione del ruolo giocato dalle forze navali italiane di superficie e da quelle aeree nel corso della guerra, si è spinto sino ad ipotizzare (su Forum-marinearchiv) che l'affondamento della HOOD da parte della BISMARCK sia almeno in parte dovuto al fatto che nel Mediterraneo la HOOD praticava l'uso di tenere sul ponte una consistente riserva di munizioni antiaeree da impiegare contro la Regia Aeronautica, ed avrebbe mantenuto questo uso anche al suo rientro nella Home Fleet. Quindi la perdita sarebbe in qualche modo dovuta agli italiani. Non credo che il buon O'Hara si spingerebbe a tanto...

Edited by de domenico

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Sono stati scritti volumi interi su quale fosse il problema, il punto debole, la vulnerabilità della HOOD che hanno provocato la grande esplosione e lo spezzarsi in due della nave appena colpita, non importa se dalla BISMARCK o dal PRINZ EUGEN. Più d'uno aveva parlato dei depositi di munizioni dei cannoni da 4 pollici troppo poco protetti, o di un punto debole nella corazzatura della nave. Ora questa tesi "mediterranea" (a cui i frequentatori tedeschi del sito non hanno risposto, a quanto ne so ..) giunge nuova.

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....non importa se dalla BISMARCK o dal PRINZ EUGEN....

 

Senza dubbio, non mi riferivo al topic, ero evidentemente OT! :s02:

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