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Alagi

The Four Days' Battle Of 1666

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Titolo: THE FOUR DAYS' BATTLE of 1666 - – The Greatest Sea Fight of the Age of Sail

Autore: Frank L. Fox

Editore: Seaforth Publishing, Barnsley (UK)

Anno: 2009

Pagine: 404, 56 immagini e 14 cartine in b/n

Dimensioni: cm 16 x 24 - rilegato

Prezzo: 26 Euro ?

reperibilità: facile (c/o Tuttostoria)

 

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Nella seconda metà del XVII° secolo, restaurata la monarchia al termine dell’esperienza del “Commonwealth” di O. Cromwell, l’Inghilterra si trovò coinvolta nella competizione con le Province Unite dei Paesi Bassi per il predominio commerciale e marittimo nell’Atlantico e in altre aree di interesse coloniale. La contrapposizione portò alle tre guerre anglo-olandesi (1652-1654, 1665-1667 e 1672-1674) i cui esiti – nonostante alterne vicende – sancirono infine il predominio marittimo inglese che, raggiunto il proprio apogeo alla fine dell’800, avrebbe garantito alla Gran Bretagna una indiscussa posizione di leader a livello planetario sino agli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale.

Durante il secondo di questi conflitti, tra il 1° e il 4 giugno del 1666 al largo della foce del Tamigi, tra la flotta inglese e quella olandese ebbe luogo un grande scontro che – passato alla storia come la “Battaglia dei quattro giorni” – può a ragion veduta venire considerato come la più grande battaglia navale di tutta la storia della marineria velica.

Frank L. Fox, uno tra i più noti e preparati studiosi d’oltremanica per lo specifico settore della storia navale del XVII° secolo, aveva inizialmente pubblicato questo libro – con il titolo di A Distant Storm – nel 1996, in una limitata, ricca e illustratissima edizione, ormai da tempo esaurita. The Four Days’ Battle of 1666 riprende integralmente il testo del precedente volume, limitandone quantitativamente l’iconografia ma mantenendo inalterate tutte le altri pregevoli doti di esaustività, completezza e grande approfondimento di ogni aspetto di questo importante e (perlomeno sotto taluni aspetti) poco conosciuto evento.

La prima parte del volume descrive la situazione strategica generale della contrapposizione anglo-olandese verso la metà del Seicento, con un’ampia disamina tecnica e organica delle due flotte contrapposte: notevoli, in questo ambito, i capitoli sulle due scuole progettuali inglese e britannica come pure quelli dedicati ai più importanti ufficiali e ammiragli di entrambe le flotte e allo scontro di Lowestoft del 13 giugno 1665 che, vinto dalla Royal Navy, può essere considerato un’ “anticipazione” su piccola scala di ciò che sarà la “Battaglia dei quattro giorni” dell’anno successivo. Il corpo centrale del volume – più di cento pagine – è dedicato alla dettagliatissima descrizione di ciascuna giornata delle “Four Day’s Battle”, vinta infine dalla flotta olandese: ad un testo assolutamente completo e quanto mai approfondito sono affiancate numerose cartine che illustrano graficamente i complessi movimenti delle unità nelle varie fasi di questo scontro, ricavate da relazioni e fonti originali cui l’autore ha fatto ricorso, peraltro, per la stesura del’intero volume.

The Four Days’ Battle of 1666 si conclude con numerose appendici che riportano – per tutte le unità che parteciparono alla battaglia – la tipologia, il numero dei cannoni e degli uomini dell’equipaggio, il nome del comandante e altri dati di interesse. Le note (raccolte al termine del testo) e la bibliografia accrescono ulteriormente il valore dell’opera; l’indice analitico è veramente completo e costituisce di per sé un ulteriore elemento che consente di definire questo bel volume come assolutamente “monumentale”.

L’iconografia, composta da stampe e immagini d’epoca, comprende ritratti di attori e comprimari dello scontro e – soprattutto – numerose riproduzioni di litografie e quadri, per la massima parte opera dei noti pittori Van de Velde padre e figlio, i quali ebbero modo di basare su qualificate fonti coeve di prima mano la realizzazione di dettagliate “istantanee” degli scontri navali di quel concitato periodo.

Le riproduzioni di taluni dipinti avrebbero forse potuto venire stampate a colori, accrescendone in tal modo ulteriormente il valore documentale; tuttavia, è questo l’unico appunto che ci sentiamo di muovere a un’opera che – per la profonda e complessa metodologia di ricerca storica messa in atto dall’autore per la sua stesura – risulterà fondamentale non soltanto per gli appassionati della marineria seicentesca ma anche per tutti gli studiosi di storia navale più largamente intesa.

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