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Titolo: STRUGGLE FOR THE MIDDLE SEA - The Great Navies at War in the Mediterranean Theater, 1940-1945

Autore: Vincent P. O'Hara

Casa editrice: Naval Institute Press

Anno di edizione: 2009

Pagine: 352

Dimensioni(cm): -------

Prezzo originale: 28,24 euro

 

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Sono rimasto profondamente colpito dalla recensione fatta sulla Rivista Marittima riguardo al libro che mi riprometto di acquisire quanto prima. vero, la recensione è stata fatta da Enrico Cernuschi, che ha idee sue sulla guerra navale nel Mediterraneo, ma la stesa recensione è fatta in toni simili su diversi siti internazionali e questo è un fatto che va enfatizzato.

perchè? per questa semplice frase: "Le conclusioni finali, impossibili da riassumere in questa sede, spaziano dal riconoscimento alla Regia Marina >. La Royal Navy, per contro, superba sul piano tattico (prevalentemente notturno) mancò, nonostante i vantaggidi cui godeva in termini di intelligence, tecnologia e risorse materiali.. sul piano strategico il proprio obiettivo avendo scelto, nell'estate del '40, di combattere una campagna che non poteva vincere"

 

Non è il primo vagito della rivoluzione, c'era gia stato un libro ad opera di J.Sadkovich e, in un ambito piu nostrano, il libro di Rapalino e Schivardi.

 

 

 

link all'intervista (in inglese) sul blog del Naval Institute Press http://blog.usni.org/2009/10/19/struggle-f...incent-p-ohara/

Edited by Totiano

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Letto da poco.

Confermo che si tratta di un libro molto ben fatto, sintetico ma esaustivo (i vari capitoli dedicati agli scontri anglo-francesi e al dopo 8 settembre sono molto interessanti). E confermo pure che parla abbastanza bene della Regia Marina che secondo l'autore ha raggiunto i suoi obiettivi, la difesa del traffico ed un controllo abbastanza continuativo del mediterraneo centrale. Tra l'altro non parla neanche male dell'efficacia delle artiglierie italiane, mentre boccia decisamente la "cooperazione" aereonautica - marina.

 

Mi è piaciuto molto che per ogno scontro viene riportata la consistenza degli schieramenti ed i danni subiti da ogni nave con una notazione semplice ed uniforme.

 

Assolutamente consigliabile con l'unico limite di essere scritto totalmente in inglese (molto leggibile peraltro).

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Una concisa sintesi della guerra navale nel Mediterraneo durante la WWII.

 

In sostanza l’autore riprende in parte le considerazioni di Giorgerini, secondo le quali la Regia Marina riuscì a compire la sua missione principale, ovvero quella di tenere aperte le linee di comunicazione con i territori d’oltremare, impedendo allo stesso tempi la libera navigazione al nemico tra i due estremi del Mediterraneo (almeno fino all’estate del 1942). Costringendo la RN ad una lunga,e forse inaspettata, lotta durata 39 mesi.

 

Interessante il modo di presentare in maniera molto sintetica tutti gli scontri di superficie avvenuti nel corso del conflitto. La trattazione mi sembra meno approfondita verso le azioni aeree e subacquee, scarso l’approfondimento tecnico sia dal punto di vista delle unità, degli equipaggiamenti e delle tattiche impiegate.

 

L’autore a ragione dedica diverse pagine agli scontri tra le forze navali inglesi e francesi, dopo l’armistizio con l’Asse della Francia. Utile anche il capitolo finale sugli avvenimenti in Mediterraneo dopo l’8 settembre, riguardanti l’impegno tedesco a mantenere aperto questo fronte. E’ importante osservare come gli Alleati, nonostante la loro schiacciante superiorità, a partire dalla seconda metà del 1943, furono battuti sonoramente dai tedeschi in Egeo nelle operazioni anfibie lanciate in questo settore. O’Hara dedica diverse pagine a questi avvenimenti.

 

In definitiva un buon libro, che riscatta l’immagine della Regia Marina, anche di fronte al pubblico anglosassone, troppo influenzato, a settanta anni dagli avvenimenti, dalla propaganda alleata.

 

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Titolo: Struggle for the Middle Sea. The Great Navies at War in the Mediterranean Theater, 1940-1945.

Autore: Vincent P. O'Hara

Editore: US Naval Institute Press

Anno di edizione: 2009

Pagine: 360

Prezzo di listino: $ 34,95

 

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Un libro sulla guerra navale nel Mediterraneo, ben concepito, ottimamente documentato e finalmente libero da molte interpretazioni distorte che affliggono opere simili, ma più datate. In breve, questo è Struggle for the Middle Sea, uno dei più significativi lavori dello storico americano Vincent P. O'Hara. L'autore non ha bisogno di presentazioni: basti ricordare che le sue tre principali opere, inclusa quella in esame, sono pubblicate dalla US Naval Institute Press.

 

Con Struggle for the Middle Sea, O'Hara presenta al lettore una panoramica complessiva della guerra navale nel bacino del Mediterraneo, dal 1940 al 1945, prendendo in considerazioni tutti i principali attori coinvolti, cioè le Marine di Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Stati Uniti. Sono diversi e molteplici gli elementi che contribuiscono a rendere pregevole questo libro. Innanzi tutto la vastità del tema trattato: questa è la prima volta in cui, all'interno di un singolo volume, vengono esaminate tutte le azioni navali delle cinque Marine protagoniste nel Mediterraneo, nel corso dell'intera guerra. Proprio a causa di ciò, si potrebbe pensare che l'autore sia stato costretto a tralasciare i dettagli o gli scontri di minore importanza, ma è vero il contrario: che si tratti di Punta Stilo o di una scaramuccia tra cacciatorpediniere sulla costa siriana, ogni azione navale viene ricostruita con grande cura, così che il lettore è sempre in grado di formarsi un'idea precisa delle forze in gioco e dello svolgersi degli eventi. Questo non sarebbe stato possibile senza un certosino lavoro di ricerca, selezione e critica delle fonti, che O'Hara ha svolto in modo magistrale. La bibliografia è ampia e comprende un gran numero di fonti primarie; le numerose note alla fine di ogni capitolo permettono al lettore scrupoloso di verificare le notizie e i dati riportati dall'autore.

 

Ciò che rende Struggle for the Middle Sea particolarmente interessante e godibile è la dichiarazione di obiettività, espressa e applicata dall'autore fin dall'introduzione di questo libro. Sebbene ogni opera storica sia inevitabilmente influenzata dal periodo e dalla personalità di chi scrive, O'Hara rende un importante contributo alla storiografia sulla guerra navale nel Mediterraneo liberando, per la prima volta su così larga scala, la narrazione degli eventi storici da molte interpretazioni non corrette o del tutto infondate. Il lettore che conosce i resoconti inglesi relativi al medesimo argomento (Roskill, Cunningham, Playfair e tutti i libri basati esclusivamente sulle opere di questi autori) avrà quasi uno shock nel leggere Struggle for the Middle Sea, dato che in questo libro vengono analizzate e rigettate molte presunte verità che in sette decenni sono state ripetute così tante volte, da essere state accettate anche da molti storici contemporanei. La "moral ascendancy" della flotta inglese su quella italiana dopo Punta Stilo e l'accusa di codardia agli ammiragli italiani sono solo due dei concetti discussi e ritenuti infondati nell'analisi di O'Hara. In realtà, l'intera strategia britannica nel Mediterraneo viene messa in discussione a partire dalla seguente frase, riportata nell'introduzione: "La Gran Bretagna combattè nel Mediterraneo perchè dal 1940 al 1943 non c'era un altro posto dove avrebbe potuto combattere senza la prospettiva di una sconfitta totale". Ovviamente lo scopo del libro non è una riscrittura della storia a discredito degli inglesi e a favore dell'Italia, infatti non mancano critiche anche severe alle deficienze e imperizie dimostrate dalla Regia Marina, specialmente a livello tattico. Inoltre l'autore si dedica con uguale impegno a rivisitare alcune interpretazioni tedesche, da lui ritenute erronee, relative ai fatti avvenuti durante la guerra navale nel Mediterraneo.

 

Come ogni libro, neanche questo è esente da mancanze e difetti più o meno oggettivi. Il limite più grande di Struggle for the Middle Sea è aver concentrato l'attenzione sugli scontri di superficie, cosicchè lo spazio e l'attenzione dedicati ad episodi anche importanti, ma che esulano da quella categoria, sono molto ridotti: per esempio la notte di Taranto e l'incursione ad Alessandria ricevono poco più che un accenno. Oltre a ciò, alcuni eventi - di grande rilevanza per le azioni narrate nel libro - sono trattati in modo molto superficiale: tra tutti, la genesi dell'intervento tedesco nel Mediterraneo e le cause che hanno determinato la presenza in mare della Squadra Navale il 9 settembre 1943.

 

In definitiva Struggle for the Middle Sea è un importante contributo alla storiografia sulla guerra navale nel Mediterraneo, in quanto pone una nuova luce su molti fatti noti e rappresenta un sicuro riferimento per quanto riguarda le azioni di superficie avvenute in quel teatro di operazioni. Il fatto che sia rivolto a un pubblico anglofono fa sperare che, con il passare del tempo, si diffonda anche all'estero una visione più aggiornata, documentata e obiettiva della guerra navale nel Mediterraneo.

Edited by bezukhov

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