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dott.Piergiorgio

Regio Cacciatorpediniere Antonio Da Noli, Presente !

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La storia dei due caccia Da Noli e Vivaldi mi ha sempre colpito molto nella sua tragicità.

 

Affermare però che il ritrovamento del Da Noli porti più vicino al ritrovamento del Roma mi sembra azzardato visto che affondò nelle Bocche di Bonifacio...se poi nelle ricerche d'archivio sono stati trovati daltri e più precisi documenti sul Roma è un'altra faccenda.

 

A proposito dell'affondamento dei 2 caccia, c'è qualcuno che sa con quali batterie costiere tedesche si scontrarono? in zona c'erano diverse batterie costiere italiane alcune delle quali catturate dai tedeschi in quei giorni confusi e non ho mai capito se siano stati colpiti da queste o da batterie mobili dell'esercito.

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Come già inserito sul topic dedicato al presunto ritrovamento della Corazzata Roma, riposto, la'rticolo di oggi pubblicato sulla Nuova Sardegna, dove si spiega, molto sommariamente, come si sarebbe arrivati al collegamento Da Noli - Roma

 

 

Tanti concorrenti per la caccia al relitto nel golfo dell’Asinara a 66 anni esatti dall’affondamento

Corazzata Roma, sfida negli abissi

Individuato vicino a Bonifacio resti di un cacciatorpediniere d’appoggio

 

Di Pier Giorgio Pinna

 

Porto Torres. Nel golfo dell’Asinara sono le 15,45 del 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio. La corazzata Roma viene attaccata dalla Luftwaffe. Alle 16,12 si spezza e comincia a inabissarsi. Muoiono 1.393 uomini, 620 i superstiti. E’ uno degli scontri documentati della seconda guerra mondiale. Dagli incrociatori d’appoggio si fanno foto. Vengono registrate le coordinate del punto dove l’ammiraglia della Marina cola a picco: 41° 08’ Nord e 08°09’ Est, 45 Km al largo di Castelsardo. Ma da allora nessuno è più riuscito a individuarla. Ed è un vero mistero. L’altro enigma è che proprio adesso ricomincia, all’improvviso, una caccia serrata al relitto. Con una concorrenza tra società e specialisti. Sfida negli abissi arricchita dalla scoperta, rivelata ieri, dei resti del cacciatorpediniere Da Noli, che accompagnava la Roma. E’ confermato: l’unità, con 228 militari a bordo, è finita sulle mine a sud di Bonifacio. L’annuncio del ritrovamento è stato dato da uno degli esperti in campo per la ricerca dell’ammiraglia della flotta italiana, Francesco Scavelli.

La corazzata era una gigantesca massa di ferrop e acciaio. Oggi giace a 400 metri di profondità. Come mai nessuno è più riuscito a vederla? Se si pensa che il Titanic, lungo appena 30 metri in più, è stato scoperto sulla piana abissale americana, a 3.787 metri, c’è da riflettere. O le coordinate annotate erano sbagliate, cosa piuttosto improbabile nonostante la drammaticità degli eventi, o sono state riferite in maniera errata nel tempo. Oppure l’ammiraglia potrebbe essersi suddivisa in più tronconi che, col passare del tempo, sono stati trascinati dalle correnti. In 66 anni a dare una risposta a questi interrogativi hanno provato in parecchi. Ma nessuno c’è riuscito. Nel frattempo alla Roma sono stati dedicati saggi, documentari, siti internet, addirittura un romanzo, “Alta Profondità”, di Folco Quilici. Due anni fa l’ultimo tentativo l’hanno fatto l’Anteo, nave oceanografica della Marina, e mini-sommergibili delle case di produzione Contex Tv (tedesca) e Polivideo (italo-svizzera). Nessun risultato. E ora? Che succede? Come mai tanto slancio? Non tutto può essere spiegato con l’anniversario della tragedia, che ciclicamente fa riaccendere i riflettori. No, stavolta sembra ci sia dell’altro. Almeno stando all’incalzare degli annunci.

Alcuni mesi fa Piero Angela rivela che sta lavorando a un documentario sui rebus della corazzata. Passano diverse settimane. Si arriva a quest’estate. E all’improvviso Francesco Scavelli, 30 anni, di Catanzaro, motore della società Bluimage, mette le carte in tavola. “ So dove si trova la Roma e posso individuarla”, non si stanca di ripetere. Chiede la collaborazione di Henri Germani Delauze, amico d’avventure di Jacques Costeau. “Lui soltanto con la sua società Comex e la nave Minibex, ha le tecnologie giuste per aiutarci”, spiega. Prevede che la spedizione possa partire ai primi di settembre. Marisardegna smentisce però di aver ricevuto comunicazioni. Poi lo stesso ricercatore precisa: “Salperemo entro fine mese”. Tutto partirebbe dal Da Noli. “ Il ritrovamento dell’incrociatore è stato reso possibile da un lavoro negli archivi di Washington, Friburgo, Londra, Roma – sottolinea – Abbiamo in mano un documento, finora mai preso in esame, con il posizionamento delle mine tedesche. Ci ha consentito di tracciare la rotta che la Regia Marina ha seguito il 9 settembre ’43. Trovato il Da Noli, abbiamo adattato il lucido dei campi minati sulle carte nautiche, facendolo coincidere con costa e relitto”. Da allora il mosaico ha cominciato a prendere forma. L’interpretazione di documenti top secret ha permesso di arrivare sino al punto dove sarebbe stata rilevata una forte anomalia magnetica denominata “Punto bizzarro”, ovvero una massa non naturale che potrebbe essere quella della corazzata.

Ma ora si fa vivo un potenziale rivale per la caccia. Si chiama Ferdinando Cugliari. E’ l’uomo che anni fa ha filmato sotto i mari siciliani una nave fantasma con centinaia di migranti morti, dimenticati da tutti tranne che da Giovanni Maria Bellu, oggi vicedirettore dell’”Unità”, che sull’angosciante storia ha scritto un libro. Cugliari qualche tempo fa è stato tra i protagonisti di un tentativo di individuare la Roma e ha collaborato con la francese Comex. Adesso, apprese le intenzioni di Scavelli, svela pubblicamente le coordinate del tratto di mare cdove secondo lui si trova il relitto: latitudine nord 41°09’ 870” e longitudine est 08°39’090”. “ Ecco, se trovassero la la Roma in un cerchio di 2-300 metri da lì sarei felice di aver vinto la scommessa”, spiega.

Basteranno tante passioni e lo scontro fra tesi così diverse a far luce sui misteri della corazzata più potente d’Italia che i tede3schi riuscirono ad annientare in una manciata

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Rientrato da poco dalla Corsica, ho avuto per le mani un libro sui relitti della zona. Il relitto del Da Noli è citato con tanto di coordinate, spezzato in due su un fondale tra i 90 e i 95 metri. Un'immersione quindi estremamente tecnica (per fortuna!), di cui pare esista anche un filmato. Purtroppo non ho avuto modo di segnarmi i particolari. Le stesse informazioni (criptate) sono riportate su un sito a pagamento http://www.relitti.it/relitti/generale/rel...NIO%20DA%20NOLI

A perte questo, concordo con le perplessità sul collegamento Da Noli - Roma. Per quel che ricordo (ora sono intreno e non ho i miei libri) Da Noli e Vivaldi erano stati inviati da soli alle Bocche di Bonifacio, in missione di contrasto al naviglio tedesco presente in zona: ciò non necessariamente costituiva una "scorta" alla RN Roma...

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Senza andare tanto lontano, appena qualche anno fa, su una nota rivista di subacquea, un diving pubblicizzava delle immersioni tecniche sulla Roma...

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Di Pier Giorgio Pinna

... Tutto partirebbe dal Da Noli. “ Il ritrovamento dell’incrociatore ... "

Il grassetto è mio: complimenti al Sig. Pinna!

Inoltre, Da Noli e Vivaldi all'epoca dei fatti erano impiegati in tutt'altra operazione, a una trentina di miglia dal punto di affondamento della Roma: un po' distanti per essere considerati di scorta o "di appoggio" a questa nave. :s14: :s07:

Mi trovo costretto a citarmi:

Come alcuni che - di questi tempi - stanno scrivendo una marea di c....te sulla Roma e sugli eventi che hanno coinvolto la Regia Marina all'epoca dell'armistizio... :s05:

:s03:

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Il grassetto è mio: complimenti al Sig. Pinna!

Inoltre, Da Noli e Vivaldi all'epoca dei fatti erano impiegati in tutt'altra operazione, a una trentina di miglia dal punto di affondamento della Roma: un po' distanti per essere considerati di scorta o "di appoggio" a questa nave. :s14: :s07:

Mi trovo costretto a citarmi:

omissis

:s03:

 

Ma no Maurizio, che dici mai? Non vedi che sono articoli di fattura pregevole? :s03:

 

 

OT: mi raccomando, quando vieni giù, fammi un fischio, ci tengo. :s02:

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