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Febea

Il Mare Nelle Canzoni Italiane

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Sarà per questa estate leggera e particolare, sarà per la musica che mi accompagna, mi segue e mi insegue in molte ore del giorno e della notte, sarà perché "onda su onda il mar mi ha portato qui" che ho deciso di scrivere...
Qualche precisazione: non ho alcuna pretesa di completezza dato che riporto le canzoni che conosco e che mi son venute in mente, l'ordine sparso è il criterio delle citazioni, e tralascio volutamente le canzoni di artisti stranieri.
Chi vuole aggiungere qualche altra strofa, ben volentieri...

 

(EDIT Specifichiamo che la pubblicazione non è a scopo di lucro ma solo per ricordare quante volte e con quale bellezza il mare ricorra nelle canzoni italiane.

I moderatori)



edit: aggiungo un elenco delle cazoni postate finora:
Paolo Conte, Onda su onda
Fred Buscaglione, Guarda che luna
Vasco Rossi, Basta poco:





Paolo Conte, Onda su onda:
"[...]Onda su onda
il mare mi porterà
alla deriva,
in balia di una sorte bizzarra e cattiva...
onda su onda,
mi sto allontanando ormai...
la nave è una lucciola persa nel blu...
mai più mi salverò... [...]

Paolo Conte, Una giornata al mare:
”Una giornata al mare
solo e con mille lire
sono venuto a vedere
quest’acqua e la gente che c’è
il sole che splende più forte
il frastuono del mondo cos’è
cerco ragioni e motivi di questa vita
ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore
cadono sulla mia testa le risate delle signore
Guardo una cameriera
non parla è straniera
dico due balle ad un tizio
seduto su un’auto più in la
un’auto che sa di vernice,
di donne, di velocità
e laggiù sento tuffi nel mare,
nel sole o nel tempo chissà,
bambini gridare,
palloni danzare [...]"

Daniele Silvestri, A me ricordi il mare:
"A me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
Ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene [...]"

Little Tony, Mare profumo di mare:
"Mare profumo di mare
con l'amore io voglio giocare
è colpa del mare
del cielo e del mare [...]"

Giuni Russo, Un'estate al mare:
"[...] Un'estate al mare
voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
un'estate al mare
stile balneare
con il salvagente per paura di affogare [...]"

Fred Bongusto, Una rotonda sul mare:
"Una rotonda sul mare
Il nostro disco che suona
Vedo gli amici ballare
Ma tu non sei qui con me [...]"

Vinello, Stessa spiaggia stesso mare:
"Per quest'anno non cambiare
stessa spiaggia stesso mare
per poterti rivedere
per tornare per restare insieme a te
e come l'anno scorso
sul mare col pattino
vedremo gli ombrelloni
lontano lontano
nessuno ci vedrà vedrà vedrà [...]"

Vianello, Con le pinne fucile ed occhiali:
"Con le pinne fucile ed occhiali
quando il mare e'una tavola blu
sotto un cielo di mille colori
ci tuffiamo con la testa all'in giu',splash
mentre tutta la gente e'assopita
sulla sabbia bruciata dal sol
ci scambiamo nell'acqua salata
un dolcissimo bacio d'amor [...]"

Gino Paoli, Sapore di sale:
"Sapore di sale, sapore di mare
che hai sulla pelle, che hai sulle labbra
quando esci dall'acqua e ti vieni a sdraiare
vicino a me, vicino a me [...]"

Lucio Battisti, La canzone del sole:
“Ma ti ricordi le onde grandi e noi
gli spruzzi e le tue risa
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
la fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me... [...]"

Claudio Baglioni, E tu:
“Accoccolati ad ascoltare il mare
quanto tempo siamo stati
senza fiatare [...]”

Claudio Baglioni, Io dal mare:
"[...]dal mare venni e amare mi stremò
perché infiammare il mare non si può
aveva forse nervi e fruste di uragani
scure anime profonde
tra le vertebre di vetro e schiuma
urla di leoni le onde [...]"

Riccardo Cocciante, Se stiamo insieme:
" [...] e quante volte ho visto
dalla prua di una barca
tra spruzzi e vento
l'immensità del mare
spandersi dentro e
come una carezza calda
illuminarmi il cuore [...]"

Luca Carboni, Mare mare:
“[...] Mare, mare mare, ma che voglia di arrivare lì
da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare mare, sai che ognuno c'ha il suo mare dentro il cuore,
sì... e ogni tanto gli fa sentire l'onda [...]"

Raoul Casadei, Ciao ciao mare:
"[...] ciao ciao ciao ciao mare!
anche se c'è tanto freddo
io ti vengo a salutare.
ciao ciao ciao ciao mare!
Il ricordo dell'estate
si risveglia nel mio cuore [...]"

Negramaro, Neanche il mare:
“[...] ed io fra le stelle
vengo a cercare quel sorriso
che neanche il mare sa di avere
e non mi importa
quanto il cielo dovrà aspettare
a lui io dirò che neanche il mare pensa di avere grandezza uguale [...]"

Gianna Nannini, Notti senza cuore:
“[...] Notti senza nome da far tremare il cielo dove c'è una via d'uscita
che trascina via da qui in un volo bellissimo in un mare bellissimo
e mi sembra bellissimo sopra un mare bellissimo [...]”

Stadio, Come piogga in mare:
“[...] Dopo di te la tua assenza ha reso inutile anche me
Come pioggia in mare [...]"

Stadio, Universi sommersi:
“[...]Noi con i nostri universi sommersi,
noi nella vita del mare dispersi, però [...]”

Stadio, Fra il cielo e il mare:
“[...]E adesso è come che
penda fra il cielo e il mare
questo dolore che
che lo so solo io [...]”

Laura Pausini, Tra te e il mare:
"Non ho più paura di te
tutta la mia vita sei tu
Vivo di respiri che lasci qui
che consumo mentre sei via
Non posso più dividermi tra te e il mare
non posso più restare ferma ad aspettare [...]"

Antonello Venditti, Alta marea:
"[...]Tu sei dentro di me come l'alta marea
che scompare e riappare portandoti via [...]"

Marco Masini, Ci vorrebbe il mare:
"Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi
mentre si cammina verso un punto che non vedi [...]"

Umberto Tozzi, Gente di mare:
"A noi che siamo gente di pianura
Navigatori esperti di città
Il mare ci fa sempre un po paura
Per quella idea di troppa libertà [...]"

Renato Zero, Spiagge:
"[...] Un'altra vela va,
Fino a che non scompare,
Quanti segreti che,
Appartengono al mare [...]"

Enrico Ruggeri, Il mare d’inverno:
“Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero
visto alla tv
e verso l'interno
qualche nuvola dal cielo
che si butta giù [...]"

Lucio Dalla, Ma come fanno i marinai:
"[...] che cosa gliene frega
di trovarsi in mezzo al mare
a un mare che più passa il tempo
e più non sa di niente
su questa rotta inconcludente
da Genova a New York
ma come fanno i marinai
a fare a meno della gente
e rimanere veri uomini però [...]" Edited by malaparte

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che bel post, brava Febea!

 

non trovo in effetti altri brani da aggiungere, però mi ha colpito il fatto che sei arrivata perfino al romagnolisimo Casadei! :s03:

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Grazie Totiano...

 

 

 

Fred Buscaglione, Guarda che luna:

"[…] Ma guarda che luna, guarda che mare,

in questa notte senza te vorrei morire

perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire

guarda che luna, guarda che mare! […]"

 

Vasco Rossi, Basta poco:

"[…] e intanto il mondo rotola

e il mare sempre luccica […]"

 

Luciano Ligabue, Il centro del mondo:

"[…] Portami ovunque portami al mare

portami dove non serve sognare […]"

 

Luciano Ligabue, Ancora in piedi:

[…] persi o no siamo ancora in piedi

siamo ancora che, siamo ancora chi,

siamo ancora chi, siamo ancora che ne so...

è un mare pieno di zattere

è un mare pieno di salvagenti

è un mare con qualche isola

Sopravvissuti a vecchi e nuovi dolori

che aspettiamo i vaccini, nel frattempo chissà […]

Edited by Febea

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Ringrazio Febea di averci ricordato queste bellissime canzoni.

"Una rotonda sul mare" dell'indimenticabile Fred Bongusto, rimane per me in assoluto la migliore.

Forse sara' perche' mi rievoca piacevoli serate ballando sulla nota "mattonella" nel tentativo molto improbabile di un approccio con le coetanee d'allora....... :s68:

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Cara Elena,

a quest'ora tarda trovo il tuo bel post sul mare e le canzoni e mi piace aggiungere così all'impronta Creuza de ma' di De Andrè, musica straordinaria sul rapporto dei genovesi col mare, coi suoi suoni e i suoi colori.

Rimanendo a Genova citerei anche, sempre di Conte, Genova per noi.

 

Con quella faccia un po' così

quell'espressione un po' così

che abbiamo noi prima di andare a Genova

che ben sicuri mai non siamo

che quel posto dove andiamo

non c'inghiotte e non torniamo più.

 

Eppur parenti siamo un po'

di quella gente che c'è lì

che in fondo in fondo è come noi, selvatica,

ma che paura ci fa quel mare scuro

che si muove anche di notte e non sta fermo mai.

 

Genova per noi

che stiamo in fondo alla campagna

e abbiamo il sole in piazza rare volte

e il resto è pioggia che ci bagna.

Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.[/size]

 

Sono poi completamente in accordo con te nel mettere ai primissimi posti Una giornata al mare, ancora di Conte, che è uno dei miei autori preferiti, per la sua struggente malinconia e per la poesia delle parole.

 

Ritornerò volentieri domani a dare qualche altro contributo più pensato.

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Lucio Dalla - Com'è profondo il mare (1977)

[...] Frattanto i pesci

Dai quali discendiamo tutti

Assistettero curiosi

Al dramma collettivo

Di questo mondo

Che a loro indubbiamente

Doveva sembrar cattivo

E cominciarono a pensare

Nel loro grande mare

Com'è profondo il mare

Nel loro grande mare

Com'è profondo il mare [...]

 

Certo

Chi comanda

Non è disposto a fare distinzioni poetiche

Il pensiero come l'oceano

Non lo puoi bloccare

Non lo puoi recintare

Così stanno bruciando il mare

Così stanno uccidendo il mare

Così stanno umiliando il mare

Così stanno piegando il mare [...]

 

Bello questo topic, me gusta :s20:

Edited by iy7597

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E c'è De Gregori con questa splendida canzone.

 

Titanic e scusatemi se la riporto integralmente ma altrimenti non la si può capire.

 

La prima classe costa mille lire,

la seconda cento, la terza dolore e spavento

e puzza di sudore nel boccaporto

e odore di mare morto.

Signor Capitano, mi stia a sentire

ho belle pronte le mille lire,

in prima classe io voglio viaggiare

su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni

ed a Parigi ha comprato un cappello,

se ci invitasse al suo tavolo a cena stasera

come sarebbe bello.

E con l'orchestra che ci accompagna

con questi nuovi ritmi americani

saluteremo la Gran Bretagna

col bicchiere fra le mani

e con il ghiaccio dentro al bicchiere

faremo un brindisi tintinnante

a questo viaggio davvero mondiale e a questa luna gigante.

Ma chi l'ha detto che in terza classe

che in terza classe si viaggia male

questa cuccetta sembra un letto a due piazze

ci si sta meglio che in ospedale.

A noi cafoni ci hanno sempre chiamati

ma qui ci trattano da signori

che quando piove si puo' star dentro

ma col bel tempo veniamo fuori

su questo mare nero come il petrolio

ad ammirare questa luna metallo

è quando suonano le sirene

ci sembra quasi che canti il gallo

ci sembra quasi che il ghiaccio

che abbiamo nel cuore

piano piano si vada a squagliare

in mezzo al fumo di questo vapore

di questa vacanza in alto mare.

E gira gira gira gira l'elica

e gira gira che piove e nevica

per noi ragazzi di terza classe

che per non morire si va in America.

Il marconista sulla sua torre

le lunghe dita celesti nell'aria

riceveva messaggi d'auguri

per questa crociera straordinaria

e trasmetteva saluti e speranze

in quasi tutte le lingue del mondo

comunicava tra Vienna e Chicago

in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe

innamorata del proprio cappello

quando la sera lo vide ballare

lo trovo' subito molto bello.

Forse per via di quegli occhi di ghiaccio

cosi difficili da evitare

penso' magari con un po' di coraggio

prima dell'arrivo mi faro' baciare.

E com'e' bella la vita stasera

tra l'amore che tira e un padre che predica

per noi ragazze di prima classe

che per sposarsi si va in America

per noi ragazze di prima classe

che per sposarsi si va in America

per noi ragazze di prima classe

che per sposarsi si va in America.

che per sposarsi si va in America.

 

 

Voglio solo ricordare che l'autore non parla mai di ciò che sta per accadere. Sono presenti invece, e non a caso secondo me, tre versi con la parola ghiaccio:

 

e con il ghiaccio dentro al bicchiere

 

ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore

 

Forse per via di quegli occhi di ghiaccio.

 

 

 

E De Andrè con Parlando del naufragio della London Valour

 

I marinai foglie di coca digeriscono in coperta

Il capitano ha un amore al collo venuto apposta dall'Inghilterra

Il pasticciere di via Roma sta scendendo le scale

ogni dozzina di gradini trova un mano da pestare

ha una frusta giocattolo sotto l'abito da té

 

E la radio di bordo è una sfera di cristallo

dice che il vento si farà lupo il mare si farà sciacallo

Il paralitico tiene in tasca un uccellino blu cobalto

ride con gli occhi al circo Togni quando l'acrobata sbaglia il salto

 

E le ancore hanno perduto la scommessa e gli artigli

i marinai uova di gabbiano piovono dagli scogli

Il poeta metodista ha spine di rosa nelle zampe

per fare pace con gli applausi per sentirsi più distante

la sua stella si è oscurata da quando ha vinto la gara di sollevamento pesi

 

E con uno schiocco di lingua parte il cavo dalla riva

ruba l'amore del capitano attorcigliandole la vita

Il macellaio mani di seta si è dato un nome da battaglia

tiene fasciato dentro il frigo nove mascelle antiguerriglia

ha un grembiule antiproiettile tra il Giornale e il gilè

 

E il pasticciere e il poeta e il paralitico e la sua coperta

si ritrovano sul molo con sorrisi da cruciverba

a sorseggiarsi il capitano che si sparava negli occhi

e il pomeriggio a dimenticarlo con le sue pipe e i suoi scacchi

e si fiutarono compatti nei sottintesi e nelle azioni

contro ogni sorta di naufragi e di altre rivoluzioni

e il macellaio mani di seta distribuì le munizioni

 

 

Dove il mare è citato una sola volta ma eccome se è presente.

Edited by gichiano

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Strettamente legata a Titanic (tanto che spesso nei concerti viene eseguita immediatamente dopo).

 

Francesco De Gregori - Muscoli Del Capitano

 

Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.

Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.

Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,

fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.

E poi il capitano, se vuole, si leva l'ancora dai pantaloni

e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa,

c'è sempre uno che gli risponde.

Ma capitano non te lo volevo dire,

ma c'è in mezzo al mare una donna bianca,

così enorme, alla luce delle stelle,

che di guardarla uno non si stanca.

 

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,

ed ha un motore di un milione di cavalli

che al posto degli zoccoli hanno le ali.

La nave è fulmine, torpedine, miccia,

scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d'acciaio,

pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.

In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,

il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.

E il capitano disse al mozzo di bordo

"Giovanotto, io non vedo niente.

C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.

Andiamo avanti tranquillamente".

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Mi fa piacere leggere i vostri apprezzamenti, ma anche e soprattutto leggere i vostri contributi... :s01:

 

Aggiungo anche questa recente canzone cantata da ben cinquantasei artisti italiani: con i loro particolari timbri di voce e i loro inconfondibili stili di interpretazione hanno dato vita ad un progetto musicale che si prefigge di infondere coraggio nelle persone dell'Abruzzo che hanno vissuto il dramma del terremoto, e, allo stesso tempo, di contribuire alla ricostruzione delle zone donneggiate destinando i ricavati delle vendite. :s20:

 

Artisti uniti per l'Abruzzo, Domani:

"[...] Tra le nuvole e il mare c'è una stazione di posta

uno straccio di stella messa lì a consolare

sul sentiero infinito

del maestrale [...]

Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare

con un pò di fortuna

si può dimenticare [...]

Tra le nuvole e il mare si può andare e andare

sulla scia delle navi di là del temporale

e qualche volta si vede

una luce di prua

e qualcuno grida: Domani![...]"

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Qui si tocca il mare quasi di sfuggita (pochissime righe) ... ma è in mezzo, proprio "su navi" ...

 

Andrea Bocelli - Partirò

 

" ...

paesi che non ho mai

veduto e vissuto con te

adesso si li vivrò

con te partirò

su navi per mari

che io lo so

no no non esistono più

con te io li vivrò

Quando sei lontana

sogno all'orizzonte

e mancan le parole..."

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Di Dalla abbiamo dimenticato la notissima Caruso.

 

Qui dove il mare luccica,

e tira forte il vento

su una vecchia terrazza

davanti al golfo di Surriento

un uomo abbraccia una ragazza,

dopo che aveva pianto

poi si schiarisce la voce,

e ricomincia il canto.

 

Vide le luci in mezzo al mare,

pensò alle notti là in America

ma erano solo le lampare

nella bianca scia di un'elica

sentì il dolore nella musica,

si alzò dal pianoforte

ma quando vide la luna uscire da una nuvola

gli sembrò più dolce anche la morte

guardò negli occhi la ragazza,

quelli occhi verdi come il mare

poi all'improvviso uscì una lacrima,

e lui credette di affogare

 

 

Faccio seguire alla triste canzone di Dalla l'allegra e anche cattiva E la barca tornò sola dell'orchestrina di Renato Carosone.

 

E la barca tornò sola.

Sola, sola.

 

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

 

Erano tre fratelli pescatori,

con una mamma nera,

ed una barca bianca

e con tre cuori ancora da creatura.

 

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa

 

Il mare urlava cupo quella sera

e il legno della incognita straniera

cercava aiuto in tutto quell'orrore.

Chi rischierà la vita per salvare

la bionda forestiera. Chi sarà.

 

Chi sarà. Mah!

Mare crudele.

Mare crudele.

Mare crudele.

 

Mare, mare crudele,

come puoi cantare

nelle notti scure

quando piange il cuore.

 

Mare, se di un amore

soffocasti in gola

l'ultima speranza,

l'ultima parola.

 

Mare crudele.

Mare crudele.

Mare crudele.

Mare crudele.

 

E la barca tornò sola.

 

Glu glu glu … glu glu glu … glu glu glu

 

E la barca tornò sola.

 

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

E a me che me ne importa.

 

 

Il glu glu glu era del batterista Gegè Di Giacomo amatissimo dal pubblico televisivo degli anni Cinquanta e Sessanta e ovviamente anche da me.

Ancora oggi quando ascolto la canzone rido di gusto.

 

Per oggi finisco con la ricerca della tradizione popolare calabrese di Domenico Modugno con la ben nota 'U pisci spada.

 

– Ah lu vitti, lu vitti! Ah, lu vitti 'mmenzu lu mari, beddi mei…

Lu vitti, pigghiati la varca e curriti! Curriti ca l'haju vistu, beddi..

Beddi figghi dativi da fari! Ecculu ca veni! Ecculu ca veni!

Beddu, figghiu, vaj, daj, curri, pi sant'Antoniu! Curri ca l'avemu pigghiatu.. –

 

« Daje, daje, lu vitti, lu vitti! Pigghia la fiocina! Accídilu, accídilu, aahaaà! »

 

Te pigghiaru la fimminedda,

drittu drittu 'ntra lu cori

e chiancìa di duluri

ahi ahi ahi ahi ahi ahi…

 

E la varca la strascinava

e lu sangu ni currìa,

e lu masculu chiancìa

ahi ahi ahi ahi ahi ahi…

 

E lu masculu

parìa 'mpazzutu,

cci dicìa:

– Bedda mia nun chianciiri,

bedda mia nun chianciri

dimmi tìa chi haju 'a fari? –

 

Rispunnìa la fimminedda

cu 'nu filu 'i filu 'i vuci:

– Scappa, scappa, amuri miu,

ca si no t'accidinu! –

 

– No, no, no,

no, amuri miu!

Si tu mori

vogghiu muriri

'nzieme a tìa!

 

 

Che narra la triste storia di un pesce spada che si fa uccidere dopo che la sua compagna era stata colpita a morte dall'arpione dei pescatori nello stretto di Messina.

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Avete dimenticato quella che internazionalmente è più famosa... :s02: Santa Lucia...

 

Sul mare luccica

l'astro d'argento.

Placida è l'onda;

prospero è il vento.

Venite all'agile

Barchetta mia!

Santa Lucia, Santa Lucia

 

Con questo zeffiro

così soave,

oh! com'è bello

star sulla nave!

Su passeggeri

venite via!

Santa Lucia, Santa Lucia.

 

 

E poi La biondina in gondoleta, dove la mettiamo?

 

La biondina in gondoleta

l’altra sera gò menà;

dal piasser la povareta

la s’ha in boto indormensà.

 

La dormiva su ‘sto brasso,

mì ogni tanto la svegiava,

mì ogni tanto la svegiava.

 

E la barca che ninava,

la tornava a indormensar,

e la barca che ninava

la tornava a indormensar.

ecc.

 

 

Mi sa che si andiamo ad attingere anche al repertorio tradizionale.... :s68:

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Molto bello questo post ( ... e pericolosissimo per gli effetti collaterali ... ) :

 

You Tube è una miniera :

 

 

E poi c'è anche questa che non mi sembra sia stata citata ... "Quando Calienta el Sol" dei goliardici Los Marcellos Ferial :

 

 

Oppure 1950 " ... in questo vento di mare e di pini nel nostro anno tra la guerra e il 2000 ", " ..forse attraverserà l'Oceano lontano da noi ... " ecc :

 

http://www.youtube.com/watch?v=AULHQoy0Z9M...feature=related

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MMMMM.....già che siamo (quasi, be' non proprio, ma quasi....) già da un pezzo cercavo su You tube o simili un coro che mi piace da matti....Il Coro dei Gondolieri, dal Marin Faliero di Donizetti (atto II, scena I, per la precisione...)

Quello che dice:

 

Siamo i figli della notte che vaghiam per l'aura bruna

l'eco sol dell'onde rotte della torbida laguna

corrisponde al nostro canto che di pianto è messaggero...ecc ecc.

 

Lo sto ascoltando ora.....Dio . quant'è torbido!!!! :s14: :s20:

Qualcuno mi sa dire dove si trova in rete (così ve lo rifilo...)

Edited by malaparte

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Mi sa che ci stiamo allontanando dalle intenzioni iniziali di Febea.. D'altra parte, questo significa che siamo reattivi alle provocazioni, no??

 

Sempre restando a Donizetti ( il coro di cui sopra è irrintracciabile per la pubblicazione in rete; ricordo che una volta Marcuzzo è riuscito a recitare e mettere in post una bella Peghiera del Marinaio; gli si può chiedere se usando lo stesso sistema è disposto a fare anche il detto coro... :s10: )

Cmq sempre mare è, e sempre Donizetti: Me voglio fa' 'na casa 'n miezzo o mare

 

Scegliete voi quale preferire. Io ho scelto.

 

Ps: le smorfie della Bartoli sono dovute al fatto che stava cantando per un teatro, non per you tube; l'impalcatura capillare della Tebaldi è un must della fashion d'epoca. Non fatevi condizionare da tali faccende.

 

http://www.youtube.com/watch?v=rEpdNgXfa3c

 

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Ps: le smorfie della Bartoli sono dovute al fatto che stava cantando per un teatro, non per you tube; l'impalcatura capillare della Tebaldi è un must della fashion d'epoca. Non fatevi condizionare da tali faccende.

 

La Bartoli regna. Soprattutto quando - come nel video in questione - canta non in un teatro, ma nel Teatro (l'Olimpico di Vicenza, pregevole opera del Geom. Palladio).

 

In quella occasione la Bartoli si è pure cimentata nella spettacolosa aria Agitata da due venti, dalla vivaldiana Griselda. Un'altra aria decisamente marinaresca.

 

 

Agitata da due venti,

freme l'onda in mar turbato

e 'l nocchiero spaventato

già s'aspetta a naufragar.

Dal dovere da l'amore

combattuto questo core

non resiste e par che ceda

e incominci a desperar.

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Accidenti! Spettacolare ( e non parlo del teatro) :s12: Ma come fa?

 

Come faceva don Toni a scrivere brani consimili, per di più.

Per commemorare un evento per metà navale (difesa di Corfù dai Turchi, 1716) Vivaldi scrisse, in onore del Maresciallo Schulenburg, al servizio della Serenissima, la strepitosa Juditha Triumphans.

Tanto per dare un'idea, ecco la Bartoli interpretare lo schiavo Vagaus quando si accorge che il padrone Oloferne ha letteralmente perso la testa (ah ah. battuta facile) per la scaltra Giuditta.

 

 

 

Tornando a temi marinareschi, che dire dell'arrivo di Otello a Cipro (dall'omonima opera, ovviamente. testo a latere):

 

http://www.youtube.com/watch?v=-3_nmmxicwE

 

V'è da dire che però Otello sarebbe arrivato a Cipro su una galera, non su un vascello, e tanto meno a vele spiegate in un fortunale.

Edited by GM Andrea

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Non aggiungo commenti, per non dimostrare la mia plateale incoscienza....ma come diavolo fa ad andare di colpo ai toni bassi e poi tornare al soprano????Ai tempi del prete rosso i castrati credo fossero tutti sull'alto....o no????Sembra di sentire due voci distinte!

 

Bellissima la scenografia dell'Otello, dove è stata fatta????

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Che io sappia c'erano anche soprani, ma tieni presente che comunque - anche se contralti - avevano un'estensione amplissima.

 

Oggi queste arie sono talora eseguite da controtenori.

 

Sulle scene: parrebbero zeffirelliane, ma di sicuro non sono quelle del suo film sul Moro.

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Aggiungo alla lista "Panama" di Ivano Fossati

 

 

Di andare ai cocktails con la pistola

non ne posso più

piña colada o coca cola

non ne posso più

 

Di trafficanti e rifugiati

ne ho già piena la vita

oh maledetta traversata

non sarà mai finita, ma

 

Vedete a nove nodi appena

si è un punto fisso nel mare

che sa di nafta e lo nasconde

con l'odore del té e dell'erba da fumare.

 

Oh mamaçita Panama dov'è

ora che stiamo in mare

sull'orizzonte ottico non c'è

si dovrà pur vedere

signori ancora del té

il nostro porto di attracco darà segno di sé.

 

Quando a Londra il comando

di questa galera mi sembrò un affare

un comandante per quanto giovane

dovrebbe stare in mare

 

La compagnia non fece storie

no no no e lo credo bene

portare esplosivo ai fuoriusciti

mica a tutti conviene.

 

Oh mamaçita Panama dov'è

ora che stiamo in mare

sull'orizzonte ottico non c'è

si dovrà pur vedere

signori ancora del té

il nostro porto di attracco darà segno di sé.

 

Della francese che si sente sola

non ne posso più

sta a proravia di un camerire

che invece guarda giù

 

Con l'ambasciata portoricana

è al quinto mambo stasera

chissà le facce sapessero di agitarsi

su una polveriera.

 

Di andare ai cocktails con la pistola

non ne posso più

piña colada o coca cola

non ne posso più

 

Signori un ultimo té

il nostro porto di attracco non dà segno di sé.

 

 

 

 

 

Ecco qui una esibizione dal vivo.

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Una canzone che mi piaceva tanto

cantare da ragazzo :

 

IL MARE

 

Dalla bianca e lucente scogliera

ogni sera di te parlo al mar

ed al mare confido ogni sera

la più bella canzone d'amor.

 

Il mare è la voce del mio cuor

è la voce del tuo cuor

che ci unisce ancora

 

I miei baci a te

i tuoi baci a me

ce li porta il mare

 

 

Mi sembra che era cantata da Sergio Bruni.

 

 

RED

 

P.S.: Aggiungo una mia piccola poesia (se così può chiamarsi)

 

NOTTE IN SPIAGGIA

 

Disteso stavo sulla rena,

godevo la notte serena,

la luna tutto illuminava,

la rena me e l'onda

che arrivava.

 

Disteso stavo già da ore

ed ore quando all'orizzonte

vidi un bagliore,

il sole s'innalzò sopra del mare

ridando ad ogni cosa il suo colore

 

Red

Edited by Red

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Proprio oggi ascoltavo un vecchio cd con la canzone di Modugno L'uomo in frack, nell'ultima parte viene citato il mare che alla fine accoglierà ciò che rimane della vita dell'uomo che si è ucciso.

 

È giunta ormai l'aurora,

si spengono i fanali,

si sveglia a poco a poco

tutta quanta la città.

La luna si è incantata,

sorpresa e impallidita,

pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.

 

Sbadiglia una finestra

sul fiume silenzioso

e nella luce bianca

galleggiando se ne van

un cilindro,

un fiore

e un frack.

 

Galleggiando dolcemente

e lasciandosi cullare

se ne scende lentamente

sotto i ponti verso il mare,

verso il mare se ne va.

Chi mai sarà, chi mai sarà

quell'uomo in frack.

 

Adieu, adieu, adieu, adieu,

addio al mondo,

ai ricordi del passato,

ad un sogno mai sognato,

ad un attimo d'amore

che mai più

ritornerà.

 

 

Ancora Conte con un brevissimo cenno al mare nella sua Aguaplano.

 

... Scendi pilota,

fammi vedere, scendi

a bassa quota,

che guardi meglio

e possa raccontare

cos'è che luccica sul grande mare...

Strano ma vero, è proprio un pianoforte da concerto...

 

 

Nello scatenatissimo rock di Capitan Uncino di Bennato alla fine si parla anche di mare.

 

Io sono il professore della rivoluzione

Della pirateria io sono la teoria

Il faro illuminante

Ma lo capite o no? Ve lo rispiegherò

Per scuotere la gente, non bastano i discorsi

Ci vogliono le bombe

Io ero un benestante, non mi mancava niente

Ma i soldi di papà, li spendo tutti qua

A combattere sul fronte

Chi si arruolerà! Un bel tatuaggio avrà!

Ma da quel trampolino, io a chi non vuol firmare

Lo sbatto giù nel mare

Si batte la fiacca eh?

Io mi sacrifico per voi

E questo il vostro ringraziamento?

 

Ho trovato anche diverse canzoni napoletane dove, ovviamente, il mare abbonda, e non solo per le rime, ma mi serve un po' di tempo per raccogliere i testi.

Edited by gichiano

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E' doveroso riportare il frutto di un brainstroming operato da ben sei teste che, sebbene sotto gli effetti della Bruce's sbornia :s49: , hanno lavorato alacremente sfruttando i tempi morti causati da una lunga colonna d'auto :s14: ... e hanno così confermato una impareggiabile elesticità mentale nonché cultura musicale. :s20: :s20:

 

 

Andrea Bocelli, Il mare calmo della sera:

"[...] Se dentro l'anima

tu fossi musica,

se il sole fosse dentro te,

se fossi veramente

dentro l'anima mia,

allora sì che udir potrei

il mare calmo della sera,

nel mio silenzio

il mare calmo della sera."

 

 

Orietta Berti, Finché la barca va:

"[...] Finché la barca va lasciala andare,

Finché la barca va tu non remare,

Finché la barca stai a guardare,

Quando l'amore viene il campanello suonerà,

Quando l'amore viene il campanello suonerà [..]"

 

 

Franco I e Franco IV, Ho scritto t'amo sulla sabbia:

"Ho scritto t'amo

sulla sabbia

e il vento

a poco a poco

se l'è portato via

con sè [...]"

 

 

Sergio Cammariere, Dalla pace del mare lontano:

"Dalla pace del mare lontano

Fino alle verdi e trasparenti onde

Dove il silenzio non ha più richiamo

E tutto si confonde

Dalle lagune grigie e nere

Dal faticare senza riposo

Dalla sete alla fame allo spavento

Al più segreto tormento

Avemmo padri avemmo madri

Fratelli amici e conoscenti

Ed imparammo a dare un nome nuovo

Ai nostri sentimenti

E così un giorno a camminare

Su questa terra sotto a un sole avaro

Per un amore che sembrava dolce e

E si é scoperto amaro

 

Ma è solo un'eco nel vento

Nel vento che mi risponde

Venga la pace dal mare lontano

Venga il silenzio dalle onde

 

E in mezzo al mare c'è un punto lontano

Così lontano dalle case e dal porto

Dove la voce delle cose più care

E' soltanto un ricordo

Ma da quel punto in poi

Non si distingue più

La linea d'ombra confonde

Ricordi e persone nel vento

 

Avemmo padri avemmo madri

Fratelli amici e conoscenti

Ed imparammo a dara un nome nuovo

Ai nostri sentimenti

E così un giorno a camminare

Sopra la terra sotto al sole avaro

Per un amore che sembrava dolce

E si é scoperto amaro [...]"

 

 

Banco del mutuo soccorso, Moby Dick:

"Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai

dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.

Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai

non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.

E danzerai sopra una stella marina

e danzerai colpendo al cuore la luna

Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.

La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via.

E danzerai sopra una stella marina

e danzerai colpendo al cuore la luna

Moby Dick, bada a te se t'innamorerai.

E vola via colpendo al cuore la luna

Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.

Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.

Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi

tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai.

E vola via sopra un vascello fantasma

e vola via verso una terra promessa

Moby Dick bada a te se t'innamorerai.

E danzerai sopra una stella marina

e danzerai colpendo al cuore la luna

chi impazzì dietro a te non tornò mai più."

 

 

Fabio Concato, Fiore di maggio:

"Tu che sei nata dove c'è sempre il sole

sopra uno scoglio che ci si può tuffare

e quel sole ce l'hai dentro il cuore

sole di primavera

su quello scoglio in maggio è nato un fiore.

E ti ricordi c'era il paese in festa

tutti ubriachi di canzoni e di allegria

e pensavo che su quella sabbia

forse sei nata tu

o a casa di mio fratello non ricordo più.

E ci hai visto su dal cielo

ci hai provato e piano sei venuta giù

un passaggio da un gabbiano

ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.

Ma che bel sogno era maggio e c'era caldo

noi sulla spiaggia vuota ad aspettare

e tu che mi dicevi guarda su quel gabbiano

stammi vicino e tienimi la mano.

E ci hai visto su dal cielo

ci hai provato e piano sei venuta giù

un passaggio da un gabbiano

ti ha posata su uno scoglio ed eri tu.

Tu che sei nata dove c'e' sempre il sole

sopra uno scoglio che ci si può tuffare

e quel sole ce l'hai dentro il cuore

sole di primavera

su quello scoglio in maggio è nato un fiore"

 

 

Riccardo del Turco, Luglio:

"Luglio col bene che ti voglio

vedrai non finirà ia ia ia ia

luglio m'ha fatto una promessa

l'amore porterà ia ia ia ia

anche tu

in riva al mare

tempo fa

amore amore

mi dicevi luglio

ci porterà fortuna

poi non ti ho vista più

vieni da me c'è tanto sole

ma ho tanto freddo al cuore

se tu non sei con me

luglio si veste di novembre

se non arrivi tu ia ia ia ia

luglio sarebbe un grosso sbaglio

non rivedersi più ia ia ia ia

ma perché

in riva al mare

non ci sei

amore amore

ma perché non torni

è luglio da tre giorni

e ancora non sei qui

vieni da me c'è tanto sole

ma ho tanto freddo al cuore

se tu non sei con me

luglio stamane al mio risveglio

non ci speravo più ia ia ia ia

luglio credevo in un abbaglio

e invece ci sei tu ia ia ia ia

ci sei tu

in riva al mare

solo tu

amore amore

e mi corri incontro

ti scusi del ritardo

ma non m'importa più

luglio ha ritrovato il sole

non ho più freddo al cuore

perché tu sei con me [...]

 

 

Francesco Guccini, Canzone della bambina portoghese:

"E poi e poi, gente viene qui e ti dice

Di sapere già ogni legge delle cose

E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco

di verità fatte di formule vuote

E tutti, sai, ti san dire come fare,

Quali leggi rispettare, quali regole osservare,

Qual e' il vero vero,

E poi, e poi, tutti chiusi in tante celle,

Fanno a chi parla più forte

Per non dir che stelle e morte fan paura.

 

Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese

Non c'eran parole, rumori soltanto come voci sospese.

Il mare soltanto, e il suo primo bikini amaranto,

Le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle.

 

Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare;

O sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare;

Sentì che era un punto al limite di un continente,

Sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte.

 

E in questo sentiva qualcosa di grande

Che non riusciva a capire, che non poteva intuire;

Che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, e l'oceano infinito;

Ma il caldo l'avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire.

E fu solo del sole, come di mani future.

Restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.

 

E poi e poi, se ti scopri a ricordare,

Ti accorgerai che non te ne importa niente.

E capirai che una sera o una stagione

Son come lampi, luci accese e dopo spente.

E capirai che la vera ambiguità

E' la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini,

E poi, e poi, che quel vizio che ci ucciderà

Non sara' fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro,

Cioè vivere"

 

 

Franco Battiato, Summer of a solitary beach:

"Passammo l'estate

su una spiaggia solitaria

e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto

e sulla sabbia un caldo tropicale

dal mare.

E nel pomeriggio

quando il sole ci nutriva

di tanto in tanto un grido copriva le distanze

e l'aria delle cose diventava

irreale.

 

Mare mare mare voglio annegare

portami lontano a naufragare

via via via da queste sponde

portami lontano sulle onde.

 

A wonderful summer

on a solitary beach

against the sea

"le grand hotel Sea-Gull Magique"

mentre lontano un minatore bruno

tornava.

 

Mare mare mare voglio annegare

portami lontano a naufragare

via via via da queste sponde

portami lontano sulle onde... "

 

 

Pierangelo Bertoli, Il pescatore:

"Getta le tue reti

buona pesca ci sarà

e canta le tue canzoni

che burrasca calmerà

pensa pensa al tuo bambino

al saluto che ti mandò

e tua moglie sveglia di buon mattino

con Dio di te parlò

con Dio di te parlò

Dimmi dimmi mio Signore

dimmi che tornerà

l'uomo mio difendi dal mare

dai pericoli che troverà

troppo giovane son io

ed il nero è un triste colore

la mia pelle bianca e profumata

ha bisogno di carezze ancora

ha bisogno di carezze ora

Pesca forza tira pescatore

pesca e non ti fermare

poco pesce nella rete

lunghi giorni in mezzo al mare

mare che non ti ha mai dato tanto

mare che fa bestemmiare

quando la sua furia diventa grande

e la sua onda è un gigante

la sua onda è un gigante

Dimmi dimmi mio Signore

dimmi se tornerà

quell'uomo che sento meno mio

ed un altro mi sorride già

scaccialo dalla mia mente

non indurmi nel peccato

un brivido sento quando mi guarda

e una rosa egli mi ha dato

una rosa lui mi ha dato

Rosa rossa pegno di amore

rosa rossa malaspina

nel silenzio della notte ora

la mia bocca gli è vicina

no per Dio non farlo tornare

dillo tu al mare

è troppo forte questa catena

io non la voglio spezzare

io non la voglio spezzare

Pesca forza tira pescatore

pesca non ti fermare

anche quando l'onda ti solleva forte

e ti toglie dal tuo pensare

e ti spazza via come foglia al vento

che vien voglia di lasciarsi andare

più leggero nel suo abbraccio forte

ma è così cattiva poi la morte

è così cattiva poi la morte

Dimmi dimmi mio Signore

dimmi che tornerà

quell'uomo che sento l'uomo mio

quell'uomo che non saprà

che non saprà di me,

di lui e delle sue promesse vane

di una rosa rossa qui tra le mie dita

di una storia nata già finita

di una storia nata già finita

Pesca forza tira pescatore

pesca non ti fermare

poco pesce nella rete

lunghi giorni in mezzo al mare

mare che non ti ha mai dato tanto

mare che fa bestemmiare

e si placa e tace senza resa

e ti aspetta per ricominciare

e ti aspetta per ricominciare"

 

 

Pierangelo Bertoli, Sera di Gallipoli:

"Cosi è passata la domenica

sul mare sugli scogli, fino a che

il sole non si è

deciso ad andar giù,

sulla pelle ci rimane il sale del mare.

Giriamo le vie di Gallipoli

Rolando, Sandro ed io in libertà,

liberamente qui possiamo stare noi,

soli tra le vecchie mura bianche di calce.

Porto di pescatori e gente povera

che invecchia sull'uscio di una sola stanza,

che mai sarà di questo nostro restare insieme?

Sandro, quando finirà la nostra attesa?

Quando, chetato il mare,

senza più una parola,

le spalle curve, andremo in cerca della luna.

Scalzi giocano a calcio sulla strada

bambini che crescono solo per andarsene,

che mai sarà di questo nostro restare insieme?

Rolando, quando ce ne andremo tutti via di qua?

Quando, chetato il mare,

senza più una parola,

le spalle curve, andremo in cerca della luna.

Un volto appare ad una finestra, ed è

un volto senza sesso e senza età;

amici, amici miei, dev'essere così

scorderemo il nostro stare insieme di adesso"

 

 

Ivano Fossati, Questi posti davanti al mare:

"Le ragazze di Firenze vanno al mare

le ragazze di Firenze vanno all'amore

le ragazze di Milano han passo di pianura

che è bello da vedere

che è bello da incontrare

in questi posti davanti al mare

con questi cieli sopra il mare

quando il vento riscalda a suo tempo

il mare.

 

Le ragazze di Torino han smesso di lavorare

alle sette hanno smesso di lavorare

e anche il treno da Torino è un treno di pianura

però dovrà arrivare

però dovrà arrivare

in questi posti davanti al mare

con questi cieli sopra il mare

fin da Pavia si pensa al mare

fin da Alessandria si sente il mare

dietro un curva improvvisamente

il mare.

 

E noi che siamo gente di Riviera

dove passano i cuori d'avventura

e noi non ci sappiamo perdonare

di non sapere ballare

sapendo troppo aspettare.

 

E noi non ci sappiamo vestire

e noi non ci sappiamo spogliare

e noi non ci sappiamo raccontare

quand'è il momento raccontare

nei bar davanti al mare.

 

Le ragazze di Firenze vanno al mare

hanno tutte cuori da rivedere

le ragazze di Milano han' quel passo di pianura

che è bello da incontare

che è bello da ricordare

in questi posti davanti al mare

con questi cieli sopra

quando il vento raffredda a suo tempo

il mare."

 

 

Ne ho ancora delle altre, ma il tempo stringe... alla prossima!!! :s55:

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Si sa che nelle vacanze si ascolta molta musica e il mare oltre che viverlo nuotando spesso qui dove abito lo ascolto nelle parole delle canzoni.

Eccone qualche altra.

 

La mia cantante preferita in una delle sue più belle canzoni.

 

Gianna Nannini

Aiuto

 

Onde rotte lucernari piedi

scalzi siamo veri

qualche volta senti male la tristezza

scende le scale

Remi in barca non ce n'è

dieci notti senza te

suona a scatti l'armonica

s'interrompe quella musica

Proprio quando non ci sei

aiuto

ma non voglio dirlo mai

aiuto

Non ci penso nuoterai ecologico semmai

 

batte il cuore dentro la radio

mi emozioni vai al diavolo

C'è un oceano in città tetti bassi qua e là

nei traguardi dell'amore

siamo naufraghi senza pudore

Proprio quando non ci sei

aiuto

ma non voglio dirlo mai

aiuto

Mare caldo mare blu

bacio il cielo che cade giù

mare amaro ma tu che vuoi

stai cercando il cuore di una femmina

Terre agre sotto il sole

quanta gente vuole amore

ma discorsi non vuoi più sentire

bacio il cielo scusa non so morire

 

 

De Gregori in coppia con Giovanna Marini nel 1972 cantava Il naufragio del Sirio.

 

E da Genova

in Sirio partivano

per l'America a varcare,

varcare i confin.

 

Ed a bordo

cantar si sentivano,

tutti allegri del suo,

del suo destin.

 

Urtò il Sirio

un orribile scoglio.

Di tanta gente la misera,

la misera fin.

 

Padri e madri

bracciava i suoi figli

che si sparivano tra le onde,

tra le onde del mar.

 

E fra loro

un vescovo c’era,

dando a tutti

la sua benedizion.

 

E fra loro (lerì)

un vescovo c’era (lerà),

dando a tutti (lerì)

la sua benedizion!

 

 

Una grandissima Gabriella Ferri sempre in quegli anni.

 

Tutti ar mare

 

Tutti ar mare,

tutti ar mare

a mostra' le chiappe chiare,

co' li pesci,

in mezzo all'onne,

noi s'annamo a diverti'.

....

Il ritornello continua sempre lo stesso ma la magia sta nella voce di Gabriella.

 

 

Gli anni Sessanta con il primo Morandi.

 

Notte di ferragosto

 

Notte di ferragosto,

calda la spiaggia

e caldo il mare.

Freddo questo mio cuor

senza te.

 

Notte di ferragosto,

il mio pensiero

torna da te.

Forse tra le tue braccia

c'è lui, c'è lui.

 

E mi accorgo di amarti

ogni giorno di più,

anche se mi ripeto

che l'amore non c'è

non c'è, non c'è.

 

 

Occhi di ragazza

 

Occhi di ragazza,

quanti cieli

quanti mari che m'aspettano.

Occhi di ragazza, se vi guardo

vedo i sogni che farò.

 

Partiremo insieme per un viaggio,

per città che non conosco.

Quante primavere che verranno

che felici ci faranno

sono già negli occhi tuoi.

Edited by gichiano

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Un nutrito gruppo di canzoni napoletane.

 

'A LUNA E 'O MARE

Diceva 'a luna janca: "Oje mare, mare...nun voglio fá cchiù luce quann'è 'a sera...Mme dispiace pe' sti marenare,ma, a stu paese, nun ce vengo cchiù...Ccá se spassano a fá 'ammorequann'io sóngo chiara chiara...E nun sannoca pur'io tengo nu core,comm''o tiene pure tu...Oje mare, mare...a Napule só' tutte 'nnammurate,'e ffemmene só' troppo appassiunate...Mme ne vaco...Accussí voglio vedécomme fanno senz''e me..."IIE rispunnette 'o mare: "Oje luna, luna...chi, meglio 'e te, mme pò dá cchiù ragione?Ma tu t''e gguarde sulo, pe' furtuna,mentr'io nun saccio cchiù che suppurtá...Varchetelle a centenare...Vase, lacreme, suspire...E po' doppo,siente 'e dicere: - E' stu mareca peccato ce fa fá! -Oje luna, luna...a Napule só' tutte 'nnammurate...'e ffemmene só' troppo appassiunate...Mme ne vaco,accussí voglio vedécomme fanno senza 'e me!..."IIINu viecchio piscatore ca sentettechistu trascurzo fatto dint''a notte,"Tu nun capisce, oje luna, - lle dicette -si te ne vaje che male ce puó' fá!?...Ccá se magna pane e ammore,ccá se canta pe' stu mare...E si, overo,tutt'e duje tenite core,nun ce avit''a abbanduná!..."'A luna e 'o mare,sentenno stu pparlá doce e curtese,dicettero: "Chi 'o lassa stu paese?Va' nce 'o ddiceca restammo sempe ccá...pe' delizia 'e 'sta cittá!"

 

La ben nota A Margellina di E.A. Mario.

 

Quanno fa notte, 'nterra Margellina,se sceta 'o mare e canta chianu chiano...Se fa cchiù doce ll'aria d''a marina...Pure 'e ssirene cantano 'a luntano,quanno è scurata notte a Margellina...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,io vularría durmí ma nun è cosa:mme scetano da 'o suonno, sti sserate,'o mare 'e Margellina e ll'uocchie 'e Rosa!E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................IIStelle ch'ascite 'ncielo tutt''e ssere,ca ll'aria doce fa mená suspire...io ne cunosco doje e sóngo nere...e só' lucente...e só' duje uocchie nire...stelle ca state 'ncielo tutt''e ssere...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................IIIA Margellina, addó' se danno 'e vase,ce corre 'o core e ce ha pigliato ll'uso:Se scetano 'e ffigliole dint''e ccasee, da luntano, corrono annascusoa Margellina addó' só' doce 'e vase!...E cu 'sta luna, dint''e ssere 'e 'state,...........................................................

 

 

O marenariello cantata da Andrea Bocelli

 

Ritornello

Vicin' ô mare

facimmo 'ammore,

a core a core,

pe' nce spassá.

 

Piscatore e Pusilleco

 

Ritornello

Dorme il mare... Rema, rema.

Tutto è pace intorno a me.

Ma perché,

ma perché mi hai lasciato,

mentre io muoio, questa notte, per te!

 

Dorme il mare... O mia bella vieni!

In cielo la luna sale e va.

Vita mia!

Vita mia mi vuoi bene?

Ma se è un sogno non farmi svegliare.

 

Dorme il mare... Rema, rema.

 

ma perché mi hai lasciato,

mentre io muoio, questa notte, per te!

 

Dorme il mare... O mia bella vieni!

In cielo la luna sale e va.

Vita mia!

Vita mia mi vuoi bene?

Ma se è un sogno non farmi svegliare.

 

Dorme il mare... Rema, rema.

 

 

Maruzzella di Renato Carosone.

 

 

Ohé!

Chi sente?

E chi mo canta appriesso a me?

ohé,

pe' tramente

s'affaccia 'a luna pe' vedé!

Pe' tutta 'sta marina

'a Pròceda a Resína,

se dice: "Guarda llá,

na femmena che fa!"

 

Maruzzella, Maruzzè'...

t'hê miso dint'a ll'uocchie 'o mare

e mm'hê miso 'mpiett'a me

nu dispiacere...

Stu core mme faje sbattere

cchiù forte 'e ll'onne

quanno 'o cielo è scuro...

Primma me dice "sí",

po', doce doce, mme faje murí...

Maruzzella, Maruzzé'...

 

Ohé!

Chi mm'ajuta?

Si tu nun viene a mm'ajutá?

Ohé,

mm'è venuta

na voglia ardente 'e te vasá.

E vieneténne oje bella...

e damme 'sta vucchella

ca, pe' mm'avvelená,

'e zùccaro se fa...

 

 

Maruzzella, Maruzzè'...

 

 

 

A Marechiare di Salvatore di Giacomo.

Che ricordo essere il motivo conduttore del bel film di Nanni Loy Le quattro giornate di Napoli.

 

Quanno spónta la luna a Marechiare,

pure li pisce nce fanno a ll'ammore...

Se revòtano ll'onne de lu mare:

pe' la priézza cágnano culore...

 

Quanno sponta la luna a Marechiare.

 

A Marechiare ce sta na fenesta:

la passiona mia ce tuzzuléa...

Nu garofano addora 'int'a na testa,

passa ll'acqua pe' sotto e murmuléa...

 

A Marechiare ce sta na fenesta....

 

Chi dice ca li stelle só' lucente,

nun sape st'uocchie ca tu tiene 'nfronte!

Sti ddoje stelle li ssaccio i' sulamente:

dint'a lu core ne tengo li ppónte...

 

Chi dice ca li stelle só' lucente?

 

Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce...

quanno maje tantu tiempo aggi'aspettato?!

P'accumpagná li suone cu la voce,

stasera na chitarra aggio purtato...

 

Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce!...

 

 

 

E per finire questa infornata 'Na sera 'e maggio

 

Quanno vien'a 'appuntamento

guarde 'o mare, guard' 'e ffronne.

S' i' te parlo nun rispunne,

staje distratta comm'a che.

 

Io te tengo dint' 'o core,

sóngo sempe 'nnammurato

ma tu, invece, pienze a n'ato

e te staje scurdanno 'e me.

 

Quanno se dice si, tiènelo a mente,

nun s' ha da fá murí nu core amante.

Tu mme diciste si 'na sera 'e maggio

e mo tiene 'o curaggio 'e mme lassá.

Edited by gichiano

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In questi giorni ho ascoltato Dalla e ho trovato una serie di canzoni dove si parla di mare o, in qualche caso, è solo citato.

Spero di non aver fatto confusione.

 

4/3/1943

 

Dice che era un bell'uomo e veniva,

veniva dal mare

parlava un'altra lingua,

però sapeva amare

e quel giorno lui prese a mia madre

sopra un bel prato

l'ora più dolce prima di essere ammazzato

 

Così lei restò sola nella stanza,

la stanza sul porto

con l'unico vestito ogni giorno più corto

e benchè non sapesse il nome

e neppure il paese

mi aspettò come un dono d'amore fin dal primo mese

 

 

 

Balla balla ballerino

 

Balla balla ballerino

tutta la notte e al mattino

non fermarti.

Balla su una tavola tra due montagne

e se balli sulle onde dei mare io ti vengo a guardare.

Prendi il cielo con le mani

vola in alto più degli aeroplani

non fermarti.

Sono pochi gli anni forse sono solo giorni

e stan finendo tutti in fretta e in fila

non ce n'è uno che ritorni.

Balla non aver paura

se la notte è fredda e scura

non pensare

alla pistola che hai puntato contro.

 

 

La sera dei miracoli.

 

E’ la sera dei miracoli fai attenzione

qualcuno nei vicoli di Roma

con la bocca fa a pezzi una canzone.

E’ la sera dei cani che parlano tra di loro

della luna che sta per cadere

e la gente corre nelle piazze per andare a vedere

questa sera così dolce che si potrebbe bere

da passare in centomila in uno stadio

una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio

anzi la manda in onda

tanto nera da sporcare le lenzuola.

E’ l'ora dei miracoli che mi confonde

mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.

Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar

galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà

ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.

Ci sono anche i delinquenti

non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.

A due a due gli innamorati

sciolgono le vele come i pirati

e in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei

perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.

 

 

Stella Di Mare

 

Così stanco da

non dormire

le due di notte non

c'e' niente da fare

mi piace tanto

poterti toccare

o stare fermo e

sentirti respirare

dormi già

pelle bianca

come sarà

la mia faccia stanca

provo a girare il

mio cuscino

e' una scusa per

venirti più vicino

provo a svegliarti

con un po' di tosse

ma tu ti giri come

se niente fosse

spengo la luce

provo a dormire

ma tu con la mano

mi vieni a cercare

tu come me

tu come me

che le stelle

della notte

fossero ai tuoi piedi

che potessi

essere meglio

di quello che vedi

avessi qualcosa

da regalarti

e se non ti avessi

uscirei fuori a

comprarti

stella di mare

tra le lenzuola

la nostra barca

non naviga

vola, vola, vola!

Tu voli con me

tu voli con me

 

 

Itaca

 

Capitano che hai negli occhi

il tuo nobile destino

pensi mai al marinaio

a cui manca pane e vino

capitano che hai trovato

principesse in ogni porto

pensi mai al rematore

che sua moglie crede morto

Itaca, Itaca, Itaca

la mia casa ce l' ho solo là

 

Itaca, Itaca, Itaca

ed a casa io voglio tornare

dal mare, dal mare, dal mare

 

capitano le tue colpe

pago anch'io coi giorni miei

mentre il mio più gran peccato

fa sorridere gli dei

e se muori e' un re che muore

la tua casa avrà un erede

quando io non torno a casa

entran dentro fame e sete

Itaca, Itaca, Itaca

la mia casa ce l’ ho solo là

 

 

La casa in riva al mare

 

dalla sua cella lui vedeva solo il mare

ed una casa bianca in mezzo al blu

una donna si affacciava.... Maria

E' il nome che le dava lui

Alla mattina lei apriva la finestra

E lui pensava quella e' casa mia

Tu sarai la mia compagna Maria

Una speranza e una follia

 

E sognò la libertà

E sognò di andare via, via,via

 

 

 

Barcarola

 

Su due mari e un pensiero

vola lento questo veliero

 

su un’isola non più lontana

di due malattie

mi aspettano senza fretta

un cane un piatto sicuro

e una donna di fuoco

 

ma un veliero

sempre più lento

si ferma senza coraggio

e senza vento

e il mare diventa di sasso

mentre il cane abbaia

il piatto si fredda

la donna nervosa

su e giù va a spasso

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Itaca

 

Capitano che hai negli occhi

il tuo nobile destino

pensi mai al marinaio

a cui manca pane e vino

capitano che hai trovato

principesse in ogni porto

pensi mai al rematore

che sua moglie crede morto

Itaca, Itaca, Itaca

la mia casa ce l' ho solo là

 

Itaca, Itaca, Itaca

ed a casa io voglio tornare

dal mare, dal mare, dal mare

 

capitano le tue colpe

pago anch'io coi giorni miei

mentre il mio più gran peccato

fa sorridere gli dei

e se muori e' un re che muore

la tua casa avrà un erede

quando io non torno a casa

entran dentro fame e sete

Itaca, Itaca, Itaca

la mia casa ce l’ ho solo là

:s03: Chi invade la mia isola ? :s01:

 

 

Ciao.

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Canzoni decisamente datate ma io le ho sentite cantare ... quasi tutte. Sigh!

 

Il Trio Darling nel 1936 cantava C’è un uomo in mezzo al mare

Con relativi glu glu glu come nella canzone di Carosone

 

Oh Capitan,

c'è un uomo in mezzo al mare.

Oh Capitan,

venitelo a salvare!

Non sa remar, neppur nuotare sa,

e finirà per affogar.

 

Quel poverin, per rimanere a galla,

da un'ora sta seduto su una palla

che sopra l'onda

"glu glu glu glu glu" comincia a far.

Oh Capitan,

venitelo a salvar!

 

Erano le dieci,

un presentimento,

che mi spinse allora a domandar:

"Favorisca darci

qualche schiarimento

come mai c'è un uomo in mezzo al mar?"

 

Oh Capitan,

c'è un uomo in mezzo al mare.

Oh Capitan,

venitelo a salvare!

Non sa remar, neppur nuotare sa,

e finirà per affogar.

 

Quel poverin, per rimanere a galla,

da un'ora sta seduto su una barca

che sopra l'onda

"glu glu glu glu glu" comincia a far.

Oh Capitan,

venitelo a salvar!

Fino a mezzanotte

non dormii tranquillo,

sì che mi decisi a richiamar:

"Che cos'è accaduto,

sii sincero, dillo,

che cos'è accaduto in mezzo al mar?"

 

Oh Capitan!

Oh Capitan!

Hallo! Hallo!

Sì, sì,

vi spiegherò,

datemi ascolto per favor.

 

Erano in sei,

in sei sopra una barca,

e cinque sopra sei

furon costretti a cappottar.

Ecco perchè

c'è un uomo in mezzo al mar.

 

Capitan! Capitan!

E sopra l'onda

"glu glu glu glu glu" comincia a far.

Oh Capitan,

venitelo a salvar!

Capitan! Capitan!

 

 

 

 

Il gondoliere

 

Pope! Oeh! Pope! Oeh!

Gondola, gondola, oeh!

 

Notte de luna,

notte piena de stele,

vogo in laguna, vogo

e vogio cantar.

 

Mi son el gondolier

che in gondola te ninòa,

se el remo in forcòla sigòa,

coverze el scìoco dei basi.

 

Mi son el gondolier

che ancora in mar ve dondola,

no ste a curarve de mì,

mi fasso andar la gondola.

 

Oh, oh, oh oh!

Pope! Oeh! Pope! Oeh!

Gondola, gondola, oeh!

Oh, oh, oh oh!

 

El vento passa e 'l sol

già spunta a levante,

torno in cavana e vogo

e vogio cantar.

 

Mi son el gondolier

che in gondola te ninòa,

se el remo in forcòla sigòa,

coverze el scìoco dei basi.

 

Mi son el gondolier

che ancora in mar ve dondola,

no ste a curarve de mì,

mi fasso andar a gondola.

 

Pope! Oeh! Pope! Oeh!

Gondola, gondola, oeh!

 

 

Ancora una canzone su Genova, la più famosa

 

Ma se ghe penso del 1925

 

Ma se ghe penso alloa mi veddo o mâ,

veddo i mæ monti e a ciassa da Nonsiâ,

riveddo o Righi e me s'astrenze o chêu,

veddo a lanterna, a cava, lazzû o mêu.

Riveddo a séia Zena illûminâ,

veddo là a foxe e sento franze o mâ

e alloa mi penso ancon de ritornâ

a pösâ e osse dov'è a mæ madonnâ.

 

 

Bruno Martino

 

E la chiamano estate

 

E la chiamano estate

questa estate senza te,

ma non sanno che vivo

ricordando sempre te.

 

Il profumo del mare

non lo sento, non c'è più

perchè non torni qui

vicina a me.

 

E le chiamano notti

queste notti senza te,

ma non sanno che esiste

chi di notte piange te.

 

Ma gli altri vivono,

parlano, amano,

e la chiamano estate

questa estate senza te.

 

Il profumo del mare

non lo sento, non c'è più

perchè non torni qui

vicina a me.

 

E le chiamano notti

queste notti senza te,

ma non sanno che esiste

chi di notte piange te.

 

Ma gli altri vivono,

parlano, amano,

e la chiamano estate

questa estate senza te.

 

 

 

Alcune canzoni di Claudio Villa

 

Alba sul mare

 

L'immensa distesa del mar

scintilla di mille color,

è l'alba che torna a portar

il saluto alla vita e all'amor.

 

E mentre la volta del ciel

s'ammanta d'un candido vel,

l'onda placida, lieve, mormora

la più bella canzone del mar.

 

L'alba sul mar

lieta ritorna e s'imporpora,

e il marinar

canta con voce nostalgica.

 

Fra cielo e mar

vola il pensiero ad un angelo

e sopra l'onde che passano

sogna ancor la poesia del mare.

 

Fra cielo e mar

vola il pensiero ad un angelo

e sopra l'onde che passano

sogna ancor la poesia del mar.

 

 

Qui sotto il cielo di Capri

 

Qui,

sotto il cielo di Capri,

com'è bello sognar

mentre mormora il mar.

 

Qui,

fra spalliere di rose

e di glicini in fior,

paradiso è l'amor.

 

Qui la vita un'azzurra leggenda vi pare,

tu dimentichi tutto il soffrire

se dall'onde, nel chiaro lunar,

ti fai cullare.

 

Qui,

sotto il cielo di Capri,

voglio vivere e amar,

tutto il mondo scordar.

 

Vetrine di coralli

per le strade che vanno su e giù.

Scogliere e sentierelli

pitturati di sole e di blu.

 

Qui la vita un'azzurra leggenda vi pare,

tu dimentichi tutto il soffrire

se dall'onde, nel chiaro lunar,

ti fai cullare.

 

Qui,

sotto il cielo di Capri,

voglio vivere e amar,

tutto il mondo scordar.

 

Sotto il cielo di Capri

voglio il mondo scordar!

 

 

Santa Lucia luntana

 

Partono 'e bastimente

pe' terre assaje luntane...

cántano a buordo:

só' Napulitane!

Cantano pe' tramente

'o golfo giá scumpare,

e 'a luna, 'a miez'ô mare,

nu poco 'e Napule

lle fa vedé...

 

Santa Lucia!

Luntano 'a te,

quanta malincunia!

Se gira 'o munno sano,

se va a cercá furtuna...

ma, quanno sponta 'a luna,

luntano 'a Napule

nun se pò stá!

 

Santa Lucia, tu tiene

sulo nu poco 'e mare...

ma, cchiù luntana staje,

cchiù bella pare...

E' 'o canto d''e Ssirene

ca tesse ancora 'e rrezze!

Core nun vò' ricchezze:

si è nato a Napule,

ce vò' murí!

 

Quanta malincunia!

 

 

 

Domenico Modugno Notte di luna calante

 

Oh oh oh oh,

che profumo di mare!

Oh oh oh oh,

piove argento dal cielo.

 

Notte di luna calante,

notte d'amore con te.

Lungo le spiagge deserte

a piedi nudi con me.

 

Notte di luna d'estate,

ultima notte d'amor.

Quando col vento l'autunno ritornerà,

nulla di noi resterà.

 

Oh oh oh,

che profumo di mare!

Oh oh oh oh,

piove argento dal cielo.

 

Lungo le spiagge deserte

a piedi nudi con me.

 

Notte di luna d'estate,

ultima notte con te.

Quando col vento l'autunno ritornerà,

nulla di noi resterà.

 

Oh oh oh,

che profumo di mare!

Oh oh oh oh,

piove argento dal cielo.

 

 

Sergio Bruni Il mare

 

Il Mare....

 

Dalla bianca e lucente scogliera

ogni sera di te parlo al mare,

e tu al mare confidi ogni sera

i pensieri d'amore per me.

 

Il mare

è la voce del mio cuore,

è la voce del tuo cuor

che ci unisce ancora.

 

I miei baci a te,

i tuoi baci a me

ce li porta

il mare.

 

Quando un giorno vicini saremo

nella nostra casetta sul mare,

ogni sera dal mar sentiremo

la più bella canzone d'amor.

 

Il mare

è la voce del mio cuore,

è la voce del tuo cuor

che ci unisce ancora.

 

I miei baci a te,

i tuoi baci a me

ce li porta

il mare.

 

Il Mare

è la voce del mio cuore,

è la voce del tuo cuor

che ci unisce ancora.

 

I miei baci a te,

i tuoi baci a me

ce li porta

il mare.

 

 

Sergio Endrigo Girotondo intorno al mondo

 

Se tutte le ragazze,

le ragazze del mondo,

si dessero la mano,

si dessero la mano,

allora ci sarebbe

un girotondo

intorno al mondo,

intorno al mondo.

 

E se tutti i ragazzi,

i ragazzi del mondo,

volessero una volta

diventare marinai,

allora si farebbe

un grande ponte

con tante barche,

intorno al mare.

 

E se tutta la gente

si desse la mano,

se il mondo, veramente,

si desse una mano,

allora si farebbe

un girotondo

intorno al mondo,

intorno al mondo.

 

Se tutte le ragazze,

le ragazze del mondo,

si dessero la mano,

si dessero la mano,

allora ci sarebbe

un girotondo

intorno al mondo,

intorno al mondo.

 

E se tutta la gente

si desse la mano,

se il mondo, veramente,

si desse una mano,

allora si farebbe

un girotondo

intorno al mondo,

intorno al mondo!

 

 

L’urlatore Toni Dallara Bambina bambina

 

Bambina, bambina,

vivo solo per te.

 

Ti stringo tra le braccia

dimenticando il mondo,

tu sei con me

accanto a me.

 

Bambina, bambina,

sulle labbra colorate

hai il sapore dell'estate,

sapore di sole.

 

Un raggio di luna

tra i capelli si è fermato

e sul volto un pò abbronzato

hai dipinto l'amor.

 

Dai miei baci saprai

quel che ancora tu non sai,

che ti amo e per sempre

io t'amerò.

 

Bambina, bambina,

sulla spiaggia questa sera

siamo soli con il mare,

io solo con te.

 

Bambina, bambina,

sulle labbra colorate

hai il sapore dell'estate,

sapore di sole.

 

Bambina, bambina,

sulla spiaggia questa sera

siamo soli con il mare,

io solo con te.

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Una manciata di canzoni di De Gregori.

 

Le prime due sono legate al mare e ai naufragi sul filo delle canzoni popolari dei primi del Novecento, quando questi eventi colpivano molto la fantasia della gente

 

 

Il canto delle sirene

 

Non sarà il canto delle sirene che ci innamorerà,

noi lo conosciamo bene, l'abbiamo sentito già,

e nemmeno la mano affilata, di un uomo o di una divinità.

 

Non sarà il canto delle sirene in una notte senza lume,

a riportarci sulle nostre tracce, dove l'oceano risale il fiume,

dove si calmano le onde, dove si spegne il rumore.

 

Non sarà il canto delle sirene, ascoltaci o Signore.

Mio padre era un marinaio, conosceva le città,

mio padre era un marinaio, partito molti mesi fa.

Mio figlio non lo conosce, mio figlio non lo saprà,

mio padre era un marinaio, partito molti mesi fa.

 

Non sarà il canto delle sirene, nel girone terrestre,

ad insegnarci quale ritorno, attraverso alle tempeste,

quando la bussola si incanta, quando si pianta il motore.

 

Non sarà il canto delle sirene ad addormentarci il cuore,

quando l'occhio di Ismaele si affaccia da dietro il sole,

e nella schiuma della nostra scia qualcosa appare e scompare.

 

Non sarà il canto delle sirene che non ci farà guardare.

Mio padre era un marinaio e andava a navigare,

se l'è portato il vento, se l'è portato il mare.

Mio padre era un marinaio, girava le città,

mio figlio non le conosce, ma le conoscerà.

 

Non sarà il canto delle sirene che ci addormenterà,

l'abbiamo sentito bene, l'abbiamo sentito già,

ma sarà il coro delle nostre donne, da una spiaggia di sassi.

Sarà la voce delle nostre donne, a guidare i nostri passi,

i nostri passi nel vento, e il vento ci prende per vela.

Sarà di ferro la sabbia, sarà di fuoco la terra.

 

Ascoltaci o Signore, perdonaci la vita intera.

Mio padre era un marinaio, conosceva le città,

partito il mese di febbraio di mille anni fa,

mio figlio non lo ricorda, ma lo ricorderà,

mio padre era un marinaio, mio figlio lo sarà.

 

 

L’abbigliamento di un fuochista

 

Figlio con quali occhi,

con quali occhi ti devo vedere,

coi pantaloni consumati al sedere

e queste scarpe nuove nuove.

Figlio senza domani,

con questo sguardo di animale in fuga

e queste lacrime sul bagnasciuga

che non ne vogliono sapere.

 

Figlio con un piede ancora in terra

e l'altro già nel mare

e una giacchetta per coprirti

e un berretto per salutare

e i soldi chiusi dentro la cintura

che nessuno te li può strappare,

la gente oggi non ha più paura,

nemmeno di rubare.

 

Ma mamma a me mi rubano la vita

quando mi mettono a faticare,

per pochi dollari nelle caldaie,

sotto al livello del mare.

In questa nera nera nave che mi dicono

che non può affondare,

in questa nera nera nave che mi dicono

che non può affondare.

 

Figlio con quali occhi

e quale pena dentro al cuore,

adesso che la nave se ne è andata

e sta tornando il rimorchiatore.

Figlio senza catene,

senza camicia, così come sei nato,

su questo Atlantico cattivo,

figlio già dimenticato.

 

Figlio che avevi tutto

e che non ti mancava niente

e andrai a confondere la tua faccia

con la faccia dell'altra gente

e che ti sposerai probabilmente

in un bordello americano

e avrai dei figli da una donna strana

e che non parlano l'italiano.

 

Ma mamma io per dirti il vero,

l'italiano non so cosa sia,

e pure se attraverso il mondo

non conosco la geografia.

In questa nera nera nave che mi dicono

che non può affondare,

in questa nera nera nave che mi dicono

che non può affondare.

 

 

 

 

La bellissima La storia siamo noi che è in qualche modo influenzata da La Storia, in Satura di Eugenio Montale

 

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,

questo rumore che rompe il silenzio,

questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono "Tutti sono uguali,

tutti rubano alla stessa maniera".

Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,

la storia entra dentro le stanze, le brucia,

la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)

quando si tratta di scegliere e di andare,

te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,

che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare,

ed è per questo che la storia dà i brividi,

perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia non ha nascondigli,

la storia non passa la mano.

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

 

 

 

Bellamore

 

Bellamore Bellamore non mi lasciare

Bellamore Bellamore non mi dimenticare

rosa di primavera, isola in mezzo al mare

lampada nella sera, Stella Polare

Bellamore Bellamore fatti guardare

nella luna e nel sole fatti guardare

briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere

Bellamore Bellamore fatti vedere

e vieniti a sedere, vieniti a riposare

su questa poltroncina a forma di fiore

questa notte che viene non darà dolore

questa notte passerà senza farti del male

questa notte passerà

o la faremo passare.

Bellamore Bellamore

non te ne andare

tu che conosci le lacrime

e le sai consolare

Bellamore Bellamore

non mi lasciare

tu che non credi ai miracoli

ma li sai fare.

Bellamore Bellamore fatti cantare

nella pioggia e nel sole fatti cantare

paradiso e veleno, zucchero e sale

Bellamore Bellamore fatti consumare

e vieniti a coprire

vieniti a riscaldare

su questa poltroncina a forma di fiore

questo tempo che viene non darà dolore

questo tempo passerà senza farti del male

Edited by gichiano

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Carmen Consoli, Pioggia d'Aprile:

"Pioggia d’aprile,

sui litorali,

desolate si adagiano

le imbarcazioni dei pescatori [...]"

 

 

Vasco Rossi, Colpa del whisky:

"[...] Mi piaci quando riapri gli occhi

E dici di vedere il mare [...]"

 

 

Modà, Timida:

"[...] e più ti bacio e più tu sai di mare

e sai di sole

d’estate"

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Carlotta

 

Frena.

 

Frena, che voglio andare al mare

Frena, dai gira per il mare

Ho voglia di sentire sulle labbra il sapore del sale, far l'amore con te

Frena, che voglio andare al mare

Frena, dai frenami sul cuore

Ho voglia di nuotare e di sdraiarmi sulla sabbia col sale,

sotto il sole con te […]

 

 

 

De Gregori

 

Santa Lucia

 

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi

e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi

e per la tranquillità di chi va per mare

e per ogni lacrima sul tuo vestito,

per chi non ha capito.

Santa Lucia per chi beve di notte

e di notte muore e di notte legge

e cade sul suo ultimo metro,

per gli amici che vanno e ritornano indietro

e hanno perduto l'anima e le ali.

Per chi vive all'incrocio dei venti

ed è bruciato vivo,

per le persone facili che non hanno dubbi mai,

per la nostra corona di stelle e di spine,

per la nostra paura del buio e della fantasia. […]

 

 

Viva l’Italia

 

Viva l'Italia, l'Italia liberata,

l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.

L'Italia derubata e colpita al cuore,

viva l'Italia, l'Italia che non muore.

Viva l'Italia, presa a tradimento,

l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,

l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,

viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.

Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,

l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,

l'Italia metà giardino e metà galera,

viva l'Italia, l'Italia tutta intera.

Viva l'Italia, l'Italia che lavora,

l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,

l'Italia metà dovere e metà fortuna,

viva l'Italia, l'Italia sulla luna.

Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,

l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,

l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,

viva l'Italia, l'Italia che resiste.

 

Il cuoco di Salò

 

Alla sera vedo donne bellissime

Da Venezia arrivare fin qua

E salire le scale e frusciare

Come mazzi di rose

E il profumo rimane nell'aria

Quando la porta si chiude

Ed allora le immagino nude aspettare.

Sono attrici scappate da Roma

O cantanti non ancora famose

Che si fermano per una notte

O per una stagione

Al mattino non hanno pudore

Quando scendono per colazione

Puoi sentirle cantare

Se quest'acqua di lago fosse acqua di mare

Quanti pesci potrei cucinare stasera

Anche un cuoco può essere utile in una bufera

Anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare

Che qui si fa l'Italia e si muore

Dalla parte sbagliata

In una grande giornata si muore

In una bella giornata di sole

Dalla parte sbagliata si muore […]

 

 

 

Lucio Dalla

 

Meri Luis

 

[…] Il regista aspettava la star al ristorante

sembrava un morto con in mano un bicchiere

il ragazzo lavorava in un bar ed aspettava

che il padrone se ne andasse, per potersi sedere

il dentista aspettava il sabato

con la moglie e tre figli era già pronto per il mare

il taxista al posteggio aspettava qualcuno da portare

Chi l'ha vista la ragazza con le grandi tette

che tutte le sere alle sette un quarto

aspettava l'autobus guardando in alto

e tutti quanti ad aspettare, a cercare di fermare

questa vita che passa accanto e con le mani ti saluta e fa bye bye

questa vita un po’ umida di pianto con i giorni messi male […]

 

Futura

 

[…]Chissà chissà domani

su che cosa metteremo

le mani

se si potrà contare

ancora le onde del mare

e alzare la testa

non esser così seria

rimani

i Russi i Russi gli Americani

no lacrime non fermarti

fino a domani

sarà stato forse un tuono

non mi meraviglio

e' una notte di fuoco

dove sono le tue mani

nascerà e non avrà

paura nostro figlio […]

 

 

Siamo Dei

 

Siamo dei e ci muoviamo nello spazio profondo,

corriamo dietro ai tuoni, ci pettiniamo,

e aspettiamo la fine del mondo

mentre tu, pover'uomo, non sei niente di speciale

devi anche lavorare e poi chiedere perdono

siamo dei, figli del sole

invece tu chi sei, tuo padre è stato il dolore.

Un momento, un momento, ho anch'io qualche argomento

ho un amico che è un campione di rock e riesce a ballare

Per tre giorni e tre notti senza doversi fermare

e un'altro che ha la voce da basso e con una mira

che ti stacca la coda di un cane con un sasso, se lo tira

e poi ho un grande amore un amore di ragazza che mi aspetta

e se non torno esce pazza dal dolore poveretta

ed ogni estate do il mio voto e vado al mare

e resto nudo tutto il giorno

fa molto bene alla salute abbronzarsi e puoi nuotare.

se mi vedessi quando torno […]

 

 

 

Claudio Baglioni

 

Strada facendo

 

Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme

con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è

tra mille mattini freschi di bicicletta,

mille e più tramonti dietro i fili del tram

ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto

ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via

e ho respirato un mare sconosciuto

nelle ore larghe e vuote di un'estate di città

accanto alla mia ombra nuda di malinconia […]

 

 

 

Ivano Fossati

 

Una notte

[…] fra quella gente

così diversa

in quelle notti

che non girano

mai piano

io qui ho un pallone

da toccare col piede

nel vento che

tocca il mare

e' tutta

musica leggera

ma come vedi

la dobbiamo cantare

e' tutta

musica leggera

ma la dobbiamo

imparare

E' una notte

in Italia che vedi

questo taglio

di luna

freddo come una

lama qualunque

e grande come

la nostra fortuna

che e' poi

la fortuna

di chi vive adesso

questo tempo

sbandato

questa notte

che corre

e il futuro

che viene

a darci fiato

 

 

Gianna Nannini

 

Donne in amore

 

Quando giri per la città è difficile incontrarla

ma non perdi di vista mai gli occhi nudi sul volto

dai silenzi vicine voci umbratili

sono scritte sui muri dei cortili nelle notti coloniali

E mia nonna è una quercia e va

si erge nella tempesta

nei momenti di guerra stira

senza lacrime oscure

sopra i campi di grano

le sottane in su

fanno odore di mare

nelle navi degli inverni da passare

donne in amore donne in amore.......

Poi si ferma in fotografia

ha una spilla nel cuore ed è mia

ti cancella lo sguardo è sì

se decide così

non ci sono carezze non perdonerà

viaggerà su quel camion

sola sola sola sola immaginare...

donne in amore....

donne in amore......

donne in amore

 

 

Nico Fidenco

 

 

Legata a un granello di sabbia

Mi vuoi lasciare, tu vuoi fuggire

ma sola al buio tu poi mi chiamerai.

 

Ti voglio cullare, cullare

posandoti su un'onda del mare, del mare

legandoti a un granello di sabbia

così tu nella nebbia più fuggir non potrai

e accanto a me tu resterai.

 

Ti voglio tenere, tenere

legata con un raggio di sole, di sole

così col tuo calore la nebbia svanirà

e il tuo cuore riscaldarsi potrà

e mai più freddo sentirai.

 

Ma tu, tu fuggirai

e nella notte ti perderai

e sola, sola

sola nel buio

mi chiamerai.

 

Ti voglio cullare, cullare

posandoti su un onda del mare, del mare

legandoti a un granello di sabbia

così tu nella nebbia più fuggir non potrai

e accanto a me tu resterai.

Ti voglio tenere, tenere

legata con un raggio di sole, di sole

così col suo calore la nebbia svanirà

e il tuo cuore riscaldarsi potrà

e mai più freddo sentirà.

 

Ma tu, tu fuggirai

e nella notte ti perderai

e sola, sola

sola nel buio

mi chiamerai.

 

Ti voglio cullare, cullare

posandoti su un onda del mare,del mare

legandoti a un granello di sabbia

così tu nella nebbia più fuggir non potrai

e accanto a me tu resterai,

ai iai iai iai,

ai iai iai iai iai.

Edited by gichiano

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Qualche boccone del mio conterraneo Luciano Ligabue...

 

Urlando contro il cielo:

"[...] Fantasmi sulla A quattordici

Dai finestrini passa odor di mare, diesel,

mer#a, morte e vita.

Il patto è stringerci di più

prima di perderci

forse ci sentono lassù

E' un pò come sputare via il veleno

urlando contro il cielo."

 

 

Buonanotte all’Italia :

"[...] Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare

tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare [...]"

 

 

Il centro del mondo:

"[...] Portami ovunque portami al mare

portami dove non serve sognare

chiedemi il cambio solo se devi, sei brava a guidare

e dopo portami oltre che lo sai fare dove sparisce qualsiasi confine

fammi vedere che cosa vuol dire viaggiare col cuore [...]"

 

 

Tutte le strade portano a te:

"[...]Che vento che tira

taglia il respiro spinge un po' in la

forse ci vuol cambiare

mi sa che non ce la farà

mi riesci a sentire

in questo rumore?

Vieni un po' qua

fammi sentire il mare

al centro di questa città [...]"

 

 

Metti in circolo il tuo amore:

"[...] Quante vite non capisci

e quindi non sopporti

perché ti sembra non capiscan te.

Quanti generi di pesci

e di correnti forti

perché 'sto mare sia come vuoi te.

 

Metti in circolo il tuo amore

come fai con una novità

Metti in circolo il tuo amore

come quando dici si vedrà

come fai con una novità

 

E ti sei opposto all'onda

ed è li che hai capito

che più ti opponi e più ti tira giù.

E ti senti ad una festa

per cui non hai l'invito

per cui gli inviti adesso falli tu [...]"

 

 

Niente paura:

"[...] A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare

e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.

Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro

per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.

 

Niente paura, niente paura

Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così [...]"

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E' doveroso aggiungere il contributo di un amico appassionato di musica (e di signor orologi...):

 

Pooh, Davanti al mare (dall'album Uomini Soli del 1990 - Testo di Facchinetti - Negrini):

"E tanti auguri davanti al mare,

con quest'aria da sud

che non sembra inverno,

io guardo il nuovo anno,

cominciare.

Quanti pensieri davanti al mare,

in quest'alba leggera

c'è gente ancora,

in abito da sera,

davanti al mare.

Cosa faranno,

nel nuovo anno,

queste signore con le scarpe in mano,

e un anno in più

da cancellare.

Ce la faranno i carabinieri,

ad arrestare i ladri quelli veri,

a far dei figli e portarli al mare,

e mi ricordo un'altra fine dell'anno al mare.

Bei tempi senza sonno,

nè soldi nè paure,

dove saranno adesso gli altri,

se ci ritroviamo ora,

chissà quali canzoni

ci ricordiamo ancora.

E tanti auguri davanti al mare,

alla gente che ha tutto

da festeggiare,

o ha solo vecchie foto

da mostrare.

Ci siamo tutti davanti al mare,

c'è chi ha in testa un'azienda

saltata in aria,

e chi ha una raversata,

solitaria.

E tanti auguri

a questi signori,

che stan cercando il primo bar aperto,

come l'acqua nel deserto.

Lavati il viso

tu che stanotte,

hai fatto a botte invece che all'amore

e tanti auguri

davanti al mare.

Qui tutto arriva e poi si ferma

davanti al mare,

chi ha voglia di sognare

e chi non sa nuotare.

Era la fine di un'età,

ed uno ad uno siam partiti,

ma ripensarci bene

ci siamo divertiti.

 

 

 

Data la vasta discografia del gruppo citato, di mio per il momento aggiungo:

 

Maria marea (dall'album Il cielo è blu sopra le nuvole del 1992):

"E Maria guardava fuori e spariva con la mente

sulla scia dei marinai al di là dell'orizzonte.

E Maria guardava dentro nelle tasche ai forestieri

e sognava ad ogni incontro di attaccarsi al vento

al vento per andare via.

E Maria imparò di tutto, anche come avvelenare

con la bocca, con il petto, a graffiare come un gatto.

E Maria lasciò ben poco a quell'uomo che dormiva

una scia di buon profumo in riva al mare e via.

E cosi se ne andò senza idea di dove andare,

prese terra in mille porti, porti da dimenticare.

Maria marea oltremare c'è sempre altro mare

e di più.

Maria marea con le ombre più amare nel cuore

e di più, e di più.

E Maria non incontrò mai cuori buoni e intelligenti,

solo il petto dei cattivi, tatuato coi serpenti.

E Maria, la principessa era rosa troppo rossa

per potersi far toccare da amori senza amore.

E cosi se ne andò con l'idea di dove andare

camminò sulla marea, prese l'onda e l'abbracciò.

Maria marea sotto il mare c'è sempre più mare

e di più. Maria marea affondare è un po' come volare

e di più, e di più.

Nelle notti di troppa luna

quando il passato balla col presente

sull'isola nella corrente

c'è chi vede Maria ritornare alla sua prima spiaggia.

Maria, la sirena regina selvaggia,

pioggia dolce e pungente sul cuore,

allegra sfortunata e veloce come un pesce volante,

stella che sbaglia cielo e cade,

imbrogliona innocente.

Maria che sognava tutto e niente,

ma è sempre meglio sognare troppo che non sognare

ed è meglio vivere un'ora che non esser mai nati

ed è meglio essere indimenticabili

che dimenticati"

 

 

Vorrei (dall'album Musica dentro del 1994):

"Vorrei essere un bambino

che scavalca un vecchio muro

e si ritrova in faccia il mare [...]"

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Roberto Vecchioni - Stranamore

 

E' lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere

e quel silenzio tra noi due che sembra non finire,

quando lo svesto. lo rivesto e poi lo metto a letto,

e quelle lettere che scrive e poi non sa spedirmi...

forse lasciarlo sulle scale è un modo di salvarmi

E tu che hai preso in mano

il filo del mio treno di legno,

che per essere più grande avevo dato in pegno:

e ti ho baciato sul sorriso per non farti male,

e ti ho sparato sulla bocca invece di baciarti

perchè non fosse troppo lungo il tempo di lasciarti:

 

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

 

E l'alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele

e una ragazza bionda forse gli voleva dire

che l'uomo è grande, l'uomo è vivo,

l'uomo non è guerra;

ma i generali gli rispondono che l'uomo è vino,

combatte bene e muore meglio

solo quando è pieno.

 

E il primo disse "Ah sì,

non vuoi comprare il nostro giornale?!"

e gli altri "Lo teniamo fermo tanto per parlare"

ed io pensai - ora gli dico "Sono anch'io fascista" -

ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa

la mia paura non bastava a farmi dire basta.

 

Forse non lo sai ma pure questo è amore

 

Ed il più grande

conquistò nazione dopo nazione,

e quando fu di fronte al mare si sentì un cog###ne

perchè più in là

non si poteva conquistare niente:

e tanta strada per vedere un sole disperato,

e sempre uguale e sempre

Bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave,

ha più ferite che battaglie, e lui ce l'ha la chiave,

Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli,

ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio,

io che non parto e sto a guardarti

e che rimango sveglio.

 

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

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Ecco qui una canzone mezza censurata al Festival di Sanremo del 1982... il titolo e il testo erano originariamente diversi, ma quello che cantarono fu questo:

Le orme, Marinai:

"[...] Pianoforti nel sottomarino

noi cantiamo per te capitano

siamo nati da una favola

dove il cielo non tradiva i marinai [...]

 

 

E poi la prima strofa di una canzone che per certi versi è un ricordo pungente, ma che oggi odora di muffa e di polvere:

Pooh, Ricominciamo (dall'album Il cielo è blu sopra le nuvole del 1992):

"In questo maremoto della vita

la mia ancora sei tu

[...]"

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Claudio Baglioni - Ancora la pioggia cadrà

 

Tra le barche a pancia all'aria

rauco il vento s'infilò

l'ultima boccata forte

poi le scarpe si cavò

con le mani stanche cariche di vene

i vestiti ripiegò

come chi non ha più fretta

verso il mare camminò

la schiuma gli si fece incontro

e i suoi piedi incatenò

gli occhi acquosi di tristezza

oltre quel cielo

un altro cielo lui cercò

ti seguirò

se tu lo vuoi

dovunque andrai

io ci sarò

strinse intorno a sè le braccia

poi nell'acqua scivolò

i treni partiti senza portarci via

non si fermeranno più qua

finchè la certezza non ci abbandonerà

e ancora la pioggia cadrà

il riflesso della luna

nel suo solco lo guidò

pallide le spalle magre

contro l'orizzonte andò

un silenzio nero come il cu#o dell'inferno

e lui si accompagnò

io non lo so

cosa non va

che cosa c'è

cosa sarà

metro dopo metro spinse il cuore

e la notte attraversò

i sogni sognati con tanta ingenuità

marciscono in fondo a una via

finche' la paura non ci addormenterà

e ancora la pioggia cadrà

con le braccia più rabbiose

il suo corpo trascinò

e sfido' la nebbia densa

che pian piano lo abbracciò

le speranze mezze uccise dalla vita

tra le onde abbandonò

non ti amo più

non sono tua

che cosa vuoi

vattene via

si aggrappò sfinito al suo dolore

ed il mare lo ingoiò

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Tratto dal mio utilissimo Festival di Sanremo - Almanacco illustrato della Canzone Italiana a cura di Eddy Anselmi (nonché gradito regalo ricevuto da un carissimo Amico in occasione della finale del festival di quest'anno... Ehm... vi faccio sorridere... sembra da :s14: , ma con un gruppetto di amici super appassionati di musica è tradizione trovarsi a cena e poi seguire la finale: predisponiamo delle schede personali che firmiamo e che compiliamo dando i voti -dal quattro al dieci- relativamente alle categorie: Musica, Testo, Interpretazione, Look. Poi man mano facciamo le medie, i confronti con la tv e proclamiamo i nostri vincitori... Ovviamente si mette tutto agli atti -e ciascuno ha copia delle varie schede-. :s68: :s68: Eh già già, siamo una piccola giuria di qualità :s04: )

 

1954, E la barca tornò sola (funerea storia...), cantata da Gino Latilla e il Duo Fasano:

"Erano tre fratelli pescatori,

con una mamma bianca,

con una barca nera

e con tre cuori ancora da creatura...

Il mare urlava cupo quella sera

e il legno della incognita straniera

cercava aiuto in tutto quell'orrore.

"Chi rischierà la vita per salvare

la bionda forestiera, chi sarà?"

Mare!

Mare crudele!

Come puoi cantare

nelli notti scure

quando piange il cuore?

Mare,

se di un amore

soffocasti in gola

l'ultima speranza,

l'ultima parola...

Mare crudele!

Mare crudele!

Mare crudele!

...e la barca tornò sola!...

Della leggenda dei tre pescatori,

resta una mamma bianca

ed una barca nera

che in fondo al molo a tutti fa paura!

Le vele si raccontano fra loro

che una sirena dai capelli d'oro

serba il segreto dei tre pescatori...

Ma quel segreto chi potrà svelare

se l'onda indifferente viene e va! [...]"

 

 

1957, Onda marina, cantata da Claudio Villa:

"Sei come l'onda che non sosta mai

e come l'onda vieni e te ne vai

io son la riva ferma ad aspettare

ogni capriccio del tuo strano amore

un giorno m'ami e un giorno m'abbandoni

dovrei fuggirti e non ti so lasciar.

Ondamarina, amarti come t'amo è una sfortuna

in ogni tua carezza c'è una spina

in ogni tuo sorriso c'è una pena.

Ondamarina, sei bella e incanti più di una sirena

ma chi ti fece fu una fata strana

ti diede tutto e non ti diede un cuor.

Ma un'ora è come un giorno

e un giorno è come un anno

il tempo sembra eterno se tu non sei con me.

Ondamarina, tu che sorridi sul mio cuore in pena

ricorda che la vita è a volte strana

un altro forse riderà di te.

Ma un'ora è come un giorno

e un giorno è come un anno

il tempo sembra eterno se tu non sei con me.

Ondamarina, tu che sorridi sul mio cuore in pena

ricorda che la vita è a volte strana

un altro forse riderà di te.

E come il pescator non abbandona

il mare che gli da vita e gli da pena

così se non ti sento a me vicina

non vivo e cerco te... ondamarina"

 

 

1959, Né stelle né mare, cantata da Fausto Cigliano:

""Amore, amore, amore, amor...

Amore, amore, amore, amor..."

Non c'è nulla di più bello

per un cuore di poeta...

che guardar le stelle,

che ascoltar il mar.

Ma qualcosa di più bello

questa notte m'ha ispirato:

erano i tuoi occhi,

la tua voce, amor!

Lucean le stelle e non guardai...

(....non guardai!)

Cantava il mar, non ascoltai!

(sai perchè?)

Guardavo e udivo solo te...

(solo te...)

sospirar: "mio, mio, sei tu!"

(Mio, mio, sei tu!)

Le stelle più non le contai...

(...non contai!)

Del mare più non ti parlai...

(...non parlai!)

Due stelle avevo innanzi a me..

(..gli occhi tuoi)

e invocai: "mia, mia, sei tu!"

(mia, mia, sei tu!)

Felice - sognavo,

guardandoti così,

Un bacio - soltanto

un attimo ci unì.

Finchè ogni stella tramontò

(..tramontò)

e il mare alfin s'addormentò...

(...oh oh oh ...)

Ci salutammo so, così...

(..sol così...)

con languor: "mio, mio, sei tu!"

(mio, mio, sei tu!)

"Mia, mia, sei tu!"

Nè stelle nè mare guardai,

c'era il mio amor!

"Amore, amore, amore, amor...

Amore, amore, amore, amor..."

 

 

1960, Il mare, cantata da Sergio Bruni ( e già in precedenza ricordata da altri C.ti)

 

1961, Il mare nel cassetto, cantata da Milva e Gino Latilla:

"Vieni a vedere il mio mare

Io lo tengo nel cassetto.

Una conchiglia, due stelle

Tre gocce di mare blu.

Un cavalluccio marino

E un sasso colore del sol.

Una manciata di sabbia

Per scrivere "t'amo"

Che fa pensare a più dolci

Tracce d'amore.

Un piccolissimo lembo

Di vela baciata dal sol

Con una scheggia di barca

E fili di rete d'or.

Questo è il mio mare,

Il mio mondo

Che sol di sogni vive.

È il più bel mare del mondo.

Questo è il mio mare.

Questo è il mio mare,

Il mio mondo

Che sol di sogni vive.

È il più bel mare del mondo.

Questo è il mio mare.

Il mio mare!"

 

 

1961, Mare di dicembre, cantata da Claudio Villa:

"Nessuna vela bianca

accarezza il mare

il vento piange

l'estate ormai finita.

Mare di dicembre

tu sei solo mio

spiaggia senza sole

tutta mia sei tu.

Sole di dicembre

solo per me splendi

luna senza stella

triste sei per me.

La sabbia grigia bagnata

non da più calore

e un'onda gelata

gela il mio fuoco d'amor.

Mare di dicembre

tu sei solo mio

cielo senza luce

tutto mio sei tu.

Mese di dicembre

triste amico mio

mare, spiaggia e sole

datemi del tu, del tu

in vostra compagnia mi portate

chi m'ha baciato tanto questa estate

e gli occhi di dicembre piangono

con gli occhi del mio cuor."

 

 

1962, L'ombrellone, canatata da Gloria Christian e Johnny Dorelli:

"Per la nostra estate d'amore

non abbiamo un'orizzonte di mare,

ma soltanto - un terrazzino

ed un mare di tetti...

un obrellone

di tela azzurra

ho aperto al primo sole del mattino

e ti voglio vicino.

Se chiudi gli occhi,

tu puoi vedere

un'onda che si sfrange alla scogliera

e ti senti leggera...

e allora

un ombrellone azzurro può bastare

per tutto ciò che puoi desiderare:

per il sole, per il mare

per ciò che forse non avremo mai!

Un ombrellone,

un po' sbiadito,

regala un cerchio d'obra più discreto

ad un timido bacio...

vieni, ti prego,

appoggia la tua testa sul mio cuore,

e sogna, sogna..

vieni, ti prego,

appoggia la tua testa sul mio cuore,

e sogna,

sogna la nostra vacanza d'amor!"

 

 

1963, Sull'acqua, cantata da Sergio Bruni:

"Non importa che sia il mare

non importa che sia un fiume

ma sull'acqua con te

e sull'acqua scivolare piano piano

mentre il cuore s'addormenta

galleggiando come un fiore

sull'acqua, sull'acqua [...]"

 

 

Per oggi mi fermo agli anni '60... penso che queste canzoni strappalacrime (e strappacuore!) siano emotivamente difficili da gestire :s02:

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Lucio Battisti - La canzone del sole

 

Le bionde trecce e gli

occhi azzurri e poi

le tue calzette rosse

e l'innocenza sulle gote tue

due arancie ancor più rosse

e la cantina buia dove noi

respiravamo piano

e le tue corse e l'eco dei tuoi no

o no mi stai facendo paura

 

Dove sei stata cosa hai fatto mai

una donna, donna dimmi

cosa vuol dir sono una donna ormai

ma quante braccia ti hanno stretto

tu lo sai

per diventar quel che sei

che importa tanto

tu non me lo dirai

purtroppo

ma ti ricordi l'acqua verde e noi

le roccie bianche al fondo

di che colore sono gli occhi tuoi

se me lo chiedi non rispondo

o mare nero,mare nero mare ne

tu eri chiaro

e trasparente come me

o mare nero, mare nero mare ne

tu eri chiaro

e trasparente come me

e ...

 

Le biciclette, abbandonate

sopra il prato e poi

noi due distesi all'ombra

un fiore in bocca può servire sai

più allegro tutto sembra

e d'improvviso

quel silenzio fra noi

e quel tuo sguardo strano

ti cade il fiore dalla bocca e poi

o no, ferma ti prega la mano

 

Dove sei stata cosa hai fatto mai

una donna, donna, donna dimmi

cosa vuol dir sono una donna ormai

io non conosco quel sorriso

sicuro che hai

non so chi sei,

non so più chi sei

mi fai paura oramai

purtroppo

ma ti ricordi le onde grandi e noi

gli spruzzi e le tue risa

cosa é rimasto in fondo agli

occhi tuoi

la fiamma é spenta o é accesa

 

O mare nero, o mare nero mare ne

tu eri chiaro

e trasparente come me

O mare nero, o mare nero mare ne

tu eri chiaro

e trasparente come me

no, no no ...

no il sole quando sorge

sorge piano e poi

la luce si diffonde tutto intorno

a noi

le ombre di fantasmi della notte

sono alberi e cespugli e ancora

i fiori sono gli occhi

di una donna

ancora pieni d'amore

na ,na ,na ,na ...

 

 

 

Gianni Morandi - Varietà

 

In questo mondo che pare proprio ormai una palude

spunti fuori come un’anatra, sull’acqua scivoli

dimmi un po’ che oggetto sei, sembri un giocattolo

ma il tuo martello dimmi, dai, dove lo tieni

ma il tuo martello dimmi se lo getterai oppure no

io vorrei proprio che tu mi assomigliassi un po’

in questo grande e immenso bisogno d’amore che ho

Navi da guerra incrociano all’orizzonte

e mille dubbi si ammassano nella mia mente che non sa

dimmi se tu come me giochi con gli angeli

oppure anche tu sei in fondo un’assassina

con gli impauriti e ingenui occhi di bambina che non sa

io vorrei proprio che tu mi assomigliassi un po’

in questo grande e immenso bisogno d’amore che ho

quanti palpiti misteriosi nell’universo

quasi un niente senza nessuno, sempre più perso ormai

io lo so che anche tu non fai miracoli

ma dimmi che ce l’ha almeno una coscienza

perché purtroppo io non posso farne senza, proprio no

io vorrei proprio che tu mi assomigliassi un po’

in questo grande e immenso bisogno d’amore che ho

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Max Gazzè, Vento d'estate:

"...Vento d'estate

io vado al mare

voi che fate?..."

 

Non sono sicura, domattina controllo...

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Grazie per la conferma!

Ah, allora nonostante l'ora :s12: il vento mi ha dato un suggerimento inaspettato, ma utile... (quindi il motto della Palinuro "faventibus ventis" si è concretizzato in questo piccolo frangente? :s01: )

 

Latitano? Chissà... forse navigano! :s33:

 

Elisa (feat. L. Ligabue), Gli ostacoli del cuore:

"[...] C'è un principio di allegria

fra gli ostacoli del cuore

che mi voglio meritare

anche mentre guardo il mare

mentre lascio naufragare

un ridicolo pensiero

 

Quante cose che non sai di me

Quante cose che non puoi sapere

Quante cose da portare nel viaggio insieme [...]"

Edited by Febea

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Franco Battiato - Summer on a solitary beach

 

 

Passammo l'estate

su una spiaggia solitaria

e ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto

e sulla sabbia un caldo tropicale

dal mare.

E nel pomeriggio

quando il sole ci nutriva

di tanto in tanto un grido copriva le distanze

e l'aria delle cose diventava

irreale.

 

Mare mare mare voglio annegare

portami lontano a naufragare

via via via da queste sponde

portami lontano sulle onde.

 

A wonderful summer

on a solitary beach

against the sea

"le grand hotel Sea-Gull Magique"

mentre lontano un minatore bruno

tornava.

 

Mare mare mare voglio annegare...

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Fiorello - "Spiagge lyrics"

 

 

Pelle bruciata, occhiali da sole

la noia resta in città

granite, cocco, gelati al limone

e tu che suoni il tam tam ...

e tornera' la sera tutta per me

si va per l'avventura

La calda pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'adriatico

spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

One two

Bellezze al bagno

sirene in costume

le frida dei "vu cumpra'"

la radiolina a tutto volume,

che dolce tranquillita' ...

ma tornerà la sera sempre con te

non è più un'avventura ...

e la tua pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'Adriatico

Spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

Spiagge

di luna e baci sotto l'ombrellone

eccitatissimo

Spiagge

di sabbia che ci bagna di piacere

in ogni attimo

One two

 

Pelle bruciata, occhiali da sole

la noia resta in città

granite, cocco, gelati al limone

e tu che suoni il tam tam ...

e tornera' la sera tutta per me

si va per l'avventura

La calda pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'adriatico

spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

One two

Bellezze al bagno

sirene in costume

le frida dei "vu cumpra'"

la radiolina a tutto volume,

che dolce tranquillita' ...

ma tornerà la sera sempre con te

non è più un'avventura ...

e la tua pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'Adriatico

Spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

Spiagge

di luna e baci sotto l'ombrellone

eccitatissimo

Spiagge

di sabbia che ci bagna di piacere

in ogni attimo

One two

 

Pelle bruciata, occhiali da sole

la noia resta in città

granite, cocco, gelati al limone

e tu che suoni il tam tam ...

e tornera' la sera tutta per me

si va per l'avventura

La calda pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'adriatico

spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

One two

Bellezze al bagno

sirene in costume

le frida dei "vu cumpra'"

la radiolina a tutto volume,

che dolce tranquillita' ...

ma tornerà la sera sempre con te

non è più un'avventura ...

e la tua pelle nera come il caffè

mi manda in estasi.

 

Spiagge

di ritmo sotto il sole e belle donne

nell'Adriatico

Spiagge

che vivono di notte il lungomare

sfrenato al massimo.

 

Spiagge

di luna e baci sotto l'ombrellone

eccitatissimo

Spiagge

di sabbia che ci bagna di piacere

in ogni attimo

One two

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Da qualche giorno viaggia con me Zucchero, quindi ecco qui Nel così blu:

"In testa ho

la frase che

incendia un bosco in testa a me

La frase che

ho in testa è

"E allora la baciai"

E immaginai

cobalto il cielo

d'amore immenso intorno a lei

E me ne andai

e navigai

e non lo so se più tornai

In testa ho

la frase che

fa la tempesta in testa a me

e se la neve

non fa rumore

 

"Allora lei mi amò"

Di vento e dune

di notti intere

e bianche in mare insieme a lei

E me ne andai

nel così blu

e non lo so se più tornai

In testa ho

la frase che

lei disse, resta in testa a me

E mi estasiai

e dissi anch'io

 

"Per sempre amore mio"

Abbiamo insieme

ingoiato il sole

dipinto d'infinito il mare

E me ne andai

e navigai

e non lo so se più tornai"

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